C’è un’isola, all’estremo sud della Toscana, che sembra disegnata con il compasso: una sottile mezzaluna bianca di roccia posata sul mare, l’ultima sentinella dell’Arcipelago Toscano prima del mare aperto. È l’Isola di Giannutri, e già il nome racconta la sua forma: viene da *Dianium*, l’isola di Diana, la dea della luna, proprio per quella sagoma a falce. La prima volta che ci siamo arrivati io e Ornella, dopo l’ora di navigazione da Porto Santo Stefano, ci ha colpiti il contrasto: un’isola minuscola, quasi disabitata, eppure con i resti di una villa imperiale romana affacciata sull’acqua.
Come dico sempre, l’esperienza di qualcuno salva sempre qualcun altro: e Giannutri è un posto dove sapere le cose prima conta davvero, perché è un’isola protetta a fruizione regolata, non una spiaggia dove sbarcare a piacimento. In questa guida vi spiego come si visita, cosa si può vedere, dov’è permesso fare il bagno e come arrivarci, con tutti i consigli pratici. Se cercate il quadro dell’intero arcipelago, vi rimando alla nostra guida su cosa vedere all’Isola d’Elba e nell’Arcipelago Toscano.
Dov’è Giannutri e perché si chiama così
Mettiamo subito i punti fermi, perché aiutano a non fare confusione. Giannutri è l’isola più meridionale dell’Arcipelago Toscano, il punto più a sud di tutta la Toscana. È piccola, poco meno di tre chilometri quadrati, lunga circa cinque chilometri e larga appena cinquecento metri: una lingua di terra. Si trova a circa 12 chilometri dall’Argentario (Porto Santo Stefano) e a una quindicina di chilometri dal Giglio, di cui amministrativamente fa parte: il Comune è quello di Isola del Giglio, in provincia di Grosseto. Quindi, attenzione: Giannutri è Maremma, non Elba.
Una particolarità geologica la rende diversa dalle sue vicine: mentre il Giglio e l’Elba sono fatti di granito, Giannutri è un’isola calcarea, di roccia carbonatica chiara, ed è per questo che da lontano appare così bianca. Il punto più alto è il Poggio di Capel Rosso, sugli 88-89 metri, all’estremità sud. Il nome, come dicevo, arriva dal latino *Dianium*, consacrata a Diana: la forma a falce di luna era l’attributo della dea.
Un’isola protetta: come funziona la visita
Qui sta il cuore di tutto, e ve lo spiego subito perché cambia il modo di organizzarsi: Giannutri è quasi interamente dentro il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, in regime di alta tutela, e non si visita liberamente come una spiaggia qualsiasi. Funziona così:
- Si sbarca solo in due punti: Cala Maestra (a ovest) e Cala Spalmatoio (a est). Sono gli unici approdi.
- C’è un biglietto d’ingresso all’area protetta, di pochi euro, che chi arriva con le navi di linea di solito ha già incluso, mentre chi va con la barca propria deve pagare a parte. L’importo cambia, quindi controllatelo sul sito del Parco.
- Una parte si gira da soli, il resto solo con la guida. Si può camminare in autonomia lungo il sentiero che collega le due cale, un tratto breve di qualche centinaio di metri. Per tutto il resto dell’isola, i sentieri verso il faro e la punta sud, serve una guida del Parco o una guida ambientale: non è una formalità, è tutela e sicurezza, e i percorsi guidati vanno prenotati.
- Niente auto. Sull’isola non sbarcano veicoli: ci si muove a piedi.
- Il mare è diviso in zone. Le acque davanti a buona parte dell’isola sono zona di massima tutela, dove sono vietati balneazione, immersioni, pesca e ancoraggio; solo nelle aree consentite, e davanti alle due cale, si fa il bagno.

So che sembrano molti paletti, ma è proprio questa protezione ad aver tenuto Giannutri lontana dal turismo di massa. Ci si va per il silenzio, la natura e la storia, non per l’ombrellone.
La Villa Romana dei Domizi Enobarbi
Il tesoro di Giannutri, quello che non ti aspetti su un’isola così piccola, è una villa romana imperiale. Fu costruita nella prima metà del II secolo d.C. dalla potente famiglia dei Domizi Enobarbi, la stessa casata da cui sarebbe disceso anche l’imperatore Nerone. Una residenza di lusso di circa cinque ettari, con la grande terrazza affacciata sul mare, gli ambienti padronali, gli alloggi della servitù, le terme, le cisterne e perfino un approdo privato.
Tra i reperti più belli c’è un mosaico del labirinto. Passeggiare tra queste rovine, con il mare tutto intorno, fa un certo effetto: ti immagini la vita di una famiglia patrizia che, quasi duemila anni fa, sceglieva questo scoglio come buen retiro. La villa si visita con la guida del Parco, ed è il motivo principale per cui vale la pena prenotare l’escursione completa e non fermarsi alle cale.
Le due cale, il faro e i sentieri
Le due cale sono il centro della vita dell’isola. Cala Maestra, sul versante occidentale, è la più nota: è vicina alla villa romana ed è uno degli approdi. Cala Spalmatoio, a est, è l’altro punto di sbarco, quello con il piccolo bar-ristorante e i servizi. Una precisazione che evita delusioni: non aspettatevi distese di sabbia dorata, sono piccole cale di ciottoli e ghiaia, raccolte e suggestive, ma non spiagge da resort.

All’estremità sud dell’isola svetta il faro di Capel Rosso, una torre a fasce bianche e rosse la cui costruzione cominciò nel 1861 e che fu acceso nel 1883. Ci si arriva con il sentiero guidato, e il panorama da lassù, con il mare aperto davanti e il Giglio all’orizzonte, ripaga la camminata.
Per il resto, Giannutri è fatta per chi ama camminare: i sentieri del Parco attraversano la macchia mediterranea profumata, tra ginepri e lentisco, regalando scorci continui sul mare. È quello che molti chiamano, non a caso, “l’isola dei gabbiani”.
Il mare di Giannutri: dove fare il bagno e le immersioni
Domanda che mi fanno tutti: a Giannutri ci si fa il bagno? Sì, ma solo nelle due cale, Cala Maestra e Cala Spalmatoio, e nelle acque consentite. Tutto il resto rientra nella zona di massima tutela, dove la balneazione è vietata: lo dico chiaro perché è l’errore più facile.
Dove invece Giannutri dà spettacolo è sott’acqua. I fondali sono celebri tra i sub di tutta Italia, con grotte, secche e soprattutto due relitti diventati leggendari: l’Anna Bianca, un mercantile affondato nel 1971, e il Nasim, affondato negli anni Settanta e adagiato in profondità. Attenzione però: sono immersioni profonde, da sub esperti e solo con i diving autorizzati. Per tutti gli altri resta lo snorkeling nelle acque limpide delle cale, che basta e avanza per innamorarsi di questo mare.
Chi vive a Giannutri (e di chi è l’isola)
È una delle curiosità più cercate, quindi vale la pena chiarirla. Giannutri è quasi disabitata: i residenti stabili sono pochissimi, una manciata, e la presenza è in gran parte stagionale, concentrata in estate. Per buona parte della sua storia l’isola è rimasta deserta, abitata solo dal guardiano del faro.
Un’altra cosa che colpisce è che gran parte dell’isola è proprietà privata: nel tempo si sono susseguiti diversi proprietari delle ville e dei terreni, e questo, insieme alla tutela del Parco, spiega perché Giannutri non si sia mai trasformata in una meta turistica come le altre. È un’isola che si lascia visitare, ma con le sue regole.
Come arrivare a Giannutri
A Giannutri si arriva via mare, e qui serve chiarezza perché in tanti sbagliano. La rotta principale parte da Porto Santo Stefano, sul promontorio dell’Argentario, con i battelli della compagnia Maregiglio: la traversata dura circa un’ora. C’è anche un collegamento stagionale dal Giglio, di solito in piena estate. Esistono gite in giornata, andata la mattina e ritorno il pomeriggio, che sono il modo più comune per visitarla.
Due avvertimenti pratici. Primo: la compagnia per Giannutri è Maregiglio da Porto Santo Stefano, non Toremar (che serve invece il Giglio): non confondetele quando cercate i biglietti. Secondo: orari, giorni e frequenze cambiano molto con la stagione, con poche corse fuori dall’estate, quindi verificate sempre sul sito ufficiale della compagnia prima di partire, senza dare nulla per scontato. E ricordate: a bordo non si imbarcano auto.
Cosa portare e quanto tempo serve
Giannutri è una gita di una giornata: si sbarca la mattina e si riparte nel pomeriggio, seguendo gli orari dei battelli. Il pernottamento sull’isola è molto limitato, quindi mettete in conto di rientrare in giornata, sul continente o al Giglio.
Cosa portare? L’isola ha servizi ridotti, quindi: acqua a sufficienza, qualcosa da mangiare, scarpe comode per i sentieri sassosi, cappello e protezione solare perché l’ombra è poca, il costume e le scarpette da scoglio per le cale. Se volete fare l’escursione alla villa romana e al faro, prenotate la visita guidata in anticipo: è il modo giusto per vedere davvero Giannutri, e non solo le due cale.
Quando andare
La stagione utile va da maggio a settembre, quando i collegamenti sono attivi e il mare è godibile. I mesi migliori, come quasi sempre da queste parti, sono giugno e settembre: clima perfetto, mare ancora caldo a settembre e molta meno gente rispetto al cuore dell’estate. Tenete presente che proprio in luglio e agosto le corse e i posti per le visite guidate si esauriscono in fretta, quindi prenotate per tempo.
Domande frequenti sull’Isola di Giannutri
Come si raggiunge l’Isola di Giannutri?
Si arriva via mare, soprattutto da Porto Santo Stefano (Argentario) con i battelli della compagnia Maregiglio, in circa un’ora di navigazione; in estate c’è anche un collegamento dal Giglio. Si fanno di solito gite in giornata. Attenzione: per Giannutri la compagnia è Maregiglio, non Toremar. Orari e giorni cambiano con la stagione: verificare sul sito ufficiale.
Cosa c’è da vedere all’Isola di Giannutri?
La Villa Romana dei Domizi Enobarbi (II secolo d.C.), le due cale Cala Maestra e Cala Spalmatoio, il faro di Capel Rosso all’estremità sud, i sentieri nella macchia mediterranea e i fondali per snorkeling e immersioni. La villa e l’interno dell’isola si visitano con la guida del Parco.
Si può fare il bagno a Giannutri?
Sì, ma solo nelle due cale, Cala Maestra e Cala Spalmatoio, e nelle acque consentite: sono piccole cale di ghiaia. Gran parte del mare intorno all’isola è zona di massima tutela, dove balneazione, immersioni e ancoraggio sono vietati.
Serve la prenotazione per visitare Giannutri? Come funziona?
L’accesso è regolato dal Parco: occorre un biglietto d’ingresso all’area protetta e, per visitare l’interno dell’isola (villa romana, faro, sentieri), occorre una guida del Parco, con escursioni da prenotare. Da soli si può percorrere solo il sentiero che collega le due cale. Le regole e gli importi vanno verificati sul sito ufficiale del Parco.
Quanti abitanti ci sono sull’Isola di Giannutri?
Pochissimi: i residenti stabili sono una manciata e la presenza è in gran parte stagionale, concentrata in estate. Per gran parte della sua storia l’isola è rimasta quasi disabitata.
Di chi è l’Isola di Giannutri?
Gran parte dell’isola è di proprietà privata, con ville e terreni appartenuti nel tempo a diversi proprietari. Questo, insieme alla tutela del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, è il motivo per cui Giannutri non è mai diventata una meta turistica di massa.
Quanto costa andare a Giannutri?
Il costo principale è il biglietto del battello da Porto Santo Stefano, a cui si aggiungono il ticket d’ingresso all’area protetta del Parco e l’eventuale visita guidata per l’interno dell’isola. Gli importi cambiano di stagione in stagione: vanno verificati sui siti ufficiali della compagnia e del Parco.
Quanto tempo serve per visitare Giannutri?
È una gita di una giornata: si sbarca la mattina e si riparte nel pomeriggio, secondo gli orari dei battelli. Bastano poche ore per le cale, mentre per la villa romana, il faro e i sentieri conviene scegliere l’escursione guidata completa.
Come si arriva a Giannutri dal Giglio?
In estate esiste un collegamento via mare diretto dal Giglio a Giannutri, di solito in alta stagione e con poche corse. È un’opzione comoda se si sta già passando qualche giorno al Giglio. Orari e periodo vanno verificati sul sito della compagnia.
Qual è il periodo migliore per andare a Giannutri?
La stagione va da maggio a settembre, quando i collegamenti sono attivi. I mesi migliori sono giugno e settembre, per il clima mite, il mare ancora godibile e la minore affluenza rispetto a luglio e agosto, quando corse e visite guidate si esauriscono in fretta.
Giannutri, da portare a casa
Giannutri non è l’isola della vacanza balneare, è l’isola del silenzio, della villa romana sospesa sul mare e dei fondali che fanno sognare i sub. Ci si arriva con un po’ di organizzazione e si visita con rispetto, seguendo le regole del Parco, ma è proprio questo a renderla un’esperienza diversa: una mezzaluna bianca quasi tutta per voi, dove il rumore più forte è quello del vento e dei gabbiani.
Se state esplorando l’Arcipelago Toscano, abbinatela a una visita più lunga sulle isole maggiori: date un’occhiata a Marina di Campo sull’Elba e alla nostra guida alle spiagge dell’Isola d’Elba. Come al solito, partite informati e lasciate spazio all’imprevisto: è lì che nascono i viaggi che poi si raccontano.