La prima volta che sono entrato a Sant’Apollinare in Classe avevo un binocolo al collo. Abbiamo fatto il birdwatching tra i mosaici, una visita guidata in cui si cercano uccelli, animali e piante dentro l’abside, e la guida ci faceva puntare le lenti in alto come se fossimo in una palude del Delta. Lì sopra c’è un prato intero, con le pecore, gli alberelli, i fiori e gli uccelli, e visto da vicino sembra vivo. È bellissima, e lo dico da uno che di chiese ne ha viste parecchie.
Sant’Apollinare in Classe sta fuori Ravenna, in mezzo a un prato, e proprio per questo la gente la confonde con l’altra Sant’Apollinare, quella in centro. In questa guida c’è tutto quello che serve per non sbagliare: cosa guardare nel mosaico, come è fatta la basilica, quanto costa entrare e quali biglietti la comprendono, come ci si arriva da Ravenna senza auto e cosa vedere a Classe nella stessa mattina. Per il resto della regione c’è la nostra guida su cosa vedere in Emilia Romagna.
In breve
La Basilica di Sant’Apollinare in Classe sta a Classe, in via Romea Sud 224, a circa 6 km dal centro di Ravenna. È del VI secolo, consacrata nel 549, ed è uno degli otto monumenti paleocristiani di Ravenna patrimonio UNESCO dal 1996. Il mosaico dell’abside racconta la Trasfigurazione con una croce in un cielo di 99 stelle e Sant’Apollinare fra dodici pecore. L’ingresso costa 6 € (ridotto 2 € dai 18 ai 25 anni, gratis sotto i 18), è aperta dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 19.30 e la domenica dalle 13.30. È gestita dai Musei nazionali di Ravenna, quindi il biglietto cumulativo dei mosaici del centro non vale: vale quello dei siti statali da 14 €. Ci si arriva in auto, con un parcheggio gratuito a cento metri, col bus 4 dalla stazione di Ravenna o col treno fino alla stazione di Classe. La visita dura circa un’ora.
Indice dell’Articolo
Sant’Apollinare in Classe: cos’è e perché si chiama «in Classe»
Classe era il porto di Ravenna. Augusto ci fece costruire un porto militare per la flotta che sorvegliava il Mediterraneo orientale, e la flotta in latino si chiamava classis: da lì il nome. «In Classe» vuol dire, alla lettera, presso il porto. Oggi il mare è a parecchi chilometri, la costa si è spostata verso est, e del porto restano i magazzini e la strada lastricata dell’Antico Porto.
La basilica sta dove c’era un cimitero, quello in cui secondo la tradizione era sepolto Apollinare, il primo vescovo di Ravenna, venuto da Antiochia. La avviò il vescovo Ursicino negli anni Trenta del VI secolo, la pagò un banchiere, Giuliano Argentario, e la consacrò l’arcivescovo Massimiano il 9 maggio 549. Argentario e Massimiano sono gli stessi nomi che trovate a San Vitale.
Insieme a San Vitale, a Galla Placidia, ai due battisteri, alla Cappella Arcivescovile, a Sant’Apollinare Nuovo e al Mausoleo di Teodorico, dal 1996 fa parte dei monumenti paleocristiani di Ravenna patrimonio UNESCO: li trovate tutti nella nostra lista dei siti UNESCO in Italia. Ed è l’unico degli otto fuori città.
Come leggere il mosaico dell’abside
Entrando, la basilica è quasi vuota: colonne, pavimento, pareti nude. Tutto il colore è in fondo, nel catino dell’abside. È lì che si guarda, ed è lì che conviene arrivare piano, lungo la navata, perché da lontano il verde del prato si mangia tutto il resto.

La Trasfigurazione con le pecore
In alto c’è un grande disco blu con 99 stelle, e dentro una croce tempestata di gemme. Al centro della croce c’è un piccolo volto: è Cristo. Ai lati, fra le nuvole, due figure a mezzo busto, Mosè ed Elia, e più in basso tre pecore che guardano in su. Sono Pietro, Giacomo e Giovanni, i tre apostoli che sul monte Tabor videro la Trasfigurazione. Sopra tutto, una mano che esce dalle nuvole: la mano di Dio.
È la Trasfigurazione raccontata con i simboli invece che con le persone, ed è il motivo per cui la prima volta non la riconosce nessuno.
Sotto c’è Sant’Apollinare, in piedi, con le braccia aperte in preghiera e un mantello decorato da piccole api d’oro. Intorno a lui dodici pecore, sei per lato, in un prato pieno di fiori, rocce, alberelli e uccelli. Chi siano le dodici pecore gli studiosi non sono d’accordo: per alcuni gli apostoli, per altri i fedeli della chiesa di Ravenna.
Gli uccelli sono quelli che cercavamo col binocolo. Da terra sono macchie, con le lenti hanno le piume.
Fra le finestre, sotto il catino, ci sono quattro vescovi di Ravenna: Ecclesio, Severo, Orso e Ursicino, quello che avviò la costruzione.
L’arco trionfale
L’arco che incornicia l’abside è un mosaico a fasce. In cima Cristo in un medaglione, con i simboli dei quattro evangelisti. Sotto, due città, Gerusalemme e Betlemme, da cui escono dodici agnelli, sei per parte, che salgono verso di lui. Più in basso due palme, gli arcangeli Michele e Gabriele con lo stendardo, e infine due busti, San Matteo e un altro santo che le fonti non riescono a identificare. Le parti più basse dell’arco sono le più tarde, del XII secolo.
I due pannelli dei privilegi e dei sacrifici
Ai lati dell’abside ci sono due pannelli del VII secolo, degli anni dell’arcivescovo Reparato. A sinistra l’imperatore bizantino Costantino IV concede alla chiesa di Ravenna i suoi privilegi, cioè l’autonomia da Roma: è un mosaico politico, un documento firmato in tessere. A destra il sacrificio di Abele, Melchisedec e Abramo, tre offerte dell’Antico Testamento intorno allo stesso altare.
Il mosaico, quindi, non è di un’epoca sola: il catino è della metà del VI secolo, i pannelli del VII, una parte dell’arco del XII. Sono quasi sei secoli sulla stessa parete.
Architettura: pianta, navate, sarcofagi e campanile
Sant’Apollinare in Classe ha la pianta di una basilica: un rettangolo diviso in tre navate da due file di dodici colonne, ventiquattro in tutto, di marmo greco venato che arriva dall’isola di Proconneso, nel Mar di Marmara. I capitelli sono a foglie d’acanto, scolpite come se il vento le piegasse. Il tetto è a capriate di legno, in vista. L’abside è semicircolare dentro e poligonale fuori, e sotto c’è una cripta altomedievale.
Le pareti delle navate sono nude, e non per scelta. A metà del Quattrocento i marmi che le rivestivano furono portati via per il Tempio Malatestiano di Rimini, voluto da Sigismondo Malatesta. Oggi sulle pareti ci sono i ritratti dei vescovi di Ravenna, dipinti in gran parte nel Settecento.
Lungo le navate laterali stanno i sarcofagi di marmo degli arcivescovi di Ravenna, scolpiti fra il V e l’VIII secolo. Sono la parte che quasi tutti saltano, perché tutti hanno gli occhi sull’abside. Fermatevi lo stesso: sono la storia della chiesa di Ravenna, un arcivescovo dopo l’altro.

Fuori è tutta mattoni, e non lascia indovinare niente di quello che c’è dentro. Il portico davanti alla facciata è stato ricostruito nel 1908-1909. Il campanile cilindrico, sul lato nord, è stato aggiunto fra il IX e il X secolo ed è alto circa 37 metri: salendo, le finestre passano da una a due a tre aperture, che alleggeriscono la torre in alto. Intorno c’è un prato con i pini, e la basilica la vedete da lontano, sola.
Classe o Nuovo? Le due Sant’Apollinare da non confondere
A Ravenna di Sant’Apollinare ce ne sono due, e mezzo internet le mescola. Anche questo articolo, nella versione che c’era prima, raccontava i mosaici di una come se fossero dell’altra. Sant’Apollinare Nuovo sta in centro, in via di Roma, a circa 6 km da Classe, dieci minuti di macchina: è un’altra chiesa, con un altro biglietto e un altro gestore.

Sant’Apollinare Nuovo la fece costruire Teodorico, il re dei Goti, fra la fine del V e l’inizio del VI secolo, come chiesa del suo palazzo e del culto ariano. Quando Ravenna passò ai Bizantini, verso il 561, fu riconsacrata al culto cattolico e dedicata a San Martino. Il nome di oggi lo prese a metà del IX secolo, quando ci portarono le reliquie di Apollinare da Classe per proteggerle dai pirati: «Nuovo» serviva a distinguerla da quella vecchia.
Dentro, i mosaici sono sulle pareti della navata, al contrario di Classe, dove sono tutti nell’abside. Ci sono le processioni di martiri e di vergini, i Re Magi, due file di scene della vita di Cristo, i miracoli da una parte e la Passione dall’altra, e in fondo il porto di Classe visto dall’alto, con le navi. E c’è il Palatium, il palazzo di Teodorico.
Il Palatium è la cosa che mi è rimasta più in testa. Quando la chiesa passò ai cattolici, le figure di Teodorico e della sua corte furono tolte dal mosaico e coperte con delle tende. Ma qualcuno lasciò le mani: sulle colonne ci sono ancora le dita di chi stava lì, appoggiate al nulla. Teodorico è stato cancellato, ed è diventato uno spettro fra le colonne. È bellissimo, ed è a Nuovo, non a Classe. Se volete sapere che fine ha fatto Teodorico dopo, c’è il suo mausoleo, ed è un’altra storia.

| Sant’Apollinare in Classe | Sant’Apollinare Nuovo | |
|---|---|---|
| Dove | a Classe, circa 6 km a sud del centro | in centro, in via di Roma |
| Quando | consacrata nel 549 | voluta da Teodorico fra fine V e inizio VI secolo |
| Mosaici | nell’abside e sull’arco: la Trasfigurazione, Apollinare e le pecore | sulle pareti della navata: processioni, Magi, vita di Cristo, Palatium, porto di Classe |
| Chi la gestisce | Musei nazionali di Ravenna (Ministero della Cultura) | Opera di Religione della Diocesi di Ravenna |
| Biglietto | 6 €, oppure i cumulativi dei siti statali | con i biglietti cumulativi dei mosaici del centro |


E per completare la confusione esiste una terza Sant’Apollinare: Sant’Apollinare in Veclo, una chiesetta nel centro storico, in un vicolo vicino a San Vitale. È documentata già prima del 671, ma come la vedete oggi è un rifacimento del Settecento, ed è una delle chiese aperte più piccole di Ravenna. Se cercate i mosaici, però, le Sant’Apollinare sono le altre due.
Orari e biglietti di Sant’Apollinare in Classe
La basilica è statale e la gestiscono i Musei nazionali di Ravenna, del Ministero della Cultura, che la aprono dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 19.30 e la domenica dalle 13.30 alle 19.30. L’ultimo ingresso è mezz’ora prima della chiusura. Il 1° maggio e nei festivi religiosi apre dalle 13.30, con l’ultimo accesso alle 19. Non c’è un giorno di chiusura settimanale. Tutto questo lo trovate sulla pagina della basilica dei musei statali dell’Emilia-Romagna, che rimanda alla biglietteria online.
La biglietteria la gestisce la fondazione RavennAntica per conto dei musei statali, ed è lei a vendere anche i biglietti cumulativi. Questi sono i prezzi in vigore dal 1° aprile 2026.
| Biglietto | Prezzo | Cosa comprende |
|---|---|---|
| Intero | 6 € | solo la basilica |
| Ridotto 18-25 anni | 2 € | solo la basilica |
| Basilica + Museo Classis | 9 €, valido 7 giorni | la basilica e il Museo Classis, a 600 metri |
| Cumulativo dei siti statali | 14 €, valido 7 giorni | la basilica, il Museo Nazionale, il Mausoleo di Teodorico, il Battistero degli Ariani e il Palazzo di Teodorico |
| Sotto i 18 anni | gratis | per tutti, cittadini europei e non |
Il biglietto si fa in biglietteria oppure online sul sito di RavennAntica, che passa da Vivaticket: online non c’è prevendita, ma una commissione di 60 centesimi sull’intero. La prenotazione non è obbligatoria, e i biglietti gratuiti online non si possono prendere: si ritirano sul posto.
Le giornate gratuite. Si entra gratis la prima domenica di ogni mese e in alcune date fisse che la Direzione regionale dei musei elenca ogni anno: il 25 aprile, il 2 giugno, il 23 luglio, festa di Sant’Apollinare, il 30 agosto, anniversario della morte di Teodorico, il 4 e l’8 novembre. Per il resto del 2026 restano sabato 17 ottobre, domenica 1° novembre (che è anche Ognissanti, quindi si apre alle 13.30), mercoledì 4 novembre, domenica 8 novembre e domenica 6 dicembre.
Attenzione: il biglietto cumulativo dei mosaici del centro, quello che comprende San Vitale, Galla Placidia, il Battistero Neoniano e Sant’Apollinare Nuovo, è dell’Opera di Religione della Diocesi e a Classe non vale. Anche il cumulativo statale più piccolo, da 7 €, Classe non la comprende: quello giusto è il cumulativo da 14 €.
Se a Ravenna vedete anche il centro, quindi, i biglietti sono due. Quello per i mosaici del centro si compra sul sito dell’Opera di Religione, che li gestisce: 12,50 € per quattro monumenti, 14,50 € con il Museo Arcivescovile e la Cappella di Sant’Andrea. Come si combinano con quelli statali, e perché il Mausoleo di Teodorico sta da un’altra parte, lo trovate nella guida al Mausoleo di Teodorico.


Per chi ha difficoltà motorie, i musei statali scrivono che all’ingresso ci sono le rampe, che si entra in sedia a ruote senza bisogno di aiuto e che i bagni accessibili stanno al parcheggio. In biglietteria c’è anche un’audioguida a pagamento.
Come arrivare a Sant’Apollinare in Classe da Ravenna
La basilica sta in via Romea Sud 224, a Classe, a sud di Ravenna. Dal centro sono circa 6 km, dalla stazione poco meno.
In auto. Dal centro di Ravenna è un quarto d’ora, dalla stazione una decina di minuti. I musei statali segnalano un parcheggio gratuito a cento metri dall’ingresso, e accanto c’è anche un’area di sosta per i camper. Se arrivate in aereo a Bologna o a Rimini e la macchina la noleggiate lì, prima di prenotare guardate i prezzi su DiscoverCars: mette a confronto le compagnie dello stesso aeroporto, e da una all’altra la differenza c’è.
In bus. Dalla stazione di Ravenna parte la linea 4 di Start Romagna, «Classe – Ravenna FS – Tribunale», che arriva a Classe. È il modo più semplice senza auto.
In treno. La stazione di Classe esiste, sulla linea Ravenna-Rimini, e dalla stazione alla basilica sono poco più di 600 metri a piedi, una decina di minuti. Ma i treni che fermano sono pochi: nei giorni feriali di ottobre 2026 erano sette da Ravenna, con un viaggio di tre-cinque minuti e un biglietto da 1,60 €. Guardate l’orario prima, altrimenti aspettate in stazione più di quanto state in basilica.
In bicicletta. Il Comune di Ravenna propone un itinerario in bicicletta a Classe: 14 km andata e ritorno da Piazza dell’Aquila, su piste ciclabili e strade con poco traffico. Se volete girare in bici anche i monumenti del centro, c’è il nostro giro di Ravenna in bicicletta.
Dai Lidi sud. Da Lido di Classe sono circa 14 km, venti minuti d’auto; da Lido di Savio poco di più.
| Come | Da dove | Quanto ci vuole | Da sapere |
|---|---|---|---|
| Auto | centro di Ravenna | circa 15 minuti | parcheggio gratuito a 100 metri |
| Bus 4 | stazione di Ravenna | secondo l’orario Start Romagna | il modo più semplice senza auto |
| Treno | stazione di Ravenna | 3-5 minuti, più 10 a piedi | pochi treni al giorno |
| Bicicletta | Piazza dell’Aquila | circa 7 km a tratta | ciclabili e strade con poco traffico |
Mezza giornata a Classe: il Museo Classis, l’Antico Porto e la pineta
La basilica si vede in un’ora, e a quel punto Classe ha ancora due cose da offrire.
Il Museo Classis. Sta in via Classense 29, a circa 600 metri dalla basilica, una decina di minuti a piedi. È il museo della città e del territorio di Ravenna, aperto nel 2018 dentro un vecchio zuccherificio, e racconta la storia della città e del suo porto: dopo la basilica ha senso, perché vi spiega da dove veniva quel mare che non c’è più. Lo gestisce RavennAntica; il biglietto intero costa 8 €, e quello combinato con la basilica 9 €. Apre tutti i giorni dalle 10, ma l’orario di chiusura cambia con la stagione: guardatelo sul sito del Museo Classis prima di andare. Davanti all’ingresso c’è un parcheggio gratuito.
L’Antico Porto di Classe. Sono i resti del porto: i magazzini lungo le banchine di un canale e una strada lastricata. Oggi però, secondo RavennAntica, si visita solo su prenotazione, per gruppi e scolaresche. Se siete in pochi, il porto lo vedete al museo.
La pineta di Classe. Comincia a sud della basilica e arriva fino a Fosso Ghiaia e a Savio, novecento ettari di pini fra Classe e il mare. È la pineta di Dante: nel Purgatorio, canto XXVIII, il vento fra i rami gli ricorda quello che si sente «per la pineta in su ‘l lito di Chiassi», dove Chiassi è Classe. In bici ci si entra dal percorso dietro la basilica, lungo la ferrovia.
Se volete fare tutto in una giornata e non avete voglia di organizzare, c’è un tour guidato in e-bike da Ravenna che passa dall’Antico Porto, dalla basilica e dal Museo Classis, e poi attraversa la pineta fino al mare. Dura sei ore, con il pranzo.
Esperienze a Classe e a Ravenna
- Tour in e-bike fra Ravenna, Classe e la pineta, sei ore, con l’Antico Porto, la basilica e il Museo Classis.
- Visita guidata ai mosaici UNESCO del centro, due o tre ore: San Vitale, Galla Placidia, il Battistero Neoniano e Sant’Apollinare Nuovo.
- Tour guidato dei mosaici di Ravenna con i biglietti compresi, due ore e mezza.
- Biglietto della basilica di Classe: solo dalla biglietteria ufficiale o dal sito di RavennAntica, nessuna delle nostre piattaforme lo vende.
- Birdwatching tra i mosaici: la visita col binocolo la organizza Visit Ravenna, e a metà ottobre 2026 non aveva date in calendario.
Quando andare e quanto tempo serve
Per la basilica basta un’ora, che diventa un’ora e mezza se vi fermate davanti ai sarcofagi e al mosaico col binocolo. Con il Museo Classis è una mattina intera, con la pineta una giornata.
La domenica mattina la basilica è della parrocchia: secondo la Diocesi la messa festiva è alle 9.30, e le visite cominciano alle 13.30. Nei giorni feriali la messa è alle 8 il martedì, il giovedì e il sabato, prima dell’apertura. Gli orari delle messe li trovate sul sito della Diocesi di Ravenna-Cervia.
In primavera arrivano le gite scolastiche, ed è il periodo in cui Sant’Apollinare in Classe si cerca di più. Se potete, evitate le mattine di aprile e maggio nei giorni di scuola. D’estate il 23 luglio è la festa di Sant’Apollinare, patrono di Ravenna, e l’ingresso alla basilica è gratuito. In autunno e in inverno le scolaresche non ci sono, e la basilica è aperta con lo stesso orario di tutto l’anno.
Consiglio: portatevi un binocolo, anche piccolo, anche se la visita col birdwatching non c’è. Gli uccelli, i fiori e le api d’oro sul mantello di Apollinare stanno in cima all’abside, e a occhio nudo non si vedono.
Dove dormire per visitare Sant’Apollinare in Classe
A Classe si dorme poco: è un paese piccolo, e le strutture vicino alla basilica si contano sulle dita. Le zone che hanno senso sono tre.
Dove dormire per visitare Classe: in quale zona
- Classe: siete a due passi dalla basilica e dal Museo Classis, e la sera c’è silenzio. Pochi alloggi e pochi ristoranti: va bene se avete l’auto.
- Ravenna centro: la scelta giusta senza auto. Dalla stazione partono il bus 4 e il treno per Classe, e i mosaici del centro li vedete a piedi.
- Lidi sud (Lido di Classe, Lido di Savio): il mare a pochi passi e la basilica a venti minuti d’auto. Per chi viene d’estate e vuole unire spiaggia e mosaici.
Dove dormire vicino a Sant’Apollinare in Classe: quattro indirizzi
In centro e al mare le abbiamo scelte fra le strutture con almeno 8 di voto e cento recensioni. A Classe quella soglia non la passa nessuno, per cui vi segnaliamo l’unica con un voto alto, anche se le recensioni sono meno di cento.
A Classe
- Classense House (€): appartamento a Classe, la struttura più vicina alla basilica che abbiamo trovato.
A Ravenna, in centro
- Apartment Hotel Marchesini (€€): appartamenti con servizi d’albergo in via Mazzini, a due passi dalla Tomba di Dante.
- Palazzo Galletti Abbiosi (€€/€€€): albergo in un palazzo nobiliare del Settecento in via di Roma, la strada di Sant’Apollinare Nuovo.
Al mare, ai Lidi sud
- Albergo Cenni (€): albergo a Lido di Savio, sulla Romea, a una decina di minuti a piedi dalla stazione di Lido di Classe-Lido di Savio.
Domande frequenti su Sant’Apollinare in Classe
Perché si dice Sant’Apollinare in Classe?
Perché sorge a Classe, dove c’era il porto militare di Ravenna voluto da Augusto. La flotta in latino si chiamava classis, e «in Classe» vuol dire presso il porto. Sant’Apollinare è il primo vescovo di Ravenna, sepolto secondo la tradizione nel cimitero su cui fu costruita la basilica.
Quanto costa il biglietto per Sant’Apollinare in Classe?
L’intero costa 6 €, il ridotto per chi ha fra 18 e 25 anni 2 €, ed è gratis sotto i 18 anni. Con il Museo Classis il biglietto combinato costa 9 €, e il cumulativo dei siti statali di Ravenna, che comprende la basilica, 14 €. Il cumulativo dei mosaici del centro dell’Opera di Religione, invece, a Classe non vale.
Che differenza c’è tra Sant’Apollinare in Classe e Sant’Apollinare Nuovo?
Classe sta fuori Ravenna, a circa 6 km, è del 549 e ha i mosaici nell’abside, con la Trasfigurazione e Apollinare fra le pecore. Nuovo sta in centro, in via di Roma, l’ha voluta Teodorico e ha i mosaici sulle pareti della navata, con le processioni dei santi e il Palatium. Hanno gestori e biglietti diversi.
Quanto tempo ci vuole per visitare Sant’Apollinare in Classe?
Circa un’ora per la basilica. Con il Museo Classis, a seicento metri, serve una mattina.
Che pianta ha la basilica di Sant’Apollinare in Classe?
È una pianta basilicale: un rettangolo a tre navate, divise da due file di dodici colonne di marmo greco, con il tetto a capriate di legno e un’abside semicircolare dentro e poligonale fuori.
Chi ha fatto costruire Sant’Apollinare in Classe?
La avviò il vescovo Ursicino negli anni Trenta del VI secolo, la finanziò il banchiere Giuliano Argentario e la consacrò l’arcivescovo Massimiano il 9 maggio 549.
Chi è sepolto a Sant’Apollinare in Classe?
Lungo le navate laterali ci sono i sarcofagi degli arcivescovi di Ravenna, scolpiti fra il V e l’VIII secolo. La basilica è nata sulla tomba di Sant’Apollinare: le sue reliquie furono portate in città nel IX secolo, e secondo la tradizione ravennate il corpo è poi tornato sotto l’altare di Classe.
Che festa è il 23 luglio a Ravenna?
È la festa di Sant’Apollinare, patrono di Ravenna e dell’Emilia-Romagna. Quel giorno l’ingresso alla basilica di Classe è gratuito.
A che ora è la messa a Sant’Apollinare in Classe?
Secondo la Diocesi di Ravenna-Cervia la messa festiva è alle 9.30, quella feriale alle 8 il martedì, il giovedì e il sabato. La domenica le visite cominciano alle 13.30.

Una risposta
Ehi, ancora Ravenna…..bello! ?