Al termine della visita a Pompei, di cui ho parlato nel mio precedente post, ci siamo diretti verso la Costiera Amalfitana, dove abbiamo soggiornato ad Agerola. Anziché guidare fino a Salerno e passare da Amalfi, abbiamo preferito risalire il monte Faito e accedere al versante opposto che si affaccia appunto sull’altopiano di Agerola. Il nostro arrivo in Costiera è stato accolto da una bella grandinata e da forti venti che non facevano presagire niente di buono per il giorno successivo: avremmo infatti dovuto affrontare un trekking di circa 23 km tra Furore e Positano e rientro su Agerola, percorrendo il famoso ‘Sentiero degli Dei’.

Abbiamo soggiornato presso il B&B Divina Costiera una piccola struttura a conduzione familiare. All’arrivo ci è stato offerto un veloce cocktail di benvenuto con ottimi biscotti fatti in casa e abbiamo ricevuto numerose informazioni su dove andare e soprattutto dove fare acquisti di prodotti locali. Le camere, arredate in modo semplice, sono dotate di ogni comfort e sono spaziose. Neanche la colazione ci ha deluso perché, nel pieno rispetto della tradizione campana, propone un’ampia e abbondante gamma di dolci e salati. Agerola è un piccolo paese molto caratteristico che, a differenza di quelli ben più noti della costiera, non ha affaccio diretto sul mare ma rappresenta un buon punto di partenza per visitare Positano a nord e Amalfi a sud. Si sviluppa al centro di una conca ricca di coltivazioni e soprattutto di vigneti, ricavati in caratteristici terrazzamenti che dal 1997 sono Patrimonio Unesco come paesaggio caratteristico della Costiera Amalfitana.

Segreti e leggende del Sentiero degli Dei

Il Sentiero degli Dei è così definito per la spettacolarità degli scorci paesaggistici ma anche per le numerose storie e leggende che lo riguardano. Fin dall’antichità ha rappresentato l’unica via di collegamento per viandanti e mercanti tra i villaggi della costa (Positano, colonia ellenica) e gli insediamenti dell’entroterra (l’altopiano di Agerola). Qui passavano a dorso di mulo o semplicemente a piedi mercanzie quali crusca, carbone, latte, spezie, legname, tessuti, pietre preziose, ceramiche, vini e oli. Altre storie e leggende narrano di come questo sentiero sia stato utilizzato da briganti, malviventi e contrabbandieri che qui trovarono rifugio, nascondiglio e sicurezza per l’inaccessibilità del luogo. Si narra di ‘U Magio’ (il mago) che custodiva un libro dove si trovano scritti sia lieti eventi che nefasti presagi e di una scrofa che, nelle notti di luna piena si trasformava in una creatura mostruosa che terrorizzava i passanti. Il sentiero che un tempo veniva calcato da Greci e Fenici, oggi è affollato da moltissimi turisti e appassionati di trekking.

Partenza dell’Amalfi Wine Trail

Trekking sul Sentiero degli Dei

Sentiero degli Dei – Punto Panoramico

Il Sentiero parte da Agerola, più precisamente dalla frazione di Bomerano, che la collega a Nocelle, frazione di Positano abbarbicata alle pendici del Monte Pertuso. Nel suo svilupparsi, tocca la Grotta del Biscotto, il passo di Colle Serra, alcune altre cavità naturali e il caratteristico Vallone Grarelle . In circa tre ore di passeggiata si raggiunge l’abitato di Nocelle, situato a 440 metri sul livello del mare: una frazione poco conosciuta ma estremamente caratteristica di Positano, fino a pochi anni fa isolata e raggiungibile solo attraverso un’impervia scalinata: ben 1500 scalini che congiungono il borgo alla Statale Amalfitana e alle spiagge.
Un mio piccolo suggerimento: anche se viene considerato un percorso facile e accessibile a tutti, io condiglio il sentiero solo a camminatori mediamente esperti e dotati di abbigliamento consono (astenersi infradito!). Alcuni tratti, a causa dell’esposizione del sentiero al vento e intemperie, risultano perfino scoscesi e molto esposti. Consiglio eventualmente di percorrere il primo tratto, prevalentemente pianeggiante, fino al bivio della fontanella, che offre peraltro uno scorcio panoramico mozzafiato.

Visita ad Amalfi

Sapori di Amalfi

Al termine della corsa che, per chi fosse interessato, si chiama Amalfi Wine Trail, ci siamo diretti ad Amalfi per una passeggiata nel caratteristico centro storico. Ovviamente, trattandosi di dicembre, molti negozi risultavano chiusi e l’affluenza di turisti era molto inferiore a quella dei periodi più caldi, ma abbiamo potuto ugualmente assaporare la atmosfera intima e caratteristica delle piazzette, dei vicoletti coperti e delle irte scalinate. Abbiamo acquistato dell’ottimo limoncello presso gli Antichi Sapori di Amalfi, uno dei tanti negozietti tipici del centro. Qui, da ben tre generazioni, viene prodotto questo liquore famoso in tutto il mondo secondo una ricetta tramandata dai nonni. E’ possibile farne una degustazione e visitare anche il loro laboratorio dove è possibile scoprire le tecniche artigianali di produzione del limoncello e degli altri liquori tipici della Costiera Amalfitana.

Cena a Minori

Su suggerimento di un collega e amico del luogo, abbiamo prenotato per cena presso la Locanda del Pescatore (Via San Giovanni a Mare, 25, 84010 Minori SA) a Minori, un piccolo paese a pochi chilometri da Amalfi, caratterizzato da un incantevole porticciolo che si affaccia su una piccola baia. Il nome deriva da un’antica villa romana del I sec. d.C,  probabilmente appartenuta ad un ricco personaggio della corte imperiale che la volle costruire sulla piccola baia riparata. La villa può ancora essere visitata, ma a noi non è stato possibile visto l’orario. Un tempo Minori era ricca di mulini, anche per macinare il grano, perchè attraversato da un torrente, da cui l’antica tradizione di questo paese nella produzione di pasta e dolciumi, tanto da essere conosciuta come Città del Gusto.

Gli scialatielli sono una tipica pasta fresca, rigorosamente fatta a mano con la farina acquistata presso il vecchio mulino di Minori

La cena alla Locanda del Pescatore è stata eccellente, all’insegna della tradizione e del buon pesce. Gerardo, il proprietario, ci ha saputo consigliare nella scelta delle portate, anche in base alla stagione ed alla disponibilità di pesce, regalandoci qualche chicca riguardo alle ricette ed agli scialatielli, tipica pasta fresca rigorosamente fatta a mano con la farina acquistata presso il vecchio mulino di Minori. Molto ricche le portate, servite su splendidi piatti in ceramica nello stile variopinto della tradizione amalfitana.

Al termine della cena, non potevamo rinunciare ad un assaggio di alcune delizie della famosa Pasticceria Sal de Riso, “Pasticciere dell’anno 2010/2011”. Il cabaret di paste è un tripudio di tradizione e innovazione, dove la scelta è veramente difficile per assortimento e bellezza della produzione. Abbiamo optato per la ‘delizia al limone’, un Pan di Spagna con crema pasticciera al succo di limone e ricoperto con una salsa profumata con bucce di “limoni Costa di Amalfi IGP”. Una soffice nuvola dolce, con tutto il sapore del sole e dei limoni di Amalfi. Insomma, una sosta in questa pasticceria è di rito, se di passaggio in Costiera.

Il mattino seguente siamo stati svegliati da una splendida giornata di sole. Abbiamo perciò deciso di raggiungere la zona panoramica sopra Agerola per godere un’ultima volta prima di partire del panorama meraviglioso della costiera.

Ovviamente non potevamo lasciare questa terra senza qualche souvenir culinario. Su suggerimento dei proprietari della Divina Costiera, ci siamo fermati per acquistare alcuni prodotti tipici, tra cui provola, ricotta da grattugiare e della mozzarella, ‘direttamente dal secchio’, ovvero appena sformata.


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