Ci sono posti che la scuola ci ha messo in testa molto prima che ci mettessimo gli occhi. Portovenere è uno di questi: il borgo all’estremità del Golfo dei Poeti, quel tratto di Liguria che sta a un passo dalla nostra Toscana e che porta il nome di Byron, di Shelley, di Petrarca. Lord Byron, dice la leggenda, da qui si tuffava in acqua e nuotava fino a Lerici per andare a trovare l’amico Shelley, ed è ancora oggi la grotta che gli hanno intitolato a togliere il fiato ai visitatori. Non è un caso se dal 1997 Portovenere, insieme alle Cinque Terre e alle isole Palmaria, Tino e Tinetto, è Patrimonio dell’Umanità UNESCO.
In questa guida a Portovenere trovate tutto quello che serve per visitarlo bene in una giornata, o anche in mezza: cosa vedere nel borgo e nel suo centro storico, il Castello Doria e le due chiese affacciate sul mare, il giro delle tre isole, dove mangiare i muscoli ripieni, quando andare per evitare la calca e come arrivare senza impazzire con l’auto. Perché, come ci diciamo sempre, l’esperienza di qualcuno salva sempre qualcun altro.
In breve
Portovenere si visita in mezza giornata per il solo borgo, in una giornata piena includendo il giro in barca delle tre isole. Le tappe da non perdere: la Chiesa di San Pietro sul promontorio con la Grotta di Byron, il Castello Doria (intero 5€), la Chiesa di San Lorenzo con l’icona della Madonna Bianca, il carugio di via Capellini e la Palazzata colorata sul mare. Si arriva in auto (parcheggio a monte del borgo), in bus dalla stazione di La Spezia o via mare in battello. L’isola Palmaria si raggiunge in 5 minuti di traghetto dal Molo Doria (5€ andata e ritorno).
Indice dell’Articolo
Come arrivare a Portovenere
Partiamo dalla domanda pratica che ci si fa sempre per prima, perché a Portovenere non arriva il treno e questo spiazza molti. Il borgo è la punta estrema di una piccola penisola che chiude il Golfo dei Poeti a ovest di La Spezia: ci si arriva in auto, in autobus o via mare, e ognuna delle tre strade ha i suoi pro e i suoi contro.

In auto: attenzione al parcheggio
Dall’autostrada A12 si esce a La Spezia e si seguono le indicazioni per Porto Venere lungo la litoranea che passa da Le Grazie e Fezzano: sono una quindicina di chilometri di strada panoramica ma stretta e tortuosa, mettete in conto tempo e pazienza in alta stagione. Il borgo è a traffico limitato e i parcheggi sono a monte, prima di scendere sul lungomare. Vi consiglio il parcheggio multipiano di Portovenere, dal quale in cinque minuti a piedi siete in piazza.
Attenzione: nei fine settimana d’estate e a Ferragosto i posti auto si esauriscono entro la mattina e le code sulla litoranea diventano lunghissime. Se venite in giornata nei mesi caldi, valutate seriamente di lasciare l’auto a La Spezia e salire sul battello: arrivare a Portovenere dal mare, con il borgo che si apre davanti a voi, è anche molto più bello.
In bus da La Spezia
Chi arriva in treno scende alla stazione di La Spezia Centrale e prosegue con l’autobus di linea ATC per Porto Venere, che parte dal centro città e impiega circa mezz’ora. È la soluzione più economica e vi toglie il pensiero del parcheggio. Verificate gli orari aggiornati sul sito di ATC prima di partire, perché cambiano tra stagione estiva e invernale.
Via mare, in battello
Nella bella stagione i battelli del Golfo dei Poeti collegano Portovenere con La Spezia, Lerici e, quando il mare lo permette, con le Cinque Terre. È il modo che preferiamo per un motivo semplice: si evita del tutto il problema dell’auto e si arriva guardando il borgo dall’angolazione giusta, quella da cui l’hanno immaginato i pittori. Gli orari sono stagionali e legati alle condizioni del mare, quindi controllate il giorno stesso.
Cosa vedere a Portovenere: il borgo e i suoi monumenti
Il bello di Portovenere è che si vede quasi tutto a piedi, in poche centinaia di metri, ma dentro quelle poche centinaia di metri c’è di che riempire una giornata. Il borgo è racchiuso tra due poli: la Palazzata colorata che guarda il mare e, in cima al promontorio, la Chiesa di San Pietro. In mezzo, il carugio medievale, il Castello Doria che domina dall’alto e la Chiesa di San Lorenzo con la sua leggenda. Vediamoli uno per uno.
Il Castello Doria e i mulini

Dall’alto del borgo il Castello Doria tiene d’occhio tutto il golfo, come fa dal Cinquecento. È la fortezza genovese che i Doria costruirono sopra i resti di un castrum più antico: una scalinata parte dal centro storico e sale tra gli orti e i vecchi mulini a vento, quelli che un tempo macinavano il grano del borgo. La salita mette alla prova le gambe, lo ammetto, ma la vista dai bastioni sul Golfo dei Poeti, sulle isole e sui tetti del paese ripaga ogni gradino. È il punto panoramico più bello di Portovenere, e da solo vale il biglietto.
Info pratica: il Castello Doria costa 5€ (intero) e 3€ (ridotto per ragazzi fino a 14 anni e gruppi di almeno 10 persone). Da aprile a ottobre è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18; da novembre a marzo solo sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 17. Gli orari e le tariffe possono variare: verificate sul sito ufficiale del Parco Naturale prima di salire.
La Chiesa di San Pietro e la Grotta di Byron

Se dovessi scegliere una sola immagine di Portovenere, sceglierei questa: la Chiesa di San Pietro, a strisce bianche e nere, in bilico sulla punta rocciosa che entra nel mare. È il simbolo del borgo, quello di tutte le cartoline, ed è ancora più impressionante quando la si guarda dall’acqua. La chiesa attuale è gotico-genovese del Duecento, ma sorge dove i romani avevano un tempio dedicato a Venere: da Portus Veneris, il porto di Venere, viene il nome stesso del paese. Affacciatevi dal loggiato: sotto di voi c’è il mare aperto, davanti la Palmaria, e con il vento giusto capite perché tanti poeti hanno perso la testa per questo posto.

Proprio sotto la chiesa si apre la Grotta di Byron, chiamata anche Grotta Arpaia. Deve il nome a Lord Byron, che qui amava nuotare e che, secondo la tradizione, partì da queste acque per raggiungere a nuoto Lerici, dall’altra parte del golfo, e trovare l’amico poeta Percy Shelley. Vera o romanzata che sia la storia, una targa lo ricorda ed è per questo che tutto il tratto di costa si chiama Golfo dei Poeti.

Consiglio: salite a San Pietro nel tardo pomeriggio, quando i pullman delle gite ripartono e la luce si fa calda. Al tramonto la facciata a strisce si accende e la terrazza sul mare si svuota: è il momento in cui Portovenere torna a essere il borgo di pescatori che è sempre stato.
La Chiesa di San Lorenzo e la Madonna Bianca

Più in alto, addossata alla roccia, c’è la Chiesa di San Lorenzo, la parrocchiale romanica del borgo. Custodisce l’icona della Madonna Bianca, la patrona di Portovenere, legata a una leggenda che qui conoscono tutti: la pergamena con l’immagine sacra sarebbe arrivata dal mare dentro un tronco di cedro, approdando sulla spiaggia nel 1204. Ogni anno, la sera del 17 agosto, il paese la festeggia illuminando i carugi e la Palazzata con migliaia di candele e fiaccole: è uno degli spettacoli più suggestivi della Liguria, e se capitate da queste parti a Ferragosto vale la pena fermarsi per vederlo.
Il carugio, la Palazzata e la Porta del borgo

Il cuore del centro storico di Portovenere è il carugio, la stretta via Capellini che corre parallela al mare, all’ombra delle case-torri medievali. Ci si entra dalla Porta del borgo, sotto la torre campanaria, ed è qui che batte la vita del paese: botteghe, focaccerie, laboratori artigiani e piccoli ristoranti. Sul lungomare, invece, si allunga la celebre Palazzata a mare, la fila di case alte e colorate che formano la cartolina più conosciuta di Portovenere. Non erano solo abitazioni: nate nel Duecento, facevano parte del sistema difensivo genovese, una cortina di pietra rivolta verso il mare aperto.
Il cimitero monumentale e chi vi è sepolto
Pochi visitatori lo sanno, ma accanto alla Chiesa di San Pietro, sul promontorio, si trova il piccolo cimitero monumentale di Portovenere, in una delle posizioni panoramiche più belle che si possano immaginare, sospeso tra il borgo e le isole. Qui riposa, tra gli altri, lo scrittore e giornalista Aldo Ferraris, e più di un poeta ha voluto restare per sempre affacciato su questo mare. È un luogo silenzioso e defilato: se avete tempo, la breve deviazione regala uno dei punti di vista più raccolti su tutto il golfo.
La Villa Romana del Varignano
Chi ha un interesse per l’archeologia e vuole uscire dal circuito più battuto può spingersi al Varignano, poco prima del borgo, dove si trova una villa romana rustica del I secolo a.C. legata alla produzione dell’olio d’oliva: si vedono ancora gli ambienti residenziali, le terme e soprattutto l’impianto per la lavorazione delle olive. È un sito gestito dalla Soprintendenza, con orari di apertura limitati, quindi conviene informarsi prima. Non è la tappa da prima visita, ma completa il quadro per chi vuole capire quanto è antica la storia di questo tratto di costa, quel Portus Veneris che i romani conoscevano bene.
Il giro delle tre isole: Palmaria, Tino e Tinetto

Di fronte al borgo, separate da uno stretto braccio di mare chiamato le Bocche, ci sono le tre isole dell’arcipelago di Portovenere: Palmaria, la più grande e l’unica abitabile, il Tino con il suo faro e i resti dell’abbazia di San Venerio, e il piccolo Tinetto, poco più di uno scoglio. Insieme al borgo fanno parte del sito UNESCO e del Parco Naturale Regionale di Porto Venere, l’area protetta istituita per tutelare questo tratto di costa e i suoi fondali.
La Palmaria si raggiunge in pochi minuti di traghetto dal Molo Doria ed è il complemento naturale della visita al borgo: ci si va per i sentieri che la attraversano, per la vista che si apre sulla Chiesa di San Pietro dall’altra sponda, e per la Grotta Azzurra, la cavità marina che si visita in barca. Chi ama camminare può percorrere il periplo dell’isola su un sentiero ad anello di qualche ora, tra macchia mediterranea, vecchie batterie militari e cale. Il Tino, invece, è zona militare e si può visitare solo in poche giornate all’anno, di solito intorno alla festa di San Venerio a settembre.
Info pratica: il traghetto per l’isola Palmaria parte dal Molo Doria, all’ingresso del borgo, ed è gestito dalla Cooperativa Barcaioli Portovenere. Il biglietto di andata e ritorno costa 5€, da pagare direttamente in loco. Nella bella stagione le corse sono frequenti, circa ogni mezz’ora dalla mattina alla sera; d’inverno il servizio è ridotto. Per il giro completo delle tre isole e la Grotta Azzurra ci si affida ai battelli turistici, con partenze in giornata.
Cosa fare a Portovenere: gite in barca ed escursioni
- Giro in barca delle tre isole Palmaria, Tino e Tinetto con sosta alla Grotta Azzurra.
- Escursione in barca alle Cinque Terre partendo da Portovenere, la via più panoramica per raggiungerle.
- Traghetto per l’isola Palmaria e trekking sul sentiero ad anello.
- Tour in kayak o gommone lungo la costa del Parco Naturale.
Le spiagge e il mare: si può fare il bagno a Portovenere?
Domanda legittima, e la risposta è sì, ma mettiamoci d’accordo su cosa aspettarsi. Portovenere non è una località di spiagge sabbiose: il borgo si affaccia sul mare con scogliere e piccole cale, e il bagno si fa dalle rocce. Sotto la Chiesa di San Pietro, verso la Grotta di Byron, c’è uno specchio d’acqua bellissimo ma per nuotatori esperti, senza servizi e con accesso non comodo. Chi cerca un posto attrezzato con un po’ di comodità fa bene ad attraversare in traghetto e andare alla Palmaria, dove ci sono tratti di costa con stabilimenti, lettini e un bar, oltre a cale più selvagge da raggiungere a piedi. Il mare qui è pulito e cristallino: siamo dentro un’area marina protetta, e si sente.
Portovenere cosa vedere in un giorno: l’itinerario
Portovenere si presta benissimo a una visita in giornata, ed è anzi il modo in cui la maggior parte delle persone lo scopre. Ecco come organizzeremmo noi il tempo, a seconda di quanto ne avete.
- Mezza giornata (il solo borgo): ingresso dalla Porta e passeggiata nel carugio di via Capellini, poi la Palazzata a mare, la salita alla Chiesa di San Pietro con la Grotta di Byron, la Chiesa di San Lorenzo e, se le gambe reggono, il Castello Doria. Bastano tre o quattro ore con calma.
- Giornata piena (borgo più isole): mattina dedicata al borgo come sopra, pranzo a base di muscoli, e pomeriggio in barca per il giro delle tre isole o traghetto alla Palmaria per una passeggiata e un bagno. Chiusura al tramonto su a San Pietro.
- Con un giorno in più: si aggiunge una gita in barca alle Cinque Terre, oppure un salto a Lerici e San Terenzo dall’altra parte del Golfo dei Poeti.
Dove mangiare a Portovenere
A tavola Portovenere è terra di mare e di orto ligure. Il piatto-simbolo sono i muscoli ripieni (le cozze, che qui si chiamano muscoli, farcite con un impasto di pane, uova e mortadella e cotte nel sugo di pomodoro): allevati proprio nelle acque del golfo, sono una cosa da provare almeno una volta. Accanto a loro, la mesciua spezzina, la zuppa povera di ceci, fagioli e grano, le trofie al pesto e, naturalmente, la focaccia e la farinata. Nel carugio di via Capellini si alternano trattorie di pesce, focaccerie e enoteche dove fermarsi per un calice di vino delle Cinque Terre.
Dove mangiare a Portovenere
- Nel carugio (via Capellini): le trattorie storiche del centro per i muscoli ripieni e il pesce del golfo, con qualche tavolo affacciato sul mare.
- Sulla Palmaria, alla Locanda Lorena: ristorante di pesce sull’isola, ci si arriva con la sua barca-navetta privata da Portovenere. Una piccola esperienza a sé, da prenotare.
- Le focaccerie del borgo: per un pranzo veloce e ligure con focaccia, farinata e un bicchiere di bianco, senza spendere troppo.
Dove dormire a Portovenere
Fermarsi a dormire cambia completamente l’esperienza: quando i traghetti dell’ultimo pomeriggio ripartono e le gite in giornata svuotano il borgo, Portovenere di sera è un altro paese, silenzioso e intimo. Le soluzioni in centro sono poche e ricercate, quindi conviene ragionare per zone a seconda del budget e di come vi muovete.
Dove dormire a Portovenere: in quale zona
- Nel borgo di Portovenere: la scelta più bella e la più cara, per godersi il paese la sera e la mattina presto senza folla. Poche strutture, da prenotare con largo anticipo in estate.
- Le Grazie e Fezzano: i due borghi marinari lungo la litoranea, più tranquilli ed economici, a pochi minuti d’auto o di bus da Portovenere. Ottimi se vi muovete in macchina.
- La Spezia: più scelta e prezzi più bassi, comoda per chi arriva in treno e usa Portovenere come tappa di un giro più ampio tra golfo e Cinque Terre.
Quando andare a Portovenere
Il periodo migliore per visitare Portovenere è la mezza stagione: maggio, giugno e settembre regalano clima mite, mare già o ancora godibile e molta meno folla rispetto al cuore dell’estate. Luglio e soprattutto agosto sono splendidi ma affollati, con parcheggi introvabili e la litoranea intasata: se venite in quel periodo, muovetevi presto la mattina o affidatevi al battello. La primavera è perfetta per i sentieri della Palmaria, quando la macchia mediterranea fiorisce. L’inverno ha il suo fascino severo, ma tenete conto che molte attività, dai battelli agli orari del Castello, si riducono al fine settimana. Una data da segnare comunque è il 17 agosto, con la festa della Madonna Bianca: affollata, ma indimenticabile.
I dintorni: Cinque Terre, Lerici e il Golfo dei Poeti
Portovenere è la porta sud delle Cinque Terre e il modo più bello per raggiungerle da qui è il mare: nella bella stagione i battelli portano a Riomaggiore, Manarola e gli altri borghi in poco tempo, con una prospettiva sulla costa che dal treno non si vede. Chi ama camminare può invece affrontare il sentiero alto n. 1 che collega Portovenere a Riomaggiore lungo il crinale, un trekking impegnativo ma spettacolare. All’estremità opposta del parco, sopra Monterosso, corre il tratto più panoramico dello stesso sentiero di crinale: il sentiero da Levanto a Monterosso, che scavalca il promontorio di Punta Mesco.
Sull’altra sponda del Golfo dei Poeti ci sono Lerici e San Terenzo, con il loro castello e le spiagge dove Shelley visse i suoi ultimi mesi: chiudono idealmente il cerchio dei poeti romantici iniziato alla Grotta di Byron. E naturalmente c’è La Spezia, con il suo golfo, il Museo Amedeo Lia e il mercato coperto, spesso liquidata come semplice base logistica e invece piacevole da scoprire. Da qualsiasi parte lo si guardi, questo angolo di Liguria di ponente verso la nostra Toscana è uno dei tratti di costa più intensi d’Italia.
Info essenziali
- Come arrivare: in auto da La Spezia lungo la litoranea (parcheggio a monte del borgo), in bus ATC dalla stazione di La Spezia, o via mare in battello.
- Quando andare: maggio-giugno e settembre per clima e poca folla; evitare Ferragosto se non per la festa della Madonna Bianca del 17 agosto.
- Durata consigliata: mezza giornata per il borgo, una giornata piena con il giro delle isole.
- Biglietti: Castello Doria 5€ (ridotto 3€); traghetto Palmaria 5€ andata e ritorno.
Domande frequenti su Portovenere
Per cosa è famosa Portovenere?
Portovenere è famosa per il borgo marinaro colorato del Golfo dei Poeti, patrimonio UNESCO dal 1997 insieme alle Cinque Terre. I suoi simboli sono la Chiesa di San Pietro sul promontorio, la Grotta di Byron, il Castello Doria e la Palazzata a mare.
Quanto tempo ci vuole per visitare Portovenere?
Per il solo borgo bastano mezza giornata, tre o quattro ore, per vedere carugio, chiese di San Pietro e San Lorenzo e Castello Doria. Serve una giornata piena se si aggiunge il giro in barca delle tre isole o la Palmaria.
Portovenere fa parte delle Cinque Terre?
No, Portovenere non fa parte delle Cinque Terre: è un comune a sé all’estremità sud del Golfo dei Poeti, in provincia di La Spezia. Rientra però nello stesso sito UNESCO ed è il punto di partenza più panoramico per raggiungere le Cinque Terre via mare.
Si può fare il bagno a Portovenere?
Sì, ma il bagno si fa dalle scogliere e dalle piccole cale, non da spiagge sabbiose. Per un posto attrezzato con lettini e servizi conviene attraversare in traghetto all’isola Palmaria. Il mare è pulito perché si trova in un’area marina protetta.
Come si arriva a Portovenere da La Spezia?
Da La Spezia si arriva a Portovenere in circa mezz’ora con l’autobus di linea ATC che parte dal centro città, oppure in auto lungo la litoranea che passa da Le Grazie e Fezzano. In alternativa, nella bella stagione, ci sono i battelli via mare.
Quanto costa il biglietto del Castello Doria?
L’ingresso al Castello Doria di Portovenere costa 5€ intero e 3€ ridotto (ragazzi fino a 14 anni e gruppi di almeno 10 persone). È aperto tutti i giorni da aprile a ottobre e nei soli fine settimana da novembre a marzo.