Ci sono città che si lasciano guardare in fretta e altre che chiedono di essere ascoltate. Pistoia è della seconda specie: più piccola della vicina Firenze, molto meno invasa, e per questo ancora viva, a misura d’uomo, con le sue piazze e piazzette, le osterie, i mercatini e i piccoli negozi di un tempo che ormai è difficile trovare altrove. Ci si arriva in quaranta minuti di treno da Firenze e si scopre che il centro storico si attraversa tutto a piedi, senza mai prendere l’auto.
Se vi chiedete cosa vedere a Pistoia, qui trovate tutto: la Piazza del Duomo con i suoi monumenti, i 200 scalini del campanile e quello che si vede da lassù, le chiese romaniche coi marmi bianchi e verdi, i vicoli che hanno nomi come “Abbi Pazienza” e una storia dietro ciascuno, i musei, dove mangiare e dove dormire. E un filo che per me conta più di tutti gli altri, quello dei cammini: perché Pistoia e Santiago de Compostela, così lontane, sono entrambe sotto le ali di San Jacopo. Se poi volete allargare il giro, la nostra guida su cosa vedere in Toscana vi dà il quadro della regione.

In breve
Pistoia si visita bene in un giorno, tutto a piedi. Il cuore è Piazza del Duomo, dove si affacciano la Cattedrale di San Zeno con l’altare argenteo di San Jacopo, il Battistero ottagonale di Giovanni Pisano, il Palazzo dei Vescovi, il Palazzo Comunale e la Torre Campanaria, alta 67 metri e visitabile solo su prenotazione (6 € intero). Da non perdere le chiese di San Giovanni Fuorcivitas e la Pieve di Sant’Andrea col pulpito di Giovanni Pisano, l’Ospedale del Ceppo con il suo fregio robbiano e i vicoli attorno a Piazza della Sala. I musei civici costano 3,50 € e chiudono il lunedì. Ci si arriva in treno da Firenze in circa 40 minuti.
Indice dell’Articolo
Pistoia dove si trova e come arrivare
Pistoia è il capoluogo di una delle dieci province della Toscana e sta in una posizione baricentrica, zona di passaggio per chiunque da Firenze voglia raggiungere la costa e viceversa. Per questo fin dall’antichità è stata un crocevia: le strade e i pellegrini ci passavano sopra, e la città è cresciuta su quel transito.

Il modo più comodo di arrivarci è il treno: da Firenze Santa Maria Novella ci vogliono circa quaranta minuti, e la stazione di Pistoia è a un quarto d’ora a piedi da Piazza del Duomo. In auto si prende l’autostrada A11 Firenze-Mare, ma tenete conto che il centro storico è in gran parte zona a traffico limitato: conviene lasciare la macchina nei parcheggi appena fuori le mura e entrare a piedi. In alternativa ci sono le strade panoramiche che scendono dalla montagna, più lente e molto più belle.
Pistoia cosa vedere: Piazza del Duomo
Partiamo da dove parte tutto. Piazza del Duomo è una di quelle piazze che ti costringono a girare su te stesso per guardarle: in pochi metri sono raccolti il Palazzo Comunale, il Palazzo Pretorio, il Palazzo dei Vescovi, la Cattedrale di San Zeno, il Battistero e la Torre Campanaria. Poco più in là, appena fuori dalla piazza, vi aspettano Piazza della Sala, l’Ospedale del Ceppo, la Pieve di Sant’Andrea, la Chiesa del Tau e la bellissima San Giovanni Fuorcivitas.

La Torre Campanaria e i suoi 200 scalini
Proprio dalla Torre Campanaria vorrei iniziare con voi questo viaggio. Prendete un bel respiro e con calma risalite i 200 scalini: bisogna arrivare lassù, a quota 67 metri, per capire davvero dove siamo. Il colpo d’occhio vi lascerà basiti, con l’intera città sotto di voi e un assaggio di Toscana che si apre tutto attorno fino all’orizzonte.
Se avrete la fortuna di capitare in una giornata limpida arriverete a vedere la cupola del Brunelleschi, laggiù a Firenze, e poi la campagna verde con le centinaia di vivai di piante ornamentali che stringono la città in un abbraccio, le colline di Serravalle e, verso ovest, le vette dell’Appennino che si stagliano nette, magari con le cime imbiancate di neve.
Info pratica: la salita al campanile si fa solo su prenotazione, telefonando al 329 9881385. Il biglietto costa 6 € per gli adulti e 3 € dai 6 agli 11 anni, gratis sotto i 6. Non è accessibile a chi ha difficoltà motorie: sono duecento scalini stretti, e si sale in gruppo con l’accompagnatore. Orari e disponibilità cambiano con la stagione, quindi telefonate qualche giorno prima.
La Cattedrale di San Zeno
Tornati in piazza, nascosta in un angolo con la sua aria un poco dimessa, poco appariscente ma signorile ed elegante, c’è la Cattedrale di San Zeno. È stata costruita prima dell’anno Mille in stile romanico e nei secoli ha ricevuto interventi rinascimentali e barocchi. Sulla facciata il gioco a incastro dei marmi bianchi e verdi si rincorre fino a formare una decorazione preziosa, e in alto svettano due statue, quella di San Jacopo e quella di San Zeno.

Il 25 luglio, festa di San Jacopo patrono della città, la statua sulla facciata viene ricoperta da un mantello di lana rosso, simbolo del martirio. La facciata si appoggia alla piazza con uno splendido portico trecentesco; dentro, nella cappella del Giudizio, vi aspetta l’altare argenteo dedicato a San Jacopo, dove sono scolpite più di seicento figure. Pesa una tonnellata, ed è un’opera superba di oreficeria.
Il Battistero di San Giovanni in Corte
Davanti al Duomo si alza il Battistero, ottagonale, gotico, progettato da Giovanni Pisano. Anche qui i marmi bianchi e verdi si rincorrono, ed è l’edificio che dà alla piazza il suo ritmo.

Questa piazza prende vita davvero a luglio, per i festeggiamenti del patrono. La città si divide in quattro rioni, i vessilli sventolano ovunque, e portabandiera, trombettieri, alabardieri e cavalieri in costume sfilano per le vie fino ad arrivare qui.
Il Palazzo dei Vescovi e il percorso archeologico
Il Palazzo dei Vescovi ospita un percorso archeologico che scende sotto il livello della piazza: da lì si seguono i sotterranei della città e si distinguono le cinte murarie, che a Pistoia sono ben tre. È il posto dove si capisce, guardando i muri, quante volte questa città si è allargata. Le modalità di visita e il costo del biglietto cambiano nel tempo e non sono sempre pubblicati: informatevi in loco o al museo civico prima di salire in piazza.
Cosa fare a Pistoia: visite guidate ed esperienze
- Tour a piedi privato del centro storico (due ore): la formula giusta se volete le storie dei vicoli senza cercarle da soli.
- Tour a piedi con una guida del posto e aperitivo (due ore e mezza): finisce in una piazza con un bicchiere in mano, che a Pistoia è il modo naturale di chiudere la giornata.
- Tour enogastronomico fra le botteghe (tre ore e mezza): pane, salumi, formaggi e vino raccontati da chi li vende.
- Corso di pasta toscana in una casa del posto (due ore): si impasta a casa di qualcuno, ed è un’esperienza diversa dal ristorante.
- La salita alla Torre Campanaria: non si compra online e non esiste nessun tour che la comprenda, si prenota soltanto telefonando al numero che trovate qui sopra.
Le chiese romaniche fuori dalla piazza
San Giovanni Fuorcivitas
Ed è qui che voglio parlarvi della stupenda, bellissima Chiesa di San Giovanni Fuorcivitas. “Fuori città”, forse perché all’epoca era stata costruita appena oltre la principale cinta muraria? Proprio così. Sulla facciata ritroviamo i bicromi del marmo bianco albarese e del verde della vicina Prato: gli incastri sono originali e rappresentano bene il romanico toscano, filo conduttore di tutte le chiese della regione.

La Pieve di Sant’Andrea e il pulpito di Giovanni Pisano
Poco lontano dal centro c’è la Pieve di Sant’Andrea, e merita la deviazione per un motivo solo: il pulpito di Giovanni Pisano. Scolpite nel marmo, tra le altre scene, c’è la Strage degli Innocenti, e dai volti e dalle pose dei personaggi trasuda la paura, lo sgomento. Altre facce, immortalate per sempre come farebbe uno scatto fotografico, raccontano tutta una loro storia.

Il pulpito, poi, non è altro che una piattaforma sopraelevata, raggiungibile da una scala e collocata in un punto ben visibile da tutta la chiesa: serviva a ospitare il sacerdote che doveva predicare. Da qui il detto “senti da che pulpito viene la predica!”, che adesso, davanti a questo, avrà per voi un altro sapore.
L’Ospedale del Ceppo e la leggenda del ceppo fiorito
Ora vi chiederete come mai un ospedale si chiami “del Ceppo”. Ve lo spiego. La leggenda racconta che in questo luogo ci fosse un ceppo, l’avanzo di quello che era stato un albero sano e forte. L’albero venne tagliato e restò la base, secca anche quella. Un giorno, inspiegabilmente, il ceppo fiorì, e proprio lì apparve la Madonna, che diede istruzioni precise: su quel luogo doveva sorgere un ospedale. I pistoiesi, naturalmente, ubbidirono.
Quello che si vede oggi vale la sosta anche senza la leggenda: il loggiato è decorato da un fregio in terracotta invetriata robbiana che racconta le opere di misericordia, ed è una di quelle cose che si guardano dal basso col naso all’insù. Sotto l’ospedale, poi, corre il percorso di Pistoia Sotterranea, il più lungo della Toscana: si cammina lungo il torrente coperto, fra ponti medievali e fondamenta dimenticate.
Info pratica: Pistoia Sotterranea si visita solo con guida, dura circa un’ora e parte da via Ripa della Comunità 18, a due passi da Piazza del Duomo e a un quarto d’ora dalla stazione. Il biglietto costa 15 € acquistandolo online e 16 € sul posto, 12 € il ridotto (over 65, residenti) e i ragazzi dai 6 ai 14 anni, gratis fino a 5 anni, 45 € il biglietto famiglia. La prenotazione è consigliata.
I vicoli di Pistoia e Piazza della Sala
Ma ora è tempo di perderci nelle piazzette e negli stretti vicoli che contornano la piazza. Intanto che camminate date un’occhiata ai loro nomi, perché a Pistoia i nomi delle strade sono un racconto.

Troverete vicolo “Abbi Pazienza”, e la sua storia è particolare: si racconta che proprio lì fu ammazzato un uomo al posto di un altro, per un banale scambio di persona, e che alla sfortunata vedova che recriminò, nella maniera dissacrante dei toscani, fu detto di avere pazienza. C’è il vicolo “Dei Fuggiti”, da cui scappavano gli uomini alle prese con la giustizia, e c’è via del Cacio, dove di sicuro si vendeva quel formaggio. In “Via delle Pappe”, invece, si buttava il cibo avanzato dall’Ospedale del Ceppo.

A pochi passi dal Duomo si apre Piazza della Sala, che è il cuore vero della città: qui c’è il mercato la mattina, e la sera i tavolini si riempiono di gente. Al centro il pozzo con il leone marzocco, in un angolo, guarda tutto da secoli.


Se volete che queste storie ve le racconti qualcuno del posto invece di leggerle su un telefono, c’è un tour a piedi con guida locale che finisce con l’aperitivo: dura due ore e mezza e passa proprio di qui.


Pistoia e i cammini religiosi
Proprio per la sua posizione centrale, Pistoia veniva ed è ancora attraversata da vari cammini religiosi: la Via Francigena, il Cammino di San Bartolomeo, e naturalmente il Cammino di Santiago, il cammino per eccellenza, quello che porta a Santiago de Compostela.
La leggenda narra che intorno al XII secolo due pellegrini pistoiesi furono mandati proprio a Santiago, e che tornarono dal loro pellegrinaggio con un frammento della scatola cranica di San Jacopo. La reliquia fu deposta e conservata nella cattedrale della città, e San Jacopo ne venne eletto patrono. Così si narra. E allora non può essere un caso che proprio in un angolo di Piazza del Duomo, qualche anno fa, sia stato posato un cippo che indica la direzione per Santiago de Compostela e ne specifica la distanza.

Amante dei cammini come sono, e di quello di Santiago in modo particolare, mi emoziona ogni volta questo legame fra la città toscana e quella spagnola: due luoghi lontanissimi, tenuti insieme da un nome e da una strada. Quando il 25 luglio cade di domenica anche a Pistoia si apre la Porta Santa, con lo stesso rito di Santiago de Compostela, e in quell’anno giubilare la città si riempie di pellegrini. Se l’idea di partire a piedi vi ha sfiorato, qui trovate il racconto della Galizia e del Cammino di Santiago, quello del primo tratto del Cammino Francese e una guida ai cammini in Toscana ed Emilia Romagna.
Dove mangiare a Pistoia
“Pistoiesi” deriva dall’antico pistores, cioè impastatori di pane, e “pistoria” era chiamato il forno dove il pane cuoceva. In città ce n’erano moltissimi, essenziali per rifornire le milizie romane: il nome della città viene da quest’arte, che si è protratta nel tempo fino a oggi.
Tenetelo a mente quando vi siederete al tavolo di una delle osterie sparse nei vicoli a gustare del buon pane pistoiese, rigorosamente sciocco, che serve a esaltare il filo d’olio di quello “bono” che ci verserete sopra. Siamo in Toscana e qui si mangia bene: cucina semplice, ingredienti saporiti e freschi.

Cosa mangiare a Pistoia
- La zuppa con i fagioli di Sorana: il fagiolo della vicina Valleriana, presidio Slow Food, sottile e con la buccia quasi impalpabile.
- Le tagliatelle al cinghiale o al tartufo, la bistecca, i salumi della montagna pistoiese.
- I brigidini di Lamporecchio: cialde fragili di farina, uova, zucchero e anice, che si comprano ancora calde alle fiere.
- Il cioccolato: in questa zona c’è una concentrazione di maestri cioccolatai che pochi si aspettano.
I musei e i monumenti di Pistoia
Pistoia ha quattro musei civici: il Museo Civico d’arte antica nel Palazzo Comunale, il Museo del Novecento e del Contemporaneo a Palazzo Fabroni, il Museo dello Spedale del Ceppo e la Casa-studio Fernando Melani. Costano poco e si visitano in fretta, il che li rende perfetti da infilare fra una chiesa e l’altra.
| Luogo | Biglietto | Note |
|---|---|---|
| Musei civici (Palazzo Comunale, Palazzo Fabroni, Spedale del Ceppo) | 3,50 € intero · 2 € ridotto | Chiusi il lunedì, orari diversi fra estate e inverno; biglietteria chiusa 30 minuti prima |
| Torre Campanaria | 6 € intero · 3 € da 6 a 11 anni | Solo su prenotazione al 329 9881385, non accessibile |
| Pistoia Sotterranea | 15 € online · 16 € sul posto · 12 € ridotto | Visita guidata di un’ora, prenotazione consigliata |
| Cattedrale, Battistero, chiese | Ingresso libero | Rispettare gli orari delle funzioni |
Ma ce n’è un altro che voglio segnalarvi, e che quasi nessuna guida nomina: il Tempio della musica della fondazione Luigi Tronci. Qui sono raccolti più di ottocento strumenti a percussione arrivati da ogni parte del mondo, dai piatti ai gong ai tamburi, e c’è anche una libreria musicale per ascoltare quello che si preferisce. I Tronci fabbricano strumenti a Pistoia da generazioni: è una di quelle cose che spiegano una città meglio di un monumento.

Pistoia Blues e la Giostra dell’Orso
Non dobbiamo dimenticarci di una cosa importante: a Pistoia, nel 1980, è nato il primo festival dedicato alla musica blues d’Italia. Ogni luglio migliaia di persone invadono la città per il Pistoia Blues, che si tiene in Piazza del Duomo e porta sul palco artisti blues e rock di fama mondiale. È uno degli appuntamenti musicali più importanti della regione, e vedere quella piazza medievale piena di gente che ascolta una chitarra elettrica è uno di quei cortocircuiti che restano.
L’altro appuntamento è il 25 luglio, giorno di San Jacopo, quando si corre la Giostra dell’Orso: una prova di abilità in cui i cavalieri dei quattro rioni devono colpire le sagome di due orsi, riedizione moderna di un palio che a Pistoia si tiene dal XIII secolo. Si comincia in Piazza del Duomo verso le nove di sera, ed è preceduta dal corteo storico. Le date esatte e i programmi cambiano ogni anno: verificateli sul sito del Comune prima di organizzare il viaggio.
Pistoia con i bambini: lo Zoo
Pistoia ha uno degli zoo più importanti d’Italia, attrazione per generazioni di bambini toscani, e si trova poco fuori dal centro storico: dopo aver goduto delle bellezze della città di pietra si possono far felici anche i più piccoli. Orari, biglietti e come organizzare la visita li trovate nella nostra guida allo Zoo di Pistoia.
Dove dormire a Pistoia
A Pistoia la scelta è fra due mondi diversi, e non è una questione di prezzo ma di che vacanza volete fare.
Dove dormire a Pistoia: in quale zona
- Dentro le mura, attorno a Piazza del Duomo: si esce dal portone e si è già in piazza, si torna a piedi dopo cena e la mattina si sente il mercato. È la scelta giusta se arrivate in treno e volete girare senza auto. In cambio, la ZTL rende complicato arrivarci in macchina.
- Fuori città, fra i vivai e le colline: agriturismi e ville d’epoca a pochi chilometri, con lo spazio e il verde che in centro non ci sono. Serve l’auto, ma da lì si raggiungono facilmente Montecatini, la Valdinievole e la montagna pistoiese.
Dove dormire a Pistoia: dimore storiche, appartamenti e agriturismi
Le abbiamo scelte fra le strutture meglio recensite della zona, scartando quelle con pochi giudizi o con un punteggio basso.
Nel centro storico
- Battistero Residenza D’epoca: come dice il nome, sta a due passi dal Battistero, dentro un palazzo antico. Quattro posti letto, adatta a una famiglia che vuole tutto sotto casa.
- Al Palazzo del Capitano: dimora storica in centro, camera per due persone. La soluzione per una notte di coppia fra le pietre.
Fuori città, fra i vivai
- Agriturismo Torreghiotta: è la struttura più recensita della zona, sei posti letto in campagna a pochi minuti dalla città. Da qui si parte comodi anche per la montagna.
- Residenza d’Epoca Villa Agnolaccio: una villa storica con giardino, sei posti letto, per chi vuole la Toscana da cartolina restando a un quarto d’ora dal Duomo.
Cosa vedere nei dintorni di Pistoia
Pistoia è anche un ottimo punto di partenza per la parte montana della Toscana, quella che i turisti stranieri non conoscono: i boschi di San Marcello Pistoiese, la cittadina sciistica dell’Abetone, i monti Libro Aperto, Gomito e Cimone lungo l’Appennino tosco-emiliano. Se avete un giorno in più, ecco dove andare.
- Il Passo dell’Abetone e l’Alpe Tre Potenze: la montagna pistoiese d’estate, quando le piste diventano sentieri.
- Massa e Cozzile: due borghi medievali affacciati sulla Valdinievole, a mezz’ora di auto.
- Le terme di Montecatini: gli stabilimenti liberty e i parchi termali, patrimonio UNESCO dal 2021.
Info essenziali
- Come arrivare: treno da Firenze Santa Maria Novella, circa 40 minuti; in auto la A11 Firenze-Mare, lasciandola fuori dalla ZTL.
- Quanto tempo serve: un giorno pieno per il centro storico, due se aggiungete i musei con calma o una gita in montagna.
- Quando andare: primavera e inizio autunno per camminare bene; luglio se volete il Pistoia Blues e la Giostra dell’Orso, ma la città è molto più affollata.
- Da non perdere: la salita al campanile, ma va prenotata per telefono con qualche giorno di anticipo.
Pistoia si lascia attraversare in un giorno, ma non si lascia esaurire: resta sempre un vicolo con un nome strano da capire, un pulpito davanti al quale fermarsi, un cippo di pietra che indica una città lontana millecinquecento chilometri e ti mette in testa l’idea di partire a piedi. Che poi, in fondo, è il modo in cui questa città ha sempre funzionato: la gente ci passava, e qualcuno si fermava.
Domande frequenti su Pistoia
Cosa vedere a Pistoia in un giorno?
Piazza del Duomo con la Cattedrale di San Zeno, il Battistero e il Palazzo dei Vescovi, la salita alla Torre Campanaria, le chiese di San Giovanni Fuorcivitas e della Pieve di Sant’Andrea col pulpito di Giovanni Pisano, l’Ospedale del Ceppo e i vicoli attorno a Piazza della Sala. Sono tutti a pochi minuti a piedi l’uno dall’altro.
Quanto costa salire sul campanile di Pistoia?
Il biglietto costa 6 € per gli adulti, 3 € dai 6 agli 11 anni ed è gratuito sotto i 6. La salita si fa solo su prenotazione telefonica al 329 9881385, sono 200 scalini e non è accessibile a chi ha difficoltà motorie.
Quanto costano i musei civici di Pistoia?
L’ingresso costa 3,50 € intero e 2 € ridotto per il Museo Civico d’arte antica in Palazzo Comunale, il Museo del Novecento di Palazzo Fabroni e il Museo dello Spedale del Ceppo. Sono chiusi il lunedì e gli orari cambiano fra la stagione estiva e quella invernale.
Come arrivare a Pistoia da Firenze?
In treno da Firenze Santa Maria Novella in circa 40 minuti, con la stazione a un quarto d’ora a piedi da Piazza del Duomo. In auto si prende l’autostrada A11 Firenze-Mare, ma il centro storico è in gran parte zona a traffico limitato: conviene parcheggiare fuori dalle mura.
Perché l’ospedale di Pistoia si chiama del Ceppo?
Per una leggenda: in quel luogo c’era il ceppo secco di un albero tagliato che un giorno fiorì, e su di esso apparve la Madonna chiedendo che lì venisse costruito un ospedale. Oggi il loggiato è decorato da un fregio in terracotta invetriata robbiana con le opere di misericordia.
Cosa lega Pistoia al Cammino di Santiago?
San Jacopo, cioè San Giacomo, è il patrono di entrambe le città: secondo la tradizione due pellegrini pistoiesi tornarono da Santiago con una reliquia del santo, conservata nella cattedrale. In un angolo di Piazza del Duomo c’è un cippo che indica la direzione e la distanza per Santiago de Compostela, e quando il 25 luglio cade di domenica anche a Pistoia si apre la Porta Santa.