Sentiero Levanto Monterosso: il trekking a picco sul mare

C’è un momento, sul sentiero da Levanto a Monterosso, in cui ti fermi e non riesci più a ripartire. Sei salito per un’ora tra i cactus e i pini marittimi contorti, il salmastro ti ha già riempito i polmoni, e all’improvviso lo sguardo scavalca la baia di Levanto, corre fino al promontorio di Portofino e, all’orizzonte, si posa sulle cime innevate delle Alpi Marittime. Il mare è tutta una sfumatura di blu. È senza dubbio uno dei percorsi più belli del Levante Ligure, e ve lo racconto passo dopo passo.

In questa guida trovate tutto quello che serve per camminarlo davvero: quanto è lungo e quanto dura, quant’è impegnativo, da che parte conviene partire, se serve la Cinque Terre Card (piccolo spoiler: per il sentiero no) e come tornare comodi in treno. Ma anche il racconto di cosa si prova, perché su questo tratto di costa i chilometri contano meno dei posti in cui vi verrà voglia di sedervi a guardare.

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Escursione Levanto Monterosso – La spiaggia di Levanto

In breve

Il sentiero da Levanto a Monterosso è il segnavia SVA (Sentiero Verde Azzurro), sentiero 591 ex n.1: circa 8-9 km, dislivello attorno ai 400-500 metri, 3-4 ore di cammino effettivo (molte di più con le soste). Difficoltà E, escursionistico: nessuna attrezzatura, ma qualche salita e discese a gradoni. Si parte da Levanto e si arriva a Monterosso, passando da Punta Mesco e dai ruderi dell’Eremo di Sant’Antonio del Mesco. Per il sentiero a piedi non serve la Cinque Terre Card: è gratuito. Il ritorno si fa in treno, cinque minuti da Monterosso a Levanto. Periodo migliore: primavera e autunno, mai in piena estate. Sul percorso non ci sono fontane, portate acqua.

Il sentiero da Levanto a Monterosso: la scheda tecnica

Partiamo dai numeri, perché in rete se ne leggono di tutti i tipi e questo genera più confusione che altro. Il percorso classico da Levanto a Monterosso segue il segnavia SVA, il Sentiero Verde Azzurro, che qui coincide con il sentiero 591 (ex numero 1) del Parco Nazionale delle Cinque Terre, per l’ultimo tratto raccordato al 590. La lunghezza dichiarata oscilla tra i 7 e i 10 km a seconda di dove si misura la partenza e delle deviazioni: nella pratica, camminando dal lungomare di Levanto alla spiaggia di Monterosso, mettete in conto circa 8-9 km.

Il dislivello è il dato che tutti sottovalutano: non è una passeggiata in piano. Si sale fino ai pressi di Punta Mesco, il promontorio che separa la baia di Levanto da quella di Monterosso, e sommando i saliscendi si arriva a un dislivello di circa 400-500 metri in salita, altrettanti in discesa. Il tempo di cammino effettivo è di 3-4 ore, ma vi assicuro che diventano molte di più, perché è impossibile non fermarsi ad ammirare il panorama che si apre a ogni passo.

Quanto alla difficoltà, siamo su un sentiero escursionistico (grado E). Non richiede particolari abilità né attrezzatura tecnica, ma ci sono salite che possono risultare faticose e alcune discese a gradoni in notevole pendenza, soprattutto nell’ultimo tratto verso Monterosso. Servono buone scarpe da trekking, il fondo alterna viottoli, roccia, sassi e gradini di pietra. Provare per credere: ne vale la pena.

Il Parco Nazionale delle Cinque Terre tiene aggiornati stato dei sentieri ed eventuali chiusure sul sito ufficiale: dategli sempre un’occhiata prima di partire, perché dopo le piogge alcuni tratti possono essere interdetti.

Serve la Cinque Terre Card per il sentiero Levanto Monterosso?

È la domanda che mi fanno più spesso, e la risposta fa tirare un sospiro di sollievo: no, per camminare da Levanto a Monterosso non serve la Cinque Terre Card e non si paga alcun pedaggio. Questo sentiero corre lungo il promontorio del Mesco, in una zona che resta fuori dal tratto a pagamento del Parco. È gratuito, punto.

La confusione nasce perché nelle Cinque Terre esistono due sentieri diversi con nomi quasi gemelli. Vale la pena chiarirla una volta per tutte.

Attenzione: il Sentiero Verde Azzurro (SVA), quello alto di crinale su cui corre la tratta Levanto-Monterosso, è libero e gratuito. Il Sentiero Azzurro (sentiero n. 2), invece, è quello basso che collega i borghi tra loro, Monterosso-Vernazza-Corniglia-Riomaggiore: quello è a pagamento e richiede il biglietto o la Cinque Terre Card. Sono due percorsi distinti: state camminando sul primo, non sul secondo.

La Cinque Terre Card vi tornerà utile semmai dopo, se da Monterosso vorrete proseguire verso gli altri borghi in treno o a piedi sul Sentiero Azzurro. La versione con treno illimitato tra Levanto e La Spezia parte da circa 29€ al giorno per un adulto e si acquista sul sito del Parco (tariffe aggiornate lì: verificate, cambiano di stagione). Ma per il solo trekking di oggi, mettete via il portafoglio.

Come arrivare a Levanto e dove lasciare l’auto

Il sentiero parte da Levanto, e a Levanto ci si arriva in auto o in treno. Se per motivi logistici scegliete l’auto, sappiate che trovate un’ampia zona parcheggio proprio davanti alla stazione: comodissimo, perché il rientro a fine percorso lo farete in treno e vi ritroverete l’auto ad aspettarvi a due passi dai binari. In alta stagione i posti si riempiono presto, arrivate la mattina.

Se invece arrivate in treno, Levanto è ben servita dalla linea ferroviaria del Levante ligure: è l’ultima stazione prima di entrare nel cuore delle Cinque Terre. In questo caso l’anello si chiude ancora più naturalmente, e potete lasciare la macchina a casa.

Info pratica: lasciata la stazione alle spalle, dirigetevi verso il mare e, quando ve lo trovate davanti, camminate sulla passeggiata verso sud. Sul finire della baia noterete una grande villa con le imposte azzurre, impossibile non vederla: sotto la villa ci sono dei portici, ed è lì che inizia il sentiero. Cercate il segnavia SVA.

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Da Levanto verso il Mesco: il racconto del cammino

Fatta qualche rampa di scale (lo so, si comincia in salita), ci si trova davanti ai resti del Castello di Levanto. Vi consiglio una piccola deviazione prima di prendere quota: costeggiando il castello si scende verso il Duomo di Sant’Andrea, una cattedrale romanica in marmo bianco e nero, e nelle viuzze intorno il tempo sembra essersi fermato. Fate due passi, non ve ne pentirete. Poi è tempo di tornare al sentiero.

Si sale, si sale e si sale ancora. Ed è qui che arriva il primo regalo: impossibile non fermarsi a guardare la baia di Levanto dall’alto. Ma lo sguardo va oltre, arriva fino al promontorio di Portofino e ancora più in là, disegna l’intero arco della Liguria, e all’orizzonte, proprio di fronte a noi, compaiono con meravigliosa sorpresa le cime innevate delle Alpi Marittime. Il mare è tutta una sfumatura di blu, il sole splende, e anche se siamo ai primi di marzo cominciamo a riporre le giacche.

Il percorso cambia continuamente, e non stanca mai. A tratti è un viottolo in piano tra piante di cactus ed erba verde, poi si inasprisce e si cammina su rocce e sassi. Si costeggiano casolari in pietra e abitazioni curiose, curate come opere d’arte, con mosaici di vetro colorato e strane figure. Ci sono punti in cui ripide falesie precipitano a picco sul mare, altri in cui si guadano piccoli ruscelli che scendono rumorosi, poi si entra in una macchia ombrosa di lecci. Contorti e solitari, i pini marittimi svettano verso il cielo come silenziose sentinelle, e ci accompagnano per tutto il cammino.

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La baia di Levanto dall’alto
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levanto monterosso – lungo il cammino
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Punta Mesco e l’Eremo di Sant’Antonio del Mesco

Siamo in marcia da circa tre ore quando arriviamo a Punta Mesco. Questa punta è esattamente l’estremo lembo del promontorio che si protende verso il mare aperto, e quello che si apre davanti toglie il fiato: il versante meridionale della costa, con la Palmaria, l’isolotto del Tino e del Tinetto, e poi le Cinque Terre in fila, Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza, tutte ben visibili, fino a Monterosso, l’ultima, proprio sotto di noi. Il panorama lascia senza parole.

Prima di affrontare la discesa è d’obbligo una deviazione di pochi metri fino alla punta del promontorio, dove si trovano i ruderi dell’Eremo di Sant’Antonio del Mesco, un monastero abbandonato intorno ai primi anni del 1600. Da qui la vista è ancora più ampia: da un lato la costa meridionale, dall’altro quella settentrionale, il mare ovunque.

Consiglio: è proprio qui, ai ruderi del monastero, che vale la pena fermarsi a lungo. Tirate fuori il pranzo al sacco e prendetevi il vostro tempo: non finireste mai di saziarvi di questa meraviglia. È il posto più bello di tutto il sentiero per una sosta, e non c’è nessun bar più in là, quindi tanto vale godersela adesso.

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Le Cinque Terre

La discesa su Monterosso

La discesa verso Monterosso è impegnativa, a gradoni ripidi, ma si fa. Si muovono gli ultimi passi e già si sente il suono della risacca del mare. La spiaggia è di ciottoli levigati dalle acque, e Monterosso, come tutti i piccoli paesi della Liguria, è sovrastato dai monti: le case dalle tinte pastello sono incastrate le une nelle altre come a proteggersi, le vie che le dividono sono strette, irte. Il mare è calmo e placido, ed è difficile immaginarlo in tempesta, pronto a far danni come purtroppo, altre volte, ha fatto.

Prendetevi il tempo per un giro nel borgo prima di pensare al rientro: Monterosso ha un centro storico e un lungomare che meritano, ed è il momento giusto per un gelato o un bicchiere di vino delle Cinque Terre guardando il mare.

Dove dormire per fare il sentiero: Levanto o Monterosso?

  • Levanto: più tranquilla, meno cara e con l’ampio parcheggio davanti alla stazione. La base ideale se arrivate in auto e volete un paese vero, non solo turistico, a due passi dal via del sentiero.
  • Monterosso al Mare: l’unica delle Cinque Terre con una vera spiaggia sabbiosa e più servizi. Più cara e affollata, ma comodissima se volete finire il trekking e tuffarvi in mare, o proseguire verso gli altri borghi.

Cercando la sistemazione tramite i link in pagina potremmo ricevere una piccola commissione, senza alcun costo aggiuntivo per voi.

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sentiero monterosso levanto – la discesa a Monterosso
da levanto a monterosso
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Ritorno in treno da Monterosso a Levanto

Ed è qui la comodità di questo itinerario: non serve rifare il sentiero all’indietro. Dalla stazione di Monterosso, in cinque minuti di treno, si torna a Levanto, dove ci aspettano l’auto e la via di casa. È la linea regionale del Levante ligure, con corse molto frequenti durante il giorno, e il tragitto è talmente breve che fate in tempo appena a sedervi. E se avete ancora giorni davanti, è lo stesso treno che collega gli altri borghi delle Cinque Terre fino a Portovenere e al Golfo dei Poeti, all’estremità opposta del parco.

Info pratica: il biglietto regionale Monterosso-Levanto costa pochi euro (indicativamente 2-5€ a seconda del periodo: dal 14 marzo al 1° novembre 2026 sulle Cinque Terre si applica la tariffa maggiorata “Cinque Terre”). Si compra alle biglietterie automatiche in stazione, sull’app o ai canali Trenitalia: obliterate prima di salire e verificate la tariffa aggiornata, perché cambia di stagione. Chi ha la Cinque Terre Treno Card viaggia senza pensieri, è già incluso.

Quando andare e cosa portare

Il consiglio più importante è sul quando: fatelo fuori stagione. Primavera e autunno sono perfetti, con il clima mite e i colori più belli; anche l’inverno, in una giornata limpida, regala panorami nitidissimi. L’estate, invece, è da evitare: il sentiero è esposto al sole, si affolla, e la fatica raddoppia. Io ci sono stata ai primi di marzo, con le Alpi Marittime ancora innevate all’orizzonte, ed è stato lo scenario perfetto.

Sul cosa, la regola d’oro riguarda l’acqua: lungo il percorso non ci sono sorgenti né fontanelle, quindi partite con una buona scorta, almeno un litro e mezzo a testa in stagione calda. Poi buone scarpe da trekking (il fondo è sconnesso e ci sono gradoni), cappello e crema solare per i tratti esposti, e qualcosa da mangiare, perché il posto giusto per la sosta, ai ruderi del Mesco, non ha alcun servizio.

Info essenziali

  • Percorso: Levanto → Punta Mesco → Monterosso, segnavia SVA / sentiero 591 (ex 1).
  • Lunghezza e dislivello: circa 8-9 km, 400-500 m di dislivello.
  • Durata: 3-4 ore di cammino, di più con le soste.
  • Difficoltà: E (escursionistico), qualche salita e discese a gradoni.
  • Costo: sentiero gratuito; solo il treno di ritorno a pagamento.
  • Quando andare: primavera, autunno, inverno limpido. No piena estate.
  • Da ricordare: niente fontane sul percorso, portate acqua.

Escursioni e tour guidati da Levanto

Se preferite camminare con una guida che vi racconti il promontorio, la macchia mediterranea e la storia dell’Eremo, oppure abbinare il trekking a un’esperienza in barca o in kayak lungo la costa del Mesco, da Levanto partono diverse escursioni organizzate. Sono comode anche per chi non è pratico di sentieri e vuole godersi il panorama senza pensieri.

Cosa fare da Levanto e a Punta Mesco

  • Escursione guidata a piedi da Levanto a Monterosso lungo il Sentiero Verde Azzurro.
  • Tour in barca o gita al tramonto attorno al promontorio del Mesco.
  • Uscita in kayak o snorkeling nell’Area Marina Protetta di Punta Mesco.

Prenotando tramite i box in pagina potremmo ricevere una piccola commissione, senza costi aggiuntivi per voi.

Qui i chilometri contano meno dei posti in cui ti verrà voglia di sederti. E poi eccolo di nuovo, il mare, ogni volta da un’altezza diversa.

Domande frequenti sul sentiero Levanto Monterosso

Serve la Cinque Terre Card per il sentiero da Levanto a Monterosso?

No. Il sentiero a piedi da Levanto a Monterosso (Sentiero Verde Azzurro, segnavia SVA / 591) è gratuito e resta fuori dal tratto a pagamento del Parco. La Cinque Terre Card serve solo per il treno o per il Sentiero Azzurro basso che collega i borghi.

Quanto dura il trekking da Levanto a Monterosso?

Circa 3-4 ore di cammino effettivo per 8-9 km, ma in pratica diventano molte di più per le soste ai punti panoramici. Il dislivello è di 400-500 metri.

Quanto è difficile il sentiero Levanto Monterosso?

È un sentiero escursionistico di grado E: non serve attrezzatura, ma ci sono salite faticose e discese a gradoni ripide verso Monterosso. Servono buone scarpe da trekking. Adatto a chi cammina con una certa regolarità, meno a bambini piccoli.

Meglio partire da Levanto o da Monterosso?

Meglio da Levanto: la salita è più graduale e si arriva a Punta Mesco per poi scendere verso Monterosso con le Cinque Terre davanti agli occhi. Inoltre il ritorno in treno da Monterosso a Levanto è più comodo.

Come si torna da Monterosso a Levanto?

In treno: cinque minuti sulla linea regionale del Levante ligure, con corse frequenti. Il biglietto costa pochi euro (2-5€ secondo il periodo) ed è incluso nella Cinque Terre Treno Card.

Qual è il periodo migliore per farlo?

Primavera e autunno, o un inverno limpido. Evitate la piena estate: il sentiero è esposto al sole, si affolla e non ci sono fontane lungo il percorso, quindi portate sempre acqua.

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