L’abbazia di Senanque l’ho scoperta per caso, e da allora è diventata una delle tappe fisse dei miei viaggi in Provenza. Fu durante il mio primo giro nella regione: mi fermai a un belvedere lungo la strada per Gordes quasi per sgranchirmi le gambe, e me la ritrovai lì sotto, adagiata in fondo a un vallone stretto, la pietra chiara dei monaci circondata da un mare di lavanda. Rimasi zitto per un po’, il che, per chi mi conosce, è già una notizia. Negli anni ci sono tornato più volte con mia moglie Ornella, e ogni volta mi sono divertito a portare gli amici a quello stesso belvedere senza dire niente, giusto per godermi la loro faccia quando la vedevano spuntare. Lo ammetto: mi piace vincere facile.
La Provenza, del resto, è la regione che meglio di ogni altra racconta il romanticismo, e se l’amore non scocca in un posto così temo ci sia poco da fare per il vostro futuro di coppia. In questa guida vi porto a Senanque come ci vado io: quando andare per trovare la lavanda in fiore, come arrivarci davvero, quanto costa e come si visita l’interno (con qualche novità rispetto a qualche anno fa), la sua storia cistercense lunga nove secoli, e cosa vedere nei dintorni, a partire da Gordes, il borgo-presepe che le fa da guardiano.

In breve
L’Abbazia di Senanque (Abbaye Notre-Dame de Sénanque) è un monastero cistercense del 1148 ancora abitato dai monaci, nel Vaucluse, a 5 km da Gordes e circa un’ora da Avignone. La lavanda davanti alla facciata fiorisce da fine giugno a inizio luglio: è il periodo per la foto-cartolina. L’interno si visita solo con visita guidata (in francese) o con tablet HistoPad in 11 lingue: biglietto 8 € (ridotti 6 € studenti, 4 € bambini 6-17 anni). Ci si arriva in auto, con parcheggio gratuito a cinque minuti a piedi. Vietato entrare nei campi e far volare droni.
Indice dell’Articolo
Dove si trova l’abbazia di Senanque
L’abbazia di Senanque si trova nel cuore della Provenza, nel dipartimento del Vaucluse, incassata in un vallone del massiccio del Luberon a pochi chilometri dal borgo di Gordes. È una posizione che dice già tutto della scelta dei monaci cistercensi: lontano dalle strade, protetta dalle colline, in un silenzio che ancora oggi si sente addosso appena si scende verso il fondovalle. Per darvi un riferimento pratico, dal confine italiano di Ventimiglia sono circa 300 chilometri, mentre da Avignone, la porta d’ingresso classica della zona, si arriva in poco meno di un’ora d’auto.
Siamo nella stessa area del Luberon dei borghi perchés, quei paesi arroccati che sembrano crescere dalla roccia: Gordes, Roussillon con le sue cave di ocra, Fontaine-de-Vaucluse dove Petrarca cantava Laura. Senanque è il gioiello nascosto di questo triangolo, e la strada che la raggiunge, tutta curve in discesa dentro il bosco, fa parte dell’esperienza.

Come arrivare all’abbazia di Senanque
Il modo più semplice e, diciamolo, l’unico davvero comodo per raggiungere Senanque è l’auto: è la Provenza dei campi e dei borghi, e senza una macchina si perde metà del bello. Il punto di riferimento è sempre Gordes, da cui l’abbazia dista circa 5 chilometri lungo la D177, una strada stretta e panoramica che scende a tornanti dentro il vallone. In alta stagione, e specie nelle settimane della lavanda, quella strada si riempie: guidate con calma, perché è a doppio senso ma larga quanto basta a far passare due auto solo con un po’ di pazienza.
Arrivati in fondo trovate un parcheggio gratuito, a cinque minuti a piedi dall’ingresso. Chi ama camminare può anche lasciare l’auto a Gordes e scendere a piedi fino all’abbazia: sono circa 30-45 minuti all’andata, tutti in discesa, il che vuol dire che al ritorno la salita ve la sudate. Bello sì, ma valutatelo con il caldo di luglio, quando qui il termometro non scherza. Se invece non guidate, l’alternativa sono le escursioni organizzate in giornata da Avignone, che di solito abbinano Gordes, Roussillon e Senanque in un unico giro.
Consiglio: fermatevi al belvedere sulla D177 prima di scendere all’abbazia. È lo stesso da cui la vidi la prima volta, ed è lì che si scatta la foto che avete in mente, con la facciata romanica e i filari di lavanda in primo piano. Al mattino presto la luce è morbida e non c’è ancora la fila di auto.
Quando andare: la fioritura della lavanda a Senanque
La domanda che mi fanno tutti è sempre la stessa: quando fiorisce la lavanda davanti all’abbazia di Senanque? La risposta, salvo capricci della stagione, è da fine giugno a inizio luglio, con il picco intorno alla prima settimana di luglio. In quelle due o tre settimane il campo davanti alla facciata diventa quella distesa viola che avete visto in mille fotografie, ed è davvero uno di quegli spettacoli che, come mi capitò sull’altopiano di Valensole, ti fanno venire le lacrime agli occhi. Da metà luglio in poi i monaci raccolgono la lavanda per distillarla, quindi chi arriva ad agosto rischia di trovare i filari già tagliati: bellissima l’abbazia, ma senza il viola.
Una precisazione che fa la differenza: quella coltivata a Senanque, come in gran parte della Provenza dei campi, è tecnicamente lavandino (lavandin), un ibrido più generoso e profumato della lavanda selvatica di montagna. Non cambia niente per i vostri occhi e per il naso, ma se un purista vi corregge adesso sapete perché. La cosa importante, semmai, è un’altra: nei campi non si entra. Sono coltivazioni dei monaci, non un set fotografico, e negli ultimi anni i cartelli sono diventati severi. La foto si fa dal bordo, e viene lo stesso benissimo.


Attenzione: la lavanda di Senanque è la più fotografata ma non l’unica. Se il vostro sogno è perdervi dentro chilometri di viola, il posto è l’altopiano di Valensole, un’ora e mezza più a est, dove i campi sono sterminati e la fioritura regge fino a metà luglio. Senanque dà la cartolina con l’abbazia; Valensole dà l’immersione totale.
La storia dell’abbazia di Senanque: nove secoli cistercensi
L’abbazia fu fondata nel 1148 da un gruppo di monaci cistercensi arrivati dall’abbazia di Mazan, nell’Ardèche. I cistercensi sono quelli della regola benedettina dell’ora et labora, prega e lavora, e la loro cifra è la povertà assoluta delle forme: niente decorazioni, niente oro, solo pietra nuda e proporzioni perfette. Senanque, insieme alle “consorelle” provenzali di Silvacane e Le Thoronet, è considerata uno dei tre capolavori dell’architettura cistercense in Provenza, le cosiddette tre sorelle.
Come tutte le storie lunghe nove secoli, anche questa ha i suoi alti e bassi: il periodo d’oro del Duecento, poi il declino delle vocazioni nel Quattrocento, i danni delle guerre di religione nel Cinquecento, l’abbandono dopo la Rivoluzione francese. La cosa che mi ha sempre colpito, però, è che Senanque non è un museo: dopo varie vicende, dalla fine del secolo scorso una comunità di monaci cistercensi è tornata a viverci stabilmente. Sono loro a coltivare la lavanda e a produrre miele, ed è per questo che la visita ha regole così rigide sul silenzio. Non state entrando in un monumento, ma in casa di qualcuno che ci prega davvero.

La visita all’interno dell’abbazia
Molti si accontentano della foto da fuori e ripartono, ed è un peccato, perché l’interno di Senanque è la parte che davvero ti resta addosso. Si visitano gli ambienti classici del monastero cistercense: la chiesa abbaziale, spoglia e altissima, con quell’acustica che ti fa abbassare la voce da solo; il chiostro, con i capitelli decorati che sono l’unica concessione alla bellezza in tanta austerità; la sala capitolare, dove i monaci si riunivano; lo scriptorium, l’unica stanza riscaldata perché lì si copiavano i manoscritti e l’inchiostro non doveva gelare; e il grande dormitorio comune, dove i monaci dormivano vestiti, per terra, su pagliericci. Ricordo di essere rimasto in silenzio davanti a quella semplicità, pensando a che vita fosse.
Qui c’è la novità che mi fa piacere segnalare, perché le cose cambiano e questo articolo l’ho aggiornato apposta. Per anni l’interno si è potuto visitare solo con visita guidata in francese, uno scoglio non da poco per noi italiani. Oggi l’abbazia mette a disposizione l’HistoPad, un tablet in realtà aumentata disponibile in 11 lingue, italiano compreso, che vi accompagna nella visita e ricostruisce gli ambienti com’erano. Chi mastica il francese può ancora scegliere la visita guidata dal vivo con un monaco o una guida; tutti gli altri hanno finalmente un’alternativa vera.

Orari, biglietti e regole per visitare Senanque
Veniamo ai numeri, che è sempre la parte che salva la giornata. L’abbazia è un luogo di culto vivo, quindi gli orari sono ristretti e pensati per non disturbare la vita dei monaci. La visita libera degli spazi accessibili è possibile in genere il mattino presto e nel primo pomeriggio, mentre le visite guidate e l’HistoPad seguono fasce orarie precise che cambiano con la stagione. Poiché sono dati che l’abbazia rivede spesso, il mio consiglio è sempre lo stesso: prima di partire fate un salto sul sito ufficiale e controllate orari e disponibilità del giorno, soprattutto la domenica mattina, quando l’accesso è più limitato per le funzioni.
Info pratica: il biglietto per la visita guidata o con HistoPad costa 8 € (intero), 6 € per gli studenti dai 18 ai 25 anni con documento, 4 € per i bambini dai 6 ai 17 anni; gratis sotto i 6 anni. Visita libera lun-sab la mattina (9:30-11:00) e il pomeriggio (13:00-17:00), la domenica solo dal pomeriggio. Prezzi e orari aggiornati vanno sempre verificati sul sito ufficiale dell’abbazia, perché variano con la stagione.
Sulle regole, l’abbazia è chiara e ha ragione a esserlo. Serve un abbigliamento decoroso, come in ogni luogo di culto (spalle coperte, niente pantaloncini cortissimi). Dentro si sta in silenzio. Nei campi di lavanda, come dicevo, non si entra. E soprattutto: niente droni. La tentazione della ripresa dall’alto è forte, ma qui il divieto è severissimo e le multe possono arrivare a cifre che vi rovinano la vacanza e pure l’anno. Le foto normali, quelle sì, si fanno senza problemi, purché non con attrezzatura professionale.
Gordes, il borgo-presepe legato all’abbazia
Non si può parlare di Senanque senza parlare di Gordes, il borgo che le fa da sentinella cinque chilometri più in alto. Gordes mi ha stregato la prima volta che l’ho visto e non ha ancora smesso: è un incanto, un paese arrampicato su uno sperone di roccia che sembra un presepe napoletano, con le case color miele che salgono a gradoni fino al castello dell’anno Mille. Non a caso Ridley Scott ci ha ambientato buona parte de “Un’ottima annata” con Russell Crowe: se avete visto il film, riconoscerete gli scorci al primo sguardo.
A Gordes il mio rito è sempre lo stesso: parcheggiare (non facilissimo, armatevi di pazienza), salire fino alla piazza principale davanti al castello e sedersi a un tavolino con un buon bicchiere di vino della zona e un tagliere di formaggi e salumi locali, a guardare la valle che si apre sotto. Da vedere, oltre al centro storico, c’è il Village des Bories poco fuori paese, un villaggio di antiche capanne in pietra a secco che sembra fuori dal tempo. Gordes e Senanque insieme fanno una mezza giornata perfetta.



Cosa vedere nei dintorni di Senanque
Senanque e Gordes sono il cuore, ma sarebbe un delitto fermarsi qui: il Luberon e la Provenza dei campi meritano almeno qualche giorno. A pochi chilometri c’è Roussillon, il paese dell’ocra, dove le case sono tinte di rosso, arancione e giallo con le terre delle cave circostanti, e il Sentiero delle Ocre regala una passeggiata quasi marziana. Verso est, come dicevo, si apre l’altopiano di Valensole, il regno assoluto della lavanda. E se cercate l’itinerario completo della lavanda in Provenza con tutte le tappe, i tempi e i periodi migliori, ne parlo diffusamente nella guida alla Provenza.
Cosa fare intorno all’abbazia di Senanque
- Tour in giornata da Avignone tra Gordes, Roussillon e Senanque.
- Escursione fotografica tra i campi di lavanda del Luberon e di Valensole.
- Visita guidata dei borghi perchés del Luberon (Gordes, Ménerbes, Bonnieux).






Info essenziali
- Dove: Abbaye de Sénanque, 84220 Gordes, Vaucluse (Provenza), a 5 km da Gordes e circa un’ora da Avignone.
- Quando andare: da fine giugno a inizio luglio per la lavanda in fiore; primavera e autunno per l’abbazia con meno folla.
- Biglietti: 8 € intero, 6 € studenti 18-25, 4 € bambini 6-17, gratis sotto i 6.
- Come si visita: visita guidata in francese o tablet HistoPad in 11 lingue (italiano incluso).
- Come arrivare: in auto da Gordes lungo la D177, parcheggio gratuito a 5 minuti a piedi.
- Da sapere: silenzio e abbigliamento decoroso, vietato entrare nei campi e far volare droni.
Domande frequenti sull’abbazia di Senanque
Quando fiorisce la lavanda all’abbazia di Senanque?
La lavanda davanti all’abbazia di Senanque fiorisce da fine giugno a inizio luglio, con il picco intorno alla prima settimana di luglio. Da metà luglio i monaci la raccolgono per distillarla, quindi ad agosto i filari sono spesso già tagliati.
Quanto costa visitare l’abbazia di Senanque?
Il biglietto per la visita guidata o con tablet HistoPad costa 8 € intero, 6 € per gli studenti dai 18 ai 25 anni e 4 € per i bambini dai 6 ai 17 anni; è gratis sotto i 6 anni. Prezzi e orari vanno verificati sul sito ufficiale perché variano con la stagione.
Si può visitare l’interno dell’abbazia di Senanque?
Sì. L’interno si visita con visita guidata in francese oppure in autonomia con il tablet HistoPad, disponibile in 11 lingue tra cui l’italiano. Si vedono la chiesa, il chiostro, la sala capitolare, lo scriptorium e il dormitorio dei monaci.
Come si arriva all’abbazia di Senanque?
Si arriva in auto da Gordes, che dista 5 km lungo la strada panoramica D177, con parcheggio gratuito a cinque minuti a piedi dall’ingresso. Da Gordes si può anche scendere a piedi in 30-45 minuti. Senza auto ci sono i tour organizzati in giornata da Avignone.
I monaci vivono ancora nell’abbazia di Senanque?
Sì, Senanque non è un museo: una comunità di monaci cistercensi vi risiede stabilmente e coltiva la lavanda e produce miele. Per questo la visita richiede silenzio e abbigliamento decoroso, come in ogni luogo di culto in attività.
Si possono fotografare i campi di lavanda di Senanque?
Le foto dai bordi del campo sono permesse e vengono benissimo, ma è vietato entrare tra i filari, che sono coltivazioni dei monaci. È inoltre severamente proibito far volare droni, con multe molto salate.
32 risposte
Complimenti collega di Travel 365, è un piacere leggere anche il tuo articolo tra i best del mese di luglio
Grazie mille. buon lavoro anche te, ti ho letto volentieri
Basta ci hai convinto il prossimo giugno si va in Provenza e si visita anche questa meravigliosa Abbazia!
La Provenza è davvero magnifica, vedere tutta questa lavanda mi ha incantata! Ci sono stata anni fa ed è stata un’esperienza che rifarei subito. E’ un territorio meraviglioso!
Grazie Veronica, è un posto veramente romantico, se non funziona lì… addio! :) :)
Davvero bella, di solito faccio sempre un tour di 3-4 giorni, prossimamente nuovi racconti sulla zona
Un luogo incantevole, devo decidermi ad organizzare una visita, ovviamente nel periodo della fioritura della lavanda!
Suggerisco di andare per la festa di San Giovanni il 24 giugno, ci sono tantissimi eventi legati alla coltivazione della Lavanda
Prima o poi mi devo decidere ad andare in Provenza. Sono davvero posti romantici.
grazie Simona, disponibile per suggerimenti
Meravigliosi i campi di lavanda. Io sono stata a Gordes i primi di ottobre ed è sempre meraviglioso, ma purtroppo la lavanda era già sfiorita. Comqunque rimane un posto da visitare, bellissima l’abbazia. Certo, sapendolo prima e potendo orgnazzarsi, meglio assolutamente inizio estate per fotografare questo miracolo “viola”. Complimenti per le belle foto :)
Grazie Anna, spero di averti invogliato a tornarci, a presto
Mi piace moltissimo la foto con la vista dall’alto dell’abbazia e dei campi di lavanda, è sicuramente un posto romanticissimo! Noi ci siamo innamorati in Sardegna, ma un po’ di romanticismo di Provenza di sicuro non fa male alla coppia ;)
Grazie Anna, anche la Sardegna mi pare adatta per innamorarsi. Come diceva però un mio amico Siciliano, il miglior condimento resta comunque la fame. Quindi quando si è con la persona giusta il resto è di contorno :)
Non sono mai stata li’ ma proprio ieri mi sono imbattuta in una inaspettata coltivazione di lavanda, era piccola, non come quella della tua foto ma ho provato molta gioia. Di piu’ ne avrei provata con il tagliere ed il bicchiere di vino, lo ammetto. :D
grazie Serena, a volte bisogna aggiungere qualcosa al quadro perché sia perfetto. A Senanque il bisogno era di una bottiglia d’acqua fresca per il caldo incredibile. Tutto il resto c’era!
dire incantevole e meravigliosa è dire poco. Coi campi di lavanda in fiore poi un capolavoro vero. Adoro le Abbazie per il loro fascino ma questa è proprio superba!
Grazie, è davvero molto bella! vale il viaggio
Ci sono stata anni fa ma purtroppo non nel periodo di fioritura della lavanda. È comunque un posto bellissimo così come il borgo di Gordes!
Grazie Monica, è vero il borgo di Gordes sembra un presepe. Poi c’è stato girato un filmino leggero che mi piace tanto: Un ottima Annata con Rassel Crow.
che meraviglia questo luogo immerso nel viola della lavanda
Davvero un posto da favola! Non so se è per il contrasto del colore acceso della lavanda con l’esterno chiaro dell’abbazia, ma quello che è certo è che è un posto affascinante!
Proprio vero, un piacere per gli occhi
ho visto il film “Un’ ottima annata” piu volte e ricordo benissimo l ambientazione in quel paesino meraviglioso!! pensare che ci sono passata vicino senza sapere che esistesse. era comunque inverno, quindi niente lavanda. Grazie delle info
Ho girato un po’ la Francia, ma tra le regioni viste mi manca sempre la Provenza. E’ da tempo che ci voglio andare.. Vedo delle foto stupende, anche la tua descrizione mi ha fatto sognare… davvero una meraviglia!
Grazie Martina, la provenza è meravigliosa e romantica. Se vai suggerisco anche di visitare l’altopiano di Valensole per toglierti la voglia della Lavanda.
http://dovevado.net/valensole-e-la-fioritura-della-lavanda-in-provenza/
Conosco abbastanza bene la Provenza e l’ho girata in lungo e in largo per via del lavoro di mio marito, ma non sono ancora riuscita ad andare in questa Abbazia. Il racconto della tua visita è molto vivido e mi hai fatto capire che devo assolutamente andarla a visitare e che mi piacerà. Amo molto i paesini arroccati sulla montagna, le piazzette, le case con i portoncini in legno intagliato, le finestre e le terrazze con la vista panoramica. Amo i paesini e l’atmosfera provenzale. Amo un po’ meno le stradine a doppio senso alternato (il navigatore un giorno mi ha giocato un brutto scherzetto e mi ha fatto fare 12 chilometri da un paesino all’altro su una strada che era poco più di una stradina di campagna per carretti), ma tanto non guido io. ;-)
Vero a volte le stradine francesi sono veramente strette, sensazioni provate un po’ in tutta la Francia.
Anch’io sono stato molte volte in Provenza, come a tu manca Senanque, a me manca il Pont du Gard.
grazie per aver letto.
Sembra un bel posto, difficile per una sedia a rotelle, ma non impossibile… se riesco andrò a vederla
Ciao Sofia, invece è tutto abbastanza accessibile. Dal parcheggio un largo sentiero ti porta in mezzo alla lavanda e all’interno del giardino dell’abbazia. L’interno è un po’ più complicato, ma comunque visitabile in parte.
oh mio dio che spettacolo!
davvero, merita una visita!