La prima volta che ho attraversato una brughiera vera stavo andando a Glencoe, e per una mezz’ora buona dal finestrino non si è visto altro che il Rannoch Moor: nessun albero, nessuna casa, nessun muretto, solo una distesa bruna e piatta punteggiata di pozze d’acqua ferma sotto un cielo che cambiava ogni cinque minuti. Ornella a un certo punto ha smesso di guardare la mappa e ha detto che sembrava un altro pianeta. Non aveva torto: dopo trent’anni di viaggi non avevo mai visto un paesaggio così spoglio e così vivo insieme.
Ci ho ripensato quest’estate, quando siamo andati a scoprire le Cotswolds. Perché tutti le chiamano «la brughiera inglese», io stesso partivo con quell’idea in testa, e in cinque giorni di brughiera non ne ho vista nemmeno un metro quadrato. Non è un dettaglio da pignoli: è che la brughiera inglese esiste davvero, è uno dei paesaggi più rari d’Europa, e sta da tutt’altra parte. In questo articolo vi spiego cos’è, come si riconosce, dove si trova per davvero, quando diventa viola e perché quel malinteso è così diffuso.
In breve
La brughiera è una formazione vegetale aperta, senza alberi, che cresce su suoli acidi e poveri ed è dominata dal brugo e dalle eriche. In inglese si divide in due: heath, la brughiera bassa di pianura su sabbie asciutte fino a circa 300 metri, e moor o moorland, l’altopiano torboso e umido che sta fra il limite dei campi coltivati e i 600 metri. In Inghilterra le grandi brughiere sono cinque: North York Moors nello Yorkshire, che con oltre 44.000 ettari è la più estesa d’Inghilterra e Galles, Dartmoor ed Exmoor in Devon e Somerset, il Peak District nelle Midlands e Bodmin Moor in Cornovaglia. Diventa viola fra fine luglio e settembre, con il picco a fine agosto. Le Cotswolds non sono brughiera: sono colline di calcare giurassico coltivate a grano e a pascolo.
Indice dell’Articolo
Cos’è la brughiera: la definizione che quasi nessuno dà
La brughiera è una formazione vegetale aperta e senza alberi che cresce su terreni acidi, poveri e mal drenati, dominata da arbusti bassi della famiglia delle ericacee. Non è un bosco degradato, non è un prato e non è una landa desolata per modo di dire: è un ecosistema preciso, con le sue piante, i suoi animali e il suo suolo. Se dovete riconoscerla a colpo d’occhio, guardate tre cose: non ci sono alberi, l’erba c’è ma non domina, e il colore di fondo non è verde ma bruno-rossastro, con il viola che arriva a fine estate.
La parola italiana viene dal brugo, il nome comune della Calluna vulgaris, l’arbusto che di quel paesaggio è il padrone. Insieme al brugo crescono le eriche vere e proprie, il mirtillo di palude, il ginepro nano, i giunchi e il pennacchio, e sotto tutto questo, dove l’acqua non se ne va, si accumula la torba. La torba è la ragione per cui questi posti contano molto più di quanto sembri: uno strato di torba profondo un metro può averci messo mille anni a formarsi, e tiene dentro una quantità di carbonio che nessun bosco inglese si sogna.
Attenzione: la brughiera inglese non è un paesaggio naturale, ed è la cosa che più sorprende chi ci arriva. Quelle distese aperte c’erano un tempo boschi, tagliati fra il Neolitico e l’età del Bronzo, e oggi restano spoglie solo perché qualcuno le mantiene tali: pecore che brucano, bruciature controllate a rotazione e la gestione delle riserve di caccia alla pernice. Smettete di gestirla e nel giro di qualche decennio torna bosco. È un paesaggio antico, ma è un paesaggio umano.
Moor, heath e moorland: perché in inglese sono tre parole e in italiano una
Questa è la sezione che vi risparmia gli equivoci, e vale anche se in Inghilterra non ci andate mai, perché è la chiave per capire mezza letteratura inglese. In italiano abbiamo una parola sola, brughiera. In inglese ce ne sono almeno tre, e non sono sinonimi: descrivono ambienti diversi, a quote diverse, su terreni diversi.
| Termine | Quota | Terreno | Dov’è |
|---|---|---|---|
| Heath (heathland) | dal livello del mare a circa 300 m | sabbie e ghiaie infertili, ben drenate e asciutte | pianure del sud: Dorset, Surrey, Hampshire, Norfolk |
| Moor (moorland) | dal limite dei campi recintati fino a circa 600 m | torba sottile o suoli minerali di versante, drenati ma tenuti umidi da pioggia e nebbia | altopiani del nord e del sudovest: Yorkshire, Peak District, Dartmoor |
| Blanket bog | dove il terreno è piatto e non drena | torbiera vera e propria, acqua stagnante e torba profonda | i pianori dentro le aree di moorland |
Tradotto in pratica: la heath è secca e si cammina, il moor è umido e si affonda. Se avete letto Il mastino dei Baskerville e vi siete chiesti come faccia un uomo a sparire nella palude di Grimpen, la risposta sta qui: Conan Doyle ha ambientato il romanzo su un moor, il Dartmoor, e quelle torbiere inghiottono per davvero. Sulle brughiere secche del Dorset non avrebbe funzionato.
C’è poi una differenza che i numeri raccontano meglio delle parole. Della brughiera di pianura inglese, la lowland heath, sopravvive oggi circa il 20% di quella che esisteva due secoli fa: il resto è finito sotto l’aratro, sotto le case o sotto le piantagioni di conifere. È uno degli habitat più minacciati del Regno Unito, e quando ne attraversate un pezzo state camminando dentro un residuo.
Dove si trova davvero la brughiera in Inghilterra
Se cercate la brughiera come la immaginate, cioè quella dei romanzi e delle fotografie viola, dovete salire a nord oppure scendere a sudovest. Sono cinque le grandi aree, quattro delle quali protette come parchi nazionali, e non si somigliano affatto fra loro.
| Brughiera | Dove | Tutela | Superficie | Cosa la distingue |
|---|---|---|---|---|
| North York Moors | North Yorkshire | parco nazionale dal 28 novembre 1952 | 1.436 km² (554 miglia quadrate) | oltre 44.000 ettari di brughiera, circa un terzo del parco: la distesa più estesa d’Inghilterra e Galles. Punto più alto Urra Moor, 454 m |
| Dartmoor | Devon | parco nazionale dal 1951 | 954 km² (368 miglia quadrate) | granito e oltre 160 tor, i torrioni di roccia nuda; torbiere dove cadono più di 2.000 mm di pioggia l’anno. High Willhays, 621 m |
| Exmoor | Somerset (71%) e Devon (29%) | parco nazionale dal 1954 | 692 km² (267 miglia quadrate) | circa il 27% è brughiera vera; l’unico dei cinque che finisce a picco sul mare |
| Peak District | Derbyshire e cinque contee | primo parco nazionale del Regno Unito, 17 aprile 1951 | 1.438 km² (555 miglia quadrate) | due anime: il Dark Peak di arenaria, torboso e brullo, e il White Peak calcareo e verde |
| Bodmin Moor | Cornovaglia | non è parco nazionale: è la sezione più grande del Cornwall National Landscape | 208 km² (80 miglia quadrate) | il più piccolo e il più solitario; Brown Willy, 420 m, è la cima della Cornovaglia |
Se dovessi indicarne una sola a chi parte per la prima volta, direi le North York Moors, e non per campanilismo verso lo Yorkshire: è l’unica dove la brughiera è talmente estesa da diventare l’unica cosa che si vede per chilometri, ed è anche la più facile da raggiungere, perché il parco arriva fino alla costa e a Whitby. Sono 9,8 milioni di visitatori l’anno, quindi non aspettatevi di essere soli sui sentieri principali, ma bastano cinque minuti di deviazione per non incontrare più nessuno.
Info pratica: tutte e cinque le aree si girano in auto, e senza auto si vedono male: le strade che le attraversano sono poche, strette e spesso senza banchina, con i passing places per farsi passare. Se è la vostra prima volta nel Regno Unito, mettete in conto anche il fattore volante a destra: ne ho scritto per esteso in noleggiare l’auto e guidare a sinistra, che è la cosa che più spaventa e che dopo mezza giornata non si nota nemmeno più.
Perché le Cotswolds non sono brughiera (e perché lo credono tutti)
Arriviamo all’equivoco, che è il motivo per cui probabilmente siete finiti qui. Se cercate «brughiera inglese» in italiano, fra i primi risultati ne trovate uno che chiama le Cotswolds esattamente così. È sbagliato, e capire perché serve a mettere a fuoco tutte e due le cose.
Le Cotswolds sono un altopiano di calcare oolitico giurassico, tutelato come National Landscape dal 1966 su 790 miglia quadrate, cioè il più grande del Regno Unito. Il calcare è una roccia basica e il suolo che ne deriva è fertile: esattamente il contrario del terreno acido e povero su cui cresce la brughiera. Su quel suolo, da mille anni, ci si coltiva il grano e ci si pascolano le pecore, e infatti il nome stesso lo dice: Cotswolds viene da cot più wold, il recinto delle pecore sulle colline ondulate. Non c’è nessun brugo nell’etimologia, ci sono le pecore.
E infatti quello che si vede è tutt’altro. In cinque giorni fra Bibury, Bourton, Broadway e Castle Combe abbiamo attraversato campi di grano a perdita d’occhio, siepi potate, muretti a secco e case di quella pietra color miele che sotto il sole sembra accendersi. In alcuni tratti, andando da Salisbury verso Bath, il paesaggio somigliava alla Maremma più che all’Inghilterra dei film. Se volete il quadro completo di com’è davvero quella campagna, l’ho raccontata tutta nella guida alle Cotswolds.
Consiglio: se partite per l’Inghilterra sognando la distesa viola dei romanzi, non mettete le Cotswolds in itinerario aspettandovi quella. Sono bellissime, ma sono un’altra cosa: villaggi, pietra dorata e campagna coltivata. Se volete tutte e due, la combinazione che funziona è Cotswolds più North York Moors, che però sono a quattro ore e mezza di macchina l’una dalle altre e vogliono due basi diverse. Chi prova a farle in un giro solo di una settimana passa la vacanza in autostrada.
Da dove nasce allora l’equivoco? Da una sovrapposizione che in italiano è quasi inevitabile: «brughiera inglese» ha finito per indicare, nell’uso comune, qualunque campagna inglese aperta, ventosa e un po’ malinconica. È diventata un’atmosfera invece che un ecosistema. E siccome le Cotswolds quell’atmosfera ce l’hanno da vendere, il nome ci è scivolato sopra. Per orientarsi fra le regioni vere e i loro nomi, che in Inghilterra sono un ginepraio, tornano utili le contee inglesi.
Quando la brughiera diventa viola
Quella fotografia con le colline coperte di viola fino all’orizzonte esiste, ma dura poche settimane l’anno, e per questo conviene sapere come funziona invece di fidarsi delle date che si leggono in giro, che cambiano ogni stagione. A fare il viola non è una pianta sola, sono tre, e fioriscono in momenti diversi.

- Erica cinerea (bell heather): la prima ad aprire, già da fine maggio, e va avanti fino a settembre. Sta sui terreni più asciutti e fa un rosa-porpora acceso.
- Calluna vulgaris (ling, il brugo): è quella che fa il viola vero, quello delle fotografie. Fiorisce da luglio a settembre ed è al massimo verso la fine di agosto.
- Erica tetralix (cross-leaved heath): cresce dove il terreno è più umido, ai bordi delle torbiere, e ha un fiore rosa pallido raccolto in ciuffetti.
Il criterio pratico è questo: la finestra buona va da fine luglio a metà settembre, e il colmo cade quasi sempre nelle ultime due settimane di agosto. Sulle North York Moors il parco indica la fioritura da metà-fine agosto per tutto settembre. Ma dipende dall’annata e soprattutto dalla pioggia della primavera precedente, quindi prima di prenotare un viaggio apposta conviene guardare i canali social del parco che vi interessa nelle due settimane prima: sono loro a dire, ogni anno, a che punto è.
Attenzione: agosto è anche il mese in cui in Inghilterra piove più che a giugno, e la brughiera non ha un solo riparo per chilometri. Non è una ragione per rinunciare, è una ragione per vestirsi bene: come funziona davvero il tempo da quelle parti l’ho messo tutto in clima in Inghilterra, numeri del Met Office alla mano.
Un habitat più raro della foresta pluviale, e una cifra che non regge
Qui vi racconto una cosa che in italiano non ho trovato scritta da nessuna parte, e che secondo me vale il viaggio più di tante fotografie. Se leggete qualcosa sulla brughiera britannica, prima o poi incontrate questa frase: il 75% della brughiera a brugo del mondo si trova nel Regno Unito. La trovate ovunque, ripetuta con la sicurezza dei dati certi.
Solo che quella cifra nessuno l’ha mai scritta in uno studio. Risale a una mappa d’Europa pubblicata nel 1995, dalla quale il 75% si ricava a occhio guardando le aree colorate, e da lì è passata di articolo in articolo senza che nessuno risalisse alla fonte. Chi l’ha ricontrollata, in particolare la Moorland Association e una revisione scientifica curata da Andreas Heinemeyer, ha trovato due problemi grossi: il conto originale escludeva paesi che di brughiera ne hanno parecchia, dall’Irlanda alla Finlandia all’Estonia, per non parlare di Australia e Nuova Zelanda, e soprattutto «brughiera a brugo» vuol dire cose diverse a seconda del sistema di classificazione che si usa. La percentuale vera, dicono, è probabilmente più bassa, e comunque nessuno la conosce.
Di brughiera a brugo, nel mondo, ce n’è probabilmente meno che di foresta pluviale tropicale. Su questo le fonti non litigano.
Che è poi il punto: si può smontare una cifra sbagliata senza togliere niente alla sostanza. Il Regno Unito ne ospita comunque una fetta enorme, questi paesaggi sono rari su scala planetaria, e camminarci dentro non è come attraversare un prato qualunque. Solo che adesso lo sapete per il motivo giusto.
La brughiera che ho attraversato io (e non era inglese)
Sarò onesto fino in fondo, perché è il patto che ho con chi mi legge: le grandi brughiere inglesi della tabella qui sopra non le ho ancora camminate. La brughiera l’ho incontrata altrove, due volte, e tutte e due le volte mi è rimasta addosso.
La prima in Scozia, che di brughiera è la patria vera. Il Rannoch Moor, quello della strada per Glencoe, si attraversa senza incontrare un albero né una casa, e ti lascia con la sensazione precisa di essere piccolo. Poi c’è stata Skye, con quelle stradine strette in mezzo al nulla e le greggi di pecore che ti passano davanti come se la macchina non ci fosse. E c’è stata Dalwhinnie: guidavamo verso Fort Augustus quando in fondo alla vallata è comparso un edificio bianco che spiccava netto sul bruno della brughiera, e quella era la distilleria. Se vi interessa quel filone, l’ho raccontato nel whisky tour in Scozia.

La seconda volta è stata in Bretagna, e non me l’aspettavo affatto. Uscendo dall’albergo la mattina, con la nebbiolina bassa sulle scogliere che nascondeva e attutiva tutto, mi è venuta in mente la canzone di Battisti, quella dell’uscir dalla brughiera di mattina dove non si vede a un passo. Lì, sulla punta del Finisterre, ho visto branchi di cavalli al pascolo in riva al mare, con un Atlantico inquieto da una parte e il verde della brughiera dall’altra.

Ve lo dico perché serve a voi, non a me: quel paesaggio non è un’esclusiva inglese. È la stessa formazione che corre lungo tutta la facciata atlantica d’Europa, dalla Norvegia al Portogallo, e in Italia la brughiera ce l’abbiamo in Brianza e nella pianura lombarda, dove infatti dà il nome a interi paesi. L’Inghilterra non l’ha inventata: l’ha raccontata meglio di tutti.
La brughiera dei romanzi: dove andare se ci arrivate dai libri
Metà delle persone che cercano la brughiera inglese non ci arriva dalla geografia, ci arriva dai libri, e ha perfettamente senso: nessun altro paesaggio europeo ha una letteratura così sua. Se è il vostro caso, i posti sono due e sono lontanissimi fra loro.
Il primo è Haworth, nel West Yorkshire, il paese dove vissero le sorelle Brontë e dove oggi si visita il Brontë Parsonage Museum, la loro canonica. Da lì parte il sentiero che in circa 5,5 chilometri porta a Top Withens, la fattoria in rovina a 420 metri di quota che si dice abbia ispirato la casa di Cime tempestose. Onestà storica: l’edificio non somigliava affatto a quello descritto nel romanzo, e chi ci va aspettandosi di ritrovare la casa resta deluso. È la posizione a essere quella giusta, esposta e sola in mezzo alla brughiera di Haworth, e camminarci fino su in una giornata di vento vale molto più del rudere in sé.
Il secondo è il Dartmoor, cioè il moor del Mastino dei Baskerville. Lì il paesaggio non ha bisogno di essere immaginato: i tor di granito che spuntano dalla nebbia e le torbiere che risucchiano ci sono per davvero, e Conan Doyle non ha dovuto inventarsi granché.
Come si cammina in brughiera senza pentirsene
Chiudo con la parte pratica, perché l’esperienza di qualcuno salva sempre qualcun altro, e in brughiera si sbaglia sempre nello stesso modo: la si tratta come una passeggiata in campagna. Non lo è.
- Non c’è riparo. Non un albero, non una tettoia, non un muretto: se cambia il tempo, e cambia, siete esposti per tutta la durata del rientro. Giacca impermeabile con cappuccio, sempre, anche col sole.
- Il terreno inganna. Quello che sembra un prato può essere torba satura d’acqua che cede sotto il peso. Scarpe alte e impermeabili, e restate sui sentieri battuti, che nei parchi sono segnati bene.
- La nebbia arriva in venti minuti e cancella i punti di riferimento, che in un paesaggio tutto uguale sono già pochi. Scaricate la mappa offline prima di partire: il segnale telefonico su questi altopiani è pessimo.
- D’estate ci sono le zecche nell’erba alta e nella felce: pantaloni lunghi e un controllo la sera, che costa due minuti.
- Niente fuochi, niente sigarette. La torba secca brucia sottoterra per settimane e gli incendi di brughiera sono un problema serio: nei periodi a rischio i parchi chiudono i sentieri, e il divieto si rispetta e basta.
Detto questo, andateci. La brughiera è uno di quei posti che non si lasciano fotografare bene, perché in fotografia sembra vuota e dal vero non lo è per niente: c’è il vento che fa un rumore suo, c’è l’odore della torba bagnata, ci sono gli uccelli che si alzano da sotto i piedi. È un paesaggio che si capisce solo standoci dentro, ed è esattamente per questo che vale il viaggio. Nella mia lista è la prossima, e stavolta quella inglese.
Domande frequenti sulla brughiera inglese
Che differenza c’è tra brughiera e landa?
Nell’uso comune si usano quasi come sinonimi, ma non lo sono. La brughiera è un ecosistema definito, con suolo acido e vegetazione dominata da brugo ed eriche. La landa indica genericamente un terreno incolto e spoglio, che può essere sabbioso, sassoso o erboso, senza che vi cresca per forza l’erica.
Le Cotswolds sono brughiera?
No. Le Cotswolds sono un altopiano di calcare oolitico giurassico, con suolo fertile coltivato a grano e a pascolo, siepi, muretti a secco e villaggi in pietra color miele. La brughiera cresce invece su suoli acidi e poveri: in Inghilterra si trova nello Yorkshire, nel Peak District, in Devon, in Somerset e in Cornovaglia, non nelle Cotswolds.
Dove si trova la brughiera più famosa d’Inghilterra?
Le più note sono le North York Moors, nello Yorkshire, che con oltre 44.000 ettari ospitano la distesa di brughiera più estesa d’Inghilterra e Galles, e il Dartmoor in Devon, celebre per i suoi torrioni di granito e per essere l’ambientazione del Mastino dei Baskerville. La brughiera di Haworth, sempre nello Yorkshire, è quella delle sorelle Brontë.
Quando fiorisce la brughiera in Inghilterra?
La fioritura va da fine luglio a metà settembre, con il picco nelle ultime due settimane di agosto, quando fiorisce la Calluna vulgaris che dà il colore viola. L’Erica cinerea apre prima, già da fine maggio. Le date esatte variano di anno in anno secondo l’andamento della primavera.
Cosa vuol dire moor in inglese?
Moor, o moorland, indica la brughiera d’altura: un altopiano aperto e umido, su torba, che sta fra il limite dei campi coltivati e i 600 metri circa di quota. Si distingue dalla heath, la brughiera di pianura su terreni sabbiosi e asciutti fino a circa 300 metri. In italiano entrambe si traducono con brughiera.
Se usi Pinterest, condividi questa immagine
