Burano: cosa vedere nell’isola dei colori e come arrivare

Aggiornato il 29 Ottobre 2026

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Burano cosa vedere

Era giugno, qualche anno fa, e avevo preso uno dei primi vaporetti del mattino dalle Fondamente Nove per scappare dal caldo prima che diventasse insopportabile. Quando sono sceso a Burano le calli erano quasi vuote: c’erano solo le signore dell’isola che spazzavano davanti alla porta di casa, con la voglia di scambiare due parole con chi passava. Verso le undici è arrivata la prima ondata di gruppi, e a quel punto io avevo già visto quello che volevo vedere ed ero seduto a tavola.

Preparando questa guida ho scoperto due cose che le pagine su Burano non dicono. La prima: la storia dei colori decisi dal Comune casa per casa, che leggerete ovunque, non trova riscontro in nessun atto. La seconda: di giorno la linea 12 non ferma a Torcello, e chi non lo sa resta a guardare la basilica dal pontile. Qui trovate cosa vedere sull’isola, gli orari veri dei vaporetti da Venezia, quanto costano biglietti e museo, dove mangiare, come aggiungere Mazzorbo e Torcello alla giornata e dove dormire. Se Burano è una tappa di un giro più largo, il resto della regione è nella nostra guida a cosa vedere in Veneto.

In breve

Burano è un’isola della laguna nord di Venezia, con 2.078 abitanti, famosa per le case colorate, il merletto ad ago e il campanile storto di San Martino. Si arriva con la linea 12 dalle Fondamente Nove in 41 minuti, via Murano e Mazzorbo, con una corsa ogni mezz’ora; la linea 14 parte da San Zaccaria e ci mette 65 minuti. Il biglietto da 75 minuti costa 9,50 €, quello da 24 ore 25 €. Il Museo del Merletto in Piazza Galuppi apre dalle 10 alle 16, chiuso il lunedì, e costa 7 €. Bastano 2-3 ore per l’isola, mezza giornata con Mazzorbo e una giornata con Torcello, che con la linea 9 è a 5 minuti.

Dove si trova Burano e perché le case sono colorate

Burano sta nella laguna nord, a circa sette chilometri in linea d’aria dalle Fondamente Nove, ed è un pezzo del Comune di Venezia: municipalità Venezia, Murano, Burano. Di fatto sono quattro isolotti tenuti insieme da ponti e canali, e un ponte di legno lungo una sessantina di metri la lega a Mazzorbo.

Ci vive sempre meno gente. Al 31 dicembre 2025 i residenti erano 2.078, contro i 3.265 del 2001: in un quarto di secolo l’isola ha perso un abitante su tre. Tenetelo a mente quando camminate fra le case: quelle porte aperte sono cucine vere, non scenografie.

E i colori? La versione romantica dice che i pescatori dipingevano le case per riconoscerle dalla barca nei giorni di nebbia. Il Comune di Venezia, sul suo portale, la racconta in modo più asciutto: i colori accesi sono «una tradizione abbastanza recente», nata per delimitare la proprietà delle abitazioni. Fra le due, scegliete voi quella che preferite raccontare a cena.

Attenzione: leggerete quasi dappertutto che chi vuole ridipingere casa deve chiedere al Comune, che gli assegna il colore. Abbiamo cercato l’atto e non esiste. Le regole vere sono due: il Regolamento edilizio di Venezia chiede colori «nelle tonalità presenti nella tradizione locale», con una cartella colori e tecniche a calce o ai silicati, e la stessa norma esenta proprio Burano dall’obbligo di trattare in modo uniforme le facciate di un edificio. Una gamma di colori ammessi, quindi, e nessun sindaco che sceglie il fucsia del vicino.

Come arrivare a Burano da Venezia con il vaporetto

Il modo più semplice è la linea 12 dell’ACTV, che parte dalle Fondamente Nove, ferma a Murano Faro e a Mazzorbo e arriva a Burano in 41 minuti. Le Fondamente Nove stanno sul lato nord di Cannaregio: dalla stazione di Santa Lucia sono una ventina di minuti a piedi, oppure ci si arriva con le linee 4.1 e 5.1. Io quel giorno l’ho presa presto, e il viaggio è già metà della gita: San Michele con i suoi cipressi, le briccole che segnano i canali, Murano che scorre a destra.

Ecco gli orari del PDF ufficiale della linea, in vigore dal 22 aprile 2026, con le modifiche dell’orario invernale in vigore dal 2 novembre 2026.

Linea 12, Fondamente Nove → BuranoOrario 2026
Durata41 minuti (39-43 nelle corse del primo mattino)
Prima corsa4.20 (alcune corse del primo mattino solo dal lunedì al sabato)
Dalle 6.10 alle 9.40una corsa ogni 30 minuti
Dalle 10.10 alle 17.10una corsa ogni 30 minuti (orario invernale dal 2 novembre 2026; fino al 1° novembre ogni 20)
Dalle 17.40 alle 20.40una corsa ogni 30 minuti, poi 21.20 e 22.25
Ultimo ritorno da Burano0.10, a Fondamente Nove alle 0.53

Poi c’è la linea 14, che serve a chi dorme dalle parti di San Marco. Parte da San Zaccaria, passa dal Lido e da Punta Sabbioni e arriva a Burano in 65 minuti. Con l’orario invernale dal 2 novembre 2026 sono nove corse al giorno, una all’ora: da San Zaccaria dalle 8.15 alle 16.15 (quella delle 17.15 si ferma a Punta Sabbioni), e da Burano si torna dalle 9.30 alle 17.30.

Attenzione: a Burano ci sono tre pontili, e ogni linea ha il suo. La 12 da Venezia arriva al pontile C, la 14 e la 12 per Treporti usano il B, la 9 per Torcello parte dall’A. Se dovete cambiare linea, contate qualche minuto a piedi lungo la riva e guardate la lettera sul pontile.

Di notte, quando la 12 ha smesso di girare, c’è la notturna NLN, che dalle Fondamente Nove parte alle 23.20, alle 0.14, all’1.03, alle 2.03 e alle 3.11 e tocca Murano Faro, Mazzorbo, Torcello, Burano e Punta Sabbioni. Diverse fermate però sono a richiesta, e vanno prenotate al numero verde 800 845 065 almeno venti minuti prima.

Burano come arrivare
Burano come arrivare

Quanto costa il vaporetto per Burano

Il biglietto è quello della rete ACTV, uguale per tutte le isole. In giro troverete ancora i 7,50 € e i 20 € del giornaliero: sono tariffe di qualche anno fa.

Biglietto ACTVPrezzo
Corsa singola, valida 75 minuti9,50 €
24 ore25 €
48 ore35 €
72 ore45 €
7 giorni65 €

Fate due conti prima di comprare. Andata e ritorno con due biglietti singoli fanno 19 €; se aggiungete Torcello o Murano i salti diventano tre o quattro e il 24 ore da 25 € conviene subito. Il 75 minuti vale su tutta la rete e si rivalida a ogni cambio di mezzo, quindi copre anche un cambio a Burano verso Treporti. I biglietti si comprano sull’app e sul sito di Venezia Unica, alle biglietterie e alle macchinette dei pontili.

Chi non vuole pensare a pontili e coincidenze può prendere un tour organizzato: il più semplice è il tour in barca di mezza giornata a Murano e Burano, che parte dal centro e fa entrambe le isole. C’è anche la Linea Verde di Alilaguna, un’escursione da 25 € a persona che parte dalla Ferrovia, dalle Zattere e da San Marco, fa 45 minuti di sosta su Murano, Torcello e Burano e richiede almeno quattro partecipanti.

Arrivare in auto: Treporti e Punta Sabbioni senza entrare a Venezia

Se arrivate in macchina, Burano ha un ingresso di servizio che pochi usano: la penisola del Cavallino. Da Treporti la linea 12 arriva a Burano in 15 minuti, con partenze ogni 20-30 minuti dalle 5.40 alle 23.55; da Punta Sabbioni la 14 ci mette 25 minuti, una corsa all’ora fra le 8.55 e le 16.55. Così evitate Piazzale Roma, il Tronchetto e i loro garage.

I parcheggi intorno ai due pontili sono privati o del Comune di Cavallino-Treporti, e nessuna fonte ufficiale ne pubblica le tariffe: le cifre che girano in rete hanno anni. Contate di pagare la giornata e chiedete il prezzo all’ingresso.

Info pratica: il contributo d’accesso di Venezia, nel 2026, è stato chiesto dal 3 aprile al 26 luglio e solo per la Città antica: Burano, Murano, Torcello e le altre isole minori ne erano escluse, e chi restava fra stazione, Piazzale Roma e Tronchetto non lo pagava. Oggi non è in vigore. Per il 2027 la Giunta ha approvato 72 giornate dal 26 marzo al 15 agosto, dalle 8.30 alle 16.30, con un importo massimo di 10 €; l’esclusione delle isole minori non è ancora stata decisa. Controllate sul portale ufficiale del contributo d’accesso prima di partire, soprattutto se passate a piedi dalla Città antica per raggiungere le Fondamente Nove.

Cosa vedere a Burano: le vie dei colori

Burano si gira tutta a piedi in un’ora, e il bello è non avere un itinerario. Detto questo, ci sono quattro o cinque punti dove le case fanno il loro numero meglio che altrove.

Via Giudecca e i Tre Ponti. I Tre Ponti sono l’incrocio dove si incontrano tre canali e tre rive, via Giudecca, San Mauro e San Martino Sinistro: da lì le facciate si specchiano in tre direzioni insieme. Via Giudecca è anche il punto da cui il campanile storto si vede meglio, con tutta la sua inclinazione.

Burano cosa vedere
Burano cosa vedere

La Pescaria Vecia. È la vecchia pescheria coperta, sulla Fondamenta Cao Moleca, dove una volta si vendeva il pescato della laguna. Oggi è un posto per sedersi all’ombra e per mangiare un panino guardando le barche.

La Fondamenta di Terranova. La riva sul canale più largo, quella delle cartoline: case basse, barche ormeggiate, panni stesi. Al mattino presto, con la luce bassa, qui i colori sono un’altra cosa rispetto al mezzogiorno.

La Casa di Bepi. Dietro via Galuppi c’è la casa più fotografata dell’isola, coperta di cerchi, quadrati e triangoli di tutti i colori. Era di Giuseppe Toselli, per tutti Bepi, che vendeva caramelle in piazza, ridipingeva la facciata in continuazione e d’estate proiettava film nel campiello su un lenzuolo bianco. Si guarda da fuori: è una casa privata.

Consiglio: arrivate col primo mattino o restate fino a sera. Io ci sono sceso con uno dei primi vaporetti e fino alle undici ho camminato in calli quasi deserte; poi sono arrivati i gruppi e l’isola si è riempita. Nel tardo pomeriggio, quando i tour ripartono, Burano torna tranquilla: è lì che conviene cercare i campielli lontani dalla piazza.

Una cosa sola, che dovrebbe essere ovvia e purtroppo non lo è: niente foto dentro i cortili, niente gruppi davanti alle finestre aperte. Dal 1° agosto 2024 il Comune ha messo un limite anche alle comitive accompagnate, che a Burano, Murano, Torcello e nel centro storico non possono superare le 25 persone né usare altoparlanti.

Piazza Galuppi: San Martino, il campanile storto e il Museo del Merletto

Piazza Baldassarre Galuppi è l’unica vera piazza di Burano, dedicata al compositore del Settecento nato qui e detto «il Buranello». Ci sono il municipio, il pozzo cinquecentesco, la statua di Galuppi e, sul lato lungo, la chiesa di San Martino e il museo.

Burano Piazza Galuppi
Burano Piazza Galuppi

La chiesa di San Martino Vescovo custodisce una Crocifissione che il Comune di Venezia attribuisce a un giovane Giambattista Tiepolo, dipinta nel 1725. Gli orari di apertura della chiesa non li pubblica nessuno, né la parrocchia né il Patriarcato: entrate se trovate la porta aperta, e rispettate le funzioni.

E poi c’è lui, il campanile storto. Alto 53 metri, costruito nel Settecento, secondo la relazione tecnica del Patriarcato ha un fuoripiombo di circa 170 centimetri su 27 metri di altezza. Fu consolidato fra il 1964 e il 1966, e adesso c’è un intervento di sicurezza sismica finanziato col PNRR, affidato fra il 2024 e il 2025: se lo trovate impacchettato nei ponteggi, il motivo è questo.

Burano campanile storto
Burano campanile storto

Accanto alla chiesa, nel palazzo del Podestà, c’è il Museo del Merletto, dei Musei Civici di Venezia. È piccolo, si vede in un’ora scarsa, e la parte che resta in testa è un’altra: nelle sale lavorano le maestre merlettaie, con l’ago e il cuscino, e vederle da vicino spiega il prezzo di un merletto vero meglio di qualsiasi cartellino.

Museo del MerlettoDati 2026
DovePiazza Galuppi 187
Orario10-16 tutto l’anno, ultimo ingresso 15.30
Chiusolunedì
Biglietto7 €, ridotto 3,50 € (6-14 anni, studenti 15-25, over 65)
Gratisresidenti e nati nel Comune di Venezia, bambini fino a 5 anni
Cumulativo «Musei delle Isole»20 € con Museo del Vetro di Murano e Museo di Torcello, valido 3 mesi
Museum Pass dei Musei Civici50 €, 6 mesi, un ingresso per museo

Info pratica: fino all’8 gennaio 2027 il museo ospita la mostra della Biennale del Merletto, compresa nel biglietto. Le chiusure di Natale e Capodanno non sono pubblicate: in quei giorni controllate sul sito ufficiale del Museo del Merletto. Se pensate di fare anche Murano e Torcello, il cumulativo delle isole da 20 € si ripaga già con due musei su tre.

Il merletto di Burano: cosa sapere prima di comprarlo

Il merletto di Burano si fa ad ago, senza tombolo e senza supporto, punto dopo punto su un disegno tracciato sulla carta. Fra Ottocento e Novecento era quasi sparito: lo salvò la Scuola del merletto, aperta nel 1872 per volontà della contessa Adriana Marcello, che cercò le ultime anziane che conoscevano i punti. La scuola chiuse nel 1970, e nel 1981 nello stesso palazzo nacque il museo.

Nei negozi dell’isola troverete centrini a pochi euro e pezzi da centinaia. La differenza la fa il tempo: un merletto ad ago di qualche centimetro chiede settimane di lavoro, quindi un centrino grande a cinque euro non può essere fatto a mano. Chiedete sempre chi l’ha fatto e dove, e guardate il rovescio: il merletto industriale è identico su tutte e due le facce e troppo regolare.

Un centrino ad ago chiede settimane. Se costa come un caffè, l’ha fatto una macchina.

Cosa mangiare a Burano e dove

Quel giorno, verso mezzogiorno e mezzo, mi sono seduto in un’osteria dell’isola e ho ordinato le tre cose che si dovrebbero ordinare tutte le volte: le moeche fritte, il risotto de gò e una frittura mista. Le moeche sono i granchi della laguna presi durante la muta, quando il guscio è ancora morbido: si friggono interi e si mangiano interi, zampe comprese. Croccanti fuori, morbide dentro, sapore di laguna pura.

Le moeche hanno due stagioni, la primavera e l’autunno, e per qualche settimana a ottobre e novembre si trovano. Negli ultimi anni però il granchio blu le ha decimate, quindi se le vedete sul menu non pensateci due volte. Il risotto de gò è il piatto dei pescatori buranelli: il gò è un piccolo pesce di fondale che non si mangia, serve solo a fare il brodo, e il risotto prende tutto il sapore da lì. In autunno è il suo periodo.

Per il dolce ci sono i bussolà e gli esse, biscotti di frolla al burro e tuorli, ad anello o a forma di S. Erano il dolce di Pasqua, che le famiglie portavano a cuocere nei forni dell’isola; oggi si trovano tutto l’anno.

Dove mangiare a Burano

  • Trattoria Al Gatto Nero, via Giudecca 88: la cucina di pesce più nota dell’isola, segnalata dalla Guida Michelin. Pranzo dal martedì alla domenica, cena solo martedì, venerdì e sabato; chiusa il lunedì. Fascia alta.
  • Trattoria Da Romano, via Galuppi 221: quattro generazioni della stessa famiglia e le pareti piene dei quadri lasciati dagli artisti. È il posto del risotto de gò. Solo a pranzo, chiusa il martedì.
  • Riva Rosa, via San Mauro 296: enoteca e ristorante con la terrazza in altana. Solo a pranzo, chiusa il mercoledì. Fascia alta.
  • Trattoria da Primo, Piazza Galuppi 285: sarde in saor, grigliate e risotti in piazza. Chiusa il lunedì; a cena solo prenotando il giorno prima.
  • Osteria Al Museo, Piazza Galuppi 113: accanto al Museo del Merletto, con prezzi più ragionevoli della media dell’isola. Chiusa il mercoledì; cena solo venerdì e sabato, da aprile a ottobre.
  • Burano Fritto Misto, via San Mauro 312, vicino al pontile: la frittura da passeggio nel cono, aperto tutti i giorni dalle 9 alle 19. È il modo più economico di mangiare pesce sull’isola.
  • Pasticceria Costantini, San Martino Sinistro 282, e Panificio Garbo, via San Mauro 335: due indirizzi per bussolà ed esse da portare a casa.

I locali sull’isola sono quasi tutti aperti solo a pranzo, e i più noti si riempiono: nei weekend prenotate. E la sera, prima di ripartire, fate come ho fatto io: uno spritz in un campiello lontano dalla piazza, fatto col Select e non con l’Aperol, con due cicchetti di baccalà mantecato e sarde in saor. Io ne ho presi due giri, e con la luce del tramonto sulle case è stato il momento migliore della giornata.

Mazzorbo e Venissa, a piedi oltre il Ponte Longo

Mazzorbo è l’isola accanto, legata a Burano dal Ponte Longo, una passerella di legno di una sessantina di metri, senza gradini. Ha 207 abitanti, orti, la chiesa di Santa Caterina e soprattutto Venissa: una vigna murata dove si coltiva la Dorona, un’uva della laguna che si credeva persa dopo l’acqua alta del 1966 e che è stata recuperata da poche piante sopravvissute. È l’unico ettaro di Dorona al mondo, e ne escono circa 3.500 bottiglie l’anno.

Burano Mazzorbo
Burano Mazzorbo

Dentro la tenuta ci sono un ristorante con la stella Michelin, un’osteria più semplice, un bar aperto tutti i giorni dalle 11 alle 21 e alcune camere. La vigna si visita con una passeggiata fra i filari e una degustazione: la più breve dura 45 minuti e costa 45 € a persona, e si prenota sul sito.

Attenzione: il ristorante di Venissa è chiuso il martedì e il mercoledì e va in ferie dal 10 al 20 novembre 2026; l’osteria chiude dal 28 novembre al 4 dicembre. Per entrambi gli orari sono pubblicati solo fino al 6 gennaio 2027. In più, dal 2 ottobre 2026 il Comune ha chiuso per sicurezza il ponte Santa Caterina a Mazzorbo, e la tenuta sta sulla fondamenta omonima: prima di andare, chiedete a Venissa da che parte si entra.

Torcello da Burano: cinque minuti con la linea 9

Torcello è l’isola dove è cominciata Venezia, e oggi ci vivono una decina di persone. Per arrivarci da Burano si prende la linea 9 dal pontile A: 5 minuti, una corsa ogni quarto d’ora dalle 9.30 alle 17.45, e da Torcello si torna ogni quarto d’ora fino alle 18. La linea 12, come vi dicevo, ferma a Torcello solo con qualche corsa del primo mattino e della sera, a richiesta.

Burano Torcello
Burano Torcello

Dal pontile si cammina lungo un canale fino a un prato con quattro edifici, ed è lì che c’è la ragione del viaggio: la basilica di Santa Maria Assunta, con i mosaici bizantini e il Giudizio universale sulla controfacciata. Accanto ci sono il campanile, il Museo di Torcello e il cosiddetto trono di Attila, un sedile di pietra che il museo stesso descrive come una cattedra vescovile.

Torcello, inverno 2026-27Orari e prezzi
Basilica (dal 1° novembre)10-17, ultimo ingresso 16.30; 5 €, ridotto 4 €
Campanile10-16.45, ultimo ingresso 16; 5 €, ridotto 4 €
Basilica + campanile con audioguida9 €, ridotto 8 €
Museo di Torcello (1° novembre-31 marzo)11-17, ultimo ingresso 16, chiuso il lunedì; 7 €, oppure nel cumulativo delle isole da 20 €
Chiusurebasilica e campanile chiusi il 25 dicembre e il 1° gennaio

Due note per chi va in questa stagione. La Locanda Cipriani, quella dove Hemingway si stabilì nel 1948 per scrivere «Di là dal fiume e tra gli alberi», chiude il 31 ottobre e riapre il 19 marzo 2027. E da Burano si vede anche San Francesco del Deserto, l’isola del convento francescano: niente mezzi pubblici, ci si va con la navetta privata che parte da Burano. I frati fanno visite guidate di circa 40 minuti alle 9, 9.45, 10.30, 15, 15.45 e 16.30, chiuso il lunedì, a offerta libera.

Murano o Burano? E come vedere le tre isole in un giorno

Se avete tempo per una sola isola, la risposta dipende da cosa cercate. Murano è la città del vetro, con le fornaci, il Museo del Vetro e un’aria più urbana; Burano è il paese dei pescatori, dei colori e del merletto, più piccolo e più fotogenico. Per una prima volta io sceglierei Burano, e poi Torcello, che sta a cinque minuti e che molti saltano.

Le tre isole insieme si fanno in una giornata, con il biglietto da 24 ore. Una scaletta costruita sugli orari veri, partendo da Venezia:

OraDove
8.40linea 12 dalle Fondamente Nove, a Burano alle 9.21
9.20-11.00Burano a piedi, prima dei gruppi: Tre Ponti, Terranova, Casa di Bepi
11.00-13.00linea 9 per Torcello (5 minuti): basilica e campanile, poi ritorno
13.00-14.30pranzo a Burano, poi il Museo del Merletto (chiude alle 16)
15.25linea 12 verso Venezia, si scende a Murano Faro
16.00-18.00Murano: fondamenta dei vetrai e una fornace, poi rientro a Venezia

Il giro si può fare anche al contrario, partendo da Torcello con le prime corse e chiudendo a Murano quando i gruppi hanno finito: è il trucco che suggeriamo anche nella guida al Veneto. Chi vuole un’unica barca e una guida che racconta può scegliere il tour in barca di Murano, Burano e Torcello con la fornace del vetro e il museo del merletto, che dura sei-sette ore.

Quando andare a Burano e quanto tempo serve

Burano si cerca soprattutto ad aprile e maggio, e in quei mesi è anche più piena. Le stagioni che preferisco sono la primavera presto e l’autunno: luce morbida, meno gente, e a ottobre e novembre le moeche e il risotto de gò nel loro momento. D’estate si va al mattino presto, come ho fatto io a giugno, perché a mezzogiorno sulla laguna il sole non perdona e le calli sono strette e piene.

Per l’isola da sola bastano 2-3 ore. Con Mazzorbo e un pranzo con calma è mezza giornata, con Torcello una giornata intera. Io ci sono rimasto dal mattino al tramonto e non me ne sono pentito: Burano dà il meglio quando la si lascia andare piano.

Dove dormire a Burano: ne vale la pena?

Sì, se volete l’isola senza nessuno, all’alba e dopo il tramonto. Ma l’offerta è minuscola: niente alberghi grandi, qualche casa e qualche B&B, e nelle date che abbiamo misurato le strutture libere con buone recensioni erano da una a tre per weekend. Si prenota presto, oppure si dorme a Venezia e si arriva col primo vaporetto.

Dove dormire per visitare Burano: in quale zona

  • Burano: per avere l’isola vuota la sera e la mattina. Pochissimi posti, quasi tutti case e appartamenti; la sera si rientra a Venezia solo con la 12 fino alle 0.10 o con la notturna.
  • Mazzorbo: a cinque minuti a piedi, più silenziosa ancora, con le camere della tenuta Venissa.
  • Venezia, Cannaregio: la base più comoda per partire presto, perché le Fondamente Nove sono lì. È anche uno dei sestieri meno cari fuori dagli eventi.

Dove dormire a Burano e a Mazzorbo: quattro strutture

Le abbiamo scelte fra quelle con un voto di almeno 8 su 10 e almeno cento recensioni, controllando l’indirizzo una per una.

  • Tiffany Home (€€): appartamento in via Cao Moleca, accanto alla Pescaria Vecia, fino a sette persone. Il più adatto a famiglie e gruppi di amici.
  • Night Galleria (€€): casa vacanze a San Martino Destra, a pochi passi dalla piazza, con vista sulla laguna e opere d’arte alle pareti.
  • Ca’ Nova (€€€): in via Terranova, un centinaio di metri da Piazza Galuppi, fino a cinque ospiti.
  • Venissa Wine Resort: a Mazzorbo, dentro la tenuta della vigna murata, cinque camere a due passi dal ristorante stellato.

Le fasce indicano il posizionamento fra queste strutture nei weekend di novembre, gennaio, Carnevale e aprile che abbiamo misurato; Venissa non era libera in nessuna delle date. Sull’isola si paga anche la tassa di soggiorno di Venezia, ridotta del 20% rispetto al centro storico. Per le zone e i prezzi di Venezia c’è la nostra guida su dove dormire a Venezia.

Cosa fare a Burano e nella laguna nord

Esperienze a Burano e nelle isole

Info essenziali

  • Come arrivare: linea 12 dalle Fondamente Nove, 41 minuti; linea 14 da San Zaccaria, 65 minuti; dal Cavallino linea 12 da Treporti, 15 minuti.
  • Biglietti: 9,50 € la corsa da 75 minuti, 25 € le 24 ore.
  • Museo del Merletto: 10-16, chiuso il lunedì, 7 €.
  • Quando andare: primavera presto e autunno; d’estate al mattino presto.
  • Quanto tempo: 2-3 ore per l’isola, mezza giornata con Mazzorbo, una giornata con Torcello.

Domande frequenti su Burano

Perché le case di Burano sono colorate?

La versione più raccontata dice che i pescatori dipingevano le case per riconoscerle dalla laguna nei giorni di nebbia. Il Comune di Venezia scrive che i colori accesi sono una tradizione abbastanza recente, nata per delimitare la proprietà delle abitazioni. Non esiste invece un atto che obblighi a chiedere al Comune il colore: il Regolamento edilizio chiede solo tonalità della tradizione locale.

Quanto ci vuole da Venezia a Burano?

Con la linea 12 dalle Fondamente Nove ci vogliono 41 minuti, via Murano Faro e Mazzorbo, con una corsa ogni mezz’ora per quasi tutto il giorno. Da San Zaccaria la linea 14 ci mette 65 minuti, con una corsa all’ora. Da Treporti, sulla penisola del Cavallino, la linea 12 impiega 15 minuti.

Quanto costa il vaporetto per Burano?

La corsa singola ACTV costa 9,50 euro ed è valida 75 minuti su tutta la rete, cambi compresi. Il biglietto da 24 ore costa 25 euro, quello da 48 ore 35 euro, quello da 72 ore 45 euro e quello da 7 giorni 65 euro. Se oltre a Burano visitate Torcello o Murano, il biglietto da 24 ore conviene.

Si paga il contributo d’accesso per andare a Burano?

Nel 2026 no: il contributo d’accesso di Venezia è stato chiesto dal 3 aprile al 26 luglio solo per la Città antica, e Burano, Murano e Torcello ne erano escluse. Oggi non è in vigore. Per il 2027 sono state approvate 72 giornate dal 26 marzo al 15 agosto, con un importo massimo di 10 euro, ma l’esclusione delle isole minori non è ancora stata decisa.

Meglio Murano o Burano?

Murano è l’isola del vetro, con le fornaci e il Museo del Vetro, ed è più urbana; Burano è il paese dei pescatori, delle case colorate e del merletto, più piccolo e fotogenico. Se avete tempo per una sola isola e cercate atmosfera, scegliete Burano, e aggiungete Torcello, che è a 5 minuti con la linea 9. In una giornata con il biglietto da 24 ore si vedono tutte e tre.

Quanto tempo serve per visitare Burano?

Per l’isola da sola bastano 2-3 ore. Con Mazzorbo, che si raggiunge a piedi dal Ponte Longo, e un pranzo con calma serve mezza giornata; con Torcello una giornata intera. Il momento migliore è il mattino presto, prima che arrivino i gruppi verso le 11, oppure il tardo pomeriggio.

Quando è aperto il Museo del Merletto di Burano?

Il Museo del Merletto, in Piazza Galuppi 187, è aperto tutto l’anno dalle 10 alle 16, con ultimo ingresso alle 15.30, e chiude il lunedì. Il biglietto costa 7 euro, ridotto 3,50 euro; è compreso nel cumulativo Musei delle Isole da 20 euro, con Museo del Vetro e Museo di Torcello, e nel Museum Pass da 50 euro.

Come si va da Burano a Torcello?

Con la linea 9, che parte dal pontile A di Burano ogni 15 minuti dalle 9.30 alle 17.45 e arriva a Torcello in 5 minuti; da Torcello si torna ogni 15 minuti fino alle 18. La linea 12 di giorno non ferma a Torcello: lo fa solo con alcune corse del primo mattino e della sera, a richiesta.

Cosa si mangia a Burano?

I piatti dell’isola sono il risotto de gò, fatto con il brodo di un piccolo pesce di laguna, le moeche fritte, cioè i granchi in muta che si trovano in primavera e in autunno, la frittura mista e le sarde in saor. Per il dolce ci sono i bussolà e gli esse, biscotti di frolla al burro. Gran parte dei ristoranti dell’isola è aperta solo a pranzo.

Si può dormire a Burano?

Sì, ma l’offerta è piccola: niente grandi alberghi, solo case vacanza, appartamenti e qualche B&B, più le camere della tenuta Venissa a Mazzorbo. Dormire sull’isola vuol dire averla vuota la sera e all’alba; l’ultimo vaporetto della linea 12 per Venezia parte da Burano alle 0.10, poi c’è la notturna NLN.

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Cosa vedere a Burano
Cosa vedere a Burano
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Prepara il viaggio

Per ogni viaggio

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Alberto Macaluso

Nomade digitale con una passione spasmodica per l’archeologia e la storia – quando la storia racconta storie belle da (ri)raccontare – mi occupo dal lontano 1997 di comunicazione web e sono specializzato in progettazione e Seo. La mia passione per il viaggio nasce da una voglia costante di conoscere nuovi luoghi e nuove persone. Nel mio trolley (bagaglio rigorosamente sempre a mano) non mancano mai tutta una serie di device tecnologici e il mio fido Kindle, carico di tantissimi titoli di fantascienza, fantasy ovviamente saggi storici e anche di lavoro. Tutte le mie mete sono il frutto di suggestioni visive, uditive, e perché no anche tattili ed olfattive: un film, un telefilm, un passaggio di un libro, una canzone ascoltata alla radio una ricetta esotica, ogni cosa può essere per me uno stimolo a partire.

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