Sudeley Castle ha un primato che i suoi proprietari scrivono con un certo orgoglio: è l’unico castello privato d’Inghilterra ad avere una regina sepolta dentro la sua tenuta. La regina è Caterina Parr, la sesta e ultima moglie di Enrico VIII, quella che al re sopravvisse, e riposa in una cappella gotica in mezzo ai giardini, a due passi dalle stanze dove ancora oggi vive una famiglia. Io a Sudeley non ci sono stato. Nel nostro viaggio nelle Cotswolds il giro del nord si è fermato a Snowshill, tredici chilometri più su, e il castello è rimasto dall’altra parte della collina. Lo dico subito, perché cambia il valore di quello che leggerete.
Quando il ricordo non c’è, faccio quello che ho fatto per gli altri posti che ci sono mancati: vado a leggere cosa scrivono quelli che le cose le decidono, il castello, English Heritage, gli archivi della tenuta. E su Sudeley ne sono uscite alcune che in italiano non ho trovato da nessuna parte. La tessera del National Trust e quella di English Heritage qui non valgono niente, perché il castello è privato. D’inverno è chiuso, e la stagione 2026 finisce il 1° novembre. Il castello chiude un’ora prima del resto della tenuta, e chi arriva tardi si gode i giardini e basta. E nel giugno 2026 la datazione degli anelli degli alberi ha dimostrato che la distruzione ordinata da Cromwell non fu così completa come si è raccontato per quasi quattro secoli.
In breve
Sudeley Castle & Gardens è un castello del Quattrocento abitato dalla famiglia Dent-Brocklehurst, a Winchcombe, nel Gloucestershire, sul margine nord delle Cotswolds, 8 miglia a nord-est di Cheltenham. Nella chiesa di St Mary, dentro la tenuta, è sepolta Caterina Parr, morta qui nel 1548. Nel 2026 è aperto tutti i giorni dal 14 marzo al 1° novembre, dalle 10 alle 17, con ultimo ingresso alle 15 e il castello che chiude alle 16. Il biglietto è unico (castello, giardini e area giochi): 24 £ adulti, 23 £ over 60, 10,50 £ bambini dai 3 ai 15 anni, 59,50 £ famiglia. National Trust ed English Heritage non valgono, vale solo Historic Houses. Il parcheggio è gratuito, i cani da compagnia non entrano né nel castello né nei giardini, e per vedere tutto serve mezza giornata.
Indice dell’Articolo
Dove si trova Sudeley Castle, e il nome da non scrivere nel navigatore
Sudeley Castle sta appena fuori da Winchcombe, nel Gloucestershire, sul bordo settentrionale delle Cotswolds, dove le colline cominciano a scendere verso la valle del Severn. Il castello indica la sua posizione così: 8 miglia a nord-est di Cheltenham sulla B4632, una dozzina di chilometri, e 10 miglia dallo svincolo 9 dell’autostrada M5. Nella nostra guida ai borghi delle Cotswolds Winchcombe sta nella zona nord, insieme a Chipping Campden, Broadway e Snowshill.
Il codice postale per il navigatore è GL54 5LP, e porta all’ingresso del parcheggio dei visitatori, che è gratuito e ha i posti per disabili accanto al Visitor Centre. Chi guida un camper o un mezzo grande deve fare un’altra strada: l’ingresso principale ha limiti di altezza e di peso, e il castello chiede di entrare dal cancello d’uscita, passando da Rushley Lane con il codice GL54 5JD. Se è la prima volta che guidate in Inghilterra, il nostro pezzo su come si guida a sinistra vi toglie qualche pensiero sulle strade strette che portano fin qui.
Sudeley, non Studley
È il castello stesso a metterlo fra le cose importanti da sapere, con tanto di punto esclamativo: nel navigatore scrivete Sudeley Castle e non Studley Castle, che ha un nome quasi uguale e sta da un’altra parte. Un errore di una lettera, e vi ritrovate a chilometri di distanza. Il modo più sicuro è usare il codice postale, GL54 5LP, e controllare che la destinazione sia Winchcombe.
Da Winchcombe al castello si arriva anche a piedi, e da poco meglio di prima. Si può passare da Vineyard Street, davanti alla vecchia portineria del castello e oltre il ponte sul fiume Isbourne. Oppure dal sentiero che parte da Castle Street ed entra nel parco: aveva una salita che si trasformava in pantano, e il 7 maggio 2026 è stato inaugurato rifatto in pietrisco, con un cancello di ferro battuto che raffigura camminatori, pecore e il castello. Il presidente del consiglio comunale, all’inaugurazione, ha definito Winchcombe la capitale del cammino delle Cotswolds, e con la Cotswold Way che passa di qui non ha tutti i torti.
Come arrivare a Sudeley Castle senza auto
La stazione dei treni più vicina è Cheltenham Spa. Da lì, secondo il castello, ci sono due linee di autobus che collegano Winchcombe con Cheltenham o con Broadway: la W di Stagecoach e la 606 di Pulhams. Gli orari e le frequenze non li ho verificati, quindi controllateli sui siti dei due operatori prima di partire, soprattutto la domenica.
Poi c’è il modo più bello, che però non è il più comodo. La Gloucestershire Warwickshire Steam Railway, una ferrovia storica con treni a vapore e vecchie automotrici diesel, fa servizio stagionale sulla linea fra Cheltenham Racecourse e Broadway, e ha una stazione a Winchcombe. Il castello avverte che da quella stazione a piedi ci vogliono fra i 35 e i 45 minuti, oppure bisogna prenotarsi un passaggio per conto proprio. È un’idea per chi ama i treni d’epoca, non per chi ha le ore contate.
Quanto costa Sudeley Castle, e perché la tessera National Trust qui non vale
A Sudeley c’è un biglietto solo, e comprende tutto: il castello, le sale delle mostre, i dieci giardini e l’area giochi. Non esiste un biglietto per i soli giardini, e il castello lo scrive nelle sue domande frequenti, perché evidentemente glielo chiedono in tanti.
| Biglietto | Prezzo 2026 |
|---|---|
| Adulti (dai 16 anni) | 24,00 £ |
| Over 60 | 23,00 £ |
| Bambini dai 3 ai 15 anni | 10,50 £ |
| Famiglia (2 adulti e fino a 3 bambini) | 59,50 £ |
| Bambini sotto i 3 anni, accompagnatori di persone con disabilità, possessori del Blue Peter Badge | gratis |
| Soci Historic Houses | gratis |
| Soci National Trust ed English Heritage | prezzo pieno |
Ora, la riga della tabella che conta di più per un italiano è l’ultima. Chi gira l’Inghilterra per castelli e abbazie spesso si fa la tessera del National Trust o quella di English Heritage, e si abitua a entrare dappertutto mostrandola. A Sudeley non funziona: il castello è una residenza privata e scrive chiaramente che non fa sconti ai soci di nessuna delle due. Vale soltanto Historic Houses, l’associazione delle dimore storiche private, i cui soci entrano gratis prenotando con l’opzione Partner Offer or Complimentary Ticket. Per darvi un’idea della differenza: ad Avebury la tessera National Trust vi fa perfino parcheggiare gratis, qui non vi fa risparmiare una sterlina.
Comprare online conviene? Il castello si contraddice
Nelle domande frequenti del sito di Sudeley Castle ci sono due risposte che non stanno insieme. La prima consiglia di prenotare online per avere il prezzo scontato e per essere sicuri di entrare, perché alla cassa i biglietti ci sono solo fino a esaurimento. La seconda, poche righe sotto, dice che lo sconto del 10% sulle prenotazioni online non c’è più. Io non so quale delle due sia aggiornata, e non scelgo: controllate il prezzo nella pagina di prenotazione prima di pagare. Quello che è certo, e che vale in tutti e due i casi, è che i biglietti non si rimborsano e non si spostano su un’altra data, quindi prenotate quando avete il giorno sicuro.
Esiste anche un pass annuale, introdotto a luglio 2025: 80 £ adulto, 35 £ bambino, 145 £ per due adulti e 195 £ per la famiglia, valido dodici mesi ma solo durante la stagione di apertura, e senza gli eventi a biglietto. Per un viaggiatore italiano non ha senso, e ve lo dico con i numeri: con un biglietto da 24 £ il pass comincia a convenire solo alla quarta visita. In più si compra solo di persona, al Visitor Centre, lasciando i propri dati e facendosi scattare la foto sul posto. È tutt’altra logica rispetto a Blenheim Palace, dove il biglietto di un giorno si trasforma da solo in un ingresso valido un anno.
Chi dorme nei cottage della tenuta entra gratis
C’è però un modo di entrare a Sudeley tutte le volte che si vuole senza pagare il biglietto, ed è dormirci accanto. La tenuta ha diciassette case vacanza, i Sudeley Castle Cottages, tutte a pochi minuti a piedi dal castello e dal centro di Winchcombe. Alcune sono edifici antichi ristrutturati, una vecchia cartiera, una vecchia forgia, le case degli operai del Settecento e la portineria del castello; altre sono nuove, costruite nella pietra delle Cotswolds. Vanno da tre a quattordici ospiti, quasi tutte hanno un giardino o un cortile, molte accettano i cani, e qualcuna è arredata con mobili e oggetti scelti da Lady Ashcombe, la signora del castello, alcuni presi direttamente dalle collezioni di Sudeley. Molte portano il nome di un personaggio della storia del castello, da Anne Boleyn a Oliver Cromwell.
Il vantaggio che nessuno dice è questo: chi soggiorna in uno dei cottage entra gratis al castello e ai giardini durante la stagione di apertura, tutte le volte che vuole, eventi a biglietto esclusi. Vuol dire vedere i giardini la mattina presto e tornare la sera prima della chiusura, quando i gruppi se ne sono andati. I cottage si affittano solo tramite Bolthole Retreats, un’agenzia di case vacanza, e i prezzi li trovate lì partendo dalla pagina dei cottage del castello. Non ci abbiamo dormito, e non vi so dire com’è la vita dentro una tenuta del genere: vi dico solo che è una formula che nelle Cotswolds non si trova spesso.
Quando è aperto Sudeley Castle: dal 14 marzo al 1° novembre, e il castello chiude prima del resto
Sudeley non è aperto tutto l’anno. Nel 2026 la stagione va dal 14 marzo al 1° novembre compreso, tutti i giorni, e d’inverno castello e giardini sono chiusi. Se state organizzando un viaggio nelle Cotswolds per novembre o per le feste, questo posto va tolto dall’elenco, con un’eccezione che vi racconto fra poco.

Poi c’è l’orario, e qui sta il dettaglio che fa perdere mezza visita a chi non lo legge. La tenuta apre alle 10 e chiude alle 17, ma l’ultimo ingresso è alle 15 e il castello chiude alle 16, un’ora prima dei giardini. L’area giochi chiude alle 16:45. Chi arriva alle tre e un quarto non entra, e chi entra alle tre e comincia dai giardini rischia di trovare il castello già chiuso.
Prima il castello, poi i giardini
Se arrivate dopo pranzo, fate al contrario di quello che viene istintivo: entrate subito nel castello e nelle sale delle mostre, che chiudono alle 16, e lasciate i giardini per ultimi, che restano aperti fino alle 17. Se invece arrivate all’apertura, organizzatevi sulla visita guidata delle 11, che è il modo più economico di farsi raccontare la storia, e vi resta tutto il pomeriggio per il resto.
Anche dentro la stagione ci sono giorni di chiusura eccezionale, per matrimoni ed eventi privati, e qui il sito del castello non aiuta: nel 2026 le domande frequenti elencavano come chiusi il 20 giugno, dal 17 al 20 luglio, il 25 e il 26 luglio e l’8 agosto, mentre la pagina dei prezzi e degli orari riportava soltanto l’8 agosto. Quelle date sono passate, ma la lezione resta: prima di mettervi in macchina controllate gli avvisi in cima al sito, e se c’è un dubbio telefonate al Visitor Centre, 01242 604244.
L’eccezione dell’inverno è lo Spectacle of Light, un percorso di luci serale nei giardini: nel 2026 è in programma dal 20 novembre al 30 dicembre, dalle 16:45, con biglietti da 20 £ e il tema di Alice nel Paese delle Meraviglie. Attenzione però, perché non è organizzato dal castello ma da una società esterna, che ha biglietti e assistenza suoi: non è una visita al castello, è un altro spettacolo in un posto bellissimo. E per il tempo che troverete in quella stagione, date un’occhiata al nostro pezzo sul clima in Inghilterra.
Caterina Parr, la regina sepolta nella cappella di St Mary
Nei miei ricordi scolastici Enrico VIII era il re delle sei mogli, e le sei mogli erano soprattutto un elenco di come erano finite. Caterina Parr, in inglese Katherine, era l’ultima, quella che al re sopravvisse. Ed è a Sudeley che la sua storia prende una piega che a scuola non raccontavano.

Quando Enrico VIII morì, nel 1547, il figlio Edoardo VI donò Sudeley allo zio, Thomas Seymour, che ne divenne signore e poi Lord Grande Ammiraglio d’Inghilterra. Seymour sposò la regina vedova, e il castello scrive che fra i due c’era un legame nato già prima che lei sposasse il re. Nel 1548 si trasferirono a Sudeley, che Seymour aveva fatto rimettere a nuovo per la sposa, con un seguito di oltre centoventi gentiluomini, le dame di compagnia e una ragazzina di dieci anni di cui Seymour aveva comprato la tutela: Lady Jane Grey, quella che anni dopo sarebbe stata regina per nove giorni.
Il 30 agosto 1548 Caterina diede alla luce una bambina, Mary. Morì il 5 settembre, di febbre puerperale, a trentasei anni, e fu sepolta nella cappella di St Mary del castello. A guidare il lutto, al funerale, c’era proprio Lady Jane Grey. Il seguito è da tragedia: Seymour fu giustiziato il 20 marzo 1549, con trentatré capi d’accusa di tradimento, fra cui il corteggiamento della principessa Elisabetta, la futura Elisabetta I, che alla notizia commentò che quel giorno era morto un uomo di molto spirito e di pochissimo giudizio. Della piccola Mary, scrive il castello, non si sa più niente: non ricevette mai l’eredità che le spettava e a Sudeley non visse mai.
La tomba che vedrete oggi, però, non è quella del 1548, e la sua storia è quasi più avventurosa di quella della regina. Durante la guerra civile, nel 1643, le truppe del Parlamento profanarono la cappella, trasformando la torre in una stalla e il presbiterio in un mattatoio. Poi per più di un secolo la cappella restò in rovina. Nel 1782 un gruppo di signore in gita fra le rovine notò un grosso blocco di alabastro mezzo nascosto dai rovi: era un pezzo della sepoltura originale, e portò a ritrovare la tomba di Caterina. La bara fu aperta per la prima volta, e poi riaperta e saccheggiata altre volte, finché nel 1817 fu spostata nella cripta di pietra dei Chandos. Solo in epoca vittoriana, quando i nuovi proprietari fecero restaurare la cappella dall’architetto George Gilbert Scott, la regina ebbe la tomba che le spettava, disegnata da Scott e scolpita da John Birnie Philip. La cappella fu riconsacrata nel 1863.
Due dettagli per chi ci va. Il blocco di alabastro trovato nel 1782 è esposto nella mostra all’aperto Ruins to Revival, di cui vi parlo più avanti. E il giardino bianco che circonda la chiesa, il White Garden, con tutti i fiori bianchi in onore della Vergine, è il punto da cui, secondo il castello, Caterina e Lady Jane Grey entravano in chiesa per le preghiere di ogni giorno. Dentro la chiesa si può fotografare. Un’ultima nota per i pignoli: in italiano si legge qua e là che Enrico VIII venne a Sudeley con Anna Bolena nel 1503; la cronologia del castello dà la visita dal 21 al 26 luglio 1535, e nel 1503 Enrico era ancora un ragazzino.
Cosa si vede dentro Sudeley Castle
Il castello si visita in due parti, e conviene sapere prima che sono diverse. La prima è l’ala ovest, quella originale del Quattrocento, dove ci sono le sale delle mostre. La seconda è l’ala est, dove ci sono le stanze del castello ancora usate dalla famiglia. Nelle mostre si fotografa, nelle stanze della famiglia no: il castello chiede di non scattare, e guide, volontari e cartelli indicano dove.
Nelle sale delle mostre il filo è la storia del castello, e il pezzo forte è la sala di Caterina Parr. Ci sono i suoi libri, il suo libro di preghiere, una ciocca dei suoi capelli e la lettera d’amore che scrisse a Thomas Seymour. Accanto c’è un baldacchino di pizzo per battesimo che, secondo la tradizione, Anna Bolena avrebbe lavorato per il battesimo della figlia Elisabetta. E c’è il Libro d’Ore dei Bohun, rilegato per Enrico VIII, più antico della peste nera del Trecento e considerato uno dei soli sei esemplari del suo genere al mondo.
Il resto delle mostre va dai costumi Tudor di Enrico VIII con le sue sei mogli alle enormi brocche da birra in cuoio di bue usate dagli eserciti accampati durante la guerra civile, con le armi di Cromwell in argento su quelle dei parlamentari. C’è una collezione di tessuti fra le più importanti del paese, una di guanti prestata dal museo dei Dent, la famiglia di guantai che salvò il castello, e una di autografi con le firme di Abraham Lincoln, Charles Dickens, Alfred Tennyson e Charles Darwin. E una sala è dedicata alle donne di Sudeley, a cominciare da Emma Dent, che restaurò i giardini e nel 1887 regalò a Winchcombe il suo primo acquedotto.
Le stanze della famiglia sono un’altra cosa, più intima. Sullo scalone della South Hall la luce passa attraverso vetri olandesi dipinti del Cinque e Seicento, e in cima c’è il quadro che il castello considera uno dei suoi tesori maggiori, l’Allegoria della successione Tudor, commissionata nel 1572 per celebrare Elisabetta I e attribuita al pittore fiammingo Lucas de Heere: al centro Enrico VIII, ai lati Maria I con Filippo II di Spagna ed Elisabetta. Poi c’è la Morning Room con una veduta di Stourhead di Turner e, accanto, una scultura in bronzo di Brock, il tasso che la famiglia teneva come animale domestico fra gli anni Sessanta e Settanta. La biblioteca ha oltre mille libri, alcuni di più di quattrocento anni, e un raro arazzo Sheldon del Seicento con la cacciata di Adamo ed Eva. Nella camera Chandos c’è un enorme letto a baldacchino in cui, si dice, avrebbe dormito Carlo I: fu ritrovato in una fattoria della zona. E ci sono le due anticamere di Caterina Parr, fra le stanze più antiche del castello, con il soffitto azzurro in stile Tudor.
Le visite guidate di Sudeley Castle
- Visita guidata giornaliera: tutti i giorni alle 11 e alle 13, 45 minuti a piedi, 5 £ a persona oltre al biglietto. Parte dalla terrazza della Dungeon Tower, e il castello avverte di calcolare dieci minuti per arrivarci dall’ingresso.
- Visita privata: 90 minuti fra parco e stanze, 45 £ a persona biglietto compreso, minimo due persone, su prenotazione via email.
- Dietro le quinte: 90 minuti nelle stanze private della famiglia, normalmente chiuse al pubblico, con la collezione d’arte che comprende opere di Rubens e van Dyck. 70 £ a persona biglietto compreso, dal lunedì al venerdì alle 11 o alle 14, minimo due persone, prenotazione obbligatoria. Non comprende parco, stanze aperte e mostre, e non è adatta ai bambini sotto i 12 anni né a chi ha difficoltà a camminare.
La distruzione di Cromwell che non fu totale, e l’hanno scoperto nel 2026
Per capire cosa hanno scoperto quest’anno bisogna fare un passo indietro, e la storia di Sudeley è lunga. Il castello attuale lo costruì Ralph Boteler nel 1442, con i proventi della guerra dei Cent’anni. Durante la guerra delle Due Rose passò alla corona e a Riccardo, duca di Gloucester, che lo usò come base per la battaglia di Tewkesbury e, diventato re con il nome di Riccardo III, ci fece costruire la grande sala dei banchetti oggi in rovina. C’è anche una storia da romanzo: la nuora vedova di Boteler, Lady Eleanor, sarebbe stata legata a Edoardo IV da una promessa di matrimonio, e fu quella promessa che Riccardo III usò per dichiarare bigami il fratello e illegittimi i suoi figli. Il castello la chiama la regina segreta d’Inghilterra. Poi nel luglio del 1535 arrivarono Enrico VIII e Anna Bolena, e il re incontrò Thomas Cromwell nell’abbazia di Winchcombe per organizzare la soppressione dei monasteri. Nel 1592 Elisabetta I ci tornò per la terza volta e festeggiò l’anniversario della vittoria sull’Armada con una festa di tre giorni.
Poi arrivò la guerra civile, e Sudeley stava dalla parte del re. Nel gennaio del 1643 si arrese dopo tre giorni di assedio alle truppe del Parlamento, ma due giorni dopo il principe Rupert, nipote di Carlo I, si accampò lì vicino con quattromila uomini e da qui attaccò e prese Cirencester. Nel 1644 il castello fu di nuovo bombardato e di nuovo si arrese; il foro di una palla di cannone si vede ancora nella torre ottagonale. Alla fine arrivò l’ordine di rendere il castello inservibile, lo slighting: via i tetti, giù i muri. Il proprietario, Lord Chandos, ebbe mille sterline di risarcimento e non tornò mai più, e per quasi duecento anni Sudeley fu una rovina, con le pietre portate via dai costruttori della zona e un pezzo trasformato perfino in una locanda, la Castle Arms.
Ecco la scoperta. Nel novembre del 2025 un gruppo di studio degli edifici storici del Gloucestershire ha esaminato i tetti del cortile esterno, e il dendrocronologo Andy Moir, con i fondi del Castle Studies Trust, ha prelevato trenta carote di legno dalle travi. Venti combaciavano fra loro e hanno dato una cronologia dal 1413 al 1571: gli alberi erano stati abbattuti fra la primavera del 1569 e l’inverno del 1571-72. Vuol dire che i tetti di parte dell’ala nord e delle ali est e ovest del cortile esterno, lunghi fra i 36 e i 46 metri, furono costruiti fra il 1569 e il 1572, probabilmente da Edmund Brydges, secondo Lord Chandos, e sono sopravvissuti alla guerra civile. Fino a quest’anno si credeva che fossero stati distrutti e rifatti alla fine del Settecento. E le deposizioni di cinque artigiani, firmate da due giudici di Gloucester, secondo cui il castello era stato distrutto completamente? Servivano alla vedova di un Chandos per chiedere un risarcimento. La notizia l’ha pubblicata il castello il 22 giugno 2026, e la cronologia sul suo sito è già stata aggiornata.
In che anno fu smantellato il castello? Il sito dà due date
La cronologia della storia del castello mette l’ordine di smantellamento nel 1649, dopo quasi cinque anni di presidio dei soldati del Parlamento. La pagina delle mostre dello stesso sito parla invece di uno smantellamento deliberato nel 1646. Non ho modo di stabilire quale delle due sia giusta, e ve le scrivo tutte e due: se vi capita di trovarle entrambe in giro, sappiate che vengono dalla stessa fonte.
La rinascita ha un nome di famiglia. Nel 1837 i fratelli John e William Dent, ricchi guantai di Worcester, comprarono il castello e cominciarono a restaurarlo; il nipote John Coucher Dent e sua moglie Emma continuarono l’opera. I guanti Dent, fra l’altro, esistono ancora: il guanto dell’incoronazione indossato da Carlo III nel 2023 era stato fatto da loro per suo nonno Giorgio VI. Come i visitatori dell’epoca vedevano le rovine lo racconta la mostra all’aperto Ruins to Revival, aperta nel 2025 nella vecchia fagianaia, con gli acquerelli dipinti nel 1818 da John Buckler e il blocco di alabastro della prima tomba di Caterina. E c’è un aneddoto che mi ha fatto sorridere: nel 1788 re Giorgio III, in visita da Cheltenham, ruzzolò giù dalla scala della torre ottagonale, e a salvarlo da conseguenze serie fu la governante, una certa signora Cox, che gli attutì la caduta.
Un’ultima riga di storia, e questa riguarda noi. Durante la seconda guerra mondiale il parco di Sudeley diventò un campo di prigionia per prigionieri italiani e tedeschi, che lavoravano la terra, mentre il castello faceva da rifugio a buona parte dei quadri della Tate Gallery, portati via da Londra sotto le bombe. Passeggiando fra quei giardini viene da pensare a chi, ottant’anni fa, li guardava da un’altra prospettiva.
I dieci giardini di Sudeley Castle
I giardini sono dieci, girano tutto intorno al castello, e sono il motivo per cui molti inglesi vengono qui più volte l’anno. La loro storia ricalca quella del castello: nel Quattrocento si coltivavano erbe per cucinare, profumare le stanze e fare medicine, poi per duecento anni la natura si riprese tutto, e furono i Dent, e soprattutto Emma, a rifarli in epoca vittoriana. Ve li metto in fila con quello che, secondo il castello, vale la pena cercare.

- Queens’ Garden, il giardino delle regine: è il cuore di tutto, intitolato ad Anna Bolena, Caterina Parr, Lady Jane Grey ed Elisabetta I, chiuso dalle doppie siepi di tasso volute da Emma Dent. Oggi ha più di ottanta varietà di rose.
- Knot Garden: un cortile riparato con 1.200 piante di bosso disegnate a nodi geometrici. Il disegno è preso da un motivo del vestito di Elisabetta I nell’Allegoria della successione Tudor, il quadro che trovate sullo scalone del castello: guardate prima uno e poi l’altro.
- Secret Garden: il più romantico, ripiantato nel 1979 da Lady Ashcombe dopo il matrimonio. In primavera ci fioriscono più di 2.500 tulipani.
- Ruins Garden: fra i resti della sala dei banchetti di Riccardo III, piantato apposta in modo selvatico, come una scena della guerra civile.
- White Garden: intorno alla chiesa di St Mary, tutto bianco in onore della Vergine.
- Tithe Barn Garden: fra le rovine del granaio delle decime del Quattrocento, con un laghetto di carpe koi e una delle viste più belle sul castello.
- Tudor Physic Garden: le piante medicinali che si usavano ai tempi di Caterina Parr.
- Mulberry Garden: intorno a un antico gelso piantato da Emma Dent, che era figlia di un industriale della seta e sapeva bene che le foglie del gelso sono l’unico cibo dei bachi.
- Herb Garden ed East Garden: il primo, del 2011, con sei aiuole dedicate ciascuna a un uso delle erbe; il secondo ispirato alla poesia The Garden di Andrew Marvell.
Mentre girate, tenete gli occhi aperti su due presenze che nessuno si aspetta in un giardino Tudor: Percy, il pavone di casa, che gira libero per il parco, e otto elefanti a grandezza naturale, sculture di un’associazione per la conservazione della natura arrivate nel 2021 e tornate nel 2026 dopo il restauro. Per chi viaggia con i bambini c’è anche un grande parco giochi a forma di fortezza, compreso nel biglietto.
Le regole da sapere prima di andare a Sudeley Castle
Quello che conviene sapere prima di partire
- Cani: nel castello e nei giardini, area giochi compresa, entrano solo i cani d’assistenza. I cani da compagnia sono i benvenuti al Visitor Centre e al Pavilion café, che stanno prima dell’ingresso, e intorno alla tenuta passano tre sentieri, la Cotswold Way, la Wardens Way e la Gloucestershire Way, tutti con la vista sul castello.
- Fotografie: libere nel parco, nelle mostre e in chiesa; vietate nelle stanze del castello dove vive la famiglia. I droni non si possono usare senza il permesso dell’ufficio della tenuta.
- Accessibilità: le stanze del castello e le sale delle mostre non sono adatte alle sedie a rotelle. Il giro dei giardini sì, anche se qualcuno può aver bisogno di una mano. Il castello ha due sedie a rotelle da fuoristrada da prenotare al Visitor Centre, 01242 604244. Dentro e fuori ci sono gradini ripidi, pavimenti irregolari e porte basse.
- Biglietti: non rimborsabili e non spostabili su un’altra data.
- Bambini: vanno sempre accompagnati, e il castello lo chiede per davvero, perché fra terrazze, acqua e scale il posto non è pensato per lasciarli correre da soli.
- Mangiare: il Pavilion café, all’ingresso, si usa anche senza biglietto, e dentro la tenuta c’è lo Shepherd’s Hut con panini e dolci. Il picnic è ammesso nelle aree segnate. Il tè del pomeriggio all’inglese invece non c’è, lo scrive il castello stesso. Sugli orari del café il sito dà due versioni: dalle 10 alle 17 con ultimi ordini alle 15 nelle domande frequenti, dalle 9:30 alle 16:30 nella pagina dedicata.
Winchcombe e i dintorni di Sudeley Castle
Il castello e Winchcombe hanno una storia intrecciata, e il castello stesso consiglia di finire la visita in paese. Winchcombe non è un villaggio da cartolina ma una piccola città di lavoro, con le case di pietra color miele, negozi di antiquariato, sale da tè e pub. Secondo la cronologia del castello, sotto re Offa era addirittura la città principale del regno di Mercia. Ecco cosa c’è intorno, con una riga ciascuno.

- St Peter’s Church, la chiesa della lana di Winchcombe, famosa per i doccioni grotteschi che decorano l’esterno e per un paliotto d’altare che, secondo la tradizione, avrebbe ricamato Caterina d’Aragona, la prima moglie di Enrico VIII. Così in un chilometro avete la prima e l’ultima delle sue mogli.
- Winchcombe Museum, che racconta la famiglia Dent dal punto di vista del paese, e gli ospizi dei poveri e la vecchia scuola disegnati da George Gilbert Scott con i lasciti dei Dent.
- Hailes Abbey, a 4 chilometri: nel Medioevo era uno dei santuari più famosi d’Inghilterra, perché custodiva una fiala che si diceva contenesse il sangue di Cristo. Negli anni Trenta del Cinquecento la reliquia fu dichiarata falsa e l’abbazia chiusa e saccheggiata. Oggi English Heritage la apre solo con visite guidate nel primo fine settimana di ogni mese: non ci si capita per caso.
- Belas Knap, a 5 chilometri nella direzione opposta: un tumulo funerario del neolitico, gratuito e aperto a qualsiasi ora ragionevole con la luce del giorno, secondo English Heritage.
- Snowshill e Broadway, a circa 13 chilometri: il primo è il borgo del Diario di Bridget Jones, il secondo lo abbiamo solo attraversato in auto. Li trovate tutti e due nella nostra lista dei borghi delle Cotswolds, insieme a Chipping Campden, che sta a circa 25 chilometri.
Quanto tempo serve per Sudeley Castle, e come si incastra in un viaggio nelle Cotswolds
Il castello non indica una durata della visita, quindi quella che vi do è una stima mia, fatta sui numeri: dieci giardini, le sale delle mostre, le stanze della famiglia, la cappella di Caterina Parr e, se volete, la visita guidata da 45 minuti. Per fare tutto con calma serve mezza giornata, e se aggiungete Winchcombe o un sentiero la giornata si riempie da sola.
Sudeley sta sul margine nord della regione, e per questo si abbina bene con i borghi del nord, non con quelli del cuore. Una giornata ragionevole è la mattina a Sudeley, con l’ingresso alle 10, e il pomeriggio verso Snowshill, Broadway e Chipping Campden, che sono il tratto finale della giornata che abbiamo fatto noi. Stow-on-the-Wold è a una ventina di chilometri, Bourton-on-the-Water a circa 25, mentre Bibury e il sud della regione sono a quasi un’ora: meglio non metterli nello stesso giorno. Da Sudeley alla cattedrale di Gloucester c’è mezz’ora di strada.
Se state costruendo il viaggio da zero, nel nostro itinerario nelle Cotswolds trovate le giornate montate con i tempi di guida veri, e nella guida alla regione le zone, i periodi e come organizzarsi.
Sudeley Castle info utili
Tutto quello che avete letto fin qui l’ho preso da chi lo stabilisce: il castello per prezzi, orari, regole e storia, English Heritage per Hailes Abbey e Belas Knap. Dove il sito del castello diceva due cose diverse ve l’ho scritto, e dove una stima era mia ve l’ho detto. Il resto non ce l’ho.
Cosa non troverete in questo pezzo, e perché
Non troverete che effetto fa stare davanti alla tomba di Caterina Parr, né quanta gente c’è nel Queens’ Garden un sabato di giugno, né se la visita guidata delle 11 valga le sue cinque sterline. Non troverete un giudizio sul Pavilion café né sui cottage della tenuta. Nei nostri cinque giorni fra le Cotswolds e il Wiltshire la zona nord l’abbiamo toccata solo nel tratto finale di una giornata, e Winchcombe è rimasta fuori, come è dichiarato nella nostra lista dei borghi. Il giudizio arriverà quando ci saremo andati.
Due cose però le so, e credo che valgano anche qui. La prima riguarda le case abitate. A Highclere Castle, la dimora di Downton Abbey, siamo arrivati al cancello alle nove e mezza, e quello che mi è rimasto è che non era un freddo museo ma una casa viva: le foto di famiglia in vista, i ritratti, gli oggetti personali, e un pizzico di sano voyeurismo camminando fra i saloni. Sudeley appartiene alla stessa famiglia di posti, con una differenza che vi segnalo: qui nelle stanze dove vive la famiglia non si fotografa, quindi godetevele con gli occhi. E un’altra, più pratica: a Highclere, a metà luglio, i biglietti per gli interni erano già esauriti fino a fine estate, mentre a Sudeley il castello consiglia di prenotare ma vende anche alla cassa, fino a esaurimento.
La seconda riguarda la guerra civile. Il primo giorno del nostro viaggio siamo entrati nella cattedrale di Gloucester senza grandi aspettative, ed è stata una delle sorprese più grandi di tutto il viaggio. E secondo il castello proprio da Sudeley partirono gli attacchi del principe Rupert contro Cirencester, e da qui si prepararono quelli contro Gloucester. Se come me vi appassiona vedere una storia da più lati, mettete le due visite nello stesso viaggio. Come dico sempre, l’esperienza di qualcuno salva sempre qualcun altro, e stavolta quel qualcuno sono le pagine ufficiali che vi ho messo in fila.
Info essenziali
- Dove: Sudeley Castle & Gardens, Winchcombe, Gloucestershire, GL54 5LP; margine nord delle Cotswolds, 8 miglia a nord-est di Cheltenham.
- Quando: tutti i giorni dal 14 marzo al 1° novembre 2026, 10-17; ultimo ingresso alle 15, il castello chiude alle 16. Chiuso d’inverno, con chiusure eccezionali da controllare sul sito.
- Biglietto unico: 24 £ adulti, 23 £ over 60, 10,50 £ bambini 3-15 anni, 59,50 £ famiglia; gratis sotto i 3 anni e per i soci Historic Houses. National Trust ed English Heritage non valgono. Non rimborsabile.
- Visite guidate: tutti i giorni alle 11 e alle 13, 45 minuti, 5 £; dietro le quinte nelle stanze private 70 £ biglietto compreso, dal lunedì al venerdì, dai 12 anni.
- Parcheggio: gratuito, accanto al Visitor Centre.
- Come arrivare: in auto, ricordando che si guida a sinistra; senza auto, treno fino a Cheltenham Spa e poi autobus W di Stagecoach o 606 di Pulhams.
- Regole: niente cani da compagnia nel castello e nei giardini, niente foto nelle stanze della famiglia, stanze non accessibili in sedia a rotelle.
- Quanto tempo: mezza giornata.
- Dove dormire: nella tenuta ci sono i Sudeley Castle Cottages, con l’ingresso al castello compreso per tutta la durata del soggiorno; le zone e le formule per dormire nelle Cotswolds sono nella guida alla regione.
- Prima di partire: per entrare nel Regno Unito serve l’autorizzazione ETA.
Domande frequenti su Sudeley Castle
Quanto costa entrare a Sudeley Castle?
Nel 2026 il biglietto unico, che comprende castello, giardini e area giochi, costa 24 £ per gli adulti dai 16 anni, 23 £ per gli over 60, 10,50 £ per i bambini dai 3 ai 15 anni e 59,50 £ per la famiglia con 2 adulti e fino a 3 bambini. Sotto i 3 anni si entra gratis, come i soci Historic Houses. I biglietti non si rimborsano e non si spostano su un’altra data.
Dov’è sepolta Caterina Parr?
Nella chiesa di St Mary, dentro la tenuta di Sudeley Castle, a Winchcombe. Caterina Parr, la sesta e ultima moglie di Enrico VIII, visse a Sudeley con il secondo marito Thomas Seymour e vi morì il 5 settembre 1548, pochi giorni dopo aver dato alla luce la figlia Mary. La tomba attuale è vittoriana, disegnata da George Gilbert Scott: quella originale fu ritrovata fra le rovine della cappella nel 1782.
Sudeley Castle è aperto tutto l’anno?
No. Nel 2026 è aperto tutti i giorni dal 14 marzo al 1° novembre, dalle 10 alle 17, con ultimo ingresso alle 15 e il castello che chiude alle 16. D’inverno castello e giardini sono chiusi; fra novembre e dicembre nei giardini si tiene lo Spectacle of Light, un percorso di luci serale organizzato da una società esterna con biglietti propri. Durante la stagione ci sono anche giorni di chiusura eccezionale, da controllare sul sito del castello.
La tessera National Trust o English Heritage vale a Sudeley Castle?
No. Sudeley Castle è una residenza privata e non fa sconti ai soci del National Trust né a quelli di English Heritage. Entrano gratis soltanto i soci di Historic Houses, l’associazione delle dimore storiche private, prenotando con l’opzione Partner Offer or Complimentary Ticket.
Si può visitare solo il giardino di Sudeley Castle?
No, non esiste un biglietto per i soli giardini: il biglietto è unico e comprende castello, sale delle mostre, i dieci giardini e l’area giochi. Senza biglietto si può usare solo il Pavilion café all’ingresso. Chi soggiorna nei Sudeley Castle Cottages della tenuta entra gratis durante la stagione di apertura.
Come si arriva a Sudeley Castle senza auto?
In treno fino a Cheltenham Spa e poi in autobus fino a Winchcombe, con la linea W di Stagecoach o la 606 di Pulhams, di cui conviene controllare gli orari. Nella bella stagione c’è anche la ferrovia storica Gloucestershire Warwickshire Steam Railway, che ferma a Winchcombe: dalla stazione al castello, secondo il castello, a piedi ci vogliono dai 35 ai 45 minuti.
Si possono portare i cani a Sudeley Castle?
Nel castello e nei giardini, area giochi compresa, entrano solo i cani d’assistenza. I cani da compagnia sono ammessi al Visitor Centre e al Pavilion café, che stanno prima dell’ingresso, e sui sentieri che girano intorno alla tenuta, come la Cotswold Way.
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