Évora, Portogallo: cosa vedere in un giorno da Lisbona

Aggiornato il 6 Novembre 2026

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Evora vista

Évora l’abbiamo vista di mattina, arrivando in macchina da Lisbona, e la prima cosa che mi ha colpito non è stato un monumento ma il silenzio. Era settembre, eppure nell’Alentejo faceva già un caldo importante, e per le strade del centro non c’era quasi nessuno: gli abitanti stavano in casa con le persiane accostate e i turisti si contavano sulle dita di una mano. Abbiamo parcheggiato gratis e senza fatica vicino al centro, abbiamo preso un caffè e una piccola colazione in un bar vicino alla cattedrale, e poi ci siamo goduti il tempio romano, la cattedrale e il suo campanile imponente senza code e senza gomitate, come se la città l’avessero aperta solo per noi quattro.

In questa guida vi racconto cosa vedere a Évora in un giorno, partendo da Lisbona come abbiamo fatto noi: il tempio, la Sé, la Capela dos Ossos, le piazze e i vicoli bianchi e gialli, poi i dintorni con il Cromeleque dos Almendres, la cucina dell’Alentejo, come arrivarci in auto, in treno o in autobus e quando conviene fermarsi a dormire. Évora è stata la seconda tappa del nostro itinerario in Portogallo in sei giorni, e per il quadro di tutto il paese c’è la guida su cosa vedere in Portogallo. Perché l’esperienza di qualcuno salva sempre qualcun altro.

In breve

Évora è la capitale dell’Alentejo, a circa 130 km e un’ora e quaranta d’auto a est di Lisbona, e il suo centro storico murato è patrimonio UNESCO dal 1986. Si visita bene in un giorno: il tempio romano del I secolo, che si guarda dalla piazza senza biglietto; la Sé, con chiostro, museo e terrazza sul tetto (5 €); la Capela dos Ossos nella chiesa di São Francisco (7 €, la chiesa è gratis); la Praça do Giraldo, l’università (3 €) e l’acquedotto da Água de Prata. A 17 km c’è il Cromeleque dos Almendres, il più grande recinto megalitico della penisola iberica, a ingresso libero ma raggiungibile solo in auto o con un tour. Da Lisbona si arriva anche in treno da Oriente, in un’ora e 38 minuti per 13,90 €, o in autobus. Évora è Capitale europea della cultura per il 2027. Il periodo migliore è la primavera: a luglio e agosto le massime medie superano i 33 gradi.

Évora cosa vedere: le tappe del centro storico in un giorno

Per vedere Évora basta una giornata, perché il centro storico sta tutto dentro le mura e si gira a piedi: dal tempio romano alla Capela dos Ossos sono dieci minuti di cammino. Il giro che vi consiglio è quello che abbiamo fatto noi, con qualcosa in più che oggi non mi farei scappare. Arrivate la mattina presto, quando l’aria è ancora fresca e i pullman delle gite non sono ancora scesi, e cominciate dalla parte più alta della città, dove stanno il tempio e la cattedrale. Poi scendete verso la chiesa di São Francisco per la Capela dos Ossos, fermatevi in Praça do Giraldo per il pranzo e tenete il pomeriggio per l’università, l’acquedotto e i vicoli. Se avete la macchina, il Cromeleque dos Almendres si vede rientrando verso Lisbona, come abbiamo fatto noi.

Evora vicoli
Evora vicoli
TappaCos’èBigliettoTempo
Tempio romanocolonne corinzie del I secolo, sulla parte più alta della cittàgratis, si guarda da fuori15 minuti
Sé, la cattedralechiesa, chiostro, museo e terrazza sul tetto5 €un’ora
Capela dos Ossosla cappella del Seicento rivestita di ossa, nella chiesa di São Francisco7 € (la chiesa è gratis)45 minuti
Praça do Giraldola piazza principale, con la fontana del 1571gratisil tempo di un caffè
Universitàil collegio dei gesuiti inaugurato nel 15593 €45 minuti
Acquedotto da Água de Pratale arcate del 1537 che entrano in cittàgratispasseggiando
Cromeleque dos Almendres95 monoliti nella campagna, a 17 kmgratisun’ora con la strada
Biglietti dai siti ufficiali dei monumenti; i tempi di visita sono indicativi.

Consiglio: a Évora l’orologio lo comanda il sole. Da maggio a settembre fate le visite all’aperto la mattina, tenete le ore calde per le chiese e i musei, che sono freschi, e rimandate i vicoli al tardo pomeriggio. Noi l’abbiamo capito guardando le strade vuote: se i portoghesi a una certa ora stanno in casa, un motivo c’è. Acqua e cappello, sempre.

Il Tempio romano «di Diana», che di Diana non era

Il tempio romano è il simbolo di Évora: le colonne corinzie ancora in piedi su un alto basamento nel punto più alto della città, dove un tempo c’era il foro. È del I secolo, e si guarda da fuori, gratis, girandoci intorno. Tutti lo chiamano tempio di Diana, e così lo chiamavamo anche noi quella mattina, ma è un nome che gli hanno dato nel Seicento: secondo il Comune di Évora il Templo Romano era dedicato al culto imperiale, non alla dea della caccia.

Evora tempio di Diana
Evora tempio di Diana

Che sia arrivato fino a noi è quasi un miracolo, e la storia è di quelle che mi piacciono. Nei secoli è stato riusato in tutti i modi, anche come macello della città, ed è tornato all’aspetto che vediamo oggi solo con i lavori del 1870. Nei miei ricordi scolastici i romani in Portogallo erano una riga del libro di storia: davanti a queste colonne, nel silenzio di una mattina di settembre, la riga diventa una pagina intera. Accanto c’è l’antico convento dei Lóios, che oggi è un albergo.

La Sé di Évora: cattedrale, chiostro e terrazza sul tetto

A due passi dal tempio c’è la Sé, la cattedrale, che da fuori sembra più una fortezza che una chiesa: la facciata di granito è stretta fra due torri massicce, e il campanile, visto dalla piazza, è davvero imponente. Dentro è gotica, alta e luminosa, e la sorpresa sono il chiostro gotico e la salita sul tetto, da cui si cammina fra le guglie con i tetti bianchi di Évora e la pianura dell’Alentejo tutto intorno. Alla Sé di Évora c’è un biglietto unico da 5 € per chiesa, chiostro, museo e terrazza, ed è aperta dalle 9:00 alle 17:00, con l’ultimo ingresso alle 16:30.

Evora Se la cattedrale
Évora, Portogallo: cosa vedere in un giorno da Lisbona 10

Noi ci siamo arrivati presto, con la città ancora vuota, e ve lo consiglio per due motivi: la luce del mattino sulla pietra, e il fatto che sul tetto, quando il sole è alto, non ci si sta. Se avete tempo, nel palazzo accanto c’è il Museu Nacional Frei Manuel do Cenáculo, l’antico palazzo dei vescovi, con i reperti romani e la pittura antica: costa 10 € ed è chiuso il lunedì.

Evora Sè la cattedrale interno
Evora Sè la cattedrale interno

La Capela dos Ossos, nella chiesa di São Francisco

La Capela dos Ossos è la tappa più famosa di Évora, ed è anche quella che divide: c’è chi esce commosso e chi esce in fretta. È una cappella costruita nel Seicento dai francescani, con le pareti e i pilastri rivestiti da migliaia di ossa e di teschi umani, che secondo la tradizione venivano dai cimiteri della città, ormai pieni. Sopra l’ingresso c’è la scritta che tutti fotografano, «Nós ossos que aqui estamos pelos vossos esperamos»: noi ossa che siamo qui aspettiamo le vostre. Non è un luogo macabro per il gusto di esserlo, è un invito a pensare a quanto è breve la vita, e a usarla bene.

Attenzione: la Capela dos Ossos non sta nella cattedrale, come capita di leggere e come mi ero ricordato anch’io raccontandovela, ma dentro la chiesa di São Francisco, in basso verso la Praça 1.º de Maio e il mercato. Sono dieci minuti a piedi dalla Sé: mettetela nel giro, non cercatela nel posto sbagliato.

Evora capela dos ossos
Evora capela dos ossos

Sul sito della chiesa di São Francisco il biglietto della cappella costa 7 €, 5 € fino a 25 anni e sopra i 65, 15 € per la famiglia, e comprende anche il museo d’arte sacra, la terrazza e la collezione dei presepi; la chiesa da sola si visita gratis. È aperta dalle 9:00 alle 18:30 quando c’è l’ora legale e dalle 9:00 alle 17:00 d’inverno, ed è chiusa il 1° gennaio, a Pasqua, il pomeriggio del 24 dicembre e il 25.

Praça do Giraldo, i vicoli bianchi e gialli, l’università e l’acquedotto

La Praça do Giraldo è il salotto di Évora, con i portici, i caffè e la fontana di marmo bianco del 1571, che ha otto bocche come le strade che arrivano nella piazza. Porta il nome di Geraldo Sem Pavor, Geraldo «senza paura», il cavaliere che nel 1165 riprese la città ai mori; lo porta però solo dal 1869, prima era la Praça Grande. È il posto giusto per il pranzo o per un caffè all’ombra, e da qui partono le strade del centro.

Evora Praça do Giraldo
Evora Praça do Giraldo

Ma la bellezza vera di Évora, per me, sono i vicoli: case basse imbiancate a calce, con le cornici di porte e finestre dipinte di giallo ocra, i balconi di ferro e i vasi di gerani. Sono i colori dell’Alentejo, e quella mattina erano anche i colori di John, che senza saperlo si era vestito di bianco e di giallo e in ogni foto rischiava di sparire nel muro. Perdetevi senza mappa: il centro è piccolo, e prima o poi si sbuca sempre in una piazza.

Evora colori vicoli John
Evora i colori dei vicoli e di John

Due tappe in più che vi consiglio, se avete il pomeriggio. L’università, nel Colégio do Espírito Santo, è il collegio dei gesuiti inaugurato nel 1559: chiuso dopo la cacciata dei gesuiti nel 1759, è tornato università nel 1979, e il chiostro e le aule si visitano dal lunedì al sabato, dalle 9:30 alle 17:00, con un biglietto da 3 €; la domenica e i festivi è chiuso. Poi l’acquedotto da Água de Prata, inaugurato nel 1537 su progetto dell’architetto del re Francisco de Arruda: corre per circa 18 km dalla campagna, e nella parte nord del centro le sue arcate entrano in città, con le case ricavate fra un arco e l’altro lungo Rua do Cano.

Dintorni di Évora: il Cromeleque dos Almendres, l’Anta do Zambujeiro e Monsaraz

Rientrando verso Lisbona ci siamo fermati a vedere il Cromeleque dos Almendres, ed è stata una delle emozioni più forti del viaggio: decine di pietre in piedi da migliaia di anni, da sole in mezzo alla campagna di sughere, in un silenzio che si sente. Il Comune di Évora lo definisce il più grande recinto megalitico della penisola iberica: 95 monoliti di granito disposti su circa 70 metri per 40, piantati a partire dalla fine del VI millennio avanti Cristo, cioè molto prima di Stonehenge. L’ingresso è libero e gratuito, senza orari, e dopo i lavori del 2024 c’è un percorso di visita intorno al recinto per non calpestare il terreno fra le pietre: restate sul sentiero.

Evora Cromeleque dos Almendres
Evora Cromeleque dos Almendres

Il Cromeleque sta a circa 17 km dal centro, una mezz’ora d’auto, e se tornate a Lisbona la deviazione vi costa una quarantina di minuti di strada in più, più la visita. L’ultimo tratto è una strada di campagna che il Comune stesso indica come da sistemare: andate piano, e con un’auto bassa ancora più piano. A circa un chilometro e mezzo c’è il Menir dos Almendres, un menhir isolato con un bastone pastorale scolpito in cima: dal recinto, guardando verso di lui, si vede sorgere il sole nel giorno del solstizio d’estate. Senza macchina, il tour dei megaliti in partenza da Évora porta al Cromeleque e al dolmen in tre ore.

Il dolmen è l’Anta Grande do Zambujeiro, a circa 13 km da Évora: una camera funeraria di sette grandi lastre di pietra, costruita fra il IV e il III millennio avanti Cristo, con un corridoio d’accesso lungo 12 metri. Anche qui si entra gratis, ma dall’ottobre del 2024 l’ultimo tratto si fa solo a piedi. Chi dorme a Évora ha poi un’altra gita che vale il viaggio: Monsaraz, un borgo murato in cima a una collina a 55 km, circa un’ora d’auto, con il castello medievale, un’arena per i tori ricavata nella piazza d’armi e la vista sul lago di Alqueva, che il Comune di Reguengos de Monsaraz presenta come il lago artificiale più grande d’Europa.

Esperienze e tour a Évora

Cosa mangiare a Évora: la cucina dell’Alentejo

Noi a Évora abbiamo preso solo un caffè e una colazione al volo, perché il pranzo ce lo eravamo promesso al Time Out Market di Lisbona, al rientro. Ma se ci restate a pranzo, sappiate che siete nella regione che ha la cucina più povera e più saporita del Portogallo: pane, maiale e olio d’oliva, con il coriandolo, la menta e il poejo, una mentuccia selvatica, al posto delle spezie. È una cucina di campagna, nata per non buttare via niente, a partire dal pane raffermo.

  • Açorda alentejana: la zuppa di pane con aglio, olio, coriandolo e un uovo in camicia. È il piatto più semplice di tutti, e il più alentejano.
  • Migas: pane bagnato e ripassato in padella, il contorno del maiale fritto o del baccalà.
  • Sopa de cação: la zuppa di pane con il palombo.
  • Ensopado de borrego: lo spezzatino d’agnello servito sulle fette di pane, piatto di primavera.
  • Porco preto: il maiale nero allevato a ghianda sotto le querce, tutelato con la DOP Carne de Porco Alentejano. Alla griglia è un’altra cosa rispetto al maiale che conosciamo.
  • Queijo de Évora: formaggio DOP di latte crudo di pecora, cagliato con il fiore di cardo, che gli dà un sapore leggermente piccante.
  • I dolci dei conventi: il pão de rala, il toucinho-do-céu, l’encharcada e le queijadas, ricette nate nei conventi della città, a base di uova e zucchero.

Da bere c’è il vino dell’Alentejo, e Évora è una delle sue otto sottozone. Se non guidate, la Rota dos Vinhos do Alentejo ha il suo spazio di accoglienza e degustazione in centro, in Rua 5 de Outubro 88, sulla strada fra Praça do Giraldo e la Sé, aperto dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18 e il sabato con orario ridotto; conviene prenotare. Per comprare formaggi, salumi, miele e olio c’è il mercato municipale, accanto alla chiesa di São Francisco.

Come arrivare a Évora da Lisbona: auto, treno, autobus o escursione

Da Lisbona a Évora ci sono circa 130 km, e il modo migliore di arrivarci è quello che abbiamo scelto noi: in macchina. Si fa quasi tutta autostrada, in un’ora e quaranta, e soprattutto con l’auto potete aggiungere il Cromeleque dos Almendres e gli altri megaliti, che con i mezzi pubblici non si raggiungono. Noi l’avevamo presa all’aeroporto di Lisbona con DiscoverCars, che confronta le offerte delle varie compagnie, e a Évora abbiamo trovato parcheggio gratuito vicino al centro senza girare a vuoto. L’autostrada è a pagamento, e l’auto a noleggio ha per legge il dispositivo di bordo che registra i pedaggi: come funziona ve lo spiego nella guida su cosa vedere in Portogallo.

MezzoDa doveTempoPrezzo
AutoLisbona centro1 ora e 40 minuti circa, 130 kmcarburante e pedaggi
Treno IntercidadesLisboa Oriente1 ora e 38 minuti13,90 €
Autobus FlixBusLisboa Oriente e Sete Riosda 1 ora e 20 minutivariabile, si compra online
Escursione organizzatahotel o centro di Lisbona8-10 ore, andata e ritornosecondo il tour
Tempi in auto calcolati senza traffico; treno dal tariffario CP 2026; autobus dal sito FlixBus.

In treno si parte solo da Lisboa Oriente, non dalle stazioni del centro, e le corse non sono tantissime: guardate gli orari prima di organizzarvi. L’autobus ha più partenze, da Oriente e da Sete Rios, e arriva in poco più di un’ora e venti. In entrambi i casi in città si gira a piedi, ma i megaliti restano fuori portata. Chi non vuole guidare e non vuole pensare a niente può fare come tanti: l’escursione di un giorno da Lisbona a Évora e Monsaraz passa a prendervi in città e vi riporta la sera.

Évora in giornata o con una notte?

Noi l’abbiamo fatta in giornata, con base a Lisbona, e per la città basta: la mattina il centro, il pomeriggio il Cromeleque, la sera di nuovo nella capitale. Se dovessi rifarla, però, una notte la metterei in conto in tre casi. Se viaggiate d’estate, perché dormendo lì vedete Évora all’alba e al tramonto, quando si sta bene, e la lasciate in pace nelle ore calde. Se volete vedere anche Monsaraz o i megaliti con calma, che in giornata da Lisbona non ci stanno. E se state facendo il giro del sud, verso l’Algarve, perché Évora è la tappa naturale a metà strada. La sera, quando i pullman delle gite sono ripartiti, la città torna dei suoi abitanti, ed è un’altra Évora.

Se invece preferite dormire a Lisbona e fare la gita come noi, nella guida su dove alloggiare a Lisbona trovate le zone più comode per uscire in macchina.

Dove dormire a Évora

Il posto giusto per dormire a Évora è dentro le mura, nel centro storico: tutto quello che c’è da vedere sta a pochi minuti a piedi, e la sera si cena in Praça do Giraldo senza prendere la macchina. Chi viaggia in auto deve solo controllare il parcheggio, perché i vicoli sono stretti; chi vuole la campagna può scegliere un monte, le vecchie fattorie dell’Alentejo trasformate in agriturismo, ma allora l’auto serve per tutto.

Le zone, e a chi servono

  • Centro storico, intorno a Praça do Giraldo: la scelta più comoda, tutto a piedi, con i ristoranti sotto casa. Con l’auto chiedete prima dove parcheggiare.
  • La parte alta, vicino al tempio e alla Sé: la più suggestiva e la più tranquilla la sera, fra conventi e palazzi.
  • Appena fuori le mura: alberghi più grandi, parcheggio più facile, e il centro a un quarto d’ora a piedi.
  • In campagna, nei monti: per chi vuole il silenzio dell’Alentejo e ha la macchina; comodi per i megaliti e per Monsaraz.

Dove dormire a Évora: quattro indirizzi nel centro storico

  • Stayinn City Évora (€): guest house in Rua João de Deus, a due passi da Praça do Giraldo, con oltre mille recensioni alle spalle.
  • Evora Olive Hotel (€€): quattro stelle dentro le mura, a pochi minuti dalla piazza, uno degli alberghi più recensiti della città.
  • Vintage Guest House, Casa do Escritor (€€): poche camere in una casa del centro storico, fra le più apprezzate di Évora da chi ci ha dormito.
  • Pousada Convento de Évora (€€€): cinque stelle nell’antico convento dei Lóios, affacciato sul tempio romano. È il tipo di albergo che per me fa parte del viaggio, se l’occasione lo merita.

Le fasce di prezzo vengono da due rilevazioni sulle stesse strutture, a novembre e a maggio, per una camera doppia, e confrontano gli alberghi di questo box fra loro: € il più economico, €€€ il più caro. Tutte e quattro hanno un voto da 8 in su con almeno cento recensioni.

Quando andare a Évora: il caldo dell’Alentejo

Il periodo migliore per andare a Évora è la primavera, da marzo a maggio, e poi ottobre. L’Alentejo è l’interno del Portogallo, lontano dal vento dell’oceano, e d’estate è un forno: secondo le normali climatiche dell’IPMA, a luglio e agosto la massima media è di 33 gradi e mezzo, con 24-25 giorni al mese sopra i 30 e una decina sopra i 35. Settembre, quando ci siamo andati noi, è più gentile ma non tanto: 29,5 gradi di massima media, e ancora due settimane sopra i 30. Ecco spiegate le strade vuote di quella mattina.

In primavera invece si sta benissimo: 20,7 gradi di massima ad aprile e 25 a maggio, la campagna verde e i campi in fiore. L’inverno è mite di giorno, 14 gradi a gennaio, ma le notti sono fredde, 4 gradi e mezzo di minima, e piove otto o nove giorni al mese. C’è poi un motivo in più per il 2027: Évora, insieme a tutto l’Alentejo, è Capitale europea della cultura, con un programma costruito intorno al «vagar», il modo alentejano di prendersela con calma. Per confrontare Évora con il resto del paese, mese per mese, c’è la guida al clima in Portogallo.

Info essenziali

  • Come arrivare: da Lisbona in auto in un’ora e quaranta, in treno da Oriente in un’ora e 38 minuti (13,90 €), in autobus da Oriente e Sete Rios.
  • Biglietti: Sé 5 €, Capela dos Ossos 7 €, università 3 €, museo 10 €; tempio romano, Cromeleque dos Almendres e Anta do Zambujeiro gratis.
  • Giorni di chiusura: il museo il lunedì, l’università la domenica e i festivi; la Capela dos Ossos il 1° gennaio, a Pasqua e a Natale.
  • In auto: il centro si gira a piedi; noi abbiamo parcheggiato gratis vicino alle mura. Per il Cromeleque l’ultimo tratto è strada di campagna.
  • Salute: la tessera sanitaria europea vale nelle strutture pubbliche, ma non copre annullamento, bagagli o rientro. Per quello serve un’assicurazione di viaggio; i dettagli sono nella guida all’assicurazione sanitaria in Portogallo.
  • Quando andare: da marzo a maggio e a ottobre; d’estate le visite all’aperto vanno fatte la mattina.

Évora è bella, vale la pena andarci?

Sì, è una delle città più belle del Portogallo: il centro storico murato è patrimonio UNESCO dal 1986, con il tempio romano del I secolo, la cattedrale gotica e la Capela dos Ossos, tutto in uno spazio che si gira a piedi in un giorno. Rispetto a Lisbona e Porto è piccola e tranquilla, ed è Capitale europea della cultura per il 2027.

Quanto dista Évora da Lisbona?

Circa 130 km: un’ora e quaranta in auto, quasi tutta autostrada. In treno Intercidades da Lisboa Oriente ci vogliono un’ora e 38 minuti, per 13,90 €; in autobus, da Oriente o da Sete Rios, da un’ora e venti.

Quanto tempo ci vuole per visitare Évora?

Per il centro storico basta un giorno: tempio romano, Sé, Capela dos Ossos, Praça do Giraldo, università e acquedotto. Con mezza giornata in più si aggiungono il Cromeleque dos Almendres e gli altri megaliti; con una notte, anche Monsaraz.

Cosa vuol dire Évora?

Il nome viene dall’antica Ebora, la città a cui i romani diedero anche il titolo di Liberalitas Julia. Secondo l’ipotesi più accreditata fra gli studiosi la radice è celtica, eburo, che vuol dire tasso, l’albero: è un’ipotesi, non una certezza.

Come si arriva a Évora da Lisbona senza auto?

In treno Intercidades, solo da Lisboa Oriente, in un’ora e 38 minuti per 13,90 €, oppure in autobus FlixBus da Oriente e da Sete Rios, con più partenze al giorno. In città si gira a piedi; per i megaliti dei dintorni servono un’auto o un tour organizzato.

Cosa vedere vicino a Évora?

Il Cromeleque dos Almendres, 95 monoliti a circa 17 km, con il vicino Menir dos Almendres; l’Anta Grande do Zambujeiro, un grande dolmen a circa 13 km; Monsaraz, il borgo murato sul lago di Alqueva, a 55 km. Il Cromeleque e il dolmen si visitano gratis.

Cosa si mangia a Évora?

La cucina dell’Alentejo: açorda alentejana, migas, sopa de cação, ensopado de borrego, il porco preto alla griglia, il Queijo de Évora DOP di pecora e i dolci dei conventi come il pão de rala e il toucinho-do-céu. Da bere c’è il vino dell’Alentejo, di cui Évora è una delle sottozone.

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Paolo Salvetti

Paolo Salvetti, toscano DOC, vivo a Massarosa in provincia di Lucca, classe 1972. Curioso di natura, mi piace sperimentare, scoprire, innovare. In viaggio molto spesso per lavoro, qualche volta per diletto insieme a mia moglie Ornella. Ci piace fare viaggi che ci sorprendano anche in zone vicine a noi. Il nostro modo di condividere l'esperienza è portare a casa le specialità gastronomiche dei luoghi e gustarle insieme agli amici più cari.

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