Cosa vedere a Pisa e dintorni: borghi, colline e Monte Pisano

Abito a un passo da qui, dall’altra parte del Monte Pisano, e la cosa che mi dispiace di più è vedere quanta gente arriva a Pisa, fotografa la Torre, e riparte per Firenze nel pomeriggio. Perché la Torre è mezza giornata. Il resto, quello per cui varrebbe la pena fermarsi, comincia dieci chilometri più in là e quasi nessuno lo racconta.

In questa guida trovate cosa vedere a Pisa e dintorni zona per zona, con le distanze reali dalla città, cosa si fa in un giorno e cosa in un weekend, e i consigli pratici per muoversi. Se invece cercate la città in sé, ne parliamo nella nostra guida su cosa vedere a Pisa oltre la Torre pendente: qui si esce dalle mura.

In breve

I dintorni di Pisa si dividono in cinque zone, tutte entro un’ora di auto dalla città. Il Monte Pisano a nord-est, con la Certosa di Calci e la rocca di Vicopisano, a un quarto d’ora dal centro. La Valdera e le colline pisane, con Peccioli, Lari, Palaia e il Teatro del Silenzio di Lajatico. La Val di Cecina, dove c’è Volterra e più a sud i soffioni di Larderello. San Miniato, la Francigena e il tartufo bianco. E il mare, che a Pisa comincia a undici chilometri, fra Marina di Pisa, Tirrenia e il parco di San Rossore. Serve l’auto: il treno arriva solo a Pontedera e Cascina, e per i borghi non basta.

Piazza dei Miracoli a Pisa, il punto di partenza di quasi tutti i viaggi in provincia
Pisa Piazza dei Miracoli – Rudi maes da Pixabay

Pisa e dintorni: come è fatto davvero questo territorio

Sulla carta è una provincia di trentasette comuni. Sul posto è un’altra cosa, e conviene ragionare per zone invece che per confini, perché è così che si organizza una giornata.

A nord-est c’è l’unico rilievo vero, il Monte Pisano, che chiude la pianura e arriva a poco più di 900 metri con il Monte Serra. Scendendo a sud-est si aprono le colline della Valdera, che è la Toscana che tutti immaginano ma senza le file. Più a sud ancora la Val di Cecina, con Volterra sul suo sperone e, oltre, i soffioni di Larderello. A est, verso Firenze, San Miniato sta a cavallo della via Francigena. E a ovest, in undici chilometri, si arriva al mare.

Da Pisa aDistanzaTempo in auto
Marina di Pisacirca 11 km20 minuti
Calci e la Certosacirca 12 km20 minuti
Vicopisanocirca 20 km30 minuti
Laricirca 30 km40 minuti
San Miniatocirca 40 km40 minuti
Pecciolicirca 45 km50 minuti
Lajaticocirca 55 km1 ora
Volterracirca 65 km1 ora e 10
Larderellocirca 85 km1 ora e 20
Distanze stradali indicative da Pisa centro. In collina i tempi si allungano più dei chilometri.
La mappa dei comuni della provincia di Pisa, utile per capire come sono disposte le zone
La mappa dei comuni della provincia di Pisa, utile per capire come sono disposte le zone

Il Monte Pisano: la montagna dietro la Torre

È la zona che conosco meglio, perché ci vivo dall’altra parte, e resta quella di cui nessuno parla. Il Monte Pisano separa Pisa da Lucca ed è una montagna piccola e ripidissima, coperta di oliveti terrazzati e di boschi di castagno, con i muri a secco che salgono per centinaia di metri.

Il posto da cui partire è Calci, un quarto d’ora dal centro di Pisa. Qui c’è la Certosa, un monastero certosino enorme che oggi ospita anche il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa, quello con la galleria dei cetacei e gli scheletri che fanno impazzire i bambini. Ne abbiamo scritto per esteso nella guida alla Certosa di Calci.

Poco più in là c’è Vicopisano, che ha una delle rocche di Filippo Brunelleschi: la costruì lui, nel Quattrocento, quando Firenze conquistò questa parte del contado pisano. Il borgo è compatto, in salita, e dalla torre si vede tutta la piana fino al mare.

Dal versante di Calci parte la salita al Monte Serra, che è la cima più alta della provincia. Ci si arriva anche in auto, ma la strada bella è quella a piedi.

La Certosa di Calci, ai piedi del Monte Pisano, sede anche del Museo di Storia Naturale
Certosa di Calci
La Certosa di Calci, ai piedi del Monte Pisano, sede anche del Museo di Storia Naturale

Consiglio: il Monte Pisano è la risposta all’estate in pianura. Fra luglio e agosto a Pisa si soffoca, mentre a 700 metri sul Serra si sta bene anche a Ferragosto, e nel bosco di castagni si cammina all’ombra. È anche l’unico posto della zona dove d’inverno, con la tramontana, si vede l’Elba dal crinale.

La Valdera e le colline pisane

Se dovessi mandare qualcuno in una sola zona, lo manderei qui. La Valdera è la campagna toscana con i borghi di pietra sui poggi, le strade che curvano fra i campi e nessuna coda.

Peccioli è il caso più curioso: un paese di tremila abitanti che ha deciso di riempirsi di arte contemporanea e ci è riuscito, con installazioni sparse fra i vicoli e un belvedere sospeso sulla valle. Ne parliamo nella guida a Peccioli.

Lari ha il Castello dei Vicari, che domina il borgo dall’alto, e una cosa che i toscani sanno benissimo: qui si fa una delle paste secche artigianali più buone d’Italia. Il racconto sta in cosa vedere a Lari.

Lajatico era un paese come tanti finché Andrea Bocelli, che è nato qui, non ci ha costruito il Teatro del Silenzio: un anfiteatro naturale che resta vuoto tutto l’anno e si riempie una sola sera d’estate. Abbiamo una guida al borgo, cosa vedere a Lajatico, e una dedicata al Teatro del Silenzio e ai concerti.

E poi c’è Palaia, di origine etrusca, con la pieve di San Martino a Palaia fuori dal paese; Terricciola, terra di vino; e il borgo abbandonato di Toiano, che sta in bilico sui calanchi. Il quadro completo della zona è in Valdera, la Toscana meno conosciuta.

La chiesa di Santa Maria a Palaia, uno dei borghi della Valdera
Palaia chiesa di Santa Maria – Photo credit Roberta Capanni
La chiesa di Santa Maria a Palaia, uno dei borghi della Valdera
I calanchi di argilla delle colline pisane, il paesaggio che circonda Toiano
provincia di Pisa calanchi Ph cr. Roberta Capanni
I calanchi di argilla delle colline pisane, il paesaggio che circonda Toiano
Le colline intorno a Lajatico, che fanno da scenografia al Teatro del Silenzio
Lajatico foto di Anita da Pixabay
Le colline intorno a Lajatico, che fanno da scenografia al Teatro del Silenzio

Volterra e la Val di Cecina

Volterra è l’unica delle mete qui che ha una fama internazionale, e la merita. Sta a 550 metri su uno sperone che domina la Val di Cecina, ed è etrusca prima che medievale: le mura, la Porta all’Arco, il teatro romano sotto la città, il Museo Etrusco Guarnacci con l’Ombra della Sera. E l’alabastro, che qui si lavora da secoli e che si vede tagliare nelle botteghe del centro.

Intorno ci sono le Balze, il fronte di erosione che ha inghiottito pezzi di città nei secoli e continua a mangiare terreno. È il posto giusto al tramonto.

Più a sud la valle cambia e diventa industriale in un modo che non ha uguali: a Larderello il vapore esce da terra e alimenta le centrali geotermiche dal 1913, con i soffioni e i grandi tubi che attraversano il paesaggio. Non è bello nel senso da cartolina, ma è uno dei posti più singolari della Toscana.

La guida completa alla città è in Volterra, cosa vedere.

Un vicolo di pietra con i vasi fioriti, come se ne incontrano nei borghi di queste colline
Gianni Crestani – da Pixabay
Un vicolo di pietra con i vasi fioriti, come se ne incontrano nei borghi di queste colline

San Miniato, il tartufo e la via Francigena

San Miniato sta su un crinale a metà strada fra Pisa e Firenze, e la sua storia è tutta lì: era il punto in cui l’imperatore controllava la strada. La Rocca di Federico II è stata ricostruita ed è il punto panoramico della città; sotto ci sono il Duomo, il seminario con le facciate affrescate e la piazza in pendenza.

Qui passa la via Francigena, ed è una delle tappe più frequentate del tratto toscano.

Ma San Miniato è famosa soprattutto per una cosa: il tartufo bianco. Queste colline ne producono fra i migliori d’Italia, e a novembre il paese ospita la mostra mercato, che riempie il centro per tre fine settimana. Le date cambiano ogni anno, quindi controllatele prima di partire.

Il racconto della città è in San Miniato, le sue bellezze e il suo tartufo.

La Rocca di Federico II a San Miniato, sul crinale fra Pisa e Firenze
San Miniato – Vista della Torre matilde al tramonto. Foto di Roberta Capanni
La Rocca di Federico II a San Miniato, sul crinale fra Pisa e Firenze

Info pratica: il tartufo bianco non è solo novembre. La stagione di raccolta va indicativamente da fine settembre a fine dicembre, e le uscite con il cane si fanno in tutto quel periodo, spesso anche fuori. In compenso a novembre, durante la mostra mercato, il paese è pieno e i prezzi salgono: se venite per il tartufo e non per la folla, l’inizio di ottobre è il momento migliore.

I dolci di mandorla della tradizione contadina delle colline pisane
Amaretto di Santa Croce sull’Arno
I dolci di mandorla della tradizione contadina delle colline pisane

Il mare: la foce dell’Arno, il litorale e San Rossore

Pochi ci pensano, ma da Pisa il mare è a venti minuti. Marina di Pisa è la più caratteristica, con le case in stile liberty affacciate sull’acqua e le scogliere frangiflutti al posto della spiaggia larga; Tirrenia ha invece gli stabilimenti e la pineta.

In mezzo c’è il Parco Naturale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli, che è la cosa più bella del litorale: pinete, dune, la foce dell’Arno, i daini e una rete di strade bianche che si girano in bicicletta.

Attenzione: la Costa degli Etruschi, cioè Castiglioncello, Bolgheri, San Vincenzo e il resto, non è in provincia di Pisa: comincia subito sotto ed è provincia di Livorno. È l’errore più comune quando si pianifica un giro, e vale la pena saperlo prima di calcolare i chilometri.

Marina di Pisa, alla foce dell'Arno, a venti minuti dal centro citta
Marina di Pisa – Foto Roberta Capanni
Marina di Pisa, alla foce dell’Arno, a venti minuti dal centro citta

Le esperienze nei dintorni di Pisa

Cosa si prenota nei dintorni di Pisa

Una premessa che serve: le esperienze prenotabili in questa zona sono fuori città. A Pisa il catalogo è quasi tutto Torre pendente e gite giornaliere da Firenze, che è un altro pezzo e un altro viaggio. Qui sotto c’è quello che si trova nei dintorni veri.

  • Caccia al tartufo con il cane a San Miniato, tre ore fra i boschi con il tartufaio e i suoi cani, e poi si mangia quello che si è trovato. È l’esperienza più tipica di queste colline.
  • Cantina con degustazione e vista a Volterra: un’ora e mezza, e si abbina bene al pomeriggio in città senza portare via la giornata.
  • Passeggiata a cavallo sulle colline pisane con aperitivo, una o due ore: è il modo giusto di vedere la Valdera, che dalla strada si intuisce e basta.
  • Il Monte Pisano: qui non si prenota niente e va detto. I sentieri per il Monte Serra sono segnati e liberi, la Certosa di Calci si visita con il biglietto del museo alla biglietteria, e le uscite guidate le organizzano le associazioni locali, non i portali. Si fa da soli, con una cartina.

Quanto tempo serve e che giro fare

Dipende da quanto avete, e le combinazioni che funzionano sono tre.

Con una giornata si sceglie una zona sola. La più comoda è il Monte Pisano: Calci con la Certosa la mattina, Vicopisano nel pomeriggio, e si è a mezz’ora da Pisa tutto il tempo.

Con due giorni ha senso il binomio collina e città d’arte: un giorno in Valdera fra Peccioli, Lari e Palaia, e un giorno intero a Volterra, che di ore ne chiede parecchie.

Con un weekend lungo ci sta tutto: si aggiungono San Miniato con il tartufo e una mezza giornata al mare, fra Marina di Pisa e San Rossore.

Consiglio: non provate a mettere Volterra dentro una giornata che contiene anche altro. Da Pisa è un’ora e dieci all’andata e altrettanto al ritorno, e la città chiede almeno mezza giornata piena. È l’errore che vedo fare più spesso, e finisce con una corsa fra i musei e nessuna passeggiata.

Come muoversi

Serve l’auto, e non è un modo di dire. Il treno collega Pisa a Pontedera e a Cascina, e basta: per il Monte Pisano, per la Valdera e per Volterra ci sono gli autobus extraurbani, con corse rade e tempi che raddoppiano.

Il vantaggio è che l’aeroporto è dentro la città, a un chilometro e mezzo dalla stazione, quindi chi vola qui può ritirare l’auto e partire subito. Conviene confrontare le tariffe di noleggio prima di chiudere il volo, perché fra il ritiro in aeroporto e quello in stazione cambia poco la distanza e parecchio il prezzo. Se è la prima volta che noleggiate, nella nostra guida al noleggio auto ci sono le clausole su cui si perde più tempo al banco.

Una nota sulle strade: in collina sono strette e piene di curve, e i tempi che dà il navigatore sono ottimistici. Aggiungete un quarto d’ora per ogni spostamento fra borghi.

Dove dormire nei dintorni di Pisa

La domanda vera è se vi serve la città o la campagna, perché sono due viaggi diversi.

Dove dormire: in quale zona

  • Pisa città: comoda per chi arriva in aereo o in treno e per chi vuole una base con i servizi. Da qui si raggiungono tutte le zone in meno di un’ora e mezza.
  • La campagna della Valdera: agriturismi e casali fra i poggi, la scelta di chi viene per i borghi e per mangiare. Serve l’auto per tutto, anche per la cena.
  • Volterra e la Val di Cecina: ha senso se la città è il motivo del viaggio, perché di sera, quando i pullman se ne vanno, è un altro posto.
  • San Miniato: la base giusta se venite per il tartufo o se state facendo la Francigena, ed è a metà strada fra Pisa e Firenze.

Qui sotto un indirizzo per tre di quelle zone. Li abbiamo scelti così: solo strutture con almeno cento recensioni e un giudizio alto sui portali, verificate una per una sull’indirizzo, perché da queste parti le ricerche confondono i comuni con le frazioni. Niente fasce di prezzo, perché avremmo dovuto rilevarle in alta e bassa stagione e non l’abbiamo fatto: il riferimento ve lo danno tipologia e posizione.

Tre indirizzi, uno per zona

  • Pisa città: Five Roses Bed & Breakfast, su Corso Italia, cioè sull’asse pedonale fra la stazione e il Ponte di Mezzo. Comodo per chi arriva in treno e vuole uscire a piedi la sera.
  • Val di Cecina: Agriturismo Pretenzano, nella campagna di Volterra. È la formula giusta per chi vuole la città a portata di macchina e il silenzio la sera.
  • San Miniato: Relais Sassa al Sole, in località Genovini sulle colline sopra il paese, a metà strada fra Pisa e Firenze.
  • Sul Monte Pisano non abbiamo un indirizzo da darvi, e lo scriviamo invece di riempire la lista: fra Calci, Buti e Vicopisano l’offerta è fatta di poche case vacanza e nessuna struttura raggiunge le nostre soglie di giudizio e di recensioni. Chi vuole dormire da quella parte guardi a Pisa o a San Giuliano Terme.

Quando andare

La stagione buona è lunga, e cambia zona per zona.

Aprile, maggio e settembre sono i mesi migliori in assoluto: la collina è verde, le giornate sono lunghe e non c’è la ressa di Volterra d’agosto. Ottobre e novembre sono i mesi del tartufo e dell’olio nuovo, ed è quando queste colline danno il meglio a tavola. Luglio e agosto in pianura sono pesanti, ma il Monte Pisano e il mare risolvono la giornata. L’inverno è vuoto e ha una cosa che le altre stagioni non hanno: l’aria tersa, quella in cui dal crinale si vede l’Elba.

Info essenziali

  • Le zone: Monte Pisano, Valdera e colline pisane, Val di Cecina con Volterra, San Miniato e la Francigena, il litorale con San Rossore.
  • Come muoversi: auto indispensabile. Il treno serve solo Pontedera e Cascina, i bus extraurbani hanno corse rade.
  • Aeroporto: Pisa Galileo Galilei, dentro la città, a 1,5 km dalla stazione centrale.
  • Quanto serve: una giornata per una zona, due giorni per collina più Volterra, un weekend lungo per vedere tutto.
  • Quando andare: aprile-maggio e settembre; ottobre-novembre per tartufo e olio nuovo.
  • Da sapere: la Costa degli Etruschi è provincia di Livorno, non di Pisa.

Domande frequenti su Pisa e dintorni

Cosa vedere vicino a Pisa in un giorno?

La zona più comoda è il Monte Pisano: Calci con la Certosa e il Museo di Storia Naturale la mattina, Vicopisano e la sua rocca brunelleschiana nel pomeriggio. Sono entrambe a venti o trenta minuti dal centro di Pisa, quindi la giornata resta comoda anche partendo tardi.

Quanto dista Volterra da Pisa?

Circa 65 chilometri, che in auto sono un’ora e dieci perché l’ultimo tratto è tutto in collina. Non è una gita da incastrare dentro una giornata piena di altro: Volterra chiede almeno mezza giornata sua.

Si possono visitare i dintorni di Pisa senza auto?

Con molti limiti. Il treno collega Pisa a Pontedera e a Cascina, mentre per il Monte Pisano, la Valdera e Volterra ci sono solo autobus extraurbani con corse rade. Senza auto conviene concentrarsi sulla città, sul litorale, che è servito, e al massimo su una gita organizzata.

Qual è il borgo più bello vicino a Pisa?

Dipende da cosa cercate: Vicopisano per la rocca e la storia, Peccioli per l’arte contemporanea e il belvedere, Lari per il castello e la pasta, Volterra se volete una città d’arte vera e non un borgo. Se dovessimo sceglierne uno solo per una prima volta, Vicopisano è il più vicino e il più sorprendente.

Cosa vedere nei dintorni di Pisa con i bambini?

La Certosa di Calci, per il Museo di Storia Naturale con la galleria dei cetacei e gli scheletri di balena; il parco di San Rossore, dove si pedala fra le pinete e si vedono i daini; e Peccioli, che con le installazioni d’arte sparse per il paese funziona come una caccia al tesoro.

Quando c’è il tartufo bianco a San Miniato?

La stagione di raccolta va indicativamente da fine settembre a fine dicembre, e la mostra mercato si tiene a novembre per tre fine settimana. Le date cambiano ogni anno, quindi conviene verificarle sul sito del Comune prima di organizzare il viaggio.

La Costa degli Etruschi è in provincia di Pisa?

No, è in provincia di Livorno. Il litorale pisano finisce poco sotto Tirrenia: Castiglioncello, Bolgheri e San Vincenzo appartengono già all’altra provincia, anche se si raggiungono facilmente da qui.

Quanti giorni servono per vedere Pisa e dintorni?

Un giorno per la città e uno per ciascuna zona dei dintorni. Con due giorni si fanno Pisa e una zona, con tre o quattro si vede davvero il territorio: collina, città d’arte e mare.

Per chiudere

La verità è che questa provincia non ha un’attrazione sola che valga il viaggio, e per questo funziona così bene: si viene per la Torre e ci si ritrova a passare tre giorni fra un castello, una cantina e una pineta sul mare, senza mai fare più di un’ora di macchina.

Se venite in primavera, tenetevi una sera libera senza programma e salite su un poggio qualsiasi verso il tramonto. È la cosa che qui costa meno e vale di più.

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