Cosa vedere in Veneto è una domanda che a prima vista sembra avere una risposta sola, e quella risposta è Venezia. Ho imparato con gli anni che è la trappola più elegante d’Italia. Perché il Veneto è nato guardando l’acqua, ma non si è fermato lì: la Serenissima ha risalito i fiumi, ha comprato la terraferma, e lungo il Brenta e il Sile ha seminato ville, mura, campanili e osterie fino a dove le Dolomiti chiudono l’orizzonte. Chi arriva a Venezia e riparte da Venezia si porta a casa un capolavoro, ma si perde la regione che lo ha reso possibile.
C’è poi una cosa che ho notato leggendo le guide, e che mi ha convinto a scrivere questa: quasi tutte vi elencano i luoghi belli, nessuna vi dice come ci si arriva davvero. Nel Veneto è un peccato doppio, perché questa è forse la regione italiana dove si viaggia meglio senza automobile, e nessuno ve lo racconta. Come dico sempre, l’esperienza di qualcuno salva sempre qualcun altro: tra Verona, Vicenza, Padova e Venezia si passa da una città d’arte all’altra in meno di un’ora di treno regionale, e le città murate stanno quasi tutte su una linea ferroviaria.
Ho diviso questa guida in sette zone, così che possiate orientarvi e costruirvi il viaggio addosso: Venezia con la laguna, Verona e il Garda, Padova con i Colli Euganei, Vicenza e le ville del Palladio, il circuito delle città murate, Treviso con le colline del Prosecco, le Dolomiti bellunesi e infine il Delta del Po. E poi la parte pratica che di solito manca, cioè cosa mangiare, quando andare, dove dormire e come muoversi anche senza auto.
In breve
Il Veneto si legge su sette zone: Venezia e la laguna (Murano, Burano, Torcello, Chioggia), Verona con la sponda veneta del lago di Garda, Padova con i Colli Euganei e le terme, Vicenza con le ville palladiane UNESCO e la Riviera del Brenta, il circuito delle città murate (Cittadella, Montagnana, Marostica, Soave, Castelfranco), Treviso con le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, le Dolomiti bellunesi (Cortina, Tre Cime di Lavaredo, Marmolada) e il Delta del Po. Le quattro città d’arte sono collegate da treni regionali frequenti e distano meno di un’ora l’una dall’altra: si visitano benissimo senza auto. Servono invece bus o auto per le Dolomiti, i borghi pedemontani come Asolo e il Delta. Bastano 3 giorni per le città d’arte, 5 per aggiungere colline e ville, una settimana per arrivare in montagna. Periodo migliore: primavera e settembre per le città, luglio e agosto per le Dolomiti.
Indice dell’Articolo
Venezia e la laguna, il punto di partenza
Partiamo dall’ovvio, ma facciamolo in fretta, perché a Venezia servirebbe una guida a parte e prima o poi gliela dedicheremo. Piazza San Marco, il Palazzo Ducale, il Canal Grande e il Ponte di Rialto li conoscete già, e il mio consiglio è di dedicare alla città almeno due giorni pieni, dormendoci, perché Venezia cambia natura quando le escursioni giornaliere ripartono e i campi si svuotano. La Venezia delle sei del pomeriggio non ha niente a che vedere con quella delle undici del mattino.

Quello che invece quasi nessuno fa, ed è un errore, è dare alla laguna il tempo che merita. Murano con le sue fornaci del vetro, Burano con le case dipinte e il merletto, e soprattutto Torcello, che di tutte è la più commovente: quattro case, un canale, e la basilica di Santa Maria Assunta con i suoi mosaici bizantini, che è il luogo da cui Venezia è cominciata prima ancora di essere Venezia. Vale la pena sapere che a sud la laguna finisce a Chioggia, una città di pescatori con i suoi canali e il suo mercato del pesce, che i veneziani chiamano con una punta di sufficienza “la piccola Venezia” e che invece è semplicemente più vera.
Consiglio: per le isole prendete il vaporetto dalle Fondamente Nove al mattino presto e fate il giro al contrario rispetto a tutti, partendo da Torcello e chiudendo con Murano. Arriverete nell’isola più silenziosa quando è ancora deserta, e vi ritroverete a Murano nel pomeriggio, quando i gruppi hanno già finito il loro giro.
Verona e la sponda veneta del lago di Garda
Verona è la seconda grande città d’arte del Veneto e per molti versi la più vivibile. L’Arena romana, che d’estate ospita la stagione lirica ed è uno degli anfiteatri antichi meglio conservati al mondo, Piazza delle Erbe con le sue case affrescate, il Ponte Scaligero, le arche degli Scaligeri. La Casa di Giulietta con il famoso balcone è, va detto con onestà, un’invenzione novecentesca costruita su una casa medievale: fateci la vostra foto e passate oltre, perché a duecento metri c’è la basilica di San Zeno Maggiore con il suo portale, che è arte vera.

Da Verona si sale alla Valpolicella, la terra dell’Amarone, e in mezz’ora si arriva al lago. La sponda veneta del Garda è quella dolce dei borghi: Peschiera del Garda con la sua fortezza veneziana, Lazise e Bardolino tra i vigneti, Garda affacciata sul suo golfo, e più a nord Malcesine con il castello scaligero e la funivia girevole che sale al Monte Baldo, dove il panorama vale da solo il viaggio. Il Garda però è un mondo a sé, a cavallo di tre regioni, e lo abbiamo raccontato in una guida dedicata alle mete più belle del lago di Garda.
Padova, i Colli Euganei e le terme
Padova è la città che i viaggiatori sottovalutano di più e quella che io consiglio sempre per prima a chi mi chiede dove fermarsi. Ha la Cappella degli Scrovegni con il ciclo di affreschi di Giotto, dal 2021 patrimonio UNESCO insieme agli altri cicli pittorici trecenteschi della città, e per me è semplicemente uno dei posti più belli d’Italia. Ha Prato della Valle, la piazza ellittica più grande d’Europa, con l’isola e le statue in cerchio. Ha la basilica di Sant’Antonio, meta di pellegrinaggio da otto secoli. E ha l’Orto botanico, fondato nel 1545, il più antico orto universitario del mondo ancora nella sua posizione originaria, anch’esso UNESCO.

A sud della città si alzano i Colli Euganei, che sono coni vulcanici spenti in mezzo alla pianura, ricoperti di vigne e di boschi. Qui c’è Arquà Petrarca, il borgo dove Francesco Petrarca ha scelto di finire i suoi giorni e dove si visita la sua casa, e ci sono Monselice con la sua via delle Sette Chiese e la rocca. Ai piedi dei colli si apre il distretto termale più grande d’Europa, quello di Abano e Montegrotto, dove i romani già venivano a curarsi nei fanghi e dove si viene ancora oggi. È la zona giusta per rallentare in mezzo a un viaggio di città d’arte.
Info pratica: la Cappella degli Scrovegni si visita solo su prenotazione obbligatoria, con ingressi contingentati a piccoli gruppi e una sosta preliminare in una sala di compensazione climatica. La visita agli affreschi dura pochi minuti: prenotate con largo anticipo, soprattutto nei fine settimana, e verificate orari e modalità sul sito ufficiale prima di partire.
Vicenza, il Palladio e la Riviera del Brenta
Vicenza è la città di Andrea Palladio, l’architetto che ha ridisegnato l’idea stessa di villa e che ha influenzato mezzo mondo, dall’Inghilterra georgiana alla Casa Bianca. Il sito UNESCO si chiama “La città di Vicenza e le ville palladiane del Veneto” e comprende ventitré monumenti palladiani nel centro storico più ventiquattro ville sparse nel territorio regionale. In città si vedono la Basilica Palladiana in Piazza dei Signori e il Teatro Olimpico, il più antico teatro coperto d’Europa, con la sua scenografia fissa in prospettiva che ancora oggi lascia a bocca aperta. Fuori dalle mura c’è la Villa Almerico Capra, che tutti chiamano La Rotonda, la villa più imitata della storia dell’architettura.

Il modo più bello di vedere le altre ville è però scendere lungo il Brenta. Tra Padova e Venezia il naviglio è costeggiato da decine di ville venete, costruite dai patrizi come residenze di campagna: Villa Foscari detta la Malcontenta, che è di Palladio, Villa Widmann, e la monumentale Villa Pisani a Stra con il suo labirinto di siepi. Si possono vedere in auto, ma si dovrebbero vedere dall’acqua, a bordo del Burchiello, la motonave che ripete il percorso delle barche settecentesche e che naviga da marzo a ottobre.
Attenzione: la Villa Pisani di Stra, quella famosa con il labirinto, NON è una villa palladiana e non fa parte del sito UNESCO. È una reggia settecentesca costruita quasi due secoli dopo la morte del Palladio. La Villa Pisani palladiana è un’altra, si trova a Bagnolo di Lonigo e si visita su appuntamento. È una confusione in cui cadono in molti, guide comprese.
Il circuito delle città murate
Ecco la cosa che nessuno vi racconta e che secondo me è il vero tesoro nascosto della regione. Il Veneto ha la più straordinaria concentrazione di città murate medievali d’Italia, e quasi tutte le guide le sparpagliano qua e là come curiosità isolate. Messe insieme, invece, fanno un itinerario di tre o quattro giorni che vale un viaggio a sé, e che regala quel Veneto minore, tranquillo e verissimo, che i turisti attraversano in autostrada senza fermarsi.
Cittadella è la più impressionante: la sua cinta muraria ellittica è percorribile lungo il camminamento di ronda sopraelevato, e camminare per due chilometri guardando dentro e fuori la città è un’esperienza che i bambini adorano. Montagnana ha una cinta di pari lunghezza scandita da ventiquattro torri esagonali, ed è considerata tra le meglio conservate d’Europa. Castelfranco Veneto conserva le sue mura e il fossato, ed è la città di Giorgione. Soave è arroccata sotto il suo castello scaligero, in mezzo ai vigneti del vino bianco che porta il suo nome. E poi c’è Marostica, la città degli scacchi, dove ogni due anni la partita si gioca in piazza con figuranti in costume.
Nel Veneto le mura non difendono più niente, e proprio per questo sono diventate il modo più bello di guardare una città: da sopra, camminandoci in cerchio.
Treviso, le Colline del Prosecco e la pedemontana
Treviso è una città d’acqua che quasi nessuno mette in programma. Il Sile e i suoi canali attraversano il centro, i portici affrescati, la pescheria su un’isola in mezzo al fiume. È una città da vivere all’ora dell’aperitivo, che qui è un rito serio, e da usare come base per salire sulle colline.

Perché sopra Treviso ci sono le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, patrimonio UNESCO dal 2019 come paesaggio culturale: un mare di ciglioni ripidissimi coltivati a vite, con le cantine, la strada del vino e i borghi come Cison di Valmarino. Più a ovest la pedemontana regala Asolo, che Giosuè Carducci chiamò la città dai cento orizzonti e dove hanno vissuto Eleonora Duse e Freya Stark, e Bassano del Grappa con il suo Ponte Vecchio coperto disegnato dal Palladio, il legno, la grappa e il fiume che ci scorre sotto.
Le Dolomiti venete e il Bellunese
A nord la pianura finisce di colpo e cominciano le Dolomiti, lo spettacolo d’Italia. La parte veneta è tutta in provincia di Belluno ed è la più severa e la meno addomesticata delle tre. C’è Cortina d’Ampezzo, la regina delle Dolomiti, con le sue Tofane e il suo passeggio. Ci sono le Tre Cime di Lavaredo sopra Auronzo, che sono l’immagine stessa della montagna italiana e il cui giro ad anello è il trekking più celebre delle Alpi. C’è il lago di Misurina, e c’è la Marmolada, la regina delle Dolomiti, la vetta più alta del gruppo, con il suo ghiacciaio che si ritira anno dopo anno.

In fondovalle c’è Belluno con i suoi dintorni, una città che pochi visitano e che ha un centro veneziano bellissimo affacciato sul Piave. E risalendo il Vajont si arriva a Longarone, dove il 9 ottobre 1963 la frana del monte Toc scavalcò la diga e cancellò il paese con quasi duemila morti. La diga è ancora lì, intatta, e si visita. Non è una tappa turistica, ma è una di quelle che restano addosso.
Attenzione: in alta stagione l’accesso in auto alle Tre Cime di Lavaredo prevede un pedaggio sulla strada del rifugio Auronzo, e i parcheggi si riempiono nelle prime ore del mattino. Diverse località dolomitiche applicano d’estate limitazioni al traffico sui passi. Verificate sempre le regole aggiornate del periodo prima di partire, perché cambiano di anno in anno.
Il Delta del Po e la costa veneta
All’estremo sud, dove il Po si sfilaccia in rami e si consegna all’Adriatico, c’è la zona più ignorata e più sorprendente del Veneto. Il Parco Regionale Veneto del Delta del Po è la più vasta zona umida d’Italia ed è Riserva della Biosfera del programma MAB dell’UNESCO dal 2015. Si gira in bicicletta sugli argini, perché è tutto piatto, oppure in motonave tra le lagune e le valli da pesca, in mezzo agli aironi, ai fenicotteri e ai cavalieri d’Italia. È il Polesine, una terra di acqua e di silenzio che assomiglia più all’Olanda che all’Italia.

Sulla costa più a nord si allineano le spiagge: Caorle con il suo campanile cilindrico e il borgo di pescatori dalle case colorate, Jesolo con i suoi quindici chilometri di sabbia, Sottomarina davanti a Chioggia. Non è la costa più bella d’Italia, ma è attrezzata, comoda e a mezz’ora da Venezia, e per una famiglia in agosto conta parecchio.
Cosa mangiare in Veneto, zona per zona
La cucina veneta cambia radicalmente ogni cinquanta chilometri, ed è una delle poche regioni dove il piatto simbolo di una città è quasi sconosciuto in quella accanto. Val la pena mangiare seguendo la geografia.
Cosa si mangia, zona per zona
- Venezia: i cicheti, i bocconcini da bancone accompagnati dall’ombra di vino, nei bacari. Poi sarde in saor, risi e bisi, fegato alla veneziana.
- Vicenza: il baccalà alla vicentina, che si fa con lo stoccafisso e il latte e si serve con la polenta. Ha perfino una confraternita che ne difende la ricetta.
- Verona: la pastissada de caval, brasato di cavallo al vino rosso, e i bigoli con l’anatra. Da bere Amarone, Valpolicella e Soave.
- Treviso: il radicchio rosso di Treviso IGP, il tardivo, che si mangia anche alla griglia. E il tiramisù, la cui paternità la provincia rivendica con convinzione.
- Padova e i Colli: i bigoli con la gallina padovana, presidio Slow Food, e i vini dei Colli Euganei.
- Il Delta e il Polesine: l’anguilla, le vongole di Scardovari e il riso del Delta del Po IGP.
Quando andare in Veneto
Il Veneto non ha una stagione sola, ne ha due che non coincidono: quella delle città e quella della montagna. Chi va per le città d’arte deve evitare l’estate, quando Venezia diventa una prova di sopportazione e la pianura è afosa e umida. Chi va per le Dolomiti in aprile trova i sentieri ancora chiusi.
| Periodo | Cosa dà il meglio | Cosa evitare |
|---|---|---|
| Marzo-maggio | Città d’arte, ville palladiane, Colli Euganei, Riviera del Brenta | Dolomiti (sentieri alti ancora chiusi) |
| Giugno-agosto | Dolomiti, Garda, spiagge, stagione lirica all’Arena di Verona | Venezia e la pianura: caldo, umidità e folla |
| Settembre-ottobre | Il periodo migliore in assoluto: vendemmia sul Prosecco, città vuote, foliage in montagna | Nulla, salvo le prime nebbie di fine ottobre |
| Novembre-febbraio | Venezia in acqua alta e senza folla, Carnevale, terme euganee, sci | Delta del Po e Polesine, freddi e nebbiosi |
Come muoversi in Veneto, anche senza auto
Ed eccoci al punto che mi sta più a cuore, perché è quello che nessuna guida vi spiega. Il Veneto è la regione italiana in cui si può fare a meno dell’auto con meno rimpianti, e il motivo è geografico: le quattro città d’arte sono allineate come perle su un unico filo ferroviario, la linea Milano-Venezia. Verona e Vicenza distano poco più di venticinque minuti di treno regionale. Da Vicenza a Padova sono un quarto d’ora scarso. Da Vicenza a Venezia si arriva in meno di un’ora, e Verona e Venezia sono le due estremità, a circa un’ora e mezza. I treni passano di continuo, più volte all’ora.
Questo cambia il modo di organizzare il viaggio: potete dormire una settimana a Padova o a Vicenza, che costano molto meno di Venezia, e girare la regione a raggiera senza mai mettervi al volante. Sulla stessa linea, tra l’altro, c’è la stazione di Peschiera del Garda, e quindi anche il lago si raggiunge in treno. I Colli Euganei hanno addirittura una fermata che si chiama Terme Euganee-Abano-Montegrotto, e le città murate di Monselice, Este e Montagnana stanno su una linea regionale.
Dove il ragionamento si complica è la montagna, e qui bisogna essere onesti: Cortina d’Ampezzo non ha una stazione ferroviaria, la sua vecchia ferrovia è stata smantellata da decenni. Ci si arriva in treno fino a Calalzo-Pieve di Cadore e poi con l’autobus di linea, oppure con i bus diretti che partono da Venezia Mestre e dall’aeroporto Marco Polo.
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Zona | Come arrivarci senza auto | Serve l’auto? |
|---|---|---|
| Venezia e la laguna | Treno fino a Santa Lucia, poi vaporetto per le isole | No, l’auto è un problema |
| Verona, Vicenza, Padova | Treni regionali frequenti sulla linea Milano-Venezia | No |
| Garda veneto | Treno a Peschiera del Garda, poi bus e battelli di navigazione | No |
| Colli Euganei e terme | Treno (Terme Euganee-Abano-Montegrotto, Battaglia, Monselice) | Utile per i borghi interni |
| Città murate | Treno per Cittadella, Castelfranco, Montagnana, Este, Soave (da Verona) | No, salvo Marostica (bus da Bassano) |
| Riviera del Brenta | Motonave Burchiello Padova-Venezia (da marzo a ottobre), oppure bus | No |
| Prosecco e pedemontana | Treno per Conegliano e Bassano; Asolo con bus da Bassano o Montebelluna | Consigliata per le colline |
| Dolomiti e Cortina | Treno a Calalzo-Pieve di Cadore + bus, o bus diretti da Venezia | Comoda ma non indispensabile |
| Delta del Po | Treno a Rovigo o Adria, poi bus; poi bicicletta o motonave | Sì, o bici |
Attenzione: non esiste un biglietto turistico unico valido su tutti i mezzi del Veneto, malgrado quello che si legge in giro: valgono le normali tariffe regionali. E le linee ferroviarie verso le Dolomiti sono spesso interessate da lavori con bus sostitutivi. Prima di partire controllate sempre gli avvisi aggiornati di Trenitalia e degli operatori locali, perché gli orari cambiano da una stagione all’altra.
Dove dormire in Veneto: in quale zona
In quale zona conviene dormire
- Venezia centro storico: l’unico modo di vivere la città al mattino e alla sera. La scelta più bella e la più cara. Senza auto per forza.
- Mestre o Padova: la base economica e ferroviaria. Padova è una vera città d’arte, quindi a parità di prezzo è la scelta migliore delle due.
- Vicenza o Verona: baricentriche per chi vuole ville palladiane, città murate e Garda senza spostare i bagagli.
- Colline del Prosecco e Asolo: agriturismi e dimore d’epoca tra le vigne, per chi cerca lentezza. Qui l’auto serve.
- Cortina e il Cadore: base per le Dolomiti. Cortina è cara: Auronzo, San Vito e i paesi del Cadore costano molto meno.
- Costa (Jesolo, Caorle): per famiglie con bambini in estate, a mezz’ora da Venezia.
Itinerari in Veneto: 3, 5 e 7 giorni
Il Veneto si presta a itinerari a raggiera più che a lunghi trasferimenti: come sempre nei nostri viaggi scegliamo una base baricentrica e da lì ci muoviamo, perché fare e disfare le valigie ogni sera è il modo migliore per tornare a casa più stanchi di quando si è partiti.
| Durata | Itinerario | Base consigliata |
|---|---|---|
| 3 giorni | Venezia e la laguna (2 giorni), Padova con la Cappella degli Scrovegni (1 giorno) | Venezia o Padova |
| 5 giorni | I 3 giorni sopra, più Vicenza con il Teatro Olimpico e la Rotonda, più Verona e una sera all’Arena | Padova o Vicenza |
| 7 giorni | I 5 giorni sopra, più le Colline del Prosecco e Asolo, più due giorni sulle Dolomiti tra Cortina e le Tre Cime | Padova, poi Cortina o il Cadore |
| 7 giorni (variante lenta) | Venezia, il circuito delle città murate, i Colli Euganei e le terme, il Delta del Po in bicicletta | Padova |
Le sette zone del Veneto a confronto
| Zona | Giorni | Periodo migliore | Per chi |
|---|---|---|---|
| Venezia e laguna | 2-3 | Novembre-marzo | Prima volta, arte, coppie |
| Verona e Garda | 2 | Aprile-giugno, settembre | Opera, vino, famiglie |
| Padova, Colli e terme | 2 | Aprile-maggio, ottobre | Arte, benessere, budget |
| Vicenza e Riviera del Brenta | 1-2 | Marzo-giugno | Architettura, Palladio |
| Città murate | 2-3 | Aprile-ottobre | Slow travel, bambini, bici |
| Prosecco e pedemontana | 2 | Settembre-ottobre | Enoturismo, coppie |
| Dolomiti bellunesi | 3-4 | Luglio-settembre, inverno | Trekking, montagna, sci |
| Delta del Po | 1-2 | Maggio-giugno, settembre | Natura, birdwatching, bici |
Cosa fare in Veneto
- Giro in gondola o in vaporetto tra le isole della laguna veneziana.
- Navigazione del Burchiello lungo la Riviera del Brenta, con visita alle ville venete.
- Degustazione nelle cantine delle Colline del Prosecco e in Valpolicella.
- Trekking ad anello delle Tre Cime di Lavaredo e funivie sulle Tofane.
- Escursione in motonave o in bicicletta nel Delta del Po.
Info essenziali
- Come arrivare: aeroporti di Venezia Marco Polo, Treviso e Verona Villafranca; stazioni di Venezia Santa Lucia, Padova, Vicenza e Verona Porta Nuova sull’alta velocità.
- Quando andare: settembre e maggio sono i mesi migliori; luglio e agosto solo per le Dolomiti e il mare.
- Durata consigliata: 3 giorni per le città d’arte, 7 per unire colline e montagna.
- Come muoversi: treno regionale tra le città d’arte, bus e auto per Dolomiti, pedemontana e Delta.
Domande frequenti sul Veneto
Cosa vedere in Veneto oltre Venezia?
Moltissimo: Verona con l’Arena, Padova con la Cappella degli Scrovegni di Giotto, Vicenza con il Teatro Olimpico e le ville palladiane UNESCO, il circuito delle città murate (Cittadella, Montagnana, Marostica, Soave, Castelfranco), le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, le Dolomiti bellunesi con Cortina e le Tre Cime di Lavaredo, e il Delta del Po.
Quanti giorni servono per visitare il Veneto?
Con 3 giorni si vedono Venezia e Padova. Con 5 giorni si aggiungono Vicenza e Verona. Con una settimana si arriva anche alle Colline del Prosecco e alle Dolomiti. Conviene scegliere una base baricentrica come Padova o Vicenza e muoversi a raggiera in treno, invece di cambiare albergo ogni sera.
Si può visitare il Veneto senza auto?
Sì, ed è una delle regioni italiane dove riesce meglio. Verona, Vicenza, Padova e Venezia sono sulla stessa linea ferroviaria e distano meno di un’ora l’una dall’altra, con treni regionali frequenti. In treno si raggiungono anche Peschiera del Garda, le terme euganee e quasi tutte le città murate. Servono bus o auto per le Dolomiti, Asolo, le colline del Prosecco e il Delta del Po.
Qual è il periodo migliore per andare in Veneto?
Settembre e ottobre sono i mesi migliori in assoluto: le città si svuotano, sulle colline del Prosecco c’è la vendemmia e in montagna arriva il foliage. La primavera è ideale per le ville palladiane e i Colli Euganei. L’estate va bene solo per le Dolomiti, il Garda e il mare, perché Venezia e la pianura sono calde, umide e affollate.
Quante sono le ville palladiane patrimonio UNESCO?
Il sito UNESCO si chiama La città di Vicenza e le ville palladiane del Veneto ed è stato iscritto nel 1994, poi ampliato nel 1996. Comprende ventitré monumenti palladiani nel centro storico di Vicenza e ventiquattro ville palladiane sparse nel territorio regionale. La più celebre è Villa Almerico Capra, detta La Rotonda.
Come si arriva a Cortina d’Ampezzo senza auto?
Cortina d’Ampezzo non ha una stazione ferroviaria. Si arriva in treno fino a Calalzo-Pieve di Cadore, capolinea della linea da Padova e Venezia, e da lì si prosegue con l’autobus di linea. In alternativa ci sono bus diretti da Venezia Mestre e dall’aeroporto Marco Polo. Verificate sempre orari e coincidenze aggiornati prima di partire.
Cosa si mangia in Veneto?
La cucina cambia da città a città: cicheti e sarde in saor a Venezia, baccalà alla vicentina a Vicenza, pastissada de caval a Verona, radicchio IGP e tiramisù a Treviso, bigoli con la gallina padovana a Padova, anguilla e riso del Delta nel Polesine. Tra i vini Amarone, Valpolicella, Soave e naturalmente il Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene.
Quali sono le città murate del Veneto?
Le principali sono Cittadella, con il camminamento di ronda percorribile lungo la cinta ellittica, Montagnana con le sue ventiquattro torri esagonali, Castelfranco Veneto con le mura e il fossato, Soave arroccata sotto il castello scaligero tra i vigneti, e Marostica, la città della partita a scacchi vivente. Il Veneto ne ha la concentrazione più alta d’Italia.
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