Il Portogallo l’ho girato in macchina, come faccio quasi sempre: giù da Lisbona, poi su verso il centro e Coimbra, e alla fine Porto con la valle del Douro dietro l’angolo. È un paese fatto apposta per il fly and drive, con le distanze giuste e le strade buone, e se ripenso a quel viaggio la prima cosa che mi torna in mente non è un monumento. È un tavolino al Mercado da Ribeira, a Lisbona, dove abbiamo fatto la nostra prima degustazione di vino Porto cercando di capire la differenza fra un Tawny e un Ruby. Ci ho messo anni ad ammettere che non ci avevamo capito granché, e il motivo l’ho scritto anche allora: erano le tre sangrie bevute prima dell’assaggio.
Ecco, quella storia lì mi è tornata in mente tutta insieme mentre leggevo la scheda del Portogallo della Farnesina per scrivere questo articolo. Perché in Portogallo la sanità funziona bene, la tessera sanitaria europea vale e nessuno vi chiede una polizza alla frontiera. Il rischio vero, quello che sta scritto nero su bianco nei documenti ufficiali, è dall’altra parte: è la strada. Ed è la strada di un paese in cui mezzo itinerario turistico, dal Douro a Vila Nova de Gaia, consiste nell’entrare in una cantina e assaggiare qualcosa. Quello che succede dopo l’assaggio, sulla vostra polizza, è la parte che nessuno vi racconta.
In breve
In Portogallo l’assicurazione di viaggio non è obbligatoria e la tessera sanitaria europea vale a pieno titolo: la Farnesina scrive che la situazione sanitaria è «buona in tutto il Paese» e che con la TEAM si ricevono le cure necessarie previste dall’assistenza pubblica locale. Due cose però cambiano il quadro. La prima la dice il Portogallo stesso: l’ente del turismo scrive che i pronto soccorso «sono riservati ai casi più seri» e manda il turista ai Centros de Saúde, cioè agli ambulatori, che è esattamente il contrario di quello che fa un italiano quando si fa male in vacanza. La seconda è l’automobile. Il tasso alcolemico si controlla a campione e sempre dopo un incidente, le multe per i non residenti si pagano sul posto pena il sequestro temporaneo dell’auto, e diversi tratti di autostrada non hanno il casello ma leggono la targa, con il pedaggio da saldare dopo per non prendere una sanzione. La polizza dell’auto italiana invece è valida e la Carta Verde non serve. Fuori dalla strada restano tre rischi documentati: l’oceano, che ha causato incidenti anche mortali in zone di balneazione non sempre segnalate, gli incendi forestali, che in Portogallo sono reato anche quando non sono intenzionali, e le norme rigorose sulla dispensazione dei farmaci, antibiotici compresi.
Indice dell’Articolo
In Portogallo la tessera sanitaria vale, e la sanità funziona
Comincio dalla parte buona, perché è vera e perché quasi nessuno la scrive per intero. La scheda del Portogallo di Viaggiare Sicuri, aggiornata a metà agosto 2026, apre il capitolo sanitario con una riga sola: «situazione sanitaria buona in tutto il Paese». E subito dopo aggiunge che i cittadini italiani che si recano temporaneamente nel Paese per turismo «possono ricevere le cure mediche necessarie previste dall’assistenza sanitaria pubblica locale, se in possesso della Tessera Europea di Assicurazione Malattia».
Il Portogallo è nell’Unione Europea dal 1986 ed è dentro Schengen, quindi qui non ci sono i distinguo che tocca fare altrove. La tessera è quella che avete già nel portafogli, stampata sul retro della tessera sanitaria italiana, e non c’è niente da richiedere. Vaccinazioni obbligatorie: nessuna. Visto: non necessario. Documento: passaporto oppure carta d’identità elettronica valida per l’espatrio.
Se volete capire in generale quando la voce spese mediche di una polizza entra davvero in gioco e quando invece resta ferma, ne abbiamo scritto nella guida all’assicurazione sanitaria di viaggio. Qui la tengo corta apposta, perché in Portogallo non è su quel fronte che si perde il viaggio.
Consiglio: la tessera funziona a due condizioni banalissime, e sono banali fino al giorno in cui non lo sono: che ce l’abbiate dietro fisicamente, e che sia in corso di validità. Giratela e guardate la data adesso, non la sera prima di partire. Se è scaduta la nuova arriva per posta, e non è una cosa di due giorni.
Il pronto soccorso non è per voi, e a dirlo è il Portogallo
Questa è la cosa che mi ha sorpreso di più, e non l’ho trovata su un blog di assicurazioni. L’ho trovata sul sito ufficiale dell’ente del turismo portoghese, cioè su chi il turismo lo vende. Nella pagina di visitportugal dedicata all’assistenza sanitaria c’è scritto che se serve un medico «si consiglia di recarsi presso i Centros de Saúde (ambulatori) locali», e che i servizi di pronto soccorso degli ospedali «sono riservati ai casi più seri, quali: gravi traumi, intossicazioni, bruciature, infarto, trombosi, problemi respiratori».
Leggetela di nuovo, perché è un ente del turismo che vi sta dicendo di non andare al pronto soccorso. Noi italiani in vacanza facciamo esattamente il contrario: al primo problema si punta all’ospedale, perché è l’unica cosa di cui conosciamo il nome. In Portogallo quella mossa vi mette in una coda in cui siete l’ultima priorità, e per una distorsione alla caviglia potete restare seduti mezza giornata.
C’è anche un numero che quasi nessuno conosce, e sta nella scheda della Farnesina fra le informazioni utili: la Linea Salute 24, all’808 242424. È un numero verde di informazione e assistenza sanitaria, e si può chiamare soltanto dall’interno del Portogallo. Serve proprio a farsi dire dove andare prima di partire alla cieca verso un ospedale.
E poi c’è una cosa che non ho visto scritta da nessun’altra parte, sempre su visitportugal: la Carta Emergenza. È una tessera che si scarica gratuitamente dai siti ufficiali degli enti che la promuovono, si compila, si stampa, si ritaglia e si tiene nel portafogli, e dà al personale del pronto soccorso i dati di identificazione, i contatti, l’assicurazione, le malattie, le allergie e i farmaci che si prendono. Cinque minuti di lavoro la sera prima di partire, e diventa la cosa più utile che avete addosso nel momento in cui non siete in grado di parlare.
Consiglio: a proposito di caviglie, un avvertimento che davo già anni fa nel pezzo su come visitare Lisbona e che vale il doppio adesso che parliamo di infortuni. A Lisbona si cammina davvero tanto, e mezzo centro storico è pavimentato con la calçada, quelle piastrelle di pietra chiara bellissime da fotografare e lucide come il vetro. Non mettete scarpe con la suola liscia, perché si scivola con una facilità che non immaginate. La più banale delle disavventure portoghesi comincia lì, in discesa verso l’Alfama.
Quello che la tessera sanitaria non paga
La tessera vi mette nel sistema pubblico portoghese alle stesse condizioni di un portoghese. Vuol dire due cose insieme, e la seconda si dimentica sempre: che avete diritto alle cure, e che pagate quello che paga un residente, cioè le taxas moderadoras, che sono il loro ticket. Non è gratis, è uguale a loro.
Fuori da quel perimetro, invece, non c’è niente. La stessa scheda della Farnesina, alla voce avvertenze sanitarie, lo mette per iscritto: «si consiglia di stipulare prima della partenza una polizza assicurativa che preveda la copertura delle spese mediche e l’eventuale rimpatrio aereo sanitario (o il trasferimento in altro Paese) del paziente». Il rimpatrio è la voce che la tessera non tocca in nessun caso, in nessun paese d’Europa, ed è anche quella che da sola può valere più di tutto il resto del viaggio messo insieme.
Ci aggiungo la parte che riguarda le isole, perché il Portogallo non è solo il continente. Madeira e le Azzorre sono Portogallo a tutti gli effetti e la tessera lì vale, ma sono anche due arcipelaghi in mezzo all’Atlantico: a Funchal e a Ponta Delgada ci sono soltanto i Consolati onorari, e per un caso serio il trasferimento non è una corsa in ambulanza, è un volo.
L’esclusione che nessuno legge, in un paese dove si va a degustare
Torniamo al Mercado da Ribeira e alle mie tre sangrie. A Porto la storia si è ripetuta in modo più serio, perché a Vila Nova de Gaia, sulla riva sinistra del Douro, c’è tutto il mondo del vino liquoroso concentrato in un chilometro quadrato: Sandeman, Ramos Pinto, Offley, Croft, Taylor’s, Ferreira. Noi scegliemmo Sandeman, e ricordo benissimo di aver scritto che la visita guidata era in spagnolo, ma che dopo aver sorseggiato un po’ di buon vino si capiva benissimo tutto. Era una battuta. Il problema è che dopo quella visita, come tutti, siamo risaliti in macchina.
Nessuno pensa di essere ubriaco dopo una degustazione. Si assaggia poco, si sputa quasi mai perché sembra scortese, si fanno quattro o cinque calici piccoli nell’arco di un’ora e si esce convinti di stare benissimo. Il punto è che il Porto è un vino fortificato, cioè uno di quelli a cui durante la lavorazione si aggiunge acquavite: è parecchio più alcolico di un rosso da pasto, e quei calici piccoli sono piccoli proprio per quello. Quattro assaggi che sembrano niente valgono molto più di quanto dica il livello nel bicchiere.

Il limite portoghese, dice la scheda alla voce mobilità, è lo 0,05%, che è poi lo stesso dell’Italia, quindi qui non c’è nessuna sorpresa normativa. Per chi guida da meno di tre anni e per gli autisti di professione scende invece a 0,02%. La sorpresa è come lo verificano: il test alcolemico «può essere effettuato su conducenti a campione e a seguito di un incidente, che veda coinvolti conducenti e pedoni». Chi si rifiuta viene sottoposto a un prelievo di sangue, e se risulta positivo la Polizia gli vieta la guida per dodici ore.
Quel «a seguito di un incidente» è il punto di tutto l’articolo. Non state pensando di essere fermati a un posto di blocco: state pensando alla rotonda sbagliata all’uscita di una cantina, con la macchina di qualcun altro e un verbale. In quel momento il test si fa, sempre. E le polizze di viaggio, tutte, senza eccezioni, mettono fra le esclusioni i sinistri avvenuti mentre si guida in stato di ebbrezza. È scritto nelle condizioni generali di qualunque compagnia, e il giorno in cui scatta non salta solo la responsabilità civile dell’auto: salta anche la copertura delle spese mediche vostre e dei vostri passeggeri.
Attenzione: non sto dicendo cosa copra o non copra una polizza specifica nel vostro caso, perché non lo può dire un articolo. Sto dicendo di aprire le condizioni generali prima di comprare, cercare la parola «esclusioni» e leggere quel paragrafo, che è sempre lo stesso e sta sempre in fondo. Poi, molto più semplicemente: nel gruppo si decide prima chi guida quel giorno. Noi con Ornella e i nostri amici ci alterniamo da vent’anni, e il giorno delle cantine il turno di chi guida è l’unica cosa che si stabilisce a colazione.
Le multe si pagano subito, e i pedaggi non hanno il casello
Sulla strada portoghese ci sono altre due cose che vale la pena sapere prima, perché tutte e due finiscono col costarvi dei soldi in un momento in cui non ve li aspettate.
La prima sta fra le avvertenze di sicurezza della scheda, ed è secca: «il nuovo codice della strada prevede per i non residenti il pagamento immediato di multe, pena il temporaneo sequestro dell’autovettura». Cioè non funziona come da noi, dove il verbale arriva a casa dopo settimane e uno se ne dimentica. Se vi fermano e siete stranieri, si salda lì. L’ho scritto altre volte e lo ripeto anche adesso: le multe che prendete durante il viaggio le dovrete pagare, ed è meglio saperlo prima di trovarsi a discutere sul ciglio della strada con una carta che non ha plafond.
La seconda riguarda i pedaggi, ed è una trappola vera per chi noleggia. Le autostrade portoghesi sono a pagamento, ma «alcuni tratti non hanno caselli fisici»: usano un sistema di rilevamento elettronico che registra il veicolo leggendo la targa, e il pedaggio «va pagato successivamente online o tramite dispositivi dedicati» per non incorrere in sanzione. Voi passate, non succede niente, non c’è nessuna barra che si alza, e siete convinti che quel pezzo di strada fosse gratis. Poi il conto arriva, e se avete l’auto a noleggio arriva alla società di noleggio, che ve lo gira con la sua bella commissione sopra.
La soluzione è banale e va chiesta al desk, non cercata dopo: quasi tutte le compagnie di noleggio in Portogallo offrono un transponder da attaccare al parabrezza che addebita i pedaggi in automatico. Costa pochi euro al giorno e vi toglie il problema. È esattamente il tipo di domanda che consiglio sempre di fare al ritiro, insieme a tutte le altre che ho messo in fila nella guida su come noleggiare una macchina.
Sulla polizza dell’auto, invece, buone notizie, e sfatiamo il solito mito: la Farnesina scrive in cinque parole che «l’assicurazione italiana è valida anche in Portogallo». Non serve nessuna Carta Verde, non serve comprare niente alla frontiera, e la patente italiana basta e avanza. L’unica raccomandazione è per chi guida un’auto non sua, cioè quasi tutti quelli che partono in gruppo con la macchina di un amico: è consigliabile avere una delega a condurre del proprietario con firma autenticata. Se invece l’auto è a noleggio, il capitolo che conta è un altro ed è la franchigia, di cui ho scritto per esteso parlando di assicurazione e franchigia del noleggio: è un prodotto diverso dalla polizza di viaggio e i due non si sostituiscono a vicenda.
L’Oceano non è il Mediterraneo
Qui la scheda della Farnesina usa parole che non ho trovato per nessun altro paese europeo, e vanno riportate per intero: «si sono verificati numerosi incidenti, anche mortali, in zone turistiche di balneazione e naturalistiche». Il motivo è che esistono aree «rese pericolose dalle differenti condizioni marittime (per le onde, gli scogli, le maree, i fondali), che possono non essere adeguatamente segnalate». E poi la frase che dovrebbe stare scritta all’ingresso di ogni spiaggia portoghese: bisogna «rammentare che la forza dell’Oceano è spesso superiore a quella del Mar Mediterraneo».
Noi cresciamo su un mare che perdona molto. L’Atlantico no, e non lo dice il bagnino: lo dice il Ministero degli Esteri. Vale sulle spiagge oceaniche a nord di Lisbona, vale sulla costa di Nazaré che è famosa nel mondo per le onde giganti, e vale anche in Algarve, dove Erika ha raccontato quella luce e quelle falesie che sembrano fatte per l’ultimo bagno della giornata.
Dal punto di vista della polizza il ragionamento è lineare. Un incidente in acqua fuori stagione o su una spiaggia non sorvegliata significa soccorso, e il soccorso significa trasporto sanitario, che è la voce di cui si parla sempre per ultima e che invece qui va guardata per prima. Se poi vi piacciono il surf o il bodyboard, che in Portogallo sono ovunque, quello è un capitolo a parte: gli sport acquatici stanno spesso in una sezione dedicata delle condizioni, a volte inclusi e a volte da attivare come estensione. Si controlla prima, non dopo aver noleggiato la tavola.
Appiccare un incendio è reato anche se non volevate
Gli incendi forestali in Portogallo sono un tema serio, e d’estate sono «molto frequenti, altamente pericolosi ed imprevedibili». Fin qui è una notizia di cronaca che conosciamo tutti. La riga che invece cambia le cose per chi viaggia è quest’altra, e sta nella stessa scheda: «in Portogallo provocare un incendio forestale è considerato un reato, anche qualora non sia intenzionale».
Anche qualora non sia intenzionale. Vuol dire che la sigaretta buttata male, il fornelletto da campeggio in una pineta, il barbecue improvvisato in un’area picnic durante un’allerta possono aprire un procedimento penale contro di voi, in un paese di cui non parlate la lingua. Ed è per questo che in una polizza per il Portogallo la voce che di solito nessuno guarda, cioè la tutela legale, qui sale di parecchie posizioni: è quella che vi paga un avvocato del posto e l’interprete.
La precauzione pratica costa zero e la Farnesina la indica: prima di una giornata in mezzo ai boschi si guarda il rischio incendi sulla mappa dell’Istituto portoghese di meteorologia, l’IPMA, che lo pubblica ogni giorno per comune. E il numero per segnalare un incendio o chiedere assistenza medica urgente è lo stesso che abbiamo in tasca in Italia, il 112.
Farmaci e antibiotici: in Portogallo le regole sono rigorose
Questa è breve ma tocca chiunque parta con una terapia in corso. La scheda avverte che «in Portogallo vigono norme rigorose in materia di dispensazione di determinati farmaci, compresi gli antibiotici», e raccomanda di conservare il medicinale «nella confezione originale con l’etichetta della prescrizione».
Visitportugal aggiunge il dettaglio per chi vola: la Direzione generale della Sanità portoghese raccomanda di portare i medicinali nel bagaglio a mano, sempre nella confezione originale e con la prescrizione medica. Detta così sembra burocrazia. In pratica vuol dire che il blister sfuso dentro il beauty case, con le pastiglie tagliate e la scatola lasciata a casa per fare spazio, è la mossa che vi lascia senza terapia se la valigia si perde o se in farmacia vi chiedono la ricetta.
Se vi rubano qualcosa, esiste una polizia apposta
I borseggi in Portogallo ci sono, e non li scopro io adesso: lo scrivevo già anni fa raccontando Lisbona, dove nei luoghi affollati e soprattutto sul tram i ladri sono sempre in azione e il turista è la preda preferita. La Farnesina fa i nomi delle zone, e sono quelle che avete in programma: a Lisbona Belém, la Baixa, l’Alfama, il Castelo, il Bairro Alto e il Chiado, più la metropolitana e i tram, «in particolare n. 28 e 15»; a Porto la Ponte Dom Luís I, la stazione Trindade, Rua Santa Catarina e la Ribeira; in Algarve le località turistiche d’estate.
Quello che invece quasi nessuno sa è che il Portogallo ha una polizia dedicata ai turisti, la Esquadra de Turismo, dove si viene assistiti anche nella propria lingua: a Lisbona sta dentro il Palácio Foz, in Praça dos Restauradores, e a Porto in Rua Clube Fenianos 11, con uno sportello anche a Cascais. È lì che si va a fare la denuncia, ed è una cosa che vi conviene sapere per un motivo molto concreto: senza denuncia alle autorità locali la voce bagaglio della polizza non paga, mai, in nessuna compagnia. Il rimborso non parte dal furto, parte dal foglio.
Cosa deve coprire una polizza per il Portogallo
Mettendo in fila tutto quello che abbiamo visto, ecco l’ordine con cui guarderei le voci di una polizza per un viaggio in Portogallo. È diverso dall’ordine con cui le guarderei per la Thailandia o per gli Stati Uniti, e il motivo è che qui la sanità pubblica c’è ed è buona.
- Trasporto sanitario e rimpatrio. La prima voce, e non per abitudine: fra le spiagge oceaniche, le strade e i due arcipelaghi in mezzo all’Atlantico, è quella che la tessera non copre e che costa di più.
- Spese mediche in strutture private. Servono quando non volete stare in coda, o quando il Centro de Saúde è chiuso. Nel privato la tessera non entra e si paga tutto.
- Tutela legale. Insolita così in alto, ma in un paese dove l’incendio colposo è reato e le multe si saldano sul posto, è la voce che vi mette accanto un avvocato che parla portoghese.
- Assistenza telefonica in italiano ventiquattro ore su ventiquattro. Serve per farsi dire dove andare, che è esattamente il problema di un paese che vi manda agli ambulatori invece che al pronto soccorso.
- Annullamento e interruzione. Il Portogallo si prenota con mesi di anticipo, spesso con voli low cost non rimborsabili e case affittate in anticipo.
- Bagaglio, con l’avvertenza di sopra: senza la denuncia non si va da nessuna parte.
- Sport acquatici, da verificare a parte se in programma c’è il surf. Spesso non sono inclusi nel pacchetto base.
E una voce che qui non serve, perché è giusto dirlo: non dovete comprare nessuna copertura per l’automobile in aggiunta a quella che avete già, visto che la polizza italiana in Portogallo è valida. Se noleggiate, il discorso si sposta tutto sulla franchigia, che è un’altra cosa e si tratta con la società di noleggio o con una polizza dedicata.
Perché scelgo Heymondo per il Portogallo
Sul blog usiamo Heymondo da un po’ e ne abbiamo scritto senza sconti, difetti compresi, nella recensione onesta di Heymondo. Per il Portogallo la ragione sta nelle due voci che ho messo in cima all’elenco qui sopra: sul livello Premium il trasporto sanitario e il rimpatrio sono illimitati, e l’assistenza in italiano risponde ventiquattro ore su ventiquattro direttamente dall’app, che in un paese dove la prima domanda è «dove devo andare» conta più di quanto sembri.
Detto questo, fate la cosa che consiglio sempre e non prendete la mia parola come vangelo: prima di comprare qualunque polizza, controllate quello che avete già. Una sanitaria integrativa aziendale, la carta di credito con cui avete pagato il volo, una polizza famiglia. Capita più spesso di quanto pensiate che una piccola copertura ci sia. Serve a non pagare due volte la stessa cosa, e serve soprattutto a capire cosa manca davvero, che nel caso del Portogallo è quasi sempre il rimpatrio e la tutela legale.
Quanto costa e quando comprarla
Una cifra secca non ve la do, e diffidate di chi ve la dà dentro un articolo: il premio dipende dai giorni, dall’età di chi parte, da quante persone siete e dal livello che scegliete, e un numero scritto oggi fra sei mesi è una bugia scritta bene. Quello che posso dirvi è come si guarda. Il Portogallo è una delle mete europee in cui si spende meno, e proprio per questo la polizza pesa pochissimo sul totale del viaggio: è la voce più piccola del budget ed è l’unica che protegge tutte le altre. Il preventivo per il Portogallo si fa in due minuti con lo sconto del 10% riservato a chi legge il blog, e il prezzo si vede senza doversi registrare.
Sul quando, la regola non ammette scorciatoie: si compra quando si prenota, non quando si parte. Le spese mediche funzionano comunque, ma l’annullamento copre quello che succede dopo la stipula, e in un viaggio prenotato a gennaio per luglio i mesi che restano scoperti sono esattamente quelli in cui può succedere qualcosa.
Se poi state ancora decidendo se vi serve o no una copertura per l’annullamento, e non solo per il Portogallo, ne abbiamo parlato per esteso nella guida all’assicurazione con annullamento viaggio, dove si spiega anche cosa vuol dire davvero «per qualsiasi motivo».
Prima di partire per il Portogallo: le info essenziali
- Documenti: passaporto oppure carta d’identità elettronica valida per l’espatrio. Visto non necessario, il Portogallo è nell’Unione Europea e in Schengen.
- Moneta: euro. Fuso orario: un’ora indietro rispetto all’Italia.
- Tessera sanitaria europea: valida, dà accesso all’assistenza pubblica alle condizioni dei residenti, ticket compreso.
- Emergenze: 112. Informazioni e assistenza sanitaria: Linea Salute 24, 808 242424, contattabile solo dall’interno del Portogallo.
- Dove andare se serve un medico: ai Centros de Saúde. Il pronto soccorso è riservato ai casi gravi.
- Assistenza consolare: Ambasciata d’Italia a Lisbona, Largo Conde Pombeiro 6, con un cellulare di emergenza. Consolati onorari a Porto, Albufeira, Funchal e Ponta Delgada.
- Auto: patente italiana, assicurazione italiana valida, Carta Verde non richiesta. Delega a condurre consigliata se l’auto non è vostra.
- Alcol alla guida: limite 0,05%, che scende a 0,02% per chi guida da meno di tre anni. Test a campione e sempre dopo un incidente.
- Pedaggi: autostrade a pagamento, alcuni tratti senza casello leggono la targa. Chiedete il transponder al desk del noleggio.
- Vaccinazioni: nessuna.
- Furti: polizia turistica dedicata a Lisbona (Palácio Foz), Porto e Cascais, con assistenza nella propria lingua.
Il Portogallo resta uno dei viaggi più belli e più facili che si possano fare in Europa, e non voglio che questo articolo vi lasci addosso l’idea contraria: è un paese ospitale, sicuro, che si guida bene e dove si mangia e si beve meglio di come si racconta in giro. Le cose che ho messo in fila qui sopra servono soltanto a togliere di mezzo l’unica parte del viaggio che non merita di essere ricordata. Il resto, dalla luce del Chiado al colpo d’occhio sui terrazzamenti del Douro, ve lo godete meglio proprio perché avete sistemato questa prima. Come dico sempre, l’esperienza di qualcuno salva sempre qualcun altro: le tre sangrie prima della degustazione le ho già bevute io.
Domande frequenti sull’assicurazione sanitaria per il Portogallo
L’assicurazione di viaggio è obbligatoria per il Portogallo?
No. Il Portogallo fa parte dell’Unione Europea e dello spazio Schengen: per entrare a un cittadino italiano bastano il passaporto oppure la carta d’identità elettronica valida per l’espatrio, il visto non è necessario e nei requisiti d’ingresso non compare nessun obbligo assicurativo. La Farnesina però consiglia di stipulare prima della partenza una polizza che preveda la copertura delle spese mediche e l’eventuale rimpatrio aereo sanitario del paziente.
La tessera sanitaria europea vale in Portogallo?
Sì, e vale pienamente. La scheda della Farnesina scrive che i cittadini italiani che si trovano temporaneamente in Portogallo per turismo possono ricevere le cure mediche necessarie previste dall’assistenza sanitaria pubblica locale se sono in possesso della TEAM. Attenzione però a cosa vuol dire: la tessera vi mette nel sistema pubblico portoghese alle stesse condizioni di un residente, quindi con le taxas moderadoras, che sono il loro ticket, a vostro carico. Non copre le strutture private, non copre il rimpatrio sanitario e non copre l’annullamento del viaggio o il bagaglio.
Dove si va se ci si sente male in Portogallo?
Ai Centros de Saúde, cioè agli ambulatori locali. Lo raccomanda l’ente del turismo portoghese sul suo sito ufficiale, che precisa come i servizi di pronto soccorso degli ospedali siano riservati ai casi più seri, come gravi traumi, intossicazioni, bruciature, infarto, trombosi e problemi respiratori. Esiste anche un numero di informazione e assistenza sanitaria, la Linea Salute 24 all’808 242424, che si può chiamare soltanto dall’interno del Portogallo. Per le emergenze vere il numero è il 112.
Serve la Carta Verde per guidare in Portogallo?
No. La Farnesina scrive che l’assicurazione italiana è valida anche in Portogallo, quindi non c’è nulla da comprare alla frontiera e la patente italiana è sufficiente. L’unica raccomandazione riguarda chi guida un’auto non propria: in quel caso è consigliabile avere una delega a condurre del proprietario con firma autenticata. Se invece l’auto è a noleggio il tema è la franchigia, che è un prodotto diverso dalla polizza di viaggio.
Come funzionano i pedaggi autostradali in Portogallo?
Le autostrade sono a pagamento e alcuni tratti non hanno caselli fisici: un sistema elettronico registra il veicolo leggendo la targa, e il pedaggio va poi pagato online o tramite dispositivi dedicati per non incorrere in una sanzione. Chi viaggia con un’auto a noleggio dovrebbe chiedere al desk il transponder da parabrezza, che addebita i pedaggi in automatico ed evita di ricevere il conto mesi dopo con le spese di gestione della società di noleggio.
L’assicurazione copre un incidente se ho bevuto a una degustazione?
Le polizze di viaggio escludono i sinistri avvenuti mentre si guida in stato di ebbrezza, e la verifica in Portogallo è tutt’altro che teorica: il test alcolemico viene effettuato su conducenti a campione e sempre a seguito di un incidente che coinvolga conducenti o pedoni. Il limite è lo 0,05%, che scende a 0,02% per chi guida da meno di tre anni e per gli autisti di professione. In un viaggio costruito sulle cantine del Douro e di Vila Nova de Gaia conviene leggere il capitolo esclusioni delle condizioni generali prima di partire, e decidere in anticipo chi guida nella giornata delle degustazioni.
È vero che in Portogallo si rischia una denuncia per un incendio anche involontario?
Sì. La scheda della Farnesina scrive che in Portogallo provocare un incendio forestale è considerato un reato anche qualora non sia intenzionale, e ricorda che gli incendi sono molto frequenti d’estate, altamente pericolosi e imprevedibili. È il motivo per cui in una polizza per il Portogallo la voce tutela legale, che di solito si guarda per ultima, merita più attenzione del solito. Prima di una giornata nei boschi si può controllare il rischio incendi sulla mappa quotidiana dell’IPMA, l’istituto di meteorologia portoghese.
Posso portare i miei farmaci in Portogallo?
Sì, nella quantità corrispondente al fabbisogno del viaggio, ma con un’accortezza: in Portogallo vigono norme rigorose sulla dispensazione di determinati farmaci, antibiotici compresi, e la Farnesina raccomanda di conservare il medicinale nella confezione originale con l’etichetta della prescrizione. Per chi viaggia in aereo la Direzione generale della Sanità portoghese consiglia di tenere i medicinali nel bagaglio a mano, sempre nella confezione originale e accompagnati dalla prescrizione medica.
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