Una giornata tra monumenti barocchi, animali imbalsamati e scheletri di dinosauri. È stata una bella pasquetta, quella che ho passato con la mia famiglia in provincia di Pisa, a Calci per la precisione: un paese di poco più di seimila anime appoggiato sul Monte Pisano, che nasconde due gioielli sotto lo stesso tetto. Peccato che, come me, avessero avuto la stessa idea centinaia di persone, e la folla ci abbia complicato i piani. Ho imparato la lezione a mie spese, così oggi vi porto alla Certosa di Calci con tutte le informazioni che quel giorno avrei voluto avere io.
Perché la Certosa di Calci è un posto curioso, quasi un paradosso: un antico monastero certosino barocco che, dentro le sue mura, ospita il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa, con i dinosauri, la balena e l’acquario che fanno impazzire i bambini. Due mondi lontanissimi, il silenzio dei monaci e il ruggito della preistoria, a un quarto d’ora dalla Torre pendente. In questa guida trovate cosa vedere, come funzionano i due musei distinti che convivono qui, orari, biglietti, come arrivare e i consigli per visitarla con i figli al seguito.
In breve
La Certosa di Calci è un complesso monastico del 1366 sulle colline pisane, a 10 km da Pisa. Dentro convivono due musei con biglietti separati: il Museo Nazionale della Certosa Monumentale (gli ambienti barocchi, gestito dal Ministero, 5€, visita su prenotazione telefonica, chiuso il lunedì) e il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa (dinosauri, la Galleria dei Cetacei con la balena, l’acquario, minerali; 15€, famiglia 16€, aperto tutti i giorni 9-19). Ci si arriva in auto da Pisa in circa 15 minuti o con il bus delle Autolinee Toscane in mezz’ora. La visita completa richiede mezza giornata; il museo è perfetto con i bambini.
Indice dell’Articolo
La Certosa di Calci: un monastero che custodisce due musei
La Certosa di Calci è un ex monastero certosino fondato nel 1366 nella Valle Graziosa, ai piedi del Monte Pisano. I monaci di San Bruno la abitarono per secoli, e le trasformazioni del Seicento e del Settecento le diedero l’aspetto grandioso e barocco che ha oggi: chiostri immensi, chiese affrescate, celle-appartamento affacciate sull’orto. La chiamano anche Certosa di Pisa, anche se Pisa è a dieci chilometri: è il monastero più celebre della zona.
La cosa che confonde quasi tutti, me compreso la prima volta, è che qui non c’è un museo solo, ma due, distinti per gestione, orari e biglietto. Da una parte il Museo Nazionale della Certosa Monumentale, che è lo Stato: sono gli ambienti storici del convento, l’arte e l’architettura. Dall’altra il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa, che occupa una grande ala del complesso: sono i dinosauri, gli animali, i minerali, l’acquario. Si trovano nello stesso edificio, ma si pagano e si visitano separatamente. Chi arriva pensando di comprare “un biglietto per la Certosa di Calci” resta spiazzato, e conviene saperlo prima.

Attenzione: il Museo Nazionale della Certosa Monumentale e il Museo di Storia Naturale sono due cose diverse. Il primo (5€, gestito dal Ministero della Cultura) è la visita agli ambienti barocchi e va prenotato al telefono. Il secondo (15€, gestito dall’Università di Pisa) è quello con i dinosauri e la balena, e si entra liberamente. Se venite per i bambini e i dinosauri, il museo che cercate è il secondo.
Il Museo Nazionale della Certosa Monumentale
Il Museo Nazionale della Certosa Monumentale di Calci è la parte storica e artistica del complesso: si visita accompagnati, ed è un tuffo nel barocco toscano. Si attraversano il grande chiostro, la chiesa, gli ambienti di rappresentanza e le celle dei monaci, che non erano stanzette ma piccoli appartamenti su due livelli con il loro orto privato, come imponeva la regola certosina del silenzio e della solitudine. Le decorazioni a stucco e gli affreschi del Sei e Settecento raccontano la ricchezza che il monastero raggiunse sotto la protezione dei granduchi.
Due cose meritano l’attenzione anche dell’occhio meno esperto, come il mio. La Biblia Atlantica, uno straordinario codice miniato in quattro volumi datato 1168, conservato in sacrestia. E la Foresteria Granducale, con gli affreschi di Pietro Giarrè (1770-1772) pensati per accogliere i sovrani in visita. È un pezzo di grande storia che, va detto, quel giorno di Pasquetta non riuscii a vedere: la parte monumentale era già al completo, con l’ultimo ingresso anticipato per la ressa. Ho scoperto poi che si visita quasi sempre su prenotazione, e questo cambia tutto. Le informazioni ufficiali, orari compresi, stanno nella scheda del Ministero della Cultura.
Info pratica: qui si entra solo con visita accompagnata, e l’orario non è lo stesso tutti i giorni: martedì e mercoledì solo la mattina (ingressi alle 9.00, 10.00, 11.30 e 12.30), giovedì e venerdì solo il pomeriggio (14.00, 15.30, 17.00 e 18.00), sabato dalle 14.00 alle 19.00, domenica e festivi dalle 9.00 alle 13.00; chiuso il lunedì. Da martedì a venerdì l’accompagnamento è compreso nel biglietto; nel fine settimana la visita guidata si paga a parte (8€ adulto, 6€ dai 6 ai 12 anni, gratis sotto i 6, prenotazioni al 324 0018050). Ingresso intero 5€, ridotto 2€; c’è anche un cumulativo per i quattro musei nazionali di Pisa a 14€ valido 7 giorni. Prenotazione obbligatoria e solo telefonica al numero 050 938430. Gli orari cambiano spesso: verificate prima di partire.






Il Museo di Storia Naturale: dinosauri, la balena e l’acquario
Il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa, quello che tutti chiamano semplicemente il museo di Calci, è uno dei più antichi al mondo: le sue collezioni nascono dallo studio granducale mediceo. Oggi occupa una superficie enorme dentro la Certosa e si sviluppa in una lunga sequenza di gallerie, una diversa dall’altra. All’ingresso ti danno una mappa e ti spiegano le sale: mettete in conto un paio d’ore buone, perché è più grande di quanto sembri. È qui che, un anno dopo l’altro, i miei figli Diego e Flavia si sono divertiti di più.
I minerali e la storia della Terra
La visita parte dai minerali e dalla storia della Terra: cristalli, rocce, la spiegazione di come si è formato il pianeta. È la sezione più didattica, quella che i più piccoli attraversano di corsa e i più grandi si fermano a leggere. Una nota di attualità: alcune gallerie del museo, tra cui quella dei minerali e quella degli anfibi e rettili, sono a volte chiuse per riallestimento, quindi non stupitevi se una sala è temporaneamente inaccessibile.

L’uomo della preistoria
Segue la sala dedicata alla preistoria e all’evoluzione dell’uomo, con ricostruzioni degli antenati e delle prime forme di vita umana. È un racconto che tiene insieme scienza e meraviglia, e ai bambini piace perché mette in fila creature e ominidi come in un albo illustrato.
La Galleria dei mammiferi
Poi si apre la parte che a casa nostra chiamiamo “lo zoo che sta fermo”: la lunga galleria dei mammiferi, con animali imbalsamati da ogni continente. Il ghepardo, i grandi felini, gli erbivori africani. Una dopo l’altra, queste sale hanno affascinato i miei figli praticamente tutte: si passa il tempo a riconoscere gli animali e a discutere quale sia il più grande.




Cetacei e la balena
Il pezzo forte per me è la Galleria dei Cetacei: una delle più importanti d’Europa, con scheletri enormi appesi che ti passano sopra la testa, capodogli e la sagoma di una balena che lascia a bocca aperta grandi e piccoli. Ci si sente minuscoli, ed è esattamente l’effetto che un museo così deve fare. Da soli, i cetacei varrebbero il viaggio.
L’acquario di acqua dolce
C’è poi l’acquario, dedicato soprattutto alle specie d’acqua dolce, con le vasche dei pesci e l’immancabile teca dei piranha davanti a cui i bambini restano incollati. È una tappa breve ma sempre gettonata: dopo tanti animali fermi, vedere qualcosa che nuota rimette tutti di buonumore.



I dinosauri
E infine loro, i dinosauri, il motivo per cui mezza Toscana con figli sale a Calci. La sezione con gli scheletri e le ricostruzioni a grandezza naturale è quella che i bambini aspettano dall’ingresso e che li ripaga di ogni sala saltata di corsa. Diego e Flavia sono rimasti a bocca aperta, e certe volte, davanti a un tirannosauro, sono più bambino io dei miei figli. È la tappa che chiude la visita col botto.





Info pratica: il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa è aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00 (ultimo ingresso 45 minuti prima), chiuso il 25 dicembre. Biglietto intero 15€, ridotto bambini e ragazzi 3-7€, over 65 11€, biglietto famiglia 16€, gratis sotto i 3 anni. Include collezioni permanenti, acquario e mostra dei dinosauri. Info e prenotazioni sul sito ufficiale del museo o al numero 050 2212970.
Orari e biglietti dei due musei di Calci
Riepiloghiamo l’informazione che quel giorno mi mancava, perché è la fonte di quasi tutti gli equivoci: i due musei della Certosa di Calci hanno orari, prezzi e regole d’ingresso diversi. Questa tabella li mette a confronto per decidere cosa visitare in base al tempo e a chi viaggia con voi.
| Museo Nazionale della Certosa Monumentale | Museo di Storia Naturale (Università di Pisa) | |
|---|---|---|
| Cosa si vede | Ambienti barocchi, chiostri, celle, Biblia Atlantica, affreschi | Dinosauri, cetacei e la balena, mammiferi, acquario, minerali |
| Gestione | Ministero della Cultura | Università di Pisa |
| Orari | Mar-mer solo mattina; gio-ven solo pomeriggio; sab 14.00-19.00; dom e festivi 9.00-13.00; lunedì chiuso | Tutti i giorni 9.00-19.00 (ultimo ingresso 18.15), chiuso solo il 25 dicembre |
| Biglietto intero | 5€ (ridotto 2€); nel weekend la guida si paga a parte, 8€ | 15€ (famiglia 16€, ridotto bimbi 3-7€) |
| Ingresso | Solo con visita accompagnata, prenotazione telefonica obbligatoria (050 938430) | Libero, ma il biglietto si compra solo in cassa: niente vendita online |
| Ideale per | Arte, storia, architettura | Famiglie, bambini, dinosauri |
Tradotto: se avete i bambini e poco tempo, puntate dritti al Museo di Storia Naturale, aperto tutti i giorni senza pensieri, ricordandovi però che il biglietto si compra soltanto alla cassa e che non esiste vendita online, nemmeno sui portali. Se invece vi interessa il barocco e la storia del monastero, mettete in agenda la telefonata per prenotare la Certosa Monumentale e guardate bene il giorno: a metà settimana apre o solo la mattina o solo il pomeriggio, e il lunedì è chiusa.
Consiglio: nei giorni di ponte e nei festivi arrivate presto, la mattina. Alla mia Pasquetta l’ultimo ingresso venne anticipato per la troppa gente e i biglietti finirono: presentarsi entro le 11 vi mette al riparo dalla ressa e dal parcheggio impossibile.
Come arrivare alla Certosa di Calci e dove parcheggiare
La Certosa di Calci si raggiunge facilmente da Pisa, da cui dista circa 10 chilometri, un quarto d’ora d’auto. In auto si segue la direzione Calci-Montemagno e si arriva fino a via Roma, davanti al complesso. In autobus ci sono le corse delle Autolinee Toscane da Pisa, con un tragitto di circa mezz’ora. Chi arriva da fuori regione può usare la stazione di Pisa Centrale come base e salire poi a Calci in bus o taxi.
Il tasto dolente è il parcheggio. Nei weekend e nei festivi i posti attorno alla Certosa si riempiono in fretta, e trovare l’auto diventa una piccola caccia al tesoro, come è capitato a noi. Nei giorni feriali il problema quasi non esiste. Se venite in un giorno di grande afflusso, mettete in conto di lasciare l’auto un po’ più lontano e fare due passi: il borgo di Calci, in fondo, merita l’attraversamento.
Visitare la Certosa di Calci con i bambini
La Certosa di Calci è una delle gite in famiglia più riuscite che si possano fare in provincia di Pisa, e lo dico da papà che ci è tornato con i figli in età diverse. Il Museo di Storia Naturale è letteralmente a misura di bambino: gli animali imbalsamati, i cetacei giganti, l’acquario e soprattutto i dinosauri tengono viva l’attenzione anche dei più piccoli, che di solito nei musei durano dieci minuti. Qui invece si arriva in fondo senza lamentele.
Qualche accorgimento pratico da chi c’è passato. Mettete in conto almeno due ore per il museo, meglio se non nell’ora di punta del pranzo. Portate acqua e, se avete bimbi piccoli, il passeggino regge bene sui percorsi. La sezione dei minerali è la più “lenta” per i bambini: se scalpitano, tenetela per il ritorno e andate prima ai dinosauri. E lasciate un momento per il gelato nel borgo: è il premio che rende perfetta la giornata. Se poi vi prende gusto alle gite di mezza giornata con i figli, in Toscana funziona con la stessa formula anche lo Zoo di Pistoia: si arriva presto, si gira due ore e si torna a casa contenti.
Consiglio: se i vostri figli amano i dinosauri, invertite l’ordine consigliato all’ingresso e portateli prima alla Galleria dei Cetacei e alla sezione dei dinosauri, finché sono freschi ed entusiasti. Le sale più didattiche, come i minerali, si affrontano meglio dopo, quando hanno già visto “la roba grossa”.

Cosa vedere a Calci e nei dintorni
Calci non è solo la sua Certosa. Il paese, adagiato nella Valle Graziosa, conserva la bella Pieve dei Santi Giovanni ed Ermolao, una chiesa romanica di origine medievale con il campanile a bifore che spunta tra gli ulivi. Chi ama camminare può salire verso la Rocca della Verruca, la fortezza medievale in cima al Monte Pisano da cui si abbraccia con lo sguardo tutta la piana, fino al mare. E tutt’intorno è un susseguirsi di uliveti terrazzati, mulini e sentieri che fanno del Monte Pisano una piccola meta escursionistica poco conosciuta.
Il bello di Calci è la posizione: siete a un quarto d’ora da Pisa e dalle sue meraviglie oltre la Torre pendente, e nel cuore di un territorio ricco di sorprese che abbiamo raccontato nella guida su cosa vedere nella provincia di Pisa. Una gita alla Certosa si abbina benissimo a una giornata in città o a un giro tra i borghi del pisano. Se scegliete la città, tenete presente che la salita alla Torre ha ingressi a orario fisso e nei fine settimana di primavera si esaurisce: il biglietto per la Torre pendente e la Cattedrale conviene prenderlo da casa. E se vi avanza un’ora, cercate la Cappella di Sant’Agata, un piccolo ottagono di mattoni che quasi nessuno guarda pur passandoci accanto.

Esperienze e visite guidate a Calci e Pisa
- La visita accompagnata agli ambienti monumentali della Certosa non si prenota online da nessuna parte, nemmeno sui portali di biglietteria: si chiama il museo al 050 938430, e basta. Meglio saperlo prima di cercarla altrove.
- Biglietto per la Torre pendente e la Cattedrale di Pisa: a un quarto d’ora d’auto da Calci, ed è l’abbinamento più naturale per chi arriva da fuori. La salita alla Torre ha ingressi contingentati a orario, quindi conviene prenderlo prima di partire.
- Passeggiata a cavallo che parte dalla Certosa di Calci: un’ora fra gli uliveti terrazzati, pensata anche per chi in sella non c’è mai salito. La stessa uscita esiste in versione tramonto, ed è quella che sceglierei io.
- Tour guidato in e-bike nei dintorni di Pisa: tre ore fra le colline e i borghi del Monte Pisano, con la pedalata assistita che rende le salite un problema di qualcun altro.
Info essenziali
- Dove: Certosa di Calci, via Roma 79, Calci (Pisa), sul Monte Pisano a 10 km da Pisa.
- Due musei: Certosa Monumentale (5€, su prenotazione, chiuso lunedì) e Storia Naturale (15€, famiglia 16€, tutti i giorni 9-19).
- Come arrivare: 15 minuti d’auto da Pisa, oppure bus Autolinee Toscane in circa 30 minuti.
- Durata: circa mezza giornata; almeno 2 ore per il solo Museo di Storia Naturale.
- Con bambini: perfetta, grazie a dinosauri, cetacei e acquario. Arrivate presto nei festivi.
Dove dormire per visitare la Certosa di Calci
La Certosa si fa benissimo in giornata, ed è così che la fanno quasi tutti, noi compresi. Ma se arrivate da lontano, o se volete unirla a Pisa e al Monte Pisano senza guardare l’orologio, la scelta si riduce a due strade piuttosto diverse fra loro.
In quale zona conviene dormire
- A Calci, nella Valle Graziosa: si dorme in campagna, a pochi minuti dalla Certosa, fra uliveti terrazzati e ville storiche. È la scelta di chi vuole il silenzio, il museo la mattina presto e magari la camminata verso la Rocca della Verruca. Da sapere prima: l’offerta è piccolissima, poche strutture in tutto, e in primavera si riempiono con largo anticipo.
- A Pisa: un quarto d’ora d’auto, con tutti i servizi, i ristoranti e la Torre a portata di passeggiata. È la scelta di chi mette la Certosa dentro un fine settimana più largo, o di chi arriva in treno e in aereo e non noleggia niente.
- Ai piedi del Monte Pisano, fra Vicopisano e San Giuliano Terme: la via di mezzo, spesso più economica e comoda in auto per entrambe le mete. Senza auto, però, diventa scomoda per tutto.
Quattro indirizzi, a Calci e a Pisa
Le abbiamo scelte così: fuori chi sta sotto l’8,5 di punteggio o sotto le cento recensioni, e la distanza dalla Certosa o dal Duomo misurata sulla mappa e non a occhio. Non troverete fasce di prezzo, e non è pigrizia: a Calci, nei mesi forti, di camere libere non ce ne sono quasi, quindi confrontare i prezzi delle due zone direbbe una cosa falsa. Qui il metro sono tipologia, posizione e posti letto.
A Calci, a pochi passi dalla Certosa
- Villa Scorzi Relais de Charme: villa storica in via Lungomonte Pisano, settecento metri dal centro di Calci, sulla strada che porta alla Certosa. Camere per due e giardino: la formula giusta per una coppia che vuole la campagna e non la città.
- Agriturismo Villa Rosselmini: in via Rosselmini, poco meno di settecento metri dalla Certosa. È l’unico indirizzo della zona che regge i numeri grossi, fino a quarantacinque posti letto, quindi la risposta per le famiglie numerose e per i gruppi.
A Pisa, a un quarto d’ora d’auto
- Hotel Pisa Tower: in piazza Daniele Manin, poco più di duecento metri dall’ingresso di Piazza dei Miracoli. Tre stelle con camere fino a cinque posti, che nel centro di Pisa non è affatto scontato: è la scelta pratica per chi viaggia con i figli.
- Prato dei Miracoli Residenza d’Epoca: in piazza del Duomo, centoquaranta metri dal prato, cioè praticamente dentro la cartolina. Residenza d’epoca con camere per quattro, per chi vuole affacciarsi la mattina e trovarsi la Torre davanti.
Domande frequenti sulla Certosa di Calci
Dove si trova la Certosa di Calci?
La Certosa di Calci si trova a Calci, in provincia di Pisa, sul Monte Pisano, a circa 10 chilometri (15 minuti d’auto) dal centro di Pisa. L’indirizzo è via Roma 79.
Quanto costa il biglietto per la Certosa di Calci?
Dipende dal museo: il Museo Nazionale della Certosa Monumentale costa 5€ (ridotto 2€), mentre il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa costa 15€ intero, con biglietto famiglia a 16€ e ridotti per i bambini. Sono due biglietti separati. Alla Certosa Monumentale, nel fine settimana, all’ingresso si aggiungono 8€ per la visita guidata, 6€ dai 6 ai 12 anni.
Ci sono i dinosauri alla Certosa di Calci?
Sì. I dinosauri si trovano nel Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa, ospitato dentro la Certosa, insieme alla Galleria dei Cetacei con la balena, all’acquario e alle collezioni di animali e minerali.
Quali sono gli orari della Certosa di Calci?
Il Museo di Storia Naturale è aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00, con ultimo ingresso alle 18.15 e chiusura solo il 25 dicembre. Il Museo Nazionale della Certosa Monumentale cambia orario a seconda del giorno: martedì e mercoledì solo la mattina, giovedì e venerdì solo il pomeriggio, sabato dalle 14.00 alle 19.00, domenica e festivi dalle 9.00 alle 13.00, chiuso il lunedì.
Serve prenotare per visitare la Certosa di Calci?
Per il Museo di Storia Naturale non serve prenotare, si entra liberamente, ma il biglietto si acquista solo alla cassa e non online. Per il Museo Nazionale della Certosa Monumentale sì: si entra soltanto con visita accompagnata e la prenotazione è obbligatoria, solo telefonica, al numero 050 938430. Conviene sempre verificare orari e disponibilità sui siti ufficiali.
Quanto tempo serve per visitare la Certosa di Calci?
Per il solo Museo di Storia Naturale servono almeno due ore. Per visitare entrambi i musei, quello naturalistico e gli ambienti monumentali, mettete in conto mezza giornata.
La Certosa di Calci è adatta ai bambini?
Molto. Il Museo di Storia Naturale è a misura di bambino grazie ai dinosauri, agli animali imbalsamati, ai cetacei giganti e all’acquario. È una delle gite in famiglia più apprezzate della provincia di Pisa.