Arrivando dalla prateria si capisce subito perché si chiamano così. Per centinaia di chilometri intorno il Sud Dakota è piatto e giallo, poi all’orizzonte compare una massa scura che sembra un temporale fermo: sono i pini ponderosa che coprono i versanti così fitti da far sembrare nera la montagna. I Lakota le chiamavano Paha Sapa, le colline nere, e i coloni tradussero alla lettera.
In questa guida trovate le Black Hills come regione e non come cornice del monumento che tutti conoscono: dove si trovano, le tre strade panoramiche che sono il vero motivo per venire fin qui, i parchi e le grotte, la storia dell’oro e del trattato tradito, e le cittadine del nord che quasi nessuna guida italiana racconta. Se invece state pianificando l’intero viaggio, il quadro completo è nella nostra guida agli Stati Uniti e nell’itinerario completo nel Sud Dakota.
In breve
Le Black Hills sono una catena di rilievi coperti di pini nel sud-ovest del South Dakota, che sconfina in minima parte nel Wyoming. Si arriva all’aeroporto di Rapid City (RAP) e ci si muove solo in auto. Il cuore della visita sono tre strade panoramiche (Iron Mountain Road, Needles Highway e Spearfish Canyon), il Custer State Park con i suoi bisonti, due grotte fra le più lunghe del mondo e le città nate con la corsa all’oro del 1876, Deadwood in testa. Servono da 3 a 5 giorni. La stagione piena va da maggio a ottobre: fuori da quei mesi molte attività chiudono.
Table of Contents
Dove si trovano le Black Hills e perché si chiamano così
Le Black Hills si trovano nell’angolo sud-occidentale del South Dakota, negli Stati Uniti, e sconfinano per un tratto nel Wyoming orientale. Sono un’isola di montagne in mezzo alle Grandi Pianure: un rilievo ellittico lungo circa 200 km e largo un centinaio, che si alza all’improvviso dalla prateria. La quota massima è il Black Elk Peak, 2.207 metri, che non è solo la cima più alta del South Dakota ma il punto più alto del Nord America a est delle Montagne Rocciose.
Il nome è una traduzione. Per i Lakota erano Paha Sapa, le colline nere, per via dei pini ponderosa che da lontano tolgono ogni sfumatura di verde al versante. In italiano le trovate a volte come “Montagne Nere” o “colline nere”: è sempre lo stesso posto.
Dentro il perimetro c’è la Black Hills National Forest, che copre gran parte della catena e ne gestisce boschi, laghi e strade forestali. Attenzione a non invertire le due cose, come capita di leggere: la foresta sta dentro le colline, non il contrario.

Perché ci sono due Dakota
È la domanda che si fanno tutti guardando la mappa, e la risposta è più divertente di quanto sembri. Fino al 1889 esisteva un solo Dakota Territory, ma nord e sud avevano economie, rotte commerciali e simpatie politiche diverse, e non andavano d’accordo. Nel febbraio del 1889 il Congresso decise di dividerlo in due.
Il bello viene il 2 novembre 1889, quando il presidente Benjamin Harrison dovette firmare le due proclamazioni di ammissione all’Unione. Chi avesse firmato per primo sarebbe diventato il 39° stato, l’altro il 40°, e nessuno dei due voleva essere secondo. Harrison risolse mescolando e coprendo i documenti prima e dopo la firma, così che nessuno potesse sapere quale avesse firmato per primo. Ancora oggi ufficialmente non si sa: sono elencati in ordine alfabetico. La sua frase è rimasta: erano nati insieme, disse, e li avrebbe fatti gemelli.
L’oro, il trattato tradito e la guerra per le Black Hills
Questa è la parte che dà senso a tutto il resto, ed è anche quella che i blog di viaggio saltano.
Nel 1868, con il trattato di Fort Laramie, il governo degli Stati Uniti riconobbe la Great Sioux Reservation, Black Hills comprese, come territorio dei Sioux “per sempre”, vietando l’ingresso ai bianchi. Sei anni dopo, nel 1874, una spedizione militare guidata dal tenente colonnello George Armstrong Custer attraversò le colline e annunciò di aver trovato l’oro.
Il resto andò come doveva andare. Nonostante il trattato, in pochi mesi arrivarono oltre quindicimila cercatori, spinti anche dalla crisi economica del 1873. Le cittadine che oggi si visitano come attrazioni Old West, Deadwood per prima, nascono esattamente lì, da quell’invasione illegale. Il governo provò prima a comprare le colline, poi ordinò all’esercito di costringere i Lakota nelle riserve: fu l’inizio della Great Sioux War del 1876-77, chiamata anche guerra delle Black Hills, di cui la battaglia di Little Bighorn è l’episodio più famoso, e uno dei pochi vinti dai nativi.
Attenzione: non è una questione chiusa nei libri di storia. Nel 1980 la Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che le Black Hills erano state sottratte illegittimamente, assegnando un risarcimento che i Lakota non hanno mai accettato, perché incassarlo significherebbe riconoscere la vendita della terra. Il fondo continua ad accumulare interessi e resta intatto. Per le tribù queste montagne sono ancora oggi un luogo sacro, e vale la pena saperlo mentre le si attraversa in auto. La vicenda è raccontata per esteso nella nostra guida allo Stato dei Pionieri.
Come arrivare alle Black Hills e come muoversi
Non ci sono voli diretti dall’Europa per il South Dakota. Le due strade sono queste:
- Volo su Denver (DEN) in Colorado e poi proseguimento in auto: circa 6 ore di guida, che valgono la pena se volete fare l’on the road.
- Volo su Denver o su un altro hub e poi volo interno per Rapid City (RAP), l’aeroporto delle Black Hills, a una trentina di minuti dalle prime colline.
Se state attraversando il Paese, la strada che taglia il nord degli Stati Uniti è la I-90, che passa a nord delle colline toccando Rapid City, Sturgis e Spearfish.
Una volta arrivati, però, il punto è uno solo: qui l’auto non è un’opzione, è il mezzo. Non ci sono treni passeggeri nello stato, i bus non arrivano ai parchi e le distanze fra una cittadina e l’altra si misurano in mezz’ore. Conviene confrontare le tariffe di noleggio auto a Rapid City prima di partire, perché al banco d’arrivo la scelta si restringe parecchio; se è la prima volta che noleggiate negli Stati Uniti, trovate tutto nella nostra guida su come noleggiare un’auto.
Rapid City è la base logistica naturale: da lì Deadwood e Custer sono a poco meno di un’ora, Keystone e Hill City a mezz’ora.
Quando andare nelle Black Hills
La stagione piena va da maggio a ottobre, e non è un consiglio ma un vincolo: fuori da quei mesi la maggior parte delle attività, dei tour e delle strade panoramiche chiude o riduce il servizio.
- Estate (giugno-agosto): temperature fra i 20 e i 30 gradi di giorno, sere fresche, tutto aperto. È anche il periodo più affollato.
- Settembre e prima metà di ottobre: il mio consiglio. Il foliage dello Spearfish Canyon è nella prima settimana di ottobre, la folla si è diradata e il Buffalo Roundup del Custer State Park cade a fine settembre.
- Primavera: fredda fino a maggio inoltrato, con possibilità di neve e giornate di pioggia.
- Inverno: bello e silenzioso, con la neve sui pini, ma molte attrazioni sono chiuse da novembre ad aprile e alcune strade diventano impraticabili.
Attenzione: se il viaggio cade fra il 7 e il 16 agosto 2026 siete in pieno Sturgis Motorcycle Rally, l’86ª edizione. Il raduno porta nelle Black Hills centinaia di migliaia di motociclisti: gli alloggi si esauriscono con mesi di anticipo in tutta l’area, non solo a Sturgis, i prezzi salgono e le strade panoramiche sono un fiume di moto. C’è chi ci viene apposta e chi lo evita accuratamente, ma nessuno può ignorarlo quando prenota.
Le tre strade panoramiche delle Black Hills
Se dovessi indicare il vero motivo per venire fin qui, non sarebbero i monumenti: sarebbero queste tre strade. Sono l’esperienza che le guide italiane liquidano in una riga e che invece riempie due giorni.
Iron Mountain Road (US 16A)
Diciassette miglia fra Custer State Park e Mount Rushmore, progettate apposta perché guidare fosse un’esperienza e non un trasferimento. Ha tornanti stretti, ponti a spirale in legno che fanno passare la strada sopra sé stessa, e soprattutto tre tunnel scavati nella roccia allineati in modo che dal secondo, e ancora meglio dal terzo, il Monte Rushmore appaia incorniciato nell’apertura di pietra.
Needles Highway (SD 87)
Quattordici miglia dentro il Custer State Park, fra le guglie di granito che danno il nome alla strada, gli “aghi”. Si passa dal Needles Eye Tunnel, largo poco più di due metri e mezzo, e si arriva a Sylvan Lake, il laghetto incastrato fra le rocce che è anche il punto di partenza per il Black Elk Peak.
Spearfish Canyon Scenic Byway (US 14A)
Diciannove miglia nel nord delle colline, dentro una gola stretta scavata dallo Spearfish Creek, fra pareti di calcare e boschi di betulle e pioppi. È la strada delle cascate: le Bridal Veil Falls cadono da una parete di una ventina di metri proprio a bordo strada, mentre le Roughlock Falls e le Spearfish Falls si raggiungono con sentieri brevi che partono da Savoy. È anche il posto dove il foliage è più bello di tutta la regione.
Consiglio: le tre strade non si incastrano in una giornata sola, e provarci è l’errore più comune. Iron Mountain Road e Needles Highway stanno vicine e si fanno insieme in un giorno con il Custer State Park; lo Spearfish Canyon è a un’ora e mezza più a nord e va abbinato a Deadwood e Sturgis. ⚠️ Sui tunnel della Iron Mountain e sul Needles Eye i camper alti o larghi non passano: le fonti divergono di qualche centimetro sulle misure, quindi con un RV verificate sul sito del South Dakota Game, Fish and Parks prima di imboccarle.
Se non volete guidare voi, o se avete un giorno solo, il tour del Custer State Park e della Needles Highway in partenza da Rapid City mette insieme le due cose in una giornata.
I parchi, i laghi e le grotte
Custer State Park
È il primo e il più grande parco statale del South Dakota, ed è il cuore naturalistico delle colline: praterie ondulate, guglie di granito e soprattutto un branco di circa 1.300 bisonti che si incontrano regolarmente sulla strada, in particolare lungo la Wildlife Loop Road, l’anello di 18 miglia dedicato all’avvistamento della fauna. Ci sono anche antilocapre, cervi, alci e i famigerati “burros”, gli asini selvatici che infilano il muso nel finestrino in cerca di cibo.

Info pratica: il Custer State Park è un parco statale, non nazionale: l’ingresso costa 25 $ a veicolo, valido da 1 a 7 giorni, e ⚠️ i pass dei parchi nazionali non valgono. Il Buffalo Roundup, la radunata annuale del branco, si tiene il 25 settembre 2026: è gratuito ma bisogna arrivare all’alba, e i bisonti sono circa 1.300 (molti articoli scrivono 1.500, la fonte del South Dakota Game, Fish and Parks dice 1.300).
Sylvan Lake e il Black Elk Peak
Sylvan Lake è il lago artificiale incastrato fra i massi di granito all’estremità nord del parco, e nonostante l’origine artificiale è il posto più fotografato delle colline dopo Rushmore. Da qui parte il sentiero per il Black Elk Peak, la cima più alta a est delle Montagne Rocciose: sono circa 11 km andata e ritorno con 350 metri di dislivello, e in cima c’è una torre di avvistamento incendi in pietra del 1938, presidiata fino al 1967.

Wind Cave National Park
Sotto la prateria a sud del Custer State Park si apre una delle grotte più lunghe e complesse del mondo, famosa per il boxwork, le formazioni di calcite a nido d’ape di cui Wind Cave conserva la maggior parte di tutte quelle conosciute. In superficie il parco è prateria vera, con bisonti e colonie di cani della prateria.
Info pratica: a Wind Cave la superficie è gratuita (sentieri, strade panoramiche e visitor center), si paga solo il tour della grotta: Garden of Eden 14 $, Natural Entrance, Fairgrounds e Candlelight 16 $, Wild Cave 45 $ (solo dai 16 anni), tour accessibile 6 $, con riduzioni per over 62 e ragazzi 6-15 anni. Si prenota su recreation.gov fino a due giorni prima, ma circa metà dei biglietti resta in vendita al visitor center il giorno stesso. Da marzo a ottobre si esauriscono in fretta: prenotate. Prezzi dal sito ufficiale del National Park Service.
Jewel Cave National Monument
Poco a ovest di Custer, Jewel Cave è una delle grotte più lunghe del mondo, con oltre 220 miglia di gallerie mappate, e le esplorazioni continuano ad allungarla ogni anno. Deve il nome ai cristalli di calcite che rivestono le pareti. Anche qui la visita è solo con tour guidato.
Mount Rushmore e Crazy Horse Memorial
I due monumenti scolpiti nella roccia stanno entrambi dentro le Black Hills, a un quarto d’ora l’uno dall’altro, e sono il motivo per cui la maggior parte dei viaggiatori arriva fin qui.
Il Mount Rushmore National Memorial, con i quattro presidenti alti 18 metri, si raggiunge dalla SD 244 e ha un dettaglio che sorprende sempre: l’ingresso è gratuito, si paga solo il parcheggio. Gli abbiamo dedicato una guida a sé, con orari stagionali, costi reali e la storia della stanza segreta dietro i volti: la trovate nella guida completa al monumento dei presidenti.

Il Crazy Horse Memorial, in costruzione dal 1948, è dedicato al condottiero lakota Cavallo Pazzo ed è la risposta dei nativi al monumento dei presidenti: una volta finito sarà la scultura più grande del mondo. Oggi è completo il volto, alto da solo più di tutti e quattro i presidenti messi insieme, mentre il resto della figura a cavallo è un profilo appena accennato nella roccia. Il complesso comprende un museo sulla cultura dei nativi americani e uno spettacolo serale di luci.
Attenzione: il Crazy Horse è un’opera privata, finanziata senza fondi federali, e i lavori procedono da quasi ottant’anni senza una data di completamento. Chi ci arriva aspettandosi un secondo Monte Rushmore resta deluso. L’ingresso si paga e la tariffa non è pubblicata sul sito ufficiale (dichiarati solo i supplementi, 5 $ per il bus verso la base della montagna e 125 $ per il van fino al braccio): verificate sul posto, perché per una famiglia non è una cifra trascurabile. Il museo sulla cultura lakota, però, vale la visita anche da solo.
Il nord delle Black Hills: le città dell’oro
È la parte che quasi nessuna guida italiana racconta, e secondo me è quella che dà davvero il sapore delle colline.
Deadwood
Nata illegalmente nel 1876 dentro il territorio dei Sioux, in pieno gold rush, Deadwood è oggi National Historic Landmark District: l’intera cittadina è tutelata. Qui Wild Bill Hickok fu ucciso con un colpo alla nuca mentre giocava a poker, il 2 agosto 1876, e le carte che aveva in mano, assi e otto neri, sono passate alla storia come “mano del morto”. È sepolto al cimitero di Mount Moriah, sopra il paese, accanto a Calamity Jane. Il centro è un allineamento di saloon e casinò, perché dal 1989 il gioco d’azzardo è legale ed è ciò che ha pagato il restauro degli edifici. A fine luglio si tengono i Days of ’76, con parate e rodeo.
Lead e Spearfish
Lead (si pronuncia come “leed”) è la cittadina mineraria accanto a Deadwood, cresciuta attorno alla Homestake, che è stata la miniera d’oro più profonda e produttiva del continente: oggi il pozzo ospita un laboratorio sotterraneo di fisica delle particelle, il che è un finale piuttosto inatteso per una miniera del Far West. Spearfish, all’imbocco del canyon, è la base comoda per la strada panoramica.
Sturgis
Fuori dalla prima settimana di agosto è un tranquillo paese di seimila abitanti all’ingresso nord delle colline. Durante il rally diventa il più grande raduno motociclistico del mondo. Tutto l’anno si può visitare il Motorcycle Museum & Hall of Fame, e a pochi minuti c’è il Bear Butte State Park, il rilievo isolato che si alza dalla prateria, sacro a molte tribù e tuttora meta di pellegrinaggi: se salite, ricordate che i nastri colorati e i fagottini appesi agli alberi sono offerte di preghiera e non si toccano.
Hot Springs e il sito dei mammut
All’estremità sud, Hot Springs deve il nome alle sorgenti termali che sgorgano a temperatura tiepida, note ai Lakota e ai Cheyenne molto prima dell’arrivo dei coloni. La vera attrazione però è il Mammoth Site: una dolina in cui, nel 1974, gli scavi per un cantiere edile portarono alla luce decine di mammut precipitati e mai più usciti. Lo scavo è stato lasciato dov’era e coperto con un edificio: si cammina su una passerella sopra i resti ancora nel terreno, mentre i paleontologi lavorano sotto.
Tour ed escursioni nelle Black Hills
- Custer State Park e Needles Highway da Rapid City (7 ore): il parco e la più bella delle tre strade in una giornata.
- Safari in jeep fra i bisonti e visita al sito dei mammut (9 ore): l’abbinata fauna e paleontologia, fino a Hot Springs.
- Escursione con il treno a vapore 1880 Train (6 ore): la ferrovia storica fra Hill City e Keystone.
- Tour dei fantasmi di Deadwood (1 ora): la sera, fra i saloon e il cimitero.
- Le tre strade panoramiche si percorrono in autonomia con la propria auto: non esiste un prodotto che le venda, e non serve.
Il 1880 Train e le altre cose da fare
Fra Keystone e Hill City corre il 1880 Train, la Black Hills Central Railroad: un treno a vapore costruito per portare a valle oro e legname, oggi in servizio turistico da inizio maggio a inizio ottobre, con un percorso di circa due ore fra le due cittadine (a pagamento).
Hill City, soprannominata *Heart of the Hills* per la posizione centrale, ospita il Black Hills Institute of Geological Research, con la sua collezione di fossili.
Attenzione: molte guide (anche recenti) raccontano che a Hill City si vede Stan, uno dei Tyrannosaurus rex più completi mai trovati. Non è più così: Stan è stato venduto all’asta da Christie’s nel 2020 per 31,8 milioni di dollari, cifra record per un fossile, ed è oggi il pezzo forte del Natural History Museum di Abu Dhabi, aperto nel novembre 2025. Il museo di Hill City resta interessante, ma se ci andate per Stan farete un viaggio a vuoto.

Nei dintorni di Rapid City c’è anche Bear Country USA, il parco faunistico che si attraversa con la propria auto fra orsi, lupi, alci e bisonti (a pagamento, aperto da fine aprile a fine novembre), mentre a gennaio e febbraio la città ospita il Black Hills Stock Show & Rodeo, il secondo evento del South Dakota per dimensioni.
Cosa mangiare nelle Black Hills
La cucina di qui mette insieme la tradizione dei nativi e quella dei coloni, e vale la pena provarla.
I piatti da assaggiare
- Bisonte: in filetto o in hamburger, tenero e con un sapore simile al manzo ma più magro. È ovunque, dai diner ai ristoranti dei lodge, e costa poco più della carne di manzo.
- Chislic: il piatto ufficiale dello stato, di origine tedesca del Volga. Cubetti di carne rossa (agnello, montone o manzo) fritti o grigliati e serviti su uno stecchino, con sale all’aglio.
- Fry bread e Indian tacos: la focaccia fritta della tradizione lakota, servita dolce con miele e cannella oppure come base farcita con carne di bisonte, formaggio e verdure.
- Kuchen: il dolce ufficiale del South Dakota, una torta di pasta lievitata con crema e frutta, eredità dei coloni tedeschi.
Dove dormire nelle Black Hills
In quale zona dormire
- Rapid City: la base più pratica in assoluto, con l’aeroporto, la scelta più ampia di alloggi e ristoranti e tutto il resto entro un’ora. È la scelta giusta se non volete cambiare hotel ogni notte.
- Keystone e Hill City: nel cuore delle colline, a mezz’ora da Rapid City, comode per Mount Rushmore, il 1880 Train e le strade panoramiche. Più turistiche e più care in alta stagione.
- Deadwood: la scelta per chi vuole il nord, lo Spearfish Canyon e l’atmosfera Old West la sera. Da qui il Custer State Park è a un’ora abbondante.
Hotel e lodge nelle Black Hills
Le abbiamo scelte fra le strutture con punteggio alto e un numero solido di recensioni, prendendo le due basi più sensate per un viaggio nelle colline.
A Rapid City, la base logistica
- Hotel Alex Johnson: l’albergo storico della città, aperto nel 1928, oggi nella Curio Collection di Hilton. Sta in centro e ha il carattere che agli hotel di catena manca.
- Elevation Inn & Suites: soluzione pratica e senza sorprese, camere fino a 6 ospiti, comoda per chi arriva tardi e riparte presto.
A Deadwood, per il nord delle colline
- Historic Franklin Hotel: sulla Main Street, dentro un edificio d’epoca della città dell’oro. È l’indirizzo giusto se venite a Deadwood per l’atmosfera e non solo per dormire.
- Holiday Inn Resort Deadwood Mountain Grand: più grande e più recente, con spazi per famiglie, appena fuori dal centro storico.
Prima di partire: assicurazione e connessione
Due cose che negli Stati Uniti pesano più che altrove. La prima è l’assicurazione di viaggio: la sanità americana è la più cara al mondo, e qui si passano le giornate su sentieri e strade di montagna lontane da tutto, quindi un’assicurazione di viaggio per gli Stati Uniti con una copertura sanitaria adeguata non è un extra facoltativo.
La seconda è la connessione: gli Stati Uniti sono fuori dal roaming europeo e nelle Black Hills il segnale sparisce dentro i canyon e in buona parte del Custer State Park, quindi conviene arrivare già coperti con una eSIM per gli Stati Uniti e scaricare le mappe offline prima di partire.
Info essenziali
- Dove si trovano: sud-ovest del South Dakota, con una parte nel Wyoming orientale.
- Come arrivare: aeroporto di Rapid City (RAP), oppure Denver (DEN) e 6 ore d’auto.
- Come muoversi: solo in auto, non ci sono treni né bus utili.
- Quando andare: da maggio a ottobre; settembre e inizio ottobre il periodo migliore.
- Quanto restare: da 3 a 5 giorni.
- Costi d’ingresso: Mount Rushmore gratis (parcheggio 10 $), Custer State Park 25 $ a veicolo, Wind Cave superficie gratis e grotta da 14 $.
Le Black Hills sono uno di quei posti che si visitano per un monumento e che si ricordano per tutto il resto: la strada che entra nei tunnel, i bisonti che bloccano il traffico all’alba, il cimitero sopra Deadwood, il silenzio dello Spearfish Canyon a ottobre. Datele più di un giorno e non ve ne pentirete. Buon viaggio!
Domande frequenti sulle Black Hills
Dove si trovano le Black Hills?
Le Black Hills si trovano nell’angolo sud-occidentale del South Dakota, negli Stati Uniti, e sconfinano per un tratto nel Wyoming orientale. Sono una catena isolata in mezzo alle Grandi Pianure, lunga circa 200 km, con l’aeroporto di riferimento a Rapid City.
Perché si chiamano Black Hills?
Il nome traduce il lakota Paha Sapa, “colline nere”: i pini ponderosa che coprono i versanti sono così fitti che da lontano, dalla prateria, la montagna appare scura, quasi nera. In italiano si trovano anche come Montagne Nere o colline nere.
Cosa fu la battaglia delle Black Hills?
Con questo nome si indica la Great Sioux War del 1876-77, detta anche guerra delle Black Hills. Nacque dalla violazione del trattato di Fort Laramie del 1868, che aveva riconosciuto le colline ai Sioux: quando la spedizione di Custer del 1874 vi trovò l’oro, arrivarono oltre quindicimila cercatori e il governo tentò di imporre nuove riserve. La battaglia di Little Bighorn, nel giugno 1876, ne è l’episodio più noto.
Cosa vedere nelle Black Hills?
Le tappe principali sono il Mount Rushmore, il Crazy Horse Memorial, il Custer State Park con i suoi bisonti, le tre strade panoramiche (Iron Mountain Road, Needles Highway e Spearfish Canyon), le grotte di Wind Cave e Jewel Cave, Sylvan Lake e le città dell’oro come Deadwood.
Quanti giorni servono per visitare le Black Hills?
Con tre giorni si vedono Mount Rushmore, il Custer State Park e le due strade panoramiche del sud. Con cinque si aggiungono il nord (Deadwood, Spearfish Canyon, Sturgis), le grotte e Hot Springs senza correre.
Quando è il periodo migliore per andare nelle Black Hills?
Da maggio a ottobre, perché fuori da quei mesi molte attività chiudono. Il periodo migliore è tra settembre e la prima settimana di ottobre: meno folla, il foliage dello Spearfish Canyon e il Buffalo Roundup del Custer State Park. Da evitare, se non ci si va apposta, la settimana del rally di Sturgis in agosto.
Come si arriva alle Black Hills?
Non ci sono voli diretti dall’Europa. Si vola su Denver e si prosegue con un volo interno per Rapid City, oppure in auto da Denver in circa 6 ore. Una volta arrivati l’auto è indispensabile: nello stato non ci sono treni passeggeri e i bus non raggiungono i parchi.
Dove sono scolpite le facce dei presidenti?
I quattro volti presidenziali sono scolpiti sul Monte Rushmore, che si trova dentro le Black Hills, vicino a Keystone, sulla SD 244. L’ingresso al memorial è gratuito e si paga solo il parcheggio.
Le Black Hills sono ancora terra sacra per i nativi americani?
Sì. Per i Lakota le Black Hills, Paha Sapa, restano un luogo sacro. Nel 1980 la Corte Suprema degli Stati Uniti ha riconosciuto che erano state sottratte illegittimamente, ma il risarcimento assegnato non è mai stato accettato, perché incassarlo equivarrebbe a riconoscere la cessione della terra.