Cosa vedere a Belluno e dintorni: la città di Buzzati e le gite in giornata

Aggiornato il 29 Settembre 2026

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Le Dolomiti Bellunesi

Prima di vederla, Belluno l’avevo letta. Dino Buzzati ci era nato, e le montagne dei suoi racconti, quelle selvatiche e un po’ misteriose che circondano la valle, avevano preso forma nella mia testa molto prima che ci arrivassi davvero. Poi ci sono tornata in diverse occasioni e stagioni, girando la sua provincia prima ancora della città: e ogni volta la sorpresa è stata la stessa, una piccola capitale veneziana affacciata sul Piave, con le Dolomiti a fare da quinta.

“Le impressioni più forti che ho avute da bambino appartengono alla terra dove sono nato, la valle di Belluno, le selvatiche montagne che la circondano e le vicinissime Dolomiti”
(Dino Buzzati)

Mi è stato chiesto spesso, con curiosità e anche con un po’ di stupore, perché tornassi così volentieri in un territorio lontano dalle mete più battute del Veneto. Questa guida è la mia risposta: cosa vedere a Belluno nel suo centro storico, che si gira a piedi in mezza giornata, e poi i dintorni, dalle gite a venti minuti di strada fino al Vajont, al Cadore e a Cortina, che sono i luoghi da cui il mio viaggio era cominciato.

In breve

Il centro di Belluno si visita a piedi in mezza giornata: dal parcheggio Lambioi le scale mobili salgono in piazza del Duomo in tre minuti e mezzo. Le tappe sono piazza dei Martiri con il Liston, la Cattedrale di San Martino con il campanile di Juvarra, Palazzo dei Rettori, piazza delle Erbe, le porte Dojona e Rugo, il Museo civico di Palazzo Fulcis (8 euro) e il MEV, il museo dell’emigrazione veneta (8 euro). Nei dintorni, in auto: Nevegal 22 minuti, Val del Mis e Cadini del Brenton 23, Mel 22, Lago di Santa Croce 25, Feltre 38, la diga del Vajont 34, Pieve di Cadore 46, Cortina un’ora e mezza. La stazione è a nove minuti a piedi da piazza dei Martiri.

Cosa vedere a Belluno: il centro storico in mezza giornata

Il centro storico di Belluno sta su uno sperone di roccia tra il Piave e il torrente Ardo, e si attraversa tutto a piedi in un paio d’ore, che diventano mezza giornata se entrate in un museo. Quello che sorprende il viaggiatore, a mio avviso, è il gioco di forme: le porte antiche, le logge, le cupole morbide, i palazzi veneziani che ricordano a ogni angolo che qui, per quasi quattro secoli, governò la Serenissima.

Info pratica: chi arriva in auto lascia la macchina al parcheggio Lambioi, sotto la città, e sale con le scale mobili: sette rampe, 46 metri di dislivello, circa tre minuti e mezzo fino a piazza del Duomo. Funzionano dalle 6:30 alle 22:30 dal lunedì al giovedì, fino a mezzanotte e mezza il venerdì e il sabato, dalle 8 alle 22:30 la domenica (orari del gestore comunale Bellunum, da ricontrollare prima di partire).

Piazza dei Martiri e il Liston

Piazza dei Martiri è il salotto della città, e il suo lato porticato, il Liston, è da sempre il luogo del passeggio. Un tempo si chiamava Campedel; il nome di oggi ricorda i quattro partigiani impiccati qui dai nazisti il 17 marzo 1945. La sera, quando si accendono i lampioni e i caffè sotto i portici si riempiono, con il profilo delle montagne ancora visibile dietro i tetti, è il momento in cui Belluno mi è sembrata più sé stessa.

Piazza dei Martiri a Belluno illuminata di sera, con i palazzi porticati e le montagne sullo sfondo
Belluno di notte – Photo credit: fluido & franz on Visual hunt / CC BY-NC-SA

Piazza del Duomo: la Cattedrale, il campanile di Juvarra e Palazzo dei Rettori

Piazza del Duomo è il cuore monumentale, ed è lì che vi portano le scale mobili. La Cattedrale di San Martino fu ricostruita dal 1517 su progetto di Tullio Lombardo, dopo l’incendio del 1471; il campanile, che si riconosce da lontano per la sua cima orientaleggiante, è opera di Filippo Juvarra, iniziato nel 1732 e finito nel 1743. Di fronte c’è Palazzo dei Rettori, la sede dei governatori veneziani per quasi quattrocento anni: il progetto è del 1496, la torre dell’orologio fu aggiunta tra il 1536 e il 1547, e oggi ospita la Prefettura. Sullo stesso lato della piazza, Palazzo Crepadona, cinquecentesco, custodisce sotto il portico un sarcofago romano del III secolo ed è oggi la biblioteca civica.

Statua su un alto basamento di pietra davanti a un palazzo veneziano con finestre ad arco in piazza del Duomo a Belluno
Piazza del Duomo a Belluno – Photo credit: byb64 on Visual hunt / CC BY-NC-SA

Piazza delle Erbe e le porte Dojona e Rugo

Scendendo verso nord si arriva in piazza del Mercato, che tutti chiamano piazza delle Erbe: è la piazza più raccolta e più antica nell’aspetto, con la fontana al centro e intorno il Monte di Pietà, costruito tra il 1501 e il 1531. Da qui si esce dalla città vecchia attraverso Porta Dojona, che ha un arco interno del 1289 e il raddoppio rinascimentale del 1553. All’altro capo del centro, verso il fiume, c’è Porta Rugo, che apriva la strada al porto fluviale di Borgo Piave: da lì scendevano le zattere di legname dirette a Venezia. Poco distante, la chiesa di Santo Stefano, costruita tra il 1468 e il 1491, conserva angeli e crocifisso di Andrea Brustolon, lo scultore bellunese che ritroverete anche al museo.

Chi preferisce farsi raccontare la città da qualcuno del posto può prenotare un tour a piedi privato del centro storico, di un paio d’ore: con i bambini è il modo più semplice per tenere viva la loro attenzione da una piazza all’altra.

I musei: Palazzo Fulcis e il MEV

Il Museo civico di Palazzo Fulcis è la ragione per cui vale la pena restare in città un pomeriggio intero. Il palazzo, nell’assetto del 1776, ha ventiquattro sale su cinque piani con stucchi e affreschi del Settecento, e dentro ci sono i due Ricci, Sebastiano e Marco, le sculture di Brustolon, le vedute di Ippolito Caffi: un piccolo museo, ma di quelli che raccontano un territorio intero.

Info pratica: Palazzo Fulcis costa 8 euro intero, 5 ridotto, 12 il biglietto famiglia (uno o due adulti con almeno un bambino fino a 12 anni), gratis sotto i 7 anni. Chiude il lunedì e il giovedì pomeriggio; negli altri giorni feriali apre 9:30-12:30 e 15:30-18:30, il sabato e la domenica 10-18:30. Prezzi e orari sono quelli del sito dei Musei civici: verificateli lì, cambiano con le mostre.

Nel 2018 vi consigliavo il MIM, il Museo interattivo delle migrazioni, e devo correggermi: dal 4 luglio 2026 quel museo è diventato il MEV, Museo dell’emigrazione veneta, sempre nella sede dell’Associazione Bellunesi nel Mondo in via Cavour 3. Racconta la storia di un Veneto terra di emigranti, con un occhio all’immigrazione di oggi, e da insegnante lo trovo uno dei musei più adatti ai ragazzi in età scolare: 8 euro intero, 5 ridotto, 20 il biglietto famiglia, gratis sotto i 6 anni.

Sulle tracce di Dino Buzzati

Buzzati nacque nel 1906 a Villa Buzzati, a San Pellegrino, appena fuori dal centro di Belluno, e morì a Milano nel 1972. Nelle sue pagine la città e la sua valle vengono raccontate tra realtà e fantasia, poesia e mistero, come è proprio del suo stile: le montagne che tornano nei suoi primi romanzi, da Barnabò delle montagne in poi, sono quelle che vedete dal Liston.

La villa di famiglia è ancora privata, ma si può visitare: la prima domenica del mese, da aprile a ottobre, su appuntamento telefonico con i proprietari, si vedono gli esterni, il giardino, il granaio e la chiesetta cinquecentesca di San Pellegrino, dove secondo il Comune lo scrittore è sepolto. Orari e costo della visita non sono pubblicati: si chiedono al momento della prenotazione.

Consiglio: prima di partire, leggete o rileggete qualche racconto di Buzzati ambientato in montagna. Arrivare a Belluno con le sue immagini in testa cambia il modo in cui si guarda la valle: il confine tra quello che ha scritto e quello che si vede diventa davvero sottile.

Belluno con i bambini e nei giorni di pioggia

Belluno è una città a misura di famiglia, con un’avvertenza: il centro sta in alto e le vie sono in parte lastricate, quindi con il passeggino conviene arrivare dalle scale mobili di Lambioi, che vi lasciano direttamente in piazza del Duomo, e muoversi lungo l’asse delle piazze, che è quasi pianeggiante. Le discese verso Porta Rugo e Borgo Piave sono ripide.

Quando piove, i due musei bastano a riempire la giornata: il MEV per i ragazzi, con il suo taglio interattivo, e Palazzo Fulcis, che ha un biglietto famiglia e l’ingresso gratuito per i più piccoli. Con il bel tempo, invece, la gita più semplice con i bambini è il Nevegal, a ventidue minuti di strada: sentieri facili d’estate, piste da sci d’inverno e un giardino botanico delle Alpi orientali.

Cosa mangiare a Belluno

Tra i piatti tipici bellunesi che si imprimono nella memoria del viaggio, un posto d’onore spetta allo schiz, un formaggio fresco senza crosta che si mangia saltato in padella con il burro, e che la Regione Veneto ha inserito tra i suoi prodotti tradizionali. Nello stesso elenco c’è il pastin, l’impasto di carne da cuocere alla griglia. Verso Cortina e il Cadore si incontrano i casunziei, i ravioli ripieni, e ovunque il formaggio Piave e i canederli, segno di una cucina di confine tra il Veneto e il Tirolo. Da accompagnare, come ho fatto io, con una buona birra locale.

Cosa vedere nei dintorni di Belluno

I dintorni di Belluno si dividono in due cerchi: le gite a mezz’ora di strada, che si fanno in una mattina e si torna a pranzo in città, e quelle più lunghe verso il Cadore e Cortina, che chiedono una giornata intera. I tempi qui sotto sono calcolati in auto da piazza dei Martiri, su strada e con traffico regolare: nei weekend d’estate, verso Cortina, possono crescere parecchio.

MetaDistanza su stradaTempo in autoPerché andarci
Certosa di Vedana12 km18 minla certosa ai piedi dei monti, vista da fuori
Nevegal13 km22 minpasseggiate, sci e giardino botanico
Mel (Borgo Valbelluna)17 km22 minborgo e Castello di Zumelle
Val del Mis15 km23 minlago e Cadini del Brenton
Longarone20 km24 minil museo e il cimitero del Vajont
Lago di Santa Croce21 km25 minvela, windsurf e l’Alpago
Diga del Vajont27 km34 minla visita al coronamento
Feltre32 km38 minla città murata e il Teatro de la Sena
Val di Zoldo38 km46 minvalle dolomitica per escursioni
Pieve di Cadore42 km46 minla casa natale di Tiziano
Cortina d’Ampezzo71 km1 h 28 minil centro, le Dolomiti, la Cooperativa
Lago di Misurina84 km1 h 39 minil lago sotto le Tre Cime
Distanze e tempi da piazza dei Martiri, rilevati su Google Maps a settembre 2026.

Il Nevegal

Il Nevegal è la montagna di casa dei bellunesi: un altopiano intorno ai mille metri, a ventidue minuti dal centro, che sale fino ai 1.763 metri del Col Visentin. D’inverno ha una quarantina di chilometri di piste e lo sci in notturna, d’estate sentieri facili per le famiglie e il Giardino botanico delle Alpi orientali. L’accesso è libero, e dall’alto la vista abbraccia tutta la Valbelluna. In autunno è anche uno dei posti dove guardare i colori dei boschi, come raccontiamo nella guida al foliage in Veneto.

Certosa di Vedana, Val del Mis e Cadini del Brenton

A nord di Belluno si entra nel Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi. La Certosa di Vedana, a diciotto minuti, fu avviata nel 1456 dai Certosini e oggi ci vivono monache di clausura: non si visita, ma vale la sosta per come si staglia ai piedi delle montagne. Proseguendo si arriva in Val del Mis, con il suo lago artificiale, e ai Cadini del Brenton, una serie di pozze scavate dall’acqua nella roccia lungo un sentiero di un chilometro, facile, da mezz’ora.

Info pratica: il sentiero dei Cadini del Brenton costa 4 euro, con il giardino botanico compreso, ed è gratuito sotto i 12 anni e sopra i 65. Il periodo consigliato è da marzo a novembre; dettagli sul sito del Parco nazionale Dolomiti Bellunesi. Molti blog riportano ancora 2 euro: è un prezzo vecchio.

Mel e il Castello di Zumelle

Mel è il borgo più elegante della Valbelluna, oggi parte del comune di Borgo Valbelluna, nato nel 2019 dalla fusione di Mel, Lentiai e Trichiana. A ventidue minuti da Belluno, ha una piazza con palazzi nobiliari e, poco lontano, il Castello di Zumelle, un maniero medievale su un colle boscoso che con i bambini diventa subito un’avventura.

Il Lago di Santa Croce

Venticinque minuti verso sud-est e si arriva al Lago di Santa Croce, nell’Alpago: un lago ampio e ventilato, noto per la vela, il windsurf e il kitesurf. Anche per chi non pratica, una passeggiata sulla riva con le montagne che si specchiano nell’acqua è un bel modo di chiudere un pomeriggio.

Feltre

Feltre, a trentotto minuti, è l’altra città murata della provincia, ed è una piccola meraviglia rinascimentale. Il gioiello è il Teatro de la Sena, dentro il Palazzo della Ragione: teatro dal 1684, rifatto da Giannantonio Selva, lo stesso architetto della Fenice. Da ottobre a marzo si visita il venerdì, il sabato, la domenica e i festivi, 10-13 e 15-18; il prezzo non è pubblicato dal Comune e va chiesto sul posto. Chi vuole una guida trova anche un tour a piedi privato di Feltre medievale e rinascimentale.

Longarone e la diga del Vajont

Il borgo di Casso, case di pietra e campanile addossati al pendio della montagna, in bianco e nero
Casso – Photo credit: Albe86 on Visual Hunt / CC BY-NC-SA

L’altro lato di questo territorio, quello che mi ha colpito anima e testa, è Longarone, a ventiquattro minuti da Belluno. La notte del 9 ottobre 1963 una frana del monte Toc precipitò nel bacino artificiale del Vajont, e l’onda che scavalcò la diga cancellò il paese. Oggi ne restano i luoghi della memoria. Il Cimitero monumentale di Fortogna, con i suoi 1.910 cippi di marmo bianco, uno per ogni vittima, in una distesa che sembra non finire, nella sua essenzialità fa capire l’entità di una delle pagine più dolorose della nostra storia meglio di qualsiasi libro. Avere visto film e spettacoli teatrali, come quello di Marco Paolini, e letto documenti e memorie non anestetizza il rammarico che prende davanti ai segni di tante vite spezzate.

Mi colpirono molto anche Erto e Casso, i due borghi sopra la diga, già in provincia di Pordenone: una natura incontaminata che, nel suo paesaggio idilliaco, rende ancora più evidente la colpa di una progettazione sbagliata su una montagna fragile.

Info pratica: le visite guidate al coronamento della diga le organizza il Parco naturale Dolomiti Friulane: 50 minuti, massimo 40 persone, 7 euro gli adulti, gratis sotto i 6 anni, con prenotazione consigliata online. Nel 2026 si fanno i fine settimana di settembre, tutte le domeniche di ottobre e il 1° novembre, poi pausa invernale. Non si prenotano su piattaforme di tour: solo dal Parco o al punto informativo della diga. A Longarone, il museo Longarone Vajont Attimi di Storia apre dal martedì alla domenica, 9:30-12:30 e 15-18, e costa 6 euro (4 per i bambini dai 6 ai 12 anni).

Più lontano: Pieve di Cadore, Misurina e Cortina

Pieve di Cadore in una foto in bianco e nero: una piazzetta con fontana e statua, un palazzo con stemma e una casa con il ballatoio di legno
Pieve di Cadore – Photo credit: nordique on Visualhunt.com / CC BY

Dopo Belluno e il Vajont ho soggiornato qualche giorno nel Cadore, a tre quarti d’ora di strada, luogo incantevole dal punto di vista naturalistico dove Pieve di Cadore è uno dei centri più interessanti. La visita alla casa natale di Tiziano è la tappa obbligata, e mi è rimasto impresso anche il suono del ladino, parlato con orgoglio in tutta la vallata, che si sente nitidamente nei locali, magari sorseggiando un’ottima birra.

Info pratica: fino al 18 ottobre 2026 la casa natale di Tiziano si visita con il biglietto unico della mostra «Tiziano e il Paesaggio», che comprende anche il museo archeologico: tutti i giorni 10-13 e 15:30-19, 12,50 euro intero, 28 euro per le famiglie. Per i mesi successivi orari e prezzi non sono ancora pubblicati: chiedete alla Magnifica Comunità di Cadore.

Da Pieve, un’escursione che merita è il Lago di Misurina, a poco più di un’ora e mezza da Belluno, con le acque blu profonde che rispecchiano le Tre Cime di Lavaredo e le antiche leggende legate alla sua bellezza. Un pomeriggio d’estate nel silenzio di questa perla tra le vette è assolutamente rigenerante! Il lago non ha biglietto; si paga il parcheggio sul lungolago in stagione, e la strada a pedaggio che sale alle Tre Cime nel 2026 costa 40 euro per l’auto, con prenotazione online obbligatoria.

Corso Italia a Cortina d'Ampezzo con i passanti, le case con i balconi fioriti e il campanile sullo sfondo
Cortina d’Ampezzo – Photo credit: porochelt on VisualHunt.com / CC BY-NC-ND

E poi c’è Cortina d’Ampezzo, un’ora e mezza a nord di Belluno, che ho incontrato nel suo bianco elettrizzante d’inverno: meta turistica in ogni stagione per la posizione nel cuore delle Dolomiti, patrimonio UNESCO, e insieme scenario mondano, con i suoi locali e i suoi negozi. Dopo i Mondiali di sci alpino del 2021, a febbraio 2026 ha ospitato con Milano le Olimpiadi invernali. A me è rimasta addosso soprattutto la passeggiata lungo Corso Italia, fino alla Cooperativa di Cortina, fondata nel 1893 e ancora lì, e la cucina, dove i sapori del Tirolo si incontrano con quelli del Veneto. D’estate e d’inverno l’offerta per i bambini è ricchissima: mountain bike, sci, trekking, i musei della Grande Guerra.

Grafica verticale con la scritta Belluno e dintorni, cosa vedere su una foto del corso di Cortina d'Ampezzo con il campanile
Cosa vedere a Belluno e dintorni: la città di Buzzati e le gite in giornata 7

Cosa fare a Belluno e dintorni

Oltre alle visite, la Valbelluna è un territorio da vivere all’aria aperta: il Piave e i torrenti del Parco sono il regno del rafting e del canyoning, anche in versione adatta alle famiglie.

Esperienze a Belluno e nella Valbelluna

Dove dormire a Belluno

Per visitare la città senza auto la scelta naturale è il centro storico: si arriva a piedi dalla stazione e si ha tutto a portata di passeggiata. Se invece Belluno è la base per girare i dintorni, conviene una struttura appena fuori, con il parcheggio, da cui partire ogni mattina senza entrare nel traffico del centro.

Dove dormire a Belluno: in quale zona

  • Centro storico: fra piazza dei Martiri e piazza del Duomo, a nove minuti a piedi dalla stazione. La scelta migliore per chi viaggia in treno e vuole la città la sera.
  • Fuori dal centro, sulle colline: più verde e più silenzio, con il parcheggio. La scelta per chi ha l’auto e usa Belluno come base per Nevegal, Vajont e Cadore.

Dove dormire a Belluno: hotel e b&b

Abbiamo scelto strutture con un voto degli ospiti di almeno 8 su 10 e più di cento recensioni, controllandone l’indirizzo.

In centro

  • Albergo Cappello e Cadore (€€): tre stelle in via Ricci, a due passi da piazza dei Martiri.
  • Casazavi (€€ in bassa stagione, €€€ in alta): guest house in via Zuppani, nel cuore del centro storico.
  • B&B al Torrione: bed and breakfast in via Roma, fra piazza dei Martiri e la zona della stazione.

Fuori dal centro

  • Villa Carpenada (€€): hotel quattro stelle in una villa sulla collina a ovest della città, in via Mier; comodo per chi gira in auto.

Come arrivare a Belluno e come muoversi

Belluno si raggiunge bene in treno: la stazione è a nove minuti a piedi da piazza dei Martiri, e il centro, in buona parte pedonale, si gira senza auto. In macchina l’autostrada A27 da Venezia arriva alle porte della città, e il parcheggio più comodo per il centro è Lambioi, collegato dalle scale mobili. In ogni stagione, anche la più impervia, ho trovato le strade della provincia ben tenute.

Per i dintorni l’auto serve davvero: gli autobus di linea raggiungono i paesi principali, ma per combinare in una giornata Val del Mis, Mel e il lago, o per salire al Vajont e in Cadore, conviene avere un’auto propria. Chi arriva in treno può fare un confronto delle tariffe di noleggio auto per i soli giorni dedicati alle gite.

Info essenziali

  • Come arrivare: in treno, con la stazione a 9 minuti a piedi dal centro; in auto con l’A27 da Venezia e il parcheggio Lambioi.
  • Quanto tempo serve: mezza giornata per il centro, una giornata con Palazzo Fulcis e il MEV, due o tre giorni con i dintorni.
  • Quando andare: la città in ogni stagione; per Vajont e Cadini del Brenton da primavera ad autunno, per il Nevegal anche d’inverno.
  • Biglietti: Palazzo Fulcis 8 euro, MEV 8 euro, Cadini del Brenton 4 euro, diga del Vajont 7 euro; il Duomo e le piazze sono gratuiti.

In questo angolo di Dolomiti si possono passare giorni diversissimi a seconda della stagione, in una commistione di storia e natura, tradizioni e arte, che apre un ventaglio ricco di possibilità per tutta la famiglia. E Belluno, che di solito si attraversa andando altrove, merita di essere la meta.

Domande frequenti su Belluno

Perché Belluno è famosa?

Belluno è famosa per il suo centro storico di impronta veneziana affacciato sul Piave e circondato dalle Dolomiti, per essere la città natale di Dino Buzzati e per essere la porta del Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

Cosa vedere nel centro di Belluno?

Piazza dei Martiri con il Liston, piazza del Duomo con la Cattedrale di San Martino, il campanile di Juvarra e Palazzo dei Rettori, piazza delle Erbe, Porta Dojona e Porta Rugo, la chiesa di Santo Stefano, il Museo civico di Palazzo Fulcis e il MEV.

Cosa fare a Belluno in giornata?

La mattina il giro delle piazze del centro, salendo dal parcheggio Lambioi con le scale mobili; il pomeriggio Palazzo Fulcis o il MEV, oppure una gita al Nevegal, a 22 minuti d’auto.

Che lago c’è vicino a Belluno?

Il più vicino è il Lago di Santa Croce, nell’Alpago, a 25 minuti d’auto, noto per vela e windsurf. A 23 minuti c’è il Lago del Mis, in Val del Mis; più lontano, a un’ora e 39 minuti, il Lago di Misurina.

Che montagne si vedono da Belluno?

Da Belluno si vedono a nord le Dolomiti Bellunesi, dentro l’omonimo Parco nazionale, e a sud le Prealpi con il Nevegal e il Col Visentin, che arriva a 1.763 metri.

Cosa mangiare di tipico a Belluno?

Lo schiz, formaggio fresco saltato in padella con il burro, il pastin di carne alla griglia, il formaggio Piave, i canederli e, verso Cortina e il Cadore, i casunziei.

Cosa vedere nei dintorni di Belluno?

Il Nevegal, la Val del Mis con i Cadini del Brenton, Mel e il Castello di Zumelle, il Lago di Santa Croce e Feltre, tutti entro 40 minuti d’auto; poi Longarone e la diga del Vajont, Pieve di Cadore, Cortina d’Ampezzo e il Lago di Misurina.

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Ti ha accompagnato in questa guida

Erika Pucci

Nata a Firenze 7 anni dopo l’allunaggio, ho una laurea in Cinema, Musica e Teatro conseguita a Pisa, 15 anni di entusiasmante insegnamento nella Scuola Primaria Statale, 1 specializzazione in italiano L2 per alunni non italofoni, il salmastro di Viareggio sulla pelle, 31 mt di libri in 60 mq di appartamento, 8433 foto in 88 città del mondo, 322 film recensiti in 15 righe, una beagle, una gatta, un compagno, un figlio, 8 video, 70 tipi di sabbie collezionate, 12 spezie sempre presenti in casa, 11 anni di blog, 2 romanzi incompleti, 1 romanzo finito, 25 vasche in un’ora andata e ritorno e tutta la passione con cui ostinatamente vive di queste cose. Ho seguito con interesse e convinzione corsi di scherma, fotografia, teatro e montaggio video, su queste cose la mia curiosità è interminabile. Esistono professioni che avrei voluto fare e che in qualche modo mi rappresentano: la regista, la pasticciera, la criminal profiling. Qualche mia composizione (racconti, poesia) è stata anche pubblicata e premiata in seguito a concorsi. Da sempre Interessata alla scrittura in ogni sua forma e ai social media, vivo in Toscana con la famiglia. Amo soprattutto l’umanità (anche se a volte ho bisogno di onde e tramonti per riprendermi da certi eccessi di frequentazioni umane), gli incontri e conoscere storie. Approdata nel mondo digitale nel 2001 nello community staff di “kataweb chat e forum” col nickname Erikaluna di allendiana rivisitazione, blogger dal 2005, dal 2013 collaboro con TwLetteratura per progetti didattici e culturali, con riviste on line (Versilia Today, Dasapere.it), curo presentazione di autori nella mia città, mi occupo di innovazione e didattica digitale.

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