Ci sono città toscane che si lasciano guardare da lontano e città che ti obbligano a salire. Volterra è la seconda. Arroccata su uno sperone a 555 metri, circondata da un vuoto di colline e calanchi che le danno un’aria severa e quasi nordica, è il posto dove gli Etruschi lavoravano l’alabastro tremila anni fa e dove lo si lavora ancora oggi, nelle stesse botteghe, con gli stessi attrezzi. Non è la Toscana cartolina dei cipressi e degli agriturismi: è più ruvida, più antica, più strana. E proprio per questo, una volta che ci sei stato, te la ricordi.
In questa guida trovate cosa vedere a Volterra senza perdere niente di importante: i musei etruschi con l’Ombra della Sera, Piazza dei Priori, il Teatro Romano, le botteghe dell’alabastro, fino alle chicche meno raccontate (l’ex manicomio e il graffito di Nannetti, il legame con Twilight). E poi la parte pratica che gli altri dimenticano: la Volterra Card, l’itinerario in un giorno, dove mangiare la trippa alla volterrana, come arrivare e dove parcheggiare. Volterra è una delle tappe forti della Toscana meno battuta, a un passo da Pisa e dalla Val d’Orcia.
In breve
Volterra si visita comodamente in un giorno, mezza giornata se andate di fretta. Da non perdere: il Museo Etrusco Guarnacci con l’Ombra della Sera, Piazza dei Priori col Palazzo dei Priori, il Duomo, il Teatro Romano, la Porta all’Arco etrusca e le botteghe dell’alabastro. Il biglietto cumulativo (Volterra Card, 23€) copre 7 siti per 72 ore; i singoli costano 10€. Il centro è pedonale e in salita: si gira tutto a piedi. Si arriva in auto (da Pisa circa un’ora) o in bus, perché Volterra non ha la stazione dei treni. Periodo migliore: primavera e inizio autunno; agosto è il mese più affollato.
Indice dell’Articolo
Per cosa è famosa Volterra
Volterra è famosa per tre cose, e tutte e tre convivono nello stesso chilometro quadrato di pietra. La prima sono gli Etruschi: qui c’era Velathri, una delle dodici città-stato della confederazione etrusca, e il Museo Guarnacci conserva una delle collezioni etrusche più importanti al mondo. La seconda è l’alabastro, la pietra traslucida che i volterrani scolpiscono da venticinque secoli e che ancora oggi esce dalle botteghe del centro. La terza è la sua forma: una città medievale intatta, sospesa sul ciglio delle Balze, quei calanchi che da secoli si mangiano lentamente la collina e tutto quello che ci sta sopra.
A questo si aggiunge un lato pop che attira un certo tipo di visitatore: Volterra è la città dei vampiri Volturi nella saga di Twilight, ed è anche il luogo di uno dei più grandi e drammatici manicomi italiani. Due ganci diversissimi che però fanno parte del suo carattere doppio, tra il sublime e l’inquietante. Mettere ordine in tutto questo è esattamente quello che facciamo qui sotto.
Piazza dei Priori e il centro medievale
Il cuore di Volterra è Piazza dei Priori, una delle piazze medievali più belle e meglio conservate della Toscana. Non è grande, ma è circondata da palazzi in pietra che sembrano usciti da un fondale di scenografia, e infatti spesso lo diventano. A dominarla c’è il Palazzo dei Priori, iniziato nel 1239: è considerato il più antico palazzo comunale conservato della Toscana, e si dice abbia fatto da modello a Palazzo Vecchio a Firenze. Si può salire sulla torre e visitare le sale affrescate, tra cui quella del Consiglio con un’Annunciazione trecentesca.
Di fronte si allunga il Palazzo Pretorio, con la sua Torre del Porcellino, chiamata così per la figura di un cinghiale scolpita su una mensola in alto. Da qui parte il reticolo di vicoli stretti che è il bello di Volterra: ci si perde tra archi, botteghe e scorci sulle colline, e ogni tanto si sbuca su un belvedere che taglia il fiato.
Consiglio: presa la piazza come centro, prendetevi mezz’ora per camminare senza meta lungo Via dei Sarti e Via Buonparenti. È il modo migliore per capire Volterra prima di entrare nei musei: le torri-casa medievali, i palazzi rinascimentali e le botteghe d’alabastro si incontrano qui, senza biglietto.
Il Duomo, il Battistero e l’arte sacra
A pochi passi dalla piazza si apre Piazza San Giovanni, con la Cattedrale di Santa Maria Assunta e il Battistero. Il Duomo, in stile romanico e ampliato nel Duecento, ha un interno sorprendentemente ricco: il soffitto a cassettoni cinquecentesco, una Deposizione lignea policroma del XIII secolo tra le più antiche e intense della Toscana, e il pulpito romanico. Davanti, il Battistero a pianta ottagonale con il portale in marmo bianco e verde, lo stesso bicromismo che vedrete in tutta la regione.
Attenzione: l’ingresso a Duomo e Battistero sta passando da gratuito a un biglietto cumulativo dedicato (formula “Anima di Volterra”, intorno agli 8€, con audioguida e altri spazi). Il modello è in transizione e le fonti ufficiali non sono ancora allineate sulle date: verificate sul posto o all’ufficio turistico prima di organizzare la visita. Residenti, clero e disabili restano gratuiti.
Il Museo Etrusco Guarnacci e l’Ombra della Sera
Se a Volterra dovete entrare in un solo museo, è questo. Il Museo Etrusco Guarnacci è uno dei musei pubblici più antichi d’Europa: nacque nel 1761 dalla donazione dell’abate Mario Guarnacci alla città. Dentro c’è una delle più grandi raccolte etrusche esistenti, soprattutto urne cinerarie in alabastro e tufo, centinaia, scolpite con scene di viaggi nell’aldilà, banchetti e demoni.

Il pezzo che tutti vengono a vedere è l’Ombra della Sera: una statuetta votiva in bronzo del III secolo a.C., la figura di un giovane allungata e affusolata fino a sembrare l’ombra che il corpo proietta al tramonto. Il nome glielo diede Gabriele D’Annunzio, ed è diventato il simbolo di Volterra. Cercatela accanto all’Urna degli Sposi, un coperchio in terracotta con due coniugi anziani distesi, i volti così realistici e poco idealizzati da sembrare un ritratto rubato a duemila anni di distanza.
Info pratica: il Guarnacci, come gli altri musei comunali, costa 10€ (ridotto 8€), ma conviene quasi sempre la Volterra Card se prevedete più di due ingressi. Orario standard 10:00-18:30 da marzo a inizio novembre; in inverno orari ridotti e chiusura il martedì. Verificate sempre sul sito ufficiale museidivolterra.com.
La Pinacoteca e Palazzo Viti
La Pinacoteca e Museo Civico, ospitata nel rinascimentale Palazzo Minucci-Solaini, è una di quelle piccole gallerie che valgono più del loro biglietto. Il capolavoro è la Deposizione dalla Croce di Rosso Fiorentino (1521): una tela manierista violenta nei colori e nei movimenti, con quei rossi e quegli azzurri acidi che la rendono modernissima. Da non perdere anche l’Annunciazione di Luca Signorelli e le opere di Ghirlandaio. Nello stesso palazzo, al piano terra, ha sede l’Ecomuseo dell’Alabastro.
Chi ha tempo e curiosità per le dimore storiche può aggiungere Palazzo Viti, una casa-museo privata di fine Cinquecento, ancora arredata e abitata, con dodici sale visitabili tra stucchi, alabastri e collezioni. Fu set del film Vaghe stelle dell’Orsa di Luchino Visconti. Non è nel circuito comunale e ha un biglietto a parte (intorno ai 7€).
Volterra romana ed etrusca: Teatro, Acropoli e Porta all’Arco
Volterra non è solo medievale: sotto e intorno alla città medievale ci sono millenni di storia più antica. Il Teatro Romano di Vallebuona, del I secolo a.C., è uno dei meglio conservati dell’Italia centrale, con le gradinate e le colonne del fronte scena ancora in piedi. La cosa curiosa è che lo si gode benissimo anche da fuori: dal camminamento di Via Lungo le Mura lo si vede tutto dall’alto, gratis, ed è uno degli scorci più fotografati di Volterra.

Sul lato opposto della città, il Parco Archeologico Enrico Fiumi custodisce l’Acropoli etrusca, con i resti dei templi e delle cisterne sul punto più alto del colle: oggi è anche un grande parco verde dove i volterrani vengono a prendere il sole. E poi c’è il monumento etrusco più amato, la Porta all’Arco: una porta del IV-III secolo a.C. con tre teste in pietra, consumate dal tempo, che sporgono dall’arco. Si attraversa ancora, gratuitamente, ed è uno dei pochissimi archi etruschi rimasti in piedi al mondo.
Nel 2015 è stato scoperto per caso anche l’anfiteatro, assente dalle testimonianze scritte. Un ritrovamento dal valore inestimabile che è tutt’oggi oggetto di scavi
Attenzione: guardando la Porta all’Arco, sappiate che nel 1944 i volterrani la salvarono dai tedeschi che volevano farla saltare per bloccare la strada: la murarono in fretta con i sampietrini divelti dalle vie, e l’esplosivo non venne piazzato. Una targa lo ricorda. È il genere di dettaglio che trasforma una pietra in una storia.

La Fortezza Medicea
Sul punto più alto di Volterra domina la Fortezza Medicea, una delle più imponenti della Toscana: la Rocca Antica trecentesca e la Rocca Nuova col grande torrione cilindrico (il Mastio) voluto da Lorenzo il Magnifico dopo che Firenze ebbe ragione della città. Si vede da chilometri di distanza ed è bellissima da fuori. Il punto, però, è che non si visita liberamente: dal primo Ottocento la fortezza è un carcere, ancora oggi in funzione.
L’unica parte visitabile è il Maschio, e solo con visite guidate organizzate su prenotazione, con controlli di sicurezza e in date limitate. Vale la pena saperlo prima, per non arrivare al cancello aspettandosi di entrare. Dentro, da decenni, funziona anche “Cene Galeotte”, un progetto in cui i detenuti cucinano per il pubblico: una delle esperienze più particolari della Toscana, su prenotazione e con liste d’attesa lunghe.
L’alabastro: l’anima artigiana di Volterra
L’alabastro a Volterra non è un souvenir, è un mestiere vivo. Lo lavoravano gli Etruschi per le urne, lo lavorano oggi gli artigiani nelle botteghe del centro, con tecniche rimaste quasi identiche. È una pietra di gesso, morbida e traslucida, che lasciata sottile lascia passare la luce: per questo le lampade e gli oggetti in alabastro sembrano accendersi da dentro. Le botteghe si concentrano lungo Via Porta all’Arco e Via Matteotti, e in molte potete vedere l’artigiano al tornio mentre lavora.
Per capire da dove viene tutto questo c’è l’Ecomuseo dell’Alabastro, ospitato in una torre-casa medievale: racconta la storia della lavorazione dagli Etruschi a oggi, gli aspetti tecnici e quelli sociali del lavoro in cava e in bottega. È incluso nella Volterra Card.
Consiglio: entrate in una bottega anche solo per guardare. Gli artigiani veri sono abituati ai curiosi e spesso spiegano volentieri la differenza tra l’alabastro vero, freddo e pesante, e le imitazioni in resina che si trovano nei negozi turistici. Se comprate qualcosa, chiedete da quale cava viene la pietra: è la prova che è autentica.
Volterra, Twilight e il suo lato oscuro
C’è chi a Volterra ci arriva per i vampiri. Nei romanzi di Stephenie Meyer, in particolare in New Moon, Volterra è la città-roccaforte dei Volturi, l’antica e potente famiglia di vampiri che regola il mondo della saga di Twilight. La scelta non è casuale: una città etrusca, antichissima e arroccata, è il posto perfetto per immaginare creature immortali nascoste tra i vivi.
Attenzione: le scene “di Volterra” del film New Moon non furono girate qui, ma a Montepulciano, in Val d’Orcia. La famosa scena della piazza con la fontana è Piazza Grande di Montepulciano, non Piazza dei Priori. Volterra è l’ambientazione dei libri; il set del film è altrove. Diciamolo chiaro, così i fan non restano delusi cercando angoli che nel film non compaiono.
Il lato oscuro vero, però, è un altro. Per gran parte del Novecento Volterra ospitò uno dei manicomi più grandi d’Italia, un complesso di padiglioni che arrivò a contenere migliaia di internati, chiuso dopo la legge Basaglia del 1978 e oggi in gran parte abbandonato. È diventato un luogo simbolo dell’archeologia manicomiale. Lì dentro, sul muro del cortile del Padiglione Ferri, l’internato Oreste Fernando Nannetti, che si firmava NOF4, incise per anni con la fibbia del panciotto un “libro di pietra” lungo quasi 180 metri: visioni cosmiche, astronavi, imperi immaginari. Oggi è considerato un capolavoro dell’Art Brut.
Info pratica: i padiglioni del vecchio manicomio non sono ad accesso libero e si visitano solo con visite guidate organizzate da associazioni del territorio. Sei porzioni originali del graffito di Nannetti, staccate dal muro nel 2019 per salvarle dal degrado, sono esposte in una mostra al Centro Espositivo Santa Maria Maddalena. La mostra è a tempo (programmata fino a fine settembre 2026): verificate che sia ancora aperta prima di andare.
Volterra Card e biglietti: come organizzarsi
La cosa più utile da sapere prima di partire è come funzionano i biglietti, perché qui si risparmia davvero. I musei comunali (Guarnacci, Pinacoteca, Ecomuseo dell’Alabastro, Palazzo dei Priori) e i siti archeologici (Teatro Romano, Acropoli) hanno tutti lo stesso prezzo singolo, 10€. La Volterra Card li mette insieme: un unico biglietto, 23€, valido 72 ore per 7 siti. Se contate di vedere il Guarnacci più altri due o tre luoghi, la card si ripaga subito.
| Biglietto | Intero | Ridotto | Note |
|---|---|---|---|
| Volterra Card (72h, 7 siti) | 23€ | 18€ | Famiglia 32€; comprabile online o alle biglietterie |
| Singolo museo o sito | 10€ | 8€ | Gruppi 6€ |
| Palazzo Viti (privato) | 7€ | 5€ | Non incluso nella Card |
| Duomo + Battistero | ~8€ | ~7€ | Formula “Anima di Volterra”, in transizione |
| Porta all’Arco, mura, vicoli | Gratis | — | Sempre accessibili |
I 7 siti della Volterra Card sono: Museo Etrusco Guarnacci, Pinacoteca e Museo Civico, Ecomuseo dell’Alabastro, Palazzo dei Priori, Museo Diocesano d’Arte Sacra, Teatro Romano e Acropoli Etrusca. Prezzi e orari aggiornati sono sul sito ufficiale del sistema museale, museidivolterra.com: diffidate dei portali che riportano ancora la card a 15€, sono dati vecchi.
Volterra in un giorno (o in mezza giornata)
Volterra è perfetta per una gita di un giorno. Il centro è raccolto e si gira tutto a piedi, anche se in salita: con una giornata piena vedete i musei principali con calma; con mezza giornata vi concentrate sul nucleo storico. Ecco come dividerla.
| Momento | Cosa vedete |
|---|---|
| Mattina | Porta all’Arco, salita lungo Via Matteotti tra le botteghe d’alabastro, Piazza dei Priori e Palazzo dei Priori, Duomo e Battistero |
| Mezzogiorno | Museo Etrusco Guarnacci (l’Ombra della Sera), poi pranzo con un piatto tipico volterrano |
| Pomeriggio | Pinacoteca (Rosso Fiorentino), Teatro Romano visto dall’alto, Acropoli e Parco Fiumi, esterno della Fortezza Medicea |
| Tramonto | Le Balze, con la luce calda sui calanchi e sulla Badia abbandonata |
Consiglio: avete solo poche ore? Fate Porta all’Arco, Piazza dei Priori, il Duomo, il Guarnacci e affacciatevi sul Teatro Romano dal camminamento delle mura. È il minimo sindacale per dire di aver visto Volterra, e si fa in due ore abbondanti.
Cosa vedere nei dintorni di Volterra
Volterra è una base perfetta per esplorare un pezzo di Toscana fuori dalle rotte più affollate. Subito sotto la città ci sono le Balze: enormi pareti di erosione, calanchi biancastri che nei secoli hanno inghiottito necropoli etrusche e chiese. Il punto panoramico più scenografico è quello della Badia Camaldolese, l’abbazia medievale abbandonata dai monaci nel 1866 quando l’erosione le arrivò troppo vicino: oggi sta sospesa sul ciglio del baratro, ed è una delle immagini più potenti di Volterra.
A valle, le Saline di Volterra raccontano un’altra storia: qui si estrae salgemma dai tempi degli Etruschi, e la Salina Locatelli si può visitare su prenotazione, con la spettacolare “cascata dell’angelo” di sale e il Museo del Sale. Più lontano, ma facilmente raggiungibili in auto, ci sono le torri di San Gimignano (a una mezz’ora), Montepulciano e l’intera provincia di Siena con la Val d’Orcia. Volterra e San Gimignano insieme fanno una giornata classica dell’entroterra toscano.
Cosa fare a Volterra e dintorni
- Tour guidato del centro storico ed etrusco con ingresso ai musei.
- Laboratorio di lavorazione dell’alabastro in una bottega artigiana.
- Degustazione di vini e tartufo delle colline volterrane.
- Escursione combinata Volterra + San Gimignano in giornata da Firenze o Siena.
Dove mangiare a Volterra
La cucina volterrana è quella toscana di terra, robusta e senza fronzoli: selvaggina, legumi, pane raffermo trasformato in zuppe. Il piatto simbolo è la trippa alla volterrana, cotta lentamente in salsa di pomodoro. Poi i pici fatti a mano, serviti al cinghiale o all’aglione, la zuppa alla volterrana (cugina della ribollita), il cinghiale in dolceforte con cioccolato e pinoli, e il tartufo: Volterra è “Città del Tartufo” e lo usa in paste e risotti. Per chiudere, i dolci speziati medievali come il panforte e gli ossi di morto con il Vin Santo.
Dove mangiare nel centro
- Enoteca Del Duca: cucina toscana creativa in un palazzo cinquecentesco, segnalata dalla Guida Michelin, con una cantina scavata nella roccia e tartufo di Volterra.
- Nuova Osteria de’ Fornelli: piccola osteria toscana a due passi da Piazza dei Priori, indicata in particolare per la trippa alla volterrana.
- Osteria La Pace: gestione familiare, pici al cinghiale e porzioni abbondanti, ottimo rapporto qualità-prezzo.
- Osteria dei Poeti: cucina del territorio, cinghiale alla volterrana e risotti al pecorino e tartufo.
- La Carabaccia: trattoria nel centro, cucina toscana classica.
Info pratica: a Volterra molti locali chiudono uno o due giorni a settimana e alcuni hanno chiusure stagionali. Conviene chiamare o controllare i canali ufficiali del ristorante prima di salire, soprattutto fuori dall’alta stagione.
Dove dormire a Volterra
La scelta di fondo è una: dormire dentro le mura, nel centro storico, per vivere la città la sera quando i pullman se ne sono andati e Volterra torna silenziosa e bellissima; oppure fuori, in un agriturismo tra gli oliveti, per chi vuole la campagna e si sposta in auto. Il centro è pedonale: chi alloggia dentro le mura deve organizzarsi con i parcheggi e i permessi della struttura.
Dove dormire: zone e indirizzi
- Dentro le mura, fascia charme: Hotel San Lino, 4 stelle in un ex convento del 1480 con piscina; Hotel La Locanda, boutique hotel in un altro ex convento vicino al Teatro Romano.
- Dentro le mura, fascia media: Hotel Etruria, palazzo del Settecento con roof garden panoramico; Hotel Nazionale, storico (dal 1890) a cinquanta metri da Piazza dei Priori.
- Economico / B&B in centro: Affittacamere Renzi, in un palazzo antico vicino alla porta d’ingresso della città.
- In campagna: Agriturismo Casallario, a un paio di chilometri dal centro tra gli oliveti, con olio biologico di produzione propria.
Come arrivare e dove parcheggiare
Mettiamo subito in chiaro la cosa più importante: Volterra non ha la stazione dei treni. La vecchia ferrovia per Saline di Volterra è stata dismessa nel 1958, quindi in treno si arriva al massimo a Saline (o a Pontedera/Cecina) e poi si prosegue in bus per gli ultimi chilometri in salita. In pratica l’ultimo tratto è sempre su gomma.
- In auto: da Pisa circa un’ora (superstrada Fi-Pi-Li, uscita Pontedera, poi SR439); da Firenze circa un’ora e mezza; da Siena circa un’ora, passando da Colle Val d’Elsa.
- In bus: collegamenti di Autolinee Toscane da Pontedera, Colle Val d’Elsa e Saline di Volterra. Le sigle delle linee cambiano spesso: controllate gli orari aggiornati su volterratur.it o sul sito del trasporto regionale.
Il centro storico è quasi tutto zona a traffico limitato: l’auto si lascia nei parcheggi lungo le mura. Il più comodo e gratuito è quello di Docciola, a una decina di minuti a piedi dal centro (in salita al ritorno). Gli altri parcheggi sotto le porte sono a pagamento, con tariffe orarie contenute. Le numerazioni dei parcheggi cambiano spesso: meglio affidarsi alla segnaletica e alla mappa aggiornata sul sito ufficiale del turismo.
Consiglio: arrivate presto la mattina. Volterra si riempie verso metà giornata con i tour in giornata da Firenze e Siena, e i parcheggi sotto le porte si saturano. Prima delle 10 trovate posto facilmente e vi godete i vicoli ancora vuoti.
Quando andare: eventi e stagioni
Volterra si visita tutto l’anno, ma i periodi migliori sono la primavera e l’inizio autunno, quando la luce è bella, le colline sono verdi o dorate e non c’è la calca. L’estate è il momento più affollato (agosto è il picco), ma anche quello più vivo per gli eventi. L’inverno ha il suo fascino malinconico e prezzi più bassi, ma con orari dei musei ridotti.
- Volterra AD 1398: la grande rievocazione storica che riporta la città al Medioevo, con cortei, mestieri antichi e la moneta del tempo. Si tiene in due domeniche di agosto (nel 2026 il 9 e il 16 agosto, date da confermare sul sito ufficiale).
- Volterragusto: la rassegna enogastronomica d’autunno dedicata al tartufo bianco, ai formaggi e ai vini del territorio, tra fine ottobre e inizio novembre.
Info essenziali
- Come arrivare: in auto (da Pisa circa 1 ora) o in bus; non c’è stazione ferroviaria.
- Quando andare: primavera e inizio autunno; agosto vivo ma affollato.
- Durata consigliata: un giorno per la città, due con i dintorni.
- Biglietti: Volterra Card 23€ (72h, 7 siti); singoli 10€.
- Come muoversi: tutto a piedi, centro pedonale e in salita.
Domande frequenti su cosa vedere a Volterra
Per cosa è famosa Volterra?
Volterra è famosa per la sua storia etrusca (il Museo Guarnacci con l’Ombra della Sera), per la lavorazione dell’alabastro che continua da venticinque secoli e per il centro medievale sospeso sulle Balze. È nota anche come città dei vampiri Volturi nella saga di Twilight.
Cosa vedere a Volterra in un giorno?
In un giorno si vedono comodamente la Porta all’Arco, Piazza dei Priori col Palazzo dei Priori, il Duomo, il Museo Etrusco Guarnacci, la Pinacoteca con il Rosso Fiorentino, il Teatro Romano e l’Acropoli, chiudendo al tramonto sulle Balze. Il centro si gira tutto a piedi.
Quanto tempo ci vuole per visitare Volterra?
Per il centro e i musei principali basta una giornata; mezza giornata se vi concentrate sul nucleo storico saltando alcuni musei. Per aggiungere i dintorni (Balze, Saline, San Gimignano) servono due giorni.
Cosa vedere a Volterra in poche ore?
Con due-tre ore concentratevi su Porta all’Arco, Piazza dei Priori, il Duomo, il Museo Guarnacci e l’affaccio sul Teatro Romano dal camminamento delle mura. Sono le tappe simbolo, tutte vicine tra loro.
Volterra è la città di Twilight?
Sì, nei romanzi di Stephenie Meyer Volterra è la città del clan dei Volturi. Le scene del film New Moon, però, non furono girate a Volterra ma a Montepulciano, in Val d’Orcia: Volterra è l’ambientazione narrativa, non il set cinematografico.
Quanto costa la Volterra Card?
La Volterra Card costa 23€ (ridotto 18€, famiglia 32€), è valida 72 ore e dà accesso a 7 siti, tra cui il Museo Guarnacci, la Pinacoteca, l’Ecomuseo dell’Alabastro, il Teatro Romano e l’Acropoli. Il biglietto singolo di ogni museo costa 10€.
Come si arriva a Volterra?
Volterra non ha stazione ferroviaria: si arriva in auto (da Pisa circa un’ora, da Firenze circa un’ora e mezza) o in bus da Pontedera, Colle Val d’Elsa o Saline di Volterra. Il centro è zona a traffico limitato: si parcheggia lungo le mura, con il parcheggio gratuito di Docciola tra i più comodi.
Cosa vedere nei dintorni di Volterra?
Nei dintorni di Volterra ci sono le Balze con la Badia Camaldolese, le Saline di Volterra con il Museo del Sale, e a breve distanza in auto San Gimignano, Montepulciano e la Val d’Orcia. Volterra e San Gimignano insieme fanno una classica giornata nell’entroterra toscano.
Cosa si mangia a Volterra?
I piatti tipici di Volterra sono la trippa alla volterrana, i pici al cinghiale o all’aglione, la zuppa alla volterrana e il cinghiale in dolceforte. Volterra è Città del Tartufo, quindi il tartufo è protagonista in paste e risotti, accompagnato dai pecorini delle colline.