C’è un momento, a Capoliveri, in cui capisci perché tutti ne parlano: è il tramonto, quando il borgo aggrappato alla collina si accende di luci e di voci, i vicoli si riempiono e l’aria sa di mare e di vino. Io e Ornella ci siamo arrivati una sera quasi per caso, e siamo rimasti fino a tardi a girare tra i chiassi: da allora Capoliveri è la tappa che consiglio a chi vuole vedere il lato più vivo dell’Isola d’Elba.
Ma Capoliveri non è solo movida: è anche miniere, leggende e alcune delle spiagge più selvagge dell’isola. Come dico sempre, l’esperienza di qualcuno salva sempre qualcun altro, e in questa guida vi porto a vedere il borgo, il Monte Calamita con le sue miniere, le spiagge e tutto il resto, con i consigli pratici per godervelo senza sbagliare. Se invece cercate il quadro dell’intera isola, vi rimando alla nostra guida su cosa vedere all’Isola d’Elba.
In breve
Capoliveri è il borgo più vivace dell’Isola d’Elba, arroccato a 167 metri nell’angolo sud-est dell’isola. Il cuore della visita è il centro storico medievale, un dedalo di vicoli detti “chiassi” attorno a Piazza Matteotti, da girare al tramonto e la sera. Fuori dal borgo c’è il capitolo che lo rende unico: le miniere del Monte Calamita, con la Miniera del Ginevro, l’unica galleria sotterranea visitabile dell’Elba. E poi il litorale più esteso dell’isola, una trentina di chilometri di spiagge dalle calette di famiglia alle cale selvagge. Capoliveri è anche capitale della mountain bike e patria dell’Aleatico DOCG. Per il borgo basta mezza giornata; con miniere e spiagge mettete in conto una o due giornate intere.
Indice dell’Articolo
Capoliveri, il borgo più vivace dell’Isola d’Elba
Capoliveri sorge a circa 167 metri d’altezza, su una dorsale del Monte Calamita, nell’angolo sud-est dell’Elba, in una posizione che domina da un lato il golfo Stella e dall’altro quello di Lacona. È uno dei sette comuni dell’isola, e ha fama meritata di essere il borgo più vivace dell’Elba: d’estate, dopo cena, il centro storico è il cuore della vita notturna isolana, tra concerti in piazza, locali e gente che passeggia fino a tardi.
Il nome stesso racconta una storia. L’ipotesi più affascinante lo fa derivare da *Caput Liberi*, “il colle di Libero”, cioè Bacco, il dio del vino, a memoria di una vocazione vinicola antichissima che qui resiste ancora oggi con l’Aleatico. C’è chi invece lo legge come “capo libero”, il promontorio sciolto dalla terraferma. Resta un’ipotesi, ma quando assaggerete il vino del posto vi sembrerà la più vera.

Il centro storico: i chiassi, i rioni e Piazza Matteotti
Il bello di Capoliveri è perdersi nel suo centro storico medievale, un dedalo di vicoli ad arco che i capoliveresi chiamano “chiassi”, organizzato attorno ai quattro quartieri storici: Fortezza, Fosso, Torre e Baluardo. Il cuore di tutto è Piazza Matteotti, il salotto del paese, dove ci si dà appuntamento e dove la sera comincia il passeggio.
Da lì vi consiglio di salire senza una meta precisa, perché ogni chiasso regala un affaccio diverso sul mare e ogni angolo ha le sue case colorate e i suoi panni stesi. Poco fuori dal borgo, sul versante occidentale affacciato sul golfo Stella, c’è il Santuario della Madonna delle Grazie, che custodisce un dipinto prezioso: la cosiddetta “Madonna del Silenzio”, attribuita a Marcello Venusti, artista cinquecentesco allievo e amico di Michelangelo. Una piccola perla che molti si perdono.
Consiglio: il centro di Capoliveri dà il meglio di sé nel tardo pomeriggio. Salite quando il sole comincia a calare: la luce sui chiassi è quella delle foto che poi tutti vi invidiano, trovate i tavolini per l’aperitivo ancora liberi e arrivate a Piazza Matteotti giusto in tempo per l’ora del passeggio. Di giorno, in piena estate, i vicoli al sole sono un’altra cosa.
Le miniere del Monte Calamita e la Miniera del Ginevro
Qui c’è il capitolo che rende Capoliveri diversa da ogni altro borgo dell’Elba. Il Monte Calamita, alto 413 metri, deve il nome alla magnetite, il minerale di ferro così abbondante e magnetico da influenzare, si dice, perfino gli aghi delle bussole. Per secoli queste colline sono state un giacimento sfruttato fin dagli Etruschi, fino alla chiusura della miniera nel 1981.
Oggi quest’area si può visitare, e il pezzo forte è la Miniera del Ginevro, considerata l’unica miniera sotterranea visitabile dell’Elba: si entra con il caschetto, come facevano i minatori, e si scende nelle gallerie scavate sotto il livello del mare. Ci sono due percorsi, di impegno molto diverso. Il primo è pianeggiante, lungo circa un chilometro, adatto a tutti anche ai bambini, e scende a pochi metri sotto il mare. Il secondo è più avventuroso: si cala lungo la discenderia con i gradini, alla sola luce della torcia, fino a una ventina di metri sotto il mare, e non è pensato per i più piccoli. La visita parte dal Museo della Vecchia Officina, nella zona di Calamita, e si fa sempre accompagnati da una guida, su prenotazione: è un’esperienza che consiglio soprattutto a chi viaggia con ragazzi, e una valida alternativa al mare nei giorni di vento.

Info pratica: la visita guidata alla Miniera del Ginevro con il Museo della Vecchia Officina costa indicativamente intorno ai 20€ per il percorso facile (ridotto 4-12 anni circa 13€) e ai 25€ per il percorso impegnativo nella discenderia (ridotto circa 20€); la sola visita al museo si aggira sui 4€. La prenotazione è necessaria e le partenze sono a orari fissi. Sono ordini di grandezza: tariffe, orari e percorsi cambiano di stagione, quindi verificate e prenotate sul sito ufficiale delle Miniere di Calamita prima di partire.
Attenzione: il punto di ritrovo è il Museo della Vecchia Officina, nella zona di Calamita a qualche chilometro dal centro di Capoliveri, e l’ultimo tratto di strada è in parte sterrato. Calcolate una ventina di minuti d’auto dal borgo, partite con il pieno e con scarpe chiuse: dentro la miniera la temperatura è fresca anche in agosto, quindi portatevi una felpa.
Oltre alle miniere, il Monte Calamita è oggi una delle zone più selvagge e affascinanti dell’isola, un susseguirsi di sentieri panoramici e calette nascoste, alcune raggiungibili solo a piedi o via mare, di cui vi parlo qui sotto.
Cosa fare a Capoliveri: mare, bici e barca
Capoliveri è una di quelle mete dove, oltre a guardare, si fanno cose. Il borgo e le spiagge sono solo l’inizio: il Monte Calamita è un parco giochi per chi ama la mountain bike, il mare attorno alla Costa dei Gabbiani si scopre meglio in barca, e dal porto vicino di Porto Azzurro o da Portoferraio partono escursioni che fanno il giro dell’isola. Se volete organizzare un’attività in anticipo, qui sotto trovate una selezione di tour ed esperienze prenotabili sull’Elba e nella zona di Capoliveri.
Esperienze e tour a Capoliveri e dintorni
- Giro in barca della costa sud-est per vedere dal mare le cale selvagge del Monte Calamita e della Costa dei Gabbiani, quelle che da terra non si raggiungono.
- Mountain bike sul Monte Calamita con noleggio e tour guidati nel bike park.
- Visita guidata alla Miniera del Ginevro e al museo, da prenotare in anticipo nei mesi di alta stagione.
- Snorkeling e immersioni nelle acque limpide attorno all’Innamorata e a Remaiolo.
- Degustazioni di Aleatico nelle cantine del territorio.
Le spiagge di Capoliveri
Capoliveri ha il tratto di costa più esteso dell’Elba, circa trentacinque chilometri, e questo significa una varietà di spiagge che pochi altri comuni possono vantare. Sono molto diverse dalla sabbia dorata di Marina di Campo o dai ciottoli bianchi di Portoferraio, e si dividono grosso modo in due mondi.
Sul versante più comodo, verso i golfi di Stella e di Naregno, trovate le spiagge attrezzate e adatte alle famiglie: Naregno, ampia e dai fondali bassi, Morcone, Pareti e Zuccale, tre calette vicine e raccolte, il Lido di Capoliveri e la piccola Calanova. Sul versante del Monte Calamita, invece, ci sono le spiagge selvagge, quelle che ripagano la fatica di raggiungerle: la più famosa è l’Innamorata, legata a una leggenda di cui vi racconto tra poco; poi Ferrato, solitaria e senza alcun servizio, e le cale della Costa dei Gabbiani, come Remaiolo, dentro la tenuta delle Ripalte, raggiungibili via terra solo se si è ospiti della struttura, altrimenti via mare. C’è anche Acquarilli, la spiaggia naturista ufficiale dell’isola, di sabbia e ciottoli scuri, un po’ faticosa da raggiungere. Le ho descritte tutte, con i pro e i contro, nella guida alle spiagge dell’Isola d’Elba.

| Spiaggia | Versante | Tipo | Adatta a |
|---|---|---|---|
| Naregno | Golfo / Porto Azzurro | Sabbia, fondali bassi, attrezzata | Famiglie, bambini |
| Morcone, Pareti, Zuccale | Golfo Stella | Calette raccolte, in parte attrezzate | Famiglie, relax |
| Lido di Capoliveri, Calanova | Golfo Stella | Piccole, comode dal borgo | Mezza giornata di mare |
| Innamorata | Monte Calamita | Ghiaia, scenografica, snorkeling | Coppie, fotografia, sub |
| Ferrato, Remaiolo (Costa dei Gabbiani) | Monte Calamita | Selvagge, pochi o nessun servizio | Chi cerca natura e quiete |
| Acquarilli | Monte Calamita | Sabbia e ciottoli scuri, naturista | Naturisti, avventurosi |
La Festa dell’Innamorata e le tradizioni
La spiaggia dell’Innamorata deve il nome a una leggenda struggente: si racconta che la giovane Maria, vedendo il suo Lorenzo catturato e ucciso dai pirati, si gettò in mare per il dolore, e di lei restò solo lo scialle sulla riva. Ogni anno, il 14 luglio, Capoliveri rivive quella storia con la Festa dell’Innamorata: al tramonto un corteo in costume rinascimentale scende dal borgo alla spiaggia, e la baia si riempie di mille fiaccole, mentre i quattro rioni si contendono lo scialle dell’innamorata. È una delle serate più suggestive dell’estate elbana, e se capitate in zona in quei giorni vale assolutamente la sosta.
L’altra grande festa del paese è la Festa dell’Uva, in autunno, quando i quattro rioni storici si sfidano addobbando i loro vicoli a tema d’epoca: giorni di rievocazioni, taverne e vino. Le date cambiano ogni anno, quindi controllate con la Pro Loco prima di programmare.
La nostra esperienza: se potete far coincidere la visita con la sera del 14 luglio, fatelo. La discesa delle fiaccole verso la spiaggia dell’Innamorata, con il borgo che si svuota e tutti che seguono il corteo, è una di quelle cose che restano. Arrivate molto presto però: parcheggio e posti buoni per vedere si esauriscono in fretta, e la navetta serale in quei giorni è presa d’assalto.
Capoliveri in mountain bike: il Bike Park e la Legend Cup
Se amate le due ruote, sappiate che Capoliveri è una delle capitali italiane della mountain bike. Il Capoliveri Bike Park, sul Monte Calamita, mette a disposizione oltre cento chilometri di percorsi permanenti di ogni difficoltà, fruibili tutto l’anno, con noleggio e tour guidati: trovate mappe e servizi sul sito ufficiale del bike park. E ogni primavera, di solito a maggio, il borgo ospita la Capoliveri Legend Cup, una gara internazionale di cross-country marathon che fa parte del circuito mondiale HERO UCI e richiama atleti da tutto il mondo. Se vi interessa correrla o assistere, controllate la data della prossima edizione sul sito ufficiale della Legend Cup, perché cambia di anno in anno.
Cosa mangiare: l’Aleatico e i sapori di Capoliveri
A Capoliveri non si può andare via senza un bicchiere di Aleatico Passito dell’Elba DOCG, il vino simbolo dell’isola, primo dell’Arcipelago Toscano a ottenere la denominazione DOCG nel 2011: un rosso dolce da uve appassite al sole, profumato di ciliegia e spezie, che qui, nella zona vocata attorno a Lacona, dà il meglio di sé. Si accompagna con la schiaccia briaca, il dolce elbano per eccellenza, ricco di frutta secca e bagnato proprio nell’Aleatico. Tra una visita e l’altra, fermatevi in una delle cantine del territorio per una degustazione: è il modo migliore per chiudere il cerchio della giornata.
Consiglio: l’Aleatico è un passito dolce, non un vino da pasto: tenetelo per il dessert, in abbinamento alla schiaccia briaca, oppure da fine serata. Se ne volete portare a casa una bottiglia, compratela in cantina o da un’enoteca del borgo: spendete uguale che al supermercato di città e vi raccontano com’è fatto.
Come arrivare e muoversi a Capoliveri
Capoliveri si raggiunge da Portoferraio, il porto principale dell’isola dove sbarcano i traghetti da Piombino, in una ventina-trentina di minuti d’auto (sono circa quindici chilometri). In alternativa ci sono i bus di linea di Autolinee Toscane, che collegano il borgo con il capoluogo; gli orari variano di stagione, quindi verificateli prima di contarci.
Attenzione: il centro storico di Capoliveri è zona a traffico limitato e in gran parte pedonale, quindi non provate a salire in auto fin su. Conviene lasciare la macchina in uno dei parcheggi all’ingresso del paese, a pagamento in alta stagione, e proseguire a piedi. D’estate, la sera, c’è in genere una navetta che collega i parcheggi al centro fino a tardi: è la soluzione migliore per godersi l’aperitivo e la cena senza il pensiero dell’auto. Orari e modalità cambiano di anno in anno: date un’occhiata alle info del Comune appena arrivati.
Dove dormire a Capoliveri
Capoliveri è un’ottima base per il vostro soggiorno all’Elba, soprattutto se cercate vita serale e una buona scelta di spiagge a portata di mano. La scelta è ampia e cambia parecchio a seconda di cosa volete dalla giornata.
In quale zona dormire
- Nel borgo: per chi vuole vivere Capoliveri di sera, uscire a cena e rientrare a piedi. Occhio però alla ZTL e ai parcheggi se arrivate in auto.
- Naregno, Pareti e Morcone: la fascia di mare verso il golfo, con hotel e residence comodi alle spiagge attrezzate, ideale per le famiglie.
- Lacona e la zona del golfo Stella: pinete, spiagge lunghe e campeggi, a metà strada tra Capoliveri e il resto dell’isola.
- Costa dei Gabbiani e Monte Calamita: per chi cerca isolamento e natura, lontano dalla movida, in cambio di qualche chilometro in più.
Quanto tempo serve e quando andare
Per il borgo, tra chiassi, Piazza Matteotti e un aperitivo al tramonto, mezza giornata basta. Ma se volete aggiungere le miniere del Calamita e qualche spiaggia mettete in conto una o due giornate: Capoliveri è una di quelle mete che più le dai tempo, più ti restituisce.
Quanto al periodo, dipende da cosa cercate. Luglio e agosto sono i mesi della movida e delle spiagge piene: bellissimi se volete il Capoliveri vivace e notturno, faticosi se cercate la quiete. Io, per il borgo e per le miniere, preferisco la tarda primavera o l’inizio autunno, quando il caldo è gradevole, i vicoli si girano con calma e si trova posto ovunque. Per il mare, giugno e settembre restano il miglior compromesso.
Domande frequenti su Capoliveri
Cosa vedere a Capoliveri in un giorno?
In un giorno si visita il centro storico con i suoi chiassi e Piazza Matteotti, si sale ai punti panoramici sul golfo, si fa una sosta al Santuario della Madonna delle Grazie e si chiude con un aperitivo al tramonto. Se avanza tempo, si aggiunge una spiaggia o la visita alle miniere del Monte Calamita.
Quanto tempo serve per visitare Capoliveri?
Per il solo borgo basta mezza giornata. Se volete unire anche le miniere del Calamita, le spiagge e magari una degustazione di Aleatico, mettete in conto una o due giornate intere.
Come si arriva a Capoliveri da Portoferraio?
In auto sono circa quindici chilometri, una ventina-trentina di minuti, dal porto di Portoferraio verso sud-est. In alternativa ci sono i bus di linea di Autolinee Toscane che collegano i due centri. Portoferraio è il porto dove sbarcano i traghetti da Piombino.
Dove si parcheggia a Capoliveri?
Il centro storico è zona a traffico limitato e pedonale, quindi conviene lasciare l’auto nei parcheggi all’ingresso del paese, a pagamento in alta stagione, e salire a piedi. D’estate, la sera, c’è di solito una navetta dai parcheggi al centro.
Si possono visitare le miniere di Capoliveri?
Sì. La Miniera del Ginevro, sul Monte Calamita, è l’unica miniera sotterranea visitabile dell’Elba: si scende nelle gallerie con il caschetto, accompagnati da una guida e su prenotazione, lungo due percorsi di diversa difficoltà. Si parte dal Museo della Vecchia Officina. Percorsi, orari e prezzi variano di stagione: verificate e prenotate sul sito ufficiale delle Miniere di Calamita.
Quanto costa visitare la Miniera del Ginevro?
Indicativamente il percorso facile costa intorno ai 20€ (ridotto per i bambini 4-12 anni circa 13€) e il percorso impegnativo nella discenderia intorno ai 25€ (ridotto circa 20€); la sola visita al Museo della Vecchia Officina si aggira sui 4€. Sono ordini di grandezza che cambiano ogni stagione: controllate le tariffe aggiornate sul sito ufficiale al momento di prenotare.
Cos’è il Monte Calamita e perché è “magnetico”?
È il monte alto 413 metri alle spalle di Capoliveri, ricchissimo di magnetite, il minerale di ferro che gli dà il nome e che, per tradizione, può influenzare l’ago delle bussole. Sfruttato come miniera fino al 1981, oggi è una zona selvaggia di sentieri, calette nascoste e gallerie visitabili.
Qual è la spiaggia più bella di Capoliveri?
Dipende da cosa cercate: per comodità e famiglie Naregno, Morcone e Zuccale; per il fascino selvaggio l’Innamorata e le cale del Monte Calamita, più difficili da raggiungere ma incontaminate. Capoliveri ha la costa più estesa dell’isola, una trentina abbondante di chilometri, quindi la scelta è davvero ampia.
Cos’è la Festa dell’Innamorata?
È la festa che ogni 14 luglio rievoca sulla spiaggia dell’Innamorata la leggenda di Maria e Lorenzo, due innamorati separati dai pirati: un corteo in costume rinascimentale scende dal borgo alla baia, che si illumina di mille fiaccole, e i quattro rioni si contendono lo scialle dell’innamorata. È una delle serate più belle dell’estate elbana.
Perché Capoliveri è famosa per la mountain bike?
Perché il Monte Calamita ospita il Capoliveri Bike Park, oltre cento chilometri di percorsi permanenti di ogni livello con noleggio e tour guidati, e perché ogni primavera il borgo organizza la Capoliveri Legend Cup, gara internazionale di cross-country marathon del circuito HERO UCI che richiama atleti da tutto il mondo.
Qual è il periodo migliore per visitare Capoliveri?
Per il borgo e le miniere, la tarda primavera e l’inizio autunno, quando è tutto più tranquillo e si gira con calma. Luglio e agosto sono i mesi della movida e delle spiagge affollate: perfetti se cercate il lato vivace e notturno del paese.
Info essenziali
- Dove: angolo sud-est dell’Isola d’Elba, a circa 167 m sul Monte Calamita
- Come arrivare: circa 15 km da Portoferraio (20-30 min d’auto) o con i bus di Autolinee Toscane
- In auto: centro storico ZTL e pedonale; parcheggi all’ingresso del paese, navetta serale in estate
- Da non perdere: il centro al tramonto, la Miniera del Ginevro, le spiagge dell’Innamorata e di Naregno
- Quando andare: tarda primavera e inizio autunno per il borgo; giugno e settembre per il mare
- Durata: mezza giornata per il borgo, una o due giornate con miniere e spiagge
- Specialità: Aleatico Passito dell’Elba DOCG e schiaccia briaca
Capoliveri, da portare a casa
Di tutta l’Elba, Capoliveri è il borgo che consiglio a chi non vuole scegliere tra il mare e la vita: qui hai le spiagge selvagge del Monte Calamita e i vicoli pieni di gente la sera, le miniere sotto i piedi e l’Aleatico nel bicchiere. È un paese che ti chiede di rallentare di giorno e di restare sveglio la sera, e che più gli dai tempo più ti restituisce.
Se state costruendo il vostro viaggio all’isola, partite dalla nostra guida su cosa vedere all’Isola d’Elba e date un’occhiata alle spiagge dell’Elba per scegliere dove fare il bagno. Come al solito, partite informati e lasciate spazio all’imprevisto: a Capoliveri, di solito, l’imprevisto è una serata che non volevi più finisse.