Cosa vedere a Ferrara: la guida completa alla città degli Este

Cosa vedere a Ferrara me lo sono chiesto la prima volta arrivandoci dalla pianura, quando la campagna si distende e si allunga verso il Po e all’orizzonte non c’è più niente che ti prepari alla città. Poi si parcheggia fuori dal centro storico, si prosegue a piedi, e succede la cosa che a Ferrara succede a tutti: sparisce il rumore. Nelle strade del centro non c’è traffico, passano le biciclette, e ci si gode la storia senza doverla rincorrere. Io ho avuto la fortuna di una giornata radiosa, e me la ricordo ancora.

Ferrara è una città elegante impregnata di cultura con la C maiuscola, dove il Rinascimento dialoga con il medioevo che lo ha preceduto, ed è per questo che l’Unesco l’ha riconosciuta patrimonio dell’umanità. In questa guida vi porto nei luoghi che contano davvero, con i prezzi e gli orari verificati alla fonte, i tempi a piedi tra una tappa e l’altra e i consigli che avrei voluto ricevere io la prima volta. Se state costruendo un viaggio più largo, il quadro d’insieme sta nella nostra guida su cosa vedere in Emilia Romagna.

In breve

Ferrara si visita a piedi in un giorno pieno, meglio in due. Il nucleo è il Castello Estense (intero 12 euro, chiuso il martedì), a cui si aggiungono la Cattedrale di San Giorgio, Via delle Volte, Palazzo dei Diamanti e Palazzo Schifanoia con il Salone dei Mesi, il Ghetto ebraico con il MEIS e i 9 km delle Mura estensi, che si fanno in bicicletta. Tutto il centro storico sta dentro un quadrato di poco più di un chilometro di lato: dal Castello alla Cattedrale sono due minuti, a Schifanoia una ventina a piedi. Si arriva in treno da Bologna in meno di mezz’ora. Periodo migliore: primavera e autunno.

Perché Ferrara è patrimonio Unesco

Ferrara è patrimonio mondiale dell’umanità dal 1995, e il riconoscimento è stato esteso nel 1999 per comprendere anche le delizie estensi e il paesaggio del delta. Il nome ufficiale del sito è Ferrara, città del Rinascimento, e il suo Delta del Po, e vale la pena leggere perché: l’Unesco riconosce alla città un’influenza profonda sulla pianificazione urbana dei secoli successivi, un tessuto urbano rinascimentale rimasto praticamente intatto e una corte, quella degli Este, che per due secoli ha attirato artisti, poeti e filosofi facendone un centro dell’umanesimo europeo.

La ragione concreta di quel primato si chiama Addizione Erculea. Alla fine del Quattrocento il duca Ercole I d’Este incarica l’architetto Biagio Rossetti di raddoppiare la città verso nord, e Rossetti non aggiunge un quartiere: disegna un pezzo di città nuovo, con strade larghe, prospettive lunghe e palazzi pensati per essere guardati da lontano. È l’operazione che ha fatto definire Ferrara la prima capitale moderna d’Europa. Quando camminate lungo il rettilineo di corso Ercole I d’Este, quello è il progetto, ed è vecchio di oltre cinquecento anni.

Il Castello Estense, il cuore della città

Il Castello Estense è l’unica fortezza in Italia ad avere ancora il fossato pieno d’acqua nel mezzo di una piazza, e da qualsiasi parte arriviate è il punto in cui vi ritroverete. Nasce nel 1385 come castello di difesa, dopo una rivolta popolare per le tasse, e solo più tardi diventa residenza ducale: per questo dentro convivono le sale affrescate della corte e le prigioni sotterranee, che sono la parte che colpisce di più.

In quelle celle nel 1425 furono decapitati Ugo d’Este e Parisina Malatesta, il figlio e la giovane moglie del marchese Niccolò III, scoperti amanti. La storia ha attraversato i secoli fino a Lord Byron, che ne scrisse un poemetto, e continua a essere raccontata come se fosse successa ieri. Nello stesso castello è cresciuta Lucrezia Borgia, arrivata a Ferrara come sposa di Alfonso I e diventata, con sorpresa di chi la aspettava al varco, una duchessa amatissima. Si sale anche sulla Torre dei Leoni, la più antica delle quattro, e da lassù si capisce in un attimo la geometria della città.

Castello Estense Cosa vedere a Ferrara
Castello Estense Cosa vedere a Ferrara

Info pratica: il biglietto intero costa 12 euro, il ridotto 10 euro (over 65, gruppi da 15 persone, studenti universitari, soci FAI e Coop Alleanza 3.0), 5 euro per i ragazzi dagli 11 ai 17 anni e per le scolaresche, gratis sotto gli 11 anni e per un minore accompagnato da un adulto pagante. La salita alla Torre dei Leoni è un supplemento di 2 euro. Orario 10:00-18:00, chiuso il martedì: la biglietteria e l’ultima salita alla torre sono alle 17:15, l’ultimo biglietto per la torre si fa alle 16:30. Prezzi e orari verificati sul sito ufficiale del Castello Estense, dove conviene anche prenotare.

Il castello si visita benissimo da soli, con i pannelli e l’audioguida. Se però vi interessa la parte umana della storia estense, cioè le congiure, i veleni e i personaggi, la visita guidata del Castello Estense dura un’ora e mezza e ve la racconta stanza per stanza. È il tipo di posto dove una guida cambia davvero la visita, perché senza qualcuno che le dice, quelle celle restano celle.

La Cattedrale di San Giorgio e Piazza Trento Trieste

A due minuti dal castello si apre la piazza della Cattedrale, e qui devo darvi subito l’informazione che nessuno scrive. La Cattedrale di San Giorgio è stata riaperta al culto e alle visite il 23 marzo 2024, dopo anni di chiusura per i danni del terremoto del 2012, ma il cantiere non è finito: la parte centrale della facciata a tre cuspidi è ancora nascosta dai ponteggi, e la seconda fase dei lavori, finanziata dal Ministero della Cultura nell’ambito del progetto Ducato Estense, riguarderà proprio facciata e campanile. Andateci sapendolo, così non restate delusi: dentro si entra, la facciata la vedrete a pezzi.

cosa vedere a Ferrara Cattedrale san Giorgio
cosa vedere a Ferrara Cattedrale San Giorgio

Quello che si vede benissimo, e che è la cosa più ferrarese della piazza, è il fianco sud con la Loggia dei Merciai: una fila di arcate che dal medioevo ospitava le botteghe, addossate al duomo. Non era irriverenza, era il modo in cui la città viveva la sua chiesa, e ancora oggi Piazza Trento Trieste è il salotto dove la gente si siede. Il campanile in marmo bianco e rosa, attribuito a Leon Battista Alberti, è rimasto incompiuto: guardatelo in alto e vedrete dove il lavoro si è fermato.

Via delle Volte e la Ferrara medievale

Se il Rinascimento sta a nord, il medioevo sta a sud, ed è un’altra città. Via delle Volte è una strada stretta e buia, coperta da decine di cavalcavia in mattoni che collegavano i magazzini alle case dei mercanti: correva parallela al Po, che allora lambiva la città, ed era la via del commercio fluviale. È forse l’angolo più fotografato di Ferrara e uno dei più suggestivi d’Italia, soprattutto la sera, quando le luci basse fanno il resto.

Consiglio: percorrete Via delle Volte in direzione ovest verso il tardo pomeriggio e non fermatevi alla prima arcata. Il tratto più bello, quello con le volte ravvicinate una dopo l’altra, sta oltre l’incrocio con via Ripagrande, e quasi tutti tornano indietro prima.

Palazzo dei Diamanti e le grandi mostre

All’incrocio principale dell’Addizione Erculea, Biagio Rossetti costruì tra il 1493 e il 1503 il palazzo che sarebbe diventato il simbolo di Ferrara. Il Palazzo dei Diamanti prende il nome dal suo rivestimento: blocchi di marmo bianco venato di rosa tagliati a punta di diamante, orientati in modo diverso a seconda dell’altezza, così che la luce li accenda in momenti diversi della giornata. Quanti sono esattamente non lo sa nessuno: la stima più diffusa parla di circa 8.500 bugne, altre fonti arrivano a 12.000, e nessuno li ha mai contati in modo definitivo. La leggenda vuole che sotto una delle punte sia nascosto un diamante vero, ed è per questo che nel corso dei secoli qualcuno ci ha davvero provato.

Palazzo diamanti Ferrara
Palazzo diamanti Ferrara

Oggi il palazzo ospita la Pinacoteca Nazionale e soprattutto le grandi mostre di Ferrara Arte, che sono un motivo di viaggio a sé: la città ne costruisce una all’anno e riempie gli alberghi. Prima di partire controllate cosa c’è, perché cambia tutto il senso della giornata.
Noi ci abbiamo visto in due occasioni diverse una mostra sugli impressionisti e una su Boldini, il più grande ritrattista dell’ottocento a mio avviso.

Info pratica: dal 19 settembre 2026 al 10 gennaio 2027 il Palazzo dei Diamanti ospita Da Monet a Van Gogh a Kandinsky, aperta tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30. Biglietto intero 16 euro, ridotto e gruppi 14 euro, famiglie 11 euro, under 30 10 euro, scuole 5 euro. Le tariffe cambiano da mostra a mostra: si verificano sul sito di Palazzo dei Diamanti.

Palazzo Schifanoia e il Salone dei Mesi

Se dovessi indicare una sola cosa da vedere a Ferrara, e mi costringessero a sceglierne una, direi il Salone dei Mesi. Palazzo Schifanoia era la delizia di corte dove gli Este andavano, letteralmente, a schifare la noia, e dentro conserva uno dei cicli di affreschi più straordinari del Rinascimento europeo. Ogni mese dell’anno è raccontato su tre fasce sovrapposte: in alto gli dei sul loro carro trionfale, in mezzo i segni zodiacali con i decani, cioè figure misteriose legate all’astrologia antica, e in basso la vita della corte di Borso d’Este, con la caccia, i cavalli, i contadini al lavoro. È la corte che si mette in scena dentro il cosmo, ed è un documento senza pari su come si viveva nel Quattrocento.

Palazzo Schifanoia Ferrara
Palazzo Schifanoia Ferrara

Il museo espone circa 250 opere in 21 sale, tra sculture, dipinti, ceramiche estensi, medaglie e miniature, ma è nel salone che si resta fermi. Gli affreschi sono in parte rovinati e in parte perduti: proprio per questo una visita guidata a Palazzo Schifanoia di un’ora e mezza qui rende più che altrove, perché quello che si vede e quello che c’era vanno ricostruiti insieme.

Info pratica: Museo Schifanoia, via Scandiana 23, aperto da martedì a domenica 10:00-19:00 con biglietteria fino alle 18:00, chiuso il lunedì. Intero 12 euro, ridotto 9 euro (18-30 anni, over 65, titolari MyFE Card), gratis sotto i 18 anni. Orari e tariffe dal sito dei Musei di Ferrara, dove la prenotazione è gratuita e consigliata.

Il Ghetto ebraico e il MEIS

C’è una Ferrara che moltissime guide non raccontano, e che secondo me è la ragione più forte per fermarsi due giorni invece di uno. La presenza ebraica in città ha radici antiche e un periodo, quello estense, in cui fu accolta e protetta mentre altrove veniva cacciata. Poi Ferrara passò allo Stato Pontificio, e con l’editto del cardinale Cennini del 23 agosto 1624 arrivò il ghetto. Le cinque porte furono installate nel 1627: due alle estremità di via Mazzini, due a quelle di via Vignatagliata, una all’incrocio tra via della Vittoria e via del Ragno. Si aprivano all’alba e si chiudevano al tramonto. Restò così fino al 1859.

Oggi si cammina in quelle stesse vie, dove le case hanno conservato la struttura originale e le botteghe di allora sono ancora riconoscibili nelle facciate. È il quartiere in cui Giorgio Bassani ha ambientato le sue storie, e chi ha letto Il giardino dei Finzi-Contini lo ritrova quasi intatto. Poco lontano, nelle ex carceri cittadine di via Piangipane, il MEIS, Museo nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah, racconta 2.200 anni di presenza ebraica in Italia: non è un museo locale, è un museo nazionale che sta qui per una ragione precisa.

Info pratica: il MEIS apre da martedì a domenica 10:00-18:00, con biglietteria fino alle 17:15, chiuso il lunedì e nelle festività ebraiche. Biglietto intero 11 euro e ridotto 9 euro (prevendita inclusa), 7 euro per gruppi e famiglie, gratis sotto i 6 anni.

Il quartiere si gira benissimo da soli, ma qui la stratificazione è tale che senza qualcuno che ve la spieghi rischiate di vedere solo delle belle strade strette. Il tour a piedi della Ferrara medievale e del Ghetto ebraico mette insieme le due città in due ore, e come ordine di visita ha molto senso.

Le Mura estensi, i 9 km da fare in bicicletta

Ferrara è la città delle biciclette, e non è uno slogan turistico: è piatta, ha il centro quasi tutto in zona a traffico limitato e ha un anello di mura lungo 9 chilometri che si percorre interamente sul terrapieno, in mezzo al verde, senza incrociare un’auto. Le mura sono quelle rinascimentali, ampliate proprio per contenere l’Addizione Erculea, e in città restano anche i due baluardi della fortezza pentagonale voluta dal papa e costruita tra il 1608 e il 1618, poi rasa al suolo dopo l’Unità d’Italia come successe a molte fortezze pontificie.

Cosa vedere a Ferrara - Le Mura
Cosa vedere a Ferrara – Le Mura

La passeggiata sul terrapieno è la cosa che mi è rimasta più impressa della mia visita, ed è gratuita: si sale, si cammina sopra la città e si vedono i tetti da un’angolazione che dal basso non immaginereste. In bicicletta il giro completo si fa in poco più di un’ora con calma. Da toscano che vive a mezz’ora da Lucca, l’altra grande città delle mura, vi dico che sono due esperienze diverse: a Lucca la passeggiata è un salotto alberato in mezzo alla gente, a Ferrara è più selvatica, più lunga e molto più solitaria.

Consiglio: se avete un solo mezzo giorno e volete capire Ferrara, noleggiate una bici invece di prendere un taxi. Molti alberghi del centro le prestano gratis ai clienti, e il tratto nord delle mura, quello lungo corso Ercole I d’Este, è anche il più bello e il meno frequentato.

Le visite guidate da fare a Ferrara

Cosa vedere nei dintorni di Ferrara

Il sito Unesco non finisce dentro le mura, e questo è il motivo per cui vale la pena avere l’auto almeno un giorno. A 50 chilometri verso est c’è Comacchio con le sue valli, la piccola Venezia di canali e ponti in mattoni dove si pesca l’anguilla da secoli. Poco più a nord, l’Abbazia di Pomposa conserva uno dei campanili romanici più belli d’Italia ed è il luogo dove Guido d’Arezzo mise a punto la notazione musicale moderna, cioè le note che tutti impariamo a scuola. Intorno si stende il Parco del Delta del Po, che è la più grande zona umida d’Italia e un paradiso per il birdwatching, con i fenicotteri che ormai ci nidificano stabilmente.

Ponte Tre Ponti Comacchio
Ponte Tre Ponti Comacchio

Sono destinazioni con una loro dignità e un loro tempo: non trattatele come una scampagnata di due ore. Se avete un weekend lungo, un giorno a Ferrara e un giorno tra Comacchio, Pomposa e le valli è la combinazione che funziona meglio.

Quando andare a Ferrara

Primavera e autunno, senza dubbi. Qui gli inverni sono rigidi e nebbiosi e le estati calde, afose e umide: agosto in pianura padana è una prova, e girare a piedi tra i mattoni rossi con 35 gradi toglie la voglia di guardare qualsiasi affresco. Aprile, maggio, settembre e ottobre danno la luce giusta e temperature che permettono di stare fuori tutto il giorno, che è esattamente quello che a Ferrara si deve fare.

Il periodo più scenografico è la fine di maggio, quando si corre il Palio di Ferrara. La città lo rivendica come il palio più antico del mondo: le prime corse risalgono al 1259, per festeggiare la vittoria del marchese Azzo VII d’Este su Ezzelino da Romano, e dal 1279 la festa è documentata in onore di San Giorgio, il 23 aprile. Oggi le corse si tengono l’ultimo sabato di maggio in Piazza Ariostea, precedute da settimane di cortei e giochi delle contrade. In febbraio c’è invece il Carnevale degli Este, e la notte di Capodanno il castello si accende con l’Incendio del Castello, lo spettacolo pirotecnico che chiude l’anno. A fine agosto, invece, il centro si riempie di artisti di strada per il Ferrara Buskers Festival.

Attenzione: nei giorni del Palio il centro storico è in gran parte chiuso al traffico e gli alberghi si riempiono con largo anticipo. Se ci andate apposta prenotate mesi prima; se invece cercate una città tranquilla, quello è l’unico weekend da evitare.

Dove mangiare a Ferrara

A Ferrara si mangia davvero bene, e la cucina è più strana e più interessante di quanto ci si aspetti da una città emiliana. Su tutto c’è la salama da sugo, un insaccato di carni di maiale e vino che cuoce a bagnomaria per ore e si serve col purè: io mi ci sono avvicinato con cautela, e invece mi ci sono perso. È un sugo profondo che avvolge il palato, e con un buon Burson si pulisce benissimo. Ne ho scritto più diffusamente nel mio racconto su Ferrara, la città da assaporare.

Cosa mangiare a Ferrara

  • Cappellacci di zucca: il primo piatto simbolo, ripieno di zucca violina e parmigiano, serviti al ragù o al burro e salvia. Sono dolci e salati insieme, e o si amano o no.
  • Salama da sugo: il piatto più identitario, spesso solo su prenotazione perché la cottura richiede ore. Chiedetelo quando prenotate.
  • Pasticcio di maccheroni: pasta in crosta di pasta frolla dolce, con ragù e besciamella. Nasce alla corte estense e non somiglia a nulla di quello che conoscete.
  • Coppia ferrarese: il pane a forma di nastro attorcigliato, IGP, croccante alle estremità e morbido al centro. Si compra in qualsiasi forno del centro.
  • Le zone: le trattorie storiche si concentrano intorno a Via delle Volte e nel quartiere del Ghetto, le enoteche in via Carlo Mayr.

Dove dormire a Ferrara

La regola a Ferrara è semplice: se potete, dormite dentro le mura. Il centro storico è piccolo, si gira tutto a piedi e la sera ha una vita sua, mentre le zone esterne costringono a spostarsi. Il vero nodo è l’auto, perché il centro è quasi tutto zona a traffico limitato: chi arriva in macchina deve o scegliere una struttura con parcheggio o mettere in conto un posteggio a pagamento fuori dal perimetro, come feci io.

Dove dormire a Ferrara: in quale zona

  • Attorno al Castello e a Piazza della Repubblica: il cuore della città, a piedi da tutto. La scelta più comoda e la più cara, ideale per chi arriva in treno o resta un weekend.
  • Il quartiere medievale e il Ghetto: vie strette e case antiche a due passi dal Duomo, più caratteristico e leggermente più tranquillo la sera.
  • Zona stazione: la più pratica per chi si muove in treno e per chi ha l’auto, con il centro comunque a un quarto d’ora a piedi.
  • Fuori dalle mura: prezzi più bassi e parcheggio quasi sempre incluso, a patto di accettare 15-20 minuti di cammino o una pedalata.

Dove dormire a Ferrara: quattro indirizzi

Le abbiamo scelte così: fuori chi sta sotto 8,5 di punteggio o sotto le 100 recensioni, dentro chi ha una posizione utile e un carattere suo.

Dentro le mura

  • Hotel Annunziata (€€€): quattro stelle in Piazza della Repubblica 5, letteralmente di fronte al Castello Estense e a cinque minuti dal Duomo. Ventisette camere, rinnovato nel 2023, con biciclette a disposizione degli ospiti.
  • Hotel De Prati (€€): tre stelle a gestione familiare in via Padiglioni 5, dietro l’angolo dal castello. Era una locanda storica che a inizio Novecento ospitava scrittori e pittori, e ancora oggi tiene mostre di artisti locali.

Fuori dalle mura e in zona stazione

  • Radisson Hotel Ferrara (€€€): quattro stelle in Piazzale della Stazione 11, davanti ai binari e a un chilometro e mezzo dal Castello. La soluzione più semplice per chi arriva in treno da Bologna o da Venezia.
  • Boutique Hotel Ferrara (€€): otto camere soltanto, a un quarto d’ora a piedi dal centro e a un chilometro dalla Cattedrale, con noleggio di biciclette e auto in loco. Per chi arriva motorizzato è la scelta senza pensieri.

Come arrivare e muoversi a Ferrara

Il treno è di gran lunga il modo migliore. Ferrara è sulla linea Bologna-Padova-Venezia: da Bologna Centrale ci vogliono 26-27 minuti con i treni regionali e veloci e una ventina di minuti con l’alta velocità, e i collegamenti diretti sono decine al giorno. Dalla stazione al Castello Estense sono un chilometro e mezzo, cioè un quarto d’ora a piedi o cinque minuti di autobus. Gli aeroporti di riferimento sono Bologna, a poco meno di un’ora, e Venezia.

In auto si esce a Ferrara Nord o Ferrara Sud dall’A13, ma sappiate fin da subito che dentro le mura la macchina è più un problema che una risorsa: la zona a traffico limitato è ampia e i parcheggi in centro sono pochi. Il sistema che funziona è quello che ho usato io, cioè lasciare l’auto in uno dei parcheggi a pagamento attorno al centro storico e proseguire a piedi. Una volta in città, il mezzo vero è la bicicletta: si noleggia in stazione e in molti alberghi, e in una città piatta e senza traffico è imbattibile.

Mappa dei luoghi da vedere a Ferrara

L’ordine di visita che consiglio parte dal Castello Estense, scende di due minuti alla Cattedrale e a Piazza Trento Trieste, prosegue nel Ghetto e in via Mazzini (cinque minuti), taglia verso Via delle Volte e da lì punta a Palazzo Schifanoia, che è la tappa più lontana con una ventina di minuti a piedi dal castello. Il rientro si fa risalendo verso corso Ercole I d’Este e Palazzo dei Diamanti. Tutto il resto è mura, e le mura si fanno in bici.

Info essenziali

  • Come arrivare: treno da Bologna in 26-27 minuti, linea Bologna-Padova-Venezia; in auto A13, uscite Ferrara Nord o Sud.
  • Quando andare: aprile-maggio e settembre-ottobre; estate afosa, inverno nebbioso.
  • Durata consigliata: un giorno pieno per il centro, due giorni con Schifanoia, il MEIS e le mura, tre con Comacchio e il Delta.
  • Biglietti: Castello Estense 12 euro (Torre dei Leoni +2), Schifanoia 12 euro, MEIS 11 euro. La MyFe Card cumulativa dei musei costa 20 euro per 2 giorni, 22 per 3 giorni e 25 per 6 giorni.
  • Come muoversi: a piedi e in bicicletta, il centro è tutto in ZTL.

Domande frequenti su Ferrara

Quanti giorni servono per visitare Ferrara?

Un giorno pieno basta per il centro storico: Castello Estense, Cattedrale, Via delle Volte, il Ghetto e Palazzo dei Diamanti. Con due giorni si aggiungono Palazzo Schifanoia, il MEIS e il giro delle mura in bicicletta, che è il modo migliore per capire la città. Con tre giorni si arriva a Comacchio e al Delta del Po.

Quanto costa entrare al Castello Estense?

Il biglietto intero costa 12 euro, il ridotto 10 euro, 5 euro per i ragazzi dagli 11 ai 17 anni e le scolaresche, gratis sotto gli 11 anni. La salita alla Torre dei Leoni è un supplemento di 2 euro. Il castello è chiuso il martedì e l’orario è 10:00-18:00, con biglietteria fino alle 17:15.

Ferrara è adatta a un weekend?

Sì, è una delle città d’arte italiane che meglio si prestano a due giorni: il centro è compatto, si gira interamente a piedi, si arriva in treno da Bologna in meno di mezz’ora e non ha la calca di Firenze o Venezia. Il periodo migliore è la primavera o l’autunno.

Perché Ferrara è famosa per le biciclette?

Perché è completamente pianeggiante, ha un centro storico quasi interamente in zona a traffico limitato e un anello di mura rinascimentali lungo 9 chilometri percorribile sul terrapieno, senza incrociare auto. Molti alberghi del centro prestano le biciclette agli ospiti.

Cosa vedere a Ferrara con i bambini?

Il Castello Estense con le prigioni e la salita alla Torre dei Leoni è la tappa che funziona meglio, e sotto gli 11 anni si entra gratis. Poi il giro delle mura in bicicletta e, appena fuori città, le valli di Comacchio con l’avvistamento dei fenicotteri.

Si può vedere la facciata della Cattedrale di Ferrara?

La Cattedrale di San Giorgio ha riaperto il 23 marzo 2024 dopo i restauri seguiti al terremoto del 2012 e si visita all’interno, ma la parte centrale della facciata è ancora coperta dai ponteggi: i lavori su facciata e campanile proseguono. Il fianco sud con la Loggia dei Merciai è invece perfettamente visibile.

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cosa vedere a Ferrara
Cosa vedere a Ferrara: la guida completa alla città degli Este 8
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