Cosa vedere a Lisbona in 4 giorni è una domanda che mi sarei dovuto fare prima, quando ci sono arrivato la prima volta dentro un tour del Portogallo, con le tappe già fissate e Lisbona schiacciata fra una città e l’altra. Me ne sono andato con la sensazione di averla assaggiata e non mangiata, e con quella cosa che i portoghesi chiamano saudade e che a me, più prosaicamente, è sembrata la voglia di tornarci con calma. Quattro giorni sono proprio la misura della calma: è il primo soggiorno in cui Lisbona si vede tutta, senza correre, e alla fine avanza ancora un giorno.
Questo pezzo è costruito su quel giorno in più. I primi tre sono la città, e sono più o meno gli stessi per tutti; il quarto invece si sceglie, e la scelta dipende dal giorno della settimana in cui cade, dalla stagione e da un dettaglio della Lisboa Card che nessuno vi dice. Se di giorni ne avete tre, l’itinerario giusto è Lisbona in 3 giorni; se ne avete due, c’è Lisbona in 2 giorni; e se volete prima capire com’è fatta la città quartiere per quartiere, partite dalla guida Lisbona cosa vedere.
In breve
In 4 giorni a Lisbona si fanno tre giornate in città e una fuori. Giorno 1: Baixa, Rossio, Chiado, Convento do Carmo e Bairro Alto. Giorno 2: Alfama, Sé, Castelo de São Jorge (17 €) e il Museu do Fado. Giorno 3: Belém con il Mosteiro dos Jerónimos (18 €) e la Torre de Belém (15 €), poi il lungofiume verso Alcântara. Giorno 4, da scegliere: Sintra (Palácio da Pena 20 €, Quinta da Regaleira 20 €, entrambi a fascia oraria), oppure Cascais e il Cabo da Roca, oppure il Parque das Nações con l’Oceanário. La Lisboa Card arriva al massimo a 72 ore (62 €): copre tre giorni su quattro, e il giorno scoperto conviene che sia quello di Sintra, dove la card dà solo uno sconto. Se nel soggiorno c’è un lunedì, quello è il giorno della gita: Belém e il Museu do Fado chiudono, Pena e Regaleira no.
Indice dell’Articolo
Quattro giorni a Lisbona: tre per la città, uno da scegliere
Ho letto con attenzione gli itinerari che oggi si trovano in cima alle ricerche, e hanno quasi tutti la stessa forma: tre giorni di città e il quarto a Sintra, magari con il Cabo da Roca e Cascais infilati nello stesso giro. Non è una forma sbagliata, anzi è quella che consiglio anch’io. Il punto è che nessuno spiega perché il quarto giorno debba essere quello, né come si sceglie la gita, e soprattutto nessuno si accorge che quel giorno si porta dietro due problemi pratici che vanno risolti prima di partire: i giorni di chiusura dei monumenti e la durata della Lisboa Card.
Il ragionamento che vi propongo è questo. La città si gira in tre giornate piene divise per zone, che sono le tre colline storiche del centro e il quartiere di Belém sul fiume; il quarto giorno è la vostra variabile, e la mettete dove vi conviene. Se nel soggiorno cade un lunedì, è il lunedì; se no, è l’ultimo giorno, quello che resta fuori dalla card. Con tre giorni un itinerario si incastra, con quattro si sceglie: è un lusso, e vale la pena usarlo bene.
Lisbona in 4 giorni: l’itinerario in breve
| Giorno | Zone | Da prenotare | Da evitare |
|---|---|---|---|
| 1 | Baixa, Rossio, Chiado, Bairro Alto | niente, si va a piedi | la domenica, quando il Convento do Carmo è chiuso |
| 2 | Alfama, Sé, Castelo de São Jorge, Graça | niente, il castello si compra sul posto o sul suo sito | il lunedì per il Museu do Fado, la domenica per la Sé |
| 3 | Belém, Alcântara, lungofiume | la fascia oraria della Torre de Belém | il lunedì, quando Jerónimos e Torre sono chiusi |
| 4 | Sintra, oppure Cascais e Cabo da Roca, oppure Parque das Nações | la fascia oraria di Pena e Regaleira, se è Sintra | il weekend a Sintra, se potete |
Giorno 1: Baixa, Chiado e Bairro Alto
Il primo giorno si comincia dal basso, dalla Baixa, la città che il marchese di Pombal fece ricostruire a scacchiera dopo il terremoto del 1755. La Praça do Comércio si apre sul Tago come un salotto con la porta spalancata sul fiume, e da lì la Rua Augusta porta dritta al Rossio. Entrate nella stazione anche senza prendere nessun treno: la facciata neomanuelina con il doppio ferro di cavallo all’ingresso e il salone foderato di azulejos sono una delle cose che mi sono rimaste più impresse, ed è da qui che il quarto giorno partirete per Sintra.

Poi si sale. Al Chiado c’è A Brasileira, il caffè dove si sedeva Fernando Pessoa e dove oggi lui si siede in bronzo, e poco sopra il Convento do Carmo, la chiesa gotica rimasta senza tetto dopo il terremoto: le arcate sono ancora in piedi e incorniciano il cielo, e lì quella catastrofe smette di essere una pagina di storia e diventa una cosa che state guardando. In cima c’è il Bairro Alto, con il Miradouro de São Pedro de Alcântara che guarda il castello dall’altra parte della valle. Con quattro giorni non avete fretta: il Bairro Alto di giorno è un quartiere tranquillo di panni stesi, la sera diventa la movida della città, e vale la pena vederlo in tutte e due le versioni.
Attenzione: le salite che le guide vi fanno fare in ascensore oggi si fanno a piedi. L’Elevador de Santa Justa è «temporaneamente chiuso» e le funicolari della Glória, della Bica e do Lavra sono fuori servizio, senza una data di riapertura pubblicata: è lo stato riportato da Carris al 2 ottobre 2026. L’unica in servizio è la funicolare della Graça. Diverse guide aggiornate le danno ancora aperte, e il quadro completo con le alternative sta nella guida Lisbona cosa vedere.
La sera del primo giorno io l’ho chiusa al Time Out Market, il vecchio Mercado da Ribeira a Cais do Sodré, e ve lo consiglio per la stessa ragione per cui è piaciuto a me: amo lo street food, e lì sotto un unico tetto ci sono decine di banchi e qualche cuoco di nome, si mangia seduti a tavoloni comuni e ci si ritrova a chiacchierare con chi sta accanto. È aperto tutti i giorni dalle 10 a mezzanotte, ed è il posto giusto per cominciare a capire quante cose sanno fare i portoghesi con il baccalà, che secondo la leggenda conoscono in 365 ricette, una per ogni giorno dell’anno.
Giorno 2: Alfama e il Castelo, poi il fado
Questo è il giorno che i soggiorni corti sacrificano, e il motivo per cui quattro giorni valgono la differenza: l’Alfama ha una giornata tutta sua. È il quartiere più antico e quello che il terremoto ha risparmiato, un labirinto di scalinate, tetti di tegole rosse, balconi fioriti e panni stesi dove la pianta della città vecchia non è stata ridisegnata da nessuno. Si comincia dalla Sé, la cattedrale romanica che sembra una fortezza, e si sale al Miradouro de Santa Luzia, la terrazza con il muro di azulejos da cui si vedono i tetti dell’Alfama scendere fino al fiume.

Sopra c’è il Castelo de São Jorge, sulla collina più alta del centro: l’attrazione vera sono le mura e le torri, da cui Lisbona si vede tutta disposta sulle sue colline. Il biglietto costa 17 € e si compra solo sul sito ufficiale del castello o alla biglietteria. Scendendo, il Museu do Fado racconta in poche sale la storia della musica che sentirete la sera, e costa 5 €: è il modo migliore di arrivarci preparati. Nel pomeriggio vale la pena spingersi fino alla Graça, il quartiere sopra l’Alfama, con il suo miradouro e l’unica funicolare che oggi funziona, riaperta ad aprile 2026.
Info pratica: il Museu do Fado è aperto da martedì a domenica dalle 10 alle 18, con ultimo ingresso alle 17:30, e chiude il lunedì: biglietto intero 5 €, verificato sul sito del museo. Sé e Convento do Carmo chiudono invece la domenica. Se il vostro Giorno 2 cade di lunedì, scambiatelo con il quarto giorno: è il senso di tutto questo itinerario.
E la sera, il fado. Qui vi parlo per esperienza, ed è proprio il caso di dirlo: l’esperienza di qualcuno salva sempre qualcun altro. La nostra cena col fado è andata male, musica buona e menù che lasciava a desiderare, e in più ci hanno portato in tavola un antipasto che non avevamo chiesto. Sembrava un omaggio della casa, e invece era nel conto, a un prezzo alto. Da allora il mio consiglio è doppio: se il fado lo volete ascoltare a cena, scegliete il locale per la cucina prima che per la musica e rimandate indietro il couvert che non avete ordinato; se invece vi interessa la musica, nelle tasche dell’Alfama e del Bairro Alto capita di sentirlo gratis, oppure c’è uno spettacolo di fado di cinquanta minuti con un bicchiere di Porto, che vi lascia la libertà di cenare dove volete.
Giorno 3: Belém e la riva del Tago
Il terzo giorno si va a ovest, a Belém, sei chilometri dal centro, con il tram 15E da Praça da Figueira o il treno da Cais do Sodré. È il quartiere da cui il Portogallo si guardava partire per gli oceani, e si vede in una mattina piena: il Mosteiro dos Jerónimos, capolavoro manuelino costruito con i proventi delle spezie, dove riposano Vasco da Gama e il poeta Camões; la Torre de Belém, nata come fortezza e faro alla foce del fiume; il Padrão dos Descobrimentos, con i navigatori scolpiti in fila verso l’acqua. I monumenti, uno per uno con prezzi e orari, sono raccolti nella guida ai monumenti e attrazioni di Lisbona.

Due cose da sapere prima di partire. La Torre de Belém è riaperta il 27 maggio 2026 dopo il primo restauro dal 1998 e adesso si entra a fasce orarie, perché la scala a chiocciola interna è strettissima; al monastero, invece, le biglietterie chiudono alle 16:30, un’ora prima del monumento. E soprattutto: Jerónimos e Torre chiudono il lunedì. Con tre giorni bisogna rimescolare tutto, ed è il tema di Lisbona in 3 giorni; con quattro basta spostare Belém e mettere il lunedì sulla gita.
Se non volete pensare ai biglietti, c’è un tour a piedi di Belém che comprende già l’ingresso ai Jerónimos. Ma il bello del terzo giorno, con quattro giorni a disposizione, è il pomeriggio libero. Dopo i pastéis, che a Belém sono un rito e che io a Lisbona ho mangiato con una costanza che sfiorava la dipendenza, si torna verso il centro a piedi lungo il fiume: si passa sotto il Ponte 25 de Abril, che a chi viene dalla California ricorda qualcosa, e si arriva ad Alcântara e all’LX Factory, un vecchio complesso industriale diventato una strada di librerie, botteghe e locali.
Consiglio: sul lungofiume fra Belém e il centro c’è anche il MAAT, il museo di arte, architettura e tecnologia con il tetto ondulato su cui si può camminare. L’ingresso costa 16 € per chi non risiede in Portogallo e il museo chiude il martedì: se il vostro Giorno 3 cade di martedì, il tetto si vede da fuori e basta. E un consiglio da fare la sera: il tramonto su questo tratto di fiume è il più bello della città, e c’è chi lo guarda dall’acqua con un giro in barca a vela al tramonto.
Il quarto giorno: come scegliere la gita giusta
Eccoci al giorno che fa la differenza. Le possibilità ragionevoli sono tre, e le ho messe in ordine di quanto spesso le consiglierei: Sintra per chi è a Lisbona la prima volta, Cascais e il Cabo da Roca per chi cerca l’oceano, e il Parque das Nações per chi Sintra l’ha già vista o preferisce non prendere treni. Sono tutte raggiungibili con i mezzi pubblici, e nessuna richiede l’auto.
Sintra, se è la prima volta
Sintra è un altro comune, sulle colline a ovest di Lisbona, ed è la gita che quasi tutti fanno, a ragione: palazzi romantici sospesi nel bosco, il castello dei Mori sulla cresta, ville piene di simboli e di grotte. Ci si arriva con il treno della CP dalla stazione del Rossio, e la cosa da capire subito è che Sintra in un giorno non si vede tutta: si scelgono due monumenti, al massimo tre, perché fra uno e l’altro ci sono salite vere e bus da aspettare. La coppia classica è il Palácio da Pena e la Quinta da Regaleira.

Info pratica: Parco e Palácio da Pena, visita base, 20 € interi, aperto tutti i giorni tranne il 24, 25 e 31 dicembre e il 1° gennaio; per il palazzo si sceglie una fascia oraria senza tolleranza sul ritardo, e dall’ingresso del parco al palazzo servono circa trenta minuti a piedi. Il solo parco costa 12 €, il Castelo dos Mouros 12 €. Quinta da Regaleira 20 €, anche qui con ingresso a fascia oraria ogni mezz’ora, ultimo ingresso sempre alle 17:30. Il treno Lisbona-Sintra andata e ritorno costa 5,10 €, sulla carta Navegante. Prezzi verificati il 2 ottobre 2026 su Parques de Sintra, sul sito della Regaleira e sul listino della CP.
Il pezzo debole della gita è il bus. Dalla stazione di Sintra alla Pena e al castello sale il 434 della Scotturb, che è ancora in servizio ma di cui nessuna fonte ufficiale pubblica oggi la tariffa; e il biglietto combinato treno più bus della CP, il «Train&Bus», è sospeso. Tradotto: il treno lo pagate con la Navegante, il bus si paga a parte, e conviene mettersi in fila presto. Chi preferisce non pensarci ha due strade comode: un tour di mezza giornata a Sintra con la Pena e la Regaleira, che vi riporta a Lisbona per il pomeriggio, oppure il solo biglietto per il palazzo e il parco della Pena, comprato prima di partire per non giocarsi la fascia oraria.
Attenzione: alla Pena la fascia oraria non perdona. Se la saltate il biglietto non è rimborsabile, e i trenta minuti dall’ingresso del parco al palazzo vanno contati dentro. Alla Regaleira invece c’è un’ora di tolleranza. Ordine pratico: prima la Pena, che è in alto e ha l’orario rigido, poi si scende verso la Regaleira, che sta sulla strada del ritorno in paese.
Cascais e Cabo da Roca, se cercate il mare
Se Lisbona vi ha fatto venire voglia di oceano, il quarto giorno è quello della costa. Il treno della linea di Cascais parte da Cais do Sodré e corre lungo il Tago fino alla foce e poi sull’Atlantico, passando per Belém ed Estoril: è uno di quei tragitti in cui conviene sedersi dal lato del finestrino che guarda l’acqua. Cascais è stata una cittadina di pescatori e poi il buen retiro della corte e dell’aristocrazia, con un centro raccolto, il porticciolo e le spiagge in città; poco fuori c’è la Boca do Inferno, una grotta marina in cui le onde entrano con un rumore che spiega il nome.
Da Cascais si arriva al Cabo da Roca, il punto più occidentale dell’Europa continentale, con la linea 1624 della Carris Metropolitana, che parte dal terminal dei bus più o meno ogni mezz’ora nelle ore centrali; attenzione che non tutte le corse passano dal capo, e quelle giuste sono segnate nell’orario. Lassù c’è un faro, una croce e una scogliera a picco sull’oceano dove il vento non si ferma mai. Nell’ufficio turistico vendono anche il certificato di essere stati sul punto più a ovest del continente, scritto a mano in calligrafia, a 11 €: una di quelle cose che si comprano sorridendo e poi si incorniciano.
Consiglio: chi ha gambe e una giornata lunga può fare l’anello completo, ed è quello che fanno i tour organizzati. Treno da Rossio a Sintra, la mattina ai palazzi, poi la linea 1253 della Carris Metropolitana dalla stazione di Sintra al Cabo da Roca, poi la 1624 fino a Cascais e il treno della costa per tornare a Cais do Sodré. In quel caso il biglietto che conviene è il Bilhete Turístico della CP, 6,70 € per 24 ore illimitate sulle linee di Sintra e di Cascais; i bus sono a parte. Se l’anello lo volete fare senza pensare a orari e coincidenze, c’è il tour di una giornata con Sintra, Pena, Regaleira, Cabo da Roca e Cascais.
Restare a Lisbona: il Parque das Nações e la città lenta
Non è obbligatorio uscire. Il Parque das Nações, all’estremità orientale della città, è la Lisbona che nessuno si aspetta: il quartiere costruito per l’Expo del 1998 sul fiume, con la stazione dell’Oriente di Calatrava, il ponte Vasco da Gama che si perde all’orizzonte e l’Oceanário, uno degli acquari più grandi d’Europa, costruito attorno a un’unica vasca centrale che riproduce l’oceano aperto. Da lì la telecabina corre sopra il lungofiume, ed è un modo tranquillo di vedere il quartiere dall’alto.
Info pratica: all’Oceanário il prezzo cambia con l’orario d’ingresso, e il pomeriggio costa meno: adulti 29,90 € dalle 10 alle 11:30, 27,70 € dalle 12 alle 15:30, 25,50 € dalle 16 alle 18:30; aperto tutti i giorni dalle 10 alle 20, ultimo ingresso alle 19. Telecabina 7,50 € solo andata e 9,50 € andata e ritorno. Prezzi verificati il 2 ottobre 2026 sul sito dell’Oceanário e su quello della Telecabine Lisboa. Chi non vuole fare la fila alla cassa può prendere il biglietto dell’Oceanário in anticipo.
Il resto della giornata lasciatelo alla città lenta: un tratto in salita sul tram 28 verso la Graça, una pasticceria storica come la Confeitaria Nacional sul Rossio, che fa dolci dal 1829, un miradouro che nei giorni precedenti avevate visto solo di passaggio. Un’avvertenza, perché diverse guide ve lo propongono ancora: il Museu Nacional do Azulejo è chiuso per lavori dal 1° novembre 2025 e la data di riapertura non è stata pubblicata.
Come decidere: giorno della settimana, stagione e Lisboa Card
La scelta della gita si fa con tre domande, nell’ordine.
- Nel soggiorno c’è un lunedì? Allora quel giorno è la gita, e a Sintra, perché Pena e Regaleira sono aperte tutti i giorni, mentre a Lisbona il lunedì chiudono Jerónimos, Torre de Belém e Museu do Fado. Il martedì vale lo stesso discorso, in piccolo, per il MAAT.
- Che stagione è? Fra la tarda primavera e l’inizio dell’autunno Cascais ha senso anche per le spiagge; d’inverno resta bella per la passeggiata e per il Cabo da Roca, ma il bagno lo lascerei perdere. La Regaleira d’inverno chiude prima, alle 18:30 invece che alle 19:30, ma l’ultimo ingresso resta alle 17:30 tutto l’anno. Quando conviene andare in Portogallo, mese per mese, lo trovate in clima in Portogallo.
- Avete la Lisboa Card? Ed è qui il dettaglio che nessuno vi racconta.
La Lisboa Card esiste solo da 24, 48 e 72 ore, e le ore sono consecutive dalla prima validazione, non giorni di calendario. Una versione da quattro giorni non c’è. Quindi in un soggiorno di quattro giorni la card ve ne copre al massimo tre, e la domanda vera è quale giorno lasciare fuori. La risposta è il giorno di Sintra, per una ragione semplice: a Sintra la card non dà ingressi gratuiti, solo uno sconto del 10% alla Pena e del 15% al Castelo dos Mouros, da chiedere alla biglietteria e non online, e alla Regaleira niente del tutto. L’unica cosa che vi fa davvero risparmiare a Sintra è il treno, che costa 5,10 € andata e ritorno. Fuori card, la gita vi costa quei 5,10 € in più; dentro la card, vi brucerebbe un giorno di ingressi gratuiti in città.
Consiglio: attivate la card da 72 ore la mattina del primo giorno di città, e fate Sintra o Cascais il giorno dopo la scadenza. Se il lunedì vi obbliga a fare la gita prima, attivatela la mattina dopo la gita: le 72 ore partono dalla prima validazione, quindi decidete voi quando farle cominciare. Il dettaglio di cosa copre la card è sul sito della Lisboa Card.
Cosa prenotare prima di partire
- Il biglietto per il palazzo e il parco della Pena, se il quarto giorno è Sintra: è l’ingresso con la fascia oraria più rigida di tutto il viaggio.
- Il tour di Sintra, Pena, Cascais e Cabo da Roca con i biglietti inclusi, per chi vuole l’anello completo senza contare coincidenze.
- Sintra in mezza giornata con la Pena e la Regaleira, che lascia libero il pomeriggio del quarto giorno.
- Belém a piedi con i biglietti dei Jerónimos, per il Giorno 3.
- L’ingresso all’Oceanário, se il quarto giorno resta in città.
- La fascia oraria della Torre de Belém e della Quinta da Regaleira: si prenotano sui canali ufficiali, la Regaleira solo sulla sua biglietteria online. E il Castelo de São Jorge non esiste su nessuna piattaforma, si compra sul suo sito o sul posto.
Attenzione: con la Lisboa Card, Mosteiro dos Jerónimos e Torre de Belém vogliono la prenotazione di data e ora, e la prenotazione si fa solo dopo aver ritirato la card fisica in città, inserendo il numero della tessera. Con quattro giorni il problema è facile da aggirare: ritirate la card il primo giorno, prenotate subito Belém per il terzo, e avete due giorni di margine.
Come muoversi in quattro giorni
Dall’aeroporto si arriva in centro con la metropolitana: la stazione è dentro l’aerostazione, sulla linea rossa, con un cambio ad Alameda per la linea verde verso Rossio e Baixa-Chiado. In città il centro storico si gira a piedi, ma è un camminare in verticale: con gli ascensori fermi, Lisbona va contata in salite e non in chilometri, e una suola di gomma vale più di qualsiasi mappa. La calçada, quel selciato di pietra bianca levigato da milioni di passi, con le suole lisce diventa una pista di pattinaggio: è il primo consiglio che davo nel mio vecchio racconto di Lisbona, e lo ripeto.
Per i mezzi prendete la carta Navegante Ocasional appena arrivati: costa 0,50 €, si ricarica, e con il credito «zapping» la corsa su metro e Carris costa 1,72 € invece di 1,90 €. Evitate di pagare a bordo del tram, dove il biglietto costa 3,30 €. Il giornaliero Carris e Metro da 24 ore costa 7,25 €, ma nei tre giorni di città il problema lo risolve la Lisboa Card, che comprende metropolitana, autobus, tram e anche i treni per Sintra e Cascais. Il quarto giorno, fuori card, la Navegante torna utile: ci si carica il treno.
Quanto costa Lisbona in 4 giorni
Questi sono gli ingressi interi delle tappe di questo itinerario, verificati sui siti ufficiali. Sui monumenti statali di Lisbona c’è la riduzione del 50% per gli over 65, per la fascia 13-24 anni e per le famiglie.
| Tappa | Intero | Con la Lisboa Card | Chiusura |
|---|---|---|---|
| Mosteiro dos Jerónimos | 18 € | gratis, con prenotazione | lunedì |
| Castelo de São Jorge | 17 € | gratis | nessuna |
| Torre de Belém | 15 € | gratis, con prenotazione | lunedì |
| Padrão dos Descobrimentos | 10 € | gratis | nessuna |
| Sé de Lisboa | 7 € | sconto | domenica |
| Convento do Carmo | 7 € | sconto | domenica |
| Museu do Fado | 5 € | vedi la guida della card | lunedì |
| Palácio da Pena, visita base | 20 € | sconto del 10% | nessuna |
| Quinta da Regaleira | 20 € | nessun beneficio | nessuna |
| Oceanário | da 25,50 € a 29,90 € | vedi la guida della card | nessuna |
Facciamo il conto per i tre giorni di città. Jerónimos, Torre, castello e Padrão fanno da soli 60 € a testa, a cui si aggiungono Sé e Carmo e tre giorni di trasporti, che al giornaliero sono quasi 22 €. La Lisboa Card da 72 ore costa 62 € e copre i quattro ingressi grandi più tutti i mezzi: per tre giorni di città si ripaga, e vi risparmia una ventina di euro. Il quarto giorno a Sintra, con Pena e Regaleira e il treno, aggiunge poco più di 45 € a testa. Dove si spende davvero, come sempre, è sul dormire.
Dove dormire per quattro notti
In quale zona dormire a Lisbona per quattro giorni
Con quattro notti l’alloggio è parte del viaggio, e io non amo fare e disfare la valigia: si sceglie una base sola e la si sceglie bene. Il criterio, qui, è il quarto giorno. Il Rossio e la Baixa stanno sopra la stazione dei treni per Sintra e a pochi passi dal tram per Belém, e hanno la metro per l’aeroporto sotto casa: è la zona più comoda in assoluto. Il Chiado, sulla collina accanto, è più elegante e più tranquillo la sera, e scende in pochi minuti a Cais do Sodré, da dove parte il treno per Cascais. L’Alfama è la più suggestiva, ma è tutta scale, e con le valigie e gli ascensori fermi diventa una fatica che in quattro giorni si sente.
Tre indirizzi fra Rossio e Chiado
- Rossio Apartments (€): appartamenti con angolo cottura a due passi dalla piazza, la soluzione più comoda per chi su quattro notti vuole anche farsi una colazione a casa.
- My Story Hotel Rossio (€€): hotel sulla piazza del Rossio, a un minuto dalla stazione dei treni per Sintra.
- Montebelo Vista Alegre Lisboa Chiado Hotel (€€€): la scelta di fascia alta, al Chiado, per chi vuole che anche la base faccia parte del viaggio.
Un dato che ho ricavato confrontando le stesse strutture del centro su due soggiorni di quattro notti, uno a fine aprile e uno a metà febbraio: in primavera la stessa camera costa dal 10% a più del doppio rispetto all’inverno, secondo la struttura. Aprile e maggio sono i mesi in cui tutti cercano Lisbona, e si vede; febbraio a Lisbona non è freddo, e se le date sono vostre lo scarto vi paga la Lisboa Card e anche la gita.
Dove mangiare in quattro giorni
A Lisbona ho mangiato più che bene e a prezzi contenuti, a una condizione: stare lontani dai locali con il buttadentro sulla porta, dove si mangia male e si paga troppo. Il baccalà è il piatto nazionale e vale la pena provarlo in più di una versione; i pastéis de nata sono la vera droga del viaggio, e oltre a quelli di Belém vi segnalo quelli della Fábrica da Nata, i migliori che abbiamo mangiato, e la Confeitaria Nacional sul Rossio per una colazione da fare con calma. La guida completa ai sapori della città, con i posti, sta in Lisbona cosa vedere.
Quattro giorni sono abbastanza per tornare a casa con la saudade, che non è malinconia ma voglia di tornare. A me è successo, ed è il motivo per cui ve ne consiglio quattro e non tre.
Domande frequenti su Lisbona in 4 giorni
Bastano 4 giorni per vedere Lisbona?
Sì, quattro giorni sono la misura giusta per vedere Lisbona senza correre. Bastano tre giornate per la città, divise per zone (Baixa, Chiado e Bairro Alto; Alfama e il Castelo de São Jorge; Belém e il lungofiume), e ne avanza una per una gita fuori: Sintra, oppure Cascais e il Cabo da Roca, oppure il Parque das Nações con l’Oceanário.
Cosa fare a Lisbona in 4 giorni oltre al centro?
Il quarto giorno si esce dal centro storico. Le tre opzioni più comode con i mezzi pubblici sono Sintra in treno dal Rossio, con il Palácio da Pena e la Quinta da Regaleira; Cascais in treno da Cais do Sodré, con il Cabo da Roca raggiungibile in autobus; oppure il Parque das Nações, con l’Oceanário e la telecabina sul fiume.
Conviene la Lisboa Card per 4 giorni?
Non esiste una Lisboa Card da quattro giorni: le durate sono solo 24, 48 e 72 ore consecutive dalla prima validazione. Conviene quindi la versione da 72 ore, che costa 62 € e copre tre giorni di città con ingressi gratuiti a Jerónimos, Torre de Belém, Castelo de São Jorge e Padrão dos Descobrimentos e tutti i trasporti. Il quarto giorno conviene lasciarlo fuori e dedicarlo a Sintra, dove la card dà solo uno sconto del 10% alla Pena e nessun beneficio alla Regaleira.
Meglio Sintra o Cascais per il quarto giorno?
Sintra se siete a Lisbona per la prima volta: i palazzi romantici sono la gita più importante dei dintorni, e Pena e Regaleira sono aperti tutti i giorni, quindi Sintra è la scelta giusta anche per un lunedì, quando a Lisbona chiudono Jerónimos e Torre de Belém. Cascais e il Cabo da Roca se cercate l’oceano e una giornata più tranquilla, soprattutto fra primavera e autunno. Con una giornata lunga si possono fare tutte e due in anello, con treno e autobus.
Quanto costa un viaggio di 4 giorni a Lisbona?
Per gli ingressi, i quattro monumenti principali della città (Jerónimos 18 €, Castelo de São Jorge 17 €, Torre de Belém 15 €, Padrão dos Descobrimentos 10 €) fanno 60 € a testa, che la Lisboa Card da 72 ore a 62 € copre insieme ai trasporti. Una gita a Sintra con Palácio da Pena (20 €), Quinta da Regaleira (20 €) e treno andata e ritorno (5,10 €) aggiunge circa 45 €. A questo si sommano alloggio e pasti, con l’alloggio che in primavera costa sensibilmente più che in inverno.
Come si arriva dall’aeroporto al centro di Lisbona?
Con la metropolitana: la stazione Aeroporto è dentro l’aerostazione ed è il capolinea della linea rossa. Si cambia una volta ad Alameda per la linea verde e si scende a Rossio o Baixa-Chiado. La corsa costa 1,90 €, oppure 1,72 € con il credito zapping caricato sulla carta Navegante Ocasional, che costa 0,50 €.
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