Il castello del Buonconsiglio

L’Italia è fatta di castelli. Sono veramente tanti i castelli presenti in ogni regione per un totale di 45.000 tra castelli, torri e ville.

Il castello del Buonconsiglio a Trento  è uno dei più conosciuti. In realtà si chiamava in origine Malconsiglio che arrivava dal nome  Malconsey cioè l’altura sulla quale sorgeva una grande torre rotonda che dominava la città detta torre d’augusto.

Una città e il suo castello

Il Torrione sovrasta la città sul  fiume Adige ma il nome viene dal germacio e significava udienza che unito  alla parola latina consilium nel volgare ha dato vita a malconsiglio.

 Qui, per 8 secoli governò un principe-vescovo. Un piccolo stato teocratico, un feudo di Trento che era stato donato alla chiesa nel 1004 dall’imperatore Enrico II di Sassonia e che rimase Principato vescovile fino a l’epoca napoleonica.

Da Malconsiglio a Buonconsiglio

Il castello del Buonconsiglio si chiama così perché un principe vescovo, durante il Concilio di Trento del 1545, decise che si dovesse chiamare non più del malconsiglio ma con un nome positivo e impose Buonconsiglio.

Situato in una importante terra di transito, il Principato fu retto con pugno di ferro dai principi-vescovi. Nel 1200, quando ci fu lo scontro tar Federico II di Svezia e Roma, fu costruito sotto l’antica torre, il castello vicino alle mura urbane.  Successivamente fu aggiunto una seconda torre, detta dell’Aquila, quadrata. Questa è  la parte più antica detta anche Castelvecchio.

Tanti abbellimenti

Divenne la  residenza del vescovo Ignone e dal 1400 in poi, subì molti aggiustamenti.  Per esempio nel 1400 il principe- vescovo George von Liechtenstein che si sentiva soffocare e fece costruire un bastione e un giardino, lo fece affrescare e nacque così il meraviglioso ciclo dei 5 mesi che decora le pareti della torre Dell’Aquila. Negli anni di Giovanni Hinderbach fu costruito il cortile interno e il porticato in stile veneziano. e volte e pareti furono affrescate da Bartolomeo Sacchetto.

Insomma gli ambiziosi principi-vescovi fecero molti abbellimenti e aggiunte al castello, ognuno voleva lasciare il proprio segno e chiamarono maestranze fra le più importanti del momento.

Il riempimento del 1600

Alla fine del1600 ci fu un ultimo riempimento che è chiamato congiunzione albertiana dal nome del principe vescovo Francesco Alberti. lo spazio rimasto libero, tra Castelvecchio e il Magno palazzo, fu colmato da un’altra costruzione. Si formò così  un blocco unico  invece di due edifici.  

Con l’avvento di Napoleone, come accadde a molti a moltissime dimore italiane, furono portati via dai soldati francesi tutto ciò che poteva essere staccato e rimosso:  mobili suppellettili quadri eccetera eccetera e nell’Ottocento Castelvecchio divenne un carcere. Alla torre dell’Aquila si arriva attraverso un antico camminamento di ronda delle mura urbane. Come abbiamo detto qui poggiano le costruzioni del buon consiglio.  

Il camminamento è accessibile dall’appartamento di Bernardo Cles,  poi è stato coperto e trasformato in un corridoio lungo stretto che porta alla stanza del secondo piano della torre ed è qui che si trovano gli affreschi del ciclo dei mesi del maestro Venceslao di Boemia. Una decorazione unica tra quelle presenti un tempo che avevano appunto abbellito la torre dell’Aquila.  Per ogni mese si vedono le attività  il riposo della natura in gennaio, i giochi con le palle di neve. In maggio, invece ,si vedono cavalli buoi che lavorano la terra gli uomini ci sono scene Galanti della società cortese,  alberi in fiore, dame e  cavalieri.

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