Il Castello Estense di Ferrara ha una cosa che in Italia non ha quasi nessun altro castello: il fossato ancora pieno d’acqua, con i ponti levatoi, in mezzo a una piazza dove passano le biciclette e la gente va a fare la spesa. Non è una rocca su un colle da raggiungere con il fiatone, è un maniero rosso piantato nel centro della città, e questa è già metà del motivo per cui vale la visita.
L’altra metà è quello che ci è successo dentro, che è materia da romanzo: una decapitazione all’alba, un fratello accecato che passò cinquantatré anni in una cella a pochi metri dalle sale affrescate dove la corte giocava e banchettava. Qui vi racconto cosa si vede stanza per stanza, quanto costa davvero il biglietto e quanto tempo serve, con i dati presi dal sito ufficiale e non dagli altri blog, che su questo castello si copiano tra loro cifre sbagliate da anni.
In breve
Il Castello Estense si visita in un’ora e mezza: prigioni sotterranee, cucine ducali, sale affrescate del piano nobile, Cappella Ducale e Giardino degli Aranci, più la salita alla Torre dei Leoni, l’unico punto panoramico di Ferrara. Biglietto intero 12 euro, ridotto 10, ragazzi 11-17 anni 5 euro, gratis sotto gli 11; la torre è un supplemento di 2 euro con ultimo biglietto alle 16:30. Aperto 10:00-18:00, chiuso il martedì, biglietteria fino alle 17:15. È in Largo Castello, al centro esatto della città, un quarto d’ora a piedi dalla stazione.
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Perché il Castello Estense è diverso dagli altri castelli italiani
La differenza sta nel fossato. Quasi tutti i grandi castelli urbani italiani hanno perso l’acqua da secoli, interrata o trasformata in giardino: qui invece il fossato è ancora pieno, i quattro ponti levatoi ci sono, e il risultato è che si entra passando sopra l’acqua come si faceva nel Quattrocento. Il castello ha quattro torri, un cortile interno e una pianta quadrata che si legge tutta dall’alto, ed è rimasto il centro geografico della città: da qualsiasi parte arriviate, prima o poi ci sbattete contro.
La seconda differenza è che questo castello non fu costruito contro un nemico esterno, ma contro i ferraresi. Ed è una storia che vale la pena sapere prima di entrare, perché cambia il modo in cui si guardano quelle mura.
Da fortezza contro il popolo a residenza di corte
Il 3 maggio 1385 i ferraresi, esasperati da tasse e alluvioni, si presentarono sotto il palazzo del marchese Niccolò II d’Este chiedendo conto a Tommaso da Tortona, l’alto funzionario responsabile delle imposte. La folla lo prese e lo fece letteralmente a pezzi. Niccolò II capì che poteva perdere la città e affidò all’architetto Bartolino da Novara il progetto di una fortezza che difendesse gli Este anche dai propri sudditi: la prima pietra fu posata il 29 settembre dello stesso anno, giorno di San Michele.

Per un secolo restò quello che era nato per essere, una macchina militare. Poi, tra Quattrocento e Cinquecento, gli Este ci si trasferirono e lo trasformarono in residenza: arrivarono le sale affrescate, i camerini, il giardino pensile, le logge. È questa doppia natura a rendere strana la visita, perché nello stesso edificio si scende nelle segrete e si sale nelle stanze del piacere, e la distanza tra le due è di una rampa di scale.
Nel 1598, morto senza eredi legittimi Alfonso II, Ferrara passò allo Stato Pontificio e la corte estense si trasferì a Modena. Il castello diventò sede dei legati pontifici, poi della Provincia, e solo in tempi recenti museo a tutti gli effetti.
Le prigioni: Parisina, Ugo e Don Giulio
La visita comincia dal basso, ed è la parte che resta addosso. Nelle celle sotterranee, all’alba del 21 maggio 1425, furono decapitati Ugo d’Este, vent’anni, figlio naturale del marchese Niccolò III, e Parisina Malatesta, ventuno anni, che di Niccolò era la giovane moglie e di Ugo quindi la matrigna. Erano stati scoperti amanti, e il marchese non fece sconti a nessuno dei due. I corpi furono portati via in fretta e sepolti fuori dalla tomba di famiglia. La vicenda ha attraversato i secoli fino a Byron, che ne scrisse un poemetto, e a un’opera di Mascagni.
L’altra storia è meno nota e secondo me è ancora più impressionante. Giulio d’Este, figlio naturale di Ercole I, il 3 novembre 1505 fu aggredito per ordine del fratello, il cardinale Ippolito, per una rivalità amorosa: gli uomini del cardinale lo colpirono ripetutamente agli occhi, e Giulio recuperò la vista solo in parte. Nessuno pagò per quell’aggressione. L’anno dopo Giulio e il fratello Ferrante organizzarono una congiura contro il duca Alfonso I e contro lo stesso Ippolito, furono scoperti e condannati a morte l’8 ottobre; la pena fu commutata in carcere perpetuo. Ferrante morì in cella dopo quarantatré anni. Giulio ne fece cinquantatré, e ottenne la grazia da Alfonso II nel 1559: uscì che era un vecchio di ottantun anni, vestito con abiti di mezzo secolo prima, e la città si fermò a guardarlo passare. Morì due anni dopo, il 24 marzo 1561.
Cinquantatré anni in una cella, a una rampa di scale dalle sale dove la sua famiglia continuava a banchettare.
Il piano nobile e le sale affrescate
Si sale, e cambia tutto. Il piano nobile è quello che gli Este si fecero decorare quando il castello smise di essere una caserma, e le sale si attraversano una dopo l’altra.
Il Salone dei Giochi e il Camerino dei Baccanali
Il Salone dei Giochi era la sala d’onore, quella in cui si ricevevano gli ospiti importanti, e ha la volta affrescata con le arti ginniche: lotta, corsa, lancio del disco, giochi atletici ripresi dall’antichità classica. Accanto, il Camerino dei Baccanali porta dipinti di tema bacchico attribuiti alla bottega dei Filippi, cioè Camillo e i figli Cesare e Sebastiano, quest’ultimo noto come il Bastianino, il pittore che a Ferrara trovate ovunque.
La Sala dell’Aurora e la Sala degli Stemmi
La Sala dell’Aurora prende il nome dall’affresco della volta con le ore del giorno, la Sala degli Stemmi raccoglie gli emblemi delle province del ducato. Sono gli ambienti in cui si capisce meglio l’idea di fondo della corte estense: usare la decorazione per dire chi comandava e su cosa.
La Cappella Ducale, che non è di Renata di Francia
Qui c’è un errore che quasi tutte le guide, cartacee e online, continuano a ripetere. La cappella è conosciuta come Cappella di Renata di Francia, la duchessa calvinista moglie di Ercole II, e la spiegazione che si legge dappertutto è che le pareti non hanno immagini sacre proprio per via della sua fede. È una bella storia, ma le ricerche d’archivio l’hanno smontata: la cappella fu costruita per volontà di Alfonso II, su progetto dell’architetto Alessandro Balbi, e realizzata in un anno solo, tra il dicembre 1590 e il dicembre 1591. Renata aveva lasciato Ferrara trent’anni prima. Gli affreschi della volta sono attribuiti a Giulio Marescotti, pittore attivo alla corte estense, con le dorature completate nel 1591 da Giovan Battista Rosselli.
Attenzione: il nome “Cappella di Renata di Francia” è ancora usato in molte pubblicazioni e sui pannelli di mezza Italia, quindi non stupitevi di sentirlo. La sala esiste ed è quella, cambia solo l’attribuzione: non fu voluta da lei e l’assenza di immagini sacre non dipende dal suo calvinismo.
Il Giardino degli Aranci e la Loggia
Sopra un torrione, sospeso a diversi metri da terra, c’è un giardino pensile con gli agrumi in vaso e una loggia coperta: era il giardino privato della duchessa, il posto dove si prendeva aria senza uscire dal castello e senza farsi vedere dalla città. È l’angolo più inaspettato della visita, perché sbucare in un agrumeto dopo aver camminato tra le segrete non è una transizione che ci si aspetta. Dalla loggia si vede la Cattedrale e una fetta di tetti.
Le cucine ducali e la corte che inventò il banchetto
Le cucine ducali stanno al piano terra e sono un ambiente enorme, con i camini e i passaggi di servizio. Non sono una curiosità di contorno: a Ferrara la tavola era politica. Lo scalco della corte, Cristoforo di Messisbugo, organizzava banchetti che duravano ore e nel 1549 lasciò un libro, Banchetti, composizioni di vivande et apparecchio generale, che è uno dei documenti fondamentali della cucina rinascimentale europea. Da lì passano il pasticcio di maccheroni e mezza tradizione gastronomica ferrarese che vi ritroverete nel piatto la sera.
Salire sulla Torre dei Leoni
La Torre dei Leoni è la più antica delle quattro, preesistente al castello stesso, e oggi è l’unico punto panoramico accessibile della città. Da lassù si vede il disegno di Ferrara: il centro medievale compatto a sud, il rettilineo dell’Addizione Erculea che taglia verso nord, l’anello verde delle mura che chiude tutto e, nelle giornate limpide, la pianura fino al Po. È anche la torre in cui furono rinchiusi Giulio e Ferrante, il che la rende una salita con un peso addosso.

Info pratica: la salita alla torre è un supplemento di 2 euro sul biglietto del museo, gratuita per i possessori di MyFe card e per i minori fino a 11 anni. Attenzione agli orari, che sono più stretti di quelli del castello: l’ultimo biglietto per la torre si fa alle 16:30 e l’ultima salita è alle 17:15. Se arrivate alle 16:45 il castello vi accoglie, la torre no.
Orari, biglietti e quanto tempo serve
Sui prezzi di questo castello circolano cifre discordanti da anni: c’è chi scrive 10 euro con ridotto a 8 e chi scrive 12 con ridotto a 6, e non ha ragione nessuno dei due. La confusione nasce dal supplemento della torre, che alcuni sommano e altri no. Questa è la tariffa reale, presa dal sito ufficiale del Castello Estense.
| Biglietto | Prezzo | Chi ne ha diritto |
|---|---|---|
| Intero | 12,00 € | tutti |
| Ridotto | 10,00 € | over 65, gruppi da 15 persone, studenti universitari, soci FAI e Coop Alleanza 3.0 |
| Ragazzi e scuole | 5,00 € | minori 11-17 anni, gruppi scolastici delle secondarie |
| Gratuito | 0 € | under 11, un minore 11-17 per adulto pagante, disabili e accompagnatore, guide, giornalisti, chi compie gli anni quel giorno |
| Torre dei Leoni | +2,00 € | supplemento, gratis con MyFe card e under 11 |
| MyFe Card | 20 / 22 / 25 € | cumulativa dei musei di Ferrara per 2, 3 o 6 giorni |
L’orario è 10:00-18:00 con chiusura il martedì, e la biglietteria chiude alle 17:15. La prenotazione online è fortemente consigliata e diventa obbligatoria per i gruppi. Sulla durata il castello stesso è onesto e dichiara che serve almeno un’ora, ma che se ci si mette a leggere tutti i pannelli si arriva tranquillamente a tre: la mia stima realistica, per chi vuole vedere bene senza correre, è un’ora e mezza più la torre.
Se invece volete che qualcuno vi racconti le storie mentre siete nelle stanze in cui sono successe, la visita guidata del Castello Estense dura un’ora e mezza. Su questo castello, dove metà del valore sta in vicende che i pannelli riassumono in tre righe, è uno dei casi in cui la guida cambia davvero la giornata.
Accessibilità e regole della visita
Queste sono informazioni che quasi nessuno mette e che invece decidono se una visita è fattibile o no, e le riporto come le dichiara il castello. Chi si muove in carrozzina accede al percorso grazie agli ascensori della torre di San Paolo, ma restano escluse le prigioni e la Torre dei Leoni, che hanno scale strette e non sono adattabili. Esiste anche una guida in Comunicazione Aumentativa Alternativa, pensata per rendere il castello fruibile alle persone con disabilità cognitive.
- Fotografie: consentite con dispositivi tenuti in mano, senza flash nelle sale affrescate.
- Bagagli: armadietti a disposizione dopo l’acquisto del biglietto, funzionano con una moneta da 1 euro.
- Animali: ammessi solo quelli di piccola taglia e trasportati in borse apposite.
- Servizi igienici: due accessibili al primo piano, vicino alla Sala degli Stemmi e alla Sala della Pazienza, più uno in cortile che per chi non ha il biglietto costa 0,50 euro.
Il restauro in corso: cosa sapere prima di andare
Il castello porta ancora i segni del terremoto che colpì l’Emilia il 20 e il 29 maggio 2012, e nel 2026 è stato aggiudicato l’appalto per la riparazione e il miglioramento strutturale: 12,8 milioni di euro finanziati da Ministero della Cultura, Regione e Provincia, a un raggruppamento di imprese guidato da Lares. È un cantiere lungo, destinato a procedere per fasi e a interessare ambienti diversi nel tempo.

Nel momento in cui scriviamo il castello è regolarmente aperto con orari pieni, ospita mostre e aperture serali straordinarie, e non risultano chiusure annunciate. Ma su un monumento con un cantiere strutturale in corso la situazione può cambiare di mese in mese: prima di partire, soprattutto se venite apposta per un ambiente preciso come le prigioni o la torre, un controllo sul sito ufficiale vale i trenta secondi che costa.
Visite guidate al castello e in città
- Tour guidato del Castello Estense (1 ora e mezza): il castello raccontato stanza per stanza, prigioni comprese.
- Tour a piedi di 2 ore del centro città: parte dal castello e prosegue nel resto di Ferrara.
- Tour guidato a piedi con guida locale (2 ore).
- Walking tour del centro storico (2 ore).
- La salita alla Torre dei Leoni non si prenota a parte: si aggiunge al biglietto in biglietteria, e basta.
Come arrivare al Castello Estense
Il castello è in Largo Castello, esattamente al centro di Ferrara. Dalla stazione ferroviaria sono un chilometro e mezzo, cioè un quarto d’ora a piedi lungo viale Cavour, oppure cinque minuti di autobus. In treno Ferrara è comodissima: da Bologna Centrale ci vogliono 26-27 minuti.
In auto si esce a Ferrara Nord o Ferrara Sud dall’A13, ma il centro è zona a traffico limitato e sotto il castello non si parcheggia: conviene lasciare la macchina in uno dei parcheggi a pagamento attorno al centro storico e proseguire a piedi. Il castello è il punto di partenza naturale di qualsiasi giro in città: se state organizzando la visita completa, trovate tutto nella la guida completa alla città degli Este, dove ci sono anche le zone dove dormire.
Info essenziali
- Dove: Largo Castello, Ferrara, centro città.
- Orari: 10:00-18:00, chiuso il martedì; biglietteria fino alle 17:15.
- Biglietti: intero 12 €, ridotto 10 €, ragazzi 11-17 anni 5 €, Torre dei Leoni +2 €. Prenotazione online consigliata sul sito ufficiale.
- Durata: un’ora e mezza con la torre, fino a tre ore leggendo tutti i pannelli.
- Accessibilità: percorso in carrozzina sì, prigioni e torre no.
Domande frequenti sul Castello Estense
Quanto costa entrare al Castello Estense di Ferrara?
Il biglietto intero costa 12 euro, il ridotto 10 euro (over 65, gruppi da 15, universitari, soci FAI e Coop Alleanza 3.0), 5 euro per i ragazzi dagli 11 ai 17 anni e le scolaresche, gratis sotto gli 11 anni. La salita alla Torre dei Leoni è un supplemento di 2 euro.
Che giorno è chiuso il Castello Estense?
Il castello è chiuso il martedì. Negli altri giorni apre dalle 10:00 alle 18:00, con la biglietteria che chiude alle 17:15.
Quanto tempo serve per visitare il Castello Estense?
Il castello dichiara che serve almeno un’ora, e fino a tre ore per chi legge tutti i pannelli. Una visita completa senza correre, torre inclusa, richiede circa un’ora e mezza.
Si può salire sulla Torre dei Leoni?
Sì, con un supplemento di 2 euro sul biglietto del museo. È l’unico punto panoramico accessibile di Ferrara, ma gli orari sono più stretti di quelli del castello: ultimo biglietto per la torre alle 16:30 e ultima salita alle 17:15.
Il Castello Estense è accessibile in carrozzina?
Il percorso museale è accessibile grazie agli ascensori della torre di San Paolo, ma restano escluse le prigioni sotterranee e la Torre dei Leoni. Esiste anche una guida in Comunicazione Aumentativa Alternativa per i visitatori con disabilità cognitive.
Chi erano Ugo e Parisina?
Ugo d’Este, figlio naturale del marchese Niccolò III, e Parisina Malatesta, giovane moglie di Niccolò e quindi matrigna di Ugo. Scoperti amanti, furono decapitati nelle celle sotterranee del castello all’alba del 21 maggio 1425. La vicenda ispirò un poemetto di Lord Byron e un’opera di Mascagni.
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