Una delle ragioni principali per cui siamo andati a Caprera è stata la curiosità di vedere la Casa di Garibaldi, la Casa Bianca dove l’eroe dei due mondi visse i suoi ultimi anni dedicandosi all’agricoltura, ma continuando anche a fare politica. Nei miei ricordi scolastici Giuseppe Garibaldi era stato mandato in esilio a Caprera dopo le sue innumerevoli battaglie per la libertà, e questo mi faceva immaginare il luogo, allora così isolato dal mondo, come una specie di prigione imposta dal Re d’Italia. Invece no: Caprera era di proprietà dello stesso Garibaldi, che la scelse come rifugio e ne fece la sua casa.
In questa guida vi racconto la storia della Casa di Garibaldi a Caprera e di come l’Eroe arrivò sull’isola, cosa si vede oggi nella casa-museo del Compendio Garibaldino, dove riposa la sua tomba, e tutte le informazioni pratiche per la visita: orari, biglietti e come arrivare.
In breve
La Casa di Garibaldi a Caprera è la Casa Bianca del Compendio Garibaldino, dove Giuseppe Garibaldi visse dal 1856 alla morte, il 2 giugno 1882, e dove è sepolto, sotto un masso di granito grezzo nel giardino. Oggi è una casa-museo statale che conserva intatti i suoi oggetti, la camera della morte con l’orologio fermo e la tomba. Si trova a Caprera, raggiungibile in auto da La Maddalena attraverso il ponte del Passo della Moneta. È chiusa il lunedì e si visita solo su prenotazione: biglietto intero 8€, ridotto 2€, cumulativo con il Memoriale al Forte Arbuticci 12€. Gli orari cambiano con la stagione, da verificare sul sito ufficiale.

Caprera, l’isola che Garibaldi scelse
Garibaldi acquistò la metà settentrionale dell’isola di Caprera nel 1856, grazie all’eredità del fratello Felice, vivendo inizialmente in una tenda, poi in una casupola e infine facendosi costruire, nello stile delle fattorie sudamericane che aveva conosciuto, la famosa Casa Bianca. Dieci anni più tardi una colletta dei figli e degli ammiratori gli permise di comprare anche l’altra metà dell’isola, fino a quel momento appartenuta a Richard ed Emma Collins, una famiglia inglese molto legata a lui.

Il primo soggiorno di Garibaldi a Caprera
Garibaldi però era giunto a Caprera già il 25 settembre 1849, per appena un mese. Dopo il suo arresto a seguito della fuga da Roma doveva essere mandato in esilio a Tunisi, ma la sua nave non fu accolta in Algeria e il comandante, originario della Maddalena, ebbe ordine di portarlo lì. Con lui c’era “Leggero”, il maddalenino Giovanni Battista Culiolo, che lo aveva sempre seguito e assistito, anche nella tragica morte di Anita nella pineta di Ravenna.
Ad accoglierlo c’era tutta la popolazione, perché molti abitanti dell’isola erano stati a fianco dell’Eroe dei due mondi in più di un’occasione. Durante quel primo soggiorno Garibaldi volle conoscere le famiglie dei suoi soldati e partecipò ai lavori dei campi e alla vendemmia, ma si rese protagonista anche di un’ulteriore impresa: salvò tre pescatori da morte certa durante una battuta di pesca.
Il ritorno a Caprera
Al ritorno dalla sua seconda avventura americana, deciso a mettere su casa e a dedicarsi alla famiglia, Garibaldi ottenne il permesso di trasportare merci nel Mediterraneo con il suo cutter Emma, chiamato così in onore di Emma Roberts e del loro mancato fidanzamento. Per alcuni anni furono intensi i viaggi tra la Francia, Genova e la Sardegna, fino a quando nel 1857 la sua nave naufragò a causa di una tempesta e Garibaldi decise di abbandonare definitivamente il mare per dedicarsi all’agricoltura.
L’esilio volontario e gli ultimi anni a Caprera
A Caprera, però, Garibaldi non fu solo un contadino, come siamo abituati a pensare. L’isola fu meta in quegli anni di migliaia di persone, di misteriosi emissari, di influenti personaggi del tempo: rappresentanti di tutti i movimenti indipendentisti e rivoluzionari europei, dai russi ai greci, dagli ungheresi ai polacchi agli spagnoli, e per ognuno egli aveva parole di esortazione, consigli e direttive.
Nel settembre del 1861 si recò a trovarlo addirittura un emissario del governo degli Stati Uniti, per conto del presidente Lincoln, a offrirgli un comando nell’esercito dell’Unione nella guerra di secessione americana. E fu da Caprera che maturò il sogno dell’unità d’Italia con Roma capitale: nel 1860 partì per la spedizione dei Mille, e dopo lo storico incontro di Teano con Vittorio Emanuele II tornò sulla sua isola con un sacco di sementi, tre cavalli e una balla di stoccafisso. È questo, in fondo, il Garibaldi che colpisce a Caprera: l’uomo che dopo aver fatto l’Italia tornava a zappare la terra.
Consiglio: se vi appassiona la storia, prima della visita leggete qualche pagina di “Mio padre”, il libro di memorie scritto dalla figlia Clelia, che racconta la vita quotidiana di Garibaldi sull’isola e come la coltivava. Arrivare alla Casa Bianca sapendo già queste storie cambia completamente la visita: ogni oggetto, lì dentro, ha un perché.
La Casa Bianca: cosa si vede nella casa-museo
La prima casa di Garibaldi a Caprera fu di tre vani, ed è ancora esistente nella parte sud del cortile, ma si rivelò presto troppo piccola: in un primo momento fu fatta venire da Nizza una casa in legno, di rapida costruzione, poi si recintò la proprietà con un muro per proteggere le colture dagli animali selvatici e infine fu edificata l’attuale Casa Bianca. Un’architettura semplice, fatta di stanze comunicanti articolate intorno a un piccolo disimpegno senza finestre, da cui sale la scala alla terrazza dalla quale si domina tutto l’arcipelago.

Nelle stalle sono conservati i suoi attrezzi, una macchina a vapore per mietere le granaglie, due selle portate dal Sud America e la sua vasca da bagno, ricavata in un locale riscaldato. Qui si trova anche la stele di sepoltura della sua celebre cavalla bianca Marsala, con cui era arrivato a Palermo nel 1860. All’interno della casa, invece, si entra nella vita privata dell’Eroe: la camera dei figli, lo scrittoio, il tavolo da lavoro, la poltrona da campo, gli oggetti di tutti i giorni rimasti al loro posto.







Ben presto Garibaldi creò a Caprera una piccola comunità: la casa venne ingrandita e vi si aggiunsero via via tutte le strutture necessarie, il forno, il mulino a vento, il magazzino per gli attrezzi, la stalla e la dispensa. Circondato dall’affetto dei maddalenini, riuscì a dare vita a quella che lui stesso chiamava “una vera repubblica democratica e sociale”. Ai margini della fattoria piantò alberi ad alto fusto, e di quelli ne restano alcuni, tra cui il maestoso pino che troneggia al centro del giardino, messo a dimora nel febbraio del 1867 per la nascita della figlia Clelia.


Piantò molti alberi e cominciò a fare la vita del contadino, coltivando i campi e allevando polli, ovini e cavalli. Allevò anche molti asini, ai quali si divertiva a dare il nome dei suoi nemici: il più recalcitrante fu battezzato col nome del papa Pio IX. Nella Casa Bianca visse con i figli avuti da Anita e con quelli avuti dalla terza moglie Francesca Armosino, una popolana piemontese che gli diede tre figli e che riuscì a sposare solo due anni prima della morte. Minato nel corpo dalla ferita di Aspromonte, dall’artrite e dalla malaria contratta in Sud America, ma non nello spirito, Garibaldi visse gli ultimi anni in assoluta povertà, schivo di onori e di ricompense.

A Caprera Garibaldi non si visita: si incontra. È l’unico posto dove l’Eroe dei due mondi smette di essere una statua e torna a essere un uomo che zappava la terra e dava ai suoi asini il nome dei nemici.
La morte di Garibaldi e la tomba a Caprera
Il “Leone di Caprera” si spense alle sei del pomeriggio del 2 giugno 1882, nella Casa Bianca. Da quel momento, nella casa, l’orologio fu fermato e i fogli di un grande calendario non furono più staccati: segnano ancora oggi l’ora e il giorno della morte dell’Eroe. La sua ultima camera fu allestita nel salotto principale, con il letto rivolto verso la finestra, perché potesse vedere l’esterno fino all’ultimo.
Attenzione: dentro la Casa Bianca l’orologio e il calendario sono ancora fermi al 2 giugno 1882, all’ora esatta della morte di Garibaldi. È il dettaglio che colpisce di più ogni visitatore: non un museo che racconta la morte, ma una casa rimasta sospesa nell’istante in cui è avvenuta.


Garibaldi aveva chiesto che il suo corpo fosse cremato, ma la sua volontà fu disattesa: non si poteva accettare che le spoglie dell’Eroe venissero bruciate e disperse. Furono quindi imbalsamate e sepolte in una tomba di granito grezzo, appena dietro la casa, nel piccolo cimitero di famiglia. Una pietra spoglia, senza marmi né monumenti, con il solo nome inciso: l’esatto contrario della retorica che lo Stato avrebbe voluto. E di quelle spoglie i maddalenini si proclamarono subito gelosi custodi, tanto da mutare lo stemma comunale in quello attuale, che raffigura il “Leone di Caprera” irto su uno scoglio, a vigilare sulle coste d’Italia come recita il motto latino.


HEROIS CINERES ORAS TUTORQUE LATINAS
Il Compendio Garibaldino e il Memoriale al Forte Arbuticci
A Caprera sono rimasti la casa ben restaurata, le sue barche e i suoi oggetti, diventati i cimeli di un museo tra i più conosciuti e visitati d’Italia. Nel giardino sono esposte due delle sue imbarcazioni: una grande, che usava per raggiungere La Maddalena prima che venisse costruito il ponte (il primo fu realizzato circa cinquant’anni dopo la sua morte), e una da regata, donata dai Cantieri Orlando di Livorno.


L’insieme della casa, del giardino, della tomba e delle pertinenze forma il Compendio Garibaldino, dichiarato Riserva naturale orientata nel 1982, prima della nascita del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena. A completare la visita, poco distante, c’è il Memoriale Giuseppe Garibaldi, allestito nel Forte Arbuticci e inaugurato il 3 luglio 2012: il primo museo in Italia interamente dedicato a una figura storica, con un percorso multimediale che racconta la vita e il mito dell’Eroe. I due luoghi si visitano con un biglietto cumulativo e insieme restituiscono il quadro completo, la casa intima e privata da una parte, il racconto del personaggio storico dall’altra.
Visite ed escursioni a Caprera e La Maddalena
- Visite guidate storiche di Caprera sulle orme di Garibaldi.
- Escursioni in barca nell’arcipelago, spesso abbinabili alla giornata a Caprera.
- Tour di La Maddalena e Caprera in giornata da Palau o da La Maddalena.
Orari, biglietti e come visitare la Casa di Garibaldi
La Casa di Garibaldi, cioè il Compendio Garibaldino, è aperta alle visite tutti i giorni tranne il lunedì, giorno di riposo settimanale. La visita alla Casa Bianca si fa su un percorso obbligato e in autonomia, della durata di circa quarantacinque minuti, ed è importante sapere che l’ingresso è contingentato: si entra in piccoli gruppi a orari cadenzati, quindi la prenotazione è di fatto necessaria, soprattutto in estate.
Info pratica: il biglietto del Compendio Garibaldino (la Casa Bianca) è di 8€ intero, 2€ ridotto, gratuito fino a 18 anni; il cumulativo con il Memoriale al Forte Arbuticci costa 12€ e i soci FAI hanno il 50% di sconto. Chiuso il lunedì, ingressi solo su prenotazione a posti contingentati. Gli orari cambiano con la stagione (in estate apertura fino a sera, in inverno orario pomeridiano ridotto): verificate sempre giorni, orari e prenotazione sul sito ufficiale del museo, perché cambiano di anno in anno.
Come arrivare alla Casa di Garibaldi a Caprera
Caprera si raggiunge da La Maddalena attraversando il ponte sul Passo della Moneta, in auto, in bici, a piedi o in bus. La Maddalena, a sua volta, si raggiunge solo in traghetto da Palau: la traversata dura una quindicina di minuti e in alta stagione i collegamenti sono molto frequenti, in pratica ogni mezz’ora. Una volta a Caprera, il Compendio non ha un parcheggio proprio attaccato all’ingresso: si lascia l’auto lungo la strada a circa un chilometro, con una passeggiata di dieci o quindici minuti nel verde fino alla Casa Bianca. Per chi è senza auto, dal porto di La Maddalena un autobus collega il centro al museo garibaldino.
Se la Casa di Garibaldi è la ragione del vostro viaggio, vale la pena dedicare a Caprera e all’arcipelago almeno una giornata intera: l’isola ha alcune delle cale più belle della Sardegna, e a due passi c’è La Maddalena con il suo mare. Ne parliamo nelle guide dedicate all’isola di Caprera, alle spiagge della Maddalena e a La Maddalena.
Per noi, visitare la Casa di Garibaldi a Caprera è stata un’emozione inattesa, di quelle che non ti aspetti da una vacanza di mare. Se passate dall’arcipelago di La Maddalena, ritagliatevi mezza giornata per l’Eroe dei due mondi: dopo, anche il mare qui intorno avrà un sapore diverso.

Info essenziali
- Dove: isola di Caprera, arcipelago di La Maddalena (Sardegna).
- Come arrivare: traghetto Palau-La Maddalena (circa 15 minuti), poi ponte del Passo della Moneta per Caprera; parcheggio a circa 1 km dal museo.
- Biglietti: Compendio 8€ intero, 2€ ridotto, gratis under 18; cumulativo con il Memoriale 12€; FAI -50%.
- Orari: chiuso il lunedì; orari stagionali su prenotazione. Verificare sul sito ufficiale.
- Quando andare: in primavera e in autunno per evitare la ressa estiva; la visita è bella tutto l’anno.
Domande frequenti sulla Casa di Garibaldi a Caprera
Dove si trova la Casa di Garibaldi?
La Casa di Garibaldi, la Casa Bianca, si trova sull’isola di Caprera, nell’arcipelago di La Maddalena, in Sardegna. Si raggiunge da La Maddalena attraversando il ponte sul Passo della Moneta, e La Maddalena è collegata in traghetto a Palau.
Quanto costa il biglietto della Casa di Garibaldi a Caprera?
Il biglietto del Compendio Garibaldino è di 8€ intero e 2€ ridotto, gratuito fino a 18 anni. Il biglietto cumulativo con il Memoriale al Forte Arbuticci costa 12€, con il 50% di sconto per i soci FAI. I prezzi e le gratuità vanno verificati sul sito ufficiale, perché cambiano.
Quando è aperta la Casa di Garibaldi? È vero che chiude il lunedì?
Sì, il Compendio Garibaldino è chiuso il lunedì. Negli altri giorni gli orari sono stagionali, con aperture prolungate fino a sera in estate e orario pomeridiano ridotto in inverno. La visita è su prenotazione con ingressi contingentati: conviene prenotare, soprattutto in alta stagione.
Dove è sepolto Giuseppe Garibaldi?
Garibaldi è sepolto a Caprera, nel giardino dietro la Casa Bianca, in una tomba di granito grezzo all’interno del piccolo cimitero di famiglia. Aveva chiesto di essere cremato, ma la sua volontà non fu rispettata e il corpo fu imbalsamato e tumulato sotto il masso di granito.
Perché Garibaldi andò a vivere a Caprera?
Non fu un esilio imposto, come spesso si crede: Caprera era di proprietà dello stesso Garibaldi, che ne acquistò la metà settentrionale nel 1856. Vi si stabilì per scelta, per dedicarsi all’agricoltura e alla famiglia, pur continuando a fare politica e a preparare le sue imprese.
Quanto dura la visita alla Casa di Garibaldi?
La visita alla Casa Bianca dura circa quarantacinque minuti, su un percorso in autonomia. Aggiungendo il Memoriale al Forte Arbuticci, che richiede circa un’altra ora, si può dedicare alla parte garibaldina mezza giornata.
Cos’è il Memoriale Giuseppe Garibaldi al Forte Arbuticci?
È il museo dedicato alla figura di Garibaldi allestito nell’ex Forte Arbuticci e inaugurato nel 2012, il primo in Italia interamente dedicato a un personaggio storico. Racconta con un percorso multimediale la vita e il mito dell’Eroe, e completa la visita alla Casa Bianca.
24 risposte
Ci sono stata in gita scolastica in seconda media. Peccato non aver saputo allora tante cose.
Davvero una visita interessante, da fare almeno una volta nella vita. Caprera poi dev’essere bellissima!
bellissima, vorrei visitarla anche io! e Caprera deve essere spettacolare, credo di esserci stata da piccola ma non ricordo nulla
Garibaldi è sempre stato uno dei meiei eroi preferiti, un Che Guevara italiano, che non vuole rinunciare alla lotta e alla purezza degli ideali ( e per questo finisce male). Mi piacerebbe molto visitare la sua casa a Caprera
Nel lontano 2008 feci un viaggio con le mie amiche e visitammo proprio Caprera, mi hai fatto rivivere un viaggio favoloso.
Ho condiviso questo tuo articolo nella pagina Facebook legata al mio blog
grazie
molto affascinanti le foto della sua casa! E pensare che siamo passati molto vicino a Caprera, ma non ci è venuto in mente di fare un salto a visitare questo incantevole luogo dal fascino storico!
Un ripasso di storia fa sempre bene, devo dire che sono isole favolose, complimenti per le foto, sono molto suggestive.
Imparare e ricordare la Storia in modo visivo è sempre la cosa migliore. Mi piace molto ritornare ai tempi dei libri di scuola andando a visitare un museo o una mostra, perché credo che le informazioni che si apprendono in maniera visiva siano quelle che ci rimangono più in testa. In ogni caso il tuo percorso è stato molto interessante, chiaro ed esaustivo. Un giretto a Caprera lo farò, sicuramente.
davvero molto affascinante
anche nella mia piccola città ha soggiornato garibaldi
Molto probabilmente sarà una delle tappe sarde della prossima estate!!!
È sicuramente un giro ricco di bellezza e interesse!!
Nicoletta
http://lavieestbellebynicoletta.com
sono stata qui tantissimo tempo fa con la mia famiglia mi hai fatto battere il cuore per i ricordi che mi sono tornati in testa, tra club mediterrané ( all’epoca ) e questa casa monumentale
Davvero interessante ,a scuola purtroppo tante cose non te le spiegano e invece si dovrebbe approfondire di più sulla storia dei tanti eroi d’Italia.
è una storia molto interessante. Nella casa di Garibaldi a Caprera non sono mai stata, però qui vicino a casa mia c’è il capanno dove morì Anita, abito a Ravenna :)
Ci sono stata diverse volte. Sono stata in vacanza da quelle parti molte estati. È bello poter visitare luoghi ricchi di storia e di storie
Molto interessante questo post. Sapevo che Garibaldi aveva passato tanti anni a Caprera, ma sinceramente non sapevo che l’isola fosse tua e che se la fosse acquistata in parte con la colletta di amici ed estimatori. Grazie delle info e di tutte queste bellissime foto.
Interessante scoprire i luoghi dove ha vissuto Garibaldi negli ultimi anni di vita. Mi piacerebbe visitarli: l’isola di Caprera ha degli scorci magnifici
Io adoro la storia. Mi è piaciuto molto questo articolo su Garibaldi e l’isola di Caprera
Non ci sono mai stata ma ora ho moltissimi motivi per andarci. Grazie per le informazioni dettagliate
che bello leggere di storia io non ero molto ferrata a scuola ma col passare del tempo mi sono appassionata
Nel settembre del 2004 , feci un viaggio memorabile in Corsica ed in Sardegna , visitando , ivi , la casa di Garibaldi . Fu un ‘ emozione profonda , che ancora oggi rivivo con intensità . Ai ricordi storici , fecero seguito le immagini di quei paesaggi splendidi di questa isola meravigliosa che è la Sardegna e che io adoro in tutta la sua essenza .