Cosa vedere a Narni: Rocca, Narni Sotterranea e accessibilità

Aggiornato il 30 Ottobre 2026

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Rocca di Narni drone

A Narni ci sono arrivato per andare a trovare un amico che si era trasferito lì per amore, un paio di giorni e niente di più. Non mi aspettavo granché da un borgo di collina, e invece me ne sono andato con due sorprese. La prima è quanta storia ci sia dentro quelle mura. La seconda, per me che giro in sedia a rotelle, è stata ancora più grande: nonostante i secoli e le salite, Narni si è rivelata molto più accessibile di tanti posti nati ieri.

In questa guida trovate le cose da vedere a Narni: la Rocca Albornoziana, il centro storico con il Duomo e Piazza dei Priori, Palazzo Eroli con il Ghirlandaio, Narni Sotterranea, il Ponte d’Augusto, il Ponte Cardona e Stifone sul fiume Nera. Per ogni tappa vi dico anche com’è per chi si muove in carrozzina: quello che ho visto io e quello che dichiarano oggi i gestori. Se Narni è una tappa di un giro più largo, per il resto dell’Umbria c’è la nostra guida regionale.

In breve

Narni è un borgo del sud dell’Umbria, in provincia di Terni, a 250 metri su un colle sopra il fiume Nera. Da vedere: la Rocca Albornoziana (10 €), Piazza dei Priori, il Duomo di San Giovenale, Palazzo Eroli con il Ghirlandaio (6 €; con la Rocca nel Narnia Pass da 16 €), Narni Sotterranea (8 €, solo su prenotazione telefonica), il Ponte d’Augusto, il Ponte Cardona con il centro geografico d’Italia e il borgo di Stifone. In carrozzina: dal Parcheggio del Suffragio si sale con gli ascensori, Narni Sotterranea si dichiara accessibile su prenotazione, Rocca e Narnia Pass sono gratuiti con invalidità oltre il 74%. Si arriva in treno a Narni-Amelia, sulla Roma-Ancona. Serve un giorno per il centro, due con Stifone e i ponti.

Dove si trova Narni e perché si dice che è il centro d’Italia

Narni è un comune dell’Umbria del sud, in provincia di Terni, con poco meno di 18.000 abitanti. Il centro storico sta su un colle a 250 metri, sopra le gole del Nera; in basso, in pianura, c’è Narni Scalo, la parte moderna con la stazione. È stata colonia romana, comune medievale e città del Papa, e nelle sue mura si vede tutto.

Il titolo di centro geografico d’Italia viene da un punto nel bosco vicino al Ponte Cardona, a qualche chilometro dal centro: nel 2006, con l’Istituto Geografico Militare di Firenze, ci è stata collocata una pietra con un rilievo a spirale che finisce con un elemento d’acciaio da toccare. È il centro della penisola, e non tutti lo riconoscono: anche l’ente turistico della Regione ricorda che più località fra Umbria e Lazio rivendicano il primato. Ve lo racconto più sotto, con il ponte.

Narni in sedia a rotelle: com’è davvero il borgo

Mi concentro su questo aspetto perché è quello che mi riguarda, e perché è quello che nelle altre guide non trovate. La cosa che mi ha sorpreso di più è che un borgo con origini così antiche si riveli tanto accessibile a chi usa la carrozzina. Il centro storico è lastricato di sampietrini, come ogni borgo che si rispetti, e qualche tratto è ripido: niente di proibitivo, l’ho girato anche senza accompagnatore.

Quasi tutti i locali del centro sono accessibili, e udite udite, anche i loro bagni: chi è del mestiere sa che non è affatto scontato. La gente è gentile e abituata al turismo, e si vede. Per «noi» ci sono parcheggi gratuiti, e chi ha il contrassegno può provare ad arrivare fino al cuore del borgo, dove ho trovato una fila di posti riservati solo ai disabili.

Per salire dal parcheggio al centro ci sono gli ascensori. Nella prima versione di questo articolo avevo scritto anche di una cabinovia: era un errore mio, a Narni non c’è nessuna cabinovia. Il collegamento meccanizzato è quello del Parcheggio del Suffragio, da cui gli ascensori portano fino a Piazza Garibaldi, a due passi da Piazza dei Priori.

Info pratica: il Parcheggio del Suffragio, in via del Suffragio 185, è aperto 24 ore su 24, ha posti riservati ai disabili e costa 0,40 € l’ora all’aperto e 0,90 € al coperto. Anche gli altri parcheggi del Comune hanno posti per disabili, e quelli dell’Ospedale e di Largo IV Novembre sono collegati al centro con una navetta. Chi arriva in treno scende a Narni-Amelia, sulla linea Roma-Ancona, e con il bus Narni Link (1,30 € in più sul biglietto del treno) arriva proprio al Suffragio. Le regole dei varchi del centro per chi ha il contrassegno non sono pubblicate: chiedetele alla Polizia Locale prima di entrare con l’auto.

Ogni angolo e ogni piazza offre scorci da fotografare, e d’inverno, quando la nebbia sale dalla valle e avvolge tutto, il borgo cambia faccia.

La fontana in bronzo di Piazza dei Priori a Narni, con un passaggio voltato sullo sfondo
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Un vicolo lastricato del centro storico di Narni con tavolini all'aperto e la valle sullo sfondo
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La Rocca Albornoziana: la fortezza in cima al colle

In cima al colle sta la Rocca Albornoziana, la fortezza che il cardinale Egidio Albornoz fece costruire a partire dal 1367 per tenere la città sotto il controllo del Papa; i lavori si chiusero nel 1378. Il progetto è attribuito a Ugolino di Montemarte o a Matteo Gattapone: le fonti non si sbilanciano su uno dei due. Da lassù la vista abbraccia tutta la valle, fino a Narni Scalo e alla piana di Terni.

Quando l’ho visitata io, la Rocca si girava con ascensori e rampe, e per me è stata una delle cose più belle del viaggio. Le schede ufficiali di oggi descrivono la scalinata che porta al piano nobile e la scala a chiocciola della torre principale, ma non dicono niente su ascensori e rampe, né per confermarli né per smentirli. Prima di andare, quindi, chiamate il gestore al numero verde 800 266300: è il modo più sicuro per sapere quali piani sono raggiungibili adesso.

Info pratica: la Rocca costa 10 €, ed è gratuita per le persone con invalidità superiore al 74% e per i residenti. Il biglietto comprende il primo piano e la visita guidata ai camminamenti di ronda e al Maschio, la torre principale, con partenze alle 10.30, 11.30, 12.30, 15.30, 16.30 e 17.30. È chiusa il martedì; d’inverno apre solo il lunedì, il venerdì e il fine settimana, con orario ridotto. Gli orari cambiano spesso: controllateli sul sito del gestore ArcheoAres prima di salire. Ci si arriva a piedi da Piazza Garibaldi per via del Monte, oppure in auto fino al parcheggio vicino alla fortezza: seguite i cartelli e non il navigatore, come raccomanda lo stesso Comune.

La Rocca Albornoziana di Narni vista dal drone, in cima al colle coperto di boschi
La Rocca vista dal drone, in cima al colle.
La Rocca Albornoziana dall'alto, con il centro storico di Narni a sinistra e la piana di Narni Scalo sullo sfondo
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Il centro storico: Piazza dei Priori, il Duomo e le chiese

Il cuore di Narni è Piazza dei Priori, che sta sopra il foro romano e nel Medioevo si chiamava Platea Major. Al centro c’è la fontana poligonale con la vasca in bronzo, del 1303, opera di Marcuccio di Todi e Giovanni di Marco. Sulla piazza si affacciano il Palazzo dei Priori con la loggia attribuita al Gattapone, la piccola Loggetta del Banditore da cui ancora oggi si legge il bando della Corsa all’Anello, e il Palazzo Comunale, nato dall’unione di tre case-torri.

Poco più in là c’è il Duomo, la cattedrale romanica di San Giovenale, consacrata nel 1145 da papa Eugenio III. Il pezzo più prezioso è nella navata destra: il sacello di San Giovenale e Cassio, con il mosaico del Cristo in trono che gli studi più recenti datano al XII secolo. Le chiese da vedere sono diverse, e una più bella dell’altra. Io ho avuto anche il piacere di assistere a una messa, celebrata da un sacerdote molto simpatico e alla mano.

Altre due soste: Santa Maria Impensole, all’imbocco di via Mazzini, ricostruita nel 1175 e appoggiata su due grandi cisterne romane (da qui il nome, «sospesa»), e l’ex chiesa di San Domenico, che fu la prima cattedrale della città e sotto la quale comincia il percorso di Narni Sotterranea.

Info pratica: il Duomo è aperto dalle 8.00 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.00, ingresso libero. Le chiese del centro si visitano gratis: in un giorno solo, a Narni, i biglietti da mettere in conto sono la Rocca, Palazzo Eroli e Narni Sotterranea.

La navata gotica di una chiesa del centro di Narni, con affreschi sui pilastri e una vetrata nell'abside
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La navata centrale del Duomo di Narni, la cattedrale romanica di San Giovenale
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Palazzo Eroli e il Narnia Pass

In centro c’è anche Palazzo Eroli, il museo della città: al primo piano la sezione archeologica con i reperti di Narni e del territorio, al secondo la pinacoteca. Il capolavoro è l’Incoronazione della Vergine del Ghirlandaio, finita nel 1486 su commissione del cardinale Berardo Eroli; nella stessa sala c’è l’Annunciazione di Benozzo Gozzoli. Quando ci sono stato io, delle sale del museo solo due mi erano impossibili da raggiungere: tutto il resto l’ho visto.

Nel 2020 Rocca e Palazzo Eroli si visitavano con un biglietto unico. Oggi il cumulativo si chiama Narnia Pass, costa 16 € (12 € dai 12 ai 18 anni) e comprende Rocca, Palazzo Eroli, il Museo Multimedievale della Corsa all’Anello, il Teatro Manini e i luoghi della Beata Lucia. È gratuito sotto i 12 anni e per le persone con invalidità superiore al 74%. Se volete arrivare con il biglietto già in tasca, il Narnia Pass si compra anche online allo stesso prezzo della cassa: lo vende lo stesso gestore dei musei.

Info pratica: solo Palazzo Eroli costa 6 € (4 € dai 12 ai 18 anni, gratis sotto i 12 con un genitore), e il biglietto vale 30 giorni. È chiuso il martedì. Per i lavori di efficientamento energetico il gestore ha annunciato l’apertura nel solo fine settimana: prima di andare chiedete al numero verde 800 266300 se vale ancora, e già che ci siete quali sale sono raggiungibili in carrozzina.

Narni Sotterranea: cosa si vede e quanto è accessibile

Narni Sotterranea io non sono riuscito a vederla, e mi è rimasta la voglia. È la cosa più famosa di Narni, e ha una storia da romanzo: nel 1979 sei giovani speleologi del gruppo UTEC di Narni si calarono sotto il convento di San Domenico e ritrovarono una chiesa del XIII secolo dedicata a San Michele Arcangelo, chiamata poi Santa Maria della Rupe. Accanto c’erano una cisterna romana, la sala degli interrogatori del Tribunale dell’Inquisizione, detta Stanza dei Tormenti, e una piccola cella con le pareti coperte dai graffiti dei prigionieri, fra cui quelli di Giuseppe Andrea Lombardini.

La buona notizia, per chi è nella mia situazione, è che oggi il gestore dichiara i locali accessibili su prenotazione alle persone in carrozzina, non vedenti e sorde, e consiglia di telefonare prima per organizzare la visita. Quello che nessuna fonte descrive sono gradini e larghezza dei passaggi: la pagina in inglese del sito parla di un lungo corridoio stretto. Quando prenotate, quindi, ditelo e fatevelo raccontare.

Info pratica: si entra solo con visita guidata e solo su prenotazione telefonica (339 1041645 o 0744 722292, tutti i giorni 9-13 e 15-18; mail, SMS e WhatsApp non valgono). Il biglietto costa 8 €, ridotto 5 €, e la visita dura 75-90 minuti. Da ottobre a marzo si visita solo nei giorni festivi, dalle 11 alle 16; da aprile a metà giugno il sabato e i festivi; d’estate anche nei giorni feriali, con poche partenze. L’ingresso è nei giardini di San Bernardo, dietro San Domenico. Calendario aggiornato sul sito di Narni Sotterranea. La visita si trova anche online, ma costa più della cassa: conviene prenotare al telefono.

Narnia e C.S. Lewis: il nome che viene da qui

Quando i Romani la conquistarono, nel 299 a.C., la città si chiamava Nequinum. Le cambiarono nome in Narnia, dal fiume Nar, l’attuale Nera, che le scorre sotto. Secoli dopo quel nome finì in un atlante scolastico inglese, il Murray’s Small Classical Atlas del 1904. Un ragazzo che studiava i classici, Clive Staples Lewis, lo sottolineò a penna sulla carta dell’Italia antica, perché gli piaceva il suono: lo ha raccontato il suo segretario Walter Hooper, proprio qui a Narni, nel 2009.

Attenzione: Lewis a Narni non ci è mai venuto. Le Cronache di Narnia non descrivono la città: le hanno preso il nome. In giro non troverete armadi magici né leoni parlanti, ma un borgo che porta con naturalezza un nome famoso in tutto il mondo.

Il Ponte d’Augusto, l’arcata sopra il Nera

Scendendo dal colle verso Narni Scalo si arriva al Ponte d’Augusto, costruito intorno al 27 a.C. per far passare la via Flaminia sopra la gola del Nera, fra il monte Santa Croce e il Corviano. Era lungo fra i 130 e i 180 metri, secondo le fonti, largo circa 8, con il piano stradale a oltre trenta metri sul fiume e quattro arcate. Oggi ne resta in piedi la prima, enorme, con la strada che ci passa sotto.

Crollò un po’ alla volta: una prima volta nel VII secolo, e poi nel 1053, quando una piena portò via la parte alta e da allora i narnesi lo chiamarono Ponte Rotto; la seconda pila cadde nella piena del 1885. I Romani lo rivestirono di blocchi squadrati di travertino riempiti di calcestruzzo, e uno studio del 2017 ricorda che i blocchi erano ancorati fra loro e al riempimento con staffe di metallo.

Consiglio: il ponte si guarda dal basso, da via Tre Ponti a Narni Scalo, dove si parcheggia e dove comincia la pista lungo il Nera. Dalla stazione di Narni-Amelia ci si arriva a piedi in un quarto d’ora.

L'arcata superstite del Ponte d'Augusto sul fiume Nera, con il viadotto moderno sullo sfondo
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Il Ponte d'Augusto dal drone: l'arcata rimasta in piedi, i piloni nel prato e il viadotto della ferrovia e della strada
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Il fiume Nera visto dall'alto, con i resti dei piloni del Ponte d'Augusto sulla riva
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Ponte Cardona e il sentiero lungo il Nera

Il Ponte Cardona è un altro pezzo di Roma rimasto nel bosco: è l’ultimo dei quattro ponti dell’acquedotto della Formina, costruito nel I secolo d.C., in età tiberiana, per portare l’acqua a Narni. È un’arcata di travertino lunga circa 19 metri sopra il fosso dei Collari, in ottime condizioni, e accanto c’è la pietra del centro geografico d’Italia.

Quando ci sono stato, i sentieri nel bosco intorno al ponte li ho trovati percorribili anche in carrozzina. Le schede ufficiali di oggi non parlano di accessibilità: dicono che in auto si lascia la macchina al parcheggio «Centro Geografico d’Italia» e si fanno circa 900 metri a piedi nel bosco, mentre il Sentiero della Formina che scende da Narni, 2,5 km dalla chiesa di Santa Margherita, ha tratti di mulattiera e una salita ripida. Per chi è in carrozzina, quindi, la via è quella dal parcheggio.

La passeggiata che invece mi è rimasta nel cuore è un’altra: la pista ciclopedonale sull’ex ferrovia pontificia Orte-Terni, che dal Ponte d’Augusto costeggia il Nera per circa sei chilometri, immersa nel verde, fino a Nera Montoro. Al tempo l’avevo descritta come la parte tranquilla e accessibile, contro un sentiero più selvaggio sull’altra riva, e la scheda del Parco conferma che il fondo è pianeggiante, perché segue il vecchio tracciato dei binari. Sulle gallerie e sul fondo per le carrozzine le fonti ufficiali non dicono niente: se vi serve saperlo, il Parco risponde al 392 511 8539.

Stifone e le gole del Nera

A metà della pista c’è Stifone, un borgo di una quarantina di abitanti sulla riva del Nera, con l’acqua color smeraldo, i vecchi mulini e una delle prime centrali idroelettriche d’Italia, del 1892. Era il porto fluviale di Narni, e nel 1969, a circa 900 metri dal paese, in località Le Mole, è stato scoperto un cantiere navale romano. Per chi ama la fotografia è un angolo di mondo da avere nel portfolio.

Nel 2020 vi consigliavo di arrivarci in auto. Oggi lo sconsiglio: l’accesso in macchina al borgo è limitato e il parcheggio vicino è difficilissimo, e lo stesso gestore delle rive suggerisce di lasciare l’auto alle stazioni di Nera Montoro, a circa 2 km, o di Narni-Amelia, a circa 5,5 km, e di proseguire sulla pista.

Info pratica: il borgo e la pista sono liberi e gratuiti tutto l’anno. D’estate sono a pagamento solo le rive attrezzate, la Sorgente della Morìca e la Cala del Mulino: 8 € a turno, a numero chiuso, con prenotazione online sul sito del Parco Gole del Nera. Entrano gratis i residenti di Narni e chi ha la Disability Card con la lettera A o la legge 104 art. 3 comma 3, insieme a un accompagnatore. Alla Cala del Mulino il bagno è vietato dal 31 agosto 2026 fino alla fine dei lavori Enel sul canale, alla Morìca si fa il bagno solo dentro le boe, e in nessun punto c’è un bagnino.

La Corsa all’Anello, quando andare e quanto tempo serve

Il momento in cui Narni è più Narni è la Corsa all’Anello: due settimane e mezzo di eventi fra fine aprile e maggio, il corteo storico il sabato e la giostra a cavallo la seconda domenica di maggio, con regole che si rifanno agli statuti cittadini del 1371. A settembre c’è la Rivincita. Le date del 2027 non sono ancora state annunciate.

Per il resto, i mesi migliori sono la primavera e l’autunno: d’estate il centro è più vivo ma le salite pesano di più, e Stifone si riempie. D’inverno il borgo ha il suo fascino, con la nebbia di cui vi dicevo, ma Rocca e Narni Sotterranea aprono meno giorni. Per il centro storico, la Rocca e Palazzo Eroli serve una giornata; per aggiungere Narni Sotterranea, i ponti e Stifone ne servono due, che è il tempo che ci ho passato io.

Cosa vedere nei dintorni di Narni

Narni sta nel sud dell’Umbria, e in mezz’ora d’auto si arriva a parecchio. Le distanze sono su strada, dal centro storico, e i tempi sono indicativi:

LuogoDistanzaIn autoPerché andarci
Abbazia di San Cassiano4 km15 minutiAbbazia documentata dal 1081 sopra le gole del Nera; oggi solo con visita guidata
Amelia13 km20-25 minutiBorgo con le mura poligonali
Sacro Speco di San Francesco15 km25 minutiEremo nel bosco dove Francesco arrivò nel 1213; aperto tutti i giorni 8.30-19
Otricoli e Ocriculum16-17 km20-30 minutiParco archeologico romano di circa 36 ettari
Cascata delle Marmore21-22 km30 minutiI salti del Velino che finiscono nel Nera, alle porte di Terni

La Cascata delle Marmore è la meta da abbinare più naturale, e da Narni la si raggiunge in mezz’ora. Se invece state costruendo un giro di qualche giorno, Narni entra bene come tappa del sud in un itinerario di tre giorni in Umbria.

Grafica verticale di Dovevado su Narni, il centro geografico d'Italia, con la Rocca Albornoziana
Cosa vedere a Narni: Rocca, Narni Sotterranea e accessibilità 19

Dove dormire a Narni

Io ho dormito all’Hotel Narnia, a Narni Scalo: un piccolo tre stelle a conduzione familiare, in posizione strategica, con prezzi più che ragionevoli. La mia camera aveva tv e frigo e un bagno grande quasi quanto la stanza, con doccia e wc adattati alle persone disabili. Il dettaglio che mi ha colpito di più è che anche la maniglia della porta era più grande, per aiutare chi ha problemi alle mani. Per «noi» sono queste le cose che fanno la differenza, e le racconto com’erano allora: se vi servono, al momento di prenotare chiedete la camera adattata.

Dove dormire a Narni: in quale zona

  • Centro storico: si esce a piedi fra Piazza dei Priori, il Duomo e Narni Sotterranea. Il più bello, ma con sampietrini e salite: per chi è in carrozzina conta molto dove si trova il parcheggio.
  • Narni Scalo: la parte moderna in pianura, accanto alla stazione. Più comoda per chi arriva in treno o vuole strade piane, e vicina al Ponte d’Augusto e a Stifone.
  • Campagna intorno: agriturismi e case di campagna fra gli ulivi, a pochi minuti d’auto. Per chi viaggia in macchina e cerca silenzio.

Dove dormire a Narni: hotel, b&b e agriturismi

Strutture con un voto medio da 8 in su e almeno cento recensioni. Le fasce di prezzo confrontano le quattro fra loro.

In centro

  • Asso Residence Narni (€€ in bassa stagione, € in alta): appartamenti in via del Campanile, a due passi dal Duomo, fino a cinque ospiti.
  • B&B Home XIX (€€): bed and breakfast in via Roma, la strada del parcheggio del centro storico.

A Narni Scalo e in campagna

  • Hotel Narnia (€): il tre stelle in via della Stazione dove ho dormito io, a Narni Scalo.
  • Agriturismo Tenuta Filippi (€€€): agriturismo quattro stelle in campagna, a circa tre chilometri dal centro.

Cosa fare a Narni: visite e biglietti

Cosa fare a Narni

  • Narnia Pass: Rocca, Palazzo Eroli e Museo Multimedievale con un biglietto solo, allo stesso prezzo della cassa.
  • Rocca Albornoz con audioguida: l’ingresso alla fortezza, allo stesso prezzo del biglietto ufficiale.
  • Narni Sotterranea con visita guidata: si prenota al telefono con il gestore, che costa meno della versione online.
  • Trekking da Piazza dei Priori all’Abbazia di San Cassiano: si fa solo su prenotazione, con le visite segnalate dal portale turistico del Comune; online non c’è un prodotto da comprare.

Info essenziali

  • Come arrivare: in treno alla stazione di Narni-Amelia, a Narni Scalo, sulla linea Roma-Ancona, poi bus Narni Link fino al Parcheggio del Suffragio; in auto si lascia la macchina al Suffragio e si sale con gli ascensori.
  • Quando andare: primavera e autunno; fra fine aprile e la seconda domenica di maggio per la Corsa all’Anello; d’inverno Rocca e Narni Sotterranea aprono meno giorni.
  • Quanto tempo: un giorno per centro storico, Rocca e Palazzo Eroli; due con Narni Sotterranea, il Ponte d’Augusto e Stifone.
  • Biglietti: Rocca 10 €, Palazzo Eroli 6 €, Narnia Pass 16 €, Narni Sotterranea 8 €; Duomo, chiese, ponti e pista gratuiti.
  • Accessibilità: posti per disabili in tutti i parcheggi comunali, ascensori dal Suffragio, Narni Sotterranea accessibile su prenotazione; per Rocca e Palazzo Eroli chiedete al gestore (800 266300) quali piani sono raggiungibili.

Domande frequenti su Narni

Dove si trova Narni?

Narni si trova nel sud dell’Umbria, in provincia di Terni, su un colle a 250 metri sopra le gole del fiume Nera. In basso, in pianura, c’è Narni Scalo con la stazione di Narni-Amelia, sulla linea Roma-Ancona. Vicino al Ponte Cardona c’è la pietra che segna il centro geografico della penisola, un primato che però anche altre località fra Umbria e Lazio rivendicano.

Quanto tempo occorre per visitare Narni?

Per il centro storico, la Rocca Albornoziana e Palazzo Eroli basta una giornata. Per aggiungere Narni Sotterranea, che si visita solo su prenotazione e d’inverno solo nei festivi, il Ponte d’Augusto e Stifone servono due giorni.

Per cosa è famosa Narni?

Narni è famosa per il suo nome latino, Narnia, che ha ispirato C.S. Lewis, per Narni Sotterranea con la cella dell’Inquisizione, per la Rocca Albornoziana, per la Corsa all’Anello di maggio, per il Ponte d’Augusto e per essere considerata il centro geografico d’Italia.

Qual è il luogo che ha ispirato Narnia?

È Narni: in latino la città si chiamava Narnia, e C.S. Lewis sottolineò quel nome sulla carta dell’Italia antica del suo atlante scolastico perché gli piaceva il suono. Lewis però a Narni non è mai stato, e le Cronache di Narnia non descrivono la città.

Quali sono i piatti tipici di Narni?

Il piatto più legato a Narni sono i manfricoli, una pasta fatta a mano con acqua e farina di grano duro, senza uova. La cucina della zona aggiunge spiedini di cacciagione, tordi arrosto, tartufo, funghi e asparagi selvatici, con il vino Narni IGT.

Narni Sotterranea è adatta a chi soffre di claustrofobia?

Il gestore descrive il percorso come facile e senza particolari difficoltà, ma si cammina in ambienti sotterranei e la pagina inglese del sito parla di un lungo corridoio stretto. La visita è solo guidata e su prenotazione telefonica: se soffrite di claustrofobia o vi muovete in carrozzina, ditelo quando prenotate.

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Alessandro Petrucci

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