Non potevo andare via dal Giappone senza aver visto la fioritura dei ciliegi: era l’esperienza a cui tenevo di più di tutto il viaggio. Sono uscito dalla stazione di Naka-meguro convinto di trovare un parco, e ho trovato invece degli addetti in pettorina che smistavano il fiume di persone verso destra e verso sinistra perché nessuno restasse fermo sul marciapiede. Il solito, bellissimo casino ordinato giapponese. Poi ho superato lo scoglio della folla e il viale si è aperto: centinaia di alberi rosa e bianchi lungo un canale, e la luce che rimbalzava sull’acqua.
Quello che nessuno mi aveva detto è che la parte difficile non è trovare i ciliegi, è esserci quando ci sono. La finestra utile dura pochi giorni, cambia ogni anno, e si prenota un viaggio in Giappone mesi prima di sapere quando sarà. In questa guida trovate le date medie città per città, quanto dura davvero la fioritura, chi pubblica le previsioni e quando escono, dove vederla a Tokyo e fuori da Tokyo, le regole dell’hanami che sui blog non si leggono e cosa fare se sbagliate la settimana.
In breve
Nel Giappone centrale i ciliegi aprono in media tra il 22 e il 27 marzo e raggiungono la piena fioritura tra il 31 marzo e il 4 aprile: a Tokyo apertura il 24 marzo e picco il 31, a Kyoto il 26 marzo e il 4 aprile. Il fronte sale da sud verso nord e arriva a Sapporo a inizio maggio, con circa sei settimane di scarto fra un capo e l’altro del Paese. Fra l’apertura e il picco passano cinque-nove giorni, e la finestra buona è quella. I luoghi principali sono il parco di Ueno, il canale di Naka-meguro, lo Shinjuku Gyoen e il Chidorigafuchi a Tokyo, il Sentiero del Filosofo a Kyoto e il Monte Yoshino in Nara. Quasi tutti sono gratuiti. Le previsioni per l’anno in corso escono da dicembre e si aggiornano ogni settimana da marzo.
Indice dell’Articolo
Quando fioriscono i ciliegi in Giappone, città per città
Nel Giappone centrale i ciliegi aprono nell’ultima settimana di marzo e toccano il picco fra il 31 marzo e il 4 aprile. È la risposta valida per Tokyo, Kyoto, Osaka e Nagoya, cioè per il novanta per cento dei viaggi che si organizzano dall’Italia. Ma è una media, non una data: ogni anno si sposta di giorni in un senso o nell’altro a seconda dell’inverno che c’è stato.
Le medie qui sotto sono quelle ufficiali dell’Agenzia meteorologica giapponese, calcolate sul trentennio 1991-2020 e riferite agli alberi campione che l’agenzia osserva ogni anno nella stessa città. Kaika è l’apertura (quando su un albero campione si contano cinque o sei fiori aperti), mankai è la piena fioritura, cioè il momento in cui vale la pena esserci.
| Città | Apertura (kaika) | Piena fioritura (mankai) | Giorni fra le due |
|---|---|---|---|
| Fukuoka | 22 marzo | 31 marzo | 9 |
| Tokyo | 24 marzo | 31 marzo | 7 |
| Nagoya | 24 marzo | 2 aprile | 9 |
| Kyoto | 26 marzo | 4 aprile | 9 |
| Osaka | 27 marzo | 4 aprile | 8 |
| Sendai | 8 aprile | 13 aprile | 5 |
| Sapporo | 1 maggio | 6 maggio | 5 |
| Naha (Okinawa) | 16 gennaio | 4 febbraio | 19 |
Fra le città che non stanno in tabella, Hiroshima apre in media il 25 marzo e Kanazawa il 3 aprile. Si vede bene una cosa: più si va a nord, più lo scarto fra apertura e picco si accorcia. A Fukuoka e a Kyoto passano nove giorni, a Sendai e a Sapporo cinque, perché lassù la primavera non arriva per gradi ma di colpo, e gli alberi aprono quasi tutti insieme.
Quanto dura la fioritura, e perché una settimana è tutto il margine che avete
Dall’apertura alla piena fioritura passano cinque-nove giorni, e da lì i petali restano sull’albero per circa una settimana prima di cominciare a cadere. Il conto totale, dal primo fiore all’ultimo, è di due settimane scarse per città, ma la finestra in cui l’albero è davvero pieno è più corta: quattro o cinque giorni.
Quella finestra la accorciano due cose, ed è utile saperlo perché sono le uniche variabili che possono rovinarvi il viaggio anche con le date giuste: la pioggia forte e il vento. Una notte di temporale in piena fioritura stacca i petali e chiude la stagione in un giorno solo. I giapponesi hanno una parola anche per questo, hanafubuki, la tempesta di fiori: i petali che volano via tutti insieme. È bellissima da vedere e vuol dire che è finita.
C’è anche il rovescio, che è il vero motivo per cui non si può pianificare in anticipo: un inverno mite fa aprire i ciliegi prima, un inverno freddo li fa aprire dopo, e la differenza fra un anno e l’altro può arrivare a una decina di giorni sulla stessa città. Nessuna media vi protegge da questo, e chi vi vende una data esatta con sei mesi di anticipo sta tirando a indovinare.
Attenzione: “la fioritura in Giappone comincia a Okinawa a gennaio” è una frase che si legge ovunque ed è vera solo a metà. A Naha l’Agenzia meteorologica non osserva il somei-yoshino, la varietà a cui appartengono quasi tutti i ciliegi del Paese, ma l’hikanzakura: è un’altra specie, fiorisce a campanella e ha un rosa molto più acceso, quasi fucsia. Bellissima, ma non è lo spettacolo per cui si va in Giappone in primavera, e non ha niente a che vedere con il fronte che a fine marzo parte da Kyushu.
Chi pubblica le previsioni e quando escono
Le previsioni della fioritura in Giappone non le fa lo Stato: le fanno società meteorologiche private, e questo spiega perché ne trovate diverse che non concordano fra loro. L’Agenzia meteorologica giapponese le ha pubblicate dal 1951 al 2009, poi ha smesso nel 2010, quando i privati hanno raggiunto la stessa accuratezza. Da allora l’agenzia si limita a osservare: dichiara l’apertura e la piena fioritura degli alberi campione quando accadono, e sono quelle dichiarazioni a fare notizia in Giappone.
Le due previsioni che contano sono quelle della Japan Meteorological Corporation, che lavora su circa mille luoghi di fioritura da Hokkaido a Kagoshima, e quelle della Japan Weather Association, che le pubblica sul portale tenki.jp. Il calendario indicativo, preso dall’ultima stagione, è questo:
- Metà dicembre: esce la prima previsione della Japan Meteorological Corporation. È una novità recente: fino alla stagione 2025 la prima stima arrivava a gennaio, poi l’introduzione di un modello di previsione a lungo termine basato sull’intelligenza artificiale ha permesso di anticiparla di oltre un mese.
- Fine gennaio: esce la prima previsione della Japan Weather Association.
- Fine febbraio: primo aggiornamento, di solito il più affidabile per chi deve ancora decidere le date.
- Da marzo, ogni mercoledì: aggiornamento settimanale, con la previsione di piena fioritura accanto a quella di apertura.
Tradotto in pratica: se partite in primavera, a metà dicembre avete già una prima stima su cui ragionare, a fine febbraio ne avete una buona, e nelle due settimane prima di partire sapete con precisione quasi quotidiana cosa vi aspetta. Quello che non potete fare è saperlo a luglio dell’anno prima, che è di solito il momento in cui si comprano i voli.
Dove vedere la fioritura a Tokyo
A Tokyo i luoghi dell’hanami sono decine, ma quattro fanno la differenza e sono tutti raggiungibili in metropolitana: il parco di Ueno, il canale di Naka-meguro, lo Shinjuku Gyoen e il fossato del Chidorigafuchi. Io sono stato a Ueno e a Naka-meguro, scelti non dalle guide ma dai miei amici giapponesi, e col senno di poi sono i due che consiglierei per primi anche a chi ha una sera sola.
Il parco di Ueno
Il parco di Ueno ha circa 800 ciliegi concentrati soprattutto lungo il viale centrale, ed è il posto dove i giapponesi vanno a fare hanami nel senso letterale del termine: si stendono i teli azzurri sotto gli alberi e ci si passa la giornata. Molti arrivano prestissimo, talvolta all’alba, per prendere i posti migliori, e in azienda è un compito che tocca tradizionalmente ai più giovani.

Essendo un parco grande, Ueno ha molte più bancarelle di qualsiasi altro luogo dell’hanami a Tokyo, e il repertorio va dal tradizionale al kebab e alle patatine fritte. Se volete capire che cosa si mangia davvero sotto i ciliegi, e perché lo hanami dango a tre colori esiste solo in questa stagione, trovate il contesto nella nostra guida alla cucina giapponese. L’ingresso al parco è libero.

Il canale di Naka-meguro
Naka-meguro è l’opposto di Ueno: non è un parco ma una strada, e i ciliegi stanno lungo le due sponde del fiume Meguro, circa 800 alberi su quasi quattro chilometri nel tratto di Meguro-ku, che diventano oltre millecinquecento se si prosegue verso Shinagawa. I rami si piegano fino a sfiorare l’acqua e da un lato all’altro si toccano, formando una galleria che non ha uguali in città.
Qui non si fa picnic, si cammina. A lato della strada ci sono decine di banchetti, e in stagione il sakè viene venduto ogni due o tre bancarelle. La cosa che mi ha colpito di più non sono stati gli alberi ma le code: davanti a ogni banchetto se ne formavano di lunghissime, in uno spazio ridicolo, e a nessuno serviva chiedere dove cominciasse e dove finisse.
Consiglio: a Naka-meguro andateci di sera. Lungo tutto il canale accendono le lanterne, che illuminano insieme la strada e i rami sopra la vostra testa: l’accensione si tiene di solito nella finestra fra fine marzo e i primi di aprile, dalle 17 alle 20. Di giorno è un bel viale di ciliegi, di sera è la scena di un film dello Studio Ghibli, e la differenza è enorme.

Lo Shinjuku Gyoen e il Chidorigafuchi
Lo Shinjuku Gyoen è l’unico dei quattro che si paga, ed è anche l’unico dove la fioritura dura più a lungo: il giardino ospita decine di varietà diverse, comprese quelle tardive, quindi ci si trova qualcosa in fiore anche quando altrove è già finita. È l’assicurazione contro la settimana sbagliata, ed è il motivo per cui vale i suoi 500 yen.
Info pratica: lo Shinjuku Gyoen costa 500 ¥ (250 ¥ per gli over 65 e gli studenti delle superiori in su, gratis fino alle medie) ed è aperto dalle 9 alle 18 dal 15 marzo, con ultimo ingresso alle 17.30. Di norma chiude il lunedì, ma dal 25 marzo al 24 aprile resta aperto tutti i giorni proprio per la fioritura. Due regole da sapere prima di arrivare: l’alcol è vietato e all’ingresso possono controllarvi le borse, e nello stesso periodo è vietato correre nel parco. Orari e tariffe sul sito ufficiale del giardino, gestito dal Ministero dell’Ambiente giapponese.
Il Chidorigafuchi è il fossato nord-occidentale del Palazzo Imperiale, e ha una cosa che gli altri non hanno: si può guardare dall’acqua. Lungo la passeggiata i ciliegi sporgono sopra il fossato, e dal noleggio comunale si prendono barche a remi che passano sotto i rami. La sera il tratto viene illuminato fino alle 21, ed è probabilmente l’immagine più fotografata della primavera di Tokyo.
Info pratica: la passeggiata del Chidorigafuchi è gratuita. Le barche del noleggio comunale costano in stagione 1.500 ¥ per 30 minuti e 3.000 ¥ per un’ora, e nei giorni di punta viene venduto solo il turno da un’ora; le tariffe fuori stagione sono più basse. Date di apertura, orari e prenotazioni cambiano ogni anno e si trovano sul sito del comune di Chiyoda: verificateli prima di andare, perché la fila si forma presto e il numero di barche è limitato.
Se preferite non decidere da soli in quale parco andare nel giorno giusto, esiste anche la strada guidata: un tour di un’intera giornata fra i ciliegi in fiore con una guida del luogo ha il vantaggio di adattare l’itinerario a come sta andando la fioritura quella settimana, che è esattamente l’informazione che a un visitatore manca. Per capire come si incastrano fra loro i quartieri in cui si trovano questi parchi, e quali conviene mettere nella stessa giornata, c’è la nostra guida ai quartieri di Tokyo.
Fuori da Tokyo: Kyoto, il Monte Yoshino e il nord
Fuori da Tokyo la fioritura arriva pochi giorni dopo, e questo è il primo strumento che avete per non sbagliare: se a Tokyo siete arrivati tardi, a Kyoto siete probabilmente ancora in tempo, e viceversa. Fra le due città ci sono poco più di due ore di Shinkansen e in media due giorni di scarto sulla piena fioritura.
A Kyoto il luogo simbolo è il Tetsugaku-no-michi, il Sentiero del Filosofo: due chilometri lungo un canale, fra il Ginkaku-ji e il quartiere di Nanzen-ji, con i ciliegi piantati sulle due sponde. L’altro è il parco di Maruyama, accanto al santuario Yasaka, dove il protagonista è un unico enorme ciliegio piangente illuminato di sera. Chi ha poco tempo può cavarsela con un tour dei sakura di tre ore, che mette in fila i punti giusti senza perdere mezza giornata negli spostamenti.
Il posto più straordinario però non è in nessuna delle due città. Il Monte Yoshino, nella prefettura di Nara, ha circa 30.000 ciliegi di 200 varietà distribuiti su quattro fasce di altitudine, e le fasce non fioriscono insieme: si accendono in sequenza dal basso verso l’alto, dal Shimo Senbon ai piedi della montagna fino all’Oku Senbon in cima, con circa otto o nove giorni fra la prima e l’ultima. È una montagna che rende la fioritura lunga il doppio, ed è la ragione per cui è il posto giusto per chi non sa in quale settimana capiterà. Ci si arriva in giornata da Osaka, anche con un tour di una giornata da Osaka.
Più a nord, il fronte continua per settimane. A Sendai si apre l’8 aprile, nel Tohoku la fioritura tocca il picco a metà mese, e il parco del castello di Hirosaki, in Aomori, diventa il luogo di riferimento della fine di aprile. Sapporo chiude la stagione il 1° maggio, con la piena fioritura intorno al 6: chi va in Giappone durante il ponte di primavera trova i ciliegi solo se sale fino a Hokkaido.
Come si fa hanami davvero: le regole che nessuno scrive
Hanami significa letteralmente “guardare i fiori”, e in pratica vuol dire stendere un telo sotto un ciliegio e passarci qualche ora con qualcuno. Le regole non sono scritte da nessuna parte per il visitatore, ma esistono, cambiano da un parco all’altro e sono più severe di quanto ci si aspetti.
- Le scarpe si tolgono sul telo. È la regola che i visitatori sbagliano più spesso e quella che nessuno vi farà notare a voce: il telo è considerato uno spazio interno, come una stanza.
- L’alcol non è sempre ammesso. A Ueno il sakè scorre e fa parte della scena, allo Shinjuku Gyoen è vietato e all’ingresso possono controllarvi le borse. Non date per scontato che valga la regola del parco accanto.
- Niente fuoco, niente fornelli, niente tavoli e sedie. A Ueno sono espressamente vietati, insieme a strumenti musicali e karaoke. Si mangia freddo, comprato alle bancarelle o al konbini.
- La spazzatura si porta via. Nei parchi giapponesi i cestini sono pochissimi, e nei giorni dell’hanami sono comunque pieni entro mezzogiorno. Portatevi un sacchetto.
- Non si toccano i rami e non si scuotono gli alberi per far cadere i petali sulle foto. Sembra ovvio scritto qui, molto meno guardando cosa succede sul posto.
Attenzione: se soffrite di allergie stagionali, il Giappone in primavera è meno prevedibile di quanto sembri, e non per i ciliegi. Il problema è il kafunshō, l’allergia al polline dei cedri giapponesi, che è enormemente diffusa fra la popolazione: nei giorni di picco vedrete moltissimi giapponesi con la mascherina e il fazzoletto. Io in Giappone non ho avuto nessun sintomo pur essendo allergico in Italia, e credo dipenda dal fatto che le piante sono diverse, ma è un’esperienza personale e non una garanzia: se prendete antistaminici, portateli.
Quando prenotare voli e alloggio senza sapere ancora le date
Questo è il vero problema pratico della fioritura, e non ha una soluzione elegante: la stagione dei ciliegi è insieme al Capodanno e alla Golden Week il periodo più caro dell’anno in Giappone, i voli e gli hotel di fine marzo si esauriscono con mesi di anticipo, e la prima previsione arriva a dicembre. Chi aspetta di sapere le date paga il doppio o non trova posto.
La strategia che funziona è puntare sulla media e allargare il bersaglio: prenotare per l’ultima settimana di marzo e i primi giorni di aprile, che è la finestra in cui qualcosa fiorisce da Fukuoka a Nagoya, e costruire l’itinerario in modo che comprenda città a latitudini diverse. Se aggiungete Kyoto a Tokyo state già coprendo quattro giorni di scarto; se aggiungete il Monte Yoshino, altri otto o nove.
Sull’alloggio c’è un criterio che vale solo in questa stagione e che ripaga più di qualsiasi altro: dormire vicino al parco in cui volete fare hanami. Non per comodità, ma perché l’unico momento in cui il parco di Ueno è vuoto è la prima ora del mattino, e per esserci bisogna poterci arrivare a piedi. Vicino a Ueno funzionano bene due indirizzi molto diversi fra loro: il Ryokan Katsutaro, un piccolo ryokan familiare di otto camere con tatami e futon nel quartiere tranquillo di Ikenohata, a una decina di minuti a piedi dal parco e sei dalla metropolitana di Nezu, e il Mitsui Garden Hotel Ueno, hotel moderno a due minuti dall’uscita Asakusa della stazione di Ueno, comodo per chi arriva e riparte con i bagagli.
Restano due cose da sistemare prima di partire, e nessuna delle due riguarda i ciliegi. La prima è la connessione: il Giappone è fuori dal roaming europeo, quindi il telefono va risolto prima, e la strada più semplice è una eSIM da attivare prima della partenza, che in un Paese dove ci si muove solo con le app dei treni serve dal primo minuto. La seconda è la copertura sanitaria: in Giappone le prestazioni mediche sono a pagamento per intero e non esiste reciprocità con il servizio sanitario italiano, quindi vale la pena leggere la nostra guida su quale assicurazione di viaggio serve davvero in Giappone prima di scegliere a caso.
Consiglio: non noleggiate un’auto per il viaggio della fioritura, ed è una delle poche volte in cui lo diciamo così secco. Fra le città si va in Shinkansen, che è più veloce dell’auto e infinitamente meno stressante, e dentro le città l’auto è un problema: il traffico nei giorni dell’hanami è pesante, i parcheggi costano moltissimo e i parchi si girano solo a piedi. I soldi del noleggio spesi in un pass ferroviario rendono molto di più.
Se sbagliate la settimana: il piano B che funziona
Capita, e capita spesso: arrivate e gli alberi sono già spogli, oppure sono ancora chiusi. Non è un viaggio rovinato, perché il Giappone ha tre vie d’uscita e conviene conoscerle prima di partire, non scoprirle sul posto.
- Se siete arrivati tardi, salite di quota o di latitudine. Il Monte Yoshino ha quattro fasce che fioriscono a otto-nove giorni di distanza; il Tohoku fiorisce a metà aprile e Hokkaido a inizio maggio. Uno Shinkansen verso nord recupera una settimana in poche ore.
- Se siete arrivati presto, cercate le varietà precoci. Le kawazu-zakura fioriscono già a febbraio e sono di un rosa molto più intenso; i ume, i susini da fiore, riempiono i parchi fra fine febbraio e inizio marzo e hanno una loro tradizione di contemplazione, più antica di quella dei ciliegi.
- In ogni caso, andate in un giardino a varietà multiple. È la funzione dello Shinjuku Gyoen: dove convivono decine di specie diverse, comprese le yaezakura a fiore doppio che aprono una o due settimane dopo il somei-yoshino, qualcosa in fiore c’è quasi sempre.
E se proprio non c’è verso, resta il fatto che marzo e aprile sono comunque due dei mesi migliori per visitare il Paese: temperature miti, giornate lunghe, e una serie di cose da sapere prima di partire che vale la pena avere in testa a prescindere dai ciliegi.

Cosa fare durante la fioritura dei ciliegi
- Tokyo, giornata intera fra i ciliegi in fiore con una guida del luogo: l’itinerario si adatta a dove la fioritura è al punto giusto quella settimana.
- Tour privato dei ciliegi a Tokyo con picnic incluso (4 ore): l’hanami vero e proprio, telo compreso, per chi non se la sente di organizzarselo.
- Kyoto, tour dei sakura di 3 ore: mette in fila i punti giusti della città senza perdere tempo negli spostamenti.
- Monte Yoshino in giornata da Osaka (9,5 ore): la montagna dei 30.000 ciliegi, con la salita fra le fasce di quota.
- Le barche a remi del Chidorigafuchi si noleggiano solo di persona al pontile del comune di Chiyoda: non esiste nessun prodotto prenotabile online, e nei giorni di punta la fila si forma prima dell’apertura.
Info essenziali
- Quando andare: ultima settimana di marzo e primi giorni di aprile per il Giappone centrale; metà aprile per il Tohoku, inizio maggio per Hokkaido.
- Quanto dura: cinque-nove giorni dall’apertura al picco, poi circa una settimana di piena fioritura. Pioggia forte e vento la chiudono prima.
- Quando escono le previsioni: prima stima a metà dicembre, aggiornamenti da fine gennaio, poi ogni mercoledì da marzo.
- Quanto costa: quasi tutti i luoghi dell’hanami sono gratuiti, Ueno, Naka-meguro e la passeggiata del Chidorigafuchi compresi. Si paga solo lo Shinjuku Gyoen (500 ¥) e il noleggio delle barche (1.500 ¥ per 30 minuti in stagione).
- Come muoversi: Shinkansen fra le città, metropolitana e treno dentro le città, con una carta prepagata Suica o Pasmo. L’auto non serve e complica.
- Quando prenotare: voli e alloggi vanno presi mesi prima delle previsioni, puntando sulla media e coprendo più latitudini.
Domande frequenti sulla fioritura dei ciliegi in Giappone
Quando fioriscono i ciliegi in Giappone?
Nel Giappone centrale i ciliegi aprono in media fra il 22 e il 27 marzo e raggiungono la piena fioritura fra il 31 marzo e il 4 aprile. A Tokyo l’apertura media è il 24 marzo e il picco il 31; a Kyoto il 26 marzo e il 4 aprile. Il fronte sale verso nord e arriva a Sapporo il 1° maggio, con la piena fioritura intorno al 6.
Quanto dura la fioritura dei ciliegi in Giappone?
Dall’apertura alla piena fioritura passano cinque-nove giorni, e i petali restano sull’albero per circa un’altra settimana. La finestra in cui l’albero è davvero pieno è di quattro o cinque giorni. Una notte di pioggia forte o di vento può chiudere la stagione in un giorno.
Qual è il periodo migliore per andare in Giappone a vedere i ciliegi?
L’ultima settimana di marzo e i primi giorni di aprile, che è la finestra in cui qualcosa fiorisce da Fukuoka a Nagoya. Conviene costruire l’itinerario su città a latitudini diverse: fra Tokyo e Kyoto ci sono già quattro giorni di scarto, e il Monte Yoshino ne aggiunge altri otto o nove.
Dove si vedono i ciliegi in fiore a Tokyo?
I quattro luoghi principali sono il parco di Ueno (circa 800 alberi, il posto dove i giapponesi fanno picnic), il canale di Naka-meguro (circa 800 alberi su quasi quattro chilometri, con le lanterne accese di sera), lo Shinjuku Gyoen (a pagamento, con decine di varietà diverse) e il fossato del Chidorigafuchi, dove si passa in barca a remi sotto i rami.
Quando escono le previsioni sulla fioritura dei ciliegi?
La prima previsione della Japan Meteorological Corporation esce a metà dicembre, quella della Japan Weather Association a fine gennaio, con un aggiornamento a fine febbraio e poi uno ogni mercoledì da marzo. L’Agenzia meteorologica giapponese non fa previsioni dal 2010: si limita a dichiarare l’apertura e la piena fioritura degli alberi campione quando accadono.
Si può fare un picnic sotto i ciliegi in Giappone?
Sì, ed è esattamente ciò che significa hanami: si stende un telo sotto un albero e ci si passa qualche ora. Le regole però cambiano da un parco all’altro. A Ueno sono vietati fuoco, fornelli, tavoli, sedie, strumenti musicali e karaoke; allo Shinjuku Gyoen l’alcol è vietato e all’ingresso possono controllare le borse. Le scarpe si tolgono sul telo e la spazzatura si porta via.
Quanto costa vedere i ciliegi in fiore in Giappone?
Quasi niente: il parco di Ueno, il canale di Naka-meguro e la passeggiata del Chidorigafuchi sono gratuiti, come la gran parte dei luoghi dell’hanami. Si paga solo l’ingresso ad alcuni giardini storici, come lo Shinjuku Gyoen (500 ¥, ridotto 250 ¥), e il noleggio delle barche al Chidorigafuchi (1.500 ¥ per 30 minuti in stagione). Il costo vero del viaggio sono i voli e gli hotel, che in questo periodo sono ai massimi dell’anno.