Sagra della castagna: le migliori in Italia regione per regione

Per secoli, sull’Appennino e sulle Alpi, la castagna non è stata una golosità d’autunno: è stata la differenza fra passare l’inverno e non passarlo. La chiamavano l’albero del pane, e non era una metafora gentile. Dove il grano non saliva, saliva il castagno, e da lì venivano la farina, la minestra, il dolce delle feste e il legno delle travi. Poi è arrivato il Novecento, la montagna si è spopolata, e di quella civiltà è rimasta una cosa sola: la festa. Ecco perché la sagra della castagna è la più diffusa d’Italia in autunno, e perché in certi paesi è ancora l’unico giorno dell’anno in cui le case si riaprono tutte.

Qui trovate le sagre della castagna regione per regione, con le date 2026 prese una per una dalla fonte che le organizza, cioè la pro loco, il comune o l’ente, e non dagli elenchi che girano. Dove il calendario ufficiale non è ancora uscito ve lo diciamo, e vi diamo il criterio con cui quella sagra si tiene da decenni. Vi sembrerà una precisazione da pignoli: è la cosa più utile di questa pagina, perché in giro trovate decine di liste che spacciano per 2026 le date del 2025 e del 2024, e chi le segue arriva in un paese deserto.

In breve

Le sagre della castagna si concentrano fra il primo fine settimana di ottobre e il ponte del 1° novembre. Con date 2026 già confermate dagli organizzatori: Soriano nel Cimino dal 2 al 18 ottobre, Donnas dal 9 al 12, Combai dal 9 ottobre al 1° novembre, Cuneo dal 16 al 18, Castel del Rio l’11, il 18, il 25 ottobre e il 1° novembre, Montella l’1, 2, 6, 7 e 8 novembre. Marradi si tiene tutte le domeniche di ottobre, che nel 2026 cadono il 4, l’11, il 18 e il 25. In Italia le castagne e i marroni a denominazione sono 14, fra 3 DOP e 11 IGP.

Quando si fanno le sagre della castagna in Italia

Il grosso delle sagre della castagna italiane si tiene fra il primo fine settimana di ottobre e il ponte del 1° novembre, quasi sempre di domenica e quasi sempre su più fine settimana di fila. Le eccezioni ci sono e non sono capricci: dipendono da quando matura il frutto, e il frutto matura in momenti diversi a seconda della quota, della latitudine e della varietà.

La regola pratica è semplice: si comincia a raccogliere quando i ricci si aprono e cadono da soli, e questo succede prima in alto e più tardi in basso, prima al nord e più tardi al sud. Per questo la Valle d’Aosta festeggia la seconda domenica di ottobre e l’Irpinia arriva in novembre, con quasi un mese di scarto. Le sagre di metà settembre, che pure esistono, sono quasi sempre feste di paese in cui la castagna è il tema e non ancora il raccolto.

Periodo Cosa trovate Esempi
Fine settembre Feste di apertura, castagne non ancora locali Sagre di paese sull’Appennino centrale
Prima metà di ottobre Le sagre di montagna e del nord, il raccolto è appena iniziato Donnas, Soriano nel Cimino, Combai, Cuneo
Seconda metà di ottobre Il cuore della stagione, la maggior parte delle sagre Marradi, Castel del Rio, San Zeno, Mezzojuso
Ponte del 1° novembre Le chiusure di stagione e le sagre del sud Castel del Rio, Combai, Montella

Attenzione: prima di fidarvi di una data letta in un elenco, fate un controllo che costa dieci secondi. Nel 2026 le domeniche di ottobre sono il 4, l’11, il 18 e il 25. Se una lista vi propone come domeniche il 5, il 12, il 19 e il 26, vi sta dando il calendario del 2025; se vi propone il 6, il 13, il 20 e il 27, quello del 2024. Sono errori che abbiamo trovato su parecchi siti mentre preparavamo questa pagina, ed è così che ci si presenta in piazza di lunedì.

Le sagre della castagna regione per regione

Abbiamo scelto le sagre che hanno una storia lunga e un prodotto vero dietro, non tutte quelle che esistono, che sono qualche centinaio e nessuno le verifica davvero. Per ognuna trovate se la data 2026 è confermata dall’organizzatore oppure se è il criterio con cui si tiene da anni, in attesa del calendario.

Piemonte: Cuneo e la Val di Susa

La Fiera Nazionale del Marrone di Cuneo si tiene dal 16 al 18 ottobre 2026 ed è la ventisettesima edizione: la data è confermata dall’organizzatore. Non è una sagra di paese ma una fiera che occupa il centro di una città, con la Castagna Cuneo IGP e i produttori di tutta la provincia. È anche la più comoda da raggiungere di tutto questo elenco, e l’unica dove trovate un letto senza prenotare mesi prima… o quasi.

Più su, in Val di Susa, il protagonista è il Marrone della Valle di Susa IGP, festeggiato a Villar Focchiardo e a San Giorio di Susa intorno a metà ottobre. Qui il calendario 2026 al momento non è pubblicato dagli organizzatori, quindi vi diamo il periodo e non il giorno.

Valle d’Aosta: Donnas

La Sagra della castagna di Donnas è dal 9 al 12 ottobre 2026, al Salone Bec Renon, e la banca dati della Regione dà anche il criterio con cui si tiene da sempre: la seconda domenica di ottobre, che quest’anno è l’11. È una sagra di bassa valle, dove la castagna sta accanto al vino, e ha il pregio di essere fra le prime della stagione: se volete cominciare presto, si comincia da qui.

Lombardia: le sagre di valle

La Lombardia non ha castagne a denominazione e non ha una sagra di richiamo nazionale: ha molte feste di valle, in Valcamonica, nel Varesotto e in Valsassina, che si tengono fra la metà e la fine di ottobre. Nessuna delle date 2026 che circolano è confermata dagli organizzatori, e una di quelle più ripetute cade di lunedì e martedì, quindi è vecchia di due anni. Se puntate la Lombardia, il consiglio è di cercare il calendario del comune a fine settembre, non prima.

Veneto: Combai, San Zeno e il Monfenera

Il Veneto è la regione con più castagne a denominazione d’Italia, tre su quattordici, e si vede nella qualità delle sue feste. La Festa dei Marroni di Combai, a Miane in provincia di Treviso, va dal 9 ottobre al 1° novembre 2026: quasi un mese, con il Marrone di Combai IGP, le passeggiate nei castagneti e i laboratori del sabato. La data è confermata dalla Pro Loco, il programma dettagliato esce più avanti.

A San Zeno di Montagna, sopra il lago di Garda, si festeggia l’unico marrone italiano con la DOP, il Marrone di San Zeno. Qui il calendario 2026 non è ancora uscito, ma l’archivio dell’ente lo rende prevedibile: negli ultimi anni la festa ha sempre occupato gli ultimi due o tre fine settimana di ottobre più il ponte del 1° novembre. Terzo nome della regione, i Marroni del Monfenera IGP, sul versante trevigiano del Grappa.

Trentino-Alto Adige: il Törggelen, che non è una sagra

Se cercate una sagra della castagna in Alto Adige non la trovate, e non è una mancanza: lì la castagna si festeggia con il Törggelen, che non è un evento ma una stagione. Da fine settembre a fine novembre si sale ai masi a mangiare caldarroste, speck, canederli e vino nuovo, e ogni maso ha i suoi giorni. È una forma diversa di fare la stessa cosa, più lunga e meno scenografica, e per certi versi più bella, perché non c’è la folla di una piazza.

Emilia-Romagna: Castel del Rio

La Sagra dei Marroni di Castel del Rio, nell’Appennino bolognese, si tiene su quattro domeniche: l’11, il 18 e il 25 ottobre e il 1° novembre 2026, in Piazza della Repubblica e nel giardino di Palazzo Alidosi. Qui c’è il Marrone di Castel del Rio IGP, uno dei più grossi d’Italia.

Notate una cosa, perché è il tipo di dettaglio che rovina una gita: Castel del Rio salta il primo fine settimana, cioè il 4 ottobre. “Tutte le domeniche di ottobre” non è una regola valida ovunque, ed è esattamente l’errore che fanno gli elenchi generici.

Toscana: Marradi e il Mugello

La Sagra delle Castagne di Marradi, che è anche la Mostra mercato del Marron buono, arriva alla sessantatreesima edizione ed è la più famosa d’Italia. La Pro Loco ha annunciato l’edizione ma non ha ancora pubblicato il calendario: la sagra si tiene da oltre cinquant’anni tutte le domeniche di ottobre, che nel 2026 sono il 4, l’11, il 18 e il 25. Diffidate delle liste che vi danno il 5, il 12, il 19 e il 26: sono le domeniche dell’anno scorso.

A Marradi si mangiano i tortelli di marroni, il castagnaccio e la torta di marroni, e in alcune domeniche si arriva in paese con un treno storico a vapore da Firenze lungo la ferrovia Faentina, che da solo vale il viaggio. Le date del treno le pubblica la Pro Loco insieme al programma, quindi vanno verificate quando esce. Nella stessa regione ci sono altre due denominazioni: la Castagna del Monte Amiata IGP e il Marrone di Caprese Michelangelo DOP, nel paese dove è nato Michelangelo.

Umbria e Marche: Preggio e l’Appennino

In Umbria la più longeva è la sagra di Preggio, un borgo medievale sopra Umbertide, che va avanti da più di cinquant’anni e si tiene in ottobre. Anche qui il calendario 2026 non è ancora pubblicato dalla pro loco. Nelle Marche le feste della castagna sono molte e piccole, sparse sull’Appennino fra Ascoli e Macerata, e vivono di passaparola locale: sono quelle in cui si mangia meglio e si trova meno gente, ma bisogna accettare di cercarsele.

Lazio: Soriano nel Cimino

La Sagra delle Castagne di Soriano nel Cimino, in provincia di Viterbo, è alla cinquantanovesima edizione e si tiene dal 2 al 18 ottobre 2026, cioè sul primo, secondo e terzo fine settimana del mese: la data è confermata dall’organizzatore, che pubblica anche il criterio. È la più teatrale di tutte, perché alla castagna si aggiunge una rievocazione storica quattrocentesca con il Palio delle Contrade, e i quattro quartieri del paese aprono le loro taverne.

Sempre nel viterbese, a pochi chilometri, c’è la Castagna di Vallerano DOP. Se andate a Soriano e avete un giorno in più, i Monti Cimini in ottobre sono una delle faggete più belle del centro Italia.

Consiglio: a Soriano le date ufficiali e quelle che girano in rete non coincidono, e non di poco. Mentre scrivevamo questa pagina abbiamo trovato due siti importanti che davano “17-19 ottobre” e “1-4, 7-11 e 17-18 ottobre”, mentre l’organizzatore dice dal 2 al 18. Quando una sagra dura tre fine settimana, ogni elenco ne ritaglia un pezzo diverso: andate sempre sul sito della sagra, che in questo caso c’è ed è aggiornato.

Campania: Montella e l’Irpinia

La Campania è la regione con più castagne a denominazione dopo il Veneto: Montella, Roccamonfina, Serino e Roccadaspide. La Festa della Castagna di Montella IGP, in provincia di Avellino, è alla quarantaduesima edizione e si tiene l’1, il 2, il 6, il 7 e l’8 novembre 2026: le date sono nel disciplinare pubblicato dal Comune a giugno e sono confermate dal calendario eventi comunale.

Montella chiude la stagione italiana ed è la ragione per cui vi dicevamo di non fidarvi della regola “la sagra della castagna è a ottobre”: qui è a novembre, perché in Irpinia il raccolto arriva più tardi. Ricordatevi anche che diverse liste danno “30 ottobre – 1 novembre e 6-8 novembre”, che non è quello che dice il Comune.

Basilicata: Melfi e Trecchina

In Basilicata la più nota è la Sagra della Varola di Melfi, dedicata al marroncino del Vulture, che si tiene in ottobre, e a Trecchina si festeggia la castagna ‘Nzerta, una cultivar locale che si conserva infilata a treccia. Su entrambe siamo onesti: le date 2026 non le abbiamo potute confermare, perché il sito del Comune di Trecchina al momento non risponde e quello di Melfi, che pure è aggiornatissimo, della Varola non parla. Quando il dato non c’è preferiamo dirvelo che inventarlo.

Calabria e Sicilia: fino a novembre

In Calabria le sagre della castagna si tengono sulla Sila e sulle Serre, a Serra Pedace e a Cardinale, fra la seconda metà di ottobre e i primi di novembre. In Sicilia la più storica è la Sagra della Castagna di Mezzojuso, in provincia di Palermo, in un paese di rito greco-bizantino: si tiene sull’ultimo fine settimana di ottobre, e il calendario 2026 non è ancora uscito.

Una segnalazione che vale il prezzo del biglietto: la sagra di Montagnareale, in provincia di Messina, gira su decine di siti come evento del 2026 con tanto di data. Quella notizia è di due anni fa, e il Comune oggi non ha in programma nessun evento. Se avevate messo in agenda quella, toglietela.

Marrone o castagna: cosa cambia davvero

Marrone e castagna non sono due nomi per la stessa cosa, e la differenza si vede quando la sbucciate. La castagna è il frutto del castagno selvatico e dentro il riccio ce ne sono tre, più piccole, schiacciate su un lato, con la pellicina che entra nella polpa e la divide. Il marrone viene da cultivar selezionate e innestate, dentro il riccio è spesso uno solo, è più grosso, tondeggiante, dolce, e la pellicina si stacca intera. Per questo il marron glacé si fa con il marrone e la farina si fa con la castagna: è una questione di resa, non di nobiltà.

sagra della castagna
sagra della castagna marroni

Detto questo, il nome sull’insegna di una sagra non è una garanzia: “marrone” nel linguaggio comune si usa anche dove marrone non è. La garanzia vera è la denominazione europea, e qui il conto si può fare. Nel registro del Ministero dell’agricoltura le castagne e i marroni italiani a denominazione sono quattordici, tre DOP e undici IGP, più una quindicesima voce che è farina e non frutto. Gli elenchi che trovate in giro ne contano dodici o tredici, e quasi sempre dimenticano la Castagna di Roccamonfina e il Marrone di Serino.

Denominazione Tipo Regione
Marrone di San Zeno DOP Veneto
Marrone di Caprese Michelangelo DOP Toscana
Castagna di Vallerano DOP Lazio
Marrone della Valle di Susa IGP Piemonte
Castagna Cuneo IGP Piemonte
Marrone di Combai IGP Veneto
Marroni del Monfenera IGP Veneto
Marrone di Castel del Rio IGP Emilia-Romagna
Marrone del Mugello IGP Toscana
Castagna del Monte Amiata IGP Toscana
Castagna di Montella IGP Campania
Castagna di Roccamonfina IGP Campania
Marrone di Serino / Castagna di Serino IGP Campania
Marrone di Roccadaspide IGP Campania
Farina di Castagne della Lunigiana DOP Toscana

Cosa si mangia a una sagra della castagna

La caldarrosta è l’insegna, ma non è tutto, e soprattutto cambia nome ogni duecento chilometri. In Toscana sono bruciate, in Emilia e in Lombardia mondine, in Veneto maroni rosti, al sud sono caldarroste e basta. Le ballotte, o mondelle, sono invece le castagne lessate con l’alloro e il finocchio, che è la preparazione più antica e la meno spettacolare, e proprio per questo la trovate solo dove la sagra è ancora fatta dai paesani.

Poi c’è tutto il capitolo della farina, che è la parte che racconta meglio la fame di una volta. Il castagnaccio, basso e scuro, con il rosmarino, i pinoli e l’uvetta, e nessuno che si metta d’accordo su quale sia la versione giusta. I necci toscani, cotti fra due testi di ferro roventi e farciti di ricotta. In Emilia i tortelli di marroni, in Piemonte i marron glacé che sono nati lì e non in Francia, come si sente dire. E il dolce che a Marradi trovate ovunque, la torta di marroni.

Info pratica: le caldarroste si comprano quasi sempre a cartoccio, con un prezzo fisso per porzione, e nelle sagre grandi c’è la fila. Nelle taverne dei quartieri, dove ci sono, si mangia seduti con un menù completo a prezzo popolare: è lì che conviene fermarsi, non ai banchi. Portate contanti, perché in buona parte degli stand il POS non c’è o non prende campo.

Come si riconosce una sagra che vale la pena

Le sagre della castagna in Italia sono qualche centinaio, e non sono tutte uguali. Dopo aver messo insieme questa pagina, e dopo aver letto decine di programmi, ci siamo fatti quattro criteri che funzionano abbastanza bene per capire in anticipo dove state andando.

  • Le castagne sono del posto? Se il paese ha una denominazione, o se il programma nomina la cultivar (il Marron buono, la ‘Nzerta, il marroncino del Vulture), state andando dove le castagne nascono. Se il programma parla solo di stand e di musica, quelle castagne possono venire da qualsiasi parte, e in Italia se ne importano parecchie.
  • Chi organizza. Una pro loco o un comune vogliono dire volontari, taverne di quartiere e prezzi popolari. Un organizzatore commerciale vuol dire un altro tipo di serata, che può anche essere ottima, ma è un’altra cosa.
  • Quanti fine settimana dura. Le sagre storiche durano tre o quattro domeniche, perché seguono il raccolto. Una sagra di un giorno solo è una festa di paese, ed è giusto saperlo prima.
  • Il numero dell’edizione. È il dato più onesto di tutti e lo scrivono sempre. Una cinquantanovesima edizione ha una macchina organizzativa collaudata; una terza è ancora un esperimento.

Andare a una sagra senza rovinarsi la giornata

Le sagre della castagna hanno un difetto strutturale: si tengono in paesi di montagna con due strade e trecento parcheggi, e ci arrivano ventimila persone nello stesso pomeriggio. Il modo di sbagliare è sempre lo stesso, cioè presentarsi all’una di domenica.

Arrivate presto, entro le dieci, oppure tardi, dopo le sedici: nel mezzo trovate coda per entrare, coda per parcheggiare e coda per mangiare. Molti paesi organizzano navette dai parcheggi a valle, e sono quasi sempre la scelta giusta anche quando sembra più comodo salire. Accertatevi degli orari sul sito del comune, perché la navetta di solito smette prima della fine della festa.

Vestitevi da montagna e non da città, anche se in pianura ci sono venti gradi: a settecento metri, in ottobre, al tramonto la temperatura crolla e queste feste si fanno in piazze all’aperto. Scarpe chiuse con la suola scolpita, perché le vie dei borghi sono in pietra e con le bucce delle castagne per terra si scivola davvero. E mettete in conto la pioggia: quasi nessuna sagra annulla, ma un acquazzone su un centro storico affollato cambia la giornata.

Un’ultima cosa, ed è il motivo per cui questa pagina è nata. Se c’è un tipo di viaggio in cui l’esperienza di qualcuno salva sempre qualcun altro, è questo: nessuno vi rimborsa una domenica passata a guidare per tre ore verso un paese dove non c’era nessuno perché la data era sbagliata. Verificate sempre sul sito di chi la organizza, e se non lo trovate, telefonate alla pro loco. Rispondono, e sono contenti che lo abbiate fatto.

Info essenziali

  • Quando: dal primo fine settimana di ottobre al ponte del 1° novembre, con l’Irpinia che arriva a metà novembre.
  • Ingresso: quasi sempre gratuito, si paga solo quello che si mangia. Dove c’è una rievocazione storica il biglietto può esserci: si verifica sul sito della sagra.
  • Come arrivare: auto più navetta dal parcheggio a valle nella maggior parte dei casi. Cuneo e Marradi si raggiungono anche in treno.
  • Da portare: contanti, giacca calda, scarpe chiuse con suola scolpita.
  • Quando esce il calendario: le sagre grandi pubblicano fra giugno e settembre, quelle di paese anche solo tre o quattro settimane prima.

Domande frequenti sulle sagre della castagna

Quando è la sagra della castagna?

La maggior parte delle sagre della castagna italiane si tiene fra il primo fine settimana di ottobre e il ponte del 1° novembre, di solito di domenica e su più fine settimana. Le sagre di montagna del nord iniziano prima, intorno alla seconda domenica di ottobre, mentre in Irpinia si arriva a novembre perché il raccolto è più tardivo.

Qual è la sagra della castagna più famosa d’Italia?

Le due più conosciute sono la Sagra delle Castagne di Marradi, in Mugello, che nel 2026 arriva alla 63ª edizione e si tiene le domeniche di ottobre, e la Sagra delle Castagne di Soriano nel Cimino, nel viterbese, alla 59ª edizione e in programma dal 2 al 18 ottobre 2026. A Cuneo si tiene invece la Fiera Nazionale del Marrone, dal 16 al 18 ottobre 2026.

Che differenza c’è tra castagna e marrone?

La castagna è il frutto del castagno selvatico: dentro il riccio ce ne sono tre, sono più piccole e schiacciate su un lato, e la pellicina penetra nella polpa. Il marrone viene da cultivar innestate, è spesso solo dentro il riccio, più grosso, tondeggiante e dolce, e la pellicina si stacca intera. Per questo il marron glacé si fa con il marrone e la farina con la castagna.

Quante castagne DOP e IGP ci sono in Italia?

Nel registro del Ministero dell’agricoltura le castagne e i marroni italiani a denominazione sono quattordici: tre DOP (Marrone di San Zeno, Marrone di Caprese Michelangelo, Castagna di Vallerano) e undici IGP. C’è poi una quindicesima voce, la Farina di Castagne della Lunigiana DOP, che però è farina e non frutto.

Si possono raccogliere le castagne nei boschi?

Non liberamente ovunque: la maggior parte dei castagneti italiani è proprietà privata oppure bosco a uso civico regolato dal Comune, e le regole cambiano da comune a comune, con quantità massime e periodi consentiti. Prima di raccogliere va chiesto al Comune o all’ente che gestisce il bosco, e in diverse zone dei castagneti da frutto la raccolta è riservata ai proprietari.

sagra della castagna
sagra della castagna
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