Di Calamosche circolano due fotografie. La prima è quella che avete visto: una mezzaluna di sabbia chiusa fra due braccia di roccia, acqua ferma e trasparente, nessuno stabilimento. La seconda non la pubblica nessuno, ed è una fila di persone che alle due del pomeriggio di agosto risale un sentiero senza un filo d’ombra con l’ombrellone in spalla e il frigo portatile in mano. Sono la stessa spiaggia nello stesso giorno, e la differenza sta tutta in una cosa che si sarebbe dovuta sapere prima: a Calamosche si arriva solo a piedi.
È la spiaggia più famosa della riserva di Vendicari, in provincia di Siracusa, e nel 2005 la Guida Blu di Legambiente la premiò come spiaggia più bella d’Italia. Il titolo se lo merita ancora, ma è una spiaggia dentro una riserva naturale, non una località balneare: si paga un biglietto, non c’è un solo servizio e il tragitto a piedi non è aggirabile. Qui trovate esattamente come ci si arriva, quanto ci vuole, quando conviene andarci e cosa mettere nello zaino perché la giornata funzioni.
In breve
La spiaggia di Calamosche si trova dentro la riserva naturale di Vendicari, sulla SP19 Noto-Pachino, fra l’area archeologica di Eloro e l’oasi di Vendicari. Si raggiunge solo a piedi: dal parcheggio del suo ingresso ci sono 1,2 km di sentiero, circa venti minuti, e l’ultimo tratto è vietato alle auto. È una caletta di circa duecento metri chiusa fra due promontori rocciosi, che tengono il mare calmo quasi sempre. L’ingresso alla riserva costa 3,50 € (ridotto 1,50 €, famiglia 7,00 €, gratis sotto gli 8 anni). Non ci sono bar, bagni, lettini, ombrelloni né bagnino, e i cani non sono ammessi. È uno dei posti migliori della Sicilia orientale per lo snorkeling, grazie agli anfratti dei due promontori. Ad agosto è affollata: conviene arrivare all’apertura o nel tardo pomeriggio.
Indice dell’Articolo
Dove si trova la spiaggia di Calamosche
Calamosche sta nel tratto centro-settentrionale della riserva naturale orientata di Vendicari, fra Noto e Marzamemi, sulla costa ionica della provincia di Siracusa. Geograficamente è incastrata fra due cose diverse: a nord i resti archeologici della città greca di Eloro, a sud i pantani e la tonnara che sono il cuore dell’oasi faunistica.
La troverete scritta in due modi, Calamosche tutto attaccato e Cala Mosche staccato, e nelle mappe compaiono entrambe le forme: è la stessa spiaggia, non c’è nessuna seconda caletta da cercare. Alcune indicazioni la segnalano anche come spiaggia di Calamosche di Noto, perché il territorio comunale è quello.
La riserva ha cinque ingressi diversi, e questo è il punto in cui si sbaglia più spesso: solo l’ingresso di Calamosche porta a Calamosche in tempi ragionevoli. Dagli altri varchi si arriva lo stesso, ma camminando molto di più: dalla tonnara di Vendicari, per esempio, sono più di quattro chilometri di sola andata.
Come si arriva a Calamosche: il sentiero da 1,2 km
Si esce dalla SP19 Noto-Pachino alla deviazione segnalata per Calamosche e si prosegue fino al parcheggio. Da lì l’auto si lascia e si continua a piedi: circa 1,2 chilometri, che a passo normale sono una ventina di minuti, su un tratturo di terra battuta e sassi in mezzo alla macchia mediterranea. L’ultimo tratto di strada è chiuso al traffico e non ci sono eccezioni: nessuno arriva in auto fino alla sabbia.
Il sentiero è pianeggiante e non ha difficoltà tecniche, quindi lo fanno tutti, bambini compresi. Il problema non è la pendenza, è l’assenza totale di ombra: fra le undici e le sedici, in luglio e agosto, quei venti minuti si sentono, e si sentono il doppio al ritorno con la borsa frigo vuota ma il sole ancora alto. Chi ha problemi di deambulazione o passeggini rigidi metta in conto che il fondo è irregolare.
Consiglio: fate il conto della spesa prima di caricarvi. Tutto quello che portate in spiaggia ve lo portate a mano per 1,2 km all’andata e altrettanti al ritorno: due sedie e un ombrellone grande, sulla carta ragionevoli, su quel sentiero diventano la parte peggiore della giornata. Zaino, un telo, acqua e poco altro è la formula che funziona a Calamosche.
Un altro punto pratico che vale la pena sapere: il parcheggio è quello e basta. Nelle giornate di agosto si riempie presto, e quando è pieno non c’è una seconda opzione a duecento metri: si torna sulla provinciale e si cerca un altro varco della riserva, che però porta ad altre spiagge. È la vera ragione per cui a Calamosche si arriva presto o non si arriva.
Com’è la spiaggia: la caletta fra i due promontori
Calamosche è piccola. La caletta sabbiosa misura circa duecento metri, chiusa alle due estremità da promontori rocciosi che entrano in mare, e il litorale è misto: sabbia al centro, roccia ai lati. Quei due bracci di pietra non sono solo scenografia, sono la ragione tecnica per cui il mare qui è quasi sempre calmo anche quando fuori c’è onda: fanno da frangiflutti naturale e la baia resta protetta.

Il risultato è un’acqua bassa, trasparente e ferma per un buon tratto, che la rende sorprendentemente adatta ai bambini una volta arrivati, con l’unico avvertimento che non c’è alcun servizio di salvataggio. È anche il motivo per cui la si vede spesso negli spot pubblicitari: è una di quelle spiagge che sembrano scenografie, e che invece stanno lì.
Attenzione: duecento metri di arenile sono pochi, ed è il numero che spiega tutto il resto. In alta stagione la spiaggia raggiunge la capienza molto prima di quanto suggerisca la sua fama: non è una spiaggia grande che si riempie, è una spiaggia piccola che era già piena alle dieci del mattino.
Snorkeling a Calamosche: perché è il posto giusto
Se portate una sola cosa oltre all’acqua, che sia una maschera. I due promontori che chiudono la baia sono pieni di grotte, cavità e anfratti, e sono l’habitat in cui si concentra la fauna marina: è la parte di Calamosche che la fotografia dall’alto non racconta e che vale il viaggio quanto la sabbia.
Le condizioni aiutano: acqua ferma, bassa vicino a riva e limpida per gran parte della stagione. Si nuota lungo il bordo roccioso, senza allontanarsi, e si vede parecchio anche restando in superficie. Non serve attrezzatura tecnica e non esiste un diving center in spiaggia, perché in spiaggia non esiste niente: maschera e pinne si portano da casa o si noleggiano prima, fuori dalla riserva.
Chi vuole vedere questo tratto di costa dall’acqua senza camminare ha l’alternativa della barca: diverse uscite partono da Avola, Marzamemi e Portopalo e costeggiano la riserva, ed è l’unico modo per avere le cale da un’angolazione che dal sentiero non si ha. È una scelta diversa, non un sostituto: dalla barca si vede il profilo, dal sentiero si sta in spiaggia.
Vedere Calamosche e la costa dal mare
- Tour in barca da Avola con aperitivo e snorkeling: il più vicino a quello che si viene a cercare qui, perché include le soste in acqua.
- Navigazione da Avola a Marzamemi e Portopalo: costeggia tutta la riserva, buona per capire com’è fatta la costa.
- Uscita al tramonto nel golfo di Noto: la versione serale, quando la spiaggia si è svuotata.
- La spiaggia in sé non si prenota e non ha visite guidate: si entra con il biglietto della riserva e si cammina.
Servizi a Calamosche: cioè nessuno
Va detto in modo che non resti margine di dubbio, perché è l’informazione che manca in quasi tutte le pagine che descrivono questa spiaggia. A Calamosche non c’è nulla. Nessun bar, nessun chiosco, nessun punto di ristoro, nessun noleggio di lettini e ombrelloni, nessun bagno attrezzato, nessun servizio di salvataggio, nessun cestino per i rifiuti.
Non è una mancanza da colmare, è la ragione per cui quella spiaggia è ancora così: sta dentro una riserva naturale, e le riserve non si attrezzano. Ma significa che la giornata va preparata prima, e che l’ultimo negozio utile lo incontrate sulla provinciale, non all’ingresso.
- Acqua: più di quanta pensiate, considerando la camminata di andata e ritorno.
- Scarpe chiuse per il sentiero: le infradito su 1,2 km di terra e sassi sono la scelta sbagliata. Il telo e le ciabatte stanno nello zaino.
- Maschera e pinne: qui rendono più di qualunque altra cosa.
- Cappello e crema solare: sul sentiero non c’è riparo, e in spiaggia neanche.
- Qualcosa da mangiare: non si compra niente, né lì né lungo il sentiero.
- Un sacchetto per i rifiuti: si riporta fuori tutto, compreso quello che avete trovato.
Quando andare a Calamosche e a che ora
La stagione del bagno va da giugno a settembre, con luglio e agosto che concentrano quasi tutta l’affluenza. Ma sull’orario c’è un margine di manovra che vale più della scelta del mese.
- All’apertura, la mattina presto: è la finestra migliore in assoluto. Parcheggio libero, sentiero fresco, spiaggia ancora vuota e acqua ferma. Ad agosto è di fatto l’unico modo per trovare posto.
- Dalle undici alle quattro: la fascia da evitare. Parcheggio pieno, sentiero rovente, arenile al completo.
- Nel tardo pomeriggio: la seconda finestra buona. La spiaggia si svuota, la luce è la migliore e la camminata di ritorno si fa senza soffrire. Attenzione però all’orario di chiusura della riserva, che nei mesi estivi arriva in serata ma non è illimitato, e l’ingresso viene chiuso un’ora e mezza prima.
- Maggio e settembre: i mesi giusti per chi può scegliere. Si fa il bagno, non c’è nessuno e il sentiero è una passeggiata invece che una prova.
Fuori stagione Calamosche resta bellissima da vedere e vuota, ma il bagno diventa una faccenda per pochi. In compenso è il periodo in cui la riserva intorno dà il meglio come oasi faunistica, ed è un buon motivo per andarci lo stesso.
Biglietto, orari e regole
Calamosche non è una spiaggia libera: è dentro la riserva di Vendicari, quindi si paga il biglietto d’ingresso della riserva. Intero 3,50 €, ridotto 1,50 €, famiglia 7,00 €, gratuito per i bambini fino a 7 anni con un adulto pagante e per le persone con disabilità con accompagnatore. Il biglietto vale l’intera giornata su tutti e cinque gli ingressi: se dopo il bagno volete vedere la tonnara, non pagate una seconda volta.
Gli orari cambiano con la stagione, sono più ampi d’estate e si accorciano parecchio d’inverno, e l’accesso viene chiuso circa un’ora e mezza prima della chiusura. Siccome le fasce vengono comunicate dall’ente gestore e non sono identiche ogni anno, la verifica che conta è quella sul sito dell’ente gestore il giorno prima di andare.
Attenzione: i cani non sono ammessi dentro la riserva, quindi nemmeno sul sentiero e nemmeno in spiaggia. Non è una regola del singolo varco, vale per tutta l’area protetta, e agli ingressi non ci sono aree in cui lasciarli. È il motivo per cui ogni estate qualcuno arriva fin qui e torna indietro.
Valgono poi le regole normali di una riserva orientata: non si esce dal sentiero, non si accendono fuochi, non si campeggia, non si raccolgono piante e non si disturba la fauna. Il sentiero attraversa la macchia mediterranea in un’area protetta: le scorciatoie tagliate a mano libera sono esattamente il danno che la riserva esiste per evitare.
Le altre spiagge della riserva di Vendicari
Se Calamosche è piena, o se volete costruirci intorno una giornata più lunga, dentro la stessa riserva ci sono altre quattro spiagge, tutte con il medesimo biglietto e tutte senza servizi.
- Eloro: la più a nord e la più ampia, sabbiosa e vicinissima al suo ingresso. È la più comoda in assoluto, e l’alternativa giusta quando il parcheggio di Calamosche è pieno.
- Marianelli: la più appartata, dietro le dune, raggiungibile dopo un tratto di sterrato. Per chi cerca silenzio.
- Vendicari: la spiaggia sotto la tonnara e la torre Sveva, la più suggestiva da guardare.
- San Lorenzo: all’estremo sud verso Marzamemi, sabbia chiara e fondale che degrada piano, la più simile a una spiaggia classica.
Il modo migliore di usarle è considerarle un sistema unico: un biglietto, cinque varchi, una giornata.
Dove dormire vicino a Calamosche
Dentro la riserva non si dorme. La base più comoda per Calamosche è Noto, che è anche una città d’arte e ha la stazione ferroviaria; l’alternativa è la costa sud verso Marzamemi, più vicina agli altri varchi e alle barche. Le strutture qui sotto sono state selezionate con un criterio dichiarato: fuori chi sta sotto una certa soglia di punteggio e chi ha troppe poche recensioni per essere giudicabile.
Dove dormire a Noto per visitare Calamosche
- Battimandorlo (€€€): struttura piccola da due ospiti dentro Noto, la scelta per una coppia che vuole il soggiorno curato.
- Villa Annamaria (€€): bed and breakfast quattro stelle da quattro posti, la soluzione più equilibrata per una famiglia.
- Zahir Country House Boutique Hotel Noto (€€): country house da quattro posti, per chi preferisce stare fuori dal centro con l’auto.
- Hotel Jonio (€): tre stelle essenziale, se la camera serve solo per dormire fra una spiaggia e l’altra.
Info essenziali
- Dove: riserva di Vendicari, SP19 Noto-Pachino, provincia di Siracusa.
- Come si arriva: in auto fino al parcheggio dell’ingresso Calamosche, poi 1,2 km a piedi, circa 20 minuti.
- Biglietto: 3,50 € intero, 1,50 € ridotto, 7,00 € famiglia, gratis sotto gli 8 anni; valido tutto il giorno su tutti gli ingressi.
- Servizi: nessuno. Niente bar, bagni, lettini, ombrelloni o bagnino.
- Cani: non ammessi in tutta la riserva.
- Quando andare: giugno-settembre per il bagno, maggio e settembre per trovarla vuota; sempre all’apertura o nel tardo pomeriggio.
Domande frequenti sulla spiaggia di Calamosche
Come si arriva alla spiaggia di Calamosche?
In auto fino al parcheggio dell’ingresso di Calamosche, sulla SP19 Noto-Pachino, e poi a piedi: ci sono circa 1,2 km di sentiero, una ventina di minuti, e l’ultimo tratto è vietato alle auto. Non esiste alcun modo di arrivare in macchina fino alla spiaggia.
Quanto si cammina per arrivare a Calamosche?
Circa 1,2 chilometri dal parcheggio, cioè venti minuti a passo normale, su terra battuta e sassi. Il percorso è pianeggiante e senza difficoltà, ma è completamente privo di ombra: nelle ore centrali d’estate è la parte più faticosa della giornata, soprattutto al ritorno.
Si paga per entrare a Calamosche?
Sì. Calamosche è dentro la riserva naturale di Vendicari e si paga il biglietto della riserva: 3,50 € intero, 1,50 € ridotto, 7,00 € famiglia, gratis per i bambini fino a 7 anni accompagnati. Il biglietto vale l’intera giornata e su tutti e cinque gli ingressi della riserva.
Ci sono lettini, ombrelloni o bar a Calamosche?
No, nessun servizio. Non ci sono bar, chioschi, noleggio di lettini e ombrelloni, bagni attrezzati né servizio di salvataggio, e non ci sono nemmeno cestini per i rifiuti. Bisogna portarsi tutto e riportare fuori tutto.
Si possono portare i cani a Calamosche?
No. Gli animali domestici non sono ammessi in nessuna parte della riserva di Vendicari, quindi né sul sentiero né in spiaggia, e agli ingressi non ci sono aree di custodia.
Calamosche è adatta ai bambini?
La spiaggia sì: l’acqua è bassa, trasparente e quasi sempre calma grazie ai due promontori che chiudono la baia. Il problema è il tragitto, 1,2 km a piedi all’andata e altrettanti al ritorno su fondo irregolare, senza ombra e con tutto il necessario da portare a mano. Non c’è servizio di salvataggio.
Qual è l’orario migliore per andare a Calamosche?
La mattina all’apertura, o il tardo pomeriggio. L’arenile misura circa duecento metri e in alta stagione raggiunge la capienza molto presto, mentre il parcheggio si riempie e non ha alternative vicine. La fascia dalle undici alle quattro è la peggiore per affollamento e per caldo sul sentiero.
Perché Calamosche è così famosa?
Nel 2005 la Guida Blu di Legambiente la premiò come spiaggia più bella d’Italia, ed è rimasta una delle immagini simbolo della Sicilia sud-orientale: una caletta di duecento metri chiusa fra due promontori rocciosi, senza costruzioni intorno, dentro una riserva naturale. È anche il motivo per cui viene usata spesso come location per gli spot pubblicitari.
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