Un’assicurazione di viaggio per le Filippine l’avrei consigliata comunque, per i motivi di sempre: un paese lontano, una sanità che non conosciamo, un volo lungo con almeno uno scalo. Poi ho letto da cima a fondo la scheda della Farnesina e, in fondo alla sezione sulla sicurezza, in mezzo a una lista di avvertenze, ho trovato la riga che ha cambiato il taglio di questo articolo: le uniche camere iperbariche del Paese sono in cliniche private di Manila, e le località più famose per le immersioni sono tutte lontane dalla capitale.
Da lì ho riletto tutto il resto con un’altra domanda in testa: se succede qualcosa, quanto sono lontano da chi mi può curare? Nelle Filippine la risposta cambia da un’isola all’altra, e cambia con la stagione. In questa guida vi spiego cosa serve per entrare, che cosa trovate negli ospedali, perché la distanza da Manila conta quanto il massimale, quali zone la Farnesina sconsiglia (con un’eccezione che interessa a molti) e che cosa deve coprire un’assicurazione di viaggio per le Filippine.
In breve
Per entrare nelle Filippine l’assicurazione non è obbligatoria: servono il passaporto con sei mesi di validità, il biglietto di ritorno o di proseguimento e la e-Arrival Card compilata su eTravel entro 72 ore dalla partenza, e alla frontiera si riceve un timbro per 30 giorni. La polizza la raccomandano però la Farnesina e l’Ambasciata d’Italia a Manila, con spese mediche e rimpatrio aereo sanitario. La sanità pubblica è inadeguata anche nelle grandi città, quella privata è migliore ma cara, e le cliniche pretendono la garanzia che possiate pagare anche nelle emergenze gravi. Chi fa immersioni deve sapere che le camere iperbariche esistono solo in cliniche private di Manila. Tifoni da giugno a dicembre, aeroporti con piste per aerei piccoli e tutta la regione di Mindanao sconsigliata, tranne Siargao.
Indice dell’Articolo
Serve un’assicurazione di viaggio per le Filippine?
Rispondo subito: per entrare nelle Filippine l’assicurazione non è obbligatoria. Per un viaggio turistico fino a 30 giorni non serve un visto preventivo: alla frontiera vi mettono un timbro sul passaporto, che deve avere almeno sei mesi di validità residua dal giorno dell’arrivo. Il timbro però ve lo danno solo se mostrate un biglietto aereo di ritorno o di proseguimento verso un altro Paese, quindi il biglietto di sola andata, con l’idea di decidere poi, qui non funziona.
C’è poi un modulo da non dimenticare: la e-Arrival Card, da compilare sul sito ufficiale eTravel nelle 72 ore prima della partenza. Il sistema genera un codice QR che vi chiedono le compagnie aeree all’imbarco e poi le autorità all’arrivo. E quando ripartite, negli aeroporti internazionali filippini ogni passeggero paga una tassa aeroportuale, di importo variabile.
La raccomandazione sulla polizza invece c’è, ed è scritta in maiuscolo. La scheda delle Filippine di Viaggiare Sicuri raccomanda «vivamente» di stipulare prima della partenza una polizza «con un adeguato massimale» che copra le spese mediche e «l’eventuale rimpatrio aereo sanitario (o il trasferimento in altro Paese) del paziente». L’Ambasciata d’Italia a Manila lo ripete in un avviso del gennaio 2025: la polizza non è obbligatoria, ma è «fortemente raccomandata», con le spese in strutture private o pubbliche e il rimpatrio sanitario aereo.
La tessera sanitaria europea qui non serve a niente: vale nell’Unione europea e in pochi altri Stati, e le Filippine non sono fra questi. Se volete prima capire come funziona in generale la voce spese mediche, ne abbiamo parlato nella guida all’assicurazione sanitaria di viaggio.
Ospedali nelle Filippine: Manila e il resto dell’arcipelago
La Farnesina non usa giri di parole: «La qualità delle strutture sanitarie pubbliche è da ritenersi inadeguata anche nei grandi centri, mentre è decisamente scarsa nelle zone periferiche». Le strutture private sono di livello migliore, soprattutto nelle grandi città, ma hanno un costo elevato.
La riga che pesa di più viene subito dopo, e la riporto intera: «Nelle cliniche viene comunque preteso che sia assicurata la disponibilità finanziaria del malato a sostenere le spese di ricovero, senza la quale neanche nei casi di grave emergenza viene prestata assistenza». Tradotto: prima di curarvi, la clinica vuole sapere chi paga. Ed è qui che un’assicurazione con il pagamento diretto alla struttura fa la differenza fra entrare subito e restare al banco dell’accettazione a cercare la carta di credito con il plafond giusto.
Fra le informazioni utili la scheda indica due ospedali di Metro Manila: il Makati Medical Center, in Amorsolo Street a Makati, e il St. Luke’s Global City, sulla 5th Avenue a Taguig. Segnatevi anche l’Ambasciata, che si trova nella Tower B di 1 Campus Place, a McKinley Hill, Taguig, e ha un cellulare per le emergenze fuori dall’orario d’ufficio: 0917 5375071, che dall’Italia diventa 0063 917 5375071. Lo scrivo perché in giro ho trovato indirizzi diversi: quello giusto è sulla scheda.
Attenzione ai farmaci: potete portare solo la quantità che basta per la durata del viaggio, come indicato nella prescrizione del medico, e chi prende medicine su ricetta deve avere un certificato in inglese del medico curante con il motivo della cura e le dosi previste. Se dopo le Filippine proseguite verso un altro Paese, la scheda consiglia di separare e sigillare le medicine che non userete e di dichiararle alla partenza. In valigia teneteli insieme al certificato, non sparsi fra i bagagli.
Immersioni nelle Filippine: la camera iperbarica è a Manila
Ecco la riga da cui sono partito. La Farnesina, considerata la popolarità crescente delle Filippine per le immersioni, avverte gli appassionati che «le uniche camere iperbariche che risultano esistenti nelle Filippine sono, al momento, attive presso cliniche private di Manila; nel resto del Paese (ed in particolare nelle località più note per le immersioni, tutte distanti dalla Capitale) tali strutture non risultano disponibili, ed è pressoché nulla l’assistenza in caso di incidenti in mare».
Mettete in fila le cose e il quadro è chiaro. Una malattia da decompressione si cura in camera iperbarica, la camera è a Manila, voi siete su un’isola a un volo interno di distanza, magari con un aeroporto dove atterrano solo aerei piccoli, e magari nella stagione in cui un tifone ferma tutto. In questo caso la domanda giusta è come ci arrivate, a Manila, e in quanto tempo, prima ancora di chi vi paga la cura.
Il problema è simile a quello che abbiamo raccontato per l’assicurazione viaggio in Indonesia, dove le camere iperbariche ci sono solo a Giava e a Bali, e per le Maldive, dove il trasferimento dipende dagli idrovolanti. Nelle Filippine pesa la geografia: un arcipelago enorme che, per le cure serie, converge tutto sulla capitale.
Quello che NON so, e come lo scoprite voi: le condizioni complete delle polizze di viaggio quasi mai sono pubblicate per intero sul sito, si ricevono in fase di preventivo. Quelle di Heymondo non le ho trovate online, quindi non vi dico che cosa prevedono sulle immersioni: vi dico che cosa chiedere. Le domande sono quattro: se le attività subacquee sono coperte o vanno aggiunte, e fino a quale profondità; se è coperto il trattamento in camera iperbarica; se è previsto il trasporto sanitario fino alla struttura adatta, cioè da un’isola a Manila; e se serve un brevetto. Vale per qualunque compagnia scegliate.
Isole, piccoli aerei, tifoni e vulcani: quando il problema è arrivare
Uno dei posti a cui sono più affezionato è la Camargue, e lì ho imparato una regola semplice: dove non c’è nessun bar dietro l’angolo, bisogna organizzarsi prima, con l’acqua, le scarpe giuste e quello che serve per la giornata. Leggendo la scheda delle Filippine mi è tornata in mente, solo che qui dietro l’angolo può mancare un ospedale, e organizzarsi prima vuol dire sapere come ci si sposta quando qualcosa va storto.
La scheda lo descrive bene. Il trasporto aereo interno è abbastanza sviluppato, ma «sono però numerosi gli aeroporti dotati di piste adatte solo a ricevere aerei di piccole dimensioni», e il ricorso alle compagnie private o ai mezzi messi a disposizione dai resort va valutato con cautela, caso per caso. La rete stradale resta critica, e la Farnesina consiglia di non mettersi in viaggio durante la stagione dei monsoni, da giugno a novembre, perché il maltempo può lasciarvi bloccati. In città prendete il taxi o Grab, e lasciate stare i mezzi pubblici. E quando attraversate la strada fate attenzione: gli automobilisti non rispettano il pedone, e molti non sono assicurati.
Poi c’è il meteo. Tempeste tropicali e tifoni sono frequenti soprattutto da giugno a dicembre, con allagamenti e blocchi della circolazione, e la scheda avverte che le previsioni non riescono sempre ad anticipare con precisione traiettoria e intensità delle perturbazioni: si seguono sul sito del servizio meteorologico PAGASA. Le Filippine stanno sull’Anello di Fuoco del Pacifico, quindi ci sono anche terremoti e vulcani attivi come il Pinatubo e il Mayon, dove le escursioni si fanno solo con guide locali autorizzate e dove una nube di cenere può far cancellare i voli.
Tutto questo tocca due voci della polizza. La prima è l’annullamento e l’interruzione del viaggio, cioè quella che risponde quando è il viaggio a saltare e non voi a stare male: non date per scontato che un tifone sia di per sé un motivo coperto, le condizioni vanno lette prima. La seconda è il rimpatrio, e qui la Farnesina scrive una cosa che vale la pena sapere: «I rimpatri possono risultare più complessi, se si devono effettuare da zone periferiche del Paese, difficilmente raggiungibili», mentre dalle città principali non presentano problemi.
Mindanao, Siargao e le zone sconsigliate
La Farnesina sconsiglia i viaggi in tutta la regione di Mindanao, con una sola eccezione che a molti interessa: l’isola di Siargao, definita «ad alta vocazione turistica», che al momento, scrive la scheda, non presenta criticità. Quell’«al momento» va preso sul serio: prima di partire per Siargao ricontrollate la scheda, perché è una riga che può cambiare.
Nel resto di Mindanao sono da evitare in particolare il centro e il nord-ovest dell’isola, la parte meridionale della penisola di Zamboanga e le isole a sud-ovest, cioè Basilan, Sulu e Tawi Tawi, per scontri armati, minaccia di attentati e rischio di sequestri di stranieri. La scheda sconsiglia «vivamente» anche la navigazione fra Palawan centro-meridionale e l’arcipelago di Sulu, e nei tratti di mare vicini alla Malesia, per episodi di pirateria che hanno coinvolto anche diportisti europei. Chiede cautela nella parte meridionale delle Visayas e nel nord-est di Luzon, e negli spostamenti extraurbani nelle province di Albay, Batangas, Laguna, Bicol e sull’isola di Mindoro. E ricorda che il rischio di attentati riguarda anche alcuni centri turistici noti, come il sud di Cebu, Siquijor e Bohol, dove è meglio evitare gli assembramenti.
C’è poi una riga che a me, che da anni racconto i miei viaggi organizzati da solo con la mia compagnia, ha fatto riflettere: la scheda consiglia di affidarsi ad agenzie con una conoscenza dei luoghi sperimentata, perché «i viaggi “fai da te” o in piccoli gruppi sono sconsigliati, specie se effettuati nell’interno del Paese». Il mio metodo resta quello, ma qui lo correggo: per l’interno e le zone remote, una guida locale seria la metto in conto fin dall’inizio. La scheda chiede anche di consultare la polizia locale prima di un trekking e la guardia costiera prima di un viaggio in mare con un’imbarcazione privata.
Il consiglio: registrate il viaggio su Dove Siamo Nel Mondo o attivate l’app Viaggiare Sicuri con la geolocalizzazione, come chiede la Farnesina, e segnalate il vostro arrivo all’Ambasciata. Poi, quando fate il preventivo, chiedete se la polizza ha esclusioni per le zone sconsigliate dal Ministero degli Esteri: se nell’itinerario c’è Siargao, che sta nella regione di Mindanao, è la domanda da fare prima di pagare.
Le regole del paese che una polizza non risolve
Questa sezione riguarda i guai, e nessuna assicurazione vi toglie da un guaio legale. Sulle droghe la legge filippina è durissima: per possesso, uso o spaccio, anche di quantità minime, la scheda parla di multe fino a 250.000 euro e di pene detentive pesantissime, ergastolo compreso, con l’espulsione dopo la pena. In caso di arresto si chiama subito l’Ambasciata, senza dare retta a chi propone soluzioni facili.

Le leggi a tutela dei minori sono severissime, e la scheda segnala un punto che un turista non immagina: può essere un reato anche il solo accompagnarsi a minori che non siano propri parenti, in luoghi pubblici o privati, senza il genitore. Sono stati registrati anche ricatti organizzati ai danni di turisti stranieri. Agli stranieri è vietato partecipare a manifestazioni politiche, con pene che arrivano all’espulsione. Il fumo è vietato nella maggior parte dei locali e dei luoghi pubblici, al chiuso e all’aperto, e la sigaretta elettronica è vietata in molti spazi pubblici, bar e ristoranti compresi.
Due avvertimenti più quotidiani. In giro portate solo la fotocopia del passaporto e il contante che serve per la giornata, perché borseggi, scippi e furti nelle hall degli alberghi ci sono in tutto il Paese. E la Farnesina scrive una cosa che vale ovunque, ma qui di più: non perdete mai la pazienza, perché ira e insulti non sono tollerati e possono provocare reazioni imprevedibili. Per guidare serve la patente internazionale secondo la Convenzione di Vienna; quella italiana è accettata per brevi periodi, fino a tre mesi dall’ingresso, con una traduzione in inglese dichiarata conforme dall’Ambasciata. Chi resta più di sei mesi, infine, per uscire dal Paese deve chiedere all’Ufficio Immigrazione un certificato, l’ECC, senza il quale non si sale sull’aereo.
Salute nelle Filippine: dengue, rabbia e vaccinazioni
La malattia di cui la scheda parla di più è la dengue, endemica in tutto il Paese e in crescita: dal 1° gennaio al 15 febbraio 2025 i casi sono stati 43.732, il 56% in più dello stesso periodo dell’anno prima. Il rischio sale nella stagione delle piogge, da giugno a ottobre, e la zanzara che la trasmette punge di giorno, soprattutto dopo l’alba e prima del tramonto. Repellente sempre, braccia e gambe coperte, e una regola da ricordare: con la febbre, niente aspirina né derivati prima di aver sentito un medico, perché sono controindicati in caso di dengue.
La febbre gialla è obbligatoria solo per chi arriva da un Paese a rischio, anche se ci è passato in transito. Per la poliomielite la scheda raccomanda la vaccinazione o un richiamo almeno un mese prima di partire, e avverte che chi resta più di quattro settimane potrebbe doverla dimostrare prima di lasciare il Paese. La rabbia è endemica, e insieme a epatite A, epatite B e tifo (per le zone non urbane) è fra i vaccini da valutare con il medico. Sono stati segnalati anche casi di Zika, e in alcune zone c’è la malaria.
Il consiglio sulla salute: un mese prima di partire passate da un ambulatorio di medicina dei viaggi, con l’itinerario in mano, perché profilassi e vaccini cambiano da una zona all’altra. E sul posto acqua minerale in bottiglie sigillate, niente acqua del rubinetto e niente ghiaccio nelle bevande.
Cosa deve coprire un’assicurazione di viaggio per le Filippine
Metto in una tabella quello che è emerso fin qui, perché è il modo più rapido per confrontare due preventivi con lo stesso metro. La colonna da leggere è la terza: il perché, per le Filippine nello specifico.
| Voce | Come deve essere | Perché nelle Filippine |
|---|---|---|
| Spese mediche | Massimale alto, per tutta la durata del soggiorno | Il pubblico è inadeguato anche nelle grandi città, il privato è caro |
| Pagamento | Diretto alla struttura, non a rimborso | Le cliniche pretendono la garanzia di pagamento anche nelle emergenze gravi |
| Trasporto sanitario | Fino alla struttura adatta, anche da un’isola a Manila | Le cure serie, camera iperbarica compresa, sono concentrate nella capitale |
| Rimpatrio sanitario | Aereo, con il trasferimento in un altro Paese previsto | Lo raccomandano Farnesina e Ambasciata, e dalle zone periferiche è più complesso |
| Attività subacquee | Coperte, con limite di profondità e camera iperbarica verificati | Le località delle immersioni sono lontane da Manila e l’assistenza in mare è quasi nulla |
| Zone sconsigliate | Esclusioni lette prima di partire | Mindanao è sconsigliata tranne Siargao, e così alcuni tratti di mare |
| Annullamento e interruzione | Presente, con i motivi coperti letti prima | Tifoni da giugno a dicembre, ceneri vulcaniche, strade bloccate dai monsoni |
| Centrale operativa | 24 ore, in italiano, con consulto medico a distanza | Su un’isola remota serve capire subito se spostarsi verso Manila |
| Bagaglio e documenti | Presente | Borseggi e furti anche nelle hall degli alberghi, in tutto il Paese |
Perché scelgo Heymondo per le Filippine
Sul blog usiamo Heymondo e lo diciamo apertamente: se comprate dai nostri link noi prendiamo una commissione e voi avete il 10% di sconto già applicato, senza codici da ricordare. Per le Filippine la consiglio per due motivi pratici, e tutti e due vengono dalla scheda della Farnesina.
Il primo è il pagamento. Nella sua pagina sulle Filippine Heymondo scrive che, in caso di necessità, «non dovrai anticipare denaro», e in un Paese dove le cliniche vogliono sapere chi paga prima di curarvi è la cosa che conta di più. I massimali per le spese mediche vanno da 3 milioni di euro nel piano Tranquillità a 6 milioni nel Top, fino all’illimitato nel Premium. Il secondo è la distanza: con l’app potete scrivere a un medico in chat o fare un videoconsulto a qualunque ora, e su un’isola lontana da Manila capire subito se quello che avete si risolve in farmacia o richiede di spostarsi vale più di qualunque cifra.
Il quadro completo, con quello che ci convince e quello che ci convince meno, lo trovate nella nostra recensione di Heymondo. Per immersioni, trasporto fino a Manila e zone sconsigliate vale quello che vi ho scritto sopra: le condizioni si leggono prima, anche le sue. Potete vedere le coperture per le Filippine e fare un preventivo qui, con lo sconto già dentro il link.
Quando comprarla, e come fare il preventivo giusto
Sul quanto costa non vi do cifre, e non è reticenza: il premio dipende da quanti siete, da quanti giorni state via, dall’età di chi parte e dalle garanzie che scegliete, quindi qualunque numero scrivessi qui sarebbe sbagliato per quasi tutti. Il metodo invece ve lo do: fate due preventivi sullo stesso identico viaggio, stesse date, stesse persone, stesse garanzie, e confrontateli riga per riga con la tabella qui sopra, invece che guardando il totale in fondo.
Sul quando invece sono categorico: la polizza si compra quando si prenota, non la settimana prima di partire. L’annullamento copre proprio quello che succede fra la prenotazione e la partenza, e per un viaggio così lontano, che si prenota con mesi di anticipo, è in quei mesi che si concentra il rischio, tifoni compresi. Se invece in Asia ci tornate più volte l’anno, guardate anche la polizza annuale multiviaggio.
Il consiglio: quando fate il preventivo, dichiarate tutto quello che farete davvero, immersioni comprese, e mettete come date quelle esatte dei voli, che tanto vi servono già per il biglietto di ritorno da mostrare alla frontiera. Una polizza comprata pensando alla spiaggia e usata dopo un’immersione è il modo più sicuro per scoprire un’esclusione nel momento peggiore.
Quando avete deciso, il preventivo per le Filippine si fa da qui: cinque minuti, e poi potete tornare a scegliere le isole.
Le Filippine sono un arcipelago dove ci si sposta molto e dove le cure serie stanno in un posto solo. Organizzarsi prima, qui, vuol dire sapere già, prima di imbarcarsi, chi vi porta a Manila se serve e chi paga. Come ripeto sempre, l’esperienza di qualcuno salva sempre qualcun altro, e in questo caso l’esperienza è quella che la Farnesina ha messo per iscritto riga per riga.
Domande frequenti sull’assicurazione viaggio per le Filippine
L’assicurazione di viaggio è obbligatoria per andare nelle Filippine?
No, non è un requisito d’ingresso. La Farnesina e l’Ambasciata d’Italia a Manila la raccomandano però fortemente, con un adeguato massimale per le spese mediche e il rimpatrio aereo sanitario o il trasferimento in un altro Paese.
Cosa serve per entrare nelle Filippine?
Il passaporto con almeno sei mesi di validità residua, un biglietto aereo di ritorno o di proseguimento e la e-Arrival Card compilata sul sito eTravel nelle 72 ore prima della partenza. Per un soggiorno turistico fino a 30 giorni non serve un visto preventivo: alla frontiera si riceve un timbro sul passaporto.
Ci sono camere iperbariche nelle Filippine?
Secondo la Farnesina le uniche camere iperbariche esistenti sono attive presso cliniche private di Manila. Nelle località più note per le immersioni, tutte lontane dalla capitale, non sono disponibili, e l’assistenza in caso di incidenti in mare è pressoché nulla.
Si può andare a Siargao?
La Farnesina sconsiglia i viaggi in tutta la regione di Mindanao, con la sola eccezione dell’isola di Siargao, che al momento non presenta criticità. Prima di partire conviene ricontrollare la scheda di Viaggiare Sicuri e chiedere alla propria assicurazione se ha esclusioni per le zone sconsigliate.
Gli ospedali nelle Filippine chiedono di pagare prima delle cure?
Sì. La Farnesina scrive che nelle cliniche viene preteso che sia assicurata la disponibilità finanziaria del malato a sostenere le spese di ricovero, e che senza questa garanzia l’assistenza non viene prestata nemmeno nei casi di grave emergenza. Per questo conta una polizza con il pagamento diretto alla struttura.
Quando è la stagione dei tifoni nelle Filippine?
Tempeste tropicali e tifoni sono frequenti soprattutto da giugno a dicembre, con allagamenti e blocchi della circolazione. La Farnesina consiglia anche di non mettersi in viaggio durante la stagione dei monsoni, da giugno a novembre, perché con il maltempo si può restare bloccati, e la rete stradale è critica.
Posso guidare nelle Filippine con la patente italiana?
Per brevi periodi sì: la patente italiana è generalmente accettata fino a tre mesi dall’ingresso, con una traduzione in inglese dichiarata conforme dall’Ambasciata. La Farnesina consiglia comunque di munirsi della patente internazionale secondo la Convenzione di Vienna.
La tessera sanitaria europea vale nelle Filippine?
No. La tessera sanitaria europea vale solo nei paesi dell’Unione europea e in pochi altri Stati, e le Filippine non sono fra questi. Le cure e i trasferimenti sono interamente a carico del viaggiatore o della sua polizza.
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