Assicurazione sanitaria per il Brasile: serve davvero, visto che Italia e Brasile hanno una convenzione sanitaria? È la domanda che mi sono fatto anch’io quando ho scoperto che il Brasile è uno dei pochi Paesi fuori dall’Europa con un accordo del genere con il nostro. Poi sono andato a leggere che cosa dice quell’accordo, sul sito del Ministero della Salute, e la risposta è molto più stretta di quanto si legga in giro.
In questa guida vi spiego chi copre davvero la convenzione e con quale modulo, cosa trovate negli ospedali brasiliani, perché in Brasile i rischi più frequenti per un turista non stanno in corsia, cosa serve per guidare e che cosa deve coprire un’assicurazione sanitaria per il Brasile, compreso il massimale che chiede la Farnesina.
In breve
Per entrare in Brasile l’assicurazione non è obbligatoria: servono il passaporto valido almeno sei mesi e il biglietto di andata e ritorno, e si resta fino a 90 giorni ogni 180 senza visto. Esiste una convenzione sanitaria Italia-Brasile, ma secondo il Ministero della Salute copre solo i dipendenti del settore privato, gli autonomi assimilati, i pensionati di queste categorie e i familiari a carico, con il modulo IB/2 da chiedere all’ASL; i dipendenti pubblici sono esclusi. Gli ospedali pubblici curano gli stranieri in emergenza ma sono sovraffollati, quelli privati sono cari e non accettano chi non dimostra di poter pagare. La Farnesina raccomanda una polizza con spese mediche e rimpatrio, e di verificare che la copertura sia illimitata. Per guidare servono patente italiana, patente internazionale e passaporto.
Indice dell’Articolo
Serve un’assicurazione sanitaria per il Brasile?
Rispondo subito: per entrare in Brasile l’assicurazione non è obbligatoria. Per turismo non serve il visto: alla frontiera la Polizia Federale timbra il passaporto, che deve avere almeno sei mesi di validità residua, e si può restare fino a 90 giorni nell’arco di 180. Le autorità brasiliane chiedono però il biglietto aereo di andata e ritorno, quindi il ritorno va comprato prima di partire.
La raccomandazione invece è netta. La scheda del Brasile di Viaggiare Sicuri raccomanda «vivamente» una polizza che copra le spese mediche e «l’eventuale rimpatrio aereo sanitario (o il trasferimento in altro Paese) del paziente». E aggiunge una riga che quasi nessuno riporta, quella che dice come sceglierla: «Considerato l’elevato costo delle strutture ospedaliere private, si raccomanda, di controllare che la copertura prevista dall’assicurazione sanitaria stipulata, al momento della partenza, sia illimitata». Copertura illimitata: è la Farnesina a chiederlo, nero su bianco.
La tessera sanitaria europea in Brasile non vale: funziona nell’Unione europea e in pochi altri Stati. Se volete capire come funziona in generale la voce spese mediche, ne abbiamo parlato nella guida all’assicurazione sanitaria di viaggio.
La convenzione sanitaria Italia-Brasile: chi copre e con quale modulo
Come abbiamo scritto nella guida all’assicurazione per la Turchia, i Paesi extra-UE con una convenzione sanitaria con l’Italia sono una decina scarsa, e il Brasile è fra questi. In giro si legge che grazie all’accordo gli italiani in Brasile sono curati. Il Ministero della Salute, nella pagina sui Paesi in convenzione, dice un’altra cosa, e la dice per categorie.
Le persone protette sono i lavoratori subordinati e assimilati del settore privato, i lavoratori autonomi assimilati ai subordinati, i pensionati di queste categorie e i loro familiari a carico. I pubblici dipendenti sono esclusi. Chi rientra nelle categorie, per un soggiorno temporaneo come una vacanza, deve chiedere prima di partire il modulo IB/2 al distretto sanitario della propria ASL, con la tessera sanitaria. Senza il modulo, la convenzione per voi non esiste.
Poi ci sono i limiti, ed è qui che si capisce perché la convenzione non sostituisce la polizza. La scheda del Ministero esclude il trasferimento per cure, e fra le situazioni protette il rimpatrio non compare. E contiene una nota che va letta due volte: «E’ escluso il rimborso delle prestazioni in forma indiretta fatta eccezione per i lavoratori distaccati». Tradotto: se pagate di tasca vostra e poi chiedete i soldi indietro, non ve li rimborsano. La pagina di un’azienda sanitaria, quella giuliano-isontina, scrive invece che può capitare di pagare in proprio anche presentando il modulo, e che il rimborso viene valutato dopo. Le due fonti pubbliche non dicono la stessa cosa, quindi prima di contarci chiedete alla vostra ASL dove si usa il modulo e cosa succede se vi chiedono di pagare.
Il consiglio: se siete dipendenti privati, autonomi assimilati o pensionati di queste categorie, il modulo IB/2 chiedetelo comunque, perché non costa niente e vale anche per i familiari a carico. Ma mettetelo nella cartellina insieme alla polizza, non al suo posto: fra le situazioni protette non c’è il rimpatrio, il trasferimento per cure è escluso, e per chi è dipendente pubblico non esiste proprio.
Ospedali in Brasile: il pubblico che cura tutti e il privato che chiede garanzie
Sulla sanità la Farnesina scrive una cosa che sembra rassicurante: «I cittadini stranieri hanno diritto a cure mediche di emergenza negli ospedali pubblici brasiliani». Subito dopo però precisa che le strutture pubbliche sono generalmente carenti, soprattutto al nord, nel nord-est e nel centro-ovest, e che nelle grandi città tendono a essere sovraffollate, con una lunga attesa per un letto.
Le strutture private, soprattutto nelle città principali, sono in genere soddisfacenti, ma con costi elevati. E c’è la riga che decide come andrà la vostra serata in pronto soccorso: «Gli ospedali privati non provvedono generalmente all’accettazione del paziente che non presenti prove di fondi o di assicurazioni sufficienti: può anche essere richiesto il preventivo pagamento delle prestazioni». In pratica, al banco dell’accettazione la prima domanda è chi paga. Qui contano il pagamento diretto della compagnia alla struttura e il certificato di polizza a portata di mano.
Sui farmaci la scheda consiglia di portare da casa i propri, perché potrebbero non essere disponibili sul posto, e avverte che le regole per trasportarli variano e possono cambiare: prima di partire con una terapia, sentite le autorità consolari brasiliane. In caso di bisogno, l’Ambasciata d’Italia è a Brasilia, e ci sono Consolati a San Paolo, Rio de Janeiro, Curitiba, Porto Alegre, Belo Horizonte e Recife.
Rapine, carte clonate e taxi falsi: i rischi che una polizza sanitaria non vede
Nei miei consigli sul noleggio dell’auto ripeto sempre di portare una seconda carta di credito di riserva, perché con una sola carta si rischia di restare a piedi al primo imprevisto. Lì parlavo di cauzioni. In Brasile la seconda carta, tenuta in un posto diverso dalla prima, serve per un motivo molto più concreto, e la scheda della Farnesina lo spiega meglio di me.

La Farnesina parla di un alto tasso di criminalità in tutto il Paese, con rapine a mano armata, sequestri lampo in cui la vittima viene portata a prelevare al bancomat, e scippi anche nei quartieri di classe media e medio-alta. Le frodi bancarie e la clonazione delle carte, agli sportelli e nei negozi, sono comuni. Sulle spiagge pubbliche ci sono gli arrastões, gruppi numerosi di ladri che attraversano un tratto di spiaggia portando via tutto. E la scheda dà un consiglio che da noi suonerebbe strano: avere sempre con sé una somma in contanti sufficiente «da consegnare in caso di rapina ed evitare conseguenze peggiori», e non opporre mai resistenza, perché le conseguenze potrebbero essere fatali.
Attenzione anche ai taxi. La scheda segnala rapine e sequestri lampo su taxi senza licenza e su auto che usano account falsi di app come Uber, soprattutto negli aeroporti. Non fermate i taxi per strada, usate le postazioni autorizzate degli aeroporti o l’app ufficiale, e prima di salire controllate che targa e autista corrispondano. Capodanno e Carnevale, a Rio de Janeiro, Salvador, San Paolo e Recife, sono i periodi che la Farnesina indica come più a rischio per i turisti.
Quello che NON so, e come lo scoprite voi: le condizioni complete delle polizze di viaggio quasi mai sono pubblicate per intero sul sito, si ricevono in fase di preventivo. Quelle di Heymondo non le ho trovate online, quindi non vi dico che cosa prevedono su furti e rapine: vi dico che cosa chiedere. Le domande sono tre: se il furto con rapina di telefono, borsa e documenti è coperto e con quali limiti; se il denaro contante è escluso; e quale denuncia serve per il rimborso. Vale per qualunque compagnia scegliate.
Favelas, Amazzonia e Pantanal: dove serve una guida
Sulle favelas la Farnesina è più dura di quanto ci si aspetti: qualsiasi visita può essere molto pericolosa, comprese quelle delle favelas «pacificate», anche se proposte da guide e operatori specializzati, perché gli scontri fra polizia e bande sono regolari e imprevedibili. E segnala un dettaglio che vale per chiunque si muova in auto o in taxi: le aree delle favelas non sono indicate dai navigatori GPS, quindi chi si affida solo alla mappa del telefono rischia di finirci dentro senza volerlo.
L’Amazzonia e il Pantanal del Mato Grosso sono un altro discorso. Lì il rischio sono le distanze: per visitare zone lontane dai centri abitati la scheda dice che è necessario essere sempre accompagnati da una guida esperta. È il tipo di viaggio in cui conviene leggere bene la voce rimpatrio, perché un’emergenza a giorni di barca da un ospedale non si risolve con un taxi. Anche le aree vicine alle frontiere terrestri, e in particolare quella con il Venezuela, sono segnalate per traffici e criminalità.
Guidare in Brasile: patente, «lei seca» e un’RC che deve dire «Valida per il Brasile»
Gli italiani maggiorenni possono guidare in Brasile per 180 giorni dall’ingresso, con tre documenti insieme: la patente italiana valida, il passaporto e la patente internazionale modello Convenzione di Vienna del 1968. La legge sull’alcol, la lei seca, punisce anche la minima presenza di alcol, i limiti di velocità sono controllati con rilevatori elettronici soprattutto in città, e il cellulare alla guida è vietato.
Poi c’è una regola che riguarda l’assicurazione dell’auto e non quella di viaggio, ma è bene saperla. L’RC è obbligatoria, e un’assicurazione estera è valida solo se contiene la dicitura «Valida per il Brasile» ed è emessa da una compagnia rappresentata in Brasile. Se noleggiate, chiedete per iscritto quale RC c’è nel contratto. La Farnesina aggiunge che la rete stradale non è in buone condizioni e che, siccome le merci viaggiano quasi tutte su strada, spostarsi in auto è abbastanza pericoloso: sulle lunghe distanze in Brasile si vola, e alla guida tenete i finestrini chiusi quando siete fermi al semaforo.
Piogge, alluvioni e incendi: quando conta l’annullamento
Il Brasile è grande quasi come un continente, e le stagioni delle piogge cambiano da una regione all’altra: da gennaio a luglio al nord, da novembre a marzo al sud e al sud-est, da aprile a luglio nel nord-est. Le piogge forti possono interrompere i collegamenti, soprattutto nelle zone rurali, e provocare inondazioni improvvise e frane, anche nelle grandi città. Dopo le alluvioni del 2024 nel Rio Grande do Sul la Farnesina raccomanda ancora cautela negli spostamenti in quello Stato. Da maggio a settembre ci sono gli incendi boschivi, Amazzonia compresa, e a Brasilia e nell’interno l’umidità può scendere sotto il 10%.
Qui la voce della polizza che vi riguarda è l’annullamento e l’interruzione del viaggio. Non date per scontato che un’alluvione sia di per sé un motivo coperto: la polizza risponde agli eventi scritti nelle condizioni, e quelli vanno letti prima. Gli avvisi meteo si seguono sul sito dell’Istituto Nazionale di Meteorologia brasiliano.
Salute in Brasile: dengue, febbre gialla e malaria in Amazzonia
La dengue è un rischio tutto l’anno, con picchi in aprile e maggio, e nel 2023 ha toccato 777,6 casi ogni 100.000 abitanti; la regione con l’incidenza più alta è il sud. La scheda segnala che in Brasile è disponibile un vaccino efficace contro tutti e quattro i sierotipi del virus, da valutare con il medico. Con la febbre non prendete aspirina né farmaci a base di acido acetilsalicilico, e andate subito in ospedale. Ci sono anche chikungunya e Zika, che in gravidanza può causare gravi danni al nascituro e si trasmette anche per via sessuale.
Per la febbre gialla le autorità brasiliane raccomandano il vaccino a chi ha più di 9 mesi e va in molte zone del Paese: tutto il territorio di Stati come Amazonas, Pará, Mato Grosso, Goiás, Minas Gerais ed Espírito Santo, il Distretto Federale di Brasilia, e parti di Bahia, San Paolo, Paraná, Santa Catarina e Rio Grande do Sul. La malaria è endemica nella regione amazzonica, dove è consigliata la profilassi. Nel nord ci sono anche la malattia di Chagas, trasmessa da insetti notturni simili alle cimici, e l’oncocercosi.
Il consiglio sulla salute: un mese prima di partire passate da un ambulatorio di medicina dei viaggi con l’itinerario in mano, perché per la febbre gialla conta lo Stato in cui andate, non il Paese. Repellente sempre, e acqua solo in bottiglia, con cibo di qualità e ben cotto.
Le regole del paese che una polizza non risolve
Questa sezione riguarda i guai, e nessuna assicurazione vi toglie da un guaio legale. Per lo spaccio e il traffico di droga le pene vanno da cinque a dieci anni di reclusione, e anche l’uso e il possesso di piccole dosi sono puniti. Le leggi contro lo sfruttamento sessuale dei minori sono severissime, e chi commette questi reati all’estero viene perseguito anche al rientro in Italia.
Due avvertenze che non vi aspettate. La prima: non comprate pappagalli, scimmie o altri animali tropicali, perché chi viene accusato di contrabbando di specie protette rischia la detenzione. La seconda riguarda l’ayahuasca, il decotto usato in alcuni riti in Amazzonia: la Farnesina scrive che può provocare allucinazioni, crisi di panico e stati di persecuzione anche dopo ore o giorni, che turisti italiani hanno vissuto esperienze anche drammatiche, e che la presenza di sedicenti esperti non esclude conseguenze gravi. Infine, state lontani da manifestazioni e assembramenti, che in Brasile possono degenerare all’improvviso, come gli scontri legati agli eventi sportivi.
Cosa deve coprire un’assicurazione sanitaria per il Brasile
Metto in una tabella quello che è emerso fin qui, perché è il modo più rapido per confrontare due preventivi con lo stesso metro. La colonna da leggere è la terza: il perché, per il Brasile nello specifico.
| Voce | Come deve essere | Perché in Brasile |
|---|---|---|
| Spese mediche | Massimale illimitato | Lo chiede la Farnesina, visto il costo degli ospedali privati |
| Pagamento | Diretto alla struttura, non a rimborso | I privati non accettano senza prova di fondi o di assicurazione, e possono chiedere di pagare prima |
| Rimpatrio sanitario | Aereo, con il trasferimento in un altro Paese previsto | Fra le situazioni protette dalla convenzione non c’è, e dall’Amazzonia o dal Pantanal le distanze sono enormi |
| Convenzione e modulo IB/2 | Da chiedere all’ASL se rientrate nelle categorie | Copre solo alcune categorie, esclude i dipendenti pubblici e il rimborso delle spese pagate |
| Furto e rapina | Limiti, esclusioni sul contante e denuncia richiesta letti prima | Rapine, scippi e arrastões in spiaggia sono frequenti, anche di giorno |
| Documenti e carte | Assistenza per la perdita dei documenti | La clonazione delle carte è comune, e la Farnesina consiglia di non esibire i documenti |
| Annullamento e interruzione | Presente, con i motivi coperti letti prima | Piogge, alluvioni e frane con stagioni diverse da regione a regione |
| Centrale operativa | 24 ore, in italiano, con consulto medico a distanza | Si parla portoghese, e in emergenza serve qualcuno che vi indichi la struttura giusta |
Perché scelgo Heymondo per il Brasile
Sul blog usiamo Heymondo e lo diciamo apertamente: se comprate dai nostri link noi prendiamo una commissione e voi avete il 10% di sconto già applicato, senza codici da ricordare. Per il Brasile il motivo è uno, e coincide con la riga della Farnesina che vi ho citato all’inizio: il piano Premium ha le spese mediche illimitate, che è esattamente la copertura che la scheda chiede di verificare prima di partire. Gli altri due piani arrivano a 3 milioni di euro, il Tranquillità, e a 6 milioni, il Top.
Poi c’è l’app, con la chat medica a qualunque ora e il videoconsulto, che in un Paese dove si parla portoghese vi aiuta a capire se quello che avete si risolve in farmacia o richiede un ospedale, e quale. Il quadro completo, con quello che ci convince e quello che ci convince meno, lo trovate nella nostra recensione di Heymondo. Per furti, rapine e rimpatrio vale quello che vi ho scritto sopra: le condizioni si leggono prima, anche le sue. Potete vedere le coperture per il Brasile e fare un preventivo qui, con lo sconto già dentro il link.
Quando comprarla, e come fare il preventivo giusto
Sul quanto costa non vi do cifre, e non è reticenza: il premio dipende da quanti siete, da quanti giorni state via, dall’età di chi parte e dalle garanzie che scegliete, quindi qualunque numero scrivessi qui sarebbe sbagliato per quasi tutti. Il metodo invece ve lo do: fate due preventivi sullo stesso identico viaggio, stesse date, stesse persone, stesse garanzie, e confrontateli riga per riga con la tabella qui sopra, invece che guardando il totale in fondo.
Sul quando invece sono categorico: la polizza si compra quando si prenota, non la settimana prima di partire. L’annullamento copre proprio quello che succede fra la prenotazione e la partenza, e un viaggio in Brasile, soprattutto a Carnevale o a Capodanno, si prenota con mesi di anticipo. Se nello stesso anno avete in programma altri viaggi fuori dall’Europa, guardate anche la polizza annuale multiviaggio.
Il consiglio: prima di partire preparate una cartellina con tre cose, il certificato di polizza, il modulo IB/2 se vi spetta e i numeri della centrale operativa e della banca per bloccare le carte. Tenetene una copia sul telefono e una nella valigia, lontana dal portafoglio: in Brasile è la regola della seconda carta applicata ai documenti.
Quando avete deciso, il preventivo per il Brasile si fa da qui: cinque minuti, e poi potete tornare a scegliere fra Rio, Salvador e l’Amazzonia.
Il Brasile si può visitare con le normali precauzioni, lo scrive la stessa Farnesina, purché si sappia dove servono quelle speciali. La convenzione con l’Italia è una buona notizia per chi ne ha diritto, ma copre poche categorie e poche situazioni, e la scheda chiede comunque una copertura illimitata. Come ripeto sempre, l’esperienza di qualcuno salva sempre qualcun altro.
Domande frequenti sull’assicurazione sanitaria per il Brasile
L’assicurazione sanitaria è obbligatoria per andare in Brasile?
No, non è un requisito d’ingresso. Per turismo servono il passaporto con almeno sei mesi di validità e il biglietto di andata e ritorno, e si resta fino a 90 giorni ogni 180. La Farnesina raccomanda però vivamente una polizza con spese mediche e rimpatrio aereo sanitario, e di verificare che la copertura sia illimitata.
La convenzione sanitaria Italia-Brasile copre i turisti?
Solo alcune categorie. Secondo il Ministero della Salute la convenzione protegge i lavoratori subordinati e assimilati del settore privato, gli autonomi assimilati, i pensionati di queste categorie e i familiari a carico; i dipendenti pubblici sono esclusi. Per il soggiorno temporaneo serve il modulo IB/2, da chiedere all’ASL prima di partire.
Cos’è il modulo IB/2 per il Brasile?
È il modulo previsto dalla convenzione Italia-Brasile per il soggiorno temporaneo. Lo rilascia il distretto sanitario dell’ASL a chi rientra nelle categorie protette, presentando la tessera sanitaria. Il Ministero della Salute indica che non copre il trasferimento per cure e che è escluso il rimborso delle prestazioni pagate in proprio, salvo per i lavoratori distaccati.
Gli ospedali pubblici in Brasile curano gli stranieri?
Sì, gli stranieri hanno diritto alle cure di emergenza negli ospedali pubblici. La Farnesina avverte però che sono generalmente carenti e sovraffollati, con lunghe attese per un letto. Gli ospedali privati sono migliori ma cari, e di solito non accettano chi non dimostra di avere fondi o un’assicurazione.
Che massimale deve avere l’assicurazione per il Brasile?
La Farnesina, considerato l’elevato costo delle strutture ospedaliere private, raccomanda di controllare prima della partenza che la copertura dell’assicurazione sanitaria sia illimitata.
Serve il vaccino contro la febbre gialla per il Brasile?
Non è obbligatorio per entrare, ma le autorità sanitarie brasiliane lo raccomandano a chi ha più di 9 mesi e va in molte zone del Paese, fra cui l’Amazzonia, il Distretto Federale di Brasilia, Minas Gerais, Goiás, Mato Grosso ed Espírito Santo. Conviene valutarlo con un ambulatorio di medicina dei viaggi in base all’itinerario.
Posso guidare in Brasile con la patente italiana?
Sì, per un massimo di 180 giorni dall’ingresso, ma insieme alla patente internazionale modello Convenzione di Vienna del 1968 e al passaporto. La legge brasiliana punisce anche la minima presenza di alcol alla guida.
La tessera sanitaria europea vale in Brasile?
No. La tessera sanitaria europea vale solo nei paesi dell’Unione europea e in pochi altri Stati, e il Brasile non è fra questi. Per alcune categorie esiste invece il modulo IB/2 della convenzione Italia-Brasile, che però non sostituisce una polizza di viaggio.
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