Sagra della castagna di Montella 2026: date, IGP e come arrivare

Aggiornato il 29 Settembre 2026

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sagra della castagna Montella

C’è un momento, a inizio novembre, in cui l’Irpinia sembra spostarsi tutta nello stesso posto. I boschi intorno a Montella hanno appena finito di lasciar cadere i ricci, le castagne sono ancora sui graticci a seccare, e il paese apre le piazze e le vie del centro per la festa che da più di quarant’anni celebra il suo frutto. È una di quelle feste in cui il prodotto non è un pretesto: a Montella la castagna è l’economia, la storia e il paesaggio insieme, e la prima, fra i prodotti ortofrutticoli italiani, ad aver avuto la DOC.

In questa guida trovate le date della Festa della Castagna IGP di Montella 2026, prese dagli atti del Comune che la organizza, e tutto quello che serve per andarci: cosa rende speciale questa castagna, cosa vedere in paese e nei dintorni, come arrivare, compreso il treno storico da Avellino, e dove dormire, che qui è la parte da risolvere per prima. Se vi interessano anche le altre feste d’autunno, le abbiamo raccolte regione per regione nell’articolo sulle sagre della castagna in Italia.

In breve

La 42ª Festa della Castagna IGP di Montella (Avellino) si tiene in due fine settimana: domenica 1 e lunedì 2 novembre, poi da venerdì 6 a domenica 8 novembre 2026, nelle piazze e nelle vie del centro, con gli stand aperti tutti e cinque i giorni dal pranzo del 1° novembre. La Castagna di Montella ha avuto la DOC nel 1987 e l’IGP europea nel 1996; si produce in cinque comuni dell’alta valle del Calore e in una contrada di un sesto, soprattutto con la varietà Palummina. Domenica 1° novembre c’è il treno storico Irpinia Express da Avellino. In paese le strutture ben recensite sono poche: si prenota subito o si dorme fuori.

Sagra della castagna di Montella 2026: date e programma

La festa si chiama ufficialmente Festa della Castagna I.G.P. di Montella, anche se quasi tutti continuano a chiamarla sagra, e nel 2026 arriva alla 42ª edizione. Le date le fissa il disciplinare che il Comune di Montella ha pubblicato il 26 agosto: la festa si tiene domenica 1 e lunedì 2 novembre e poi venerdì 6, sabato 7 e domenica 8 novembre 2026. Il primo fine settimana, quest’anno, si allunga sul ponte di Ognissanti.

sagra della castagna Montella
sagra della castagna Montella

Il cuore della festa è il centro del paese. Il disciplinare elenca piazza Sebastiano Bartoli, piazza Giacomo Moscariello e le vie intorno, da via dei Favali a via Ippolita Panico, da via Carbonara fino a via Don Minzoni. Gli stand gastronomici restano aperti tutti e cinque i giorni, a partire dal pranzo del 1° novembre.

Il programma degli spettacoli e degli eventi, a fine settembre, non era ancora uscito: gli organizzatori sulla pagina ufficiale della festa hanno scritto che lo pubblicheranno a breve. Per farvi un’idea di come funziona, possiamo dirvi com’era organizzata l’edizione del 2025: la scheda del Comune indicava l’evento senza costi d’ingresso, dalle 14 alle 2 di notte. Sono dati dell’anno scorso, e li trovate qui per quello che sono.

Attenzione: in rete girano ancora le date del 2025, “dal 31 ottobre al 2 novembre e dal 7 al 9 novembre”. Erano giuste l’anno scorso. Nel 2026 la festa comincia di domenica, il 1° novembre, e il secondo fine settimana è 6-8 novembre. Se una pagina vi dà un venerdì 31 ottobre, sta parlando della 41ª edizione.

La Castagna di Montella IGP: perché è speciale

Molte sagre celebrano un prodotto tipico; poche celebrano un prodotto con una storia amministrativa come questa. Secondo la Regione Campania, la Castagna di Montella è stata il primo e unico caso in Italia di prodotto ortofrutticolo a cui il Ministero dell’Agricoltura abbia riconosciuto la DOC, con il decreto del 5 dicembre 1987. Nel 1996 è arrivata l’indicazione geografica protetta europea, con il regolamento del 12 giugno 1996: fra le castagne e i marroni dell’elenco ufficiale del Ministero è la prima registrata, qualche settimana prima del Marrone del Mugello e di quello di Castel del Rio.

sagra della castagna Montella
sagra della castagna Montella

Il disciplinare dice con precisione di cosa stiamo parlando.

  • Dove si produce: nei comuni di Montella, Bagnoli Irpino, Cassano Irpino, Nusco e Volturara Irpina, più la contrada Bolifano di Montemarano. È l’alta valle del Calore, ai piedi dei Monti Picentini.
  • A che quota: i castagneti stanno fra i 500 e i 1.000 metri.
  • Quale varietà: almeno il 90% è Palummina, il resto soprattutto Verdola. Il nome, spiega il Consorzio di tutela, viene da “palomma”, che in dialetto è la colomba.
  • Come si vende: fresca, anche confezionata sottovuoto, oppure secca, in guscio, sgusciata intera o ridotta in farina.

E poi c’è la castagna del prete, che è il prodotto più caratteristico della zona e che il disciplinare, curiosamente, non comprende ancora: la Regione scrive che è stata chiesta un’integrazione. È una castagna in guscio fatta seccare per una quindicina di giorni su graticci di legno sopra fuochi di legna di castagno, poi tostata in forno e infine reidratata con acqua. Ne esce una castagna scura, morbida, dal gusto affumicato, che si vende soprattutto nel periodo di Natale.

Info pratica: l’Irpinia ha anche un secondo frutto con l’indicazione geografica, il Marrone di Serino IGP, registrato nel 2018, che si produce fra le province di Avellino e Salerno. Castagna e marrone non sono la stessa cosa: il marrone è più grosso, di solito uno solo per riccio, e si pela meglio. Alla festa di Montella, però, la protagonista è la castagna.

Cosa si mangia e cosa comprare alla festa

La festa è fatta di stand, e ogni anno il menù cambia con chi li gestisce, quindi non vi promettiamo piatti che non abbiamo visto scritti nel programma 2026. Quello che si trova sempre, perché è la ragione della festa, sono le castagne arrostite e i prodotti della castagna.

Da portare a casa, i consigli sono tre, e seguono le forme che il disciplinare riconosce. Le castagne fresche della nuova raccolta, che a inizio novembre sono appena cadute. Le castagne secche, in guscio o sgusciate, che si conservano per mesi. E la farina di castagne, che come tutte le farine di castagne è delicata: va tenuta al fresco e usata entro pochi mesi. Se trovate la castagna del prete di un produttore della zona, è l’acquisto più tipico che possiate fare.

Il consiglio: guardate l’etichetta. “Castagna di Montella” sul cartello del banco non basta: la castagna IGP porta sulla confezione la denominazione e il logo europeo. Tutto il resto può essere una buona castagna, ma non è quella del disciplinare.

Cosa vedere a Montella prima o dopo la festa

Montella non è solo la festa, e con mezza giornata in più si vede un paese che ha una storia lunga, fra longobardi, angioini e francescani.

Il Monte e il castello. Sulla collina che domina il paese c’è il complesso del Monte: il castello medievale, la chiesa di Santa Maria del Monte, l’ex monastero francescano e un giardino archeologico. Secondo il Comune la fortificazione vera e propria risale all’epoca longobarda, fra il IX e il X secolo, e nel 1293 il castello fu confiscato da Carlo II d’Angiò. Il castello si visita dall’esterno, liberamente, a qualunque ora: la scheda del Comune ha i dettagli.

Il Santuario del SS. Salvatore. Sta in cima a un monte isolato, a 954 metri, ed è la meta del pellegrinaggio del 6 agosto.

sagra della castagna Montella monastero del Salvatore
sagra della castagna Montella monastero del Salvatore

San Francesco a Folloni. Il convento, nel territorio di Montella, secondo la tradizione fu fondato da San Francesco d’Assisi nel 1222, di passaggio verso il santuario di San Michele sul Gargano. Qui si conserva il cosiddetto sacco di San Francesco: la leggenda racconta che nell’inverno del 1224 un sacco di pane comparve sulla soglia del convento, mandato dal santo ai frati affamati. Uno studio dell’Università di Pisa, pubblicato sulla rivista Radiocarbon, ha datato il tessuto al Duecento. In molte pagine lo trovate chiamato “mantello”: le fonti parlano di un sacco.

Il Laceno. A 14 chilometri e circa 25 minuti d’auto da Montella (misurati su Google Maps, per la SP368), sopra Bagnoli Irpino, c’è l’altopiano del Laceno, a circa mille metri, dentro il Parco regionale dei Monti Picentini, con il suo lago alimentato dal torrente Tronola. A novembre è già montagna d’autunno, e i boschi intorno sono gli stessi castagneti e faggete che fanno la fama della zona.

Per chi vuole vedere la campagna di Montella senza fatica, dal centro storico parte anche un giro guidato in e-bike fra campagne, fattorie e formaggi dell’Irpinia: quattro ore, gruppi piccoli, e il percorso è accessibile anche a chi ha una disabilità motoria.

Come arrivare a Montella

Montella sta nell’alta Irpinia, in provincia di Avellino, e ci si arriva in auto, in autobus o, un giorno all’anno, con il treno storico.

Il treno storico, domenica 1° novembre. La Fondazione FS fa viaggiare l’Irpinia Express da Avellino a Montella proprio nel primo giorno della festa: partenza da Avellino alle 10.00, arrivo a Montella alle 11.46; ritorno da Montella alle 18.00, arrivo ad Avellino alle 19.47. Il biglietto costa 6 euro per gli adulti e 3 per i ragazzi, per ogni tratta, ed è in vendita dal 26 settembre sui canali Trenitalia. Il programma è sulla pagina della Fondazione FS. Il treno di domenica 8 novembre, invece, va da Avellino a Conza e la pagina non indica una fermata a Montella.

In autobus. AIR Campania collega Avellino e Montella con la linea 18-AV (Avellino, Volturara Irpina, Cassano Irpino, Montella), ma gli orari pubblicati valgono nei giorni feriali. Ci sono anche le linee 12-AV da Nusco e 38-AV da Acerno. Nei giorni di festa, che cadono quasi tutti di domenica e di sabato, l’autobus non è un’opzione su cui contare.

In auto. È il modo più semplice, con una cautela: i parcheggi. Nel 2025 il Comune aveva organizzato un grande parcheggio nella zona PIP, con 1.500 posti, a 5 euro al giorno per le auto, e una navetta a 1 euro a corsa per il centro, gratuita per chi ha il contrassegno disabili. Per il 2026 il disciplinare prevede di nuovo parcheggi e navetta a pagamento, ma il servizio non era ancora stato affidato a fine settembre: tariffe e posti li saprete più avanti.

Il consiglio: se potete scegliere, guardate ai giorni feriali. Lunedì 2 e venerdì 6 novembre gli stand sono aperti come la domenica, ma sono giorni di lavoro e di scuola per quasi tutti: è ragionevole aspettarsi meno ressa. La domenica, invece, conviene arrivare presto.

Dove dormire per la festa della castagna di Montella

Qui conviene essere diretti: a Montella le strutture con molte recensioni buone sono poche, e nei giorni della festa si riempiono. Quando abbiamo controllato, a fine settembre, per la notte di sabato 7 novembre nessuna delle due strutture che trovate qui sotto risultava prenotabile online. Non vuol dire che il paese sia pieno, perché molte case e B&B piccoli non passano dai portali; vuol dire che chi vuole dormire a Montella deve muoversi subito, o telefonare.

L’alternativa più semplice è dormire nei comuni vicini della zona della castagna, come Bagnoli Irpino o Nusco, oppure ad Avellino, che è la città più vicina e ha più scelta, e salire a Montella in giornata.

Dove dormire a Montella: le strutture più apprezzate

Le abbiamo scelte fra le strutture di Montella con un buon voto e almeno cento recensioni: ne sono rimaste due, ed è la misura di quanto sia piccolo il paese.

Domande frequenti sulla sagra della castagna di Montella

Quando si fa la sagra della castagna di Montella nel 2026?

La 42ª Festa della Castagna IGP di Montella si tiene domenica 1 e lunedì 2 novembre e da venerdì 6 a domenica 8 novembre 2026. Le date sono nel disciplinare pubblicato dal Comune di Montella ad agosto 2026.

Dove si svolge la festa della castagna di Montella?

Nel centro del paese: piazza Sebastiano Bartoli, piazza Giacomo Moscariello e le vie intorno, fino a via Don Minzoni. Gli stand gastronomici sono aperti tutti e cinque i giorni, dal pranzo del 1° novembre.

Si paga l’ingresso alla festa della castagna di Montella?

Nel 2025 la scheda del Comune indicava l’evento senza costi d’ingresso; per il 2026 il programma non è ancora stato pubblicato. Si pagano il parcheggio e la navetta, che nel 2025 costavano 5 euro al giorno per l’auto e 1 euro a corsa.

Perché la castagna di Montella è famosa?

Perché è stata il primo prodotto ortofrutticolo italiano a ricevere la DOC, nel 1987, e dal 1996 è una IGP europea. Si produce in cinque comuni dell’alta valle del Calore, più una contrada di Montemarano, soprattutto con la varietà Palummina, fra i 500 e i 1.000 metri di quota.

Cos’è la castagna del prete?

È una castagna in guscio fatta seccare per circa quindici giorni su graticci sopra fuochi di legna di castagno, poi tostata in forno e reidratata con acqua. Ha un gusto affumicato e si vende soprattutto a Natale. Non fa ancora parte del disciplinare IGP: l’integrazione è stata chiesta.

Come si arriva a Montella con i mezzi?

Domenica 1° novembre 2026 c’è il treno storico Irpinia Express da Avellino (partenza 10.00, arrivo 11.46, ritorno alle 18.00), con biglietti da 6 euro a tratta. Negli altri giorni l’autobus AIR Campania 18-AV collega Avellino e Montella, ma solo nei giorni feriali.

Dove dormire per la festa della castagna di Montella?

In paese le strutture ben recensite sono poche e si riempiono: conviene prenotare subito o dormire nei comuni vicini della zona della castagna, come Bagnoli Irpino e Nusco, oppure ad Avellino.

Cosa vedere a Montella?

Il complesso del Monte con il castello longobardo, il Santuario del SS. Salvatore a 954 metri, il convento di San Francesco a Folloni con il sacco di San Francesco e, a poca distanza, l’altopiano del Laceno sopra Bagnoli Irpino.

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Sagra delle castagne Montella
Sagra delle castagne Montella

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Paolo Salvetti

Paolo Salvetti, toscano DOC, vivo a Massarosa in provincia di Lucca, classe 1972. Curioso di natura, mi piace sperimentare, scoprire, innovare. In viaggio molto spesso per lavoro, qualche volta per diletto insieme a mia moglie Ornella. Ci piace fare viaggi che ci sorprendano anche in zone vicine a noi. Il nostro modo di condividere l'esperienza è portare a casa le specialità gastronomiche dei luoghi e gustarle insieme agli amici più cari.

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