Cosa vedere nel Lazio è una domanda che quasi nessuno si pone, e ho sempre pensato fosse un peccato. Perché il Lazio vive schiacciato sotto l’ombra gigantesca di Roma, e finisce che chi arriva in regione crede di aver già visto tutto una volta usciti dai Musei Vaticani. È un errore che ho imparato a evitare a mie spese in tanti anni di viaggi: intorno alla capitale c’è una regione intera, fatta di ville imperiali, necropoli etrusche patrimonio UNESCO, borghi appesi al tufo, laghi vulcanici, monasteri benedettini e un tratto di costa che gli antichi chiamavano la Riviera di Ulisse.
Il bello è che gran parte di questi tesori è vicinissima a Roma, e spesso raggiungibile in giornata senza nemmeno prendere l’auto. È qui che voglio esservi utile, perché come dico sempre l’esperienza di qualcuno salva sempre qualcun altro: molte guide vi elencano i luoghi belli ma non vi dicono come arrivarci davvero, quali si fanno in treno da Roma Termini e quali invece richiedono per forza la macchina. E nel Lazio questa differenza è tutto.
In questa guida ho messo i venti luoghi da non perdere nel Lazio oltre Roma, divisi per zona in modo che possiate orientarvi: Tivoli e le ville, la Tuscia viterbese, l’Etruria e i laghi, i Castelli Romani, la costa con le isole e la Ciociaria. E poi la parte pratica che di solito manca, cioè cosa mangiare, quando andare, dove dormire e soprattutto come muoversi anche senza auto. Perché il Lazio, se lo si sa prendere, è una delle regioni più facili e sorprendenti d’Italia.
In breve
Il Lazio oltre Roma si legge su sei zone: Tivoli con le sue ville (d’Este, Adriana, Gregoriana), la Tuscia viterbese (Viterbo, Bomarzo, Civita di Bagnoregio, Caprarola), l’Etruria delle necropoli UNESCO (Cerveteri, Tarquinia) con i laghi di Bracciano e Bolsena, i Castelli Romani (Frascati, Castel Gandolfo, Nemi, Ariccia), la costa della Riviera di Ulisse (Sperlonga, Gaeta, Terracina) con le isole Pontine (Ponza, Ventotene), e la Ciociaria dei papi e dei monasteri (Anagni, Alatri, Subiaco). Molte mete si raggiungono in giornata da Roma in treno regionale e bus COTRAL; l’entroterra della Tuscia e della Ciociaria, invece, richiede l’auto. Bastano un weekend per una zona, 5 giorni per un buon giro, una settimana per unire più aree. Periodo migliore: primavera per ville e borghi, estate per costa e isole, autunno per la Tuscia.
Indice dell’Articolo
Roma, il punto di partenza
Partiamo dall’ovvio, ma facciamolo in fretta perché a Roma servirebbe una guida a parte. La capitale è la porta d’ingresso della regione, e i suoi grandi simboli, il Colosseo, i Fori, il Pantheon, la Fontana di Trevi, San Pietro e i Musei Vaticani, li conoscete già. Il mio consiglio pratico è di dedicarle almeno due o tre giorni pieni e poi usarla come base per esplorare tutto il resto, perché da qui parte una fitta rete di treni regionali che raggiunge quasi ogni angolo del Lazio.
Quello che invece vi consiglio davvero, perché quasi nessuno lo racconta, è la Roma laterale e curiosa. C’è il Forte Prenestino, con la street art e la musica underground, uno dei luoghi più vivi della città alternativa. C’è la Pagoda cinese, il tempio buddista più grande d’Europa, che quasi nessun romano sa di avere in casa. E se viaggiate con i bambini, il Bioparco di Roma è una giornata indimenticabile. È la Roma che si scopre solo dopo aver visto la prima, e che vi fa capire quanto sia inesauribile.
Tivoli e le grandi ville
A poco più di mezz’ora da Roma, Tivoli è la prima gita fuori porta che consiglio a chiunque, perché racchiude in un solo borgo tre meraviglie che valgono da sole il viaggio. La più famosa è Villa d’Este, patrimonio UNESCO, un capolavoro del Rinascimento con il suo giardino terrazzato di fontane, giochi d’acqua e la celebre Fontana dell’Organo: un luogo che ti lascia senza fiato, specie in primavera quando l’acqua e il verde danno il meglio. Poco distante c’è Villa Adriana, la sterminata residenza che l’imperatore Adriano si fece costruire duemila anni fa, un’intera città di terme, teatri e specchi d’acqua immersa negli ulivi, anch’essa UNESCO.

La terza gemma la conoscono in pochi, ed è la mia preferita per il silenzio: Villa Gregoriana, un parco romantico gestito dal FAI dove il fiume Aniene precipita in una grande cascata dentro una gola boscosa, tra grotte e sentieri. Se venite in treno da Roma vi do un avvertimento pratico: Villa d’Este e Villa Gregoriana si raggiungono a piedi dal centro di Tivoli, ma per Villa Adriana serve prendere il bus locale dal centro, quindi mettete in conto un po’ di organizzazione per vederle tutte e tre in una giornata.
Consiglio: se avete una sola giornata, iniziate presto da Villa Adriana appena apre, quando è ancora fresca e vuota, e tenete Villa d’Este per il tardo pomeriggio, quando la luce sulle fontane è più bella e i gruppi in gita sono ripartiti.
La Tuscia viterbese
La Tuscia è forse la parte del Lazio che amo di più consigliare, perché è ancora poco battuta e piena di sorprese. Il cuore è Viterbo, la “città dei papi”, con il suo quartiere medievale di San Pellegrino, un dedalo di vicoli, archi e case in peperino tra i meglio conservati d’Italia, e il maestoso Palazzo dei Papi. Intorno alla città ci sono le terme libere, come il Bullicame citato da Dante e il Bagnaccio, dove ci si immerge nell’acqua sulfurea calda gratis, all’aperto: un’esperienza che nessuno racconta e che vale il viaggio, magari d’inverno.

Nei dintorni si concentrano alcuni luoghi unici. C’è il Parco dei Mostri di Bomarzo, il “Sacro Bosco” cinquecentesco popolato di sculture giganti e inquietanti, un posto surreale che diverte grandi e bambini. C’è Civita di Bagnoregio, “la città che muore”, un borgo sospeso su uno sperone di tufo che si raggiunge solo a piedi da un lungo ponte pedonale, forse l’immagine più iconica della regione. E poi due gioielli manieristi che consiglio sempre in coppia e che quasi nessuno cita: Villa Lante a Bagnaia, con il suo giardino all’italiana perfetto, e il Palazzo Farnese di Caprarola, imponente residenza pentagonale con la celebre scala regia. Da non perdere anche Calcata, il borgo degli artisti abbarbicato sulla roccia.
L’Etruria e i laghi del nord
Prima dei romani, questa terra era degli etruschi, e ne restano testimonianze straordinarie che pochissime guide valorizzano. Le necropoli di Cerveteri e Tarquinia sono patrimonio UNESCO, e non sono un dettaglio per appassionati: la Necropoli della Banditaccia a Cerveteri è una vera città dei morti, con tombe a tumulo disposte lungo strade come un abitato; a Tarquinia, nella necropoli dei Monterozzi, si scende in tombe ipogee affrescate con banchetti, danze e scene di vita quotidiana, le uniche pitture etrusche visibili al mondo. Un consiglio pratico che nessuno dà: si raggiungono entrambe in treno da Roma sulla linea costiera, quindi non serve l’auto. Merita una tappa anche Tuscania, con le sue chiese romaniche.

Questa parte del Lazio è anche la terra dei grandi laghi vulcanici. Il lago di Bracciano, con il suo Castello Odescalchi affacciato sull’acqua, è il più vicino a Roma ed è raggiungibile comodamente in treno regionale, cosa che lo rende una gita perfetta senza auto. Più a nord, il lago di Bolsena è il lago vulcanico più grande d’Europa, con i borghi di Bolsena e Montefiascone e le isole Bisentina e Martana; qui però ci si muove meglio in macchina. C’è infine il piccolo e selvaggio lago di Vico, riserva naturale immersa nei boschi sotto Caprarola.
I Castelli Romani
A due passi da Roma, sui Colli Albani, i Castelli Romani sono la gita fuori porta della domenica per eccellenza, e sono uno di quei posti dove il piacere del viaggio passa soprattutto dalla tavola. Frascati è la più celebre, con le sue ville tuscolane e il vino bianco che porta il suo nome, da bere nelle fraschette con la porchetta. Castel Gandolfo, affacciato sul lago Albano, è il borgo della residenza estiva dei papi, oggi visitabile con i suoi giardini. Nemi, minuscolo e romantico sopra l’omonimo lago, è famoso per le sue fragoline di bosco, e Ariccia è la patria della porchetta IGP, da gustare nelle antiche osterie.

Il mio consiglio è di prendere i Castelli come un sistema unico, un piccolo territorio dove si mescolano borghi, laghi vulcanici, ville patrizie e buon cibo. Si raggiungono da Roma con i treni regionali (Frascati, Castel Gandolfo, Albano hanno la loro stazione) e con i bus COTRAL per i paesi non serviti dalla ferrovia come Nemi e Ariccia. È la fuga più facile e goduriosa che si possa fare dalla capitale, ideale anche per mezza giornata.
La costa: la Riviera di Ulisse e le isole
Il litorale sud del Lazio è un piccolo gioiello che i romani conoscono bene e i turisti stranieri quasi per niente. Lo chiamano la Riviera di Ulisse, perché la leggenda vi ambienta le tappe del viaggio omerico. La perla è Sperlonga, borgo bianco di case cubiche a picco sul mare, con la Grotta di Tiberio e il suo museo archeologico. Poco oltre c’è Gaeta, con la spettacolare Montagna Spaccata e il quartiere medievale di Sant’Erasmo, e Terracina, dominata dal Tempio di Giove Anxur, testimonianza della grandezza dell’antica Terracina, con una vista che ripaga la salita. Da non trascurare il Parco Nazionale del Circeo con il suo promontorio, e più a nord Anzio e Nettuno, con le loro spiagge e la storia dello sbarco alleato.

Al largo si trovano le isole Pontine, un arcipelago vulcanico che è un piccolo paradiso. Ponza è così bella da meritare una settimana, con le sue calette, i faraglioni e le case color pastello del porto; la vicina Ventotene, minuscola e carica di storia, fu luogo di confino e culla del pensiero europeista. Le isole si raggiungono con i traghetti e gli aliscafi che partono d’estate da Formia, Anzio e Terracina, quindi anche qui l’auto non serve: la si lascia a terra e ci si muove a piedi o in barca.

La Ciociaria e la Sabina
Chiudo con la parte più segreta e sottovalutata del Lazio, quella che quasi nessuna guida racconta davvero. A sud c’è la Ciociaria, terra di storia antichissima. Anagni è la “città dei papi”, con la sua splendida cattedrale e la cripta affrescata detta “la Cappella Sistina del Medioevo”. Alatri custodisce una delle meraviglie meno conosciute d’Italia, l’acropoli con le mura ciclopiche, enormi blocchi di pietra messi insieme migliaia di anni fa senza malta, un unicum che lascia a bocca aperta. E a Subiaco, dove nacque il monachesimo benedettino, si visitano i monasteri di Santa Scolastica e del Sacro Speco, quest’ultimo interamente affrescato e aggrappato alla roccia.

A nord di Roma si stende invece la Sabina, terra di olio d’oliva pregiato e di spiritualità. Qui c’è Greccio, il paese dove San Francesco inventò il primo presepe della storia, e la maestosa Abbazia di Farfa, uno dei più importanti centri monastici del Medioevo. Non lontano si trova la villa del poeta Orazio a Licenza, immersa nella campagna dove il poeta latino trovava pace. È un Lazio lento, verde e devoto, perfetto per chi cerca il silenzio e le radici, ma qui l’auto diventa quasi indispensabile.
Cosa mangiare nel Lazio
La cucina laziale è una delle più amate d’Italia, e non si ferma ai quattro grandi primi romani, anche se quelli restano un obbligo: cacio e pepe, carbonara, amatriciana e gricia, la sacra quadriglia della pasta romana. Ma spostandosi nella regione si scopre un mondo di sapori che pochi conoscono. C’è la porchetta di Ariccia IGP, il carciofo romanesco, la coda alla vaccinara, l’abbacchio, e prodotti a denominazione come il pane di Genzano IGP e le nocciole dei Monti Cimini. Il tutto accompagnato dai vini del territorio, dal Frascati dei Castelli all’Est!Est!!Est!!! di Montefiascone, con la sua leggenda del prelato ghiottone.
I sapori da non perdere nel Lazio
- Primi romani: cacio e pepe, carbonara, amatriciana, gricia; e i rigatoni con la pajata.
- Secondi: abbacchio a scottadito, coda alla vaccinara, saltimbocca alla romana.
- Castelli e Ciociaria: porchetta di Ariccia IGP, fragoline di Nemi, fini fini ciociari.
- Prodotti: carciofo romanesco, pane di Genzano IGP, nocciole dei Cimini, olio della Sabina.
- Da bere: Frascati, Est!Est!!Est!!! di Montefiascone, Cesanese del Piglio (unico DOCG del Lazio).
Un consiglio da chi ama sedersi a tavola in viaggio: nel Lazio si mangia benissimo spendendo poco, se si evitano le trappole per turisti del centro di Roma e si cercano le fraschette dei Castelli, le osterie dei borghi e le sagre di paese. È lì che sopravvive la cucina vera, quella delle nonne, e dove un pranzo diventa il ricordo più bello della giornata.
Quando andare nel Lazio
Il Lazio è una destinazione da tutte le stagioni, ma ognuna ne valorizza un volto diverso. La primavera, da aprile a giugno, è per me il periodo migliore in assoluto: le grandi ville e i giardini manieristi, da Villa d’Este a Villa Lante, danno il meglio con l’acqua che scorre e il verde rigoglioso, il clima è perfetto per i borghi e la calura estiva di Roma è ancora lontana. L’estate è la stagione della costa e delle isole Pontine, quando Ponza e Ventotene si animano, ma nell’entroterra il caldo può farsi pesante.
L’autunno regala i colori della Tuscia, la vendemmia, la stagione delle nocciole e delle castagne, ed è ideale per le terme libere di Viterbo. L’inverno è sottovalutato: Roma è più vuota, i presepi come quello di Greccio hanno il loro momento, e immergersi nell’acqua calda del Bullicame mentre fuori fa freddo è un’esperienza indimenticabile.
Attenzione: se il vostro obiettivo sono le isole Pontine, ricordatevi che i traghetti sono molto più frequenti e affidabili da giugno a settembre, mentre fuori stagione le corse si diradano e possono saltare per il mare grosso. Prenotate per tempo l’alloggio a Ponza in alta stagione, perché i posti sono pochi e i prezzi salgono in fretta.
Come muoversi nel Lazio, anche senza auto
Ed eccoci al punto che considero il più utile di tutti, quello che quasi nessuno vi spiega. Il Lazio, grazie al fatto di avere Roma al centro, ha una rete di trasporti pubblici che permette di vedere moltissimo senza mai salire in auto. La spina dorsale sono i treni regionali delle linee FL che partono da Roma Termini, Tiburtina e Ostiense: la FL2 porta a Tivoli in una quarantina di minuti, la linea per Viterbo attraversa la Tuscia, la FL5 costiera serve Cerveteri e Tarquinia, la FL3 raggiunge il lago di Bracciano, e le linee verso Formia toccano la costa di Terracina, Gaeta e gli imbarchi per le isole.
Dove il treno non arriva, ci pensano i bus COTRAL, che collegano i borghi dei Castelli Romani, la Ciociaria e gran parte dell’entroterra. Sono loro, non i treni, il vero mezzo per raggiungere posti come Nemi, Ariccia o Subiaco. La regola che vi do, per non prendere fregature, è semplice: dividete le mete in due gruppi.
Ma se volete più autonomia Noleggiare un’auto è sempre la scelta migliore
Info pratica: in giornata da Roma senza auto si fanno benissimo Tivoli (treno FL2), Viterbo, Cerveteri e Tarquinia (FL5), il lago di Bracciano (FL3), i Castelli con stazione (Frascati, Castel Gandolfo) e la costa di Terracina e Gaeta. Per questi il treno è più comodo dell’auto. Servono invece l’auto (o un tour organizzato) Bomarzo, Civita di Bagnoregio, la Tuscia interna con Bagnaia e Caprarola, i laghi di Bolsena e Vico, e l’alta Ciociaria con Alatri e Anagni: qui i mezzi ci sono ma sono radi e vi legano gli orari. Regolatevi di conseguenza quando organizzate le giornate.
Dove dormire nel Lazio, zona per zona
La scelta della base cambia completamente il viaggio. La soluzione più semplice è fare base a Roma e muoversi in giornata con i treni: funziona benissimo per Tivoli, i Castelli, l’Etruria e la costa vicina, e vi permette di godervi la capitale la sera. Ma se volete conoscere davvero la regione, il mio consiglio è di decentrarvi almeno per qualche notte, scegliendo una base baricentrica rispetto alla zona che vi interessa, così da non fare avanti e indietro ogni giorno.
In quale zona dormire nel Lazio
- Roma: base unica per le gite in giornata (Tivoli, Castelli, Etruria, costa vicina).
- Viterbo e la Tuscia: per Bomarzo, Civita di Bagnoregio, le ville manieriste e le terme.
- Costa sud: Sperlonga, Gaeta o Terracina come base per il mare e gli imbarchi per le Pontine.
- Ciociaria e Sabina: un agriturismo per i monasteri, i borghi e la buona tavola.
Quanti giorni servono: itinerari da 3, 5 e 7 giorni
Non c’è un solo modo di vedere il Lazio: dipende da quanti giorni avete e da cosa vi attira, l’arte, i borghi o il mare. Ecco tre impostazioni collaudate per capire cosa riuscite a includere con calma, usando Roma e i suoi treni come punto d’appoggio.
| Durata | Cosa vedere | Base consigliata |
|---|---|---|
| 3 giorni | Roma, Tivoli e le sue ville, una giornata ai Castelli Romani | Roma |
| 5 giorni | Aggiungi la Tuscia (Viterbo, Bomarzo, Civita) e l’Etruria (Cerveteri, Tarquinia) | Roma + Viterbo |
| 7 giorni | Il giro completo: unisci la costa con Sperlonga e Gaeta e una puntata in Ciociaria | 2-3 basi |
Se invece volete decidere in fretta quale zona fa per voi, questa tabella comparativa mette a confronto le sei anime del Lazio oltre Roma.
| Zona | Per chi | Senza auto | Quando |
|---|---|---|---|
| Tivoli e le ville | Arte, giardini, imperiale | Sì (treno FL2) | Primavera |
| Tuscia viterbese | Borghi, terme, Rinascimento | In parte | Primavera, autunno |
| Etruria e laghi | Archeologia UNESCO, natura | Sì (treno FL5, FL3) | Tutto l’anno |
| Castelli Romani | Borghi, vino, food | Sì (treno + COTRAL) | Tutto l’anno |
| Costa e isole | Mare, borghi, isole | Sì (treno + traghetto) | Estate |
| Ciociaria e Sabina | Monasteri, storia, silenzio | Difficile | Primavera, autunno |
Esperienze da non perdere nel Lazio
- Visita guidata a Villa d’Este e Villa Adriana a Tivoli.
- Passeggiata a Civita di Bagnoregio, la città che muore, sul ponte pedonale.
- Tour delle necropoli etrusche UNESCO di Cerveteri e Tarquinia.
- Gita in barca alle grotte e alle calette dell’isola di Ponza.
Domande frequenti sul Lazio
Cosa vedere nel Lazio oltre Roma?
Moltissimo: Tivoli con Villa d’Este e Villa Adriana, la Tuscia viterbese con Bomarzo e Civita di Bagnoregio, le necropoli etrusche UNESCO di Cerveteri e Tarquinia, i Castelli Romani (Frascati, Castel Gandolfo, Nemi, Ariccia), la costa della Riviera di Ulisse con Sperlonga e Gaeta, le isole Pontine (Ponza, Ventotene) e la Ciociaria dei papi con Anagni, Alatri e Subiaco.
Quanti giorni servono per visitare il Lazio?
Per una zona basta un weekend. Con 3 giorni si vedono Roma, Tivoli e i Castelli Romani; con 5 giorni si aggiungono la Tuscia e l’Etruria; con una settimana si unisce anche la costa con le isole e una puntata in Ciociaria. Usando Roma come base e i treni regionali si ottimizza molto.
Si può visitare il Lazio senza auto?
In buona parte sì. Da Roma i treni regionali FL raggiungono Tivoli, Viterbo, Cerveteri e Tarquinia, il lago di Bracciano e la costa di Terracina e Gaeta, e i bus COTRAL servono i Castelli Romani. Servono invece l’auto Bomarzo, Civita di Bagnoregio, la Tuscia interna, i laghi di Bolsena e Vico e l’alta Ciociaria, dove i mezzi sono radi.
Qual è il periodo migliore per andare nel Lazio?
La primavera (aprile-giugno) è ideale per le ville, i giardini e i borghi, quando le fontane e il verde danno il meglio. L’estate è la stagione della costa e delle isole Pontine; l’autunno regala i colori della Tuscia e le terme, mentre l’inverno è perfetto per una Roma più vuota e per le terme libere di Viterbo.
Quali sono i borghi più belli del Lazio?
Tra i più belli ci sono Civita di Bagnoregio, la città che muore sospesa sul tufo, Calcata il borgo degli artisti, Sperlonga bianca sul mare, Nemi sopra il suo lago, Anagni città dei papi e Subiaco con i suoi monasteri. La Tuscia e la Ciociaria ne custodiscono moltissimi ancora poco conosciuti.
Cosa vedere nel Lazio al mare?
Il litorale sud, la Riviera di Ulisse, con Sperlonga e le sue case bianche, Gaeta con la Montagna Spaccata, Terracina con il Tempio di Giove Anxur e il Parco Nazionale del Circeo. Al largo ci sono le isole Pontine, Ponza e Ventotene, un piccolo paradiso vulcanico raggiungibile in traghetto d’estate.
Cosa si mangia nel Lazio?
I piatti simbolo sono i quattro primi romani: cacio e pepe, carbonara, amatriciana e gricia. Immancabili la porchetta di Ariccia IGP, il carciofo romanesco, l’abbacchio e il pane di Genzano. Tra i vini spiccano il Frascati, l’Est!Est!!Est!!! di Montefiascone e il Cesanese, unico DOCG della regione.
Cosa vedere nella Tuscia viterbese?
Viterbo con il quartiere medievale di San Pellegrino e le terme libere, il Parco dei Mostri di Bomarzo, Civita di Bagnoregio, e due gioielli manieristi come Villa Lante a Bagnaia e il Palazzo Farnese di Caprarola. Da non perdere anche il borgo di Calcata. È una delle zone più autentiche e meno affollate del Lazio.
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