C’è una regione, nel cuore dell’Italia, dove nello stesso giorno puoi camminare sotto un ghiacciaio a tremila metri e la sera tuffarti nell’Adriatico. Dove l’orso bruno marsicano e il camoscio vivono ancora liberi a poche ore da Roma, e i borghi di pietra sembrano fermi al Medioevo. Questa regione è l’Abruzzo, e la chiamano la regione più verde d’Europa non per slogan, ma perché un terzo del suo territorio è area protetta: tre parchi nazionali, un parco regionale e decine di riserve. È un numero che non ha eguali nel continente.
Eppure l’Abruzzo resta una delle regioni italiane più sottovalutate, e per chi ama viaggiare fuori dai percorsi battuti questo è un regalo. Qui non trovi le folle della costa romagnola o dei borghi toscani più fotografati: trovi silenzio, natura vera, una cucina schietta e generosa, e un’accoglienza montanara che non ti aspetti. È una terra forte, che ha conosciuto i terremoti e ha imparato a rialzarsi, e che si racconta meglio con i piedi, tra un sentiero e un altopiano, che con una guida.
In questa guida ho messo tutto quello che serve per capire cosa vedere in Abruzzo: la montagna del Gran Sasso, i parchi e la loro fauna, i borghi più belli, le città d’arte e il mare della Costa dei Trabocchi. E poi la parte pratica che di solito manca, cioè cosa mangiare, quando andare, come muoversi anche senza auto e dove dormire zona per zona. Perché l’Abruzzo è grande e vario, e organizzarlo bene fa la differenza tra una vacanza e un capolavoro.
In breve
L’Abruzzo si legge su quattro assi: la montagna (Gran Sasso e Campo Imperatore, la Majella), i parchi con l’orso e il camoscio (Parco Nazionale d’Abruzzo/Pescasseroli), i borghi di pietra (Rocca Calascio, Santo Stefano di Sessanio, Scanno) e il mare della Costa dei Trabocchi. Più le città: L’Aquila, Sulmona, Chieti, Teramo, Pescara. Ci si muove soprattutto in auto, indispensabile per i parchi e i borghi; la costa ha il treno e la ciclovia dei Trabocchi. Bastano un weekend per una zona, 5 giorni per un buon giro, una settimana per unire montagna e mare. Periodo migliore: primavera e inizio autunno per la natura, estate per il mare e gli altopiani.
Indice dell’Articolo
La montagna: Gran Sasso, Campo Imperatore e Rocca Calascio
Il cuore dell’Abruzzo è la sua montagna, e la montagna abruzzese è una cosa seria. Il Gran Sasso d’Italia è il massiccio più alto degli Appennini: il Corno Grande sfiora i tremila metri e ai suoi piedi si stende il Calderone, il ghiacciaio più meridionale d’Europa. Ma il luogo che toglie il fiato è Campo Imperatore, un immenso altopiano d’alta quota che per la sua vastità e i suoi silenzi si è meritato il soprannome di “piccolo Tibet”. In primavera si copre di fioriture, d’estate diventa pascolo per cavalli e greggi, d’inverno è neve a perdita d’occhio. Ne abbiamo raccontato la versione estiva in Gran Sasso d’Italia in estate.

Dominando l’altopiano, arroccata a 1.460 metri, c’è Rocca Calascio, la fortezza più alta d’Italia e una delle più suggestive d’Europa. La sua sagoma solitaria contro il cielo l’ha resa un set cinematografico celebre, da “Lady Hawke” a “Il nome della rosa”. Salire fino alla rocca al tramonto, quando la pietra si accende d’oro e sotto si apre il vuoto delle montagne, è una di quelle esperienze che da sole valgono il viaggio in Abruzzo.
Consiglio: a Campo Imperatore le condizioni cambiano in fretta anche d’estate. Portate sempre una giacca a vento e scarpe adatte: si parte con il sole in valle e ci si ritrova nella nebbia sull’altopiano. E fermatevi a comprare il pecorino e i formaggi dai pastori: è la montagna che si mangia.
I parchi e la natura selvaggia
Se c’è un primato che l’Abruzzo difende con orgoglio è quello della natura protetta. Il più famoso dei suoi parchi è il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, uno dei più antichi d’Italia, con capitale Pescasseroli: è il regno dell’orso bruno marsicano, del lupo appenninico e del camoscio, animali che qui, con un po’ di fortuna e rispetto, si possono ancora avvistare. Barrea con il suo lago, Villetta Barrea, Civitella Alfedena con l’area faunistica dei lupi sono le porte d’ingresso di questo mondo. Informazioni su sentieri e visite sul sito ufficiale del Parco.

Poi c’è la Majella, la “montagna madre”, un parco nazionale fatto di gole profonde e di spiritualità: la Valle dell’Orfento e gli eremi rupestri di Celestino V, come Santo Spirito a Majella e San Bartolomeo in Legio, incastonati nella roccia, sono luoghi di una bellezza mistica. Non lontano, le Grotte di Stiffe offrono uno spettacolo sotterraneo di fiumi e cascate, mentre le Gole del Sagittario, con il lago di San Domenico dai colori turchesi, regalano scenari da fiordo. L’Abruzzo della natura è inesauribile, e premia chi ha voglia di camminare.
I borghi più belli d’Abruzzo
L’Abruzzo è una terra di borghi, e alcuni sono tra i più belli d’Italia. Santo Stefano di Sessanio, sotto il Gran Sasso, è un gioiello medievale in pietra rinato grazie al modello dell’albergo diffuso, tanto da essere soprannominato il “Tibet d’Abruzzo”: ne abbiamo scritto in Santo Stefano di Sessanio è da vedere. Scanno, incastonato tra le montagne, è famoso per il suo costume tradizionale, per l’oro dei suoi orafi e per il vicino lago a forma di cuore, uno degli scorci più fotografati d’Abruzzo.

La lista è lunga e vale la pena perdercisi. Pacentro con le sue torri, Civitella del Tronto con la sua imponente fortezza borbonica, una delle più grandi d’Europa; Pescocostanzo, elegante borgo dell’artigianato; Navelli, patria dello zafferano; Castrovalva appesa a uno sperone, resa celebre da un’incisione di Escher; e Aielli, il “borgo universo” dei grandi murales. Ognuno racconta un pezzo di questa regione fatta di pietra, altitudine e resistenza.
Le città: L’Aquila, Sulmona, Chieti, Teramo, Pescara
Le città abruzzesi sono spesso trascurate dalle guide, e hanno invece molto da dire. L’Aquila, il capoluogo, è la città della rinascita: dopo il terremoto del 2009 il suo centro storico è tornato a splendere, con la Basilica di Collemaggio, capolavoro romanico-gotico, e la Fontana delle 99 Cannelle, simbolo della città. Sulmona, la città di Ovidio, è celebre in tutto il mondo per i confetti, ancora prodotti secondo tradizione, e per il suo splendido acquedotto medievale in Piazza Garibaldi.

Chieti, una delle città più antiche d’Italia, custodisce nel suo museo archeologico il celebre Guerriero di Capestrano; Teramo conserva un teatro romano e un bel duomo; Pescara, la più moderna e vivace, è la città di Gabriele D’Annunzio e la porta del turismo balneare abruzzese. Poco distante da Avezzano non perdete il sito archeologico di Alba Fucens, un’antica città romana con il suo anfiteatro affacciato sul Monte Velino, uno dei luoghi archeologici più belli e meno conosciuti del centro Italia.
Il mare: la Costa dei Trabocchi
C’è un Abruzzo di mare, e non è quello degli ombrelloni in fila. È la Costa dei Trabocchi, il tratto di litorale a sud di Pescara che deve il nome ai trabocchi, le antiche macchine da pesca in legno protese sull’acqua come ragni giganteschi, un tempo usate dai pescatori e oggi in gran parte trasformate in ristoranti panoramici sul mare. Cenare su un trabocco, con le onde sotto i piedi e il pesce appena pescato nel piatto, è un’esperienza abruzzese doc.
La costa alterna spiagge di ciottoli e calette selvagge a lunghi arenili. Da vedere Ortona con il suo castello aragonese affacciato sull’Adriatico, Vasto con il suo bel centro storico e la spiaggia di Punta Aderci in riserva naturale, e San Vito Chietino, l'”eremo dannunziano”. A Fossacesia sorge l’abbazia di San Giovanni in Venere, tra gli ulivi e il mare. E soprattutto c’è la Via Verde, la ciclovia ricavata sulla vecchia ferrovia adriatica, che permette di percorrere tutta la costa in bicicletta, tra gallerie e affacci sul mare: una delle esperienze più belle e rilassanti di tutto l’Abruzzo.
Cosa mangiare in Abruzzo
La cucina abruzzese è schietta, saporita e generosa, figlia della doppia anima di questa terra, quella pastorale della montagna e quella marinara della costa. Il simbolo assoluto sono gli arrosticini, spiedini di pecora cotti sulla brace lunga e stretta, che qui si contano a decine e si mangiano con le mani. Ma la tradizione è ricca: i maccheroni alla chitarra col sugo di pecora, le pallotte cacio e ova, le sagne e fagioli, il brodetto di pesce sulla costa. Il tutto accompagnato dai grandi vini regionali, il Montepulciano d’Abruzzo e il suo rosato Cerasuolo.

I sapori da non perdere in Abruzzo
- Salato: arrosticini di pecora, maccheroni alla chitarra, pallotte cacio e ova, sagne e fagioli, pecorino di montagna.
- Mare: brodetto di pesce alla vastese, cozze e pesce fresco sui trabocchi.
- Dolce: confetti di Sulmona, parrozzo, ferratelle (o pizzelle), Pan dell’Orso.
- Da bere e le spezie: Montepulciano d’Abruzzo, Cerasuolo, liquore Genziana, zafferano DOP di Navelli.
Un consiglio da chi ama mangiare bene: in Abruzzo vale la pena cercare le sagre di paese e le cantine, dove la cucina è ancora quella di casa. E non ripartite senza aver comprato lo zafferano di Navelli, uno dei più pregiati al mondo, e una scatola di confetti di Sulmona, che qui trasformano in fiori veri e propri.
Quando andare in Abruzzo
L’Abruzzo è una destinazione da tutte le stagioni, ma ognuna ha il suo Abruzzo. La primavera, da aprile a giugno, è il periodo ideale per la natura: gli altopiani come Campo Imperatore si coprono di fioriture, i parchi si risvegliano e il clima è perfetto per camminare. L’estate è la stagione del mare della Costa dei Trabocchi e degli altopiani in quota, freschi anche quando in pianura si soffoca. L’autunno regala il foliage dei boschi della Majella e del Parco d’Abruzzo, oltre alla stagione dei tartufi e dello zafferano.
Attenzione: l’Abruzzo è montagna vera, e d’inverno la neve chiude o rende difficili molte strade di quota, comprese quelle per Campo Imperatore e per alcuni borghi alti. Se viaggiate tra novembre e marzo, informatevi sempre sulle condizioni della viabilità e mettete in conto le catene: la regione d’inverno è splendida ma va affrontata con prudenza.
Come muoversi in Abruzzo, con e senza auto
Sarò onesto: per vedere davvero l’Abruzzo l’auto è quasi indispensabile. I borghi, i parchi, gli altopiani e i valichi di montagna sono serviti male o per niente dai mezzi pubblici, e la libertà di fermarsi a un belvedere o di salire fino a Rocca Calascio non ha prezzo. Se il vostro Abruzzo è quello della natura e dei borghi, noleggiate una macchina e mettete in conto strade panoramiche ma lente.
Info pratica: senza auto ci si può comunque godere due Abruzzi. La costa adriatica è servita dalla ferrovia (Pescara, Ortona, Vasto) e soprattutto dalla Via Verde dei Trabocchi, la ciclovia sulla vecchia linea ferroviaria, perfetta da percorrere in bici anche a noleggio. Per i parchi ci sono bus stagionali da Pescara e L’Aquila verso Pescasseroli e i centri principali, ma le corse sono limitate: vanno verificate in anticipo.
Dove dormire in Abruzzo, zona per zona
In una regione così varia la scelta della base dipende dal tipo di viaggio. Il nostro consiglio è di dividere il soggiorno tra la montagna e la costa se avete più giorni, o di scegliere una sola zona come campo base per le escursioni in giornata.
In quale zona dormire in Abruzzo
- Gran Sasso e altopiani: base ideale nei borghi come Santo Stefano di Sessanio o Castel del Monte, per la montagna e Rocca Calascio.
- Parco Nazionale d’Abruzzo: Pescasseroli, Barrea o Villetta Barrea per la fauna, i sentieri e i laghi.
- Costa dei Trabocchi: Ortona, San Vito o Vasto per il mare, i trabocchi e la ciclovia.
- L’Aquila e la Marsica: comode per le città, Sulmona, Scanno e i siti archeologici.
Quanti giorni servono: itinerari da 3, 5 e 7 giorni
Non c’è un solo modo di vedere l’Abruzzo: dipende da quanti giorni avete e da cosa cercate, se la montagna, il mare o i borghi. Ecco tre impostazioni collaudate per capire cosa riuscite a includere con calma.
| Durata | Cosa vedere | Base consigliata |
|---|---|---|
| 3 giorni | Gran Sasso e Campo Imperatore, Rocca Calascio, Santo Stefano di Sessanio, L’Aquila | 1 base (aquilano) |
| 5 giorni | Aggiungi il Parco d’Abruzzo (Pescasseroli, Scanno), Sulmona e la Majella | 2 basi |
| 7 giorni | Montagna e borghi + la Costa dei Trabocchi (Ortona, Vasto, Via Verde) | 2-3 basi (monte + mare) |
Il consiglio di fondo è di non voler stringere tutto in pochi giorni: l’Abruzzo si gusta lento, tra una salita e una sosta a tavola. Se viaggiate in libertà e con il vostro amico a quattro zampe, un’idea di percorso la trovate nel nostro racconto Abruzzo in camper e con il cane.
Esperienze da non perdere in Abruzzo
- Escursione sul Gran Sasso e a Campo Imperatore con guida.
- Avvistamento della fauna nel Parco Nazionale d’Abruzzo (orso, camoscio, lupo).
- Cena su un trabocco lungo la Costa dei Trabocchi.
- Pedalata sulla Via Verde tra Ortona e Vasto.
Domande frequenti sull’Abruzzo
Quanti giorni servono per visitare l’Abruzzo?
Per una zona basta un weekend. Con 3 giorni si vede il Gran Sasso con Rocca Calascio e Santo Stefano di Sessanio; con 5 giorni si aggiungono il Parco d’Abruzzo e la Majella; con una settimana si unisce anche la Costa dei Trabocchi.
Qual è il periodo migliore per andare in Abruzzo?
La primavera (aprile-giugno) e l’inizio autunno sono ideali per la natura e i borghi, con le fioriture degli altopiani. L’estate è perfetta per il mare della Costa dei Trabocchi e per la montagna fresca in quota; l’inverno è la stagione della neve e dello sci.
Si può visitare l’Abruzzo senza auto?
In parte. La costa adriatica è servita dalla ferrovia (Pescara, Ortona, Vasto) e dalla ciclovia Via Verde dei Trabocchi. Per i parchi ci sono bus stagionali verso Pescasseroli, ma limitati. Per i borghi, gli altopiani e la montagna l’auto resta quasi indispensabile.
Cosa vedere in Abruzzo in estate?
D’estate l’Abruzzo offre il mare della Costa dei Trabocchi con le cene sui trabocchi e la ciclovia, ma anche la montagna fresca di Campo Imperatore e del Gran Sasso e i sentieri dei parchi. È la combinazione perfetta tra mare e alta quota.
Qual è il borgo più bello dell’Abruzzo?
Tra i più belli e citati ci sono Santo Stefano di Sessanio, borgo medievale in pietra sotto il Gran Sasso, e Scanno con il suo lago a forma di cuore. Imperdibile anche Rocca Calascio, la fortezza più alta d’Italia, e la fortezza di Civitella del Tronto.
Si può vedere l’orso in Abruzzo?
Sì, l’orso bruno marsicano vive nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, insieme a lupi e camosci. Con rispetto, prudenza e affidandosi alle guide del parco è possibile avvistare la fauna selvatica, soprattutto nelle zone di Pescasseroli, Barrea e Civitella Alfedena.
Cosa si mangia in Abruzzo?
Il piatto simbolo sono gli arrosticini di pecora, seguiti dai maccheroni alla chitarra, dalle pallotte cacio e ova e dal brodetto di pesce sulla costa. Tra i dolci i confetti di Sulmona e il parrozzo; da bere il Montepulciano d’Abruzzo e il Cerasuolo.
Meglio l’Abruzzo di mare o di montagna?
Il bello dell’Abruzzo è che non devi scegliere: nello stesso viaggio puoi unire la montagna del Gran Sasso e della Majella, i parchi con la fauna e i borghi, e il mare della Costa dei Trabocchi, tutti a poca distanza tra loro.
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