Glastonbury è il posto dove le favole di quando eri bambino ti vengono a cercare. È un paese piccolo, inglesissimo, con la sua High Street e i suoi pub, ma per moltissimi questa era l’isola di Avalon, quella dove fu portato Re Artù. E quel mistero lo ritrovi un po’ ovunque: nelle botteghe che cercano di venderti qualunque cosa di «olistico», nelle rovine della vecchia abbazia e, più di tutto, nel campanile di San Michele, solo, in cima al Tor.
A Glastonbury io ci sono stato due volte. La seconda ero con un’amica fissata, ma fissata davvero, con Le nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley. Siamo arrivati sul Tor poco prima del tramonto, e mentre eravamo lassù a guardare il paesaggio un mare di bruma ha cominciato a salire dalla pianura e a circondare tutta la città e tutto il Tor. Ricordo ancora la sua faccia. E i miei occhi, pieni di stupore davanti a cotanta bellezza.
Qui sotto trovate cosa vedere, in che ordine (perché a Glastonbury l’ordine conta: un posto apre solo il pomeriggio, un altro chiude al tramonto), quanto costa, dove lasciare la macchina e la verità sul Glastonbury Festival, che col paese ha in comune soprattutto il nome. Preparando questo pezzo ho riletto tutto sui siti di chi gestisce i luoghi, e un paio di cose che si danno per scontate non reggono.
In breve
Glastonbury è un paese del Somerset, nel sud-ovest dell’Inghilterra, a circa un’ora d’auto da Bath e da Bristol. È la città che la tradizione identifica con l’isola di Avalon. Si viene per tre cose: il Tor, la collina di 158 metri con la torre di San Michele (National Trust, gratuito, dall’alba al tramonto); l’abbazia, dove nel 1191 i monaci annunciarono di aver trovato la tomba di Re Artù e Ginevra (14 £ online, 15 £ in cassa, gratis sotto i 16 anni con un adulto); e le due sorgenti, Chalice Well (6 £, con il giardino) e la White Spring (gratuita, aperta solo cinque pomeriggi alla settimana). L’ordine giusto della giornata: abbazia la mattina, sorgenti il pomeriggio, Tor al tramonto. Il Glastonbury Festival si tiene a Pilton, a sette miglia: il 2026 è un anno di pausa e l’edizione 2027 va dal 23 al 27 giugno, con i biglietti già esauriti.
Indice dell’Articolo
Dove si trova Glastonbury, e perché la chiamano Avalon
Glastonbury sta nel Somerset, la contea di Bath e di Wells, una di quelle che ho messo in fila nel pezzo sulle contee inglesi. Intorno c’è una pianura piattissima, i Somerset Levels, e dalla pianura spunta questa collina a cono che si vede da chilometri. È lei che fa tutto.
Historic England, che tutela il Tor come monumento, lo dice in una riga: la collina domina un paesaggio «piatto e un tempo paludoso», ed è «tradizionalmente associata alla leggendaria isola di Avalon». Immaginatevela con l’acqua intorno, e l’isola ce l’avete davanti.
Il resto lo hanno fatto i monaci. Nel 1191 quelli dell’abbazia annunciarono di aver trovato la tomba di Artù e Ginevra, e lo racconta un cronista dell’epoca, Giraldo Cambrense. Da lì Glastonbury è diventata Avalon, e poi il posto dove Giuseppe d’Arimatea avrebbe portato il sangue di Cristo, e poi tutto quello che trovate oggi in High Street. Che sia storia, leggenda o un’ottima trovata pubblicitaria medievale, decidetelo voi: io vi dico cosa si vede, e quanto costa vederlo.
Il Glastonbury Tor e la torre di San Michele
Il Tor è la collina, e la torre in cima è quello che resta della chiesa di San Michele. La chiesa precedente crollò per un terremoto l’11 settembre 1275; quella ricostruita dopo non esiste più, e la torre è rimasta in piedi da sola, che è il motivo per cui da lontano sembra un dito puntato verso il cielo. Sul secolo le fonti ufficiali non vanno d’accordo: Historic England e la pagina storica del National Trust la danno del Trecento, la pagina principale del National Trust del Quattrocento.

La collina è alta 158 metri: sopra la pianura per il National Trust, sopra il livello del mare per Historic England, che con una pianura a quota zero o giù di lì vuol dire più o meno la stessa cosa. Sui fianchi si vedono sette terrazze di cui nessuno sa con certezza l’origine. E sulla cima, nel 1539, fu giustiziato con due dei suoi monaci Richard Whiting, l’ultimo abate di Glastonbury: la data è quella dell’abbazia, di Historic England e della pagina storica del National Trust, mentre la pagina principale del Trust scrive 1549.
È del National Trust, l’ingresso è gratuito e l’orario è quello della campagna inglese: dall’alba al tramonto. I sentieri per la cima sono in cemento, con una panchina a metà. Ci sono le pecore al pascolo, quindi il cane va tenuto al guinzaglio.
Il mio consiglio: salite sul Tor nell’ultima ora prima del tramonto. È lì che la mia amica ha visto Avalon, con la bruma che saliva dai Levels e si chiudeva intorno al paese e alla collina. Non succede a comando, e io non ve lo posso promettere: vi posso dire che quando succede, ve lo ricordate per tutta la vita. Visto che il Tor è aperto fino al tramonto, scendete con l’ultima luce.
Come si sale sul Tor, e dove si lascia la macchina
Questa è la cosa che sorprende tutti: al Tor non c’è parcheggio. Ci sono solo due posti per i titolari del contrassegno disabili, in Stonedown Lane. Il parcheggio a pagamento più vicino è quello di Draper and Co, in Chilkwell Street, che la stessa pagina del National Trust dà a «due minuti a piedi» in un punto e a «mezzo miglio» in un altro: diciamo che dipende da dove contate.
Da aprile a fine settembre c’è il Tor Bus, gestito da un servizio di trasporto comunitario: parte dal parcheggio di St Dunstan’s, accanto all’abbazia, ogni mezz’ora fra le 10 e le 13 e fra le 14 e le 17, e porta ai piedi del Tor. Andata e ritorno costa 5 £ gli adulti, 2,50 £ i ragazzi dai 5 ai 16 anni, 12 £ la famiglia con due adulti e tre ragazzi. Occhio: alle 17 l’ultimo bus è partito, e chi vuole il tramonto sale a piedi.
L’abbazia di Glastonbury e la tomba di Re Artù
Le rovine dell’abbazia stanno in pieno centro, in un parco verde, ed è lì dentro che la leggenda si fa pietra. Nel 1191 i monaci annunciarono di aver trovato la tomba di Artù e Ginevra. Più tardi, nel coro della grande chiesa, ci fu una seconda sepoltura solenne, alla presenza di re Edoardo I e della regina Eleonora, e per più di trecento anni quella tomba fu il pezzo forte dell’abbazia.
Poi, nel 1539, arrivò la soppressione dei monasteri di Enrico VIII, e con lei la fine di tutto. La risposta onesta alla domanda «dove riposa Re Artù», quindi, è questa: oggi della tomba non resta niente di fisico, lo scrive l’abbazia stessa, che sul suo sito ne mostra una ricostruzione disegnata. Si viene per il punto, per la storia, e per la faccia che fate quando ci pensate.
Quello che resta in piedi vale la visita da solo. La Lady Chapel, pronta nel 1186 sul posto della chiesa antica bruciata due anni prima, con la cripta dedicata a San Giuseppe d’Arimatea che però è di fine Quattrocento. L’Abbot’s Kitchen, la cucina dell’abate, del Trecento, quadrata sotto e ottagonale sopra, che l’abbazia definisce una delle cucine medievali meglio conservate d’Europa. E la Holy Thorn, il biancospino della leggenda: Giuseppe d’Arimatea avrebbe piantato il suo bastone su Wearyall Hill, a circa un chilometro dal paese, e il bastone sarebbe fiorito. Quello originale lo abbatterono i puritani nel Seicento, e la pianta che vedete nell’abbazia si crede discenda dalle sue talee. Fiorisce due volte l’anno, intorno a Pasqua e a Natale.
Nel museo del centro visite c’è il plastico dell’abbazia com’era nel 1539, ed è da lì che partono le visite con le guide in costume, comprese nel biglietto: durano dai 30 ai 45 minuti, ma gli orari cambiano ogni giorno, quindi chiedete all’ingresso.
Biglietti e orari dell’abbazia
Il biglietto si compra sul sito dell’abbazia fino alle 18 del giorno prima, e online costa meno che alla cassa:
| Biglietto | Online in anticipo | Alla cassa |
|---|---|---|
| Adulti | 14 £ | 15 £ |
| Sotto i 16 anni (due per ogni adulto pagante) | gratis | gratis |
| Ogni ragazzo sotto i 16 anni in più | 6,60 £ | 6,60 £ |
Due dettagli che nessuno vi dice. Il primo: quei prezzi comprendono una donazione volontaria (il Gift Aid inglese), e l’abbazia scrive che esiste anche un prezzo senza donazione, che però non pubblica: se vi interessa, chiedetelo. Il secondo: il biglietto vale per tutto il giorno, si esce e si rientra fino all’ultimo ingresso. Niente rimborsi, ma a Glastonbury se piove le rovine sono bagnate e belle uguali.
Info pratica: in questo momento l’abbazia è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 17, con l’ultimo ingresso alle 16:15 (sempre 45 minuti prima della chiusura), e dal 2 novembre apre solo dal martedì alla domenica. Chiude soltanto a Natale. D’estate gli orari si allungano: nell’ultima tabella stagionale pubblicata, quella del 2025, da aprile a settembre chiudeva alle 18. Prima di partire guardate il sito. I cani al guinzaglio corto sono i benvenuti, i droni no. Per la macchina l’abbazia ha un parcheggio a pagamento in Silver Street, di cui non pubblica la tariffa.
Chalice Well e la White Spring, le due sorgenti
Ai piedi del Tor, una di fronte all’altra, ci sono due sorgenti: una con l’acqua rossa e una con l’acqua bianca. Sono la parte più «Avalon» di Glastonbury, e sono due esperienze molto diverse.
Chalice Well, il pozzo dell’acqua rossa
Chalice Well è un giardino intorno a un pozzo che il trust che lo gestisce chiama il più antico pozzo sacro della Gran Bretagna. L’acqua è ricca di ferro e lascia la pietra rossa, per questo la chiamano anche Blood Spring, la sorgente del sangue: la leggenda vuole che Giuseppe d’Arimatea abbia portato qui due ampolle con il sangue e l’acqua delle ferite di Cristo. Una curiosità che mi ha fatto sorridere: abbazia e National Trust legano a questa storia il Graal, mentre il trust del pozzo, nelle sue pagine, parla solo delle due ampolle.

La sorgente butta più di centomila litri al giorno, sempre a 11 gradi. Il pozzo ha un coperchio con il simbolo della Vesica Piscis, i due cerchi intrecciati, disegnato da Frederick Bligh Bond e Alice Buckton e inaugurato nel 1919. E l’acqua si beve: dalla fontana con la testa di leone, dice il trust, è sicura.
| Chalice Well | Con Gift Aid | Senza |
|---|---|---|
| Adulti | 6,60 £ | 6 £ |
| Over 60 e ridotti | 5,30 £ | 4,80 £ |
| Ragazzi 5-17 anni | 3,30 £ | 3 £ |

Il giardino di Chalice Well è aperto tutti i giorni, senza prenotazione: da ottobre a marzo dalle 10 alle 16:30 (ultimo ingresso alle 16), da aprile a settembre dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso alle 17:30). Si paga in contanti o con carta, ma non con l’American Express, e con il biglietto si esce e si rientra nella giornata. Il telefono va in modalità aereo, e i cani non entrano, a parte quelli d’assistenza.
La White Spring, al buio e a lume di candela
Dall’altra parte di Wellhouse Lane c’è la White Spring, l’acqua bianca. È tutta un’altra atmosfera: un santuario buio, illuminato solo dalle candele, con le vasche in cui si può anche entrare, una profonda una sessantina di centimetri e una più grande, profonda quasi un metro e quaranta, in cui si fa il bagno completo avvisando chi è di turno. Il sito avverte, con un senso dell’umorismo tutto inglese, di fiamme libere, acqua profonda e «portali delle fate».

È gratuita, e la frase del sito è bellissima: nessun biglietto, nessuna donazione attesa, nessuno pagato. La tengono aperta i volontari, e infatti gli orari sono pochi: martedì, giovedì e venerdì dalle 13:30 alle 16:30, sabato e domenica dalle 13 alle 17. Il lunedì e il mercoledì non sono in elenco, e il sito avverte che gli orari possono cambiare in base ai turni.

Attenzione: nella White Spring macchine fotografiche e telefoni sono severamente vietati. Lasciateli in tasca: è uno dei pochi posti al mondo dove nessuno vi chiederà una storia su Instagram, godetevelo. E se volete l’acqua di Chalice Well senza pagare il giardino, c’è un rubinetto pubblico proprio in Wellhouse Lane, di fronte alla White Spring.
Il paese, la High Street e le botteghe di Avalon
Il paese è piccolo e si gira a piedi. La High Street sale dalla Market Place, ed è lì che Glastonbury mostra la sua seconda anima: cristalli, incensi, tarocchi, mantelli, libri sulle linee di energia, statuine di dee, fate e draghi. Sono le botteghe che vi dicevo all’inizio, e vendono «olistico» con una convinzione che a tratti fa sorridere e a tratti, lo ammetto, conquista. Bhè, è Avalon: qualcosa doveva pur vendere.

La chiesa di St John, in paese, ha una tradizione tutta sua: è da un suo biancospino che ogni Natale si taglia il rametto fiorito da mandare al sovrano, come vuole la leggenda della Holy Thorn. Poco sopra il centro, in Chilkwell Street, c’è il Somerset Rural Life Museum, il museo della vita contadina della contea, aperto dalle 10 alle 17 dal martedì alla domenica fino a fine ottobre e dal martedì al sabato da novembre a Pasqua; la pagina dei prezzi, ferma al 2024, dà 11 £ gli adulti, con un biglietto che vale poi dodici mesi.
Il mio consiglio: se avete una giornata sola, l’ordine se lo scelgono i luoghi. L’abbazia la mattina, perché apre alle 10; Chalice Well e la White Spring dopo pranzo, perché la White Spring apre solo il pomeriggio (e mai il lunedì e il mercoledì); il Tor per ultimo, verso il tramonto, che sta a pochi minuti a piedi dalle due sorgenti. Così la giornata finisce dove deve finire: lassù.
Il Glastonbury Festival: dove si tiene davvero, e quando non andare
Per metà delle persone che cercano «Glastonbury», Glastonbury è un festival. E allora mettiamo in fila le cose, perché quasi tutti le danno per scontate e quasi tutti le sbagliano.
Il Glastonbury Festival si tiene a Worthy Farm, a Pilton, una fattoria a sette miglia dal paese, circa 11 chilometri. Lo scrive il festival stesso, e aggiunge una cosa che mi ha colpito: «in molti credono, sbagliando», che il paese venga invaso dal pubblico del festival. Glastonbury in quella settimana resta Glastonbury. A essere invase sono le strade.

I numeri li dà sempre il festival, riferiti all’ultima edizione: il momento peggiore per arrivare in auto è il mercoledì dalle 7 alle 14, con code di ore sulla A39 per entrare nei parcheggi; il momento peggiore per andarsene è il lunedì dalle 8 alle 17, con ritardi fino a nove ore, e fino a quattro ore sulla A37 verso Bristol. Quindi se state girando il Somerset, quei due giorni lasciate perdere le strade verso Pilton.
| Glastonbury Festival | Cosa sapere |
|---|---|
| Dove | Worthy Farm, Pilton, a sette miglia da Glastonbury |
| 2026 | nessuna edizione: è un «fallow year», un anno di pausa |
| 2027 | da mercoledì 23 a domenica 27 giugno |
| Biglietto 2027 | 408 £ con la commissione, più la spedizione; acconto di 100 £ e saldo dal 1° al 7 aprile 2027 |
| Registrazione | obbligatoria, con foto, per chiunque abbia 13 anni il 23 giugno 2027; chiusa il 25 settembre 2026 |
| Disponibilità | esauriti; i biglietti cancellati o restituiti tornano in vendita in primavera 2027 |
Il biglietto porta stampata la foto del titolare, ed è il motivo per cui la registrazione si fa prima e i biglietti non si rivendono fuori dal canale ufficiale. Si comprano solo sul sito di See Tickets indicato dal sito del festival, fino a sei a transazione. E nel paese, del festival, resta un ricordo discreto: il vecchio ufficio in Northload Street.
Come arrivare a Glastonbury, e dove parcheggiare
Dall’Italia si vola su Bristol, che è l’aeroporto più vicino, oppure su Londra; per entrare nel Regno Unito ricordatevi l’autorizzazione elettronica, di cui vi ho parlato nel pezzo sull’ETA per il Regno Unito. Poi la cosa più comoda è la macchina, a patto di sapere guidare a sinistra senza farsi venire l’ansia.
| Da | In auto | Strada |
|---|---|---|
| Bath | circa 1 ora (41 km) | A39 |
| Bristol | circa 1 ora e 5 minuti (43 km) | A37 e A39 |
| Stazione di Castle Cary | circa mezz’ora (24 km) | A371 e A361 |
| Wells | circa 16 minuti (10 km) | A39 |
| Stonehenge | circa 1 ora e 5 minuti (81 km) | A303 |
Tempi e distanze su strada, misurati con Google Maps, senza traffico eccezionale.
In treno, invece, Glastonbury non ha una stazione. La più vicina è Castle Cary, e qui le fonti si contraddicono: l’abbazia scrive che da lì si arriva solo in taxi, mentre il Somerset Council ha annunciato da giugno 2026 una linea di bus che collega la stazione a Glastonbury e a Street, coordinata con i treni, presentata come 667X; gli orari di Google Maps, oggi, la danno come 567. Controllate il numero prima di partire. L’alternativa è arrivare a Bristol Temple Meads e prendere il bus: le linee di First da Bristol sono la 376 (via Wells), la 374 e la 375; da Yeovil c’è la 77.
E se non guidate e non volete combattere con i bus, ci sono le gite organizzate. Da Londra la più collaudata è quella per piccoli gruppi che mette insieme Stonehenge, Avebury e Glastonbury in una giornata, undici ore in tutto; più economica, e con la gola di Cheddar e Wells, c’è l’escursione da Londra a Glastonbury e alla gola di Cheddar. Se invece la base è Bath, c’è il tour da Bath fra Cheddar e Glastonbury, nove ore e mezza. Con tutte e tre il Tor al tramonto ve lo scordate, questo va detto.
I parcheggi in centro
I parcheggi comunali sono quattro, tutti del Somerset Council, e si pagano dalle 9 alle 18 tutti i giorni, domenica e festivi compresi; fuori da quell’orario sono gratis. Si paga solo in monete alla colonnina, oppure con un’app (PayByPhone, RingGo, JustPark e le altre della piattaforma nazionale) usando il codice del parcheggio. Con il contrassegno disabili si parcheggia gratis.
| Parcheggio | 1 ora | 3 ore | 4 ore | Tutto il giorno | Codice app |
|---|---|---|---|---|---|
| St John’s, Northload Street (138 posti, con i bagni) | 1,30 £ | 2,30 £ | 4,20 £ | 6,80 £ | 4552820 |
| Butt Close | 1,30 £ | 2,30 £ | 3,20 £ | 6,80 £ | 4552817 |
| Northload Street West | 1,30 £ | 2,30 £ | 4,20 £ | 6,80 £ | 4552819 |
| Norbins Road | 1,30 £ | 2,30 £ | 3,20 £ | 4,40 £ | 4552818 |
Come vedete, per la giornata intera Norbins Road costa quasi la metà degli altri. Il St John’s è quello dietro la Market Place, il più comodo per l’abbazia e la High Street.
Dove dormire a Glastonbury
Dormire a Glastonbury ha un senso preciso: è l’unico modo di vedere il Tor al tramonto e il paese la sera, quando le gite sono ripartite. Le zone sono due: il centro, fra Market Place e High Street, per chi vuole fare tutto a piedi, e Street, il paese attaccato a sud-ovest, dove stanno diverse strutture con il parcheggio. Attenzione su questo punto: diverse strutture che le piattaforme vi propongono «a Glastonbury» in realtà stanno a Street, a tre o quattro chilometri dall’abbazia.
Quattro indirizzi a Glastonbury, per fasce di prezzo
- The Crown Hotel (€€€): un’antica locanda di posta del Settecento sulla Market Place, con l’abbazia, come dicono loro, «appena dall’altra parte della strada». Pub al piano terra, otto camere sopra. Non ha parcheggio: si lascia la macchina al St John’s, subito dietro.
- Bove Town House (€€): due appartamenti con cucina in un edificio georgiano tutelato, appena sopra la cima della High Street, con il posto auto privato. Dall’appartamento all’ultimo piano si vedono il Tor e l’abbazia, e in giardino ci sono due biancospini della Holy Thorn.
- The Glastonbury Townhouse (€€): un B&B di tre camere in una casa edoardiana sulla Street Road, all’ingresso del paese, a pochi minuti a piedi dalla High Street. Parcheggio gratuito, da prenotare prima. Su Booking risulta che i bambini non sono ammessi.
- Mullions 51 (€€): questo sta a Street, sulla sua High Street, a circa tre chilometri da Glastonbury. È un pub-ristorante con camere, aperto dal 1976, con il parcheggio gratuito, e accoglie i cani anche in camera.
⚠️ Le fasce sono indicative e vengono da due rilevazioni, una di metà maggio e una di metà febbraio, su due notti per due persone. Se poi il viaggio continua verso nord, per dormire nelle Cotswolds il discorso è un altro, e l’ho raccontato a parte.
Cosa vedere nei dintorni di Glastonbury
Glastonbury si combina benissimo con il resto del Somerset e del Wiltshire. Le tappe più vicine, con i tempi in auto:
- Wells, a 16 minuti: la città-cattedrale, che col bus 376 si raggiunge anche senza macchina. La cattedrale di Wells si paga: 15,50 £ gli adulti, 10 £ dopo le 15:30, 5 £ i ragazzi, e il biglietto intero vale dodici mesi. Con il palazzo dei vescovi il biglietto unico è 22 £. Chi entra solo per pregare o accendere una candela non paga.
- La gola di Cheddar, a circa mezz’ora, il canyon calcareo del paese che ha dato il nome al formaggio.
- Bath, a un’ora, con le Terme Romane e la sua architettura georgiana.
- Stonehenge, a un’ora e cinque, e il cerchio megalitico di Avebury, a un’ora e mezza: se nel giro mettete più siti del National Trust e di English Heritage, prima fate il conto delle tessere. Il Tor, per inciso, è del National Trust ma non costa niente.
- Più lontano, a ovest verso il Devon, l’Exmoor, che è uno dei paesaggi che ho raccontato nel pezzo sulla brughiera inglese.
Sul periodo: Glastonbury non ha una stagione sbagliata, ma ha le sue regole. D’inverno l’abbazia chiude il lunedì e Chalice Well chiude alle 16:30; d’estate c’è il Tor Bus e il sole tramonta tardi. Per le piogge e le ore di luce mese per mese vi rimando al pezzo sul clima in Inghilterra. E la bruma della mia amica? Quella non la trovate in nessuna tabella.
Domande frequenti su Glastonbury
Per cosa è famosa Glastonbury?
Per tre cose: il Tor, la collina con la torre di San Michele che la tradizione identifica con l’isola di Avalon; l’abbazia, dove nel 1191 i monaci annunciarono di aver trovato la tomba di Re Artù e Ginevra; e il Glastonbury Festival, il grande festival musicale, che però si tiene a Pilton, a sette miglia dal paese. Glastonbury è famosa anche per le sorgenti di Chalice Well e della White Spring e per le leggende su Giuseppe d’Arimatea e il Graal.
Dove si tiene il Glastonbury Festival?
A Worthy Farm, una fattoria di Pilton, nel Somerset, a sette miglia (circa 11 chilometri) da Glastonbury. Il paese di Glastonbury dà il nome al festival ma non lo ospita, e il festival stesso precisa che in quella settimana il paese non viene invaso: i problemi sono le code sulle strade, soprattutto il mercoledì dell’arrivo e il lunedì della partenza.
Dove riposa Re Artù?
Secondo la tradizione nell’abbazia di Glastonbury: nel 1191 i monaci annunciarono di aver trovato la tomba di Artù e Ginevra, e più tardi i resti furono risepolti nel coro della grande chiesa alla presenza di re Edoardo I. Dopo la soppressione dell’abbazia, nel 1539, la tomba andò perduta: oggi, scrive l’abbazia, non ne resta niente di fisico.
Ci saranno concerti a Glastonbury nel 2026?
No: il 2026 è un anno di pausa (fallow year) e il Glastonbury Festival non si tiene. L’edizione 2027 è in programma da mercoledì 23 a domenica 27 giugno 2027 a Worthy Farm, Pilton. I biglietti, a 408 sterline, sono già esauriti; quelli cancellati o restituiti tornano in vendita in primavera 2027.
Come arrivare a Glastonbury?
La macchina è il modo più comodo: circa un’ora da Bath e un’ora e cinque minuti da Bristol. Glastonbury non ha una stazione: la più vicina è Castle Cary, a circa mezz’ora d’auto, collegata da una linea di bus annunciata dal Somerset Council (da controllare prima di partire); da Bristol ci sono i bus di First, fra cui la linea 376 che passa da Wells. Dall’Italia l’aeroporto più vicino è Bristol.
Si paga per salire sul Glastonbury Tor?
No, il Tor è del National Trust ed è gratuito, aperto dall’alba al tramonto. Al Tor però non c’è parcheggio: il più vicino a pagamento è Draper and Co in Chilkwell Street. Da aprile a settembre il Tor Bus parte dal parcheggio di St Dunstan’s, accanto all’abbazia, ogni mezz’ora, a 5 sterline andata e ritorno per gli adulti.
Quanto costa entrare nell’abbazia di Glastonbury?
14 sterline online e 15 alla cassa per gli adulti; sotto i 16 anni entrano gratis due ragazzi per ogni adulto pagante, e ogni ragazzo in più paga 6,60 sterline. I prezzi comprendono una donazione volontaria e il biglietto vale per tutta la giornata. In autunno e inverno l’abbazia è aperta dalle 10 alle 17 e, dal 2 novembre, dal martedì alla domenica.
Glastonbury è davvero l’isola di Avalon?
È la tradizione a dirlo, a partire dalla scoperta della tomba di Artù annunciata dai monaci nel 1191. Historic England descrive il Tor come una collina che domina un paesaggio piatto e un tempo paludoso, i Somerset Levels, tradizionalmente associata alla leggendaria isola di Avalon: con l’acqua intorno, la collina era davvero un’isola.
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