Le Cinque Terre stanno a poche decine di chilometri da dove abito, poco più di quarantacinque minuti di auto fino a La Spezia, e questo vantaggio me lo sono giocato tante volte: ci torno periodicamente, con mia moglie, come si torna in un posto che si conosce e che continua a sorprendere lo stesso. La prima volta che ho provato a vederle tutte e cinque in una giornata sola ci ho messo otto ore, senza contare il pranzo e i caffè per riprendere fiato. Si può fare, ma bisogna sapere come.
In questa guida vi porto borgo per borgo, da Riomaggiore a Monterosso, e vi dico le cose che avrei voluto sapere prima: quale Cinque Terre Card conviene adesso che nel 2026 il Parco le ha rifatte da capo, perché l’auto è il modo peggiore di arrivare, come funziona la Via dell’Amore riaperta e cosa si riesce davvero a vedere in un giorno. Perché, come dico sempre, l’esperienza di qualcuno salva sempre qualcun altro.

In breve
Le Cinque Terre sono cinque borghi liguri a picco sul mare, da sud a nord: Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso al Mare. Si visitano in treno sulla linea La Spezia-Levanto, con partenze ogni pochi minuti e tragitti di due o tre minuti tra un paese e l’altro. Per i sentieri del Parco e per la Via dell’Amore serve la Cinque Terre Card, che dal 2026 esiste in due sole versioni, Trekking e Treno, con prezzi che cambiano in base all’affluenza del giorno. La Via dell’Amore è di nuovo aperta ma si entra solo con prenotazione a fascia oraria. In un giorno si vedono tutti e cinque i borghi camminando molto; in due si respira.
Indice dell’Articolo
I cinque borghi delle Cinque Terre, uno per uno
I paesi sono cinque e vanno da sud a nord, da La Spezia verso Levanto: Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso al Mare. Sono tutti dentro il Parco Nazionale delle Cinque Terre e dal 1997 sono Patrimonio dell’Umanità UNESCO insieme a Portovenere e alle isole del Golfo. Si somigliano solo da lontano: visti da vicino hanno caratteri diversi, e conviene sapere in anticipo cosa aspettarsi da ciascuno.
Riomaggiore, il primo che si incontra
Riomaggiore è il primo borgo arrivando da La Spezia ed è diviso in tre parti: la zona della stazione, da cui parte la Via dell’Amore, il paese antico che si arrampica lungo la via principale, e la parte dei pescatori, dove c’è la banchina e una spiaggetta di ciottoli. È la cartolina che tutti hanno in mente, con le barche tirate in secco in mezzo alle case.

Da vedere ci sono la trecentesca chiesa di San Giovanni Battista e la chiesa di Santa Maria Assunta. Più in alto ci sono il Santuario di Montenero e il castello duecentesco: io quella volta ho dovuto rinunciarci per andare a Manarola, ed è una delle cose che rifarei diversamente.

Manarola, i ruderi e il presepe più grande del mondo
Manarola è il secondo borgo ed è quello che regala la vista più fotografata di tutte, con le case che scendono verso il porticciolo. Ci sono i ruderi della fortezza del XII secolo e la chiesa di San Lorenzo, del Trecento, in stile gotico con rifacimenti barocchi.

Se ci andate d’inverno c’è il presepe di Manarola, considerato il più grande del mondo: è fatto di sagome luminose sulla collina sopra il paese, e vi confermo che è una vera attrazione, non una curiosità locale.

Sopra Manarola, a piedi lungo la Via per Volastra, si arriva al Santuario di Nostra Signora della Salute, di origine romanica, che conserva un’immagine settecentesca della Madonna. Poco lontano c’è Groppo, dove si produce lo Sciacchetrà, il vino passito delle Cinque Terre: è dolce, liquoroso e costa caro per un motivo, cioè che l’uva la raccolgono a mano su terrazzamenti dove i trattori non arrivano. Se il vino vi interessa più della fotografia, proprio a Volastra si prenota una degustazione dei vini delle Cinque Terre con lezione di pesto, che mette insieme le due cose che qui vanno insieme davvero.

Corniglia, l’unico che non tocca il mare
Corniglia è il più raccolto dei cinque ed è l’unico che non ha il porto: sta su uno sperone di roccia a un centinaio di metri sul livello del mare, e dalla stazione si sale con il bus navetta oppure a piedi per la Lardarina, la grande scalinata di quasi quattrocento gradini. Se avete le ginocchia buone fatela: il panorama che si apre in cima ripaga.

Da vedere ci sono la chiesa di San Pietro, un capolavoro del XIV secolo la cui cappella originale risale all’anno Mille, la settecentesca Cappella dei Flagellanti di Santa Caterina nella piazza centrale, e poco fuori il Santuario di Nostra Signora delle Grazie a San Bernardino, da cui si vede tutta la costa fino alla spiaggia di Guvano.
Vernazza, il più bello secondo quasi tutti
Vernazza è quello che quasi tutti indicano come il più bello, e capisco perché: ha un porticciolo naturale chiuso, una piazza sul mare piena di locali e la torre di Belforte che spunta sulla roccia, quella che compare in praticamente ogni foto delle Cinque Terre.

Da non perdere il castello Doria e la chiesa di Santa Margherita d’Antiochia, edificata tra XI e XII secolo in stile romanico e poi rimaneggiata in barocco. Vernazza è anche il paese che nel 2011 fu quasi distrutto dall’alluvione: oggi è ricostruita e non si direbbe mai, ma vale la pena saperlo mentre ci si cammina dentro.

Monterosso al Mare, il più grande e l’unico con la spiaggia vera
Monterosso è il più grande dei cinque e l’unico con un litorale ampio e sabbioso, diviso tra il borgo antico e la parte moderna di Fegina. È il posto giusto se alle Cinque Terre volete anche fare il bagno e non solo camminare.

Da vedere la chiesa di San Giovanni Battista nel centro storico, la Cappella Mortis et Orationis in stile barocco e la Torre Aurora, una delle tre torri di guardia rimaste, edificata nel Cinquecento e oggi abitazione privata che si ammira solo da fuori. Da Monterosso, verso nord, parte anche uno dei sentieri più belli del parco: il trekking da Levanto a Monterosso.

Come muoversi alle Cinque Terre: treno, sentieri, battello
Il treno è il modo giusto, e non è un’opinione. La linea regionale La Spezia-Levanto ferma in tutti e cinque i borghi, i treni passano di continuo e tra un paese e l’altro ci vogliono due o tre minuti. Scendete, girate, risalite quando volete: è l’unico mezzo che vi lascia liberi di decidere sul momento quanto fermarvi.
Attenzione: lasciate perdere l’auto. Le strade che salgono ai borghi sono strette, i parcheggi sono pochissimi e cari, e nei mesi pieni si passa più tempo a cercare un posto che a visitare. Se arrivate in macchina, il sistema che funziona è lasciarla a La Spezia o a Levanto e prendere il treno da lì.
Il battello è un’altra storia: vedere i cinque paesi dal mare è un’esperienza che vale, perché è il punto di vista da cui questi borghi sono stati costruiti per essere visti. Ha un difetto, però, ed è che siete legati agli orari delle linee marittime e non potete prendervi i vostri tempi. Il mio consiglio è di non usarlo come mezzo per la giornata, ma di prendersi un giro in barca dei cinque borghi con aperitivo come cosa a sé, magari al tramonto. E tenete presente che a Corniglia il battello non attracca, perché Corniglia il mare non lo tocca.
Quale Cinque Terre Card conviene
Qui è cambiato tutto, ed è la ragione principale per cui vale la pena rileggere una guida aggiornata. Per il 2026 il Parco ha rifatto la Cinque Terre Card: è sparita la vecchia categoria Plus e sono rimaste due carte, Trekking e Treno. L’accesso alla Via dell’Amore è ora compreso in tutte e due.
La novità che spiazza chi arriva con i conti fatti in casa è un’altra: i prezzi non sono più fissi, cambiano in base all’affluenza prevista per quel giorno. Un sabato di agosto e un martedì di ottobre non costano uguale.
| Card 2026 | Adulti 1 giorno | Adulti 2 giorni | Cosa comprende |
|---|---|---|---|
| Trekking Card | da 10,00 € a 15,00 € | da 17,00 € a 26,70 € | Sentiero Verde Azzurro, Via dell’Amore, bus del Parco, musei, wifi e servizi nelle stazioni |
| Treno Card | da 22,00 € a 35,00 € | da 36,50 € a 61,00 € | tutto quello della Trekking, più i treni regionali illimitati sulla linea La Spezia-Cinque Terre-Levanto |
La scelta è semplice, una volta capito il meccanismo: se avete intenzione di spostarvi tra i borghi in treno più di due volte, la Treno Card si ripaga da sola. Se invece dormite in uno dei paesi e volete camminare, la Trekking Card basta e avanza. Le carte si comprano agli infopoint del Parco nelle stazioni tra La Spezia e Levanto oppure online sul sito ufficiale del Parco Nazionale delle Cinque Terre: non esiste nessun altro canale, e chiunque ve le venda altrove ci sta mettendo un ricarico suo.
I sentieri: Sentiero Verde Azzurro e la Via dell’Amore riaperta
Il Sentiero Verde Azzurro è il percorso storico che collega i cinque borghi lungo la costa. Non è una passeggiata: sale, scende, ha gradini e tratti esposti, e in certe giornate di punta il Parco lo mette a senso unico tra Monterosso e Vernazza per evitare gli ingorghi umani nei punti stretti.
La Via dell’Amore, il tratto tra Riomaggiore e Manarola, è di nuovo aperta dopo anni di lavori, e questa è la notizia che ribalta le guide vecchie. Si percorre però solo con prenotazione obbligatoria a fascia oraria, con ingressi ogni quarto d’ora e un numero chiuso di persone per fascia.
Consiglio: la fascia oraria della Via dell’Amore prenotatela per prima e costruiteci intorno la giornata, non il contrario. È l’unico appuntamento fisso di tutta la visita: i treni passano di continuo e i borghi non chiudono, ma se perdete lo slot non entrate. Gli aggiornamenti su chiusure e senso unico dei sentieri stanno sul sito del Parco e cambiano con il meteo.
Le Cinque Terre in un giorno: come me la sono giocata
Si può fare, e l’ho fatto: cinque borghi, otto ore di cammino e di treni, più il tempo per mangiare. Il metodo che funziona è partire presto da La Spezia e salire da sud verso nord, così si finisce a Monterosso, che è l’unico con la spiaggia vera e il posto migliore dove crollare a fine giornata.
Riomaggiore e Manarola la mattina, quando la luce prende le case di fronte e i pullman dei tour non sono ancora arrivati. Corniglia a metà giornata, mettendo in conto la scalinata o il bus. Vernazza per il pranzo, perché è quella con più scelta a tavola. Monterosso nel pomeriggio, con il bagno se è stagione.
Info pratica: otto ore per cinque borghi vuol dire mezz’ora scarsa di visita effettiva ciascuno, più gli spostamenti. È abbastanza per vedere, non per fermarsi. Se avete due giorni, il modo migliore di spenderli è dormire dentro un borgo e vedere i paesi la sera e la mattina presto, quando i pendolari del turismo giornaliero non ci sono: sono le due ore in cui le Cinque Terre tornano paesi.
Le spiagge e dove fare il bagno
Le Cinque Terre non sono una destinazione balneare, e conviene saperlo prima di partire con l’asciugamano. L’unica spiaggia ampia e sabbiosa è quella di Monterosso, che ha sia il tratto libero sia gli stabilimenti. Vernazza ha una piccola spiaggia dentro il porticciolo, Riomaggiore una caletta di ciottoli sotto la banchina, Manarola non ha spiaggia ma ha gli scivoli sugli scogli da cui si tuffano tutti, e Corniglia, stando in alto, ha solo la spiaggia di Guvano ai suoi piedi, che si raggiunge con una discesa impegnativa.
Il modo più bello di stare in acqua qui non è comunque la spiaggia: è il kayak. Pagaiare sotto le falesie e guardare i paesi da sotto è un’altra Cinque Terre, e le partenze si trovano a Monterosso e a Riomaggiore.
Le esperienze da prenotare alle Cinque Terre
- Il tour in kayak da Monterosso a Vernazza, per vedere i borghi dal mare pagaiando.
- La degustazione a Volastra, tra i vigneti terrazzati sopra Manarola, con la lezione di pesto.
- Il giro in barca al tramonto, che è il momento in cui questa costa dà il meglio.
Cosa mangiare alle Cinque Terre
La cucina ligure qui non delude. In un ristorantino di Vernazza ci siamo fatti consigliare dal cameriere e abbiamo mangiato due cose che rifarei subito: le tagliatelle al pesto, che in dialetto sono *tagian cune r pistu crudu*, fatte con farina, acqua e sale, bollite insieme a fagiolini e patate e condite con il pesto alla genovese, e un piatto di gianchetti, il pesce azzurro minuto che fa parte della tradizione ligure da sempre, fritti.

Prima ancora avevamo preso un riso di mare e l’immancabile fritto misto. Per chiudere, una fetta di torta di riso di Monterosso: la tradizione vuole che si prepari per la festa della Madonna di Soviore, il 14 agosto, ma si trova anche fuori stagione, ed è più un dolce da forno che un dessert da ristorante.
Cosa ordinare, borgo per borgo
- Vernazza: è il borgo con più locali sul mare, ed è dove conviene fermarsi a pranzo se si gira in giornata. Riso di mare, fritto misto, tagliatelle al pesto.
- Monterosso: le acciughe salate, che qui hanno la denominazione loro, e la torta di riso.
- Manarola e Groppo: lo Sciacchetrà, da assaggiare in cantina e non da comprare al primo negozio di souvenir.
- Ovunque: la focaccia ligure e i gianchetti quando sono di stagione, che è una stagione corta e regolamentata.
Dove dormire alle Cinque Terre
La domanda vera non è quale hotel, è in quale borgo, perché cambia il tipo di vacanza. E c’è un vantaggio che vale più di qualsiasi stella: chi dorme dentro i paesi si gode le due ore migliori della giornata, la sera e la mattina presto, quando i visitatori giornalieri sono ripartiti.
Dove dormire alle Cinque Terre: in quale borgo
- Monterosso al Mare: il più comodo, l’unico con la spiaggia vera e con più scelta di alberghi. La scelta giusta con i bambini o se volete anche il mare.
- Vernazza: il più bello da vivere la sera, quando la piazza sul porto si svuota dei turisti in giornata. Poche strutture e si prenota con mesi di anticipo.
- Riomaggiore: il più pratico per chi arriva da La Spezia e per chi vuole la Via dell’Amore a due passi.
- Levanto o La Spezia: fuori dal Parco, più economiche e con più posti auto, a pochi minuti di treno dai borghi. È la base sensata se viaggiate in macchina.
Dove dormire: quattro indirizzi nei borghi
Qui non ho dormito io, quindi non ve le racconto come esperienze mie: sono strutture scelte per la posizione rispetto ai borghi e per un giudizio degli ospiti alto e costruito su centinaia di recensioni, non su una manciata. Alle Cinque Terre le camere sono poche e si esauriscono presto: prenotare in anticipo qui conta più che altrove.
- Locanda Il Carugio (€€), a Riomaggiore: piccola locanda nel carugio del paese, a due passi dalla stazione e dall’imbocco della Via dell’Amore.
- Affittacamere Mariella (€€), a Vernazza: affittacamere storico del borgo, con centinaia di recensioni alle spalle, nel paese che di posti letto ne ha pochissimi.
- Soleluna (€€€), a Monterosso: appartamento per famiglie o gruppi, nel borgo con la spiaggia e la stazione comoda.
- La Vignana (€€), a Levanto: guesthouse fuori dal Parco, la scelta di chi arriva in auto e vuole lasciarla ferma per tutta la vacanza.
Quando andare alle Cinque Terre
Il periodo migliore è la primavera, tra aprile e giugno, oppure settembre: i sentieri sono aperti, il mare è ancora buono a settembre e la folla è sopportabile. Luglio e agosto sono il momento in cui questi paesi, che hanno vicoli larghi un metro e mezzo, ricevono più gente di quanta ne possano contenere: si vede tutto lo stesso, ma in fila.

L’inverno è un’altra cosa ancora: molti locali chiudono, alcuni sentieri anche, ma Manarola ha il presepe e i borghi tornano ad essere di chi ci abita. Se ci siete già stati d’estate e volete capire com’erano prima del turismo di massa, andateci a gennaio.
Se vi avanza tempo, da qui si arriva facilmente a Portovenere, che fa parte dello stesso sito UNESCO ed è molto meno affollata, e vale la pena guardare il resto della Liguria con la stessa calma.
Info essenziali
- Come arrivare: treno fino a La Spezia o Levanto, poi la linea regionale che ferma in tutti e cinque i borghi. In auto: lasciatela a La Spezia o Levanto.
- Quanto tempo serve: un giorno per vederli tutti e cinque camminando molto, due per goderseli.
- Quando andare: aprile-giugno e settembre. Luglio e agosto sono pieni.
- Biglietti: Cinque Terre Card Trekking o Treno, prezzo variabile per fascia di affluenza, solo dagli infopoint del Parco o dal sito ufficiale. La Via dell’Amore va prenotata a fascia oraria.
- Da sapere: Corniglia non ha il porto e il battello non ci attracca; ci si arriva con la scalinata o il bus navetta.
Domande frequenti sulle Cinque Terre
Quanto tempo serve per visitare le Cinque Terre?
Un giorno basta per vedere tutti e cinque i borghi, ma serve camminare parecchio: a me sono servite otto ore, senza contare il pranzo. Con due giorni si entra nelle chiese, si fa un sentiero e si dorme dentro un paese, che è la parte migliore.
Qual è il modo migliore per spostarsi tra i cinque borghi?
Il treno regionale della linea La Spezia-Levanto: ferma in tutti e cinque i paesi, passa di continuo e impiega due o tre minuti tra un borgo e l’altro. L’auto è il modo peggiore, per strade strette e parcheggi scarsi.
Quanto costa la Cinque Terre Card nel 2026?
La Trekking Card parte da 10 € al giorno per un adulto e la Treno Card da 22 €, ma i prezzi salgono in base all’affluenza prevista per quel giorno, fino a 15 € e 35 €. Ci sono riduzioni per bambini, over 70 e famiglie.
La Via dell’Amore è aperta?
Sì, è stata riaperta ed è compresa in entrambe le Cinque Terre Card, ma si entra solo con prenotazione a fascia oraria e con un numero chiuso di persone per ogni quarto d’ora.
Qual è il borgo più bello delle Cinque Terre?
Vernazza è quello che quasi tutti indicano come il più bello, per il porticciolo chiuso e la torre di Belforte. Manarola però ha la vista più fotografata, e Monterosso è l’unico con una spiaggia vera.
Si può fare il bagno alle Cinque Terre?
Sì, ma non è una destinazione balneare: l’unica spiaggia ampia e sabbiosa è a Monterosso. Gli altri borghi hanno calette di ciottoli, scogli o, nel caso di Corniglia, una spiaggia sotto il paese difficile da raggiungere.
Serve la Cinque Terre Card se giro solo nei paesi?
No. La Card serve per i sentieri del Parco, per la Via dell’Amore e, nella versione Treno, per i treni. Passeggiare dentro i borghi è gratis, come lo sono le chiese e le piazze.
Quando conviene andare alle Cinque Terre?
Tra aprile e giugno o a settembre: sentieri aperti, clima buono e meno folla. Luglio e agosto sono i mesi in cui i vicoli sono più pieni di quanto sia piacevole.