Cinque Terre cosa vedere, emozioni a non finire

Le cinque terre si trovano a poche decine di chilometri da dove abitiamo perciò ogni tanto una gita fuori porta per fare visita a questi cinque paesini sul confine fra Toscana e Liguria ci serve per assaporare ogni volta in quale terra meravigliosa viviamo.

Cinque terre
Cinque terre

Cinque Terre in un giorno

Come ci succede periodicamente ho deciso di trascorrere una bella giornata alla scoperta delle Cinque Terre insieme a mia moglie, ho voluto pianificare una escursione che rispettasse il criterio di vedere il più possibile nell’arco di una sola giornata.
Ci sono diversi modi per raggiungere questi cinque paesi: si può andare direttamente in auto, è possibile raggiungerle in barca da La spezia o addirittura da Viareggio oppure utilizzare il treno.
Sconsiglio vivamente l’uso dell’auto, so che è possibile raggiungere le parti sommitali dei paesi ma non l’ho mai fatto perché mo lo sconsigliano tutti.
Anche l’utilizzo dei piccoli traghetti, seppur rappresentino una bella esperienza permettendoti di vedere i paesi dal mare, non mi piace perché si è legati alle tempistiche forzose delle linee marittime e non puoi prenderti i tuoi tempi.
Quando vado utilizzo il treno, comodo, veloce e soprattutto più duttile come orari.

Cinque Terre in treno

Il modo più facile per visitare le Cinque Terre è di raggiungerle in treno da La Spezia, andiamo periodicamente a fare un giro in questi magnifici villaggi a strapiombo sul mare, dato che abito a poco più di 45 minuti di auto da La Spezia.
Consiglio a tutti di arrivare alla stazione ferroviaria e prendere il piccolo treno turistico che fa tutte le fermate così da non perdere nulla di una giornata di mare indimenticabile.

Quanto costa il biglietto

Consiglio di fare la Cinque Terre Card che comprende wi-fi nelle stazioni, l’ingresso ai musei del parco, l’accesso al sentiero azzurro e l’utilizzo illimitato del treno per spostarsi fra i cinque borghi.

Il costo del biglietto è di circa 16 euro e prevede riduzioni per bambini e per anziani

La via dell’Amore

Il sentiero azzurro (a pagamento) è il più famoso di tutti ed è lungo meno di un chilometro. Quando riaprirà la Via dell’Amore è sicuramente il modo migliore per visitare questa zona.
La Via dell’Amore è divisa in quattro tratti che collegano tra loro tutti i borghi delle Cinque Terre e presenta una lunghezza totale di dodici chilometri.

Devi considerare che solo un terzo del percorso è aperto a causa di una frana, ma è bene informarti circa l’evoluzione dei lavori in corso. In alternativa, puoi raggiungere Manarola con un trenino locale oppure scegliendo di prendere il sentiero di via Beccaria (ma in questo caso il tempo di percorrenza è di circa un’ora).

Cinque Terre cosa vedere

Le cose da vedere alle Cinque Terre sono molte. È possibile riuscire a vedere tutto in un giorno, ma consiglio di prendere tutte le informazioni possibili prima di arrivare in loco in modo da avere già un’idea precisa delle cose da visitare. di Partendo da La Spezia, in pochi minuti si raggiunge il primo dei cinque villaggi, Riomaggiore. Poi Manarola, Corniglia, Vernazza e infine Monterosso.

Riomaggiore

Risulta facile arrivare alla banchina del pittoresco quartiere dei pescatori anche se questo primo borgo delle Cinque Terre risulta essere divisa in tre parti: quella della stazione (qui inizia la famosa Via dell’Amore che purtroppo, a parte qualche tratto, è chiusa per lavori), la parte antica di Riomaggiore e quella dei pescatori dove c’è una spiaggetta formata da ciottoli.

Riomaggiore cinque Terre
Riomaggiore cinque Terre
Paolo Riomaggiore
Paolo Riomaggiore

Abbiamo approfittato di un po’ di tempo per visitare sia la trecentesca Basilica di San Giovanni Battista che la chiesa di S. Maria Assunta ma abbiamo dovuto rinunciare a visitare il Santuario di Montenero ed il duecentesco Castello, scegliendo di raggiungere la vicinissima Manarola.

Manarola

Giunti a Manarola, il secondo borgo delle Cinque Terre, abbiamo visitato i Ruderi della Fortezza eretta nel XII secolo prima di visitare la trecentesca chiesa di San Lorenzo costruita in stile gotico-barocco.
Se decidete di visitare Manarola in inverno, approfittate per vedere il famoso Presepe di Manarola, considerato il più grande del mondo e confermo che si tratta di una vera e propria attrazione.

Manarola panoramica
Manarola panoramica – Photo credit: G · RTM on VisualHunt / CC BY-NC-ND
Manarola
Manarola

A Manarola mi hanno consigliato di raggiungere un piccolo centro che si chiama Groppo, celebre perché si produce il vero vino delle Cinque Terre, lo Schiacchetrà, pregiato vino liquoroso, prodotto da uva passita. Ci siamo diretti poi verso il Santuario di Nostra Signora della Salute che si trova a Volastra.

Nostra Signora della Salute Volastra
Nostra Signora della Salute Volastra

Di romanica origine, è uno dei cinque santuari famosi in questo territorio e questo è caratterizzato perché, al suo interno è conservata una settecentesca immagine della Madonna. Per raggiungerlo a piedi è necessario imboccare il sentiero chiamato Via per Volastra.

Visitare Corniglia

Da Manarola ci siamo trasferiti in treno (un viaggio di solo due minuti!) a Corniglia.
In realtà avevo previsto di percorrere il Sentiero Azzurro che per circa un chilometro e mezzo avrebbe regalato uno stupendo panorama all’interno del rilievo roccioso ma il sentiero risulta ancora chiuso per lavori di consolidamento.

Corniglia è una cittadella tutta disposta sulla roccia che puoi raggiungere o con un pullman che parte dalla stazione ferroviaria oppure scegliere di imboccare la Grande Scalinata: una salita (o discesa a seconda) di quasi quattrocento gradini. Corniglia ha un borgo molto scenografico non solo perché è il più raccolto di tutti quelli che compongono le Cinque Terre ma anche quello che si trova più in alto di tutti.
A circa cento metri s.l.m. si può ammirare un paesaggio della costa davvero unico.

Cosa vedere a Corniglia

Corniglia
Corniglia

Da visitare posso suggerire la chiesa di San Pietro, un capolavoro del XIV secolo la cui cappella originale è risalente all’anno Mille; la settecentesca Cappella dei flagellanti di Santa Caterina, proprio nella piazza centrale; e, per ultimo, il Santuario di Nostra Signora delle Grazie che si trova nella vicina San Bernardino. Il santuario risale al XIX secolo ma fu edificato al posto di una cappella di fine Quattrocento. Merita la visita sia per ammirare l’immagine della Madonna con Gesù che si trova sull’altare che per via dello stupendo panorama che si gode dal piazzale della chiesa e che vede sia la campagna di Corniglia che la spiaggia di Guvano.

Vernazza

Dopo aver fatto sosta a Corniglia e preso un piccolo momento di riposo in un bar, abbiamo proseguito in treno verso Vernazza.

Vernazza centro
Vernazza centro
Vernazza
Vernazza

Avevo letto che a seconda del parere dei turisti, Vernazza è considerato il più bel borgo di tutte le Cinque Terre e anche quello più ‘vivo’ per via di tantissimi ristoranti e locali fronte mare. Non poteva mancare una sosta per assaggiare un piatto di riso di mare e l’immancabile fritto misto.

Riso di mare vernazza
Riso di mare vernazza

A distanza di qualche anno dall’alluvione che aveva pressoché distrutto tutto quello che poteva, Vernazza oggi è perfettamente ricostruita e capace di offrire la consueta ospitalità a tutti i suoi visitatori.

Ti suggerisco di non perdere la visita della torre di Belforte e il castello Doria per non perdere l’opportunità di godere del bellissimo panorama della cittadella e della sua costa. La torre è l’emblema di Vernazza tanto da essere presente in quasi tutte le foto di questo borgo.
Un gioiello che ho scoperto è la chiesa di S. Margherita d’Antiochia, edificata a cavallo tra i secolo XI e XII in stile romanico successivamente modificata in barocco, e lo speculare Palazzo con gallerie dove si trovano locali frequentati soprattutto dagli abitanti del luogo.
Purtroppo non mi è stato possibile visitare il Santuario della Madonna Nera risalente all’anno Mille a testimonianza del fatto che c’è differenza tra teorizzare un programma di viaggio e realizzarlo materialmente.

Monterosso

Dovendo terminare la visita alle Cinque Terre con Monterosso, abbiamo dovuto rinunciare a qualcosa.
Monterosso è la più grande cittadina del comprensorio delle Cinque Terre e quella dotata del più esteso litorale.

Monterosso al mare
Monterosso al mare

Non puoi non inserire la visita della chiesa di San Giovanni Battista che si trova nella parte della città antica ma non lontano dal mare e, una volta terminata, continuare con la vicina Cappella Mortis et Orationis, in stile barocco.
La Torre Aurora è una delle tre torri di guardia rimaste, che caratterizzano Monterosso. Edificata nel Cinquecento è oggi una privata abitazione che si può ammirare solo esternamente.

Monterosso paolo
Monterosso paolo

Cosa devi sapere per visitare le Cinque Terre

Dopo la mia esperienza posso fornire alcune delucidazioni che risulteranno utili ai fini di programmare un viaggio alle Cinque Terre ricco di soddisfazioni.
Evita di pensare di visitare la zona con la tua auto. Oltre a non goderti gli stupendi paesaggi, ci sono veri problemi logistici sia di spostamenti che di parcheggio: molto meglio spostarsi con treni locali e, per avere sempre sotto mano la situazione, è preferibile stampare l’orario aggiornato dei treni.
Considera che per una visita che includa tutti i cinque borghi, sono state necessarie ben otto ore senza contare il tempo che mia moglie ed io ci siamo concessi per pranzare e per riprendere fiato magari degustando un caffè.

Cosa mangiare alle Cinque Terre.

La cucina ligure non ci ha deluso affatto.
Oltre al riso di mare, In un ristorantino del luogo ci siamo fatti consigliare due specialità locali: tagliatelle al pesto e un piatto di gianchetti.
Abbiamo iniziato con le tagian cune r pistu crudu, ossia tagliatelle fatte con farina, acqua e sale che sono state bollite insieme a fagiolini e patate e, una volta pronte, condite con il famoso pesto alla genovese.
Il nostro secondo piatto, consigliato dal cameriere, è state uno di gianchetti. Per gianchetti si intende il pesce azzurro che ha sempre fatto parte della tradizione gastronomica ligure.

Nel nostro caso ci sono stati proposti pesci azzurri fritti che si sono rivelati una vera delizia soprattutto dopo le fatiche della mattinata.
Per terminare, una porzione della tradizionale torta di riso di Monterosso (anche se la tradizione è quella di prepararla per la festa della Madonna di Soviore il 14 agosto) è stata più che appagante anche se avevo pensato che fosse un classico dolce.

CINQUE TERRE
CINQUE TERRE
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