Sant’Apollinare in Classe: mosaici, biglietti e come arrivare

Aggiornato il 13 Ottobre 2026

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Mosaici dell'abside di Sant'Apollinare in Classe

La prima volta che sono entrato a Sant’Apollinare in Classe avevo un binocolo al collo. Abbiamo fatto il birdwatching tra i mosaici, una visita guidata in cui si cercano uccelli, animali e piante dentro l’abside, e la guida ci faceva puntare le lenti in alto come se fossimo in una palude del Delta. Lì sopra c’è un prato intero, con le pecore, gli alberelli, i fiori e gli uccelli, e visto da vicino sembra vivo. È bellissima, e lo dico da uno che di chiese ne ha viste parecchie.

Sant’Apollinare in Classe sta fuori Ravenna, in mezzo a un prato, e proprio per questo la gente la confonde con l’altra Sant’Apollinare, quella in centro. In questa guida c’è tutto quello che serve per non sbagliare: cosa guardare nel mosaico, come è fatta la basilica, quanto costa entrare e quali biglietti la comprendono, come ci si arriva da Ravenna senza auto e cosa vedere a Classe nella stessa mattina. Per il resto della regione c’è la nostra guida su cosa vedere in Emilia Romagna.

In breve

La Basilica di Sant’Apollinare in Classe sta a Classe, in via Romea Sud 224, a circa 6 km dal centro di Ravenna. È del VI secolo, consacrata nel 549, ed è uno degli otto monumenti paleocristiani di Ravenna patrimonio UNESCO dal 1996. Il mosaico dell’abside racconta la Trasfigurazione con una croce in un cielo di 99 stelle e Sant’Apollinare fra dodici pecore. L’ingresso costa 6 € (ridotto 2 € dai 18 ai 25 anni, gratis sotto i 18), è aperta dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 19.30 e la domenica dalle 13.30. È gestita dai Musei nazionali di Ravenna, quindi il biglietto cumulativo dei mosaici del centro non vale: vale quello dei siti statali da 14 €. Ci si arriva in auto, con un parcheggio gratuito a cento metri, col bus 4 dalla stazione di Ravenna o col treno fino alla stazione di Classe. La visita dura circa un’ora.

Sant’Apollinare in Classe: cos’è e perché si chiama «in Classe»

Classe era il porto di Ravenna. Augusto ci fece costruire un porto militare per la flotta che sorvegliava il Mediterraneo orientale, e la flotta in latino si chiamava classis: da lì il nome. «In Classe» vuol dire, alla lettera, presso il porto. Oggi il mare è a parecchi chilometri, la costa si è spostata verso est, e del porto restano i magazzini e la strada lastricata dell’Antico Porto.

La basilica sta dove c’era un cimitero, quello in cui secondo la tradizione era sepolto Apollinare, il primo vescovo di Ravenna, venuto da Antiochia. La avviò il vescovo Ursicino negli anni Trenta del VI secolo, la pagò un banchiere, Giuliano Argentario, e la consacrò l’arcivescovo Massimiano il 9 maggio 549. Argentario e Massimiano sono gli stessi nomi che trovate a San Vitale.

Insieme a San Vitale, a Galla Placidia, ai due battisteri, alla Cappella Arcivescovile, a Sant’Apollinare Nuovo e al Mausoleo di Teodorico, dal 1996 fa parte dei monumenti paleocristiani di Ravenna patrimonio UNESCO: li trovate tutti nella nostra lista dei siti UNESCO in Italia. Ed è l’unico degli otto fuori città.

Come leggere il mosaico dell’abside

Entrando, la basilica è quasi vuota: colonne, pavimento, pareti nude. Tutto il colore è in fondo, nel catino dell’abside. È lì che si guarda, ed è lì che conviene arrivare piano, lungo la navata, perché da lontano il verde del prato si mangia tutto il resto.

Il catino absidale di Sant'Apollinare in Classe: la croce gemmata nel cielo stellato e Sant'Apollinare fra le pecore nel prato verde
Il catino absidale di Sant’Apollinare in Classe. Foto jimforest, Visualhunt, CC BY-NC-ND

La Trasfigurazione con le pecore

In alto c’è un grande disco blu con 99 stelle, e dentro una croce tempestata di gemme. Al centro della croce c’è un piccolo volto: è Cristo. Ai lati, fra le nuvole, due figure a mezzo busto, Mosè ed Elia, e più in basso tre pecore che guardano in su. Sono Pietro, Giacomo e Giovanni, i tre apostoli che sul monte Tabor videro la Trasfigurazione. Sopra tutto, una mano che esce dalle nuvole: la mano di Dio.

È la Trasfigurazione raccontata con i simboli invece che con le persone, ed è il motivo per cui la prima volta non la riconosce nessuno.

Sotto c’è Sant’Apollinare, in piedi, con le braccia aperte in preghiera e un mantello decorato da piccole api d’oro. Intorno a lui dodici pecore, sei per lato, in un prato pieno di fiori, rocce, alberelli e uccelli. Chi siano le dodici pecore gli studiosi non sono d’accordo: per alcuni gli apostoli, per altri i fedeli della chiesa di Ravenna.

Gli uccelli sono quelli che cercavamo col binocolo. Da terra sono macchie, con le lenti hanno le piume.

Fra le finestre, sotto il catino, ci sono quattro vescovi di Ravenna: Ecclesio, Severo, Orso e Ursicino, quello che avviò la costruzione.

L’arco trionfale

L’arco che incornicia l’abside è un mosaico a fasce. In cima Cristo in un medaglione, con i simboli dei quattro evangelisti. Sotto, due città, Gerusalemme e Betlemme, da cui escono dodici agnelli, sei per parte, che salgono verso di lui. Più in basso due palme, gli arcangeli Michele e Gabriele con lo stendardo, e infine due busti, San Matteo e un altro santo che le fonti non riescono a identificare. Le parti più basse dell’arco sono le più tarde, del XII secolo.

I due pannelli dei privilegi e dei sacrifici

Ai lati dell’abside ci sono due pannelli del VII secolo, degli anni dell’arcivescovo Reparato. A sinistra l’imperatore bizantino Costantino IV concede alla chiesa di Ravenna i suoi privilegi, cioè l’autonomia da Roma: è un mosaico politico, un documento firmato in tessere. A destra il sacrificio di Abele, Melchisedec e Abramo, tre offerte dell’Antico Testamento intorno allo stesso altare.

Il mosaico, quindi, non è di un’epoca sola: il catino è della metà del VI secolo, i pannelli del VII, una parte dell’arco del XII. Sono quasi sei secoli sulla stessa parete.

Architettura: pianta, navate, sarcofagi e campanile

Sant’Apollinare in Classe ha la pianta di una basilica: un rettangolo diviso in tre navate da due file di dodici colonne, ventiquattro in tutto, di marmo greco venato che arriva dall’isola di Proconneso, nel Mar di Marmara. I capitelli sono a foglie d’acanto, scolpite come se il vento le piegasse. Il tetto è a capriate di legno, in vista. L’abside è semicircolare dentro e poligonale fuori, e sotto c’è una cripta altomedievale.

Le pareti delle navate sono nude, e non per scelta. A metà del Quattrocento i marmi che le rivestivano furono portati via per il Tempio Malatestiano di Rimini, voluto da Sigismondo Malatesta. Oggi sulle pareti ci sono i ritratti dei vescovi di Ravenna, dipinti in gran parte nel Settecento.

Lungo le navate laterali stanno i sarcofagi di marmo degli arcivescovi di Ravenna, scolpiti fra il V e l’VIII secolo. Sono la parte che quasi tutti saltano, perché tutti hanno gli occhi sull’abside. Fermatevi lo stesso: sono la storia della chiesa di Ravenna, un arcivescovo dopo l’altro.

L'esterno in mattoni di Sant'Apollinare in Classe fra i pini, con una cappella laterale e il campanile cilindrico
L’esterno di Sant’Apollinare in Classe fra i pini. Foto kristobalite, Visualhunt, CC BY-NC-ND

Fuori è tutta mattoni, e non lascia indovinare niente di quello che c’è dentro. Il portico davanti alla facciata è stato ricostruito nel 1908-1909. Il campanile cilindrico, sul lato nord, è stato aggiunto fra il IX e il X secolo ed è alto circa 37 metri: salendo, le finestre passano da una a due a tre aperture, che alleggeriscono la torre in alto. Intorno c’è un prato con i pini, e la basilica la vedete da lontano, sola.

Classe o Nuovo? Le due Sant’Apollinare da non confondere

A Ravenna di Sant’Apollinare ce ne sono due, e mezzo internet le mescola. Anche questo articolo, nella versione che c’era prima, raccontava i mosaici di una come se fossero dell’altra. Sant’Apollinare Nuovo sta in centro, in via di Roma, a circa 6 km da Classe, dieci minuti di macchina: è un’altra chiesa, con un altro biglietto e un altro gestore.

La facciata di Sant'Apollinare Nuovo in via di Roma a Ravenna, con il portico di marmo e il campanile rotondo
Questa è Sant’Apollinare Nuovo, in centro a Ravenna, non Classe. Foto netNicholls, Visual Hunt, CC BY-NC

Sant’Apollinare Nuovo la fece costruire Teodorico, il re dei Goti, fra la fine del V e l’inizio del VI secolo, come chiesa del suo palazzo e del culto ariano. Quando Ravenna passò ai Bizantini, verso il 561, fu riconsacrata al culto cattolico e dedicata a San Martino. Il nome di oggi lo prese a metà del IX secolo, quando ci portarono le reliquie di Apollinare da Classe per proteggerle dai pirati: «Nuovo» serviva a distinguerla da quella vecchia.

Dentro, i mosaici sono sulle pareti della navata, al contrario di Classe, dove sono tutti nell’abside. Ci sono le processioni di martiri e di vergini, i Re Magi, due file di scene della vita di Cristo, i miracoli da una parte e la Passione dall’altra, e in fondo il porto di Classe visto dall’alto, con le navi. E c’è il Palatium, il palazzo di Teodorico.

Il Palatium è la cosa che mi è rimasta più in testa. Quando la chiesa passò ai cattolici, le figure di Teodorico e della sua corte furono tolte dal mosaico e coperte con delle tende. Ma qualcuno lasciò le mani: sulle colonne ci sono ancora le dita di chi stava lì, appoggiate al nulla. Teodorico è stato cancellato, ed è diventato uno spettro fra le colonne. È bellissimo, ed è a Nuovo, non a Classe. Se volete sapere che fine ha fatto Teodorico dopo, c’è il suo mausoleo, ed è un’altra storia.

Il mosaico della Samaritana al pozzo con Cristo e un apostolo, nella navata di Sant'Apollinare Nuovo a Ravenna
La Samaritana al pozzo, a Sant’Apollinare Nuovo. Foto Lawrence OP, Visual hunt, CC BY-NC-ND
Sant’Apollinare in ClasseSant’Apollinare Nuovo
Dovea Classe, circa 6 km a sud del centroin centro, in via di Roma
Quandoconsacrata nel 549voluta da Teodorico fra fine V e inizio VI secolo
Mosaicinell’abside e sull’arco: la Trasfigurazione, Apollinare e le pecoresulle pareti della navata: processioni, Magi, vita di Cristo, Palatium, porto di Classe
Chi la gestisceMusei nazionali di Ravenna (Ministero della Cultura)Opera di Religione della Diocesi di Ravenna
Biglietto6 €, oppure i cumulativi dei siti statalicon i biglietti cumulativi dei mosaici del centro
Il mosaico dell'Ultima Cena con Cristo e gli apostoli sdraiati intorno alla tavola, a Sant'Apollinare Nuovo
L’Ultima Cena, a Sant’Apollinare Nuovo. Foto Nick in exsilio, Visual hunt, CC BY-NC-SA
Una scena della Passione nei mosaici di Sant'Apollinare Nuovo: Cristo condotto al Calvario, con la croce portata da un altro uomo
Cristo condotto al Calvario, a Sant’Apollinare Nuovo. Foto Nick in exsilio, Visualhunt, CC BY-NC-SA

E per completare la confusione esiste una terza Sant’Apollinare: Sant’Apollinare in Veclo, una chiesetta nel centro storico, in un vicolo vicino a San Vitale. È documentata già prima del 671, ma come la vedete oggi è un rifacimento del Settecento, ed è una delle chiese aperte più piccole di Ravenna. Se cercate i mosaici, però, le Sant’Apollinare sono le altre due.

Orari e biglietti di Sant’Apollinare in Classe

La basilica è statale e la gestiscono i Musei nazionali di Ravenna, del Ministero della Cultura, che la aprono dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 19.30 e la domenica dalle 13.30 alle 19.30. L’ultimo ingresso è mezz’ora prima della chiusura. Il 1° maggio e nei festivi religiosi apre dalle 13.30, con l’ultimo accesso alle 19. Non c’è un giorno di chiusura settimanale. Tutto questo lo trovate sulla pagina della basilica dei musei statali dell’Emilia-Romagna, che rimanda alla biglietteria online.

La biglietteria la gestisce la fondazione RavennAntica per conto dei musei statali, ed è lei a vendere anche i biglietti cumulativi. Questi sono i prezzi in vigore dal 1° aprile 2026.

BigliettoPrezzoCosa comprende
Intero6 €solo la basilica
Ridotto 18-25 anni2 €solo la basilica
Basilica + Museo Classis9 €, valido 7 giornila basilica e il Museo Classis, a 600 metri
Cumulativo dei siti statali14 €, valido 7 giornila basilica, il Museo Nazionale, il Mausoleo di Teodorico, il Battistero degli Ariani e il Palazzo di Teodorico
Sotto i 18 annigratisper tutti, cittadini europei e non

Il biglietto si fa in biglietteria oppure online sul sito di RavennAntica, che passa da Vivaticket: online non c’è prevendita, ma una commissione di 60 centesimi sull’intero. La prenotazione non è obbligatoria, e i biglietti gratuiti online non si possono prendere: si ritirano sul posto.

Le giornate gratuite. Si entra gratis la prima domenica di ogni mese e in alcune date fisse che la Direzione regionale dei musei elenca ogni anno: il 25 aprile, il 2 giugno, il 23 luglio, festa di Sant’Apollinare, il 30 agosto, anniversario della morte di Teodorico, il 4 e l’8 novembre. Per il resto del 2026 restano sabato 17 ottobre, domenica 1° novembre (che è anche Ognissanti, quindi si apre alle 13.30), mercoledì 4 novembre, domenica 8 novembre e domenica 6 dicembre.

Attenzione: il biglietto cumulativo dei mosaici del centro, quello che comprende San Vitale, Galla Placidia, il Battistero Neoniano e Sant’Apollinare Nuovo, è dell’Opera di Religione della Diocesi e a Classe non vale. Anche il cumulativo statale più piccolo, da 7 €, Classe non la comprende: quello giusto è il cumulativo da 14 €.

Se a Ravenna vedete anche il centro, quindi, i biglietti sono due. Quello per i mosaici del centro si compra sul sito dell’Opera di Religione, che li gestisce: 12,50 € per quattro monumenti, 14,50 € con il Museo Arcivescovile e la Cappella di Sant’Andrea. Come si combinano con quelli statali, e perché il Mausoleo di Teodorico sta da un’altra parte, lo trovate nella guida al Mausoleo di Teodorico.

L'esterno ottagonale in mattoni della Basilica di San Vitale a Ravenna
San Vitale, nel biglietto dei mosaici del centro: a Classe non vale. Foto Rodrigo_Soldon, VisualHunt, CC BY-ND
Mosaici sull'arco e sulle pareti del presbiterio della Basilica di San Vitale a Ravenna
I mosaici di San Vitale. Foto kristobalite, Visualhunt, CC BY-NC-ND

Per chi ha difficoltà motorie, i musei statali scrivono che all’ingresso ci sono le rampe, che si entra in sedia a ruote senza bisogno di aiuto e che i bagni accessibili stanno al parcheggio. In biglietteria c’è anche un’audioguida a pagamento.

Come arrivare a Sant’Apollinare in Classe da Ravenna

La basilica sta in via Romea Sud 224, a Classe, a sud di Ravenna. Dal centro sono circa 6 km, dalla stazione poco meno.

In auto. Dal centro di Ravenna è un quarto d’ora, dalla stazione una decina di minuti. I musei statali segnalano un parcheggio gratuito a cento metri dall’ingresso, e accanto c’è anche un’area di sosta per i camper. Se arrivate in aereo a Bologna o a Rimini e la macchina la noleggiate lì, prima di prenotare guardate i prezzi su DiscoverCars: mette a confronto le compagnie dello stesso aeroporto, e da una all’altra la differenza c’è.

In bus. Dalla stazione di Ravenna parte la linea 4 di Start Romagna, «Classe – Ravenna FS – Tribunale», che arriva a Classe. È il modo più semplice senza auto.

In treno. La stazione di Classe esiste, sulla linea Ravenna-Rimini, e dalla stazione alla basilica sono poco più di 600 metri a piedi, una decina di minuti. Ma i treni che fermano sono pochi: nei giorni feriali di ottobre 2026 erano sette da Ravenna, con un viaggio di tre-cinque minuti e un biglietto da 1,60 €. Guardate l’orario prima, altrimenti aspettate in stazione più di quanto state in basilica.

In bicicletta. Il Comune di Ravenna propone un itinerario in bicicletta a Classe: 14 km andata e ritorno da Piazza dell’Aquila, su piste ciclabili e strade con poco traffico. Se volete girare in bici anche i monumenti del centro, c’è il nostro giro di Ravenna in bicicletta.

Dai Lidi sud. Da Lido di Classe sono circa 14 km, venti minuti d’auto; da Lido di Savio poco di più.

ComeDa doveQuanto ci vuoleDa sapere
Autocentro di Ravennacirca 15 minutiparcheggio gratuito a 100 metri
Bus 4stazione di Ravennasecondo l’orario Start Romagnail modo più semplice senza auto
Trenostazione di Ravenna3-5 minuti, più 10 a piedipochi treni al giorno
BiciclettaPiazza dell’Aquilacirca 7 km a trattaciclabili e strade con poco traffico

Mezza giornata a Classe: il Museo Classis, l’Antico Porto e la pineta

La basilica si vede in un’ora, e a quel punto Classe ha ancora due cose da offrire.

Il Museo Classis. Sta in via Classense 29, a circa 600 metri dalla basilica, una decina di minuti a piedi. È il museo della città e del territorio di Ravenna, aperto nel 2018 dentro un vecchio zuccherificio, e racconta la storia della città e del suo porto: dopo la basilica ha senso, perché vi spiega da dove veniva quel mare che non c’è più. Lo gestisce RavennAntica; il biglietto intero costa 8 €, e quello combinato con la basilica 9 €. Apre tutti i giorni dalle 10, ma l’orario di chiusura cambia con la stagione: guardatelo sul sito del Museo Classis prima di andare. Davanti all’ingresso c’è un parcheggio gratuito.

L’Antico Porto di Classe. Sono i resti del porto: i magazzini lungo le banchine di un canale e una strada lastricata. Oggi però, secondo RavennAntica, si visita solo su prenotazione, per gruppi e scolaresche. Se siete in pochi, il porto lo vedete al museo.

La pineta di Classe. Comincia a sud della basilica e arriva fino a Fosso Ghiaia e a Savio, novecento ettari di pini fra Classe e il mare. È la pineta di Dante: nel Purgatorio, canto XXVIII, il vento fra i rami gli ricorda quello che si sente «per la pineta in su ‘l lito di Chiassi», dove Chiassi è Classe. In bici ci si entra dal percorso dietro la basilica, lungo la ferrovia.

Se volete fare tutto in una giornata e non avete voglia di organizzare, c’è un tour guidato in e-bike da Ravenna che passa dall’Antico Porto, dalla basilica e dal Museo Classis, e poi attraversa la pineta fino al mare. Dura sei ore, con il pranzo.

Esperienze a Classe e a Ravenna

Quando andare e quanto tempo serve

Per la basilica basta un’ora, che diventa un’ora e mezza se vi fermate davanti ai sarcofagi e al mosaico col binocolo. Con il Museo Classis è una mattina intera, con la pineta una giornata.

La domenica mattina la basilica è della parrocchia: secondo la Diocesi la messa festiva è alle 9.30, e le visite cominciano alle 13.30. Nei giorni feriali la messa è alle 8 il martedì, il giovedì e il sabato, prima dell’apertura. Gli orari delle messe li trovate sul sito della Diocesi di Ravenna-Cervia.

In primavera arrivano le gite scolastiche, ed è il periodo in cui Sant’Apollinare in Classe si cerca di più. Se potete, evitate le mattine di aprile e maggio nei giorni di scuola. D’estate il 23 luglio è la festa di Sant’Apollinare, patrono di Ravenna, e l’ingresso alla basilica è gratuito. In autunno e in inverno le scolaresche non ci sono, e la basilica è aperta con lo stesso orario di tutto l’anno.

Consiglio: portatevi un binocolo, anche piccolo, anche se la visita col birdwatching non c’è. Gli uccelli, i fiori e le api d’oro sul mantello di Apollinare stanno in cima all’abside, e a occhio nudo non si vedono.

Dove dormire per visitare Sant’Apollinare in Classe

A Classe si dorme poco: è un paese piccolo, e le strutture vicino alla basilica si contano sulle dita. Le zone che hanno senso sono tre.

Dove dormire per visitare Classe: in quale zona

  • Classe: siete a due passi dalla basilica e dal Museo Classis, e la sera c’è silenzio. Pochi alloggi e pochi ristoranti: va bene se avete l’auto.
  • Ravenna centro: la scelta giusta senza auto. Dalla stazione partono il bus 4 e il treno per Classe, e i mosaici del centro li vedete a piedi.
  • Lidi sud (Lido di Classe, Lido di Savio): il mare a pochi passi e la basilica a venti minuti d’auto. Per chi viene d’estate e vuole unire spiaggia e mosaici.

Dove dormire vicino a Sant’Apollinare in Classe: quattro indirizzi

In centro e al mare le abbiamo scelte fra le strutture con almeno 8 di voto e cento recensioni. A Classe quella soglia non la passa nessuno, per cui vi segnaliamo l’unica con un voto alto, anche se le recensioni sono meno di cento.

A Classe

  • Classense House (€): appartamento a Classe, la struttura più vicina alla basilica che abbiamo trovato.

A Ravenna, in centro

  • Apartment Hotel Marchesini (€€): appartamenti con servizi d’albergo in via Mazzini, a due passi dalla Tomba di Dante.
  • Palazzo Galletti Abbiosi (€€/€€€): albergo in un palazzo nobiliare del Settecento in via di Roma, la strada di Sant’Apollinare Nuovo.

Al mare, ai Lidi sud

  • Albergo Cenni (€): albergo a Lido di Savio, sulla Romea, a una decina di minuti a piedi dalla stazione di Lido di Classe-Lido di Savio.

Domande frequenti su Sant’Apollinare in Classe

Perché si dice Sant’Apollinare in Classe?

Perché sorge a Classe, dove c’era il porto militare di Ravenna voluto da Augusto. La flotta in latino si chiamava classis, e «in Classe» vuol dire presso il porto. Sant’Apollinare è il primo vescovo di Ravenna, sepolto secondo la tradizione nel cimitero su cui fu costruita la basilica.

Quanto costa il biglietto per Sant’Apollinare in Classe?

L’intero costa 6 €, il ridotto per chi ha fra 18 e 25 anni 2 €, ed è gratis sotto i 18 anni. Con il Museo Classis il biglietto combinato costa 9 €, e il cumulativo dei siti statali di Ravenna, che comprende la basilica, 14 €. Il cumulativo dei mosaici del centro dell’Opera di Religione, invece, a Classe non vale.

Che differenza c’è tra Sant’Apollinare in Classe e Sant’Apollinare Nuovo?

Classe sta fuori Ravenna, a circa 6 km, è del 549 e ha i mosaici nell’abside, con la Trasfigurazione e Apollinare fra le pecore. Nuovo sta in centro, in via di Roma, l’ha voluta Teodorico e ha i mosaici sulle pareti della navata, con le processioni dei santi e il Palatium. Hanno gestori e biglietti diversi.

Quanto tempo ci vuole per visitare Sant’Apollinare in Classe?

Circa un’ora per la basilica. Con il Museo Classis, a seicento metri, serve una mattina.

Che pianta ha la basilica di Sant’Apollinare in Classe?

È una pianta basilicale: un rettangolo a tre navate, divise da due file di dodici colonne di marmo greco, con il tetto a capriate di legno e un’abside semicircolare dentro e poligonale fuori.

Chi ha fatto costruire Sant’Apollinare in Classe?

La avviò il vescovo Ursicino negli anni Trenta del VI secolo, la finanziò il banchiere Giuliano Argentario e la consacrò l’arcivescovo Massimiano il 9 maggio 549.

Chi è sepolto a Sant’Apollinare in Classe?

Lungo le navate laterali ci sono i sarcofagi degli arcivescovi di Ravenna, scolpiti fra il V e l’VIII secolo. La basilica è nata sulla tomba di Sant’Apollinare: le sue reliquie furono portate in città nel IX secolo, e secondo la tradizione ravennate il corpo è poi tornato sotto l’altare di Classe.

Che festa è il 23 luglio a Ravenna?

È la festa di Sant’Apollinare, patrono di Ravenna e dell’Emilia-Romagna. Quel giorno l’ingresso alla basilica di Classe è gratuito.

A che ora è la messa a Sant’Apollinare in Classe?

Secondo la Diocesi di Ravenna-Cervia la messa festiva è alle 9.30, quella feriale alle 8 il martedì, il giovedì e il sabato. La domenica le visite cominciano alle 13.30.

Grafica verticale con la scritta Sant'Apollinare in Classe e l'arte bizantina
Sant'Apollinare in Classe: mosaici, biglietti e come arrivare 10
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Ti ha accompagnato in questa guida

Alberto Macaluso

Nomade digitale con una passione spasmodica per l’archeologia e la storia – quando la storia racconta storie belle da (ri)raccontare – mi occupo dal lontano 1997 di comunicazione web e sono specializzato in progettazione e Seo. La mia passione per il viaggio nasce da una voglia costante di conoscere nuovi luoghi e nuove persone. Nel mio trolley (bagaglio rigorosamente sempre a mano) non mancano mai tutta una serie di device tecnologici e il mio fido Kindle, carico di tantissimi titoli di fantascienza, fantasy ovviamente saggi storici e anche di lavoro. Tutte le mie mete sono il frutto di suggestioni visive, uditive, e perché no anche tattili ed olfattive: un film, un telefilm, un passaggio di un libro, una canzone ascoltata alla radio una ricetta esotica, ogni cosa può essere per me uno stimolo a partire.

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