La Buca delle Fate è una delle calette più belle e selvagge della Costa degli Etruschi: una piccola insenatura di scogli a picco sul mare, sotto l’acropoli etrusca di Populonia, sul promontorio di Piombino. Niente sabbia, niente stabilimenti, niente strada che ci arriva: alla Buca delle Fate si va solo a piedi o dal mare, ed è proprio questo che la rende speciale. Noi l’abbiamo raggiunta d’inverno percorrendo per intero la Via dei Cavalleggeri, uno dei trekking più suggestivi della zona, con un vento di Libeccio che frustava le scogliere e trasformava il mare in uno spettacolo.
In questa guida trovi cos’è la Buca delle Fate e perché si chiama così, i tre modi per arrivarci (il sentiero corto da Baratti, il trekking lungo della Via dei Cavalleggeri e la via mare), com’è fare il bagno tra gli scogli, cosa vedere nei dintorni tra Populonia e il Golfo di Baratti e tutte le informazioni pratiche aggiornate su parcheggi e stagioni.
In breve
La Buca delle Fate è una caletta di scogli nel Golfo di Baratti, sotto Populonia (Piombino, Costa degli Etruschi). Ci si arriva solo a piedi o via mare: il percorso più breve parte dal piazzale “Il Reciso” a Baratti (sentiero CAI 301, circa 20-25 minuti); il trekking lungo è la Via dei Cavalleggeri da Cala Moresca (anello di circa 16 km, 600 m di dislivello). Il bagno si fa tra gli scogli, con acqua profonda ideale per lo snorkeling, ma senza sabbia né servizi: portate acqua, scarpette da scoglio e ombra. Parcheggio a Baratti a pagamento in stagione (da fine marzo a inizio ottobre), gratuito a “Il Reciso” e a Cala Moresca.
Indice dell’Articolo
Cos’è la Buca delle Fate e perché si chiama così
La Buca delle Fate è una caletta rocciosa incastonata nel Golfo di Baratti, lungo il tratto di costa che va da Populonia a Cala Moresca. È un piccolo anfiteatro di scogli dove il mare entra con acqua profonda e trasparente: il fondale degrada in fretta, per questo la caletta è amata da chi fa snorkeling e da chi cerca un bagno lontano dalla folla delle spiagge attrezzate. Non ci sono bar, ombrelloni o servizi di alcun tipo, e proprio per questo conviene arrivare attrezzati.
Il nome arriva da lontano. Le “buche” sono in realtà le tombe ipogee etrusche scavate nella roccia lungo il sentiero, parte della necropoli di Populonia. I taglialegna che un tempo lavoravano in questi boschi credevano che quelle cavità fossero la dimora notturna di esseri soprannaturali benevoli, le fate, e da lì il nome che è rimasto fino a oggi. È la stessa Buca delle Fate che ricorre nelle guide come baia nascosta del Golfo di Baratti, sotto Populonia.
Attenzione: in Toscana esistono più luoghi chiamati “Buca delle Fate”. Quella di questa guida è la caletta di mare nel Golfo di Baratti, sotto Populonia (Piombino). Non va confusa con la Buca delle Fate di Massarosa, in Versilia (una grotta preistorica sui monti, senza mare), né con quella di Badia Prataglia, sull’Appennino casentinese. Se cercate la caletta per il bagno, il riferimento è Baratti-Populonia.
Come arrivare alla Buca delle Fate
Alla Buca delle Fate si arriva solo a piedi o via mare: non esiste un accesso in auto fino alla caletta. Ci sono due sentieri principali, uno corto e uno lungo, più l’opzione dal mare. Ecco i tre modi a confronto, per scegliere quello giusto in base al tempo che avete e a cosa cercate.
| Accesso | Partenza | Lunghezza | Tempo (andata) | Difficoltà | Parcheggio |
|---|---|---|---|---|---|
| Sentiero corto da Baratti | Piazzale “Il Reciso” | ~1,5 km | 20-25 min | Facile, adatto alle famiglie | Gratuito (“Il Reciso”) |
| Via dei Cavalleggeri | Cala Moresca (Salivoli) | ~16 km (anello) | ~2 ore | Impegnativo, 600 m dislivello | Gratuito (Cala Moresca) |
| Via mare | Baratti, Piombino, Salivoli | variabile | variabile | Barca, kayak, canoa o SUP | – |
A piedi da Baratti, il percorso più breve
È la via più rapida e adatta anche alle famiglie. Si parte dal piazzale sterrato detto “Il Reciso”, lungo la strada che da Baratti sale verso Populonia Alta, dove si parcheggia gratis. Da qui il sentiero CAI 301 scende verso la caletta in circa 20-25 minuti di cammino, senza difficoltà particolari, con la prima parte ombreggiata nel bosco di lecci e le tombe etrusche visibili già lungo il tracciato. È l’opzione giusta se volete soprattutto godervi la caletta e il bagno senza affrontare una camminata lunga.
A piedi da Cala Moresca, lungo la Via dei Cavalleggeri
È il percorso che abbiamo fatto noi, ed è un vero trekking: un anello di circa 16 km con 600 metri di dislivello complessivi, che parte dal parcheggio di Cala Moresca, a Salivoli (Piombino). Si percorre la storica Via dei Cavalleggeri lungo le scogliere, si arriva alla Buca delle Fate e si rientra passando per le tombe etrusche e i ruderi di San Quirico. Sono circa due ore di cammino per arrivare alla caletta e altrettante per tornare. Lo raccontiamo nel dettaglio più sotto.
Via mare
La Buca delle Fate è raggiungibile anche in barca, kayak, canoa o SUP, partendo da Piombino, da Baratti o persino da San Vincenzo più a nord. È un modo splendido di scoprirla, perché la si vede dal punto di vista da cui è più scenografica, quello del mare aperto.

Info pratica: il parcheggio del Golfo di Baratti è a pagamento indicativamente dal 28 marzo al 4 ottobre 2026, con orario 8-20 e controllo tramite lettura targhe: a Baratti la prima ora costa intorno ai 2,90€, con tariffa a scalare fino a circa 24€ per l’intera giornata. Il piazzale de “Il Reciso” (partenza del sentiero corto) e il parcheggio di Cala Moresca (partenza del trekking lungo) sono invece gratuiti. Le tariffe cambiano ogni stagione: verificatele prima di partire sul sito dei Parchi della Val di Cornia.
La Via dei Cavalleggeri: il nostro trekking
L’itinerario lungo parte da Salivoli, e più precisamente dal parcheggio di Cala Moresca, dove c’è uno degli ingressi alla rete di sentieri della zona. Si inizia a percorrere il n° 302, chiamato anche Via dei Cavalleggeri (all’inizio su largo fondo sterrato e poi su sentiero in mezzo alla macchia mediterranea): il nome deriva dai cavalleggeri, il corpo di guardie costiere che in epoca medievale controllava questo tratto della Costa degli Etruschi.
I cavalleggeri ebbero, all’epoca, anche un’importante funzione di controllo sanitario, per evitare che malattie infettive di quel tempo come colera e tifo, portate dalla gente di mare, si diffondessero sulla terraferma. Il sentiero è quasi sempre a mezza costa, immerso nella macchia mediterranea; di tanto in tanto il panorama si apre e offre una visuale magica sulle scogliere e sulle isole dell’Arcipelago Toscano, in primis l’Isola d’Elba.

In alcuni tratti il percorso scende proprio in riva al mare, all’interno di affascinanti calette: il giorno del nostro trek soffiava un vento di Libeccio fortissimo, e le onde che si infrangevano sulla scogliera ci hanno regalato uno spettacolo impressionante della forza della natura. È così che, dopo una serie di saliscendi e rientri verso l’interno, arriviamo in circa due ore di cammino alla caletta detta Buca delle Fate.

Consiglio: se volete fare l’anello completo della Via dei Cavalleggeri, andateci in primavera o in autunno. Anche se buona parte del sentiero è ombreggiata, d’estate il caldo rende faticosi i 16 km, e nelle ore centrali la caletta finale offre poca ombra. Partite presto: arrivare alla Buca delle Fate a metà mattina significa avere gli scogli quasi tutti per voi, prima dei bagnanti che salgono dal sentiero corto.
La Buca delle Fate e le tombe dei Tusci
La piccola baia prende il nome dalle tombe etrusche, dette appunto buche come abbiamo visto, che accoglievano i defunti della civiltà dei Tusci. Esiste anche, immancabile, una leggenda: narra di un giovane pescatore che si avventurò in questi luoghi per cercare le sirene, dalle quali fu catturato e imprigionato in una grotta. La sua fidanzata tornò ogni giorno su questi scogli per piangerlo e cercarlo invano; finché un giorno un delfino trasformò una sua lacrima in una perla e la donò alle sirene, in cambio del giovane, che fu finalmente liberato.

Qui le rocce sono caratterizzate dai cosiddetti “tafoni”, cavità di varie dimensioni che si formano nelle rocce granulari come le arenarie. L’acqua salata proveniente dal mare si deposita sulla pietra ed evapora con il calore del sole: i cristalli di sale smuovono i granuli di arenaria, che poi vengono portati via dal vento. Con questo doppio meccanismo, chimico e fisico, le piccole cavità si allargano e si fondono, mentre le parti più resistenti della roccia formano sottili pareti, fino a creare un fantastico reticolo pietrificato che ricopre la superficie degli scogli.
Salendo poi con il sentiero 301 si attraversa proprio la zona delle Buche delle Fate, le tombe ipogee etrusche, facilmente visibili lungo la parte iniziale del sentiero. Continuando la salita si arriva sulla cresta della collina dove, tenendo la destra, ci si immette sul sentiero di crinale n° 300, su comoda strada bianca.
Il monastero di San Quirico
Lungo il crinale si passa davanti a quello che resta della chiesa di San Quirico e, con una breve deviazione sulla destra, eccoci davanti ai ruderi del monastero benedettino di San Quirico. Segnalato già in una serie di documenti datati fra il 1029 e il 1131, il monastero sorgeva non lontano dall’area dove si trovava l’antica città di Populonia, uno dei grandi centri etruschi e cuore della lavorazione del ferro. Da qui poteva dominare il tratto costiero del promontorio e, allo stesso tempo, si collocava lungo l’itinerario terrestre che ancora oggi congiunge Populonia a Piombino. Oggi sono parzialmente visibili l’area triabsidata della chiesa e le murature del chiostro.

Ripresi il sentiero 300, ci si dirige verso Piombino attraversando la zona di Campo alla Sughera e poi scendendo, lungo il lungo e agevole sterrato, verso Cala Moresca. Sono passate circa altre due ore dalla Buca delle Fate quando, all’avvicinarsi del tramonto, ci ricongiungiamo al punto di partenza del trekking.

Fare il bagno alla Buca delle Fate
La Buca delle Fate è una caletta di scogli, senza spiaggia di sabbia e senza alcun servizio. L’acqua è profonda e cristallina, e il fondale degrada rapidamente già a pochi metri dalla riva: è un posto magnifico per nuotare e fare snorkeling, con pareti rocciose e tafoni che continuano anche sott’acqua. Proprio per questo va affrontato con un minimo di accortezza, soprattutto con i bambini e con il mare mosso, perché non c’è un ingresso graduale come in spiaggia.
Visto che non ci sono bar né punti d’appoggio, conviene portare con sé acqua, qualcosa da mangiare, scarpette da scoglio e tutto l’occorrente, e ripartire lasciando la caletta pulita come l’avete trovata. L’ombra è poca: nelle ore centrali delle giornate estive il sole picchia forte sugli scogli, quindi un telo e un cappello fanno la differenza.
Attenzione: con vento di Libeccio o mare mosso la Buca delle Fate diventa insidiosa: le onde battono direttamente sugli scogli e l’uscita dall’acqua può essere difficile. In quelle giornate godetevi lo spettacolo dall’alto ma rinunciate al bagno, soprattutto con i bambini. Le rocce bagnate sono scivolose: le scarpette da scoglio non sono un vezzo, servono davvero.
Populonia e i dintorni: cosa vedere in giornata
La Buca delle Fate si abbina perfettamente al resto del promontorio, e con poche centinaia di metri di dislivello si mettono insieme mare, storia etrusca e panorami. Ecco cosa vedere nei dintorni, tutto nel raggio di pochi chilometri.
- Acropoli e Parco Archeologico di Baratti e Populonia: la città etrusca sul colle, con templi, la necropoli monumentale del Golfo di Baratti e le vie delle cave. È l’unica città etrusca costruita direttamente sul mare.
- Populonia Alta: il piccolo borgo fortificato con la rocca e la torre, affacciato sul golfo. Da lassù il panorama abbraccia tutto l’Arcipelago Toscano.
- Spiaggia del Golfo di Baratti: a differenza della caletta, qui c’è la sabbia (e in parte la ghiaia) con acqua bassa, ideale per le famiglie e per chi vuole una giornata comoda.
- Cala Moresca (Salivoli, Piombino): la caletta da cui parte il trekking, un altro angolo di scogli e macchia sul versante di Piombino, da non confondere con l’omonima Cala Moresca di Golfo Aranci, in Sardegna.
Se avete più di una giornata, la Buca delle Fate è una tappa naturale di un giro più ampio sulla Costa degli Etruschi, tra Populonia, San Vincenzo e i borghi dell’entroterra.
Cosa fare intorno alla Buca delle Fate
- Escursione in barca lungo il promontorio di Piombino e le calette della Costa degli Etruschi.
- Visita guidata al Parco Archeologico di Baratti e Populonia, tra acropoli e necropoli.
- Trekking guidati sulla Via dei Cavalleggeri e snorkeling nelle calette.
Quando andare e dove dormire
Il trekking lungo la Via dei Cavalleggeri dà il meglio in primavera e in autunno: nonostante buona parte del percorso sia all’ombra, d’estate il caldo lo rende faticoso ed è meglio evitarlo nelle ore centrali. Per il solo bagno alla caletta l’estate va benissimo, mettendo in conto sole e poca ombra: le ore migliori sono la prima mattina e il tardo pomeriggio, quando la luce è più bella e gli scogli meno affollati. Il percorso ad anello resta lungo circa 16 km con 600 metri di dislivello: non presenta difficoltà tecniche, ma va affrontato con scarpe adatte, acqua a sufficienza e un minimo di allenamento.
Per la Buca delle Fate non risultano numeri chiusi o prenotazioni obbligatorie; in alta stagione, però, vale sempre la pena controllare eventuali ordinanze del Comune di Piombino.
Dove dormire per visitare la Buca delle Fate: in quale zona
- Baratti e Populonia: la scelta più vicina alla caletta, tra agriturismi e piccole strutture immerse nel verde del promontorio. Ideale per svegliarsi e partire subito verso il sentiero.
- San Vincenzo: più a nord, con lunghe spiagge di sabbia, servizi e ristoranti; comoda come base per tutta la Costa degli Etruschi.
- Piombino: pratica per chi arriva o riparte in traghetto verso l’Elba, con più scelta di alloggi in città.
Info essenziali
- Dove: Golfo di Baratti, sotto Populonia, promontorio di Piombino (provincia di Livorno).
- Come arrivare: solo a piedi (sentiero corto da “Il Reciso”, ~20-25 min; trekking da Cala Moresca, ~16 km) o via mare.
- Quando andare: trekking in primavera e autunno; bagno in estate, meglio la mattina presto.
- Cosa portare: acqua, scarpette da scoglio, cibo, ombra; niente bar né servizi in loco.
- Parcheggio: Baratti a pagamento in stagione (~2,90€ la prima ora); gratuito a “Il Reciso” e Cala Moresca.

Domande frequenti sulla Buca delle Fate
Dove si trova la Buca delle Fate?
Si trova nel Golfo di Baratti, sul promontorio di Piombino (provincia di Livorno, Toscana), sotto l’acropoli etrusca di Populonia, lungo la Costa degli Etruschi.
Come si arriva alla Buca delle Fate?
Solo a piedi o via mare. A piedi ci sono due opzioni: il percorso corto da Baratti, dal piazzale “Il Reciso” (circa 20-25 minuti sul sentiero CAI 301), oppure il trekking lungo della Via dei Cavalleggeri da Cala Moresca (anello di circa 16 km). In alternativa la si raggiunge in barca, kayak o SUP.
Quanto si cammina per arrivarci?
Dal piazzale “Il Reciso” di Baratti bastano circa 20-25 minuti. Dalla Via dei Cavalleggeri, partendo da Cala Moresca, servono circa due ore per l’andata, su un anello complessivo di circa 16 km con 600 metri di dislivello.
Si può fare il bagno alla Buca delle Fate?
Sì. È una caletta di scogli con acqua profonda e limpida, perfetta per nuotare e fare snorkeling. Non ci sono spiaggia di sabbia, bar o servizi, quindi conviene portare acqua, scarpette da scoglio e il necessario. Con mare mosso il bagno è sconsigliato.
Dove si parcheggia per la Buca delle Fate?
Per il sentiero corto si lascia l’auto al piazzale gratuito de “Il Reciso”, lungo la strada per Populonia Alta. Per il trekking lungo si parcheggia gratis a Cala Moresca, a Salivoli. I parcheggi del Golfo di Baratti sono invece a pagamento in stagione (indicativamente da fine marzo a inizio ottobre): verificate le tariffe sul sito dei Parchi della Val di Cornia.
Ci sono bar o servizi alla Buca delle Fate?
No. La caletta è completamente priva di servizi: niente bar, niente noleggio, niente bagni e pochissima ombra. Bisogna portare con sé acqua, cibo e tutto l’occorrente, e riportare via i propri rifiuti.
La Buca delle Fate è adatta ai bambini?
Con il sentiero corto da “Il Reciso” (20-25 minuti) l’accesso è alla portata delle famiglie. Il bagno però va valutato con attenzione: l’acqua è subito profonda e l’ingresso è tra gli scogli, non c’è la spiaggia. Con bambini piccoli meglio scegliere una giornata di mare calmo e portare le scarpette da scoglio.
Perché si chiama Buca delle Fate?
Il nome deriva dalle “buche”, le tombe ipogee etrusche scavate nella roccia lungo il sentiero. Un tempo si credeva che quelle cavità fossero la dimora di esseri soprannaturali benevoli, le fate. Una leggenda locale racconta anche di un pescatore imprigionato dalle sirene e liberato grazie a una lacrima trasformata in perla da un delfino.
Qual è il periodo migliore per andarci?
Per il trekking lungo, primavera e autunno, quando il caldo non rende faticoso il cammino. Per il solo bagno l’estate va bene, mettendo in conto sole forte e poca ombra sugli scogli: meglio la prima mattina o il tardo pomeriggio.
3 risposte
Sarebbe bello potersi accodare ad esperti in azione…
quando sei in zona Toscana, prova a contattarci
Un appunto soltanto, i popoli che abitavano nella zona e che hanno creato le “buche” cioè le tombe erano gli etruschi. Il termine Tusci e Tuscia ha riferimenti molto posteriori, addirittura medioevali. Solo allora diventano simonimi e sovrapponibili. Gli etruschi della zona della via dei Cavalleggeri sono precedenti all’epoca romana.
Sono nata e cresciuta lì. Buon proseguimento