Cosa vedere a Lajatico in provincia di Pisa

Lo so sono vicino a casa però questo borgo è tanto che mi attirava. Ok è il paese di Andrea Bocelli ed ero curioso di vedere come ha saputo usare la fama mondiale che il cantante si porta dietro. Ovviamente, qui arrivano da tutte le parti del mondo e non solo per il famoso Teatro del Silenzio.

Quindi in questa estate calda mi son deciso e sono andato a Lajatico a toccare con mano cosa può fare, anzi cosa possono fare, fama e denaro.

lajatico – Foto di R. Capanni

Un borgo di collina

Per arrivare a Lajatico si prende la Strada di Grande Comunicazione (detta superstrada dai toscani). Se si arriva dalla parte di Siena si esce a Poggiponsi se si arriva e  dalla costa si prende la FI-PI-LI e si esce a a Pontedera- Ponsacco. Così ho fatto io.

La collina dove sorge il borgo è di quasi 600 metri, qruindi si sale leggermente contornati dal panorama della campagna toscana dove, in questo momento, prevale il giallo dei campi di cereali già tagliati. Ovviamente olivi e colline vitate non mancano.

Salendo incontriamo diversi cartelli di aziende che fanno agriturismo. Tutto è tenuto bene, la campagna toscana sembra offrire il meglio di se nonostante il caldo.

Piazza Vittorio Veneto – Foto R. C.

Attenzione al mercato del mercoledì

Arriviamo nell’abitato senza problemi e costeggiamo la strada laterale alla suggestiva piazzetta San Carlo per raggiungere il parcheggio che era occupato dal mercato ( mercato settimanale del mercoledì). Per fortuna lungo la strada si può parcheggiare e pure in ombra.

Lasciata la macchina ci siamo diretti verso la Piazzetta San Carlo con il torrino neo gotico. Una bella visione con tanto verde. Tutto è davvero ben tenuto in questo borgo dove anche i lampioni sembrano lampadari con l’esterno rosso come un abat jour.

lajatico – vicoli Foto R. capanni

Camminare per le stradine è davvero piacevole. Nonostante sia agosto e nonostante faccia molto caldo c’è abbastanza vita.  Ci dirigiamo nella piazza principale Piazza Vittorio Emanuele. Qui si affaccia la  torre campanaria che, probabilmente, faceva parte dell’antico castello di Lajatico. C’è anche l’orologio.

Dell’antico castello (prima del 100 d.C) rimane poco se non una parte di facciata, però è piacevole guardare queste vecchie pietre seduti in uno dei bar e ristoranti che si aprono sulla piazzetta.

C’ è uno stemma in pietra raffigurante il simbolo della Repubblica Marinara di Pisa e anche  un leone in pietra con  uno scudo scolpito con il giglio di Firenze che racconta la storia e i passaggi di mano. Il Castello fu venduto ai fiorentini da Pietro Gaetani nel 1405;  e loro, nel 1434, ne smantellarono le torri e le mura.

Bella la bifora adornata di fiori  da cui ti aspetti di vedere passare una nobildonna in costume rinascimentale.

Particolare la cisterna dell’acqua ( immaginiamo) che troneggia dietro la piazza, rivestita con immagini come se fosse la parte alta delle torre di Pisa!.

Lajatico Palazzo pretorio oggi civile abitazione Foto R.C.

Una curiosità: in piazza c’è una piccola insegna dove c’è scritto “Speakers’ Corner – Angolo del parlatore” come da tradizione inglese. C’è anche uno sgabello dove, la domenica dalle 9 alle 11 e dalle 16 alle 18, ognuno po’ fare un suo intervento.

Girando per le stradine

Attraversata la piazza ci siamo diretti verso il palazzo  Pretorio di Lajatico. Si trova sulla via  sulla via principale  e  risale XII secolo. Si possono vedere ancora le carceri e la struttura originaria con gli stemmi dei vari signori.

Proseguendo abbiamo incontrato la struttura del cinema teatro. Tornando indietro ci siamo fermati al fresco nel giardino che si apre sul panorama che Lajatico offre dall’alto.  Mamme con bambini in carrozzina, il salumiere con il grembiule intorno alla vita che ha chiacchierato amabilmente con noi, insomma una vita di paese serena, mentre gli stranieri  con le gambe abbronzate o rosse come peperoni, sfilano accanto a noi.

Camminando incontriamo mostre e installazioni, leggiamo di eventi soprattutto serali. Raggiungiamo la chiesa di La Pieve di San Leonardo  risalente al 1275.  Sinceramente ci son rimasto un po’ male, nel senso che mi aspettavo una pieve. Invece nel 1800 fu ingrandita con l’aggiunta delle due navate laterali e, nel 1925, della facciata. Un affresco del 2001 dell’artista pisano Paolo Maiani prende gran parte della chiesa.

Il teatro del Silenzio

Lajatico è famosa per il Teatro del Silenzio. E quindi ci dirigiamo lì. Il teatro è ricavato nelle colline. Leggiamo sulla guida che lo scenario  è costituito da un laghetto circondato da blocchi di travertino  su cui  si alternano ogni anno opere di artisti di fame internazionale.

Il teatro è formato dalla collina che scende. Un teatro silenzioso per 365 giorni all’anno e noi quando siamo arrivati? Nei giorni di allestimento, infatti, in questo 2022 il  Teatro del Silenzio resterà chiuso due mesi  ( fino al 30 settembre 22) per un mega evento targato Ferrari. Quindi non si poteva procedere con l’auto e c’erano da fare ben tre chilometri a piedi.

Chiusa la Via del Silenzio, un percorso pedonale che conduce al teatro del Silenzio con punti di sosta ce  panchine di travertino e piante autoctone. Quindi Lajatico non ci ha “trattenuto” e non abbiamo consumato e siamo scesi cercando un ristori altrove.

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