L’Alsazia è la regione più a est della Francia, una striscia di pianura e di colline lunga circa centonovanta chilometri stretta fra il Reno, che la separa dalla Germania, e la catena dei Vosgi. A sud tocca la Svizzera, a Basilea. Oggi non è più una regione amministrativa: dal 2016 fa parte del Grand Est, e dal 1° gennaio 2021 i suoi due dipartimenti, il Basso Reno e l’Alto Reno, si sono fusi nella Collectivité européenne d’Alsace. Le città da conoscere sono tre: Strasburgo, Colmar e Mulhouse. Il resto sono villaggi, vigne e castelli.
Preparando questa guida a cosa vedere in Alsazia ci siamo accorti che la regione più fotografata di Francia è anche una delle più raccontate male. Chi arriva a Strasburgo per i mercatini e si mette in fila sotto l’orologio astronomico della cattedrale scopre che lo spettacolo degli automi, per tutta la durata del mercatino, non c’è: lo scrive la cattedrale stessa, e non lo riporta nessuna delle guide in prima pagina. Il Musée Alsacien, che metà dei siti vi manda a vedere, è chiuso per lavori fino al 2028. E dei grandi mercatini l’unico che resta aperto il giorno di Natale è quello di Colmar.
Quindi qui trovate le tappe, ma anche i prezzi 2026 letti alle biglietterie ufficiali, le date dei mercatini città per città, quale villaggio ha davvero vinto cosa, e le regole per entrare in auto a Strasburgo, che quest’anno hanno cambiato strada due volte. Per inquadrare la regione nel resto del paese c’è la nostra guida a cosa vedere in Francia; se invece l’Alsazia la state mettendo a confronto con un’altra Francia del vino e dei villaggi, quella della lavanda la trovate nella guida alla Provenza.
In breve
L’Alsazia si vede bene in 3 giorni, 5 con calma. Le tappe sono Strasburgo con la cattedrale, la Petite France e la Neustadt, Colmar con la Petite Venise e il Museo Unterlinden, i villaggi della Strada dei Vini (Riquewihr, Eguisheim, Kaysersberg, Ribeauvillé, Bergheim), il castello dell’Haut-Koenigsbourg e i musei di Mulhouse. La base più comoda è Colmar, a 30 minuti di treno da Strasburgo. Gli ingressi costano fra 4 e 16 euro. I mercatini 2026 aprono il 20 novembre a Mulhouse e Sélestat, il 23 a Colmar e il 27 a Strasburgo; Strasburgo chiude il 24 dicembre, Colmar il 29. A Strasburgo c’è una zona a basse emissioni e serve il bollino Crit’Air anche con la targa italiana.
Indice dell’Articolo
Strasburgo: la Grande Île, la cattedrale, la Petite France e la Neustadt
Strasburgo è il capoluogo dell’Alsazia e la sua città più grande, e il cuore lo ha su un’isola: la Grande Île, chiusa fra due bracci del fiume Ill. È patrimonio UNESCO dal 1988, e dal 2017 l’iscrizione comprende anche la Neustadt, il quartiere costruito dai tedeschi dopo il 1871 intorno a Place de la République. Questa seconda parte quasi nessuna guida la nomina, ed è la metà che spiega la città: un centro medievale francese e, a dieci minuti a piedi, una capitale imperiale tedesca.

La cattedrale di Notre-Dame si vede da tutta la pianura, in arenaria rosa dei Vosgi, con una torre sola. L’ingresso è libero, con il controllo delle borse: dal lunedì al sabato 8:30-11:15 e 12:45-17:45, la domenica e i festivi 14-17:15, e durante il mercatino di Natale l’orario del lunedì-sabato diventa continuato, 8:30-17:45. Chi vuole capire cosa sta guardando può prendere una delle visite guidate della cattedrale.
Due cose si pagano a parte. La piattaforma, a 66 metri, si raggiunge solo a piedi con 330 gradini e costa 10 euro, 6 il ridotto (fra i 6 e i 18 anni e gli studenti); non esiste un biglietto saltafila e sul percorso stanno al massimo cento persone. Da ottobre a marzo è aperta 10-13 e 13:30-18, ultima salita alle 17:15. Il listino e gli orari stanno sul sito della Fondation de l’Œuvre Notre-Dame.
L’altra è l’orologio astronomico, con la sfilata degli apostoli davanti al Cristo a mezzogiorno e mezzo. Si entra con un contributo di 4 euro, 2 dai 6 ai 17 anni; i biglietti si comprano solo il giorno stesso, dalle 10 alle 11 nei negozietti della cattedrale e poi all’ingresso di Place Saint-Michel. Alle 12 c’è un filmato, alle 12:30 si muovono gli automi.
Attenzione: lo spettacolo dell’orologio astronomico non si tiene per tutta la durata del mercatino di Natale, cioè nel 2026 dal 27 novembre al 24 dicembre. Lo scrive la cattedrale nella pagina dell’orologio. Se andate a Strasburgo per i mercatini, l’orologio lo vedete fermo; per la sfilata degli automi vi conviene una data prima del 27 novembre o dopo Natale. E non si tiene nemmeno la domenica e nei giorni di festa con la messa delle 11.
Dalla cattedrale si scende verso la Petite France, il quartiere dei mugnai, dei conciatori e dei pescatori sull’Ill, con le case a graticcio che si specchiano nei canali e le chiuse. Il nome viene da un ospizio del Cinquecento per i malati di sifilide, che i tedeschi chiamavano «il male francese». Alla punta del quartiere ci sono i Ponts Couverts, tre ponti con le torri medievali, e subito dopo il Barrage Vauban, la diga fortificata del Seicento: dalla sua terrazza sul tetto si guarda la Petite France dall’alto, senza pagare niente.
Il modo più pigro e più bello di vedere tutto questo è dall’acqua. I battelli Batorama fanno quattro giri: il rosso dura un’ora e dieci, percorre 8 chilometri, arriva fino al Parlamento europeo, va tutto l’anno e costa 16,20 euro (14,70 dai 13 ai 17 anni, 8,90 dai 4 ai 12); il blu e l’arancio durano tre quarti d’ora e costano 12,50. Le audioguide parlano anche italiano. Per i lavori si imbarca in un pontile provvisorio, all’imbarcadero della Cattedrale o a Quai au Sable: controllatelo sul sito di Batorama prima di andare.
Davanti alla cattedrale c’è il Palais Rohan, il palazzo dei principi vescovi del Settecento, che ospita tre musei: Belle Arti, Arti decorative e Archeologico. Costano 9 euro ciascuno, 5 il ridotto, e con 20 euro c’è il pass di un giorno per tutti e tre; sono gratis sotto i 18 anni e chiusi il martedì. Fino al 19 novembre 2026 le Arti decorative sono aperte solo in parte, a 5 euro per tutti. E fino al 18 gennaio 2027 manca il quadro più amato del museo di Belle Arti, la «Belle Strasbourgeoise», in prestito al Louvre-Lens.
Attenzione: il Musée Alsacien, il museo delle tradizioni popolari che molte guide mettono fra le cose da non perdere, è chiuso per lavori e riapre nel 2028, secondo la home dei Musei di Strasburgo. Il listino a 9 euro è rimasto online, ma la porta è chiusa. Al posto suo c’è una riapertura: il Musée Zoologique, riaperto nel 2025 dopo sei anni di cantiere.
Strasburgo è anche la sede del Parlamento europeo, che qui tiene le sue sessioni plenarie, e il battello rosso vi ci porta davanti. In centro si gira a piedi; per tutto il resto c’è il tram, di cui parliamo più sotto, nella parte sui mezzi.
Colmar: la Petite Venise, il Museo Unterlinden e la Pala di Isenheim
Colmar è più piccola di Strasburgo e più fotografata: un centro storico intatto di case a graticcio dipinte di azzurro, giallo e rosso, attraversato dalla Lauch. Il pezzo da cartolina è la Petite Venise, il quartiere dei pescatori e degli ortolani sul fiume, dove i barcaioli portano su e giù le barche piatte. Il giro più semplice è un tour a piedi con la crociera nella Piccola Venezia, due ore in tutto. Poco più in là c’è il Koïfhus, l’antica dogana, e la casa più famosa della città, la Maison Pfister, del Cinquecento, con il balcone di legno e gli affreschi.

Il motivo vero per fermarsi a Colmar, però, è il Museo Unterlinden, in un convento domenicano del Duecento con il chiostro. Qui c’è la Pala di Isenheim, dipinta da Matthias Grünewald e scolpita da Nicolas de Haguenau all’inizio del Cinquecento per l’ospedale degli Antoniti di Isenheim, dove si curavano i malati del «fuoco di Sant’Antonio». Il Cristo crocifisso con la pelle segnata dalla malattia è una delle immagini più forti della pittura europea, e i malati la guardavano mentre venivano curati.
Info pratica: l’Unterlinden costa 14 euro, 17 con l’audioguida; 9 euro dai 12 ai 17 anni e per gli studenti sotto i 30, gratis sotto i 12 anni. Nell’ultima ora si paga 7 euro. È aperto dal mercoledì al lunedì 9-18, ultimo ingresso alle 17:30, ed è chiuso il martedì, il 1° gennaio, il 1° maggio, il 1° novembre e il 25 dicembre; il 24 e il 31 dicembre chiude alle 16. Tutto sul sito del museo.
Dal 25 novembre 2026 al 3 gennaio 2027, la sera, il chiostro dell’Unterlinden diventa il palcoscenico di uno spettacolo di luci e suoni, «Once Upon a Night», che si può prendere insieme all’ingresso al museo con lo spettacolo «Once Upon a Night» con il biglietto del museo.
A Colmar è nato anche Auguste Bartholdi, lo scultore della Statua della Libertà di New York. Il Musée Bartholdi è nella sua casa natale, in rue des Marchands 30, e costa 5 euro (gratis sotto i 18 anni); è chiuso il lunedì e per tutto il mese di gennaio. All’ingresso nord della città c’è una replica della statua alta dodici metri, inaugurata nel 2004.
Colmar ama chiamarsi «capitale dei vini d’Alsazia»: è un titolo che la città si dà da sola, ma non è usurpato, perché da qui si arriva in venti-venticinque minuti d’auto ai villaggi più famosi della Strada dei Vini. Per chi vuole il vino senza guidare c’è una degustazione di quattro vini alsaziani con formaggi e salumi in centro, un’ora, oppure un food tour a piedi con le degustazioni.
La Strada dei Vini d’Alsazia: 170 chilometri e 119 comuni
La Route des Vins d’Alsace è stata istituita come strada turistica nel 1953, e oggi corre per oltre 170 chilometri da Marlenheim, a ovest di Strasburgo, fino a Thann, a ovest di Mulhouse, lungo le colline ai piedi dei Vosgi. Attraversa circa 119 comuni viticoli, con più di 720 produttori che aprono le cantine e 51 Grands Crus. I numeri sono dell’ente turistico regionale della Route des Vins.
Lo diciamo perché in giro trovate altre versioni: una guida la fa partire da Strasburgo e finire a Colmar, due scrivono «oltre 70 villaggi», un’altra la data al 1963. Sono tutte sbagliate, e la prima è la più fuorviante, perché chi segue la strada «da Strasburgo a Colmar» si perde tutta la parte a sud di Colmar, quella di Eguisheim e di Guebwiller.

Percorrerla tutta in un giorno non ha senso. Funziona meglio a pezzi, partendo da una base, e qui mi viene in aiuto il mio vecchio metodo dei cerchi: si racchiudono le cose da vedere in cerchi di una cinquantina di chilometri di raggio e si cerca un alloggio baricentrico, così da non fare e disfare la valigia ogni sera. In Alsazia il cerchio si disegna quasi da solo: con Colmar al centro, i villaggi più belli stanno tutti dentro, Strasburgo è a mezz’ora di treno e Mulhouse a venti minuti.
La strada è anche una pista ciclabile: la Véloroute du Vignoble fa 131,5 chilometri, sempre da Marlenheim a Thann, fra le vigne.
Consiglio: il crémant d’Alsace, lo spumante della regione, si fa con il metodo tradizionale e con diversi vitigni. Una guida in prima pagina scrive che è «prodotto con il Pinot nero»: è vero solo per il crémant rosé, che deve essere di Pinot nero. Il bianco nasce soprattutto da Pinot bianco, Auxerrois, Riesling e Chardonnay.
I villaggi più belli dell’Alsazia: Riquewihr, Eguisheim, Kaysersberg, Ribeauvillé e gli altri
Qui conviene partire da un chiarimento, perché le guide mescolano due classifiche diverse. Una è «Les Plus Beaux Villages de France», un’associazione che ammette un villaggio dopo una valutazione e lo può anche togliere. L’altra è «Le Village préféré des Français», una trasmissione della televisione pubblica francese in cui vince il villaggio più votato dal pubblico, una volta l’anno. Sono due cose che non c’entrano l’una con l’altra, e un villaggio può stare in una e non nell’altra.

| Villaggio | Plus Beaux Villages de France | Village préféré des Français | Mercatino 2026 |
|---|---|---|---|
| Riquewihr | sì | no | 27 novembre-20 dicembre, tutti i giorni |
| Eguisheim | sì | 2013 | 27 novembre-30 dicembre, chiuso 24-26 |
| Kaysersberg | no | 2017 | solo venerdì-domenica, fino al 20 dicembre |
| Bergheim | sì | 2022 | 27-29 novembre e 4-6 dicembre |
| Hunspach | sì | 2020 | no |
| Hunawihr | sì | no | no |
| Mittelbergheim | sì | no | no |
| Ribeauvillé | no | no | medievale, 5-6 e 12-13 dicembre |
Kaysersberg e Ribeauvillé non sono fra i Plus Beaux Villages de France, anche se leggerete il contrario. Ed Eguisheim ha vinto il concorso televisivo una volta sola, nel 2013, non «più volte» come scrivono due guide in prima pagina. L’Alsazia di vittorie ne ha quattro, la più recente quella di Bergheim nel 2022.
Riquewihr è il villaggio più visitato della Strada dei Vini: chiuso dentro le mura, con la via principale in salita fino al Dolder, la torre-porta del Duecento. Leggerete ovunque che ha ispirato il villaggio della «Bella e la Bestia» della Disney. È una storia bellissima, e nessuno ha mai trovato una fonte Disney che la confermi; c’è anche chi la attribuisce a Colmar o a Eguisheim. Prendetela per quello che è, una leggenda nata da come Riquewihr appare, che è comunque abbastanza.
Eguisheim è costruito ad anelli intorno al castello e alla cappella di San Leone IX, il papa alsaziano che secondo la tradizione nacque qui: si gira tutto seguendo le vie in cerchio, e in un’ora si è tornati al punto di partenza. Kaysersberg ha un ponte fortificato sulla Weiss, le rovine del castello sopra il paese e il mercatino di Natale che molti considerano il più bello della regione, ma che nel 2026 apre solo il venerdì, il sabato e la domenica. Ribeauvillé ha tre castelli in rovina sui monti alle sue spalle e a dicembre il mercatino medievale.

Più a nord, sulla stessa strada, c’è Obernai, con la piazza del mercato, il pozzo dei sei secchi e una novità del 2026: dal 1° al 24 dicembre, alle 18 e alle 19, un videomapping proiettato sulla facciata del municipio. Turckheim è il paese del guardiano notturno, che fa il giro delle vie alle 22 da maggio a ottobre e di nuovo in Avvento, secondo la guida del comune. E Hunawihr ha la chiesa fortificata in mezzo alle vigne e il NaturOparC, il centro dove sono state reintrodotte le cicogne.
Il modo più semplice di farne quattro in un giorno, per chi non vuole guidare, è un tour privato della Strada del Vino con quattro villaggi da Colmar; chi parte da Strasburgo ha la gita di un giorno a Colmar, Riquewihr e all’Haut-Koenigsbourg.
Il castello dell’Haut-Koenigsbourg e Kintzheim
L’Haut-Koenigsbourg è il castello che vedete dall’autostrada, rosso, su uno sperone dei Vosgi sopra Sélestat, a 26 chilometri a nord di Colmar e 55 a sud di Strasburgo. È un castello medievale distrutto nella guerra dei Trent’anni e ricostruito all’inizio del Novecento per volere dell’imperatore tedesco Guglielmo II, quando l’Alsazia era tedesca: quello che visitate è un Medioevo come lo immaginava un Kaiser, ed è proprio questo a renderlo interessante. Il biglietto si può prendere anche online come ingresso al castello dell’Haut-Koenigsbourg.

Info pratica: l’ingresso costa 12 euro, 8 dai 6 ai 17 anni, 30 la famiglia (al massimo due adulti), gratis sotto i 6 anni. È gratis per tutti la prima domenica di ogni mese da novembre a marzo. A novembre e dicembre 2026 è aperto 9:30-12 e 13-17, il lunedì dalle 10:30, con l’ultimo ingresso un’ora prima; è chiuso il 25 e il 26 dicembre e il 1° gennaio. Prezzi e orari sul sito del castello.
Senza auto ci si arriva con la navetta 500 dalla stazione di Sélestat: 3 euro a tratta, solo in contanti, e con il biglietto della navetta l’ingresso al castello scende a 6 euro. Nel 2026 circola il sabato, la domenica e i festivi fino al 3 gennaio 2027, con sei corse dal 7 novembre. Il 20 e il 28 novembre il castello fa anche una visita serale con la torcia, a 16 euro.
Sotto il castello, a Kintzheim, ci sono due parchi molto amati dalle famiglie: la Volerie des Aigles, con lo spettacolo dei rapaci in volo, e la Montagne des Singes, con i macachi in libertà nel bosco. Costano 12 euro gli adulti e 8 i bambini dai 5 ai 14 anni, ma la stagione 2026 finisce l’11 novembre, e la Montagne des Singes è chiusa anche dal 2 al 6 e il 9 e 10 novembre. In Avvento sono entrambi chiusi.
Mulhouse, l’Écomusée e il parco del Piccolo Principe
Mulhouse è la seconda città dell’Alsazia, una città industriale del tessile che oggi si visita per i musei della tecnica. La Cité du Train, il museo ferroviario, costa 16 euro, 12 dai 4 ai 17 anni, ed è aperta tutti i giorni tranne il 25 dicembre, da novembre a marzo 10-17. Il primo mercoledì del mese adulti e bambini pagano metà.

La Cité de l’Automobile, con la collezione Schlumpf, è l’altra ragione per cui si viene a Mulhouse. I prezzi 2026 non ve li diamo: per tutta la giornata in cui abbiamo preparato questa guida il suo sito ufficiale era irraggiungibile, e non li copiamo da altre fonti. Controllateli lì prima di andare.
Fra Mulhouse e Colmar, a Ungersheim, ci sono due attrazioni che le guide spesso mettono «a Mulhouse». L’Écomusée d’Alsace è un villaggio-museo all’aperto di case contadine smontate e rimontate da tutta la regione: il biglietto della stagione 2026 costa 16,50 euro, 11 i bambini, e in inverno apre dal 4 dicembre 2026 al 3 gennaio 2027 in giorni scelti, chiuso il 24, 25 e 31 dicembre. Il parco del Piccolo Principe, accanto, ha chiuso la stagione il 1° novembre e riapre in primavera.
Il nord e la memoria: Mont Sainte-Odile, lo Struthof, Hunspach e Neuf-Brisach
Il Mont Sainte-Odile è il monte sacro dell’Alsazia, sopra Obernai: un monastero sulla cima, dedicato a Odile, la santa patrona della regione, con la vista sulla pianura, e intorno il «Muro pagano», una cinta di pietre lunga più di dieci chilometri di cui non si conosce bene l’origine. Il santuario accoglie pellegrini e turisti tutto l’anno.
Più su nei Vosgi c’è il Natzweiler-Struthof, l’unico campo di concentramento nazista costruito sul territorio francese, in un’Alsazia allora annessa di fatto dalla Germania, con il Centro europeo del resistente deportato. È una visita dura e necessaria: costa 8 euro, 4 dai 10 ai 18 anni, gratis sotto i 10, ed è aperto dal martedì alla domenica, fino al 23 dicembre 9-17:30. Poi chiude dal 24 dicembre 2026 al 31 gennaio 2027 e può chiudere senza preavviso per neve e ghiaccio. Le visite guidate sono solo in francese, ma le audioguide parlano italiano. Orari sul sito dello Struthof.
All’estremo nord, vicino al confine tedesco, Hunspach è un villaggio di case a graticcio bianche, fra i Plus Beaux Villages de France e vincitore del concorso televisivo nel 2020, che quasi nessuna guida italiana cita. A est di Colmar, sul Reno, c’è Neuf-Brisach, la città fortificata a pianta ottagonale progettata da Vauban, patrimonio UNESCO con le altre fortificazioni di Vauban; a dicembre ha un mercatino di tre giorni, dall’11 al 13.
I mercatini di Natale in Alsazia nel 2026
Ogni città e quasi ogni villaggio ha il suo mercatino, e le date non coincidono. Qui sotto ci sono quelle del 2026, lette sui siti ufficiali delle città e degli uffici turistici, perché nessuna delle guide che stanno in prima pagina ne riporta una sola. Strasburgo si chiama da sé «Capitale de Noël» e rivendica il mercatino più antico, dal 1570; Sélestat rivendica la prima menzione scritta dell’albero di Natale, nel 1521.

| Mercatino | Date 2026 | Orari | Da sapere |
|---|---|---|---|
| Strasburgo | 27 novembre-24 dicembre | 11-21; il 27 novembre 14-21, il 24 dicembre 11-18 | il 25 dicembre è tutto chiuso |
| Colmar (6 mercatini) | 23 novembre-29 dicembre | lunedì-giovedì 11-19, venerdì-domenica 10-20; 24 dicembre 11-17 | aperto il 25 e il 26 dicembre, 10-20 |
| Kaysersberg | 27 novembre-20 dicembre | 10-20 | solo venerdì, sabato e domenica |
| Riquewihr | 27 novembre-20 dicembre | 10-18:30, sabato e domenica fino alle 19 | tutti i giorni |
| Eguisheim | 27 novembre-30 dicembre | 10-19 (dal lunedì al giovedì fino al 10 dicembre 12-19) | chiuso il 24, 25 e 26 dicembre |
| Ribeauvillé, medievale | 5-6 e 12-13 dicembre | sabato 10-19, domenica 10-18 | due fine settimana |
| Obernai | 27 novembre-31 dicembre | 10-20, venerdì e sabato fino alle 21 | chiuso il 25; il sito dà anche la fine al 30 |
| Mulhouse | 20 novembre-27 dicembre | lunedì-giovedì 11-20, venerdì-domenica 10-21 | il 25 non è fra le aperture |
| Sélestat | 20 novembre-27 dicembre | 11-19, venerdì e sabato fino alle 20 | chiuso il 25 dicembre |
Il dato che cambia i piani è questo: chi è in Alsazia il giorno di Natale trova aperto solo Colmar. Strasburgo chiude il 24 sera e non riapre fino all’anno dopo; Eguisheim chiude il 24, 25 e 26; Sélestat, Obernai e Mulhouse il 25 non ci sono. Colmar invece il 25 e il 26 dicembre è aperta dalle 10 alle 20, e il mercato gourmand con la ruota panoramica va avanti fino al 3 gennaio. Chi vuole il giro dei mercatini senza pensare alle navette può prendere un tour dei mercatini di Natale da Strasburgo oppure, da Colmar, una giornata guidata nei mercatini di quattro villaggi alsaziani.
Auto e mercatini: a Colmar dal 23 novembre al 29 dicembre il centro è chiuso a tutti i veicoli negli orari dei mercatini; c’è un parcheggio scambiatore al Parco Esposizioni a 5 euro al giorno con il bus, solo nei fine settimana. A Strasburgo, durante il mercatino, nella Grande Île le auto non circolano negli orari di apertura e ai ponti ci sono i controlli d’accesso; i parcheggi scambiatori del tram costano 4,20 euro al giorno con il tram compreso per tutti gli occupanti, fino a sette. A Riquewihr e Ribeauvillé nei fine settimana si parcheggia fuori paese, a 10 euro a veicolo con la navetta.
E poi c’è il problema dei problemi, il letto. In Avvento Colmar è la prima a riempirsi, e i fine settimana di dicembre, a Strasburgo come a Colmar, vanno prenotati con mesi d’anticipo. Se volete l’Alsazia in Avvento, prenotate adesso, oppure scegliete i giorni in settimana e una base meno ovvia, come Sélestat. Se il giro dei mercatini lo state ancora decidendo, le alternative le abbiamo messe in fila nella guida a dove andare a Natale.
Quando andare in Alsazia
L’Alsazia ha tre stagioni buone, e una sola davvero affollata. La primavera, da aprile a giugno, è quella dei balconi fioriti e dei prezzi normali. L’autunno, da settembre a ottobre, è la vendemmia, con le vigne che diventano gialle e rosse e i paesi che fanno festa; nel 2026 la vendemmia è cominciata il 18 agosto, la data più precoce mai registrata in Alsazia secondo la stampa del settore. Se l’autunno è la vostra stagione, l’Alsazia sta in buona compagnia nella nostra lista di dove andare in autunno in Europa. L’Avvento, dalla fine di novembre a Natale, è il momento più bello e più caro, quello in cui bisogna prenotare con mesi d’anticipo.
L’inverno dopo le feste ha i suoi vantaggi: prezzi da bassa stagione, villaggi vuoti, e la prima domenica del mese l’Haut-Koenigsbourg gratis. Ma molte attrazioni chiudono: lo Struthof fino al 31 gennaio, il Musée Bartholdi per tutto gennaio, i parchi di Kintzheim fino a primavera.
Quanto costa visitare l’Alsazia: i prezzi 2026, il Pass’Alsace e la tassa di soggiorno
Questa è la tabella che manca a tutte e tredici le guide in prima pagina: nessuna ha una tabella dei prezzi, e nessuna dichiara di che anno sono i suoi. Questi li abbiamo letti sulle biglietterie ufficiali il 23 ottobre 2026.
| Luogo | Intero | Ridotto o ragazzi | Da sapere |
|---|---|---|---|
| Piattaforma della cattedrale, Strasburgo | 10 € | 6 € (6-18 anni) | 330 gradini, niente saltafila |
| Orologio astronomico, Strasburgo | 4 € | 2 € (6-17 anni) | niente spettacolo durante il mercatino |
| Battello Batorama, giro rosso | 16,20 € | 14,70 € (13-17), 8,90 € (4-12) | 1 ora e 10, tutto l’anno |
| Musei del Palais Rohan | 9 € ciascuno | 5 € | pass 1 giorno 20 €; gratis sotto i 18 anni |
| Museo Unterlinden, Colmar | 14 € | 9 € (12-17 e studenti) | chiuso il martedì |
| Musée Bartholdi, Colmar | 5 € | gratis sotto i 18 anni | chiuso a gennaio |
| Haut-Koenigsbourg | 12 € | 8 € (6-17 anni) | gratis la prima domenica, novembre-marzo |
| Volerie des Aigles / Montagne des Singes | 12 € | 8 € (5-14 anni) | stagione fino all’11 novembre |
| Cité du Train, Mulhouse | 16 € | 12 € (4-17 anni) | metà prezzo il primo mercoledì del mese |
| Écomusée d’Alsace, Ungersheim | 16,50 € | 11 € | inverno dal 4 dicembre, giorni scelti |
| Natzweiler-Struthof | 8 € | 4 € (10-18 anni) | chiuso dal 24 dicembre al 31 gennaio |
| Palais du Pain d’Épices, Gertwiller | 4 € | 2 € (5-13 anni) | il museo del pan di zenzero |
Il Pass’Alsace esiste ancora, e nel 2026 ha sei formule: il MiniPass da 24 ore costa 30 euro (20 i bambini fino a 12 anni), quello da 48 ore 40, il pass da 3 giorni 50 e quello da 5 giorni 65; il Pass Hiver, per l’inverno, 30 euro per tre giorni a scelta su quattordici. Le pagine dell’Haut-Koenigsbourg e dello Struthof dicono che con il pass si entra gratis, e i Musei di Strasburgo danno un ingresso in tre musei a scelta. Il conto si fa così: Haut-Koenigsbourg, Struthof e tre musei di Strasburgo valgono 47 euro, quindi il pass da tre giorni si ripaga appena, e conviene solo se ci aggiungete almeno un’altra entrata. Prima di comprarlo controllate sul sito del Pass’Alsace che i luoghi che vi interessano siano nella formula che scegliete.
A Strasburgo c’è anche la Strasbourg City Card, che non è un pass ma una carta sconto da 5 euro valida sette giorni: metà prezzo sulla piattaforma della cattedrale, un euro in meno sull’orologio, sconti sul battello e sui musei. Per chi in tre giorni sale sulla cattedrale e fa il giro in battello si ripaga da sola.
La tassa di soggiorno si paga a notte e a persona, e la pagano solo gli adulti. A Strasburgo nel 2026 costa 1,87 euro in un tre stelle, 2,86 in un quattro stelle e 3,96 in un cinque stelle; a Colmar 1,85, 2,85 e 3,95. Per gli alloggi non classificati, cioè la maggior parte degli appartamenti, è il 5% del prezzo della notte, con un tetto. Nessuna delle guide che abbiamo letto la nomina.
L’Alsazia in 2, 3 o 5 giorni
Con due giorni si sceglie: o Strasburgo o Colmar con i villaggi. Con tre si vedono le due città e la Strada dei Vini. Con cinque ci stanno anche l’Haut-Koenigsbourg, Mulhouse e il nord.
| Giorno | 2 giorni | 3 giorni | 5 giorni |
|---|---|---|---|
| 1 | Colmar: Petite Venise, Unterlinden, Maison Pfister | Strasburgo: cattedrale, Petite France, battello | Strasburgo: cattedrale, Petite France, battello |
| 2 | Eguisheim, Kaysersberg e Riquewihr | Colmar: Petite Venise e Unterlinden | Strasburgo: Palais Rohan, Neustadt, Parlamento europeo |
| 3 | – | Eguisheim, Kaysersberg e Riquewihr | Obernai, Mont Sainte-Odile, Haut-Koenigsbourg |
| 4 | – | – | Colmar, Ribeauvillé, Riquewihr, Kaysersberg |
| 5 | – | – | Eguisheim e Mulhouse, oppure Neuf-Brisach |
Nel giro da cinque giorni ha senso cambiare albergo una volta sola: due notti a Strasburgo e tre a Colmar. A me, che odio fare e disfare le valigie, sembra già un compromesso.
Come arrivare in Alsazia dall’Italia
In aereo gli aeroporti sono due. L’EuroAirport Basilea-Mulhouse-Friburgo sta in territorio francese, a Saint-Louis, anche se porta il nome di Basilea: secondo la pagina delle destinazioni dell’aeroporto, d’estate e d’inverno ci sono voli da Brindisi, Cagliari, Catania, Lamezia Terme, Napoli, Palermo, Roma e Venezia, più Bari, Olbia e Rimini solo d’estate. Da Milano non c’è niente. Dall’aeroporto il bus 11 porta in dieci minuti alla stazione di Saint-Louis, a 3 euro, e da lì il treno va a Mulhouse, Colmar e Strasburgo ogni mezz’ora; il taxi per Colmar costa fra 125 e 135 euro di giorno.
L’aeroporto di Strasburgo-Entzheim nell’orario invernale 2026-2027 ha voli a periodi da Firenze, una rotta nuova di Volotea, da Roma, da Milano e da Napoli: le date esatte le trovate nel programma dei voli dell’aeroporto, che avverte che è provvisorio. Dall’aeroporto un treno-navetta arriva alla stazione di Strasburgo in 8 minuti, fino a cinque corse l’ora, a 3,20 euro.
Con i voli invernali che cambiano da una settimana all’altra, un’assicurazione che copra annullamento e rientro anticipato non è un lusso: noi partiamo da un’assicurazione di viaggio singolo, e ne abbiamo scritto per esteso nella nostra recensione di Heymondo.
In treno la strada è Basilea: da Milano Centrale si arriva a Basilea in poco più di quattro ore, con uno o più cambi, e da Basilea un treno regionale diretto porta a Colmar in una quarantina di minuti e a Strasburgo in un’ora e un quarto. Chi passa da Parigi trova il TGV per Strasburgo, e la nostra guida a Parigi può essere la prima tappa dello stesso viaggio.
In auto da Milano a Colmar sono 402 chilometri, cinque ore e un quarto su Google Maps con il traffico di un venerdì pomeriggio, e a Strasburgo 473 chilometri, quasi sei ore, passando per la Svizzera. Per le autostrade svizzere serve la vignetta: costa 40 franchi, esiste anche elettronica e quella del 2026 vale fino al 31 gennaio 2027. Non esiste una vignetta di pochi giorni, e chi viene fermato senza paga 200 franchi di multa più la vignetta.
Come muoversi in Alsazia: auto o treno, la zona a basse emissioni e il Crit’Air
Le tre città stanno sulla stessa linea ferroviaria, e il treno regionale è comodo: da Strasburgo a Colmar sono 30 minuti, ogni mezz’ora, da Strasburgo a Sélestat 18, da Colmar a Mulhouse 21. Il biglietto Alsa+ 24h dà treni, bus e tram per 24 ore: 43 euro su tutta l’Alsazia, 26,50 su un solo dipartimento. Il sabato, la domenica e i festivi, per un gruppo da due a cinque persone, l’Alsa+ Groupe Journée vale tutta l’Alsazia a 45 euro in tutto, ed è l’affare della regione. A Strasburgo una corsa in tram costa 1,90 euro con l’app, 2,50 sul bus, e il biglietto da 24 ore 4,60.
I villaggi però sono un’altra storia. Con i bus ci si arriva, ma con frequenze da paese; la navetta panoramica che li gira tutti da Colmar va solo da aprile a ottobre. In Avvento ci sono le navette di Natale da Colmar: le linee per Kaysersberg, Riquewihr e Ribeauvillé vanno il venerdì, il sabato e la domenica, a 17 euro al giorno, quella per Eguisheim tutti i giorni, a 8 euro dal lunedì al giovedì; i biglietti si comprano solo online dal 12 novembre 2026 alle 12, e sotto i 12 anni sono gratis con la prenotazione. Per la Strada dei Vini, fuori dal periodo di Natale, l’auto resta la scelta più libera, e chi arriva in aereo può prendere un’auto a noleggio all’aeroporto, confrontando le offerte.
Chi guida deve sapere della zona a basse emissioni, la ZFE, di Strasburgo: copre tutta l’area metropolitana, vale 24 ore su 24 e vieta le auto senza bollino Crit’Air e quelle con il bollino 4 e 5. E qui la storia del 2026 è da raccontare. Il Parlamento francese aveva votato l’abolizione delle ZFE dentro una legge di semplificazione; il 21 maggio 2026 il Conseil constitutionnel ha annullato quell’articolo, con la decisione n. 2026-903 DC, e le ZFE sono rimaste in vigore. Poi, l’8 ottobre, l’Eurométropole ha annunciato che il divieto per i Crit’Air 3, previsto dal 1° gennaio 2027, slitterà di un anno, con una consultazione pubblica dal 26 ottobre al 15 novembre. Gli stessi amministratori ammettono che i divieti restano «extrêmement théoriques», perché mancano i controlli automatici promessi dallo Stato. Ma le multe esistono, e il bollino costa poco.
Info pratica: il bollino Crit’Air serve anche alle auto con la targa italiana, e si ordina solo sul sito ufficiale certificat-air.gouv.fr: per un veicolo immatricolato all’estero costa 5,11 euro, spedizione compresa, e arriva in meno di una settimana più i tempi postali. Diffidate dei siti che lo vendono a 30 euro. A Colmar e a Mulhouse, a ottobre 2026, non abbiamo trovato zone a basse emissioni attive per le auto private.
Cosa mangiare in Alsazia: tarte flambée, choucroute e winstub
L’Alsazia mangia come una regione di confine: tedesca nelle porzioni, francese nella cura. Il piatto che si trova ovunque è la tarte flambée, la *flammekueche*, una sfoglia sottilissima cotta nel forno a legna con panna, cipolla e pancetta. Poi la choucroute, i crauti con le carni e le salsicce, e il baeckeoffe, uno stufato di tre carni marinate nel vino bianco e cotte a lungo con le patate in una terrina sigillata con la pasta. Per il dolce il kougelhopf, il dolce a ciambella con l’uvetta e le mandorle, e a Natale i *bredele*, i biscotti di Natale.
Il posto dove mangiarli è il winstub, l’osteria alsaziana con il legno alle pareti, i tavoli stretti e la cucina di casa: l’equivalente della nostra trattoria, e come la nostra trattoria va scelto con cura, perché nei centri più turistici ce ne sono di veri e di finti.
Il vino è bianco quasi tutto, e si chiama con il nome del vitigno: Riesling, Gewurztraminer, Pinot grigio, Sylvaner, Muscat, Pinot bianco, più il Pinot nero per i rossi e il crémant per le bollicine. Chi va a fine dicembre a Colmar trova anche la Cuvée Givrée, la fiera dei vini d’inverno, dal 27 al 30 dicembre 2026.
A Gertwiller, vicino a Obernai, c’è la capitale del pan di zenzero: il Palais du Pain d’Épices costa 4 euro, 2 i bambini, ed è aperto tutti i giorni.
Dove dormire in Alsazia: Colmar o Strasburgo
In quale zona conviene dormire
- Colmar, in centro: la base baricentrica per i villaggi della Strada dei Vini e per l’Haut-Koenigsbourg, a 30 minuti di treno da Strasburgo. È la scelta migliore per un giro di tre o più giorni, e la più difficile da trovare in Avvento.
- Strasburgo, Grande Île e Petite France: per chi vuole la città di sera e i musei, con due o tre giorni dedicati. Più alberghi e più scelta di Colmar.
- Strasburgo, zona della stazione: la più conveniente della città, comoda per chi arriva in treno o in navetta dall’aeroporto e fa le gite in treno.
- Un villaggio del vino o Sélestat: Riquewihr o Eguisheim per una notte romantica fra le mura; Sélestat, a metà strada fra le due città e con la navetta per l’Haut-Koenigsbourg, come ripiego intelligente quando Colmar è piena.
Le strutture qui sotto sono state scelte con un criterio dichiarato: solo alberghi con almeno 8,5 di punteggio e 100 recensioni, entro un chilometro e mezzo dalla cattedrale di Colmar o due da Place Kléber a Strasburgo. Le fasce indicano il posizionamento di prezzo relativo dentro la città, rilevato per un fine settimana di metà gennaio, non una tariffa: in Avvento, come avete letto sopra, è un’altra storia.
Dove dormire in Alsazia: hotel a Colmar e a Strasburgo
A Colmar
- La Maison des Têtes (€€€): un Relais & Châteaux cinque stelle nel centro storico. La scelta per un’occasione speciale.
- Colmar Hotel (€): tre stelle con oltre novemila recensioni, il più recensito della città. Per chi la stanza la usa per dormire e passa la giornata in giro.
A Strasburgo
- Hôtel Léonor (€€): quattro stelle con oltre quattromila recensioni e uno dei punteggi più alti della città. Il compromesso fra posizione e prezzo.
- Hotel Hannong (€): quattro stelle nel centro, con più di quattromila recensioni. Il più conveniente della nostra selezione a Strasburgo.
Cosa prenotare in Alsazia
- Tour a piedi e crociera nella Piccola Venezia di Colmar: due ore, il centro e il fiume visti dalla barca.
- Biglietto per il castello dell’Haut-Koenigsbourg: l’ingresso al castello del Kaiser sopra Sélestat.
- Tour privato della Strada del Vino con quattro villaggi: una giornata da Colmar, senza dover guidare dopo le cantine.
- Degustazione di quattro vini alsaziani con formaggi e salumi: un’ora a Colmar, per orientarsi fra i vitigni.
- Tour dei mercatini di Natale da Strasburgo: una giornata in Avvento, con il trasporto organizzato.
- La Strada dei Vini in auto o in bicicletta, la Petite France e il Barrage Vauban: si fanno da soli, e non c’è niente da prenotare.
Cosa evitare in Alsazia
Andare a Strasburgo per i mercatini contando sull’orologio astronomico. Dal 27 novembre al 24 dicembre lo spettacolo degli automi non c’è.
Programmare il Musée Alsacien. È chiuso per lavori fino al 2028.
Cercare un mercatino aperto il 25 dicembre fuori da Colmar. Strasburgo, Eguisheim, Sélestat, Obernai e Mulhouse quel giorno sono chiusi.
Prenotare l’Avvento a Colmar all’ultimo momento. A sei settimane dal primo fine settimana di dicembre non si trovava più niente in centro.
Entrare a Strasburgo in auto senza il Crit’Air. Serve anche con la targa italiana, e si compra solo sul sito ufficiale a poco più di cinque euro.
Credere a tutte le classifiche. Kaysersberg e Ribeauvillé non sono fra i Plus Beaux Villages de France, Eguisheim ha vinto il concorso televisivo una volta sola, la «Bella e la Bestia» a Riquewihr è una leggenda, e il parco del Piccolo Principe non è a Mulhouse ma a Ungersheim.
Cercare un volo diretto da Milano per Basilea-Mulhouse. Non c’è: da Milano si vola su Strasburgo a periodi, o si prende il treno via Basilea.
Info essenziali
- Dove si trova: nel nord-est della Francia, fra il Reno e i Vosgi, al confine con la Germania e la Svizzera. Capoluogo Strasburgo.
- Come arrivare: in aereo su Basilea-Mulhouse (non da Milano) o su Strasburgo; in treno via Basilea; in auto attraverso la Svizzera, con la vignetta.
- Come muoversi: treno regionale fra le città, auto o navette di Natale per i villaggi. A Strasburgo serve il Crit’Air.
- Quando andare: primavera, vendemmia d’autunno, Avvento dal 20-27 novembre a Natale.
- Durata consigliata: 3 giorni, 5 con il nord e Mulhouse.
- Costi: ingressi fra 4 e 16 €, Pass’Alsace da 30 €, tassa di soggiorno fra 1,85 e 3,96 € a notte negli alberghi.
- Documenti e connessione: la Francia è nell’Unione Europea e in area Schengen, basta la carta d’identità e il telefono naviga in roaming con la tariffa italiana. Se passate dalla Svizzera, lì il roaming europeo non vale.
L’Alsazia ha una cosa che a un toscano come me ricorda casa: la stessa idea che il vino, la tavola e un borgo ben tenuto siano una parte del paesaggio come le colline. Noi ci siamo fermati sulle carte e sulle biglietterie; il resto, adesso, tocca a voi.
Domande frequenti sull’Alsazia
Dove si trova l’Alsazia?
Nel nord-est della Francia, fra il Reno, che la separa dalla Germania, e i monti Vosgi; a sud confina con la Svizzera, a Basilea. Il capoluogo è Strasburgo, le altre città sono Colmar e Mulhouse. Dal 2016 fa parte della regione Grand Est e dal 2021 i suoi due dipartimenti formano la Collectivité européenne d’Alsace.
Quanti giorni servono per visitare l’Alsazia?
Tre giorni bastano per Strasburgo, Colmar e i villaggi più famosi della Strada dei Vini, cioè Riquewihr, Eguisheim e Kaysersberg. Con cinque giorni si aggiungono il castello dell’Haut-Koenigsbourg, Obernai, il Mont Sainte-Odile e Mulhouse o Neuf-Brisach.
Meglio dormire a Colmar o a Strasburgo?
Per un giro della regione meglio Colmar, che sta al centro: i villaggi della Strada dei Vini sono a pochi minuti d’auto e Strasburgo a 30 minuti di treno. Strasburgo è la scelta giusta se volete dedicare due o tre giorni alla città e ai suoi musei.
Quando ci sono i mercatini di Natale in Alsazia nel 2026?
Strasburgo dal 27 novembre al 24 dicembre, Colmar dal 23 novembre al 29 dicembre, Riquewihr dal 27 novembre al 20 dicembre, Eguisheim dal 27 novembre al 30 dicembre, Kaysersberg solo nei fine settimana fino al 20 dicembre, Mulhouse e Sélestat dal 20 novembre al 27 dicembre. Il 25 dicembre l’unico grande mercatino aperto è quello di Colmar.
Serve il bollino Crit’Air per andare in Alsazia in auto?
Serve per entrare a Strasburgo e nella sua area metropolitana, dove c’è una zona a basse emissioni attiva 24 ore su 24, anche con la targa italiana. Si ordina solo sul sito ufficiale certificat-air.gouv.fr e per un’auto straniera costa 5,11 euro. A Colmar e Mulhouse, a ottobre 2026, non risultano zone attive per le auto private.
Il Pass’Alsace conviene?
Conviene solo se lo riempite. Nel 2026 costa da 30 euro per 24 ore a 65 euro per cinque giorni; Haut-Koenigsbourg, Struthof e tre musei di Strasburgo valgono 47 euro, quindi il pass da tre giorni da 50 euro si ripaga con almeno un ingresso in più. Prima di comprarlo controllate che i luoghi che vi interessano siano compresi nella formula.
Si può visitare l’Alsazia senza auto?
Sì, per le città: Strasburgo, Sélestat, Colmar e Mulhouse sono sulla stessa linea ferroviaria e il treno regionale va ogni mezz’ora. Per i villaggi ci sono bus a bassa frequenza, la navetta panoramica da aprile a ottobre e in Avvento le navette di Natale da Colmar, a 17 euro al giorno. Per l’Haut-Koenigsbourg c’è la navetta 500 dalla stazione di Sélestat.
Quanto costa il castello dell’Haut-Koenigsbourg?
L’ingresso costa 12 euro, 8 dai 6 ai 17 anni e 30 per la famiglia; con il biglietto della navetta da Sélestat scende a 6 euro. È gratis per tutti la prima domenica di ogni mese da novembre a marzo, ed è chiuso il 25 e il 26 dicembre e il 1° gennaio.
L’Alsazia è francese o tedesca?
È francese, ma la sua storia è di confine: è passata alla Germania nel 1871, dopo la guerra franco-prussiana, è tornata francese dopo la Prima guerra mondiale, è stata annessa di fatto dalla Germania nazista fra il 1940 e il 1944. Per questo i nomi dei paesi, la cucina e l’architettura sono così tedeschi, e il dialetto alsaziano è una parlata germanica.
Quando conviene andare in Alsazia?
In primavera per i villaggi fioriti e i prezzi normali, in autunno per la vendemmia, in Avvento per i mercatini, che sono il periodo più bello e il più caro: per un fine settimana di dicembre a Colmar bisogna prenotare con mesi d’anticipo. Dopo le feste i prezzi scendono, ma diverse attrazioni restano chiuse fino a febbraio o a primavera.
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