C’è un posto sulla costa toscana dove una baracca di legno sulla spiaggia ha una stella Michelin da vent’anni, e dove il paese porta il nome di un fortino che i Lorena tirarono su per tenere d’occhio i contrabbandieri. Non è un posto famoso. È Marina di Bibbona, e a luglio la cercano in novantamila.
Il nome vero, quello che usano i vecchi del posto e quasi nessun sito, è Marina del Forte. In questa guida trovate le quattro spiagge una per una, con i nomi degli accessi e delle piazze da cui ci si arriva, quali sono libere, dove si porta il cane, dov’è la parte protetta con le dune e i gigli di mare, e come si fa ad arrivarci in treno senza restare a piedi. Se state ancora scegliendo dove piantare l’ombrellone, il quadro d’insieme è nella nostra guida alla Costa degli Etruschi.
In breve
- Dove: comune di Bibbona, provincia di Livorno, Costa degli Etruschi. Fra Marina di Cecina a nord e Marina di Castagneto a sud.
- Le quattro spiagge: Tomboli (libera), Bau Beach (cani), Centro (mista), Gineprino (dune e riserva).
- Fondale: sabbioso e basso a lungo su tutto il litorale.
- Spiagge libere: sì, ampie, soprattutto ai Tomboli.
- Cani: alla Bau Beach, a nord del Bagno La Pineta, in parte libera e in parte attrezzata per loro.
- Accessibilità: percorso per disabili da piazza degli Anemoni.
- Bandiera Blu: 2026, 24° anno consecutivo.
- In treno: stazione di Bolgheri a circa 3 km, Cecina a una decina. D’estate c’è una navetta coordinata con gli arrivi dei treni.
- Da sapere: qui si dorme soprattutto in campeggio, ed è la vocazione del posto, non un ripiego.
Indice dell’Articolo
Dove si trova Marina di Bibbona, e perché si chiama Marina del Forte
Marina di Bibbona è la frazione balneare del comune di Bibbona, in provincia di Livorno, sulla Costa degli Etruschi. Sta esattamente in mezzo fra Marina di Cecina, a nord, e il litorale di Marina di Castagneto, a sud: tre spiagge sabbiose in fila che si assomigliano nell’acqua e non nei servizi.
Il comune è diviso in due, come quasi tutti da queste parti. C’è Bibbona paese, il borgo medievale in collina, con il suo castello e la sua piazza, e c’è la Marina, che sta sul mare a qualche chilometro di distanza. Sono due posti diversi, con due CAP diversi, e conviene saperlo prima di prenotare: 57020 è la Marina, 57023 è il borgo.

Il secondo nome è Marina del Forte, e viene dall’edificio che sta piantato in mezzo alla spiaggia: un fortino costruito a metà del Settecento per volere dei Lorena, con dentro un corpo di guardia e le stalle per i cavalli che pattugliavano la costa. È il nome che sopravvive nella toponomastica, dalla piazza del Forte alla via del Forte, e ha il vantaggio pratico di distinguere subito il posto: perché Marina di Bibbona non è Bibione, che sta in Veneto ed è un’altra vacanza, ed è un equivoco in cui cade più gente di quanto si creda.
Le quattro spiagge, da sud a nord
Il litorale è un unico nastro di sabbia, ma si divide in quattro tratti con carattere e regole diverse. La cosa che nessuno spiega, e che serve davvero, è da quale accesso ci si arriva: qui non si parcheggia davanti al mare, si lascia l’auto e si attraversa la pineta a piedi, e sbagliare accesso vuol dire ritrovarsi a un chilometro dal punto che si cercava.
Spiaggia dei Tomboli, la grande libera
La spiaggia dei Tomboli è il tratto più ampio e libero, con fondale sabbioso, e ci si arriva da via del Tombolo Meridionale. È anche il punto da cui parte la pista ciclabile di 5 chilometri che porta a Cecina Mare, e questa è l’informazione che cambia la giornata a chi ha una bici: si va a fare il bagno da una parte e a mangiare dall’altra senza toccare la macchina.

Bau Beach, quella dei cani
La Bau Beach sta a nord del Bagno La Pineta ed è dedicata ai cani: in parte libera e in parte attrezzata, con i servizi pensati per loro. È l’unico tratto in cui l’animale non è un problema da gestire, e chi viaggia con un cane sa quanto pesi questa frase in agosto.
Spiaggia del Centro, quella con gli stabilimenti
Il tratto centrale è misto, con spiaggia pubblica e stabilimenti balneari alternati, ed è dove sta la vita del paese. Ci si arriva per i sentieri nella pineta, oppure per la strada asfaltata che finisce in piazza del Forte. Il dato che vale la pena segnare: da piazza degli Anemoni parte un percorso accessibile alle persone con disabilità, ed è il tipo di informazione che i siti turistici non mettono quasi mai.
Spiaggia del Gineprino, le dune e i gigli di mare
Il Gineprino è la parte più bella e la più delicata: spiaggia ampia con fondale sabbioso, dune vere, gigli di mare e una pineta secolare alle spalle, con una porzione che ricade in area protetta. È il posto dove si capisce com’era questa costa prima che qualcuno la scoprisse, ed è anche quello che chiede di camminare sui camminamenti e non sulla duna.
Attenzione: il giglio di mare non è un fiore qualsiasi messo lì per fare scena. È una specie protetta che cresce solo sulle dune sabbiose, fiorisce fra luglio e agosto, e ha un apparato radicale che tiene insieme la sabbia: dove sparisce lui, la duna si sfalda. Camminarci sopra per accorciare di venti metri è il modo più efficiente che esista per rovinare esattamente la cosa che siamo venuti a vedere.
Il Forte e la Via dei Cavalleggeri
Il Forte di Marina di Bibbona è di metà Settecento e non è un pezzo isolato: fa parte di una catena di fortini che il governo lorenese piazzò lungo tutta la costa toscana, uno ogni pochi chilometri, con lo stesso impianto ripetuto. Corpo di guardia, stalle per i cavalli, un bastione verso il mare. Quello di Marina di Castagneto, poco più a sud, è praticamente il suo gemello, e lo stesso vale per quello di Forte dei Marmi, che dà il nome a un paese intero.

E i cavalli servivano a qualcosa di preciso. I fortini erano collegati da un sentiero costiero che li univa uno all’altro, percorso dai cavalleggeri, i militari a cavallo incaricati di sorvegliare il litorale contro il contrabbando e gli sbarchi. Quel tracciato esiste ancora e in alcuni tratti si cammina: è la Via dei Cavalleggeri, e più a sud, verso Baratti, diventa uno dei percorsi costieri più belli della Toscana.
A Marina di Bibbona il nome è rimasto attaccato all’indirizzo: la strada che costeggia la pineta si chiama via dei Cavalleggeri, e ci passate davanti senza saperlo ogni volta che andate a fare il bagno.
Bandiera Blu da 24 anni: cosa vuol dire e cosa no
Nel 2026 Marina di Bibbona ha ricevuto la Bandiera Blu per il ventiquattresimo anno consecutivo. La assegna la FEE, la Foundation for Environmental Education, e non guarda solo la qualità delle acque di balneazione: pesano anche la gestione ambientale, i servizi, l’accessibilità e la sicurezza in spiaggia.

Un confronto che serve, se state scegliendo fra due spiagge vicine: il litorale di Castagneto Carducci, dieci chilometri più a sud, è a quota 32 anni consecutivi. Non vuol dire che il mare di Bibbona sia peggiore, vuol dire che a Castagneto hanno cominciato prima. Su una costa dove tutti i comuni hanno la bandiera, il numero di anni è l’unica cosa che distingua davvero un impegno strutturale da una buona stagione.
Qui si dorme in campeggio, ed è meglio saperlo prima
C’è una cosa che va detta chiaramente, perché è la vera identità del posto e nessuno la scrive per non sembrare snob: Marina di Bibbona è una delle capitali italiane del camping village. La pineta alle spalle della spiaggia è occupata da strutture grandi, con piscine, bungalow, animazione e mobile home, e una quota altissima di chi viene qui dorme lì.
Non è un difetto ed è inutile girarci intorno: è un modello di vacanza preciso, familiare, che funziona bene per chi ha bambini e per chi sta via due o tre settimane, e che ha modellato il paese. Il punto è che se cercate il borgo di mare con le case dei pescatori e la piazzetta, quello qui non c’è: c’è una località nata per le vacanze, con la pineta al posto del centro storico. Sapendolo si arriva contenti, non sapendolo si arriva delusi.
Consiglio: se il campeggio non fa per voi ma la pineta sì, cercate fra gli hotel di via dei Cavalleggeri e di via del Forte: sono nel verde come i villaggi, a piedi dalla spiaggia, e vi risparmiano sia l’animazione sia il chilometro di strada da percorrere al mattino con le sdraio in mano.
Come arrivare, anche senza macchina
In auto si esce dall’Aurelia e si scende verso il mare seguendo le indicazioni per la Marina. Da Livorno è meno di un’ora, da Pisa poco più, da Firenze circa due. Se arrivate da lontano e volete girare anche l’entroterra, che qui è metà del motivo per venire, conviene confrontare le tariffe di noleggio prima di partire, invece di trovarsi al banco dell’aeroporto senza alternative.
In treno la cosa è più semplice di quello che sembra, e qui Bibbona è messa meglio di altre marine toscane:
- Stazione di Bolgheri, sulla linea Tirrenica, a circa 3 chilometri: è la più vicina in assoluto ed è una fermata piccola, servita dai regionali.
- Stazione di Cecina, a una decina di chilometri: più grande, più treni, più collegamenti a lunga percorrenza.
- La navetta stagionale che collega la Marina con il borgo di Bibbona e con la stazione di Bolgheri, con le corse programmate sugli arrivi dei treni. È il pezzo che rende la cosa fattibile.
- La linea 115, che collega Marina di Bibbona a Cecina per tutta la stagione, e la linea 125, stagionale e gratuita, fra Marina di Cecina e Marina di Bibbona.
Info pratica: navette e linee stagionali vengono riattivate ogni anno e gli orari cambiano di stagione in stagione. Prima di costruirci sopra una giornata, verificateli sul sito del Comune di Bibbona e sul sito dell’azienda di trasporto: se un collegamento non è annunciato da nessuna parte, quell’anno non c’è.
Dove dormire a Marina di Bibbona
Le zone sono tre e cambiano la vacanza più del prezzo. Le strutture qui sotto sono state scelte scartando chi sta sotto 8,5 di punteggio o sotto le cento recensioni, e verificate una per una sull’indirizzo reale: nel raggio di pochi chilometri ci sono anche i poderi della collina, che sono un’altra cosa.
In quale zona dormire
- La pineta della Marina: dove stanno i camping village e gli hotel col giardino, fra via dei Cavalleggeri e via del Forte. Si va a piedi in spiaggia, si sta all’ombra, si parcheggia dentro. È la scelta di gran parte di chi viene qui.
- Il centro della Marina: intorno a piazza del Forte, con i negozi, i bar e i ristoranti sotto casa. Comodo per chi non vuole dipendere dall’auto nemmeno per una pizza.
- Bibbona paese e la campagna: il borgo in collina e i poderi intorno, più freschi e più economici, ma per il mare serve la macchina tutti i giorni.
Hotel, residence e campeggi sul litorale
- Park Hotel Marinetta: quattro stelle in via dei Cavalleggeri Nord 3, dentro una pineta secolare affacciata sull’Arcipelago Toscano, con quattro piscine esterne e un centro benessere. È la struttura più grande e più recensita del paese, e resta un albergo, non un villaggio.
- Hotel Nina: tre stelle in via del Forte 7, quindi a due passi dal fortino e dall’accesso centrale alla spiaggia. Formato piccolo e a conduzione familiare, camere fino a tre persone.
- Campeggio del Forte: il formato tipico del posto, con piazzole e appartamenti fino a sei persone, nella pineta. Se volete provare come si fa vacanza qui davvero, si comincia da una struttura come questa.
- Residence Le Rose: appartamenti in via del Giglio 17, fino a cinque posti letto, con la cucina propria. È la soluzione per soggiorni lunghi e per chi con i bambini piccoli preferisce cenare a casa.
Dove mangiare, e la stella dentro il bagno
Qui c’è una storia che da sola vale il viaggio, e che spiega anche perché sulla mappa delle spiagge il Bagno La Pineta viene usato come punto di riferimento.
Nel 1964 la famiglia Zazzeri apre un piccolo stabilimento balneare con annesso ristorante, sulla sabbia. Una baracca, a guardarla da fuori: infatti in zona la chiamano ancora così. Luciano Zazzeri fa il pescatore, e solo nel 1996 prende in mano la cucina di famiglia. Dieci anni dopo, nel 2006, quella baracca sulla spiaggia prende la stella Michelin. Luciano è morto nel 2019, e oggi La Pineta la portano avanti i figli Daniele, in cucina, e Andrea, con la stella confermata e il pesce che arriva ancora dalle barche di casa.
Mi piace per un motivo che con le stelle c’entra poco: è il contrario esatto del ristorante costruito a tavolino per prendersele. Un pescatore che si mette ai fornelli a quarant’anni suonati, in un capanno sulla spiaggia che non ha cambiato faccia, e ci arriva lo stesso.
Qualche indirizzo
- La Pineta di Zazzeri: stella Michelin sulla spiaggia, pesce del giorno. Si prenota con largo anticipo, soprattutto d’estate, e non è un posto da improvvisare la sera stessa.
- La Marinetta: l’istituzione popolare del paese da oltre trent’anni, per la pizza e per la cecina, che da queste parti è la torta di ceci e non la città lì accanto.
- I ristoranti degli stabilimenti, lungo tutto il tratto centrale: la formula pranzo senza rivestirsi, che con i bambini in spiaggia è mezza vacanza.
- Le trattorie del borgo di Bibbona, in collina: cucina di terra invece che di mare, e prezzi da paese invece che da lungomare.
Cosa fare oltre la spiaggia
Il bello di questo pezzo di costa è che alle spalle non ha il nulla: ha un bosco vero e una delle denominazioni vinicole più famose d’Italia, entrambi a pochi minuti.
- La Macchia della Magona, l’area boscata alle spalle del paese: sentieri di difficoltà diversa fra alberi d’alto fusto e sottobosco, buoni a piedi e in mountain bike. È la risposta alle giornate di vento o di caldo insopportabile.
- La Riserva dei Tomboli di Cecina, la pineta litoranea che continua verso nord: si percorre in bici dalla ciclabile dei Tomboli.
- Il borgo di Bibbona in collina, con il castello e la pieve, per un’ora di fine giornata.
- Bolgheri e le sue cantine, che stanno nel comune a fianco e sono il nome più famoso di tutta questa costa.
- Il litorale di Marina di Castagneto e Donoratico, dieci chilometri a sud, con il forte gemello e quattro chilometri di spiaggia in più.
Nel bosco c’è anche qualcosa che non ci si aspetta, e che vale la pena prenotare invece che cercare da soli: una necropoli etrusca in mezzo agli alberi, che si visita con un tour a piedi guidato da un archeologo della durata di circa un’ora. È l’unica esperienza organizzata del comune che non riguardi il vino, e la spiegazione di qualcuno che sa leggere una tomba a camera cambia parecchio la passeggiata.
Attenzione: sul litorale non ci sono escursioni prenotabili online. Il catalogo del comune esiste ma è quasi tutto enoturismo di Bolgheri, più il tour archeologico qui sopra: gite in barca, noleggi e sport acquatici si trovano in loco, agli stabilimenti, e non su una piattaforma.
Info essenziali
- Come arrivare: uscita dall’Aurelia; in treno stazione di Bolgheri a 3 km o Cecina a 10, poi navetta stagionale coordinata con i treni.
- Quando andare: giugno e settembre per il mare senza folla; luglio è il picco assoluto delle ricerche, e si sente.
- Quanto fermarsi: una o due settimane, che è il formato per cui questo posto è attrezzato; tre giorni se è una tappa di un giro sulla Costa degli Etruschi.
- Con i bambini: fondale basso, pineta ombrosa, villaggi attrezzati. È una delle destinazioni più adatte di tutta la costa.
- Cani: Bau Beach, a nord del Bagno La Pineta.
- Accessibilità: percorso per disabili da piazza degli Anemoni.
- CAP: 57020 Marina di Bibbona, 57023 Bibbona paese.
Domande frequenti sulle spiagge di Marina di Bibbona
Quali sono le spiagge di Marina di Bibbona?
Sono quattro tratti di uno stesso litorale sabbioso: la spiaggia dei Tomboli, ampia e libera, con accesso da via del Tombolo Meridionale; la Bau Beach, dedicata ai cani, a nord del Bagno La Pineta; la spiaggia del Centro, mista fra pubblica e stabilimenti, con accesso da piazza del Forte; e la spiaggia del Gineprino, con dune, gigli di mare e pineta secolare, in parte in area protetta.
Ci sono spiagge libere a Marina di Bibbona?
Sì, e sono ampie. La più grande è la spiaggia dei Tomboli, libera per tutto il tratto, e anche la Bau Beach è in parte libera. Il tratto centrale è misto, con porzioni pubbliche alternate agli stabilimenti balneari.
Si possono portare i cani in spiaggia a Marina di Bibbona?
Sì, alla Bau Beach, che si trova a nord del Bagno La Pineta ed è in parte libera e in parte attrezzata con servizi dedicati agli animali. È il tratto pensato apposta per chi viaggia con il cane.
Perché Marina di Bibbona si chiama anche Marina del Forte?
Per il fortino costruito a metà del Settecento per volere dei Lorena direttamente sulla spiaggia, con un corpo di guardia e le stalle per i cavalli della cavalleria che pattugliava la costa contro contrabbando e sbarchi. Il nome è rimasto nella toponomastica del paese, da piazza del Forte a via del Forte.
Qual è la stazione più vicina a Marina di Bibbona?
La stazione di Bolgheri, sulla linea Tirrenica, a circa 3 chilometri, servita dai treni regionali. La stazione di Cecina è a una decina di chilometri ed è più grande e più servita. D’estate una navetta collega la Marina con il borgo di Bibbona e con la stazione di Bolgheri, con le corse programmate sugli arrivi dei treni.
Marina di Bibbona ha la Bandiera Blu?
Sì. Nel 2026 l’ha ottenuta per il ventiquattresimo anno consecutivo, assegnata dalla FEE. Il riconoscimento considera la qualità delle acque di balneazione ma anche la gestione ambientale, i servizi, l’accessibilità e la sicurezza in spiaggia.
Che differenza c’è fra Bibbona e Marina di Bibbona?
Bibbona è il borgo medievale in collina, con il castello e la pieve, e ha CAP 57023. Marina di Bibbona è la frazione balneare sul mare, con CAP 57020, ed è nata come località di vacanza. Sono due luoghi distinti dello stesso comune, separati da qualche chilometro di strada.
C’è un ristorante stellato a Marina di Bibbona?
Sì: La Pineta della famiglia Zazzeri, che ha la stella Michelin dal 2006 e si trova dentro uno stabilimento balneare aperto nel 1964, direttamente sulla sabbia. Oggi la conducono i figli di Luciano Zazzeri, Daniele in cucina e Andrea in sala, e il pesce arriva dalle barche di famiglia. Va prenotato con largo anticipo.
Se usi Pinterest, ondividi questa immagine
