Ponza: cosa vedere in una settimana sull’isola

Ci sono isole che si guardano e isole che ti si appiccicano addosso. Ponza è la seconda. Ci sono arrivato la prima volta in traghetto, da Formia, con quella folla che spinge sul ponte di prua appena il porto comincia a profilarsi. E quando si è aperto davvero, quel semicerchio di case a pastello incastrato nella roccia gialla, ho smesso di parlare. Lo so, sembra una frase da depliant. Giuro che è andata così.

Poi certo, c’è l’altra faccia. A Ferragosto Ponza è presa d’assalto, il porto è una bolgia, i gozzi si contendono ogni metro d’acqua. Per questo, se posso darvi un consiglio prima ancora di cominciare, andateci a giugno o a settembre e prendetevi una settimana. Non è troppa: l’isola è piccola, ma per viverla davvero, le spiagge, il giro in barca, l’escursione a Palmarola, le cene di pesce e quel niente prezioso che ti rimette in pari con te stesso, sette giorni sono la misura giusta. Ecco cosa vedere e cosa fare, isola per isola.

In breve

Ponza è la maggiore delle Isole Pontine, in provincia di Latina (Lazio). Si raggiunge solo via mare: traghetto o aliscafo da Formia, Anzio e Terracina (in estate anche da San Felice Circeo e Napoli). Sull’isola ci si muove soprattutto in barca, e il giro via mare più il taxi boat per il Frontone sono quasi obbligati. Da non perdere: la falesia di Chiaia di Luna (visibile solo dal mare), la spiaggia del Frontone, le Piscine Naturali di Cala Feola, le Grotte di Pilato, il Faro della Guardia e l’escursione a Palmarola. Periodo migliore: giugno e settembre. Per l’isola più le escursioni alle isole vicine bastano e avanzano sette giorni.

Dove si trova Ponza e l’arcipelago delle Pontine

Ponza si trova nel mar Tirreno, a una quarantina di chilometri dalla costa laziale, in provincia di Latina. È l’isola maggiore dell’arcipelago delle Isole Pontine, che si divide in due gruppi: a nord-ovest Ponza con le sue satelliti Palmarola, Zannone e Gavi; a sud-est Ventotene e l’isolotto di Santo Stefano, con il suo ex carcere borbonico.

Tutto qui è figlio dei vulcani. Ponza è fatta di tufo e di roccia chiara che il mare e il vento hanno scolpito in falesie, archi, faraglioni e grotte. È per questo che ha quei colori: il giallo e l’ocra delle pareti, il verde della macchia, il blu che cambia continuamente di tonalità. Ed è anche il motivo per cui una settimana ci sta tutta. L’isola è lunga una manciata di chilometri, ma la sua bellezza è sbriciolata in decine di cale che si raggiungono quasi solo dall’acqua. Vederle di fretta è il modo migliore per non vederle.

Il borgo e il porto di Ponza con le case a pastello visti dal mare
Il porto di Ponza con le sue case a pastello: il primo colpo d’occhio appena si sbarca.

Le spiagge e le cale di Ponza

Diciamolo subito: a Ponza la spiaggia di sabbia larga e attrezzata, come la intendiamo noi continentali, quasi non esiste. Le coste sono cale strette, scogliere, insenature che si aprono ai piedi delle falesie. È un mare da raggiungere in barca o scendendo qualche scalino, e proprio per questo è un mare che ripaga. Ecco le spiagge e le cale che contano davvero.

Chiaia di Luna, l’icona di Ponza

Chiaia di Luna è l’immagine-simbolo dell’isola: una mezzaluna di sabbia chiara schiacciata sotto una falesia di tufo alta oltre cento metri, che al chiaro di luna sembra accendersi e regala alla spiaggia il suo nome. È, probabilmente, il posto più fotografato di Ponza. C’è però una cosa che quasi nessuno vi dice con chiarezza.

Attenzione: l’accesso a terra alla spiaggia di Chiaia di Luna è interdetto da anni per il rischio di caduta massi dalla falesia, e la galleria romana che la collegava al paese è chiusa al pubblico. Oggi la si ammira, e spesso ci si fa il bagno al largo, soltanto dal mare, durante il giro in barca. Prima di programmare qualsiasi cosa verificate le ordinanze aggiornate del Comune di Ponza: la situazione cambia di stagione in stagione.

Il Frontone, la spiaggia più viva

Il Frontone è la spiaggia più frequentata e più viva di Ponza, e una delle poche che si raggiunge facilmente: non a piedi, ma con i taxi boat che fanno la spola dal porto in pochi minuti. È una distesa di ghiaia e sabbia con stabilimenti, qualche bar sul mare e, la sera, l’aperitivo al tramonto che è diventato un piccolo rito dell’isola. Se viaggiate con bambini o volete una giornata di mare senza complicazioni, è qui che conviene puntare.

Consiglio: l’ultimo taxi boat di rientro dal Frontone parte presto la sera, controllate l’orario quando sbarcate. Restare a piedi dall’altra parte dell’isola, con il buio, non è il finale di giornata che sognate.

Le Piscine Naturali e Cala Feola

All’estremità nord dell’isola, nella frazione di Le Forna, c’è quello che per molti è l’angolo più bello di Ponza: le Piscine Naturali. Sono vasche di roccia vulcanica scavate dal mare e collegate tra loro, con l’acqua bassa e trasparente che le rende perfette per lo snorkeling e per chi cerca un bagno riparato dalle onde. Poco sotto si apre Cala Feola, l’unica vera spiaggetta sabbiosa dell’isola, piccola e per questo presa d’assalto in alta stagione.

Le altre cale

Il bello di Ponza è che, oltre alle tre o quattro mete celebri, ha un rosario di cale che scoprite quasi per caso, spesso dall’acqua. Cala dell’Acqua e Cala Fonte con il suo porticciolo di barche, Cala Gaetano, Cala Felci sotto il paese, Lucia Rosa (dove al tramonto la roccia si tinge di rosa, e che deve il nome a una storia d’amore finita male), il Bagno Vecchio e Sant’Antonio vicino al porto. Non cercate di vederle tutte: sceglietene un paio e godetevele.

Consiglio: se a Ponza fate una cosa sola, fate il giro dell’isola in barca. Da terra ne vedete una frazione; dall’acqua si aprono le grotte, gli archi, i faraglioni e proprio Chiaia di Luna, che da nessun’altra parte potete vedere. Un gozzo condiviso o noleggiato per mezza giornata vale l’intero viaggio.

Una cala di Ponza con acqua turchese ai piedi della falesia
Le cale di Ponza si aprono quasi tutte ai piedi delle falesie e si raggiungono dal mare.

Il borgo, i romani e il confino: Ponza oltre il mare

Ponza non è solo cale e tuffi. Il borgo del porto, fatto costruire dai Borbone alla fine del Settecento, è un anfiteatro di case rosa, gialle e azzurre disegnato dall’architetto Antonio Winspeare per Ferdinando IV di Borbone: una delle cose più belle è semplicemente sedersi sul molo a guardarlo cambiare colore con la luce.

Sotto e dentro l’isola, però, ci sono i romani. Le Grotte di Pilato, vicino al porto, non sono grotte naturali ma un sistema di peschiere scavate nella roccia, dove gli antichi allevavano le murene: si visitano dal mare ed è uno dei luoghi più suggestivi di Ponza. I romani lasciarono anche cisterne, gallerie e tunnel scavati nel tufo, segno di quanto l’isola fosse popolata e strategica già duemila anni fa.

E poi c’è la storia più scomoda. Ponza è stata a lungo luogo di confino: qui furono mandati antifascisti e oppositori, e proprio sull’isola, nell’estate del 1943, fu portato per qualche giorno Benito Mussolini appena caduto. Camminare per Ponza sapendo questo le dà un’altra profondità: non è solo cartolina.

Vale anche la pena di mettere le scarpe buone e raggiungere il Faro della Guardia, all’estremità sud, lungo un sentiero a picco sul mare: è il punto da cui i tramonti di Ponza diventano quelli che poi racconterete a casa.

Faraglioni e scogliere di tufo a picco sul mare di Ponza
Le scogliere e i faraglioni di tufo, scolpiti dal mare e dal vento.

Palmarola, Zannone e il giro dell’isola in barca

Una settimana a Ponza non è una settimana solo a Ponza: è anche il tempo per salire su una barca e raggiungere le isole intorno, che sono il vero gioiello dell’arcipelago.

Palmarola è la più bella e la più famosa: disabitata, selvaggia, con le sue “cattedrali” di roccia, le grotte e un mare che toglie il fiato. Ci si va in giornata, in gozzo, e quasi tutti la mettono in cima ai ricordi del viaggio. Zannone, a nord, fa parte del Parco Nazionale del Circeo: niente stabilimenti, solo sentieri, lecci e perfino i mufloni introdotti decenni fa; è la meta di chi cerca natura pura. Gavi, più piccola e a un passo da Ponza, chiude l’arcipelago a settentrione.

Il modo più semplice per vivere tutto questo è affidarsi a un’escursione organizzata oppure noleggiare un gozzo, con o senza skipper. Le gite in giornata a Palmarola, il giro dell’isola e le uscite per le grotte si prenotano al porto o online.

Escursioni e giri in barca a Ponza

  • Giro dell’isola di Ponza in barca, con le soste per il bagno e la vista su Chiaia di Luna.
  • Escursione in giornata a Palmarola in gozzo, con snorkeling alle “cattedrali”.
  • Tour delle grotte e delle Grotte di Pilato dal mare.
  • Snorkeling alle Piscine Naturali di Le Forna.

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Il mare e gli isolotti dell'arcipelago delle Isole Pontine intorno a Ponza
Il mare di Palmarola e delle isole intorno a Ponza, da raggiungere in barca.

Come arrivare a Ponza e come muoversi sull’isola

Traghetti e aliscafi per Ponza

A Ponza si arriva solo via mare. I porti di partenza principali sono Formia, Anzio e Terracina; in estate si aggiungono San Felice Circeo e, con corse stagionali, Napoli. La compagnia di linea è Laziomar, affiancata da alcune compagnie private con aliscafi veloci.

I tempi, indicativamente: da Formia circa 2 ore e 30 in traghetto e 1 ora e 20 in aliscafo; da Anzio circa 1 ora e 45 in traghetto e 70 minuti in aliscafo; da Terracina circa 50 minuti con la nave veloce. Gli orari sono stagionali e d’estate le corse aumentano.

Info pratica: orari, corse e tariffe dei traghetti per Ponza cambiano ogni stagione e nei mesi di punta i posti finiscono in fretta. Prenotate per tempo e verificate sempre gli orari aggiornati sul sito della compagnia (Laziomar) o tramite la Pro Loco di Ponza prima di partire.

Muoversi sull’isola: serve l’auto?

No, a Ponza l’auto non serve, e anzi è un impiccio. In alta stagione vige il blocco alle auto dei non residenti e il borgo è piccolo e percorribile a piedi. Per il resto ci si muove via mare, con i taxi boat e i gozzi, e con i minibus di linea che collegano il porto a Le Forna e alle altre frazioni. Chi vuole indipendenza noleggia uno scooter o un gommone. Portare la propria auto sul traghetto, salvo soggiorni lunghi, è quasi sempre una spesa e una complicazione inutile.

Dove dormire a Ponza

Ponza è cara e in alta stagione si riempie: qualunque sia la zona, conviene prenotare con largo anticipo. In che parte dell’isola dormire dipende dalla vacanza che cercate.

Dove dormire a Ponza: in quale zona

  • Porto e centro: nel cuore del borgo, a due passi da ristoranti, bar e imbarchi. La scelta più comoda e più viva, ideale senza auto; anche la più rumorosa la sera.
  • Santa Maria e Giancos: appena fuori dal porto, vicine all’acqua e un po’ più tranquille, ma ancora a portata di passeggiata dal centro.
  • Le Forna: l’estremità nord, vicino alle Piscine Naturali. Appartata e silenziosa, perfetta per il relax; meno servizi, ci si sposta con il minibus o lo scooter.

Dove mangiare a Ponza e i piatti tipici

La cucina di Ponza è di mare, ovviamente, ma ha un’identità che altrove non trovate. Il piatto-bandiera è la zuppa di pesce alla ponzese; poi gli spaghetti con il fellone (il granchio locale) o con le cicale di mare, il pesce appena pescato e, a sorpresa, anche un piatto di terra: il coniglio alla ponzese, perché l’isola ha una tradizione contadina più forte di quanto sembri. Da provare anche le lenticchie della vicina Ventotene.

Dove mangiare a Ponza

  • Acqua Pazza, al porto: alta cucina di pesce (stella Michelin), per la cena speciale. Prenotazione d’obbligo.
  • EEA: pesce e ambiente curato nel borgo.
  • Lo Scirocco, sul lungomare: un classico del porto.
  • Il Pescatore, al porto: pesce senza fronzoli.
  • La Marina, al Frontone: per il pranzo con i piedi quasi nella sabbia.

Quando andare a Ponza

La stagione di Ponza va da fine aprile-maggio, quando riaprono i collegamenti, fino a ottobre. Il mare dà il meglio da giugno a settembre. Se potete scegliere, puntate su giugno o settembre: acqua calda, giornate lunghe e molta meno folla rispetto a luglio e, soprattutto, ad agosto, quando l’isola è bellissima ma davvero affollata e i prezzi salgono. Maggio e i primi di ottobre sono perfetti per chi ama camminare e vuole l’isola quasi per sé, mettendo in conto qualche collegamento in meno.

Info essenziali

  • Dove: Isole Pontine, provincia di Latina, Lazio.
  • Come arrivare: traghetto o aliscafo da Formia, Anzio e Terracina (in estate anche Circeo e Napoli).
  • Come muoversi: via mare (taxi boat e gozzi), minibus, scooter; l’auto è inutile.
  • Quando andare: giugno e settembre i mesi migliori; agosto bellissimo ma affollato.
  • Quanti giorni: una settimana per l’isola più le escursioni a Palmarola e Zannone.

Domande frequenti su Ponza

Come si arriva a Ponza?

Solo via mare, con traghetto o aliscafo. I porti principali sono Formia, Anzio e Terracina (in estate anche San Felice Circeo e Napoli). La compagnia di linea è Laziomar: l’aliscafo da Formia impiega circa 1 ora e 20, da Anzio circa 70 minuti, da Terracina circa 50 minuti.

Quanti giorni servono per visitare Ponza?

Per la sola isola bastano 2-3 giorni, ma una settimana permette di aggiungere le escursioni a Palmarola e Zannone, il giro in barca e qualche giornata di puro relax. È la durata che consigliamo.

Qual è la spiaggia più bella di Ponza?

Le più celebri sono Chiaia di Luna (visibile solo dal mare), il Frontone (la più attrezzata e comoda) e le Piscine Naturali di Cala Feola. Per molti, però, la più bella in assoluto è la vicina isola di Palmarola.

Si può fare il bagno a Chiaia di Luna?

L’accesso a terra è interdetto da anni per il rischio di caduta massi e la galleria romana che portava alla spiaggia è chiusa. Ci si avvicina e ci si fa il bagno solo dal mare, durante il giro in barca. Verificate sempre le ordinanze comunali aggiornate.

Serve l’auto a Ponza?

No. In alta stagione le auto dei non residenti sono bloccate e l’isola si gira a piedi, in barca, con i minibus o in scooter. Portare l’auto è quasi sempre inutile.

Come si arriva a Palmarola?

Solo in barca da Ponza, con un’escursione in giornata in gozzo o noleggiando un’imbarcazione. Palmarola è disabitata e non ha collegamenti di linea.

L’ultima sera, dal molo, ho guardato di nuovo le case accendersi una a una mentre i gozzi rientravano. Non avevo visto tutto, e andava bene così. Ponza è di quei posti che ti lasciano un debito: ci devi tornare. Andateci, e portatevi il tempo.

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