L’Italia vista lungo le strade del pellegrinaggio: la via Francigena

La via Francigena è la strada che attraversava tutta Europa e portava i pellegrini fino a Roma. Da qu,i dopo la sosta sulla tomba di San Pietro, riprendevano il faticoso viaggio per arrivare fino in Puglia. E finalmente si partiva per la Terrasanta.

Fare un viaggio lungo la Francigena e le strade adiacenti, le strade romee, è una cosa che mi ha sempre attirato. Scartato Santiago de Compostela per motivi logistici, la Francigena italaliana è il percorso che vorrei fare.

Ovviamente non partendo da Canterbury perché sono 1800 chilometri di cui 1000 in Italia con partenza è dal Gran San Bernardo.

gran-san-bernardo-Foto di Artie_Navarre da Pixabay

Sul percorso italiano la cosa migliore è attraversare regione per regione in tempi anche diversi così il la strada diventa fattibile. Un bell’obiettivo che, se fatto a piedi, dona pace e dimagrimento e ci fa godere di panorami meravigliosi.

Uno dei tratti della Via Francigena segnalati lungo la strada nel tratto toscano ( foto di R. capanni)

La Francigena in Italia

La francigena si sviluppa per la maggior parte su strade poco trafficate ma quando le incontra c’è sempre la possibilità di tagliare per le strade romee. Il periodo migliore è tra maggio e giugno o in settembre quando il caldo non è ancora soffocante e le strutture, per ristoro e riposo, sono aperte.

Io mi prefiggo tappe che conducano a Roma ma poi si può proseguire perché ci sono altri cammini come quelli delle vie Francigene del Sud.

Aosta – Foto di Sergio Cerrato – Italia da Pixabay

Queste le tappe italiane:

  • Tappa 01 – Dal Gran S. Bernardo a Echevennoz
  • Tappa 02 – Da Echevennoz ad Aosta
  • Tappa 03 – Da Aosta a Chatillon
  • Tappa 04 – Da Chatillon a Verrès
  • Tappa 05 – Da Verrès a Pont St. Martin
  • Tappa 06 – Da Pont St. Martin a Ivrea
  • Tappa 07 – Da Ivrea a Viverone
  • Tappa 08 – Da Viverone a Santhià
  • Tappa 09 – Da Santhià a Vercelli
  • Tappa 10 – Da Vercelli a Robbio
  • Tappa 11 – Da Robbio a Mortara
  • Tappa 12 – Da Mortara a Garlasco
  • Tappa 13 – Da Garlasco a Pavia
  • Tappa 14 – Da Pavia a Santa Cristina
  • Tappa 15 – Da Santa Cristina a Orio Litta
  • Tappa 16 – Da Orio Litta a Piacenza
  • Tappa 17 – Da Piacenza a Fiorenzuola
  • Tappa 18 – Da Fiorenzuola a Fidenza
  • Tappa 19 – Da Fidenza a Fornovo
  • Tappa 20 – Da Fornovo a Cassio
  • Tappa 21 – Da Cassio al Passo della Cisa
  • Tappa 22 – Dal Passo della Cisa a Pontremoli
  • Tappa 23 – Da Pontremoli ad Aulla
  • Tappa 24 – Da Aulla a Sarzana
  • Tappa 25 – Da Sarzana a Massa
  • Tappa 26 – Da Massa a Camaiore
  • Tappa 27 – Da Camaiore a Lucca
  • Tappa 28 – Da Lucca ad Altopascio
  • Tappa 29 – Da Altopascio a San Miniato
  • Tappa 30 – Da San Miniato a Gambassi Terme
  • Tappa 31 – Da Gambassi Terme a San Gimignano
  • Tappa 32 – Da San Gimignano a Monteriggioni
  • Tappa 33 – Da Monteriggioni a Siena
  • Tappa 34 – Da Siena a Ponte d’Arbia
  • Tappa 35 – Da Ponte d’Arbia a San Quirico
  • Tappa 36 – Da San Quirico a Radicofani
  • Tappa 37 – Da Radicofani ad Acquapendente
  • Tappa 38 – Da Acquapendente a Bolsena
  • Tappa 39 – Da Bolsena a Montefiascone
  • Tappa 40 – Da Montefiascone a Viterbo
  • Tappa 41 – Da Viterbo a Vetralla
  • Tappa 42 – Da Vetralla a Sutri
  • Tappa 43 – Da Sutri a Campagnano di Roma
  • Tappa 44 – Da Campagnano a La Storta
  • Tappa 45 – Da La Storta a Roma
Luni

Partire dalla propria regione

Per facilitarmi inizierò dalla Toscana partendo da Pontremoli per arrivare a Radicofani. Un inizio dalla Lunigiana, un territorio bello ma aspro, non certo le dolci colline da cartolina tipiche di chi pensa alla Toscana. Partendo da Pontremoli però non ci sono grossi dislivelli e l’andamento si snoda linearmente tra antichi palazzi e chiese.

Da Pontremoli bisogna puntare verso Aulla e le cose si fanno impegnative se abbiamo deciso di affrontare il percorso a piedi. Però si incontreranno piccoli borghi deliziosi come Ponticello o Villafranca  e la pieve di Sorano.

Pietrasanta – Foto di Alessandro Viviani da Pixabay

Dalla trafficata SS 63  si deve proseguire con impegno verso Sarzana ma ci vuole allenamento. La strada poi si fa pianeggiante e si incontra l’area archeologica di Luni. Di qui ci si dirige a Massa.
Anche Massa vale una visita e e da qui si prosegue verso Pietrasanta dove bisogna assolutamente fermarsi. Si riprende con il saliscendi delle colline lucchesi fino a Camaiore e poi a Lucca.

La Francigena: un percorso da affrontare senza fretta

Questa parte del percorso è molto bella e se non si ha fretta le cose da vedere sono davvero tante. Ma perché avere fretta se si è scelto di percorre la Francigena?

Salire sul Montemagno e poi ridiscendere verso Lucca una volta attraversato il Serchio a Ponte San Pietro. Lucca è una delle più belle città toscane e bisogna vederla bene prima di lasciarsela alle spalle.
Partendo da San Michele a Lucca si possono percorrere i 18 chilometri che la dividono dalla chiesa di San Jacopo ad Altopascio. Altopascio è famosa per il suo pane e per l’accoglienza dei pellegrini di un tempo che qui trovavano riparo e ristoro sicuro.

San Miniato Duomo – foto di Roberta Capanni
Passare l’Arno

Da qui a San Miniato la tappa è di circa 30 chilometri abbastanza impegnativi. Si sale verso le Cerbaie per poi passare per la piana oggi bonificata ma che al tempo dei pellegrini veri era un’ampia e malsana palude. Sulla collina c’è la parte storica di Fucecchio ma se decidete di non salire (un vero peccato) potete attraversare l’Arno e dirigervi verso San Miniato.

La torre federiciana che svetta sulla sommità della città vi farà da guida. San Miniato si presenta come un paese ma è elevata al rango di città. Le chiese sono tantissime più che in altri luoghi. La città del tartufo bianco offre ristoranti e ristori ed è uno dei luoghi più frequentati dai pellegrini.

Da San Miniato si punta  verso a Castelfiorentino attraverso la Val d’Elsa per arrivare a Gambassi Terme.

Il percorso senese della via Francigena

L’obiettivo è San Gimignano, (il cui centro storico è sito Unesco) e il percorso offre panorami da cartolina che rimangono nel cuore. Caldo in estate ma con sere fresche e umide nelle valli nella notte.

Dopo aver ammirato la turrita San Gimignano e aver assaggiato della buona Vernaccia, il vino bianco ricordato già dal medievo, si può riprendere il cammino. LaT oscana che ci si aspetta è qui, ci conduce verso Monteriggioni in un percorso impegnativo di oltre trenta chilometri ma che non sarà facile dimenticare.

san gimignano panorama foto di Roberta Capanni

Si incontreranno Strove, con la bella Pieve romanica e Abbadia a Isola per poi vedere mura, coronate di torri, di questa meraviglia che è Monteriggioni.
Direzione Siena e poi verso Ponte d’Arbia per un’altra tappa impegnativa ma indimenticabile. Un paesaggio addomesticato dall’uomo che è lo stesso che ritroviamo nell’allegoria del Buon Governo che Ambrogio Lorenzetti dipinse nel 1339 nel Palazzo Pubblico di Siena.  A isola d’Arbia si trova ristoro e io consiglio di fermarsi nella trattoria che si trova proprio in paese e chiedere i pici. Sono i più buoni che abbia mai mangiato in Toscana.

Allegoria-ed-Effetti-del-Buono-e-del-Cattivo-Governo-copertina

Da qui si procede verso San Quirico d’Orcia e poi si punta su Radicofani. Si potrebbe sconfinare la Toscana andando verso Acquapendente ma sono altri 32 chilometri e per ora ci fermiamo qui.

La francigena 1994   è “Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa” ed è tutta bellissima ma il tratto toscano regala davvero grandi emozioni. Prepara il viaggio ecco le indicazioni della Regione Toscana

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