C’è un’isola, all’estremo sud della Toscana, che sembra disegnata con il compasso: una sottile mezzaluna bianca di roccia posata sul mare, l’ultima sentinella dell’Arcipelago Toscano prima del mare aperto. È l’Isola di Giannutri, e già il nome racconta la sua forma: viene da *Dianium*, l’isola di Diana, la dea della luna, proprio per quella sagoma a falce. La prima volta che ci siamo arrivati io e Ornella, dopo l’ora di navigazione da Porto Santo Stefano, ci ha colpiti il contrasto: un’isola minuscola, quasi disabitata, eppure con i resti di una villa imperiale romana affacciata sull’acqua.
Come dico sempre, l’esperienza di qualcuno salva sempre qualcun altro: e Giannutri è un posto dove sapere le cose prima conta davvero, perché è un’isola protetta a fruizione regolata, non una spiaggia dove sbarcare a piacimento. In questa guida vi spiego come si visita, cosa si può vedere, dov’è permesso fare il bagno e come arrivarci, con tutti i consigli pratici. Se invece cercate il quadro dell’intero arcipelago, vi rimando alla nostra guida su cosa vedere all’Isola d’Elba e nell’Arcipelago Toscano.
In breve
L’Isola di Giannutri è la più meridionale dell’Arcipelago Toscano, in provincia di Grosseto (Comune di Isola del Giglio): un’isola calcarea di poco meno di 3 km², quasi tutta dentro il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Si visita in giornata: si sbarca solo a Cala Maestra e Cala Spalmatoio, si cammina liberamente sul sentiero che le collega, mentre per la Villa Romana dei Domizi Enobarbi, il faro di Capel Rosso e l’interno serve la guida del Parco (escursioni da prenotare). Si arriva via mare da Porto Santo Stefano (Argentario) con la compagnia Maregiglio, in circa un’ora; in estate c’è un collegamento dal Giglio. Il bagno si fa solo nelle due cale di ghiaia; il resto del mare è zona di massima tutela. C’è un piccolo ticket d’ingresso all’area protetta (pochi euro). Periodo migliore: giugno e settembre.
Indice dell’Articolo
Dove si trova Giannutri e perché si chiama così
Mettiamo subito i punti fermi, perché aiutano a non fare confusione. Giannutri è l’isola più meridionale dell’Arcipelago Toscano, il punto più a sud di tutta la Toscana. È piccola, poco meno di tre chilometri quadrati, lunga e stretta: una lingua di terra a forma di falce. Si trova a circa 12 chilometri dall’Argentario (Porto Santo Stefano) e a una quindicina di chilometri dal Giglio, di cui amministrativamente fa parte: il Comune è quello di Isola del Giglio, in provincia di Grosseto. Quindi, attenzione: Giannutri è Maremma, non Elba.
Una particolarità geologica la rende diversa dalle sue vicine: mentre il Giglio e l’Elba sono fatti di granito, Giannutri è un’isola calcarea, di roccia carbonatica chiara, ed è per questo che da lontano appare così bianca. Il punto più alto è il Poggio di Capel Rosso, intorno agli 89 metri, all’estremità sud. Il nome, come dicevo, arriva dal latino *Dianium*, consacrata a Diana: la forma a mezzaluna era l’attributo della dea.

Un’isola protetta: come funziona la visita
Qui sta il cuore di tutto, e ve lo spiego subito perché cambia il modo di organizzarsi: Giannutri è quasi interamente dentro il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, in regime di alta tutela, e non si visita liberamente come una spiaggia qualsiasi. Funziona così:
- Si sbarca solo in due punti: Cala Maestra (a ovest) e Cala Spalmatoio (a est). Sono gli unici approdi.
- C’è un biglietto d’ingresso all’area protetta, di pochi euro a persona, che chi arriva con le navi di linea di solito ha già incluso nel biglietto, mentre chi va con la barca propria deve pagarlo a parte. L’importo cambia, quindi controllatelo sul sito del Parco.
- Una parte si gira da soli, il resto solo con la guida. Si può camminare in autonomia lungo il sentiero che collega le due cale, un tratto breve. Per tutto il resto dell’isola, i sentieri verso la villa romana, il faro e la punta sud, serve una guida del Parco: non è una formalità, è tutela e sicurezza, e i percorsi guidati vanno prenotati.
- Niente auto. Sull’isola non sbarcano veicoli: ci si muove a piedi.
- Il mare è diviso in zone. Le acque davanti a buona parte dell’isola sono zona di massima tutela, dove sono vietati balneazione, immersioni, pesca e ancoraggio; solo nelle aree consentite, e davanti alle due cale, si fa il bagno.
Info pratica: il ticket d’ingresso all’area protetta del Parco costa pochi euro a persona (intorno ai 2,50€) ed è di solito già compreso nel biglietto delle navi di linea; chi arriva con la barca propria lo paga a parte, online o sull’isola. Importi, regole e modalità di prenotazione delle visite guidate vanno verificati sul sito ufficiale del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, perché possono cambiare di stagione in stagione.
So che sembrano molti paletti, ma è proprio questa protezione ad aver tenuto Giannutri lontana dal turismo di massa. Ci si va per il silenzio, la natura e la storia, non per l’ombrellone.
La Villa Romana dei Domizi Enobarbi
Il tesoro di Giannutri, quello che non ti aspetti su un’isola così piccola, è una villa romana imperiale. Fu costruita nel II secolo d.C. dalla potente famiglia dei Domizi Enobarbi, la stessa casata legata, attraverso Agrippina, all’imperatore Nerone. Una residenza di lusso affacciata sul mare, con la grande terrazza panoramica, gli ambienti padronali, gli alloggi della servitù, le terme, le cisterne e perfino un approdo privato.
Tra quel che resta si riconoscono ancora i muri, i pavimenti e i frammenti di mosaico che decoravano gli ambienti. Passeggiare tra queste rovine, con il mare tutto intorno, fa un certo effetto: ti immagini la vita di una famiglia patrizia che, quasi duemila anni fa, sceglieva questo scoglio come buen retiro. La villa si visita con la guida del Parco, ed è il motivo principale per cui vale la pena prenotare l’escursione completa e non fermarsi alle cale.
Info pratica: la visita guidata alla Villa Romana con le Guide del Parco costa indicativamente intorno agli 8€ a persona (ridotto per i ragazzi, gratis per i più piccoli) e va prenotata in anticipo, perché i posti sono limitati e nei mesi di punta si esauriscono in fretta. È l’unico modo per entrare nell’area archeologica e nell’interno dell’isola: da soli non vi si accede. Tariffe e calendario aggiornati sul sito del Parco.
Una villa imperiale su uno scoglio in mezzo al mare: a Giannutri la storia non è in un museo, è sotto i tuoi piedi, con le onde a pochi passi.
Le due cale, il faro e i sentieri
Le due cale sono il centro della vita dell’isola. Cala Maestra, sul versante occidentale, è la più nota: è vicina alla villa romana ed è uno degli approdi. Cala Spalmatoio, a est, è l’altro punto di sbarco, quello con il piccolo bar-ristorante e i servizi. Una precisazione che evita delusioni: non aspettatevi distese di sabbia dorata, sono piccole cale di ciottoli e ghiaia, raccolte e suggestive, ma non spiagge da resort.

| Cala | Versante | Caratteristiche |
|---|---|---|
| Cala Maestra | Ovest | Approdo vicino alla Villa Romana; fondo di ghiaia, ombra scarsa, punto di partenza per le visite guidate. |
| Cala Spalmatoio | Est | Approdo principale, con bar-ristorante e servizi; piccola cala di ciottoli, comoda per una sosta in giornata. |
All’estremità sud dell’isola svetta il faro di Capel Rosso, una torre a fasce bianche e rosse la cui costruzione risale al 1861. Ci si arriva con il sentiero guidato, e il panorama da lassù, con il mare aperto davanti e il Giglio all’orizzonte, ripaga la camminata.
Per il resto, Giannutri è fatta per chi ama camminare: i sentieri del Parco attraversano la macchia mediterranea profumata, tra ginepri e lentisco, regalando scorci continui sul mare. È quello che molti chiamano, non a caso, “l’isola dei gabbiani”.
Consiglio: mettete in conto scarpe da trekking o da scoglio, non infradito: i sentieri sono sassosi e l’ombra è quasi assente. E partite la mattina presto con il primo battello: avrete le cale quasi vuote prima dell’arrivo delle gite in giornata, e la luce sul bianco della roccia, a quell’ora, è la cosa più bella dell’isola.
Il mare di Giannutri: dove fare il bagno e le immersioni
Domanda che mi fanno tutti: a Giannutri ci si fa il bagno? Sì, ma solo nelle due cale, Cala Maestra e Cala Spalmatoio, e nelle acque consentite. Tutto il resto rientra nella zona di massima tutela, dove la balneazione è vietata: lo dico chiaro perché è l’errore più facile.
Dove invece Giannutri dà spettacolo è sott’acqua. I fondali sono celebri tra i sub di tutta Italia, con grotte, secche e soprattutto due relitti diventati leggendari: l’Anna Bianca, un mercantile affondato nel 1971, e il Nasim (carico di automobili), affondato a metà degli anni Settanta e adagiato in profondità. Attenzione però: sono immersioni profonde, da sub esperti e solo con i diving autorizzati dell’Argentario o del Giglio. Per tutti gli altri resta lo snorkeling nelle acque limpide delle cale, che basta e avanza per innamorarsi di questo mare.
Attenzione: non confondete il “fare snorkeling nelle cale” con il “nuotare lungo la costa”. Davanti a gran parte dell’isola il mare è zona 1 di riserva integrale: balneazione, immersioni e ancoraggio sono vietati. Si entra in acqua solo nelle aree consentite davanti ai due approdi. È la regola che salva la multa e, soprattutto, tiene questo mare com’è.
Cosa fare a Giannutri: escursioni e immersioni
- Escursione in giornata a Giannutri da Porto Santo Stefano o dal Giglio, con tempo libero nelle cale.
- Visita guidata alla Villa Romana e all’interno dell’isola con le Guide del Parco.
- Giro dell’isola in barca per vedere da fuori falesie, grotte e il faro di Capel Rosso.
- Immersioni ai relitti Anna Bianca e Nasim con i diving center autorizzati (per sub brevettati).
Come arrivare a Giannutri
A Giannutri si arriva via mare, e qui serve chiarezza perché in tanti sbagliano. La rotta principale parte da Porto Santo Stefano, sul promontorio dell’Argentario, con i battelli della compagnia Maregiglio: la traversata dura circa un’ora. C’è anche un collegamento stagionale dal Giglio, di solito un giorno fisso a settimana nel pieno dell’estate. La maggior parte dei visitatori sceglie la gita in giornata, andata la mattina e ritorno il pomeriggio, che è il modo più comune per visitare l’isola.
Attenzione: per Giannutri la compagnia è Maregiglio da Porto Santo Stefano, non Toremar (che serve invece il Giglio): non confondetele quando cercate i biglietti. Orari, giorni e frequenze cambiano molto con la stagione, con pochissime corse fuori dall’estate, quindi verificate sempre sul sito ufficiale della compagnia prima di partire. E ricordate: a bordo non si imbarcano auto.
Dove dormire vicino a Giannutri: Argentario o Giglio
Diciamolo subito, perché è la domanda che spiazza tutti: a Giannutri non si dorme, o quasi. Sull’isola non ci sono hotel, ma soltanto un piccolo residence di appartamenti a Cala Maestra e qualche casa privata affittata in estate, con disponibilità minima e da prenotare con largo anticipo. Per questo la quasi totalità di chi visita Giannutri dorme sul continente o su un’altra isola e la raggiunge in giornata.
Dove dormire per visitare Giannutri: in quale zona
- Porto Santo Stefano / Argentario: la base più logica, perché è il porto da cui parte Maregiglio. Comoda per chi visita Giannutri in giornata e vuole anche mare, ristoranti e il promontorio dell’Argentario a portata di mano.
- Porto Ercole e dintorni: l’altra cittadina dell’Argentario, più raccolta e chic, a pochi minuti da Porto Santo Stefano.
- Isola del Giglio: scelta ideale se volete unire due isole in una vacanza, sfruttando il collegamento estivo Giglio-Giannutri; dormite al Giglio e dedicate una giornata a Giannutri.
Cosa portare e quanto tempo serve
Giannutri è una gita di una giornata: si sbarca la mattina e si riparte nel pomeriggio, seguendo gli orari dei battelli. Bastano poche ore per le cale, mentre per la villa romana, il faro e i sentieri conviene scegliere l’escursione guidata completa.
Cosa portare? L’isola ha servizi ridotti, quindi: acqua a sufficienza e qualcosa da mangiare, scarpe comode per i sentieri sassosi, cappello e protezione solare perché l’ombra è poca, il costume e le scarpette da scoglio per le cale. Se volete fare l’escursione alla villa romana, prenotate la visita guidata in anticipo: è il modo giusto per vedere davvero Giannutri, e non solo i due approdi.
Quando andare a Giannutri
La stagione utile va da maggio a settembre, quando i collegamenti sono attivi e il mare è godibile. I mesi migliori, come quasi sempre da queste parti, sono giugno e settembre: clima perfetto, mare ancora caldo a settembre e molta meno gente rispetto al cuore dell’estate. Tenete presente che proprio in luglio e agosto le corse e i posti per le visite guidate si esauriscono in fretta, quindi prenotate per tempo.
Chi vive a Giannutri e di chi è l’isola
È una delle curiosità più cercate, quindi vale la pena chiarirla. Giannutri è quasi disabitata: i residenti stabili sono pochissimi, una manciata, e la presenza è in gran parte stagionale, concentrata in estate. Per buona parte della sua storia l’isola è rimasta deserta, abitata solo dal guardiano del faro.
Un’altra cosa che colpisce è che gran parte dell’isola è proprietà privata: nel tempo si sono susseguiti diversi proprietari delle ville e dei terreni, e questo, insieme alla tutela del Parco, spiega perché Giannutri non si sia mai trasformata in una meta turistica come le altre. È un’isola che si lascia visitare, ma con le sue regole.
Info essenziali
- Dove: Isola di Giannutri, la più meridionale dell’Arcipelago Toscano, Comune di Isola del Giglio (Grosseto).
- Come arrivare: traghetto Maregiglio da Porto Santo Stefano (~1 ora); in estate collegamento dal Giglio. Niente auto a bordo.
- Accesso: ticket d’ingresso all’area protetta (pochi euro); interno dell’isola e villa romana solo con guida del Parco, su prenotazione.
- Bagno: solo a Cala Maestra e Cala Spalmatoio; il resto è zona di massima tutela.
- Quando andare: da maggio a settembre; meglio giugno e settembre.
- Durata: gita di una giornata.
Domande frequenti sull’Isola di Giannutri
Come si raggiunge l’Isola di Giannutri?
Si arriva via mare, soprattutto da Porto Santo Stefano (Argentario) con i battelli della compagnia Maregiglio, in circa un’ora di navigazione; in estate c’è anche un collegamento dal Giglio. Si fanno di solito gite in giornata. Attenzione: per Giannutri la compagnia è Maregiglio, non Toremar. Orari e giorni cambiano con la stagione: verificare sul sito ufficiale.
Cosa c’è da vedere all’Isola di Giannutri?
La Villa Romana dei Domizi Enobarbi (II secolo d.C.), le due cale Cala Maestra e Cala Spalmatoio, il faro di Capel Rosso all’estremità sud, i sentieri nella macchia mediterranea e i fondali per snorkeling e immersioni. La villa e l’interno dell’isola si visitano con la guida del Parco.
Si può fare il bagno a Giannutri?
Sì, ma solo nelle due cale, Cala Maestra e Cala Spalmatoio, e nelle acque consentite: sono piccole cale di ghiaia. Gran parte del mare intorno all’isola è zona di massima tutela, dove balneazione, immersioni e ancoraggio sono vietati.
Serve la prenotazione per visitare Giannutri? Come funziona?
L’accesso è regolato dal Parco: occorre un biglietto d’ingresso all’area protetta e, per visitare l’interno dell’isola (villa romana, faro, sentieri), serve una guida del Parco, con escursioni da prenotare. Da soli si può percorrere solo il sentiero che collega le due cale. Regole e importi vanno verificati sul sito ufficiale del Parco.
Quanti abitanti ci sono sull’Isola di Giannutri?
Pochissimi: i residenti stabili sono una manciata e la presenza è in gran parte stagionale, concentrata in estate. Per gran parte della sua storia l’isola è rimasta quasi disabitata.
Di chi è l’Isola di Giannutri?
Gran parte dell’isola è di proprietà privata, con ville e terreni appartenuti nel tempo a diversi proprietari. Questo, insieme alla tutela del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, è il motivo per cui Giannutri non è mai diventata una meta turistica di massa.
Quanto costa andare a Giannutri?
Il costo principale è il biglietto del battello da Porto Santo Stefano, a cui si aggiungono il ticket d’ingresso all’area protetta del Parco (pochi euro) e l’eventuale visita guidata per l’interno dell’isola. Gli importi cambiano di stagione in stagione: vanno verificati sui siti ufficiali della compagnia e del Parco.
Quanto tempo serve per visitare Giannutri?
È una gita di una giornata: si sbarca la mattina e si riparte nel pomeriggio, secondo gli orari dei battelli. Bastano poche ore per le cale, mentre per la villa romana, il faro e i sentieri conviene scegliere l’escursione guidata completa.
Come si arriva a Giannutri dal Giglio?
In estate esiste un collegamento via mare diretto dal Giglio a Giannutri, di solito in alta stagione e in un giorno fisso a settimana. È un’opzione comoda se si sta già passando qualche giorno al Giglio. Orari e periodo vanno verificati sul sito della compagnia.
Si può dormire a Giannutri?
Quasi no: sull’isola non ci sono hotel, ma solo un piccolo residence di appartamenti a Cala Maestra e poche case private affittate in estate, con disponibilità molto limitata. La maggior parte dei visitatori dorme all’Argentario o al Giglio e raggiunge Giannutri in giornata.
Qual è il periodo migliore per andare a Giannutri?
La stagione va da maggio a settembre, quando i collegamenti sono attivi. I mesi migliori sono giugno e settembre, per il clima mite, il mare ancora godibile e la minore affluenza rispetto a luglio e agosto, quando corse e visite guidate si esauriscono in fretta.
Giannutri non è l’isola della vacanza balneare, è l’isola del silenzio, della villa romana sospesa sul mare e dei fondali che fanno sognare i sub. Ci si arriva con un po’ di organizzazione e si visita con rispetto, seguendo le regole del Parco, ma è proprio questo a renderla un’esperienza diversa: una mezzaluna bianca quasi tutta per voi, dove il rumore più forte è quello del vento e dei gabbiani.
Se state esplorando l’Arcipelago Toscano, abbinatela a una visita più lunga sull’Isola del Giglio, che è del suo stesso Comune, oppure all’Elba e alle sue spiagge. Come al solito, partite informati e lasciate spazio all’imprevisto: è lì che nascono i viaggi che poi si raccontano.