Assicurazione viaggio Thailandia: perché serve e quale scegliere

Cinquantamila sterline. È la cifra che una famiglia inglese ha dovuto mettere insieme per riportare a casa una loro cara dopo un incidente in scooter a Ko Samui: fratture multiple al viso e alla schiena, settimane di ospedale, e un’assicurazione della carta di credito che quelle spese non le copriva. Il caso è documentato, l’ha raccontato la stampa britannica nel 2022, e non è affatto un’eccezione. In Thailandia il motorino è la prima causa di ricovero grave dei turisti, e le raccolte fondi per riportare qualcuno a casa sono diventate un genere a sé.

Io in Thailandia non ci sono ancora stato, e ve lo dico subito: questa non è la cronaca di un mio viaggio. Ma non serve esserci stati per capire una cosa che chiunque abbia letto due statistiche ha capito, e cioè che la Thailandia è uno di quei posti dove il conto di una disattenzione lo paghi per il resto della vita. Da tre anni l’assicurazione la faccio per ogni viaggio che conta, e se un giorno salirò su un aereo per Bangkok sarà la prima cosa che compro, prima ancora di scegliere l’isola. In questo articolo vi spiego perché, cosa deve coprire davvero una polizza per la Thailandia e quanto costa mettersi al riparo.

In breve

L’assicurazione di viaggio NON è obbligatoria per entrare in Thailandia, ma la Farnesina la raccomanda con forza, e la ragione è concreta: gli ospedali privati internazionali, quelli dove finiscono i turisti, sono cari e spesso chiedono un deposito prima di curarti. Per la Thailandia serve una polizza con un massimale sanitario alto o illimitato, rimpatrio incluso, pagamento diretto in ospedale e assistenza in italiano 24 ore su 24. Occhio allo scooter: quasi nessuna polizza copre l’incidente se guidi senza la patente giusta o senza casco. Heymondo, sul livello Premium, copre le spese mediche in modo illimitato in tutto il mondo, Thailandia compresa, e paga direttamente la struttura. Il preventivo con lo sconto del 10% si fa in due minuti.

L’assicurazione di viaggio è obbligatoria per la Thailandia?

Rispondo subito: no. Per entrare in Thailandia da turista italiano l’assicurazione di viaggio non è obbligatoria per legge. Il Ministero degli Esteri, sul suo portale Viaggiare Sicuri, la raccomanda però esplicitamente, e più avanti capirete perché una raccomandazione della Farnesina qui pesa quanto un obbligo. C’è stato un periodo, tra il 2021 e il 2022, in cui l’assicurazione era davvero obbligatoria per entrare nel paese: era legata al Thailand Pass, il sistema d’ingresso dell’era pandemica, che chiedeva una copertura da almeno 10.000 dollari. Quel sistema è stato abolito il 1° luglio 2022, e con lui è caduto anche quell’obbligo. Se trovate un sito che vi dice il contrario, sta citando una regola che non esiste più da anni.

Ci sono però due cose nuove che generano confusione, e vale la pena chiarirle una per una, perché nessuna delle due è un’assicurazione.

  • La TDAC, la carta d’arrivo digitale. Dal 1° maggio 2025 tutti i visitatori stranieri devono compilarla online prima di arrivare, sul portale ufficiale dell’immigrazione thailandese. È obbligatoria, ma è gratuita e non è una polizza: è solo il modulo d’ingresso che ha sostituito il vecchio foglietto cartaceo. Qualsiasi sito che ve la faccia pagare è una truffa.
  • La tassa d’ingresso da 300 baht. La Thailandia ha approvato una tassa turistica (circa 300 baht via aria, poco meno di 8 euro) che al momento in cui scrivo è stata rinviata più volte e non è ancora in vigore. Dentro quella cifra è prevista una micro-copertura assicurativa statale da pochi baht: parliamo di poco più di un euro di valore. Non fatevi ingannare, non sostituisce in alcun modo una vera assicurazione di viaggio.

Girano anche voci su un futuro obbligo di assicurazione legato a un nuovo sistema di autorizzazione elettronica in arrivo. Al momento è solo un’ipotesi discussa, non una regola: prima di partire l’unica fonte che conviene controllare è la scheda Thailandia di Viaggiare Sicuri, che è aggiornata e istituzionale. Il punto vero però non è l’obbligo: è che qui la polizza serve a voi, non al doganiere.

Quanto costa curarsi in Thailandia senza assicurazione

Qui la faccenda diventa concreta. La Thailandia ha una sanità pubblica economica ma affollata, e una rete di ospedali privati internazionali di ottimo livello, quelli con i nomi che magari avete già sentito, Bangkok Hospital, Bumrungrad, Samitivej. Il turista, quando si fa male sul serio, finisce quasi sempre nel privato, ed è lì che il conto sale. Questi sono ordini di grandezza indicativi raccolti da fonti del settore: la cifra vera dipende dall’ospedale e dalla gravità, ma servono a capire cosa si rischia.

assicurazione viaggio thailandia
assicurazione viaggio thailandia
Prestazione (ospedale privato)Costo indicativo senza assicurazione
Visita medica30 – 80 $
Accesso al pronto soccorso100 – 300 $
Notte di ricovero300 – 1.000+ $ al giorno
Chirurgia o terapia intensiva3.000 – 10.000+ $
Intervento complesso (es. cardiaco)15.000 – 35.000 $
Rimpatrio sanitario in aereo verso l’Italiada decine di migliaia fino a oltre 100.000 $

C’è però un dettaglio che quasi nessuna guida italiana spiega, ed è il più importante di tutti: molti ospedali privati thailandesi, davanti a uno straniero senza garanzia di pagamento, chiedono un deposito in anticipo prima di curarlo. Si parla di cifre che vanno da qualche migliaio di dollari per un ricovero normale fino a molto di più per un intervento serio. Con una buona assicurazione che lavora in pagamento diretto succede il contrario: la compagnia manda all’ospedale una garanzia di pagamento, il deposito non ve lo chiedono e a voi non tocca anticipare nulla. È la differenza tra essere curati subito ed essere fermi alla cassa mentre state male.

Lo scooter: il rischio numero uno (e la trappola della polizza)

Se c’è una cosa da sapere sulla Thailandia prima ancora di scegliere la polizza, è questa. Il motorino a noleggio è il modo più bello e più economico di girare le isole, ed è anche la prima causa di ricovero grave tra i turisti. I numeri thailandesi sono impressionanti: nel 2024 le vittime della strada sono state oltre 17.000, e circa quattro su cinque viaggiavano su due ruote. La Thailandia è tra i paesi con la mortalità stradale più alta al mondo, e i turisti, spesso alla loro prima esperienza di guida in un traffico caotico e a sinistra, sono sovrarappresentati negli incidenti seri.

E qui arriva la parte che manda in rovina le persone convinte di essere coperte. Avere l’assicurazione non basta: bisogna avere anche i requisiti per guidare quel mezzo. La quasi totalità delle polizze, Heymondo compresa, non rimborsa l’incidente in motorino se al momento del sinistro vi mancava qualcosa che la legge richiede.

Attenzione, questo vi salva il viaggio: per essere coperti su uno scooter in Thailandia servono la patente giusta e il rispetto delle regole. Nell’ordine: la patente A (quella della moto, non basta la B dell’auto per i cinquantini e oltre) accompagnata dal permesso internazionale di guida; il casco sempre allacciato; zero alcol alla guida. Guidare senza uno di questi requisiti è un illecito, e davanti a un illecito la polizza si sfila e il conto lo pagate voi. Verificate anche il limite di cilindrata previsto dalla vostra copertura: alcune polizze coprono solo fino a una certa potenza.

Non è un cavillo per non pagare, è la stessa regola di qualsiasi assicurazione: copre gli imprevisti, non le imprudenze volontarie. Se in Thailandia volete usare lo scooter, mettetevi in regola prima di partire con la patente A e il permesso internazionale, e portate sempre il casco. È l’accortezza più economica e più ignorata che esista.

Non solo scooter: mare, immersioni e zanzare

Lo scooter è il primo rischio, ma non l’unico. La Thailandia è anche mare, e le sue isole del sud sono un paradiso per lo snorkeling e le immersioni. Molte polizze considerano le immersioni e certi sport acquatici un’attività “a rischio” e la coprono solo con un’estensione dedicata: se avete in programma un brevetto sub o uscite in mare impegnative, controllate che la vostra copertura le comprenda, altrimenti un incidente in acqua resta scoperto.

Poi c’è la dengue, la malattia trasmessa dalle zanzare che in Thailandia ha stagioni pesanti: il 2023 è stato un anno record, con oltre 130.000 casi. Non è un dettaglio esotico, è una malattia che può richiedere il ricovero, e una polizza con un buon massimale sanitario ve la copre come qualsiasi altra malattia contratta in viaggio. La prevenzione la fate voi con il repellente, ma la rete di sicurezza economica la dà la polizza.

Cosa deve coprire una polizza per la Thailandia

Non tutte le assicurazioni di viaggio vanno bene per la Thailandia, e comprare la più economica tanto per averla è un errore. Ecco a cosa guardare, in ordine di importanza.

  • Massimale sanitario alto, o meglio illimitato. È la voce numero uno. Vista la tabella di prima, un massimale da 30.000 euro è poco: un intervento serio in un ospedale privato più il rimpatrio lo bruciano in fretta. Puntate almeno a un milione, e dove è possibile scegliete l’illimitato.
  • Pagamento diretto in ospedale. È la voce che in Thailandia fa la differenza più di ogni altra, per via del deposito di cui abbiamo parlato. Una polizza che paga direttamente la struttura vi evita di anticipare migliaia di dollari mentre state male; una che “vi rimborsa dopo” vi lascia comunque a dover trovare quei soldi sul momento.
  • Rimpatrio sanitario incluso e senza tetto. Dalla Thailandia il volo-ambulanza verso l’Italia è tra i più cari che esistano, per via della sola distanza. Deve esserci, e possibilmente illimitato.
  • Assistenza 24 ore su 24 in italiano. Con sei ore di fuso e un ricovero in corso, serve una centrale che parli la vostra lingua e che dia all’ospedale la garanzia di pagamento, non un numero che squilla a vuoto.
  • Copertura delle attività che farete davvero. Scooter con i requisiti in regola, immersioni, trekking: verificate che la polizza le comprenda, perché è lì che si concentrano gli incidenti in Thailandia.

Perché scelgo Heymondo per la Thailandia

Arrivo alla polizza che uso io da tre anni, e ve la dico da persona onesta, non da venditore. Per la Thailandia Heymondo ha le caratteristiche che contano davvero in quella lista: sul livello Premium le spese mediche sono illimitate in tutto il mondo, e “tutto il mondo” vuol dire anche Thailandia, senza i tetti ridotti che alcune polizze applicano fuori dall’Europa. C’è il rimpatrio sanitario illimitato, e soprattutto c’è il pagamento diretto in ospedale: è esattamente ciò che disinnesca il problema del deposito che vi ho raccontato. L’assistenza è in italiano, gestita da una centrale operativa vera, raggiungibile a qualsiasi ora nonostante il fuso.

Non è perfetta, e non ve la dipingo tale: sul bagaglio è debole e l’annullamento non è incluso di serie, va aggiunto a parte come opzione a pagamento. E vale per lei come per tutte la regola dello scooter: se guidate senza patente A o senza casco, l’incidente in moto non ve lo copre nessuno. Se volete il quadro completo, con pregi e difetti, l’ho scritto nella recensione dedicata a Heymondo. Ma per la copertura che in Thailandia conta davvero, cioè quella sanitaria con pagamento diretto, se scegliete il livello Premium di Heymondo con le spese mediche illimitate partite con la parte più pericolosa messa in sicurezza.

Quanto costa un’assicurazione di viaggio per la Thailandia

Il prezzo dipende da quanti giorni state via, dalla vostra età e dal livello che scegliete, quindi qualsiasi cifra secca sarebbe una bugia. L’ordine di grandezza però è chiaro: per due settimane in Thailandia parliamo di qualche decina di euro, contro un rischio che, come avete visto, si misura in decine di migliaia di dollari. Considerando che spesso in Thailandia si resta due o tre settimane, e che il periodo classico è l’inverno secco tra novembre e febbraio, è una delle spese meglio investite dell’intero viaggio.

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Quando andare in Thailandia

Una nota pratica, perché si lega al momento in cui si compra la polizza. La stagione migliore per la Thailandia è quella secca, da novembre a febbraio: clima caldo ma non torrido, poca umidità, ed è il periodo in cui la maggior parte degli italiani ci va per scappare dall’inverno. Da maggio a ottobre arriva il monsone, con piogge intense ma spesso brevi e prezzi più bassi. Un dettaglio utile: le due coste hanno stagioni sfasate, quindi il mare al sole si trova quasi sempre da qualche parte. La costa delle Andamane (Phuket, Krabi) rende di più tra novembre e marzo, il Golfo (Ko Samui, Ko Phangan) tiene meglio nei mesi centrali dell’anno. In tutti i casi, la polizza si stipula quando si prenota il volo, non il giorno della partenza: se copre anche l’annullamento, vi protegge già da prima di muovervi.

Prima di partire: le cose da sistemare

Al di là della polizza, ci sono tre accortezze che in Thailandia fanno la differenza.

  • Se pensate di guidare lo scooter, mettetevi in regola prima di partire. Patente A e permesso internazionale di guida si richiedono in Italia con qualche settimana di anticipo. È la condizione senza la quale l’assicurazione, su due ruote, non serve a niente.
  • Chiamate la centrale della vostra assicurazione prima di farvi curare, non dopo. È la regola che fa scattare il pagamento diretto e vi evita il deposito. Salvate il numero della centrale sul telefono prima di partire, insieme ai dati della polizza.
  • Compilate la TDAC nei giorni prima dell’arrivo. È obbligatoria e gratuita, si fa sul portale ufficiale dell’immigrazione thailandese entro le 72 ore prima. Diffidate dai siti che la fanno pagare.

Domande frequenti sull’assicurazione di viaggio per la Thailandia

L’assicurazione di viaggio è obbligatoria per la Thailandia?

No, non è obbligatoria per entrare in Thailandia da turista italiano. Il Ministero degli Esteri, sul portale Viaggiare Sicuri, la raccomanda però con forza. L’obbligo che esisteva ai tempi del Thailand Pass è decaduto quando quel sistema è stato abolito, il 1° luglio 2022.

La tassa d’ingresso da 300 baht include l’assicurazione?

Solo in minima parte. La tassa turistica thailandese, peraltro più volte rinviata e non ancora in vigore, prevede al suo interno una micro-copertura statale del valore di poco più di un euro. Non sostituisce in alcun modo una vera assicurazione di viaggio.

Quanto costa curarsi in Thailandia senza assicurazione?

Negli ospedali privati internazionali, dove finiscono i turisti, una notte di ricovero va da 300 a oltre 1.000 dollari, un intervento o la terapia intensiva superano facilmente i 3.000-10.000 dollari, e il rimpatrio in aereo verso l’Italia arriva a decine di migliaia di dollari. Molte cliniche private chiedono inoltre un deposito prima di curare uno straniero non assicurato.

L’assicurazione copre gli incidenti in scooter in Thailandia?

Solo se guidate in regola. Quasi tutte le polizze escludono il rimborso se al momento dell’incidente non avevate la patente valida per quel mezzo (patente A più permesso internazionale di guida), se non indossavate il casco o se avevate bevuto. Senza questi requisiti, l’incidente in motorino resta a carico vostro.

Heymondo copre la Thailandia?

Sì. Sul livello Premium le spese mediche di Heymondo sono illimitate in tutto il mondo, Thailandia compresa, con rimpatrio illimitato e soprattutto pagamento diretto in ospedale, che evita di dover anticipare il deposito richiesto dalle cliniche private. Resta valida per tutte le polizze la regola dei requisiti di guida per lo scooter.

Qual è il periodo migliore per andare in Thailandia?

La stagione secca, da novembre a febbraio, con clima caldo e poca umidità: è il periodo più gettonato dagli italiani. Da maggio a ottobre c’è il monsone, con piogge intense ma brevi e prezzi più bassi. Le due coste hanno stagioni sfasate, quindi un mare al sole si trova quasi sempre.

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