Forte Prenestino: cosa vedere, come si entra e quando andare

Un posto magico, fuori dal tempo. Non riesco a pensare a Roma senza pensare al Forte Prenestino. In mezzo a Centocelle, nella periferia est della capitale, ci sono tredici ettari di fortezza ottocentesca con dentro un centro sociale, un parco e una rete di cunicoli da cui escono disegni, musica, pensieri e feste. Di notte si riempie di gente di ogni tipo, di giorno ospita corsi di italiano per stranieri, doposcuola per i ragazzi del quartiere, teatro e tiro con l’arco.

Ci vado da quando ero al liceo, per i concerti, e ci sono tornato l’ultima volta che sono passato per Roma, in occasione dei miei quarant’anni. Oggi vi racconto cos’è, ma soprattutto vi spiego le due cose che nessuno scrive da nessuna parte: come si entra davvero e quando conviene andarci.

L'ingresso del Forte Prenestino su via Federico Delpino, con la passerella sul fossato
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In breve

Il Forte Prenestino è un forte militare del 1884 occupato dal 1° maggio 1986 e autogestito da allora, in via Federico Delpino a Centocelle (Roma est). Non è un museo e non ha una biglietteria: si entra quando c’è un’iniziativa, e all’ingresso si lascia una sottoscrizione a prezzo popolare, in contanti, senza prevendita online. Ci si arriva con la metro C, fermate Gardenie o Mirti, dieci minuti a piedi. I momenti più vivi sono il 1° maggio (la Festa del non lavoro, che è anche l’anniversario dell’occupazione), il festival di fumetti Crack! a giugno e la stagione di concerti in autunno. Ad agosto è quasi tutto fermo.

Che cos’è il Forte Prenestino

Il Forte Prenestino, o Forte Prenestina come lo chiamano i documenti militari, è uno dei quindici forti costruiti intorno a Roma fra il 1877 e il 1891 per farne una piazzaforte difensiva. Questo fu tirato su fra il 1880 e il 1884 e occupa 13,4 ettari: un fossato, un bastione d’ingresso che sembra un castello prussiano, chilometri di cunicoli voltati e due grandi spazi aperti ai lati.

A Roma tutti lo chiamano semplicemente il Forte. Dal 1986 è un centro sociale occupato e autogestito, ed è l’unico dei quindici forti della capitale che sia stato davvero rimesso in piedi e restituito a qualcuno: gli altri sono in mano ai militari, chiusi o abbandonati.

Il tunnel d'ingresso del Forte Prenestino, con il cartello «non sostare nel tunnel»
Il tunnel d’ingresso del Forte Prenestino, con il cartello «non sostare nel tunnel»

Come si entra al Forte Prenestino

Questa è la domanda che mi fanno tutti, ed è anche quella a cui è più difficile trovare risposta online, perché non la scrive nemmeno il sito del Forte.

Al Forte non si compra un biglietto. Non c’è una biglietteria, non c’è una prevendita, non troverete i concerti sui circuiti di ticketing. Quando c’è un’iniziativa culturale o musicale, all’ingresso si lascia una sottoscrizione: la definiscono loro stessi «a prezzo politico e accessibile», e serve a mandare avanti gli spazi. Il Forte non prende soldi da nessuna istituzione e si autofinanzia interamente così.

Nella pratica, per voi, significa tre cose molto concrete:

  • si paga all’ingresso e in contanti, quindi conviene avere qualche banconota piccola in tasca;
  • non si prenota: non esiste un posto assegnato né un orario di ingresso, si arriva e si entra;
  • l’importo cambia da serata a serata e non è pubblicato in anticipo, perché lo decide chi organizza quella specifica iniziativa.

Attenzione: il Forte non è un monumento visitabile a orario. Se ci andate in un pomeriggio qualunque trovate il parco pubblico aperto e i portoni chiusi. Si entra quando c’è qualcosa: un concerto, una festa, una proiezione, un’assemblea. Prima di partire guardate la sezione «prossimi eventi» del sito del Forte o la loro pagina Facebook, che è dove le date escono per prime.

Vale la pena aggiungere una cosa che al Forte tengono a dire e che spiega bene lo spirito del posto: alle attività può partecipare chiunque ne condivida la progettualità e il codice etico. Non è un locale, è uno spazio politico che ospita anche concerti e birra.

Quando andare: il calendario del Forte

Il Forte ha un suo ritmo annuale, ed è molto marcato. Se venite a Roma e volete vederlo vivo, questi sono i momenti che contano.

PeriodoCosa succede
MarzoEnotica, il festival del vino e dell’eros, giunto alla quattordicesima edizione
AprileWelcome to the Future, due giorni di musica elettronica e cultura digitale
1° maggioLa Festa del non lavoro, la giornata più grande dell’anno: è l’anniversario dell’occupazione e nel 2026 ha festeggiato i quarant’anni
GiugnoCrack! Fumetti dirompenti, il festival internazionale di fumetto autoprodotto, dal 2005
Luglio-agostoCinema all’aperto nel parco la sera; per il resto il Forte rallenta e molti spazi chiudono
Ottobre-novembreLa stagione dei concerti, quella per cui il Forte è conosciuto in tutta Italia

Le date esatte cambiano ogni anno e vengono annunciate con poco preavviso: quelle qui sopra sono il calendario tipico, non un programma. Agosto è il mese peggiore per capirlo, perché è quando è più tranquillo.

Come arrivare al Forte Prenestino

L’ingresso principale è in via Federico Delpino, a Centocelle, nel Municipio V. Si passa dal parco pubblico, si attraversa il fossato su una passerella e ci si trova davanti al bastione.

Il modo più comodo per arrivarci è la metro C: le fermate sono Gardenie e Mirti, ed entrambe sono a una decina di minuti a piedi. In alternativa ci sono i tram 5, 14 e 19 e gli autobus 542 e 544.

Consiglio: nelle sere di festa o di concerto lasciate perdere l’auto. Nel quartiere si parcheggia gratis e in una giornata normale è comodissimo, ma quando al Forte c’è qualcosa di grosso arrivano migliaia di persone e le strade intorno si intasano. Con la metro C ci mettete la metà del tempo e non dovete pensare a chi guida al ritorno.

La storia: da fortezza militare a centro sociale

Il forte non servì praticamente mai. Fu completato nel 1884, usò i suoi depositi per pochi anni e poi seguì il destino di tutto il campo trincerato di Roma, diventato inutile prima ancora di essere finito. Nel 1954 i militari lo dismisero e per vent’anni non se ne occupò nessuno: era una discarica dentro un quartiere che intanto cresceva.

Negli anni Settanta passò al Comune di Roma, che non ne fece niente. Il 1° maggio 1977 ci fu una prima occupazione, portata avanti dalla sinistra extraparlamentare del quartiere e coordinata intorno al giornale di quartiere *Centocelle*: durò poco.

Quella vera arrivò nove anni dopo, e ha una data e perfino un’ora. Il 1° maggio 1986, alla fine della quarta *Festa del non lavoro* che dal 1983 si teneva nel parco accanto, allo scoccare della mezzanotte dal palco venne srotolato uno striscione con scritto «La festa continua», mentre sul retro quattro persone rompevano la catena del cancello. Era passata una settimana esatta da Chernobyl e sull’Europa stava ancora piovendo il fallout.

Da lì l’occupazione non si è mai interrotta. I ragazzi svuotarono la discarica, misero in sicurezza i cunicoli, riaprirono gli spazi. Ne ha scritto anche *la Repubblica* in un bel pezzo per i trent’anni.

I murales e la street art

L’arte al Forte la si respira appena si entra: i tunnel d’ingresso sono interamente dipinti, e i murales cambiano continuamente perché ogni ciclo ne copre uno precedente. È street art vera, cioè non commissionata da nessuno e senza targhette, ed è uno dei motivi per cui vale la pena entrarci anche di giorno, quando c’è un’iniziativa che lo consente.

Sparse ovunque ci sono anche decine di sculture fatte con materiali di recupero, che nascono e spariscono senza che nessuno le metta a catalogo.

Zerocalcare, Crack! e il fumetto

Il Forte è uno dei posti in cui è cresciuto artisticamente Zerocalcare, che ci è nato intorno, ha disegnato per anni le locandine dei concerti e ha firmato la copertina di *Fortopìa – Storie d’amore e d’autogestione*, il volume autoprodotto di 440 pagine uscito proprio il 1° maggio 2016 per i trent’anni di occupazione.

La copertina di Fortopìa disegnata da Zerocalcare per i trent'anni di occupazione
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Al Forte Prenestino sono nati artisti come Zerocalcare e gli Assalti Frontali

Non è un caso che qui dal 2005 si tenga Crack! Fumetti dirompenti, il festival internazionale del fumetto autoprodotto e della stampa d’arte, che ogni giugno riempie i cunicoli di tavoli, serigrafie e disegnatori arrivati da mezza Europa. Se dovessi consigliare un solo giorno dell’anno per vedere il Forte al massimo delle sue possibilità, sceglierei uno dei giorni di Crack!.

La musica: dagli Assalti Frontali a Dave Grohl

Al Forte ci sono arrivato per la musica, come quasi tutti quelli della mia generazione. Da qui sono passati 99 Posse, Afterhours, Banda Bassotti, AK47 e centinaia di nomi del giro underground italiano ed europeo.

E c’è un episodio che a Roma raccontano spesso e che è vero e documentato: il 21 ottobre 1988 suonarono qui gli Scream, la band hardcore di Washington in cui stava dietro la batteria un ragazzo di diciannove anni che si chiamava Dave Grohl. Ai Nirvana sarebbe arrivato due anni dopo. Del concerto esiste ancora una registrazione live che circola fra i collezionisti.

Sono nati qui anche gli Assalti Frontali, che si formarono nella sala prove di Centocelle. Ancora oggi la sala prove funziona, e nelle serate in cui non c’è un concerto programmato capita di trovare una jam session improvvisata nella sala da tè: contrabbasso, fisarmonica, una tromba e venti persone sedute per terra.

Mangiare e bere al Forte

Gli spazi di ristoro sono tre e hanno tutti un nome che vi servirà per orientarvi: il pub Dodici Detutto, la sala da tè e l’enoteca terraTerra. In estate, durante le feste, il bar si sposta anche all’aperto nei due piazzali.

I prezzi sono popolari e non è un modo di dire: le lavagne dei vini sono scritte a mano e le cifre stanno lì, in chiaro, sopra il bancone. La sala da tè è sorprendentemente fornita, e d’inverno è il posto più caldo del Forte in tutti i sensi.

Info pratica: anche al bar e all’enoteca si paga in contanti. Dentro il Forte non troverete POS né bancomat, e il più vicino è fuori, verso via dei Castani.

Chi ci vive e chi lo attraversa

Il Forte l’ho sempre considerato un posto di tutti, con una regola sola: il rispetto degli altri. Da ragazzo me lo dipingevano come un covo di «zecche comuniste», e in parte è vero, ma la cosa che colpisce chi ci entra la prima volta è che nella stessa serata ci trovi i ragazzi del quartiere, gente in giacca e cravatta, punk con la cresta fucsia, mamme e papà con i bambini.

Un posto illegale per necessità e per scelta

Poi ci sono quelli che il Forte lo tengono in piedi: organizzano, puliscono, sistemano dopo le feste. Di sé scrivono così:

Il Forte Prenestino è un centro sociale occupato e autogestito dal 1986… è un centro sociale, un luogo di socialità, incontro divertimento e organizzazione del tempo collettiva, di scambio di idee, visioni, energie, saperi. È occupato, era abbandonato al degrado ed è stato riaperto, abitato, attraversato e vissuto senza autorizzazioni che mai sarebbero arrivate. Un posto illegale per necessità e per scelta. E’ autogestito, sperimenta un’organizzazione del proprio spazio e delle proprie attività basata sulla libera associazione di individui uniti da una progettualità e da un’etica condivisa“.

Le attività: corsi, palestra, doposcuola

Di giorno il Forte è un’altra cosa rispetto alla sera, e forse è la parte che i romani stessi conoscono meno. Nelle sale lungo i cunicoli ci sono la palestra popolare, il cinema, la sala prove, la biblioteca con l’infoshop e una radio che trasmette in streaming.

Il calendario dei corsi cambia di anno in anno, ma lo zoccolo duro è più o meno sempre quello: teatro, fotografia, fumetto, circo e acrobatica, arrampicata, yoga, boxe, musica, italiano per stranieri e doposcuola per i ragazzi del quartiere. In rare occasioni, di solito per mostre o degustazioni, aprono anche i sotterranei, che sono un altro livello di cunicoli e piccole celle sotto quello che si vede normalmente.

Un giro dentro al Forte, in video

Ve lo mostro come l’ho visto io. Questo è un video a 360 gradi girato dentro i tunnel: muovete il mouse dal computer o spostate l’inquadratura dallo smartphone per guardarvi intorno.

Forte Prenestino, una Roma insolita: salva questa immagine su Pinterest
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Info essenziali

  • Dove: via Federico Delpino, Centocelle, Roma (Municipio V).
  • Come arrivare: metro C, fermate Gardenie o Mirti, 10 minuti a piedi; tram 5, 14 e 19; bus 542 e 544.
  • Ingresso: nessun biglietto e nessuna prevendita. Sottoscrizione all’ingresso, in contanti, solo durante le iniziative.
  • Quando andare: 1° maggio per la Festa del non lavoro, giugno per Crack!, autunno per i concerti. Agosto è il mese più fermo.
  • Contatti: 06 21807855, oppure la sezione «prossimi eventi» del sito ufficiale per le date aggiornate.

Se state costruendo un giro per la Roma meno ovvia, il Forte sta bene insieme ad altre due cose che ho raccontato qui sul blog e che stanno dall’altra parte della città: la Pagoda cinese, il tempio buddista più grande d’Europa, e il Bioparco dentro Villa Borghese, che se avete bambini vale una mattinata intera insieme a una passeggiata nel parco di Villa Borghese. E se dopo Roma volete allargare, trovate tutto il resto nella nostra guida su cosa vedere nel Lazio.

Domande frequenti sul Forte Prenestino

Si può visitare il Forte Prenestino?

Sì, ma non è un monumento con orari di apertura: si entra quando è in corso un’iniziativa (concerti, feste, proiezioni, festival). In un pomeriggio qualunque trovate aperto solo il parco pubblico intorno. Le date si trovano nella sezione «prossimi eventi» del sito ufficiale.

Quanto costa entrare al Forte Prenestino?

Non c’è un biglietto. Durante le iniziative culturali e musicali all’ingresso si lascia una sottoscrizione, che il Forte stesso definisce a prezzo politico e accessibile, e che serve a finanziare gli spazi. L’importo cambia da serata a serata, si paga in contanti e non esiste prevendita online.

Come si arriva al Forte Prenestino con i mezzi?

Con la metro C, scendendo a Gardenie o a Mirti: da entrambe sono circa dieci minuti a piedi. In alternativa ci sono i tram 5, 14 e 19 e gli autobus 542 e 544. Nelle sere di grandi eventi i mezzi sono nettamente più comodi dell’auto.

Perché il Forte Prenestino è famoso?

Perché è il più noto centro sociale occupato d’Italia e l’unico dei quindici forti ottocenteschi di Roma restituito alla città. È famoso per i murales nei cunicoli, per la storia musicale (dagli Assalti Frontali, nati qui, agli Scream di Dave Grohl nel 1988) e per il festival di fumetto autoprodotto Crack!.

Quando è stato occupato il Forte Prenestino?

Il 1° maggio 1986, a mezzanotte, alla fine della quarta Festa del non lavoro. L’occupazione prosegue ininterrotta da allora, e ogni 1° maggio l’anniversario si festeggia con la giornata più partecipata dell’anno.

Il Forte Prenestino è adatto ai bambini?

Di giorno sì, e molte attività (doposcuola, circo, corsi) sono pensate proprio per i ragazzi del quartiere. Le serate di concerto sono un’altra cosa: musica alta, fumo e molta gente fino a tardi.

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