Cosa vedere in Toscana: 20 luoghi da non perdere

La Toscana non si vede. Si attraversa. È uno di quei posti dove il viaggio non è la fila per entrare in un museo, ma la strada di cresta tra due colline, con i cipressi messi in fila come se qualcuno li avesse pettinati. Ci ho messo anni a capirlo, e l’ho capito a forza di sbagliare itinerari: parti convinto di “fare Firenze in un giorno” e finisci a perderti tra i borghi del Chianti, perché è lì che la regione ti acchiappa davvero.

Allora mettiamola così. In questa guida non vi do l’ennesima lista dei venti monumenti da spuntare, vi do la Toscana per zone: come è fatta, cosa vale in ognuna, quando andarci e quanti giorni servono. Le città d’arte ci sono tutte, ovvio, da Firenze a Siena a Lucca. Ma il bello è quello che c’è in mezzo: la Val d’Orcia da cartolina, i borghi del tufo della Maremma, le terme libere e gratuite, le isole dell’Arcipelago Toscano. Tutto quello che vi serve per costruire il vostro viaggio è qui sotto.

In breve

La Toscana si divide in 8 grandi zone: Firenze e dintorni, Siena con il Chianti e le Crete, la Val d’Orcia, San Gimignano e la Val d’Elsa, Lucca con la Versilia e la Garfagnana, Pisa e la Costa degli Etruschi, la Maremma con i borghi del tufo, Arezzo con il Casentino, più le isole dell’Arcipelago. Per un primo viaggio servono almeno 5-7 giorni e l’auto è quasi indispensabile (gli aeroporti sono Firenze e Pisa). Periodo migliore: maggio-giugno e settembre per le città e le colline, luglio-agosto per il mare e le isole. Da non perdere: la cupola di Firenze, Piazza del Campo a Siena, le torri di San Gimignano, la Cappella della Vitaleta in Val d’Orcia, Pitigliano e le Cascate del Mulino a Saturnia.

La Toscana in un colpo d’occhio: zone, periodi e giorni

Prima di entrare nel dettaglio, ecco la mappa mentale della regione. La Toscana è grande e cambia faccia ogni cinquanta chilometri: a nord le Alpi Apuane e il marmo, al centro le colline d’arte tra Firenze e Siena, a sud la Maremma selvatica, e davanti alla costa le isole. Questa tabella è il modo più veloce per capire dove andare in base a quanti giorni avete e a cosa cercate.

cosa vedere in Toscana
Cosa vedere in Toscana: 20 luoghi da non perdere 18
ZonaCosa vediQuando andareGiorni
Firenze e dintorniCupola, Uffizi, David, Fiesole, VinciTutto l’anno (evita agosto)2-3
Siena, Chianti e Crete SenesiPiazza del Campo, vino, strade panoramicheMag-giu, set-ott (vendemmia)2-3
Val d’OrciaPienza, Montalcino, Montepulciano, cipressiApr-giu (colline verdi), set1-2
San Gimignano e Val d’ElsaTorri medievali, Volterra, MonteriggioniPrimavera e autunno1
Lucca, Versilia e GarfagnanaMura, mare, Apuane, Grotta del VentoEstate (mare), primavera (monti)2-3
Pisa e Costa degli EtruschiTorre, Bolgheri, spiagge, PopuloniaMag-set1-2
Maremma e borghi del tufoPitigliano, Saturnia, ArgentarioTutto l’anno (terme anche d’inverno)2-3
Arezzo, Casentino e ValtiberinaPiero della Francesca, abbazie, forestePrimavera e autunno1-2
Isole dell’ArcipelagoElba, Giglio, CapraiaGiugno-settembre2-4

Firenze e i suoi dintorni

Diciamolo subito: a Firenze non si “vede”, si torna. Una volta non basta, e chi vi dice di farla in un giorno vi sta vendendo una corsa, non un viaggio. Il cuore è la cattedrale di Santa Maria del Fiore con la cupola del Brunelleschi, l’opera che ancora oggi ti fa alzare il naso e chiederti come abbiano fatto nel Quattrocento. Accanto, il Battistero con la Porta del Paradiso e il campanile di Giotto.

firenze panorama duomo
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Poi gli Uffizi, che non sono un museo ma il museo: la Primavera e la Nascita di Venere di Botticelli stanno lì. La Galleria dell’Accademia custodisce il David di Michelangelo, quello vero (in Piazza della Signoria c’è la copia). E se volete capire Firenze da fuori, salite a Piazzale Michelangelo al tramonto: la città si accende e capite perché ci hanno girato mezzo Rinascimento. Da non perdere anche Santa Croce, dove sono sepolti Michelangelo, Galileo e Machiavelli, e Santa Maria Novella.

Info pratica: gli Uffizi costano 25€ (29€ con prenotazione anticipata), la Galleria dell’Accademia 20€ più 4€ di prenotazione (prezzi aggiornati a inizio 2026, verificate sui siti ufficiali uffizi.it e galleriaaccademiafirenze.it). Per i musei più richiesti la prenotazione oraria non è un optional: senza, in alta stagione, rischiate ore di coda.

Attenzione: il centro di Firenze è zona a traffico limitato (ZTL) con telecamere che leggono le targhe. Se entrate in auto senza permesso, la multa arriva a casa. Lasciate la macchina in un parcheggio fuori dalle mura e muovetevi a piedi: il centro si gira benissimo camminando.

Nei dintorni vale la pena Fiesole, sulla collina sopra la città, con il teatro romano e la vista su Firenze; Vinci, il paese di Leonardo, con il museo dedicato al genio; e per i più curiosi il Castello di Sammezzano, un delirio moresco di archi colorati a Leccio (visitabile solo in occasioni speciali, verificate le aperture).

Siena, il Chianti e le Crete Senesi

Siena è la rivale storica di Firenze, e si sente. È medievale dove Firenze è rinascimentale, è rossa di mattoni dove Firenze è di pietra. Il centro ruota attorno a Piazza del Campo, la conchiglia inclinata dove a luglio e agosto si corre il Palio, con la Torre del Mangia che la domina. Poco distante il Duomo a strisce bianche e nere, uno dei più belli d’Italia, con il pavimento istoriato e la Libreria Piccolomini.

Palio di Siena
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Ma intorno a Siena c’è il Chianti, ed è qui che la Toscana diventa quella delle foto. La strada da percorrere è la Chiantigiana, la SR222 che collega Firenze a Siena passando per Greve in Chianti, Panzano, Castellina e Radda: settanta chilometri di vigne, cantine e borghi dove fermarsi a degustare. A nord, sulla via per Firenze, c’è anche San Donato in Poggio, uno dei borghi murati meglio conservati.

Pieve di San Donato in Poggio
Pieve doi San Donato in Poggio- Foto Roberta Capanni

A sud-est di Siena si aprono le Crete Senesi, un paesaggio quasi lunare di colline d’argilla, calanchi e poderi isolati. E nascosta tra i boschi c’è l’Abbazia di San Galgano, una chiesa gotica senza tetto, aperta al cielo, con accanto l’Eremo di Montesiepi che custodisce una vera spada nella roccia: quella che, secondo la leggenda, il cavaliere Galgano conficcò nella pietra rinunciando alla guerra.

Consiglio: l’ingresso all’Abbazia di San Galgano costa 6€ (l’Eremo di Montesiepi con la spada è gratuito). Andateci a fine giornata, quando i pullman se ne sono andati: la luce che entra dalle finestre senza vetri sull’erba dove dovrebbe esserci il pavimento è una di quelle cose che non si dimenticano.

La Val d’Orcia: la Toscana da cartolina

Se avete in mente “la” Toscana, quella dei poster e degli screensaver, è la Val d’Orcia. Colline ondulate, cipressi solitari, casali in cima ai poggi: è talmente perfetta che l’UNESCO l’ha dichiarata Patrimonio dell’Umanità nel 2004, un caso raro di paesaggio creato dall’uomo e protetto come un’opera d’arte.

Cappella Vitaleta san Quirico d'Orcia
Cappella Vitaleta San Quirico d’Orcia

Il borgo simbolo è Pienza, la “città ideale” voluta da papa Pio II nel Quattrocento, piccola e perfetta, famosa anche per il pecorino. Poco lontano Montalcino, patria del Brunello, uno dei grandi rossi del mondo, e Montepulciano, arroccata e teatrale, dove si fa il Vino Nobile. Da non perdere San Quirico d’Orcia e, soprattutto, la Cappella della Madonna di Vitaleta, la chiesetta isolata tra due filari di cipressi che avete visto mille volte senza sapere come si chiamava.

Abbazia di SantAntimo makalu da Pixabay
Abbazia di Sant’Antimo – makalu da Pixabay

Nel cuore della valle c’è Bagno Vignoni, unico in Italia: al posto della piazza ha una grande vasca termale rinascimentale, fumante. Non ci si fa il bagno (è un monumento), ma è uno spettacolo da vedere. Per immergervi gratis nelle terme libere dovete spostarvi poco più a sud, verso l’Amiata.

Attenzione: il famoso “Fosso Bianco” con le cascate calcaree dove ci si bagna gratis NON è a Bagno Vignoni, ma a Bagni San Filippo, una quindicina di chilometri più a sud (oggi con un piccolo contributo per la gestione). A Bagno Vignoni la vasca centrale è solo da ammirare e al Parco dei Mulini la balneazione è vietata: è un errore comune, non fatevi fregare dalle didascalie sbagliate.

San Gimignano, Volterra e la Val d’Elsa

Tra Firenze e Siena, in collina, c’è il triangolo dei borghi medievali più scenografici della regione. San Gimignano è la “Manhattan del Medioevo”: un tempo aveva 72 torri, oggi ne restano una quindicina, ma bastano a darle quella skyline che non somiglia a nessun altro posto. Salite sulla Torre Grossa per la vista e provate il gelato della piazza, più volte campione del mondo (sì, esiste un campionato).

San Gimignano web
San Gimignano – Foto di Roberta Capanni

Volterra è più severa e affascinante: città etrusca arroccata su uno sperone, con il teatro romano, le Balze (calanchi che franano) e la lavorazione dell’alabastro. Gli appassionati la riconoscono come la città dei vampiri della saga di Twilight, ma la sua storia vera, etrusca e medievale, vale molto di più. A chiudere il giro c’è Monteriggioni, il borgo-fortezza con la cinta muraria intatta e le torri citate da Dante, e Certaldo Alto, il paese di Boccaccio.

Lucca, la Versilia e la Garfagnana

Lucca è la mia preferita tra le città toscane, e lo dico senza vergogna. È racchiusa dentro mura rinascimentali perfettamente conservate, talmente larghe che ci hanno fatto sopra una passeggiata alberata: il modo più bello di vederla è noleggiare una bici e farne il giro. Dentro, Piazza dell’Anfiteatro (costruita sull’ovale dell’antica arena romana), la torre Guinigi con gli alberi in cima e la casa di Giacomo Puccini.

Lucca Piazza dellAnfiteatro foto Saverio Giusti da Pixabay
Lucca Piazza dell’Anfiteatro – foto Saverio Giusti da Pixabay

Dalla città scendete al mare e siete in Versilia: Forte dei Marmi con i suoi stabilimenti chic, Viareggio con il liberty e il Carnevale, le spiagge lunghe e attrezzate. Alle spalle, le Alpi Apuane con le cave di marmo di Carrara, quelle da cui Michelangelo cavava i suoi blocchi. E ancora più dentro la Garfagnana, valle verde e poco turistica, con borghi come Barga e Castelnuovo, e la Grotta del Vento, una delle grotte più spettacolari d’Italia.

Info pratica: la Grotta del Vento in Garfagnana si visita solo con tour guidati, su tre percorsi: 1 ora (10€), 2 ore (18€) o 3 ore completo (25€). Gli orari delle partenze cambiano con la stagione, controllate su grottadelvento.com. È un’ottima alternativa per una giornata di pioggia o di caldo.

Pisa e la Costa degli Etruschi

Su Pisa si fa l’errore classico: arrivare, fotografare la torre mentre fingete di reggerla, ripartire. Peccato, perché Piazza dei Miracoli è uno degli insiemi architettonici più armoniosi al mondo, con il Duomo, il Battistero e il Camposanto monumentale, tutti sul prato verde. La Torre pendente, sì, è quella: ci si può salire, ma su prenotazione.

Pisa foto di Rudi Maes da pixabay
Pisa – foto di Rudi Maes da pixabay

Info pratica: salire sulla Torre di Pisa costa 20€ e si prenota online a fascia oraria su opapisa.it (vietato sotto gli 8 anni). Gli altri monumenti della piazza hanno un cumulativo da 11€ per tutti e quattro; la Cattedrale è gratuita ma serve comunque ritirare il tagliando d’ingresso.

A pochi chilometri c’è Livorno, città di mare schietta, con i canali della Venezia Nuova, il mercato e la terrazza Mascagni a scacchi bianchi e neri sul mare. Da lì scende la Costa degli Etruschi: Castiglioncello, Bolgheri con il viale dei cipressi cantato da Carducci e i grandi vini (il Sassicaia nasce qui), San Vincenzo, e Populonia con la sua necropoli etrusca affacciata sul golfo di Baratti.

Livorno tramonto dalla terrazza mascagni foto di Janna Kopulos da pixabay
Livorno tramonto dalla terrazza mascagni – foto di Janna Kopulos da pixabay

La Maremma e i borghi del tufo

La Maremma è la Toscana che non ti aspetti: selvaggia, larga, fatta di butteri (i cowboy locali), pinete, spiagge ampie e colline coltivate. È il sud profondo della regione, e qui il turismo si dirada. Sull’estremità c’è il Monte Argentario, promontorio con i due porti eleganti di Porto Santo Stefano e Porto Ercole, collegato alla terraferma da sottili lingue di sabbia.

monte argentario Motta Maurizio da Piuxabay
monte-argentario- foto Motta Maurizio da Pixabay

Ma il vero tesoro sono i borghi del tufo, scavati nella roccia vulcanica. Pitigliano è il più spettacolare: sembra spuntare dalla rupe, e si è meritato il nome di “Piccola Gerusalemme” per la storica comunità ebraica che vi abitava, con il ghetto, la sinagoga e il forno delle azzime scavati nel tufo. Accanto, Sovana con la sua cattedrale e la necropoli etrusca, e Sorano, l’altra città-rupe.

sovana Foto di Rudi Maes
sovana-Foto di Rudi Maes
Pitigliano Foto di Felix Wolf
Pitigliano Foto di Felix Wolf

E poi c’è Saturnia, che da sola vale il viaggio. Lo stabilimento termale è di lusso, ma a poca distanza ci sono le Cascate del Mulino: vasche naturali di acqua sulfurea a 37 gradi, in cui ci si immerge gratis, all’aperto, anche d’inverno sotto la nebbia. È una delle esperienze più toscane che esistano.

Terme di saturnia Foto di Roberta Capanni ore 7 del mattino
Terme di Satrunia – Foto di Roberta Capanni scatata alle 7 del mattino

Consiglio: alle Cascate del Mulino di Saturnia andate all’alba o di sera. Di giorno, in alta stagione, sono prese d’assalto. L’ingresso alle vasche resta gratuito, ma il parcheggio è regolamentato e a pagamento e ci sono ordinanze stagionali: verificate prima sul sito del Comune di Manciano per evitare brutte sorprese.

Arezzo, il Casentino e la Valtiberina

La Toscana orientale è quella che quasi nessuno presidia, e ha torto marcio. Arezzo è una città elegante e colta: la Piazza Grande inclinata dove si corre la Giostra del Saracino, la chiesa di San Francesco con la Leggenda della Vera Croce di Piero della Francesca, uno dei vertici della pittura di tutti i tempi. Chi ama il cinema riconoscerà le scene di “La vita è bella” di Benigni, girato qui.

Arezzo Foto di El en a foto da pixabay
Arezzo -Foto di El_en_a foto da pixabay

Da Arezzo si sale verso la Valtiberina, sulle tracce di Piero della Francesca: Sansepolcro, la sua città natale, con la Resurrezione, e Monterchi, che custodisce la Madonna del Parto. Verso nord si apre il Casentino, valle di foreste e spiritualità, con il Santuario della Verna (dove San Francesco ricevette le stimmate) e l’eremo di Camaldoli, immersi nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Più a sud, sul confine umbro, c’è anche Cortona, arroccata e bellissima, resa celebre da “Sotto il sole della Toscana”.

Le isole dell’Arcipelago Toscano

Davanti alla costa, sette isole formano il più grande parco marino d’Europa. La regina è l’Isola d’Elba, la terza isola italiana, quella dell’esilio di Napoleone: spiagge per tutti i gusti, borghi di mare come Portoferraio e Porto Azzurro, e il Monte Capanne da cui si vede mezzo Tirreno. Si raggiunge in traghetto da Piombino a Portoferraio in circa un’ora.

Isola del Giglio 1
Isola dle Giglio

Più piccola e selvaggia, l’Isola del Giglio, con il borgo del Castello in cima e acque trasparenti. E poi Capraia, la più lontana e autentica, di origine vulcanica, paradiso del trekking e del silenzio. Le isole minori (Pianosa, Montecristo, Gorgona, Giannutri) si visitano solo con accessi regolamentati: sono il lato più protetto e affascinante dell’arcipelago.

I borghi più belli della Toscana

Se la vostra Toscana è fatta di borghi, qui c’è di che riempire un viaggio intero. Oltre ai già citati San Gimignano, Pienza, Pitigliano, Monteriggioni e Cortona, mettete in lista questi:

  • Montepulciano: la regina della Val d’Orcia, tutta in salita, tra cantine e palazzi rinascimentali.
  • Anghiari: borgo murato in Valtiberina, teatro della celebre battaglia dipinta da Leonardo.
  • Sorano e Sovana: le sorelle di Pitigliano nella terra del tufo.
  • Barga: in Garfagnana, con il Duomo panoramico e l’atmosfera ovattata.
  • Castiglione di Garfagnana e Castelnuovo: cuore della valle verde.
  • Collodi: il paese di Pinocchio, con il parco e la Villa Garzoni.
  • Suvereto e Bolgheri: borghi della costa tra mare e vino.

In Toscana il borgo non è una tappa: è il motivo del viaggio. Le città le visiti, ma sono i paesi sui poggi che ti restano addosso.

Le terme della Toscana

La Toscana è terra di acque termali fin dagli etruschi e dai romani, e una buona fetta è libera e gratuita. Ecco le più importanti, da quelle selvagge a quelle storiche.

TermeDoveTipo
Cascate del MulinoSaturnia (Maremma)Libere e gratuite, all’aperto
Fosso BiancoBagni San Filippo (Val d’Orcia)Libere, piccolo contributo
Bagno GrandeSan Casciano dei BagniVasconi liberi e gratuiti
Bagno VignoniVal d’OrciaVasca monumentale (no balneazione)
Montecatini TermeValdinievoleStabilimenti storici liberty

Da segnalare San Casciano dei Bagni, diventato celebre nel 2022 per la scoperta dei bronzi etrusco-romani del Bagno Grande, il più grande deposito mai trovato in Italia: oltre che farsi un bagno caldo gratis, qui assistete alla storia che riemerge dall’acqua.

Info pratica: a San Casciano dei Bagni la vasca libera e gratuita è quella del Bagno Grande (acqua intorno ai 40 gradi, accesso senza prenotazione). Le terme libere si frequentano tutto l’anno: anzi, col freddo sono ancora più belle. Portate ciabatte antiscivolo e un accappatoio, intorno spesso non ci sono servizi.

Cosa fare in Toscana: le esperienze

La Toscana non è solo monumenti da guardare. Buona parte del suo fascino sta in quello che ci fai dentro. Ecco le esperienze che, secondo noi, raccontano la regione meglio di qualsiasi museo:

  • Degustare il vino in cantina nel Chianti, a Montalcino (Brunello) o a Bolgheri (Sassicaia), spesso direttamente dal produttore.
  • Cacciare il tartufo nelle colline di San Miniato, capitale del tartufo bianco, con tanto di fiera a novembre.
  • Immergersi nelle terme libere di Saturnia o San Casciano dei Bagni, gratis e all’aperto.
  • Pedalare sulle mura di Lucca o tra i vigneti del Chianti.
  • Fare trekking sulle Alpi Apuane, nel Casentino o sul Monte Capanne all’Elba.
  • Andare al mare in Versilia, sulla Costa degli Etruschi o in Maremma.

Tour ed esperienze in Toscana

  • Degustazioni guidate nelle cantine del Chianti e di Montalcino.
  • Tour in giornata da Firenze a San Gimignano, Siena e Val d’Orcia.
  • Visite guidate agli Uffizi e all’Accademia salta-fila.
  • Escursioni in Maremma e alle terme di Saturnia.

Quanti giorni servono: itinerari di 3, 5 e 7 giorni

Dipende da quanto tempo avete, ma una regola vale sempre: meglio poche zone fatte bene che la corsa a spuntare tutto. Ecco tre itinerari collaudati.

3 giorni (il classico delle città d’arte): Firenze (1-2 giorni), poi Siena e una puntata a San Gimignano. È il “primo assaggio”, concentrato sull’arte e sui borghi più iconici. Base consigliata: Firenze o un agriturismo nel Chianti.

5 giorni (arte più colline): Firenze (2 giorni), il Chianti con degustazione, Siena, e due giorni in Val d’Orcia tra Pienza, Montalcino e Bagno Vignoni. È l’itinerario che dà il vero senso della Toscana, città più campagna.

7 giorni (la Toscana completa): ai cinque giorni sopra aggiungete Lucca e Pisa verso la costa, oppure scendete a sud nella Maremma con Pitigliano e le terme di Saturnia. Con una settimana potete anche dedicare due giorni all’Isola d’Elba.

Consiglio: non mettete base ogni notte in una città diversa. Scegliete uno o due punti d’appoggio (per esempio Firenze e un agriturismo in Val d’Orcia) e muovetevi a raggiera. La Toscana è fatta di strade panoramiche: il tempo in macchina tra una tappa e l’altra è parte del viaggio, non tempo perso.

Quando andare in Toscana

Il periodo migliore in assoluto è la primavera (da aprile a giugno): colline verdi, fioriture, clima mite e città non ancora affollate. Ottimo anche settembre, con la vendemmia nel Chianti e in Val d’Orcia e il mare ancora caldo. Luglio e agosto sono la stagione del mare e delle isole, ma le città d’arte diventano roventi e prese d’assalto: se venite d’estate, dedicatevi alla costa e visitate i musei la mattina presto. L’inverno ha il suo fascino sottovalutato: niente code, prezzi più bassi, e le terme libere come Saturnia o San Casciano che col freddo danno il meglio.

Come arrivare e come muoversi

In aereo, gli aeroporti della regione sono due: Firenze “Amerigo Vespucci” (Peretola) e Pisa “Galileo Galilei”, entrambi ben collegati. Pisa è raccordato alla stazione centrale dal people mover “Pisa Mover” in pochi minuti. In treno si raggiungono comodamente Firenze, Pisa, Lucca, Siena e Arezzo, ma i borghi e le campagne (Chianti, Val d’Orcia, Maremma) sono mal serviti dai mezzi pubblici.

Il punto è semplice: per vedere la vera Toscana l’auto è quasi indispensabile. La regione dà il meglio sulle strade secondarie, tra i cipressi e i vigneti, dove il treno non arriva. Ricordate solo le ZTL dei centri storici (Firenze, Siena, Lucca, San Gimignano): si lascia l’auto nei parcheggi fuori dalle mura e si entra a piedi.

Dove dormire in Toscana

In una regione così varia, la scelta della base cambia il viaggio più dell’hotel in sé. Ecco come ragionare per zona:

In quale zona dormire in Toscana

  • Firenze: per chi vuole arte e città, comoda senza auto. La più cara ma imbattibile per un primo viaggio.
  • Chianti (agriturismo): la base ideale a metà strada tra Firenze e Siena, per chi cerca colline, vino e tranquillità con l’auto.
  • Val d’Orcia (Pienza, Montalcino): il cuore della Toscana da cartolina, perfetta per chi vuole borghi e paesaggi.
  • Versilia o Costa degli Etruschi: per chi mette il mare al centro della vacanza.
  • Maremma: per natura, terme e borghi del tufo lontano dalla folla.

Info essenziali

  • Come arrivare: aeroporti di Firenze e Pisa; in auto dall’A1 e dall’A11.
  • Quando andare: aprile-giugno e settembre per città e colline; luglio-agosto per mare e isole.
  • Durata consigliata: 5-7 giorni per un primo viaggio completo.
  • Come muoversi: auto quasi indispensabile per borghi e campagne; treno per le città principali.
  • Da non perdere: Firenze, Siena, San Gimignano, Val d’Orcia, Pitigliano, le terme di Saturnia.

Domande frequenti

Cosa vedere in Toscana in 3 giorni?

In tre giorni conviene concentrarsi sulle città d’arte: Firenze (1-2 giorni), Siena e una puntata a San Gimignano. Se preferite le colline, sostituite San Gimignano con un giro nel Chianti e in Val d’Orcia. Meglio scegliere poche zone e viverle bene che correre.

Qual è il periodo migliore per visitare la Toscana?

La primavera (aprile-giugno) e settembre sono i mesi ideali: clima mite, colline verdi e meno folla. Luglio e agosto vanno bene per il mare e le isole, ma le città d’arte sono molto calde e affollate. L’inverno è ottimo per le terme libere e per evitare le code.

Cosa vedere in Toscana oltre a Firenze, Pisa e Siena?

Tantissimo: la Val d’Orcia con Pienza e Montalcino, il Chianti, San Gimignano e Volterra, la Maremma con Pitigliano e le terme di Saturnia, Lucca e la Garfagnana, Arezzo e il Casentino, e le isole dell’Arcipelago come l’Elba e il Giglio.

Quali sono i borghi più belli della Toscana?

Tra i più scenografici: San Gimignano, Pienza, Montepulciano, Pitigliano, Monteriggioni, Cortona, Volterra, Barga, Anghiari e Sovana. Ognuno racconta un pezzo diverso di Toscana, dal Medioevo al tufo della Maremma.

Si può visitare la Toscana senza auto?

Le città principali (Firenze, Pisa, Lucca, Siena, Arezzo) sono ben collegate in treno. Ma per i borghi, il Chianti, la Val d’Orcia e la Maremma l’auto è quasi indispensabile, perché i mezzi pubblici arrivano poco e male. Senza auto, puntate sulle città e su qualche tour organizzato in giornata.

Quali terme visitare in Toscana?

Le più famose libere e gratuite sono le Cascate del Mulino a Saturnia e i vasconi del Bagno Grande a San Casciano dei Bagni. Il Fosso Bianco è a Bagni San Filippo. Tra le storiche, Montecatini Terme. La vasca di Bagno Vignoni in Val d’Orcia è solo da ammirare, non balneabile.

Dove andare al mare in Toscana?

Le zone migliori sono la Versilia (Forte dei Marmi, Viareggio), la Costa degli Etruschi (Bolgheri, San Vincenzo, Castiglioncello), la Maremma (Argentario, Castiglione della Pescaia) e le isole dell’Arcipelago, su tutte l’Isola d’Elba.

Quanti giorni servono per visitare la Toscana?

Per un primo viaggio servono almeno 5-7 giorni, così da unire città d’arte e campagna. Con 3 giorni si vede solo l’essenziale (Firenze, Siena, San Gimignano); con una settimana o più si possono aggiungere la costa, la Maremma e un’isola.

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