C’è una parola che a Gubbio ti insegue: matto. La trovi sulla fontana attorno a cui i turisti girano tre volte, sui cartelli dei negozi, sulla patente che ti rilasciano se hai fatto il giro per bene. Sembra una trovata per far ridere chi arriva, e invece è il modo in cui una delle città medievali meglio conservate d’Italia si prende in giro da secoli, con quel misto di orgoglio e sfottò che in Umbria si sente spesso.
Poi però alzi gli occhi e la faccenda cambia tono. Perché Gubbio è la città dove sono conservate le Tavole Eugubine, il documento più importante che ci resti della lingua umbra; è la città che ogni 15 maggio corre con tre ceri di legno sulle spalle da settecento anni; ed è la città sopra cui, in una gola che quasi nessuno visita, i geologi hanno letto la firma dell’asteroide che ha chiuso l’era dei dinosauri. In questa guida vi porto a vedere cosa vedere a Gubbio: i monumenti, la funivia con le sue famose ceste, i luoghi del lupo di San Francesco, le feste e i dintorni. Con i biglietti verificati sui siti ufficiali, perché su Gubbio in rete circolano prezzi che vanno da 5 a 10 euro per lo stesso museo, e c’è una ragione.
In breve
Gubbio è una città medievale dell’Umbria settentrionale, in provincia di Perugia, costruita in salita sulle pendici del monte Ingino. Il cuore è Piazza Grande, una piazza pensile sospesa sui tetti, con il Palazzo dei Consoli che ospita il Museo Civico e le Tavole Eugubine (7€, o 10€ con il cumulativo della mostra in corso fino al 13 settembre 2026). Sopra la città si sale con la funivia Colle Eletto, sei minuti dentro cabine aperte, fino alla Basilica di Sant’Ubaldo dove riposano i Ceri. Da vedere anche il Palazzo Ducale (5€), il Teatro Romano (3€, riaperto il 2 luglio 2026) e la Fontana del Bargello, quella dei matti. Serve una giornata piena; la città è tutta in salita, ma ci sono due ascensori pubblici gratuiti.
Indice dell’Articolo
Cosa vedere a Gubbio
Gubbio si legge dal basso verso l’alto. In fondo c’è Piazza Quaranta Martiri, dove arrivano le auto e i bus; da lì la città sale per terrazze successive fino a Piazza Grande, poi ancora fino al Palazzo Ducale e al Duomo, e infine, con la funivia, fino alla basilica sul monte Ingino a 803 metri. Ogni livello ha i suoi monumenti, e questa geografia verticale è anche il motivo per cui una visita va organizzata: farla in ordine sparso significa salire e riscendere tre volte.
| Cosa | Tempo | Biglietto | Se hai mezza giornata |
|---|---|---|---|
| Piazza Grande | 20 minuti | Gratis | Imperdibile |
| Palazzo dei Consoli e Tavole Eugubine | 1 ora e mezza | 7€ (10€ con la mostra) | Imperdibile |
| Funivia e Basilica di Sant’Ubaldo | 2 ore | Funivia a pagamento, basilica libera | Imperdibile |
| Palazzo Ducale | 1 ora | 5€ | Se ami il Rinascimento |
| Duomo | 20 minuti | Libero | Sì, è accanto al Ducale |
| Teatro Romano | 45 minuti | 3€ | Solo con tempo |
| Fontana del Bargello | 10 minuti | Gratis | Sì, è sulla strada |
| Parco Ranghiasci | 30 minuti | Gratis | Solo con tempo |
| Gola del Bottaccione | Mezza giornata | Gratis | No, serve un’altra visita |
Piazza Grande e il Palazzo dei Consoli
Piazza Grande non poggia sulla collina: la scavalca. È una piazza pensile, costruita nel Trecento su arcate che colmano il vuoto tra due versanti, e il risultato è che da un lato hai i palazzi e dall’altro il parapetto oltre cui la città finisce e comincia la valle. È il punto in cui Gubbio si capisce in un colpo solo, ed è anche il palcoscenico dove ogni 15 maggio si alzano i Ceri.

Il Palazzo dei Consoli è l’edificio che dalla valle si vede da chilometri, con quella facciata che sembra cresciuta dalla roccia e il campanile che regge il Campanone. Dentro c’è il Museo Civico, e dentro il museo ci sono le Tavole Eugubine: sette tavole di bronzo incise tra il III e il I secolo a.C., il testo più esteso che possediamo in lingua umbra, un rituale religioso scritto in parte in alfabeto etrusco e in parte in alfabeto latino. Non sono un oggetto qualsiasi: sono il motivo per cui il nome di Gubbio compare in ogni manuale di linguistica antica.
Info pratica: il biglietto ordinario del Museo Civico di Palazzo dei Consoli è 7€ intero e 5€ ridotto. Fino al 13 settembre 2026, però, è in corso la mostra «Francesco in Gubbio» e vale un cumulativo da 10€ che comprende anche il Museo Diocesano, le Logge dei Tiratori e le tre chiese francescane. È questo il motivo per cui in rete trovate prezzi diversi: dipende da quando è stato scritto l’articolo. Orari 10:00-13:00 e 15:00-18:00, con orario continuato 10:00-18:00 nei weekend e nei festivi; la biglietteria chiude poco prima. Il museo resta chiuso il 25 dicembre e nei giorni dei Ceri, tra il 13 e il 16 maggio.
Il Palazzo Ducale e il Duomo
Salendo ancora si arriva al punto più alto della città costruita, dove si fronteggiano due edifici che raccontano due poteri diversi. Il Palazzo Ducale, o Corte Nova, lo fece costruire Federico da Montefeltro sopra il vecchio palazzo comunale: è il cugino minore di quello di Urbino, con lo stesso cortile rinascimentale a colonne e gli stessi studioli intarsiati. Di fronte c’è il Duomo, la cattedrale dei Santi Mariano e Giacomo, con la navata unica scandita da archi a diaframma, una soluzione che in Umbria si vede raramente.
Attenzione, due dettagli che fanno perdere tempo: il Palazzo Ducale è statale (5€ intero, 2€ ridotto per i 18-25 anni, gratis sotto i 18) e non accetta contanti: solo carte e pagamenti digitali. Gli orari sono 8:30-19:30 da martedì a domenica, mentre il lunedì apre solo il pomeriggio, alle 14:00. Il Duomo ha ingresso libero, ma la Diocesi non pubblica orari di visita: se lo trovate chiuso, è normale, riprovate più tardi.
Il Teatro Romano, riaperto da luglio
Fuori dalle mura, nella piana ai piedi della città, c’è la Gubbio che veniva prima del Medioevo. Il Teatro Romano è del I secolo a.C. ed è uno dei più grandi che ci restino: due ordini di arcate in blocchi di calcare, una cavea che d’estate torna a ospitare spettacoli come fa ininterrottamente da oltre sessant’anni. Accanto ci sono l’Antiquarium con i mosaici, l’area archeologica della Guastuglia e il Mausoleo di Pomponio Grecino.

Qui serve un avviso che quasi nessuna guida online ha aggiornato: il teatro è rimasto chiuso da marzo per i lavori PNRR sull’abbattimento delle barriere architettoniche, e ha riaperto al pubblico il 2 luglio 2026, con il percorso di nuovo interamente visitabile insieme all’Antiquarium e agli scavi. Il biglietto è 3€ intero e 2€ ridotto. Sugli orari c’è un’incongruenza fra le stesse fonti ufficiali, perché la Direzione regionale Musei e il Comune ne pubblicano due versioni diverse: se avete una sola finestra per andarci, conviene una telefonata.
La funivia Colle Eletto e la Basilica di Sant’Ubaldo
La funivia Colle Eletto è l’esperienza che tutti raccontano e che quasi nessuno spiega. Non è una cabinovia: sono ceste metalliche aperte, senza porte, in cui si sale in piedi due alla volta mentre l’impianto continua a muoversi. Sei minuti sospesi sopra i tetti, da 532 a 803 metri di quota, con la città che si allontana sotto i piedi. Chi non ha problemi con il vuoto la ricorda come la cosa più bella della giornata; chi soffre di vertigini farebbe bene a saperlo prima di trovarsi davanti alla cesta.
Consiglio: se le ceste non fanno per voi, al monte Ingino si arriva anche a piedi, per il sentiero che sale dalla città, oppure in auto per la strada che gira attorno al monte. Vale la pena saperlo soprattutto se viaggiate con bambini piccoli, con un passeggino o con chi ha difficoltà motorie: sulla funivia non esistono informazioni ufficiali pubblicate riguardo a limitazioni e accessibilità, quindi la risposta va chiesta direttamente alla stazione di partenza, in via San Girolamo.
Sulle tariffe siamo onesti: il gestore non le pubblica. Il sito ufficiale della funivia riporta gli orari mese per mese ma non ha nessuna pagina prezzi, e nemmeno il Comune li indica. Le cifre che trovate in giro vengono dai blog e non da una fonte verificabile, quindi qui non ne scriviamo nessuna: si chiedono al telefono. Gli orari, quelli sì, sono ufficiali: a luglio e agosto è aperta tutti i giorni con orario continuato 9:30-19:30, mentre da settembre si torna alla pausa di pranzo e le giornate si accorciano. Occhio all’inverno: da novembre a marzo il mercoledì è chiuso.
In cima c’è la Basilica di Sant’Ubaldo, aperta tutti i giorni dalle 8:00 alle 19:30. Dentro, oltre all’urna con il corpo del patrono, ci sono i tre Ceri: riposano lì tutto l’anno e scendono in città solo la prima domenica di maggio, per tornare lassù la sera del 15. Vederli fermi, da vicino, fa capire quanto siano grandi e pesanti, e rende molto più chiara la follia di quello che succede il giorno della corsa.
La città dei matti e la Fontana del Bargello
Cominciamo col mettere ordine, perché qui si fa confusione: Fontana dei Matti, Fontana del Bargello e Fontana dei Pazzi sono lo stesso identico monumento, una fontana trecentesca nella piazzetta davanti al Palazzo del Bargello. I nomi cambiano da guida a guida, il posto è uno solo.

La tradizione dice che chi ne fa tre giri di corsa venga dichiarato matto a tutti gli effetti, e che per certificarlo ci sia bisogno di un eugubino che assista e di un po’ d’acqua della fontana. Alla fine si può ritirare la patente da matto, che si compra nei negozi lì attorno. È una scemenza, e lo sanno benissimo anche loro: ma è una scemenza che dura da generazioni ed è diventata il modo in cui la città si presenta. Prendetela per quello che è, un gioco, e fatelo.
Gubbio e il lupo di San Francesco: dove sono davvero i suoi luoghi
La storia la conoscono tutti: a Gubbio, racconta il quattordicesimo capitolo dei Fioretti, Francesco andò incontro al lupo che terrorizzava la città e ci fece un patto, il lupo smise di uccidere e gli eugubini presero a nutrirlo. Quello che invece nessuno spiega è dove stanno i luoghi di questa storia, e siccome portano nomi quasi identici il risultato è che i visitatori girano a vuoto. Facciamo chiarezza, sono tre edifici distinti:
- Chiesa della Vittorina, fuori dal centro: è il luogo tradizionalmente indicato come quello dell’incontro con il lupo.
- Chiesa di San Francesco della Pace, detta anche dei Muratori, piccola e nel cuore del centro storico: è legata alla memoria del patto ed è la chiesa da cui la mattina del 15 maggio escono i Ceri.
- Chiesa di San Francesco, la grande basilica su Piazza Quaranta Martiri: è quella che si vede arrivando in città, con gli affreschi trecenteschi nell’abside.

Tutte e tre, fino al 13 settembre 2026, sono comprese nel biglietto cumulativo della mostra dedicata a Francesco: se il tema vi interessa, è il modo più sensato di vederle.
Le cose che quasi nessuno vi racconta
Fuori dalla lista dei monumenti obbligatori, Gubbio ha una seconda fila di cose che le guide saltano quasi sempre e che valgono il tempo che ci mettete.
- Il Parco Ranghiasci, giardino romantico ottocentesco dentro le mura: l’unico vero polmone verde della città, con i vialetti e le finte rovine, ed è gratis.
- La Loggia dei Tiratori, il lungo porticato dove i tessuti di lana venivano stesi ad asciugare al riparo dal sole: è la prima cosa che si incontra arrivando dal basso, e quasi tutti ci passano davanti senza guardarla.
- La maiolica a lustro di Mastro Giorgio: nel Cinquecento Giorgio Andreoli mise a punto qui una tecnica di riflessi metallici, rossi e oro, che rese Gubbio famosa in tutta Europa. È un’identità artigiana forte che oggi non racconta quasi nessuno.
- La Botte dei Canonici, una botte monumentale del Seicento capace di decine di migliaia di litri, di quelle curiosità che si ricordano più dei palazzi.
- I quattro quartieri: San Martino, Sant’Andrea, San Pietro e San Giuliano. Non è una divisione da manuale, è la struttura viva della città e la ragione per cui la Festa dei Ceri funziona come funziona.
La Gola del Bottaccione, dove si legge la fine dei dinosauri
Poco fuori Gubbio, lungo la strada per Scheggia, si apre la Gola del Bottaccione. Vista dall’auto è una gola stretta tra due pareti di roccia stratificata, con un vecchio acquedotto medievale che la costeggia e un sentiero che si può fare a piedi. Sembra un posto qualsiasi, ed è invece uno dei luoghi più citati nella storia della geologia mondiale.
Il motivo è che in quelle rocce è conservata, leggibile e continua, la sequenza di strati che attraversa il limite tra Cretaceo e Paleogene: il confine geologico che segna l’estinzione dei dinosauri, 66 milioni di anni fa. Qui, in un sottile straterello di argilla scura, fu individuata un’anomalia nella concentrazione di iridio, un elemento raro sulla Terra e invece comune nei corpi extraterrestri. È da quella osservazione che nacque l’ipotesi dell’impatto di un grande asteroide come causa dell’estinzione di massa, oggi la spiegazione più accreditata. Detto altrimenti: quella riga di terra scura che potete guardare da vicino è il momento in cui il mondo è cambiato.
Non c’è un museo e non c’è un biglietto: c’è una strada, un sentiero e dei pannelli. Ma se vi interessa la scienza, o se avete figli nell’età dei dinosauri, questa gola vale da sola una mezza giornata.
Le feste di Gubbio: Ceri, Palio della Balestra e albero di Natale
La Festa dei Ceri si corre il 15 maggio di ogni anno, senza spostamenti e senza eccezioni. Tre macchine di legno alte diversi metri, sormontate dalle statue di Sant’Ubaldo, San Giorgio e Sant’Antonio, vengono portate a spalla di corsa per le vie in salita fino alla basilica sul monte Ingino. Non è una gara nel senso comune: l’ordine di arrivo è sempre lo stesso, e quello che conta è come si corre.

La giornata comincia prestissimo: sveglia con i tamburi alle 5:30, Campanone alle 6:00, messa alle 8:00 alla chiesa dei Muratori, cortei per tutta la mattina. Il momento da non perdere è l’Alzata dei Ceri in Piazza Grande, a mezzogiorno, quando le tre macchine vengono rizzate in verticale in mezzo alla folla. La corsa vera comincia alle 18:00 e si sviluppa in quattro tratti, fino alla Discesa dei Santi in serata.
Se andate ai Ceri: gli organizzatori raccomandano scarpe da ginnastica e abbigliamento comodo, di portare con sé il minimo indispensabile e di tenersi a distanza, perché i Ceri passano a tutta velocità e la folla si sposta con loro. Per assistere all’Alzata in Piazza Grande bisogna essere sul posto con largo anticipo. Ricordate anche che il 15 maggio i musei e gli ascensori pubblici sono chiusi e la viabilità è stravolta: è una giornata da vivere per la festa, non per visitare la città. E, come dicono loro stessi, i Ceri sono una cosa che gli eugubini sentono profondamente propria: si sta lì da ospiti.
L’ultima domenica di maggio tocca al Palio della Balestra, la sfida con Sansepolcro che si tira in Piazza Grande con le balestre antiche da banco, in mezzo al corteo storico e agli sbandieratori. Nel 2026 si è disputato il 31 maggio.
Poi c’è dicembre, e c’è la cosa per cui Gubbio finisce ogni anno nei telegiornali: l’albero di Natale più grande del mondo, disegnato con centinaia di luci sul fianco del monte Ingino, riconosciuto dal Guinness dei primati nel 1991. Si accende nei giorni dell’Immacolata e resta acceso fino a gennaio inoltrato; sulle dimensioni esatte lo stesso comitato organizzatore pubblica cifre diverse, attorno ai 750 metri di altezza, quindi prendetele come un ordine di grandezza. Si vede da chilometri di distanza, il che è esattamente il punto.
Quanto tempo serve e Gubbio in un giorno
Per Gubbio serve una giornata piena. Mezza giornata basta solo per Piazza Grande, il Palazzo dei Consoli e due passi nel centro, rinunciando al monte Ingino. Con due giorni si aggiungono il Bottaccione, il Parco Ranghiasci e i dintorni con calma.
L’itinerario che funziona meglio segue la salita naturale della città: si parte da Piazza Quaranta Martiri con la chiesa di San Francesco e la Loggia dei Tiratori, si sale alla Fontana del Bargello, si arriva in Piazza Grande per il Palazzo dei Consoli, si continua fino a Palazzo Ducale e Duomo, e da lì si prende la funivia per Sant’Ubaldo. Si scende nel tardo pomeriggio e si chiude in piano con il Teatro Romano.
Consiglio: mettete in conto il dislivello, perché Gubbio è tutta in salita e nessuno lo dice mai. Chi ha problemi di ginocchia, un passeggino o semplicemente una giornata storta ha due ascensori pubblici gratuiti: quello di via Baldassini porta a Piazza Grande (9:00-19:30) e quello di via XX Settembre sale verso Duomo e Palazzo Ducale (9:00-18:20). Sono aperti tutti i giorni dell’anno, tranne nelle giornate dei Ceri e del Palio. Usarli non è barare, è arrivare in cima con le forze per guardarsi intorno.
Esperienze a Gubbio
- Tour panoramico della città con il trenino e audioguida.
- Visita guidata a piedi del centro storico.
- Salita in funivia al monte Ingino e alla Basilica di Sant’Ubaldo.
- Escursione nella Gola del Bottaccione lungo l’acquedotto medievale.
Cosa vedere nei dintorni di Gubbio
Gubbio sta nell’angolo nord-orientale dell’Umbria, appoggiata all’Appennino, e questo la rende una buona base per la parte di regione meno battuta. Assisi è a poco meno di un’ora, e insieme le due città fanno il classico asse francescano. Verso ovest si scende al lago Trasimeno per una giornata sull’acqua, mentre a sud, più lontane, ci sono le Cascate delle Marmore. Se invece volete restare sui borghi, il nostro giro tra i borghi dell’Umbria meno conosciuta tocca Bettona, Bevagna, Spello e Montefalco.
Cosa e dove mangiare a Gubbio
La cucina eugubina è di montagna e di bosco, non da cartolina umbra. Il piatto identitario è la crescia, una specie di focaccia sottile cotta sulla piastra e farcita con erbe di campo, salumi o formaggio, che qui si mangia a qualsiasi ora. Poi c’è il tartufo, di cui Gubbio è una delle capitali e a cui a fine ottobre è dedicata una mostra mercato, e il brustengo, la frittella di pastella salata della tradizione contadina. Tra i secondi tengono banco lo stinco al tartufo e la cacciagione.
Consiglio: non confondete la crescia di Gubbio con la torta al testo perugina, che è più spessa e ha un impasto diverso. Sono cugine, non gemelle, e qui la differenza la sanno.
Dove dormire a Gubbio
Dormire dentro le mura significa avere i monumenti sotto casa e la città silenziosa la sera, ma bisogna fare i conti con la ZTL e con il fatto che si sale a piedi. Appena fuori dal centro, verso Piazza Quaranta Martiri e la zona bassa, si parcheggia senza problemi e si resta comunque a pochi minuti. In campagna, sulle colline attorno, ci sono gli agriturismi e gli hotel con parco, giusti se avete l’auto e volete tranquillità. Una regola sola: se puntate al 15 maggio, prenotate con mesi di anticipo, perché in quei giorni Gubbio è piena e i prezzi cambiano.
Dove abbiamo guardato noi
- La Palazza di Annalisa (€): soluzione semplice per due, comoda per visitare a piedi.
- Hub Hotel (€€): l’indirizzo più collaudato della città, con parcheggio.
- Fonte Chiara (€€): spazi larghi, buona scelta per famiglie o gruppi.
- Park Hotel Ai Cappuccini (€€€): ex convento seicentesco con parco e spa, per trattarsi bene.
Come arrivare a Gubbio e dove parcheggiare
Il dato da sapere prima di tutto: Gubbio non ha una stazione ferroviaria. Chi viaggia in treno scende a Fossato di Vico-Gubbio e prosegue con il bus Gubbio Link, che parte dal piazzale della stazione e arriva in circa 35 minuti in Piazza Quaranta Martiri, cioè dentro il centro storico. Costa 3,60€ oltre al biglietto del treno e si compra su tutti i canali Trenitalia.
In auto si arriva dalla E45 uscendo verso Gubbio, oppure dalla A14 e dalla superstrada per chi viene dall’Adriatico. Le auto si lasciano nella parte bassa, attorno a Piazza Quaranta Martiri e al Teatro Romano, e da lì si sale a piedi o con gli ascensori pubblici. Sui parcheggi va detta una cosa: il Comune non pubblica un quadro aggiornato delle tariffe, l’ultimo documento organico è del 2024 e diverse voci sono scadute, quindi non ci fidiamo di nessuna cifra circolante e vi diciamo solo com’è organizzata la sosta. Fate attenzione al martedì mattina, quando c’è il mercato e una parte dei posti sparisce.
Info essenziali
- Dove: Umbria, provincia di Perugia, alle pendici del monte Ingino.
- Come arrivare: in treno fino a Fossato di Vico-Gubbio, poi bus Gubbio Link (3,60€); in auto dalla E45.
- Parcheggio: nella parte bassa, zona Piazza Quaranta Martiri e Teatro Romano.
- Cosa non perdere: Piazza Grande, le Tavole Eugubine al Palazzo dei Consoli, la funivia per Sant’Ubaldo.
- Quanto tempo: una giornata piena, due con i dintorni.
- Quando andare: il 15 maggio per i Ceri, dicembre per l’albero, primavera e autunno per visitare con calma.
Domande frequenti su Gubbio
Quanto tempo serve per visitare Gubbio?
Serve una giornata piena per vedere il centro storico, il Palazzo dei Consoli e salire in funivia alla Basilica di Sant’Ubaldo. In mezza giornata si riesce a vedere Piazza Grande, il Palazzo dei Consoli e il centro, rinunciando però al monte Ingino. Con due giorni si aggiungono la Gola del Bottaccione, il Parco Ranghiasci e i dintorni.
Quanto costa il biglietto per il Palazzo dei Consoli?
Il biglietto ordinario del Museo Civico di Palazzo dei Consoli è di 7€ intero e 5€ ridotto. Fino al 13 settembre 2026, durante la mostra «Francesco in Gubbio», vale invece un cumulativo da 10€ che comprende anche il Museo Diocesano, le Logge dei Tiratori e le chiese francescane. È per questo che online si trovano prezzi diversi.
Come si sale alla Basilica di Sant’Ubaldo?
Con la funivia Colle Eletto, che in sei minuti porta da 532 a 803 metri di quota dentro cabine aperte chiamate ceste, in cui si sale in piedi. In alternativa si arriva a piedi per il sentiero che sale dalla città oppure in auto per la strada che gira intorno al monte. Le tariffe della funivia non sono pubblicate dal gestore: vanno chieste alla stazione di partenza.
Perché Gubbio è chiamata la città dei matti?
Per la tradizione legata alla Fontana del Bargello, chiamata anche Fontana dei Matti: chi ne fa tre giri di corsa, assistito da un eugubino, viene dichiarato matto onorario e può ritirare la cosiddetta patente da matto. Fontana dei Matti, del Bargello e dei Pazzi sono nomi diversi dello stesso monumento.
Quando si corrono i Ceri a Gubbio?
La Festa dei Ceri si svolge il 15 maggio di ogni anno, sempre nella stessa data. L’Alzata dei Ceri in Piazza Grande è a mezzogiorno e la corsa vera comincia alle 18:00. In quella giornata i musei e gli ascensori pubblici restano chiusi e la viabilità è stravolta.
Gubbio è faticosa da visitare a piedi?
Sì, la città è costruita in salita su terrazze successive e l’itinerario principale comporta un buon dislivello. Esistono però due ascensori pubblici gratuiti: quello di via Baldassini sale a Piazza Grande (9:00-19:30) e quello di via XX Settembre porta verso il Duomo e il Palazzo Ducale (9:00-18:20).
Come si arriva a Gubbio in treno?
Gubbio non ha una stazione ferroviaria. Si scende a Fossato di Vico-Gubbio e si prosegue con il bus Gubbio Link, che in circa 35 minuti arriva in Piazza Quaranta Martiri, nel centro storico. Il bus costa 3,60€ in aggiunta al biglietto del treno e si acquista sui canali Trenitalia.
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