Fioritura dei ciliegi in Giappone: quando andare e dove vederla

Non potevo andare via dal Giappone senza aver visto la fioritura dei ciliegi: era l’esperienza a cui tenevo di più di tutto il viaggio. Sono uscito dalla stazione di Naka-meguro convinto di trovare un parco, e ho trovato invece degli addetti in pettorina che smistavano il fiume di persone verso destra e verso sinistra perché nessuno restasse fermo sul marciapiede. Il solito, bellissimo casino ordinato giapponese. Poi ho superato lo scoglio della folla e il viale si è aperto: centinaia di alberi rosa e bianchi lungo un canale, e la luce che rimbalzava sull’acqua.

Quello che nessuno mi aveva detto è che la parte difficile non è trovare i ciliegi, è esserci quando ci sono. La finestra utile dura pochi giorni, cambia ogni anno, e si prenota un viaggio in Giappone mesi prima di sapere quando sarà. In questa guida trovate le date medie città per città, quanto dura davvero la fioritura, chi pubblica le previsioni e quando escono, dove vederla a Tokyo e fuori da Tokyo, le regole dell’hanami che sui blog non si leggono e cosa fare se sbagliate la settimana.

In breve

Nel Giappone centrale i ciliegi aprono in media tra il 22 e il 27 marzo e raggiungono la piena fioritura tra il 31 marzo e il 4 aprile: a Tokyo apertura il 24 marzo e picco il 31, a Kyoto il 26 marzo e il 4 aprile. Il fronte sale da sud verso nord e arriva a Sapporo a inizio maggio, con circa sei settimane di scarto fra un capo e l’altro del Paese. Fra l’apertura e il picco passano cinque-nove giorni, e la finestra buona è quella. I luoghi principali sono il parco di Ueno, il canale di Naka-meguro, lo Shinjuku Gyoen e il Chidorigafuchi a Tokyo, il Sentiero del Filosofo a Kyoto e il Monte Yoshino in Nara. Quasi tutti sono gratuiti. Le previsioni per l’anno in corso escono da dicembre e si aggiornano ogni settimana da marzo.

Quando fioriscono i ciliegi in Giappone, città per città

Nel Giappone centrale i ciliegi aprono nell’ultima settimana di marzo e toccano il picco fra il 31 marzo e il 4 aprile. È la risposta valida per Tokyo, Kyoto, Osaka e Nagoya, cioè per il novanta per cento dei viaggi che si organizzano dall’Italia. Ma è una media, non una data: ogni anno si sposta di giorni in un senso o nell’altro a seconda dell’inverno che c’è stato.

Le medie qui sotto sono quelle ufficiali dell’Agenzia meteorologica giapponese, calcolate sul trentennio 1991-2020 e riferite agli alberi campione che l’agenzia osserva ogni anno nella stessa città. Kaika è l’apertura (quando su un albero campione si contano cinque o sei fiori aperti), mankai è la piena fioritura, cioè il momento in cui vale la pena esserci.

CittàApertura (kaika)Piena fioritura (mankai)Giorni fra le due
Fukuoka22 marzo31 marzo9
Tokyo24 marzo31 marzo7
Nagoya24 marzo2 aprile9
Kyoto26 marzo4 aprile9
Osaka27 marzo4 aprile8
Sendai8 aprile13 aprile5
Sapporo1 maggio6 maggio5
Naha (Okinawa)16 gennaio4 febbraio19

Fra le città che non stanno in tabella, Hiroshima apre in media il 25 marzo e Kanazawa il 3 aprile. Si vede bene una cosa: più si va a nord, più lo scarto fra apertura e picco si accorcia. A Fukuoka e a Kyoto passano nove giorni, a Sendai e a Sapporo cinque, perché lassù la primavera non arriva per gradi ma di colpo, e gli alberi aprono quasi tutti insieme.

Quanto dura la fioritura, e perché una settimana è tutto il margine che avete

Dall’apertura alla piena fioritura passano cinque-nove giorni, e da lì i petali restano sull’albero per circa una settimana prima di cominciare a cadere. Il conto totale, dal primo fiore all’ultimo, è di due settimane scarse per città, ma la finestra in cui l’albero è davvero pieno è più corta: quattro o cinque giorni.

Quella finestra la accorciano due cose, ed è utile saperlo perché sono le uniche variabili che possono rovinarvi il viaggio anche con le date giuste: la pioggia forte e il vento. Una notte di temporale in piena fioritura stacca i petali e chiude la stagione in un giorno solo. I giapponesi hanno una parola anche per questo, hanafubuki, la tempesta di fiori: i petali che volano via tutti insieme. È bellissima da vedere e vuol dire che è finita.

C’è anche il rovescio, che è il vero motivo per cui non si può pianificare in anticipo: un inverno mite fa aprire i ciliegi prima, un inverno freddo li fa aprire dopo, e la differenza fra un anno e l’altro può arrivare a una decina di giorni sulla stessa città. Nessuna media vi protegge da questo, e chi vi vende una data esatta con sei mesi di anticipo sta tirando a indovinare.

Attenzione: “la fioritura in Giappone comincia a Okinawa a gennaio” è una frase che si legge ovunque ed è vera solo a metà. A Naha l’Agenzia meteorologica non osserva il somei-yoshino, la varietà a cui appartengono quasi tutti i ciliegi del Paese, ma l’hikanzakura: è un’altra specie, fiorisce a campanella e ha un rosa molto più acceso, quasi fucsia. Bellissima, ma non è lo spettacolo per cui si va in Giappone in primavera, e non ha niente a che vedere con il fronte che a fine marzo parte da Kyushu.

Chi pubblica le previsioni e quando escono

Le previsioni della fioritura in Giappone non le fa lo Stato: le fanno società meteorologiche private, e questo spiega perché ne trovate diverse che non concordano fra loro. L’Agenzia meteorologica giapponese le ha pubblicate dal 1951 al 2009, poi ha smesso nel 2010, quando i privati hanno raggiunto la stessa accuratezza. Da allora l’agenzia si limita a osservare: dichiara l’apertura e la piena fioritura degli alberi campione quando accadono, e sono quelle dichiarazioni a fare notizia in Giappone.

Le due previsioni che contano sono quelle della Japan Meteorological Corporation, che lavora su circa mille luoghi di fioritura da Hokkaido a Kagoshima, e quelle della Japan Weather Association, che le pubblica sul portale tenki.jp. Il calendario indicativo, preso dall’ultima stagione, è questo:

  • Metà dicembre: esce la prima previsione della Japan Meteorological Corporation. È una novità recente: fino alla stagione 2025 la prima stima arrivava a gennaio, poi l’introduzione di un modello di previsione a lungo termine basato sull’intelligenza artificiale ha permesso di anticiparla di oltre un mese.
  • Fine gennaio: esce la prima previsione della Japan Weather Association.
  • Fine febbraio: primo aggiornamento, di solito il più affidabile per chi deve ancora decidere le date.
  • Da marzo, ogni mercoledì: aggiornamento settimanale, con la previsione di piena fioritura accanto a quella di apertura.

Tradotto in pratica: se partite in primavera, a metà dicembre avete già una prima stima su cui ragionare, a fine febbraio ne avete una buona, e nelle due settimane prima di partire sapete con precisione quasi quotidiana cosa vi aspetta. Quello che non potete fare è saperlo a luglio dell’anno prima, che è di solito il momento in cui si comprano i voli.

Dove vedere la fioritura a Tokyo

A Tokyo i luoghi dell’hanami sono decine, ma quattro fanno la differenza e sono tutti raggiungibili in metropolitana: il parco di Ueno, il canale di Naka-meguro, lo Shinjuku Gyoen e il fossato del Chidorigafuchi. Io sono stato a Ueno e a Naka-meguro, scelti non dalle guide ma dai miei amici giapponesi, e col senno di poi sono i due che consiglierei per primi anche a chi ha una sera sola.

Il parco di Ueno

Il parco di Ueno ha circa 800 ciliegi concentrati soprattutto lungo il viale centrale, ed è il posto dove i giapponesi vanno a fare hanami nel senso letterale del termine: si stendono i teli azzurri sotto gli alberi e ci si passa la giornata. Molti arrivano prestissimo, talvolta all’alba, per prendere i posti migliori, e in azienda è un compito che tocca tradizionalmente ai più giovani.

Il viale dei ciliegi in fiore nel parco di Ueno a Tokyo, gremito di persone al tramonto
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Essendo un parco grande, Ueno ha molte più bancarelle di qualsiasi altro luogo dell’hanami a Tokyo, e il repertorio va dal tradizionale al kebab e alle patatine fritte. Se volete capire che cosa si mangia davvero sotto i ciliegi, e perché lo hanami dango a tre colori esiste solo in questa stagione, trovate il contesto nella nostra guida alla cucina giapponese. L’ingresso al parco è libero.

Il torii di pietra all'ingresso del santuario nel parco di Ueno, fra i rami dei ciliegi in fiore e le bancarelle
Fioritura dei ciliegi in Giappone: quando andare e dove vederla 6

Il canale di Naka-meguro

Naka-meguro è l’opposto di Ueno: non è un parco ma una strada, e i ciliegi stanno lungo le due sponde del fiume Meguro, circa 800 alberi su quasi quattro chilometri nel tratto di Meguro-ku, che diventano oltre millecinquecento se si prosegue verso Shinagawa. I rami si piegano fino a sfiorare l’acqua e da un lato all’altro si toccano, formando una galleria che non ha uguali in città.

Qui non si fa picnic, si cammina. A lato della strada ci sono decine di banchetti, e in stagione il sakè viene venduto ogni due o tre bancarelle. La cosa che mi ha colpito di più non sono stati gli alberi ma le code: davanti a ogni banchetto se ne formavano di lunghissime, in uno spazio ridicolo, e a nessuno serviva chiedere dove cominciasse e dove finisse.

Consiglio: a Naka-meguro andateci di sera. Lungo tutto il canale accendono le lanterne, che illuminano insieme la strada e i rami sopra la vostra testa: l’accensione si tiene di solito nella finestra fra fine marzo e i primi di aprile, dalle 17 alle 20. Di giorno è un bel viale di ciliegi, di sera è la scena di un film dello Studio Ghibli, e la differenza è enorme.

I ciliegi illuminati dalle lanterne lungo il canale di Naka-meguro a Tokyo di notte, con i riflessi rossi sull'acqua
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Lo Shinjuku Gyoen e il Chidorigafuchi

Lo Shinjuku Gyoen è l’unico dei quattro che si paga, ed è anche l’unico dove la fioritura dura più a lungo: il giardino ospita decine di varietà diverse, comprese quelle tardive, quindi ci si trova qualcosa in fiore anche quando altrove è già finita. È l’assicurazione contro la settimana sbagliata, ed è il motivo per cui vale i suoi 500 yen.

Info pratica: lo Shinjuku Gyoen costa 500 ¥ (250 ¥ per gli over 65 e gli studenti delle superiori in su, gratis fino alle medie) ed è aperto dalle 9 alle 18 dal 15 marzo, con ultimo ingresso alle 17.30. Di norma chiude il lunedì, ma dal 25 marzo al 24 aprile resta aperto tutti i giorni proprio per la fioritura. Due regole da sapere prima di arrivare: l’alcol è vietato e all’ingresso possono controllarvi le borse, e nello stesso periodo è vietato correre nel parco. Orari e tariffe sul sito ufficiale del giardino, gestito dal Ministero dell’Ambiente giapponese.

Il Chidorigafuchi è il fossato nord-occidentale del Palazzo Imperiale, e ha una cosa che gli altri non hanno: si può guardare dall’acqua. Lungo la passeggiata i ciliegi sporgono sopra il fossato, e dal noleggio comunale si prendono barche a remi che passano sotto i rami. La sera il tratto viene illuminato fino alle 21, ed è probabilmente l’immagine più fotografata della primavera di Tokyo.

Info pratica: la passeggiata del Chidorigafuchi è gratuita. Le barche del noleggio comunale costano in stagione 1.500 ¥ per 30 minuti e 3.000 ¥ per un’ora, e nei giorni di punta viene venduto solo il turno da un’ora; le tariffe fuori stagione sono più basse. Date di apertura, orari e prenotazioni cambiano ogni anno e si trovano sul sito del comune di Chiyoda: verificateli prima di andare, perché la fila si forma presto e il numero di barche è limitato.

Se preferite non decidere da soli in quale parco andare nel giorno giusto, esiste anche la strada guidata: un tour di un’intera giornata fra i ciliegi in fiore con una guida del luogo ha il vantaggio di adattare l’itinerario a come sta andando la fioritura quella settimana, che è esattamente l’informazione che a un visitatore manca. Per capire come si incastrano fra loro i quartieri in cui si trovano questi parchi, e quali conviene mettere nella stessa giornata, c’è la nostra guida ai quartieri di Tokyo.

Fuori da Tokyo: Kyoto, il Monte Yoshino e il nord

Fuori da Tokyo la fioritura arriva pochi giorni dopo, e questo è il primo strumento che avete per non sbagliare: se a Tokyo siete arrivati tardi, a Kyoto siete probabilmente ancora in tempo, e viceversa. Fra le due città ci sono poco più di due ore di Shinkansen e in media due giorni di scarto sulla piena fioritura.

A Kyoto il luogo simbolo è il Tetsugaku-no-michi, il Sentiero del Filosofo: due chilometri lungo un canale, fra il Ginkaku-ji e il quartiere di Nanzen-ji, con i ciliegi piantati sulle due sponde. L’altro è il parco di Maruyama, accanto al santuario Yasaka, dove il protagonista è un unico enorme ciliegio piangente illuminato di sera. Chi ha poco tempo può cavarsela con un tour dei sakura di tre ore, che mette in fila i punti giusti senza perdere mezza giornata negli spostamenti.

Il posto più straordinario però non è in nessuna delle due città. Il Monte Yoshino, nella prefettura di Nara, ha circa 30.000 ciliegi di 200 varietà distribuiti su quattro fasce di altitudine, e le fasce non fioriscono insieme: si accendono in sequenza dal basso verso l’alto, dal Shimo Senbon ai piedi della montagna fino all’Oku Senbon in cima, con circa otto o nove giorni fra la prima e l’ultima. È una montagna che rende la fioritura lunga il doppio, ed è la ragione per cui è il posto giusto per chi non sa in quale settimana capiterà. Ci si arriva in giornata da Osaka, anche con un tour di una giornata da Osaka.

Più a nord, il fronte continua per settimane. A Sendai si apre l’8 aprile, nel Tohoku la fioritura tocca il picco a metà mese, e il parco del castello di Hirosaki, in Aomori, diventa il luogo di riferimento della fine di aprile. Sapporo chiude la stagione il 1° maggio, con la piena fioritura intorno al 6: chi va in Giappone durante il ponte di primavera trova i ciliegi solo se sale fino a Hokkaido.

Come si fa hanami davvero: le regole che nessuno scrive

Hanami significa letteralmente “guardare i fiori”, e in pratica vuol dire stendere un telo sotto un ciliegio e passarci qualche ora con qualcuno. Le regole non sono scritte da nessuna parte per il visitatore, ma esistono, cambiano da un parco all’altro e sono più severe di quanto ci si aspetti.

  • Le scarpe si tolgono sul telo. È la regola che i visitatori sbagliano più spesso e quella che nessuno vi farà notare a voce: il telo è considerato uno spazio interno, come una stanza.
  • L’alcol non è sempre ammesso. A Ueno il sakè scorre e fa parte della scena, allo Shinjuku Gyoen è vietato e all’ingresso possono controllarvi le borse. Non date per scontato che valga la regola del parco accanto.
  • Niente fuoco, niente fornelli, niente tavoli e sedie. A Ueno sono espressamente vietati, insieme a strumenti musicali e karaoke. Si mangia freddo, comprato alle bancarelle o al konbini.
  • La spazzatura si porta via. Nei parchi giapponesi i cestini sono pochissimi, e nei giorni dell’hanami sono comunque pieni entro mezzogiorno. Portatevi un sacchetto.
  • Non si toccano i rami e non si scuotono gli alberi per far cadere i petali sulle foto. Sembra ovvio scritto qui, molto meno guardando cosa succede sul posto.

Attenzione: se soffrite di allergie stagionali, il Giappone in primavera è meno prevedibile di quanto sembri, e non per i ciliegi. Il problema è il kafunshō, l’allergia al polline dei cedri giapponesi, che è enormemente diffusa fra la popolazione: nei giorni di picco vedrete moltissimi giapponesi con la mascherina e il fazzoletto. Io in Giappone non ho avuto nessun sintomo pur essendo allergico in Italia, e credo dipenda dal fatto che le piante sono diverse, ma è un’esperienza personale e non una garanzia: se prendete antistaminici, portateli.

Quando prenotare voli e alloggio senza sapere ancora le date

Questo è il vero problema pratico della fioritura, e non ha una soluzione elegante: la stagione dei ciliegi è insieme al Capodanno e alla Golden Week il periodo più caro dell’anno in Giappone, i voli e gli hotel di fine marzo si esauriscono con mesi di anticipo, e la prima previsione arriva a dicembre. Chi aspetta di sapere le date paga il doppio o non trova posto.

La strategia che funziona è puntare sulla media e allargare il bersaglio: prenotare per l’ultima settimana di marzo e i primi giorni di aprile, che è la finestra in cui qualcosa fiorisce da Fukuoka a Nagoya, e costruire l’itinerario in modo che comprenda città a latitudini diverse. Se aggiungete Kyoto a Tokyo state già coprendo quattro giorni di scarto; se aggiungete il Monte Yoshino, altri otto o nove.

Sull’alloggio c’è un criterio che vale solo in questa stagione e che ripaga più di qualsiasi altro: dormire vicino al parco in cui volete fare hanami. Non per comodità, ma perché l’unico momento in cui il parco di Ueno è vuoto è la prima ora del mattino, e per esserci bisogna poterci arrivare a piedi. Vicino a Ueno funzionano bene due indirizzi molto diversi fra loro: il Ryokan Katsutaro, un piccolo ryokan familiare di otto camere con tatami e futon nel quartiere tranquillo di Ikenohata, a una decina di minuti a piedi dal parco e sei dalla metropolitana di Nezu, e il Mitsui Garden Hotel Ueno, hotel moderno a due minuti dall’uscita Asakusa della stazione di Ueno, comodo per chi arriva e riparte con i bagagli.

Restano due cose da sistemare prima di partire, e nessuna delle due riguarda i ciliegi. La prima è la connessione: il Giappone è fuori dal roaming europeo, quindi il telefono va risolto prima, e la strada più semplice è una eSIM da attivare prima della partenza, che in un Paese dove ci si muove solo con le app dei treni serve dal primo minuto. La seconda è la copertura sanitaria: in Giappone le prestazioni mediche sono a pagamento per intero e non esiste reciprocità con il servizio sanitario italiano, quindi vale la pena leggere la nostra guida su quale assicurazione di viaggio serve davvero in Giappone prima di scegliere a caso.

Consiglio: non noleggiate un’auto per il viaggio della fioritura, ed è una delle poche volte in cui lo diciamo così secco. Fra le città si va in Shinkansen, che è più veloce dell’auto e infinitamente meno stressante, e dentro le città l’auto è un problema: il traffico nei giorni dell’hanami è pesante, i parcheggi costano moltissimo e i parchi si girano solo a piedi. I soldi del noleggio spesi in un pass ferroviario rendono molto di più.

Se sbagliate la settimana: il piano B che funziona

Capita, e capita spesso: arrivate e gli alberi sono già spogli, oppure sono ancora chiusi. Non è un viaggio rovinato, perché il Giappone ha tre vie d’uscita e conviene conoscerle prima di partire, non scoprirle sul posto.

  • Se siete arrivati tardi, salite di quota o di latitudine. Il Monte Yoshino ha quattro fasce che fioriscono a otto-nove giorni di distanza; il Tohoku fiorisce a metà aprile e Hokkaido a inizio maggio. Uno Shinkansen verso nord recupera una settimana in poche ore.
  • Se siete arrivati presto, cercate le varietà precoci. Le kawazu-zakura fioriscono già a febbraio e sono di un rosa molto più intenso; i ume, i susini da fiore, riempiono i parchi fra fine febbraio e inizio marzo e hanno una loro tradizione di contemplazione, più antica di quella dei ciliegi.
  • In ogni caso, andate in un giardino a varietà multiple. È la funzione dello Shinjuku Gyoen: dove convivono decine di specie diverse, comprese le yaezakura a fiore doppio che aprono una o due settimane dopo il somei-yoshino, qualcosa in fiore c’è quasi sempre.

E se proprio non c’è verso, resta il fatto che marzo e aprile sono comunque due dei mesi migliori per visitare il Paese: temperature miti, giornate lunghe, e una serie di cose da sapere prima di partire che vale la pena avere in testa a prescindere dai ciliegi.

Un sentiero lastricato fra i ciliegi in fiore in un giardino giapponese
Fioritura dei ciliegi in Giappone: quando andare e dove vederla 8

Cosa fare durante la fioritura dei ciliegi

Info essenziali

  • Quando andare: ultima settimana di marzo e primi giorni di aprile per il Giappone centrale; metà aprile per il Tohoku, inizio maggio per Hokkaido.
  • Quanto dura: cinque-nove giorni dall’apertura al picco, poi circa una settimana di piena fioritura. Pioggia forte e vento la chiudono prima.
  • Quando escono le previsioni: prima stima a metà dicembre, aggiornamenti da fine gennaio, poi ogni mercoledì da marzo.
  • Quanto costa: quasi tutti i luoghi dell’hanami sono gratuiti, Ueno, Naka-meguro e la passeggiata del Chidorigafuchi compresi. Si paga solo lo Shinjuku Gyoen (500 ¥) e il noleggio delle barche (1.500 ¥ per 30 minuti in stagione).
  • Come muoversi: Shinkansen fra le città, metropolitana e treno dentro le città, con una carta prepagata Suica o Pasmo. L’auto non serve e complica.
  • Quando prenotare: voli e alloggi vanno presi mesi prima delle previsioni, puntando sulla media e coprendo più latitudini.

Domande frequenti sulla fioritura dei ciliegi in Giappone

Quando fioriscono i ciliegi in Giappone?

Nel Giappone centrale i ciliegi aprono in media fra il 22 e il 27 marzo e raggiungono la piena fioritura fra il 31 marzo e il 4 aprile. A Tokyo l’apertura media è il 24 marzo e il picco il 31; a Kyoto il 26 marzo e il 4 aprile. Il fronte sale verso nord e arriva a Sapporo il 1° maggio, con la piena fioritura intorno al 6.

Quanto dura la fioritura dei ciliegi in Giappone?

Dall’apertura alla piena fioritura passano cinque-nove giorni, e i petali restano sull’albero per circa un’altra settimana. La finestra in cui l’albero è davvero pieno è di quattro o cinque giorni. Una notte di pioggia forte o di vento può chiudere la stagione in un giorno.

Qual è il periodo migliore per andare in Giappone a vedere i ciliegi?

L’ultima settimana di marzo e i primi giorni di aprile, che è la finestra in cui qualcosa fiorisce da Fukuoka a Nagoya. Conviene costruire l’itinerario su città a latitudini diverse: fra Tokyo e Kyoto ci sono già quattro giorni di scarto, e il Monte Yoshino ne aggiunge altri otto o nove.

Dove si vedono i ciliegi in fiore a Tokyo?

I quattro luoghi principali sono il parco di Ueno (circa 800 alberi, il posto dove i giapponesi fanno picnic), il canale di Naka-meguro (circa 800 alberi su quasi quattro chilometri, con le lanterne accese di sera), lo Shinjuku Gyoen (a pagamento, con decine di varietà diverse) e il fossato del Chidorigafuchi, dove si passa in barca a remi sotto i rami.

Quando escono le previsioni sulla fioritura dei ciliegi?

La prima previsione della Japan Meteorological Corporation esce a metà dicembre, quella della Japan Weather Association a fine gennaio, con un aggiornamento a fine febbraio e poi uno ogni mercoledì da marzo. L’Agenzia meteorologica giapponese non fa previsioni dal 2010: si limita a dichiarare l’apertura e la piena fioritura degli alberi campione quando accadono.

Si può fare un picnic sotto i ciliegi in Giappone?

Sì, ed è esattamente ciò che significa hanami: si stende un telo sotto un albero e ci si passa qualche ora. Le regole però cambiano da un parco all’altro. A Ueno sono vietati fuoco, fornelli, tavoli, sedie, strumenti musicali e karaoke; allo Shinjuku Gyoen l’alcol è vietato e all’ingresso possono controllare le borse. Le scarpe si tolgono sul telo e la spazzatura si porta via.

Quanto costa vedere i ciliegi in fiore in Giappone?

Quasi niente: il parco di Ueno, il canale di Naka-meguro e la passeggiata del Chidorigafuchi sono gratuiti, come la gran parte dei luoghi dell’hanami. Si paga solo l’ingresso ad alcuni giardini storici, come lo Shinjuku Gyoen (500 ¥, ridotto 250 ¥), e il noleggio delle barche al Chidorigafuchi (1.500 ¥ per 30 minuti in stagione). Il costo vero del viaggio sono i voli e gli hotel, che in questo periodo sono ai massimi dell’anno.

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