Isola di Montecristo: come visitarla e perché è (quasi) inaccessibile

L’isola di Montecristo è il posto più strano di cui vi parlerò: un’isola che tutti conoscono di nome, grazie ad Alexandre Dumas e al suo Conte di Montecristo, ma che quasi nessuno vedrà mai dal vero. È la più isolata e selvaggia dell’Arcipelago Toscano, una piramide di granito che spunta dal mare a sud dell’Elba, e per metterci piede non basta voler partire: bisogna vincere una specie di lotteria, perché ogni anno è concesso a pochissimi. Lo stesso Dumas, nel 1842, ci girò intorno in barca ma non riuscì a sbarcare. Quasi due secoli dopo, le cose non sono cambiate poi molto.

Come dico sempre, l’esperienza di qualcuno salva sempre qualcun altro: e su un’isola dove i posti finiscono in pochi giorni e le regole sono ferree, sapere come muoversi prima fa la differenza tra il sogno e la delusione. In questa guida vi spiego perché Montecristo è così protetta, quanti visitatori riescono davvero a entrare, come si prenota, quanto costa, cosa si vede una volta sbarcati e quando conviene farsi trovare pronti. Se invece volete il quadro di tutto l’arcipelago, vi rimando alla nostra guida su cosa vedere all’Isola d’Elba e nell’Arcipelago Toscano: Montecristo è solo una delle sue isole proibite, e più sotto ve le racconto tutte.

Isola di Montecristo
Isola di Montecristo – Photo credit: Emanuele Baroni on Visual Hunt / CC BY-NC-SA

In breve

Montecristo è una Riserva Naturale Statale Integrale a sud dell’Elba: si visita solo con le escursioni guidate dell’Ente Parco, in giornata, senza pernottare e senza bagno. Per la stagione 2026 erano previste 23 date (dal 21 marzo al 20 settembre), 75 posti a data per un totale di circa 1.725 visitatori, con prenotazioni aperte il 9 febbraio e già esaurite. La visita standard costa intorno ai 140 euro (60 per i residenti dell’arcipelago), dura un’intera giornata e parte soprattutto da Piombino con scalo a Porto Azzurro. La novità è l’escursione fino alla vetta del Monte della Fortezza (645 m), in due sole date e con appena 12 posti. Numeri, date e tariffe cambiano ogni anno: vanno sempre verificati sul sito ufficiale del Parco.

Dov’è Montecristo e perché è così speciale

Montecristo è un massiccio di granito a forma di piramide che emerge ripido dal mare, con coste a picco e quasi nessun approdo. Misura circa 10,4 chilometri quadrati, e il suo punto più alto è il Monte della Fortezza, 645 metri. Le altre due cime, spesso citate, sono più basse: la Cima del Colle Fondo, intorno ai 621 metri, e la Cima dei Lecci, sui 563. Si trova a sud dell’Elba e a ovest del Giglio, in mezzo al mare aperto, a una sessantina di chilometri dalla terraferma. Al largo, verso ovest, le appartiene anche un solitario scoglio, lo Scoglio d’Africa (o Formica di Montecristo), anch’esso area protetta.

Quello che rende Montecristo diversa da ogni altra isola toscana è il suo statuto: dal 1971 è una Riserva Naturale Statale Integrale, una delle aree più tutelate d’Italia, premiata anche con il Diploma Europeo del Consiglio d’Europa (1988). “Integrale” significa che la natura viene prima di tutto: niente case, niente turismo libero, niente bagni. Il mare stesso è blindato, con il divieto di balneazione e di navigazione entro un chilometro dalla costa. L’isola fa parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, della Riserva della Biosfera UNESCO “Isole di Toscana” e del Santuario Pelagos, l’area protetta internazionale per i mammiferi marini del Mediterraneo. È questa protezione totale ad aver salvato Montecristo, lasciandola selvaggia come doveva essere secoli fa.

Quanti visitatori sono ammessi davvero ogni anno

Qui voglio fare chiarezza, perché in rete trovate numeri diversi e contraddittori, e questa è la domanda che si fanno tutti. Mettiamo i puntini sulle i, prendendo a riferimento la stagione 2026:

  • I posti messi a calendario sono pochissimi e fissati in anticipo. Per il 2026 erano 23 date, da 75 persone ciascuna: in tutto circa 1.725 visitatori per l’intera stagione. Non un numero al giorno, un numero per tutto l’anno.
  • Una quota è riservata ai residenti delle isole dell’arcipelago: nel 2026 erano 100 posti a tariffa agevolata, prenotabili entro inizio marzo, dopodiché i posti non usati tornavano alla tariffa piena.
  • Le prenotazioni si aprono a inizio anno (per il 2026 il 9 febbraio) e i posti delle date migliori si esauriscono in pochi giorni.
  • Storicamente, fino a qualche anno fa, i visitatori annui erano ancora meno, intorno al migliaio.

Tradotto in pratica: i posti sono pochissimi e vanno a ruba. Non è un’isola dove si decide all’ultimo, è un’isola che si programma con mesi di anticipo. E attenzione, perché c’è un equivoco che gira da anni e che voglio sfatare.

Attenzione: molte fonti parlano di “2.000 visitatori l’anno” come tetto fisso. È un dato datato: oggi quello che conta sono i posti effettivamente messi a calendario stagione per stagione, che negli ultimi anni si aggirano sui 1.700 (1.725 nel 2026). Quando leggete cifre diverse, fidatevi sempre del calendario ufficiale dell’anno in corso, non dei numeri tondi che rimbalzano in rete.

Come si visita Montecristo, passo per passo

Sgombriamo subito il campo da un altro equivoco: non si va a Montecristo liberamente, e non si chiede più alcun permesso al “Corpo Forestale”, che dal 2017 non esiste più. Oggi funziona così:

  • Le visite turistiche guidate si prenotano tramite l’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano (l’ufficio Info Park di Portoferraio, tel. 0565 908231), che pubblica il calendario delle date e gestisce le prenotazioni. La riserva, sul piano della tutela, è invece gestita dai Carabinieri del Reparto Biodiversità di Follonica, che vigilano l’isola e a cui ci si rivolge per i casi particolari.
  • La prenotazione è solo online, nominativa e con pagamento immediato. Si apre a inizio anno, di solito tra gennaio e febbraio, ed è una corsa: mettete in conto di farvi trovare pronti il giorno dell’apertura, computer alla mano.
  • La visita è una gita di un’intera giornata, dalle 5 alle 6 ore tra navigazione e cammino sull’isola, con sbarco e rientro in giornata: a Montecristo non si pernotta.
  • Se le date sono già esaurite, l’unica via alternativa, peraltro molto limitata, riguarda chi possiede una barca privata (fino a 16 metri), che può chiedere autorizzazione ai Carabinieri di Follonica per accostare alla sola Cala Maestra, pagando un ticket d’accesso, senza però poter percorrere i sentieri di trekking.

La visita guidata e l’accesso alla riserva seguono regole e tariffe che il Parco aggiorna ogni stagione: il riferimento ufficiale è la pagina del Parco Nazionale Arcipelago Toscano dedicata a Montecristo, da cui passano calendario, prenotazioni e moduli.

isola di Montecristo cala Maestra
Isola di Montecristo cala Maestra

Info pratica: non è una gita da infradito. Sull’isola si cammina su sentieri sterrati e rocciosi, quindi servono scarpe da trekking, acqua, cappello e protezione solare; non ci sono bar, negozi né presidio medico, e non sono ammessi i minori di 12 anni. Mettete in valigia anche qualcosa da mangiare al sacco e una giacca a vento, perché in mare aperto il tempo cambia in fretta.

Itinerari e tariffe: quanto costa visitare Montecristo

I costi comprendono il trasporto via mare andata e ritorno più la guida del Parco. Variano in base al tipo di escursione: oltre alla visita standard ci sono alcune date speciali e, soprattutto, l’impegnativa salita al Monte della Fortezza. Questi erano i valori di riferimento per la stagione 2026:

Tipo di escursioneTariffa indicativaNote
Visita guidata standardcirca 140 €Sbarco a Cala Maestra e sentieri verso l’abbazia, in giornata
Residenti dell’arcipelagocirca 60 €Posti riservati (100 nel 2026), da prenotare entro inizio marzo
Date specialicirca 150 €Poche date dedicate nel calendario (11 aprile e 6 settembre nel 2026)
Escursione Monte della Fortezzacirca 180 €Salita alla vetta (645 m), max 12 persone, per escursionisti esperti
Barca privata (ticket d’accesso)da 100 a 500 € + 25 €/personaSolo Cala Maestra, autorizzazione ai Carabinieri di Follonica

Info pratica: sono cifre orientative, da confermare sul sito ufficiale del Parco di stagione in stagione, perché vengono aggiornate ogni anno. Tenete presente che la tariffa include già la motonave andata e ritorno e l’accompagnamento della guida: non ci sono “extra” da pagare sull’isola, anche perché sull’isola non si compra nulla.

Cosa si vede: Cala Maestra, l’abbazia e il Monte della Fortezza

Si sbarca all’unico approdo possibile, Cala Maestra, sul lato occidentale dell’isola, l’unico punto in cui le coste a picco concedono una tregua. Da lì la visita prosegue solo a piedi e solo con la guida, lungo i pochi sentieri tracciati. L’itinerario classico porta verso i ruderi dell’Abbazia di San Mamiliano, nella zona chiamata “il Convento”, e regala scorci di una natura intatta come se ne vedono poche nel Mediterraneo.

isola di Montecristo
isola di Montecristo

Da qualche stagione, in pochissime date dedicate, viene proposta anche l’escursione più ambita, la salita fino alla vetta del Monte della Fortezza: un trekking impegnativo, riservato a escursionisti esperti, su un percorso di circa sei chilometri con tratti attrezzati e casco obbligatorio nell’ultima parte. Ripaga con una vista a 360 gradi su tutto l’arcipelago. È la novità che gli appassionati di cammino si contendono: nel 2026 erano in programma solo due date (11 aprile e 6 settembre) da appena 12 partecipanti l’una, quindi qui la corsa alla prenotazione è ancora più serrata.

A Cala Maestra si trova anche la Villa Reale, costruita a metà Ottocento dal barone scozzese George Watson Taylor e oggi usata come base dal personale di vigilanza. Da quella villa passò anche la storia sabauda: dal 1899 Montecristo fu riserva di caccia di Vittorio Emanuele III, prima di diventare, nel 1971, la riserva naturale che conosciamo. Oggi l’isola è proprietà dello Stato italiano (demanio pubblico): non si compra e non si vende, appartiene a tutti noi e proprio per questo è protetta così gelosamente.

Le regole da rispettare

Montecristo non è una gita al mare, e va affrontata con le idee chiare su cosa è permesso e cosa no:

  • Vietato il bagno e vietata la navigazione entro un chilometro dalla costa.
  • Vietato raccogliere qualsiasi cosa: piante, animali, sassi, minerali.
  • Niente pernottamento, niente animali al seguito.
  • Non sono ammessi i minori di 12 anni, e sull’isola non c’è alcun presidio medico.
  • Le visite sono sospese tra metà aprile e metà maggio (16 aprile – 14 maggio nel 2026) per proteggere la nidificazione degli uccelli marini.

Sembrano tante regole, lo so, ma è esattamente grazie a questa severità che Montecristo è rimasta uno degli ultimi angoli di natura davvero selvaggia del nostro mare.

Il nome, l’abbazia e il mito del Conte di Montecristo

La storia di quest’isola è affascinante quanto la sua natura. In antichità si chiamava Oglasa, poi i romani la chiamarono Mons Iovis, il monte di Giove. Il nome attuale arriva dal Medioevo, quando divenne Mons Christi, il monte di Cristo, in onore di San Mamiliano, il vescovo che secondo la tradizione vi si rifugiò da eremita nel V secolo, vivendo in una grotta che porta ancora il suo nome.

La prigione di Montecristo
La prigione di Montecristo – Photo credit: omnia_mutantur on Visualhunt / CC BY-NC-ND

Sull’isola sorse poi un’abbazia benedettina intitolata al santo, che nel XIII secolo divenne una delle più ricche e potenti della penisola, fino a essere distrutta dalle incursioni dei pirati saraceni a metà del Cinquecento (l’assalto del corsaro Dragut, intorno al 1553). E proprio dalla leggenda del tesoro che i monaci avrebbero nascosto sull’isola nacque, nel 1844, il romanzo di Alexandre Dumas, Il Conte di Montecristo, che ha reso questo scoglio famoso in tutto il mondo e che ancora oggi continua a generare film e serie tv, fino agli adattamenti più recenti.

C’è un dettaglio che adoro raccontare: Dumas a Montecristo non sbarcò mai. Nel 1842 circumnavigò l’isola in barca durante un viaggio con il principe Napoleone, se ne innamorò e promise che avrebbe dato quel nome a un suo romanzo, ma non vi mise piede. E il tesoro vero non era affatto lì: nel 2004, scavando sotto una chiesa intitolata sempre a San Mamiliano, ma a Sovana, in Maremma, sono venute alla luce quasi cinquecento monete d’oro d’epoca tardo-romana. Il “tesoro di Montecristo”, insomma, era da un’altra parte. Ma la leggenda, si sa, è più bella della cronaca.

La natura: capre, vipere, uccelli marini e cetacei

Disabitata da secoli, popolata solo dal personale di guardia, Montecristo è diventata un piccolo paradiso per naturalisti. Ci vive una capra selvatica ormai inselvatichita da secoli, con oltre trecento esemplari, e soprattutto un rettile che non esiste in nessun altro posto al mondo: la vipera di Montecristo, una sottospecie endemica. Tra le rocce crescono piante rare, come la Linaria capraria, e si avvistano colonie di uccelli marini come il gabbiano corso e la berta minore, che nidifica nelle gallerie del granito.

Isola di Montecristo
Isola di Montecristo: come visitarla e perché è (quasi) inaccessibile 6

E poi c’è il mare intorno. Trovandosi dentro il Santuario Pelagos, l’area protetta del Mediterraneo per i mammiferi marini, le acque al largo di Montecristo sono frequentate da delfini, balenottere e altri cetacei, fino al rarissimo zifio. Non è raro, durante la traversata, incrociarne qualcuno: è uno di quei regali che il viaggio ti fa quando meno te lo aspetti. È per questa fauna, più che per noi, che l’isola resta off-limits gran parte dell’anno.

Quando andare e come arrivare a Montecristo

La stagione delle visite va, grosso modo, da marzo a ottobre, con la pausa di metà primavera per la nidificazione. Il punto di partenza dei traghetti è cambiato negli anni: oggi si parte soprattutto da Piombino con scalo a Porto Azzurro, sull’Elba, dove la motonave imbarca i passeggeri prima di puntare verso il mare aperto. La traversata dura un paio d’ore: nel 2026 la partenza era fissata intorno alle 8:30 del mattino, con arrivo a Montecristo verso le 11:15 e rientro nel tardo pomeriggio. In poche date l’imbarco è invece da Porto Santo Stefano con scalo al Giglio. Anche su questo, controllate il porto e gli orari esatti della vostra data al momento della prenotazione, perché variano.

Dove dormire la sera prima dell’imbarco

Con una partenza così mattutina, e con porti che cambiano a seconda della data, il consiglio è arrivare in zona la sera prima e dormire vicino all’imbarco. Niente sveglie all’alba con tre ore di macchina addosso: a Montecristo ci si arriva riposati.

Dove dormire vicino all’imbarco per Montecristo

  • Porto Azzurro e l’Elba: la scelta migliore se la vostra data fa scalo all’Elba. Dormite a Porto Azzurro o nei dintorni e fate diventare Montecristo la ciliegina di una vacanza sull’isola d’Elba, magari abbinandoci una giornata di spiagge dell’Elba o una tappa a Marina di Campo.
  • Piombino: comoda se preferite partire dalla terraferma senza traghetti aggiuntivi la sera prima. Una notte in città vi mette a pochi minuti dal molo di partenza.
  • Porto Santo Stefano e l’Argentario: la base giusta per le poche date che partono da qui con scalo al Giglio, e una bella scusa per fermarvi un giorno in più in Maremma.

Le altre isole proibite dell’Arcipelago Toscano

Montecristo è la più estrema, ma non è l’unica isola “a numero chiuso” dell’arcipelago. C’è tutto un piccolo mondo di isole che si visitano solo su prenotazione, con guida e con regole severe, e che messe in fila raccontano la stessa storia di tutela. Se Montecristo vi ha incuriosito, vi consiglio di scoprirle:

  • Isola di Pianosa: piatta come un tavolo (il nome dice tutto), con il suo ex carcere e un accesso contingentato a poche centinaia di persone al giorno.
  • Isola di Giannutri: la più meridionale, con la Villa Romana dei Domizi Enobarbi e lo sbarco regolato alle sole cale.
  • Isola di Gorgona: l’ultima isola-carcere ancora attiva d’Italia, dove si entra solo con visita guidata e perfino le foto sono vietate.

Per il quadro completo, con la tabella che mette a confronto tutte e sette le isole e vi aiuta a scegliere quale fa per voi, partite dal nostro hub sulle sette isole dell’Arcipelago Toscano.

Domande frequenti sull’Isola di Montecristo

Perché non si può visitare liberamente l’isola di Montecristo?

Perché è una Riserva Naturale Statale Integrale, il livello massimo di protezione esistente in Italia: per tutelare la flora, la fauna e la nidificazione degli uccelli marini, l’accesso libero è vietato. Si può visitare solo con le escursioni guidate autorizzate dall’Ente Parco, in numero molto ridotto e su prenotazione, ed è vietato il bagno e la navigazione entro un chilometro dalla costa.

Come si visita l’isola di Montecristo?

Solo con una visita guidata organizzata dall’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, su prenotazione, in gruppi contingentati di 75 persone. Non è consentito l’accesso libero: si sbarca esclusivamente a Cala Maestra e ci si muove a piedi con la guida. È una gita di un’intera giornata, senza pernottamento.

Come si prenota la visita e quando aprono le prenotazioni?

La prenotazione è solo online sul portale dell’Ente Parco, nominativa e con pagamento immediato con carta. Le prenotazioni aprono a inizio anno, di solito tra gennaio e febbraio (per il 2026 il 9 febbraio), e i posti delle date più richieste si esauriscono in pochi giorni: conviene farsi trovare pronti il giorno dell’apertura. Le date esatte cambiano ogni anno e vanno verificate sul sito ufficiale.

Quanti visitatori sono ammessi ogni anno a Montecristo?

Pochissimi: i posti messi a calendario sono dell’ordine di 1.700 l’anno (circa 1.725 nel 2026, su 23 date da 75 persone), con una quota riservata ai residenti dell’arcipelago. Fino a qualche anno fa il numero era ancora più basso, attorno al migliaio. I dati cambiano ogni stagione e vanno confermati sul sito ufficiale del Parco.

Quanto costa visitare l’isola di Montecristo?

La visita guidata standard costa indicativamente intorno ai 140 euro a persona, comprensivi di trasporto marittimo andata e ritorno e guida del Parco, con una tariffa ridotta (circa 60 euro) per i residenti dell’arcipelago e tariffe più alte (sui 150-180 euro) per le date speciali e per l’escursione al Monte della Fortezza. Gli importi sono orientativi e vanno confermati sul sito ufficiale.

Quanto dura la visita all’isola di Montecristo?

È una gita di un’intera giornata: tra la navigazione di andata e ritorno (un paio d’ore per tratta) e il tempo sull’isola, si va dalle 5 alle 6 ore complessive. La partenza è di prima mattina e il rientro nel tardo pomeriggio. L’escursione al Monte della Fortezza è ancora più lunga e impegnativa.

Cosa bisogna portare e come vestirsi per la visita?

Scarpe da trekking obbligatorie, abbigliamento a strati con una giacca a vento, cappello, crema solare e acqua a sufficienza. Sull’isola non ci sono bar né negozi, quindi conviene portarsi il pranzo al sacco. Non c’è presidio medico e non sono ammessi i minori di 12 anni né gli animali.

Si può fare il bagno a Montecristo?

No. La balneazione è vietata, così come la navigazione entro un chilometro dalla costa, perché l’isola è una riserva naturale integrale a tutela massima. Montecristo non è una meta balneare: ci si va per la natura, la storia e il trekking guidato, non per il mare.

Ci sono abitanti sull’isola di Montecristo?

No, l’isola è disabitata. L’unica presenza stabile è il personale dei Carabinieri del Reparto Biodiversità che vigila la riserva, alloggiato nella Villa Reale di Cala Maestra. Non esiste alcuna comunità residente.

Chi è il proprietario dell’isola di Montecristo?

Oggi l’isola è proprietà dello Stato italiano (demanio pubblico) ed è gestita, come riserva naturale, dai Carabinieri del Reparto Biodiversità di Follonica. In passato ebbe invece proprietari privati: il barone scozzese George Watson Taylor la acquistò a metà Ottocento e vi costruì la Villa Reale, poi dal 1899 divenne riserva di caccia dei Savoia, fino al passaggio allo Stato e all’istituzione della riserva naturale nel 1971.

Perché l’isola di Montecristo è così famosa?

Per il romanzo di Alexandre Dumas, Il Conte di Montecristo (1844), ispirato alla leggenda di un tesoro nascosto sull’isola dai monaci dell’antica abbazia di San Mamiliano. Curiosamente, Dumas stesso nel 1842 circumnavigò l’isola senza riuscire a sbarcare.

Come si arriva a Montecristo?

Non esistono collegamenti di linea liberi: si raggiunge solo con le escursioni autorizzate del Parco. Oggi i traghetti partono soprattutto da Piombino con scalo a Porto Azzurro, sull’Elba, e in poche date da Porto Santo Stefano con scalo al Giglio. Il porto di partenza dipende dalla data e va verificato al momento della prenotazione.

Si può andare a Montecristo con la propria barca?

Solo le imbarcazioni fino a 16 metri possono chiedere un’autorizzazione ai Carabinieri del Reparto Biodiversità di Follonica per accostare alla sola Cala Maestra, pagando un ticket d’accesso, senza però accedere ai sentieri dell’isola. Resta comunque in vigore il divieto di navigazione e balneazione entro un chilometro dalla costa.

C’è davvero un tesoro a Montecristo?

È una leggenda legata ai monaci dell’abbazia di San Mamiliano, che ha ispirato Dumas. Il tesoro non è mai stato trovato sull’isola: nel 2004, però, quasi cinquecento monete d’oro tardo-romane sono state rinvenute a Sovana, in Maremma, sotto una chiesa anch’essa dedicata a San Mamiliano.

Montecristo, il sogno da prenotare in anticipo

Montecristo non è l’isola della vacanza, è l’isola del desiderio: quella che vedi all’orizzonte dalle altre, che leggi nei romanzi, e che forse, se ti organizzi per tempo e hai un pizzico di fortuna, riesci a calpestare per un giorno solo. È un privilegio raro, ed è giusto che lo sia, perché è proprio questa inaccessibilità ad averla tenuta intatta.

Il mio consiglio finale è semplice: se Montecristo è nella vostra lista dei sogni, trattatela come tale. Segnatevi sul calendario l’apertura delle prenotazioni a inizio anno, tenete pronti i nominativi e la carta, e non rimandate. E se per quest’anno i posti sono già finiti, tenete il sogno nel cassetto: i sogni che costano fatica realizzare sono sempre i più belli.

Info essenziali

  • Come arrivare: solo con le escursioni guidate del Parco, in motonave da Piombino con scalo a Porto Azzurro (o, in poche date, da Porto Santo Stefano con scalo al Giglio).
  • Quando andare: da marzo a ottobre, con chiusura tra metà aprile e metà maggio per la nidificazione.
  • Come prenotare: solo online sul portale dell’Ente Parco, dall’apertura di inizio anno (computer alla mano: i posti finiscono in pochi giorni).
  • Durata: gita in giornata, 5-6 ore tra navigazione e cammino. Niente pernottamento, niente bagno, no minori di 12 anni.
  • Costo indicativo: circa 140 € la visita standard, 60 € residenti, fino a 180 € l’escursione al Monte della Fortezza.
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