Ci sono posti che non ti aspetti, e le Isole Tremiti sono uno di questi. Un pugno di scogli verdi e bianchi piantati nell’Adriatico, a poche miglia dal Gargano, con un mare che quando lo vedi dall’alto non sembra italiano: turchese sui bassi fondali, blu cupo dove la roccia precipita. Gli antichi le chiamavano le isole Diomedee, perché la leggenda vuole che le abbia create l’eroe greco Diomede gettando in mare tre massi portati da Troia. Io le metto da sempre tra le isole più belle che abbiamo, e ogni volta che le racconto a qualcuno mi accorgo che quasi nessuno c’è stato davvero.
In questa guida vi porto a vedere cosa vedere alle Isole Tremiti isola per isola, dalla pineta di San Domino all’abbazia fortificata di San Nicola, fino alle cale e alle grotte che si raggiungono solo via mare. E siccome qui la parte pratica conta quanto il panorama, trovate anche da quali porti si parte, quanto costano i traghetti, quando andare e dove dormire. Perché, come dico sempre, l’esperienza di qualcuno salva sempre qualcun altro.
In breve
Le Isole Tremiti sono un arcipelago di cinque isole nell’Adriatico, 22 km a nord del Gargano, in provincia di Foggia (Puglia). Solo due sono abitate: San Domino (la verde, con porto, pineta e hotel) e San Nicola (la storica, con l’abbazia di Santa Maria a Mare). Capraia, Cretaccio e Pianosa sono disabitate. Si arriva via mare da Termoli (tutto l’anno, ~1 ora) o, d’estate, dai porti del Gargano (Vieste, Rodi Garganico, Peschici); c’è anche l’elicottero Alidaunia da Foggia. I non residenti non possono portare l’auto. Bastano un giorno per l’essenziale, 3-4 giorni per goderle davvero. Da non perdere: il giro in barca delle grotte, Cala delle Arene, l’abbazia di San Nicola e la statua sommersa di Padre Pio.
Indice dell’Articolo
Dove si trovano le Isole Tremiti
Le Isole Tremiti si trovano nel Mar Adriatico, 22 km a nord del promontorio del Gargano e circa 45 km a est di Termoli, sulla costa molisana. Amministrativamente sono un comune sparso in provincia di Foggia, in Puglia, con capoluogo San Nicola: sono l’unico arcipelago italiano in questo tratto basso dell’Adriatico, e formano insieme al mare che le circonda una Riserva Naturale Marina che fa parte del Parco Nazionale del Gargano.
Il nome “Diomedee” non è un vezzo turistico, ma viene da lontano. La leggenda racconta che fu l’eroe greco Diomede a creare le isole, lanciando in mare i massi che si era portato da Troia; alla sua morte, le sue compagne furono trasformate in uccelli a vegliare sulla sua tomba. Quegli uccelli esistono per davvero: sono le berte maggiori (Calonectris diomedea), che nidificano qui a migliaia e di notte emettono un verso che sembra un pianto di bambino. La prima volta che lo si sente, sul serio viene un brivido. Nei miei ricordi scolastici Diomede era solo un nome dell’Iliade: scoprire che gli avevano intitolato un arcipelago è stata una di quelle cose che fanno innamorare di un posto prima ancora di arrivarci.
Quali e quante sono le Isole Tremiti
Le Isole Tremiti sono cinque: San Domino, San Nicola, Capraia (chiamata anche Caprara), Cretaccio e Pianosa, più qualche scoglio minore come La Vecchia. Di queste, solo San Domino e San Nicola sono abitate; le altre tre sono disabitate e in parte protette. Vale la pena conoscerle una a una prima di partire, perché ognuna ha un carattere completamente diverso.

- San Domino: la più grande e la più verde, coperta di pini d’Aleppo. È l’isola del porto, delle spiagge e degli alberghi: la base naturale per chi dorme alle Tremiti.
- San Nicola: il cuore storico e monumentale dell’arcipelago, capoluogo del comune. Domina il mare con l’abbazia fortificata di Santa Maria a Mare e le sue mura.
- Capraia (o Caprara): disabitata, l’isola dei capperi, bassa e selvaggia. Ci si avvicina solo via mare.
- Cretaccio: più che un’isola, un grande scoglio di creta giallastra eroso dal mare, tra San Domino e San Nicola.
- Pianosa: la più lontana e la più protetta, zona di riserva integrale dove l’accesso è vietato.
San Domino, l’isola verde
San Domino è l’isola più estesa dell’arcipelago e quella dove si svolge gran parte della vita: qui arrivano i traghetti, qui ci sono il porto, gli hotel, i ristoranti e quasi tutte le spiagge. La sua cifra è il verde della pineta di pini d’Aleppo, che scende quasi a toccare il mare e profuma di resina e macchia mediterranea, tra ginepri, rosmarino e lentisco. Si gira tutta a piedi in mezza giornata, e ogni sentiero finisce su una terrazza a picco sull’azzurro.

Il bello di San Domino è il suo perimetro frastagliato di cale e grotte: la Grotta del Bue Marino, profonda settanta metri, la Grotta delle Viole con i riflessi violacei, la Grotta delle Rondinelle, l’Architiello con il suo arco di roccia, lo Scoglio dell’Elefante, Cala dei Benedettini, Cala degli Inglesi. Molti di questi angoli si vedono solo dal mare, ed è proprio per questo che il giro in barca dell’arcipelago è un passaggio obbligato (ne parlo più avanti). A pochi minuti dal porto, andando verso nord, ci sono i Pagliai, faraglioni a punta che spuntano dall’acqua come campanili.
C’è anche una pagina di storia che oggi sorprende: nel 1938 il regime fascista deportò qui, a San Domino, centinaia di omosessuali al confino, fino al 1940. Una vicenda a lungo dimenticata, che vale la pena ricordare camminando in quella pineta che sembra solo un paradiso di vacanza.
Consiglio: San Domino è la base giusta per dormire, ma San Nicola dista appena 200 metri ed è collegata da una navetta marittima continua, una traversata di pochi minuti. Datevi almeno un tramonto: quando l’ultimo traghetto riparte verso la terraferma le isole si svuotano, e restano solo i pochi che hanno scelto di fermarsi a dormire.
San Nicola, l’isola della storia
Se San Domino è la natura, San Nicola è la storia. È la seconda isola per grandezza ma il vero centro dell’arcipelago, e basta vederla dal mare per capirlo: un costone di roccia sormontato da mura, torri e dall’imponente Abbazia di Santa Maria a Mare, una delle più importanti abbazie fortificate del Mediterraneo. Si arriva con la navetta da San Domino e si sale a piedi nel piccolo borgo, tra vicoli e scorci a strapiombo.

La storia dell’abbazia è lunga e stratificata. Fu fondata dai Benedettini nel IX secolo come dipendenza di Montecassino, e conobbe il suo massimo splendore nell’XI secolo, con la chiesa consacrata nel 1045. Poi arrivarono i Cistercensi (1237), fino al saccheggio del 1334; quindi i Canonici Lateranensi dal 1412, prima della soppressione del 1783, quando i Borbone trasformarono le isole in colonia penale. È un percorso di incursioni di pirati, abbandoni e rinascite che ancora si legge nelle pietre. Dentro si conservano un pavimento a mosaico, un crocifisso ligneo e una statua bizantina: l’ingresso è gratuito e la visita merita senz’altro.
Info pratica: l’Abbazia di Santa Maria a Mare si visita gratuitamente, a pochi passi dall’approdo di San Nicola, con orari ampi durante la stagione (indicativamente dalla mattina alla sera). È però un luogo di culto attivo: gli orari possono variare, conviene verificarli sul posto. Scheda ufficiale sul sito del Parco Nazionale del Gargano.
Capraia, Cretaccio e Pianosa: le isole disabitate
Le altre tre isole non si visitano come San Domino e San Nicola, ma fanno parte del fascino dell’arcipelago e si incontrano nel giro in barca. Capraia, la più grande delle disabitate, è detta anche l’isola dei capperi (capparaia): distese di capperi selvatici e nessun abitante. Le barche non possono attraccare e si fermano a pochi metri dalla riva. Proprio nelle sue acque, tra Capraia e San Nicola, riposa sul fondo la celebre statua sommersa di Padre Pio, posata nel 1998 e diventata una delle immersioni più amate d’Italia.
Cretaccio, a metà strada tra San Domino e San Nicola, è in realtà un grande scoglio di creta dal colore giallastro, modellato dal mare e dal vento. Pianosa, invece, è la più lontana, una tavola di roccia alta appena quindici metri in balia delle mareggiate: rientra nella riserva marina integrale, dove sono vietate navigazione, balneazione e immersioni, e l’accesso è interdetto.
Attenzione: Capraia e Pianosa delle Tremiti non vanno confuse con le omonime dell’Arcipelago Toscano, sono tutt’altro mare. E ricordate che attorno a Pianosa vige la tutela integrale: ci si deve tenere a distanza e non si può fare il bagno né immergersi. Le immersioni nella zona di Capraia sono invece consentite, ma solo con un diving center autorizzato.
Le spiagge e le cale più belle delle Tremiti
Mettiamo subito in chiaro una cosa, perché è la domanda che fanno tutti: alle Tremiti c’è una sola spiaggia di sabbia, ed è Cala delle Arene, su San Domino, proprio dietro il porto. Tutto il resto sono cale di ciottoli, scogliere e calette raggiungibili a nuoto o in barca. Non aspettatevi chilometri di lido: qui il mare si vive dagli scogli e dal pontile, ed è un mare che ripaga ogni tuffo.

Oltre a Cala delle Arene, le calette più belle di San Domino sono Cala Matano, Cala dei Benedettini, Cala degli Inglesi e Cala Tonda, molte delle quali si aprono solo dal mare. Per questo il modo migliore per scoprire le spiagge delle Tremiti è noleggiare un gommone o unirsi al giro in barca: si entra nelle grotte, ci si ferma a fare il bagno dove l’acqua è più limpida e si vedono i Pagliai e l’Architiello da sotto. Lo snorkeling, nelle zone consentite, regala fondali pieni di vita: siamo dentro un’area marina protetta, e si sente.
Consiglio: portatevi delle scarpette da scoglio e una maschera. Le cale più belle non hanno sabbia ma rocce levigate, e con la maschera la differenza tra un bagno qualunque e un’ora di meraviglia tra i pesci la fate voi.
Cosa fare alle Isole Tremiti
Alle Tremiti il programma lo detta il mare. La prima esperienza da mettere in conto è il giro in barca dell’arcipelago: si costeggiano San Domino, Capraia e Cretaccio, si entra nelle grotte marine e ci si ferma a fare il bagno. Poi ci sono le immersioni, regine di queste acque, con la statua sommersa di Padre Pio come tappa simbolo. E per chi vuole muoversi in autonomia, gommoni senza patente e kayak.
Le esperienze da non perdere alle Tremiti
- Giro in barca delle grotte: il tour classico dura circa 1 ora e un quarto e tocca la Grotta del Bue Marino, la Grotta delle Viole e le Rondinelle, con sosta sul punto di Padre Pio. I giri completi dell’arcipelago, con bagni, arrivano a mezza giornata.
- Immersione alla statua di Padre Pio: a 12-14 metri, immersione facile, adatta anche ai brevettati Open Water alle prime esperienze, da fare con un diving autorizzato.
- Snorkeling e kayak: per esplorare le cale di San Domino dal pelo dell’acqua, nelle zone consentite della riserva.
- Noleggio gommone senza patente: per girare l’arcipelago a modo vostro e raggiungere le cale più nascoste.
Info pratica: il giro in barca delle grotte costa indicativamente dai 20 ai 40 euro a persona secondo durata e stagione; le minicrociere giornaliere con pranzo a bordo salgono. Un’immersione guidata con diving center parte indicativamente da 40-45 euro. Il noleggio di un gommone senza patente (guidabile dai 16 anni) va sui 80-150 euro al giorno più carburante. Sono prezzi stagionali e variabili da operatore a operatore: confermateli al momento della prenotazione. (Tour ed esperienze tramite GetYourGuide; il link può generare una commissione per il blog, senza alcun costo aggiuntivo per voi.)
Come arrivare alle Isole Tremiti
Alle Tremiti si arriva solo via mare (o in elicottero). Il porto attivo tutto l’anno è Termoli, in Molise, da cui la traversata dura circa un’ora. D’estate, indicativamente da fine aprile a settembre, si aggiungono i porti del Gargano: Vieste, Rodi Garganico e Peschici. Rodi Garganico è lo scalo più vicino alle isole. Le compagnie principali sono NLG (Navigazione Libera del Golfo) e, in alta stagione, altri operatori; il biglietto va prenotato per tempo nei mesi di punta.
C’è anche una terza via, comoda soprattutto fuori stagione: l’elicottero di Alidaunia, che collega Foggia alle Tremiti in circa mezz’ora, tutto l’anno. È il modo per raggiungere le isole anche d’inverno, quando i collegamenti dal Gargano sono fermi.
| Partenza | Stagione | Durata indicativa | Prezzo indicativo a tratta |
|---|---|---|---|
| Termoli (Molise) | Tutto l’anno | ~1 ora | ~19-30 € (bassa), fino a 40-50 € (alta) |
| Rodi Garganico | Estate | ~50 min | ~25-30 € |
| Vieste / Peschici | Estate | ~1-2 ore | ~25-30 € |
| Elicottero da Foggia (Alidaunia) | Tutto l’anno | ~30 min | ~25-50 € secondo stagione |
Per arrivare ai porti d’imbarco: Termoli è sulla linea ferroviaria adriatica Bologna-Bari, con stazione a pochi minuti a piedi dal porto, quindi da Roma o dal Nord il treno fino a Termoli è spesso la soluzione più comoda (gli aeroporti più vicini sono Pescara e Bari). Per i porti del Gargano il riferimento è l’aeroporto di Bari e la stazione di Foggia, poi bus o auto.
Attenzione: i non residenti non possono sbarcare auto, moto e camper sulle isole, di norma da aprile a ottobre (le date esatte cambiano ogni anno per ordinanza). Si lascia il mezzo in un parcheggio sulla terraferma, a Termoli o al porto del Gargano, e ci si imbarca a piedi: sulle isole ci si muove a piedi, in bici o in barca. Mettete in conto anche la tassa di sbarco, circa 2,50 euro a persona, di solito aggiunta al biglietto.
Sono indicazioni verificate a giugno 2026: orari e tariffe dei traghetti cambiano per stagione, controllate sempre i siti delle compagnie (NLG, Alidaunia per l’elicottero) prima di partire.
Quando andare alle Isole Tremiti
La stagione delle Tremiti va da giugno a settembre. I mesi migliori, se posso dare un consiglio, sono giugno e settembre: l’acqua è già (o ancora) calda, i collegamenti sono attivi, ma c’è meno gente e i prezzi sono più ragionevoli. Luglio e soprattutto agosto sono i mesi dell’alta stagione: isole bellissime ma affollate, traghetti pieni e tariffe al massimo. Fuori stagione l’arcipelago si addormenta, gli hotel chiudono e resta solo l’elicottero da Foggia per chi vuole vederle in versione invernale e deserta.
Si possono vedere le Tremiti in un giorno? Sì, è fattibile, e in tanti lo fanno: in estate le partenze giornaliere permettono di andare al mattino e rientrare nel tardo pomeriggio. In una giornata si fa il giro in barca, si visita San Nicola con l’abbazia e si assaggia San Domino. Ma è di corsa. Per goderle davvero, con calma, almeno una vera nuotata e magari un’immersione, servono 3-4 giorni e una notte sull’isola: è lì che le Tremiti danno il meglio.
Dove dormire alle Isole Tremiti
Quasi tutta la ricettività dell’arcipelago è concentrata su San Domino, che è di fatto l’unica isola dove ha senso dormire: ha gli hotel, le case vacanza, i ristoranti e le spiagge a portata di piede. San Nicola, il capoluogo storico, non ha praticamente strutture turistiche. Una valida alternativa, soprattutto per chi viaggia in auto e vuole abbinare il Gargano, è dormire sulla terraferma (Vieste, Rodi Garganico, Peschici) e raggiungere le isole in giornata via traghetto.
Dove dormire alle Tremiti: in quale zona
- San Domino: la scelta naturale per vivere le isole. Hotel, B&B e case vacanza immersi nella pineta, a due passi dal porto e da Cala delle Arene. Ideale per chi si ferma più giorni e vuole il mare sotto casa.
- San Nicola: sistemazioni pochissime, riservate a chi cerca il silenzio assoluto e l’atmosfera storica. Non la base più comoda.
- Costa del Gargano (Vieste, Rodi Garganico, Peschici): per chi gira in auto e vuole unire le Tremiti a una vacanza più ampia, dormendo a terra e facendo la gita in giornata.
In alta stagione le poche strutture di San Domino vanno a ruba: prenotate con largo anticipo, è il consiglio più prezioso che vi posso dare per le Tremiti.
Domande frequenti sulle Isole Tremiti
Quante sono le Isole Tremiti?
Sono cinque: San Domino, San Nicola, Capraia (o Caprara), Cretaccio e Pianosa, più alcuni scogli minori. Solo San Domino e San Nicola sono abitate.
Dove si trovano le Isole Tremiti?
Nel Mar Adriatico, 22 km a nord del Gargano, in provincia di Foggia (Puglia). Sono l’unico arcipelago italiano di questo tratto di Adriatico e fanno parte del Parco Nazionale del Gargano.
Da dove partono i traghetti per le Tremiti?
Tutto l’anno da Termoli (Molise), circa un’ora di traversata. D’estate anche dai porti del Gargano: Vieste, Rodi Garganico e Peschici. C’è anche l’elicottero Alidaunia da Foggia, attivo tutto l’anno.
Quanto costa andare alle Isole Tremiti?
Il traghetto da Termoli costa indicativamente 19-30 euro a tratta in bassa stagione, fino a 40-50 euro in alta. Dai porti del Gargano circa 25-30 euro. Va aggiunta la tassa di sbarco di circa 2,50 euro a persona.
Si possono vedere le Tremiti in un giorno?
Sì, in estate è fattibile con andata al mattino e rientro nel pomeriggio: si fa il giro in barca e si visita San Nicola. Per goderle con calma, però, servono 3-4 giorni.
Si può portare l’auto alle Isole Tremiti?
No. I non residenti non possono sbarcare auto, moto e camper, di norma da aprile a ottobre. Si lascia il mezzo sulla terraferma e ci si imbarca a piedi; sulle isole ci si muove a piedi, in bici o in barca.
Qual è l’isola più bella delle Tremiti?
Dipende da cosa cercate: San Domino per la natura, le spiagge e le grotte; San Nicola per la storia e l’abbazia. La cosa migliore è vederle entrambe, sono a soli 200 metri di distanza.
Info essenziali
- Dove: Mar Adriatico, 22 km dal Gargano, provincia di Foggia (Puglia).
- Come arrivare: traghetto da Termoli (tutto l’anno, ~1 ora); d’estate da Vieste, Rodi Garganico, Peschici; elicottero Alidaunia da Foggia.
- Quando andare: giugno-settembre; i mesi migliori giugno e settembre, agosto il più affollato.
- Durata consigliata: 1 giorno per l’essenziale, 3-4 giorni per goderle davvero.
- Da non perdere: il giro in barca delle grotte, Cala delle Arene, l’abbazia di San Nicola, la statua sommersa di Padre Pio.
- Da sapere: niente auto per i non residenti, tassa di sbarco ~2,50 € a persona, riserva marina integrale attorno a Pianosa.