Dell’Eremo di Calomini la cosa difficile non è arrivarci, anche se la strada è quella che è. È sapere se lo troverete aperto.
Ho passato più tempo del previsto a cercare di mettere insieme un orario attendibile, e alla fine ho capito perché non se ne trova uno: la custodia dell’eremo è cambiata tre volte in quindici anni, e ogni pagina che leggete online fotografa una gestione diversa. C’è chi scrive che apre solo il sabato e la domenica, chi dice che d’estate apre tutti i giorni e negli altri mesi solo durante le messe. Non è che uno dei due mente: hanno ragione tutti e due, in momenti diversi. Qui sotto trovate come stanno le cose davvero, come ci si arriva evitando la strada peggiore, e una cosa che sul resto del web non ho trovato scritta quasi da nessuna parte, cioè che lassù si mangia e si dorme. Se state ancora costruendo il viaggio, il quadro d’insieme è nella nostra guida su cosa vedere in Garfagnana.
In breve
- Dove: Via Eremo 5, Fabbriche di Vergemoli, in provincia di Lucca, sopra Gallicano. Sulla stessa strada della Grotta del Vento.
- Quanto costa: niente, l’ingresso alla chiesa è gratuito.
- Orari: non esiste un orario pubblicato affidabile. Telefonate al 0583 767003 prima di salire, soprattutto fuori stagione.
- La strada: l’ultimo tratto è strettissimo. Si può parcheggiare prima e salire a piedi in una ventina di minuti.
- Si mangia e si dorme: all’eremo c’è un agriturismo con ristorante, camere e appartamenti.
- Quanto tempo: un’ora abbondante per la visita, mezza giornata se ci si ferma a pranzo.
Indice dell’Articolo
Cos’è l’Eremo di Calomini e dove si trova
L’Eremo di Calomini è un santuario mariano incastonato dentro una parete di roccia calcarea, nel comune di Fabbriche di Vergemoli, in provincia di Lucca, sopra il paese di Gallicano. Non è una chiesa con una montagna dietro: è una costruzione che entra letteralmente dentro la parete, tanto che una parte degli ambienti è scavata nella roccia viva. Vista dal basso sembra appiccicata al costone, e quella è la fotografia che avete già visto se avete cercato “eremo di Calomini” prima di arrivare qui.
Siamo intorno ai 400 metri di quota, ai piedi di uno strapiombo alto una settantina di metri che incombe sulle tettoie del santuario: è quella parete a dare al posto l’aria che ha, e a spiegare perché qualcuno mille anni fa abbia deciso che lì ci si poteva ritirare dal mondo. Siamo sul versante apuano della valle, quindi in un pezzo di Garfagnana diverso da quello appenninico: qui la roccia è bianca e verticale, non tondeggiante e boscosa. È la stessa formazione che poco più avanti, sulla stessa strada, produce la Grotta del Vento.
Una precisazione utile perché genera confusione: il comune di Fabbriche di Vergemoli esiste dal 2014, quando Vergemoli e Fabbriche di Vallico si sono fusi. Molti indirizzi in circolazione riportano ancora “Vergemoli”, che è la denominazione vecchia. È lo stesso posto.
La leggenda della pastorella e la storia documentata
La leggenda è quella classica dei santuari mariani di montagna, e vale la pena raccontarla perché spiega perché l’eremo sta esattamente lì e non cento metri più in là. Una pastorella avrebbe visto l’immagine della Madonna accanto a una sorgente, sotto la parete. L’immagine venne portata a Gallicano, giù a valle, dove sarebbe stata più comoda per tutti, e la mattina dopo era di nuovo alla roccia. Ci riprovarono, con lo stesso esito. Alla fine capirono l’antifona e la cappella la scavarono lì, dedicandola a Santa Maria ad Martyres.
La storia documentata è meno pittoresca ma altrettanto solida. L’insediamento eremitico nasce fra il XII e il XIII secolo, dentro il movimento eremitico agostiniano, ma il primo documento che nomina l’Eremo di Calomini con la sua cella e la sua cappella è del 1361. Quello che si vede oggi è in gran parte il risultato dell’ampliamento fra Seicento e Settecento: la chiesa con il porticato è seicentesca e sorge sulle fondamenta della cappella precedente, mentre gli intagli lignei di Luca Pini portano la data del 1707.
Detto senza giri di parole: qui non venite per un capolavoro d’arte. Venite per il posto, che è la cosa che le fotografie rendono male e che vale il viaggio.
Perché gli orari che trovate online non tornano mai
Questa è la sezione per cui ho scritto l’articolo, e vi risparmia un viaggio a vuoto.
L’eremo non è gestito da un ente turistico ma da una comunità religiosa, e quella comunità è cambiata tre volte in quindici anni. I frati Cappuccini lo hanno tenuto per quasi un secolo, dal 1914 al 2010. Dal 2011 è passato ai Discepoli dell’Annunciazione, una comunità della Diocesi di Prato. Dal 1° giugno 2023 c’è un monaco eremita cistercense.

Ogni cambio ha portato orari diversi, e le pagine che trovate in rete sono sedimentate su gestioni diverse senza dire a quale si riferiscono. Ecco perché una fonte vi dice sabato e domenica con orari precisi, un’altra vi dice tutti i giorni d’estate e solo le messe d’inverno, e nessuna delle due è aggiornata. Io non ve ne scrivo nessuno, perché scrivere un orario preciso e sbagliato è peggio che ammettere che non c’è.
Attenzione: l’unico modo serio di sapere se troverete aperto è telefonare al 0583 767003 qualche giorno prima. Vale sempre, ma diventa obbligatorio da novembre a marzo e nei giorni feriali. Se salite senza chiamare mettete in conto la possibilità concreta di trovare la chiesa chiusa: il piazzale, il porticato e la vista restano comunque accessibili, e sono già una buona parte del motivo per cui si sale.
Una nota di rispetto che non dovrebbe servire e invece serve: questo è un luogo di clausura e di preghiera, non un’attrazione. Chi ci vive non è personale di accoglienza, e se in un certo momento non riceve non è un disservizio.
Quanto costa entrare
Niente. L’ingresso alla chiesa è gratuito, non ci sono biglietti, non c’è prevendita e non esiste nessun canale online dove comprare qualcosa: se trovate qualcuno che vi vende un ingresso all’Eremo di Calomini, state pagando per aria. Le offerte si lasciano in chiesa, e sono offerte.
Come arrivare all’Eremo di Calomini, e la questione della strada
Si sale da Gallicano prendendo la direzione di Vergemoli, seguendo le indicazioni per la Grotta del Vento, fino al bivio per Trasillico. Da lì l’eremo è segnalato. In auto da Lucca sono circa un’ora, da Castelnuovo di Garfagnana una ventina di minuti.
Il punto delicato è l’ultimo tratto. La stradina che porta al piazzale è molto stretta, in salita, e con pochissimi spazi per incrociare qualcuno che scende. Con un’auto piccola e un po’ di sangue freddo si fa; con un camper, un furgone o un’auto grande è un’esperienza che vi consiglio di evitare, soprattutto la domenica d’agosto quando dall’altra parte arriva qualcuno.
Consiglio: l’alternativa è parcheggiare all’inizio della salita e fare gli ultimi venti minuti a piedi. Non è un ripiego: è il modo giusto di arrivarci. Si vede la parete che cresce davanti, si sente il silenzio prima di vedere l’eremo, e non passate mezz’ora a chiedervi come farete a girare la macchina. Scarpe chiuse, che la salita è salita.
Con i mezzi pubblici non è realistico: si arriva in treno a Barga-Gallicano sulla ferrovia della valle del Serchio, ma da lì all’eremo il collegamento su gomma è quasi inesistente. Qui serve l’auto.
Salire a piedi: le due camminate all’Eremo di Calomini
Questa parte non l’ho quasi trovata da nessuna parte, e invece è quella che trasforma la visita da sosta a gita vera. All’eremo si sale a piedi in due modi, molto diversi fra loro per impegno.
Il primo è il tratto corto, quello di cui parlavo sopra: si lascia l’auto all’inizio della stradina stretta e si prende il sentiero segnato che porta su in una ventina di minuti. Non serve attrezzatura, servono scarpe chiuse e un minimo di fiato. È l’opzione che consiglio praticamente a tutti, perché costa venti minuti e vi risparmia la parte peggiore della strada.
Il secondo è l’anello che parte da Gallicano, cioè dal fondovalle, e si sviluppa su circa 7 chilometri fra andata e ritorno. È il percorso storico, quello che facevano i pellegrini quando la strada asfaltata non esisteva, e attraversa il bosco sopra il paese risalendo verso la parete. Non è un itinerario impegnativo e non richiede esperienza di montagna, ma va affrontato con un minimo di allenamento e con l’acqua dietro, perché lungo il tragitto non trovate niente.
Consiglio: se fate l’anello da Gallicano, partite la mattina presto e organizzatevi per arrivare all’eremo verso l’ora di pranzo, così vi fermate all’agriturismo e scendete nel pomeriggio con la pancia piena. È il modo migliore di passare una giornata qui, e vi toglie del tutto il problema della strada stretta e del parcheggio. D’estate evitate le ore centrali: il versante prende sole e all’ombra ci si sta solo sotto la parete.
Una raccomandazione che vale per entrambi i percorsi: i sentieri non sono illuminati e la parete fa buio prima. Calcolate il rientro con abbondanza, soprattutto da ottobre in poi, quando alle cinque del pomeriggio la luce in questa parte di valle è già andata.
Si mangia e si dorme all’Eremo di Calomini
Questa è l’informazione che manca quasi ovunque, e che cambia la gita da “sosta di venti minuti” a “giornata”. Accanto all’eremo c’è un agriturismo, l’Antica Trattoria dell’Eremita, che ha un ristorante e anche camere e appartamenti.
La cucina è quella della Garfagnana, con una particolarità che vale la pena citare: hanno un allevamento di trote proprio, e le trote finiscono nel piatto. La struttura ha una piscina panoramica affacciata sulla valle, lavora con energie rinnovabili e sistemi di depurazione propri, e la posizione, ai piedi della parete calcarea con il monastero scavato sopra, è di quelle che non si dimenticano.
Info pratica: l’agriturismo si prenota direttamente da loro, allo 0583 767041 oppure al 347 0674710, o scrivendo a info@eremocalomini.it. Non lo trovate sui portali di prenotazione, quindi non cercatelo lì e non date per scontato che sia al completo perché non compare: semplicemente non ci sta. Ristorante e alloggio hanno stagionalità loro, indipendenti da quelle della chiesa: chiedete quando chiamate.
Quando andare
Le ricerche su questo posto disegnano una curva a due gobbe, ed è una curva che dice qualcosa di vero: primavera e agosto. Sono due visite diverse.
Aprile e maggio sono il periodo migliore in assoluto. La valle è verde, la salita a piedi è un piacere invece che una fatica, e le probabilità di trovare aperto sono più alte che d’inverno senza avere la folla di agosto. Se dovete scegliere un momento, scegliete questo.
Luglio e agosto sono il picco, per una ragione semplice: chi è in vacanza in Versilia o sulla costa sale in Garfagnana a cercare il fresco, e l’eremo finisce negli itinerari della giornata insieme alla Grotta del Vento. È il periodo in cui è più facile trovare tutto aperto e più difficile trovare parcheggio, e in cui la strada stretta diventa davvero antipatica.
Da novembre a marzo il posto è al suo meglio dal punto di vista dell’atmosfera, con la valle silenziosa e spesso la nebbia che sale, ma è anche il periodo in cui rischiate di più di trovare chiuso. Qui la telefonata prima di partire non è un consiglio.
Cosa vedere nei dintorni
Il vantaggio dell’eremo è che sta su una strada che porta ad altre cose, quindi da solo non giustifica il viaggio ma dentro una giornata funziona benissimo.
- La Grotta del Vento è a pochi chilometri, sulla stessa strada che avete appena fatto: è l’abbinamento più naturale, e si visita solo con percorsi guidati a orari fissi.
- Isola Santa, il borgo di pietra sul lago verde, è poco più a nord ed è la sosta fotografica migliore della valle.
- Barga, uno dei borghi più belli della zona, con il Duomo in cima e la vista sulle Apuane. Sta sull’altro versante ma è a venti minuti.
- Il Parco dell’Orecchiella, se volete la giornata in montagna vera, anche se è già Appennino e non Apuane: da qui è un’altra oretta di strada.
Scendendo verso Lucca vale una sosta il Ponte del Diavolo di Borgo a Mozzano, e se state costruendo un giro più largo trovate tutto nella nostra guida su cosa vedere in Toscana.
Dove dormire in zona
Se volete dormire proprio all’eremo la risposta l’avete già letta sopra, ed è l’agriturismo, da prenotare per telefono. Se invece preferite una base più attrezzata da cui muovervi, la scelta ragionevole è Barga, che è a venti minuti, ha un centro storico dove passare la sera e una scelta di alloggi che qui intorno non esiste. Gallicano è più vicino ma è un paese di servizio, con poco da fare la sera.
Tre indirizzi a Barga
- Casa Cordati (€€): dentro il centro storico di Barga, in un palazzo del Seicento che ospita anche l’esposizione permanente dei quadri di Bruno Cordati. È quello che sceglierei io.
- Villa Moorings (€€): appena fuori dal centro, comodo se arrivate in auto e volete parcheggiare senza penare.
- Renaissance Tuscany Il Ciocco Resort & Spa (€€€): a Castelvecchio Pascoli, è la struttura grande della zona, con spa e piscine. Un’altra idea di vacanza rispetto al resto di questa pagina, ma se viaggiate con dei bambini risolve parecchi problemi.
Domande frequenti sull’Eremo di Calomini
Quando è aperto l’Eremo di Calomini?
Non esiste un orario pubblicato affidabile, perché la custodia dell’eremo è cambiata tre volte in quindici anni e le informazioni in rete si riferiscono a gestioni diverse. In generale l’apertura è più ampia d’estate e si restringe alle messe negli altri mesi. L’unico modo serio di saperlo è telefonare al 0583 767003 prima di salire.
Quanto costa visitare l’Eremo di Calomini?
Niente: l’ingresso alla chiesa è gratuito e non esistono biglietti né prevendite online. Si possono lasciare offerte in chiesa. Se qualcuno vi propone di acquistare un ingresso, non è un canale ufficiale.
Come si arriva all’Eremo di Calomini?
Si sale da Gallicano in direzione Vergemoli seguendo le indicazioni per la Grotta del Vento, fino al bivio per Trasillico. Sono circa un’ora di auto da Lucca e venti minuti da Castelnuovo di Garfagnana. L’ultimo tratto è molto stretto: si può parcheggiare prima e salire a piedi in una ventina di minuti.
Si può mangiare o dormire all’Eremo di Calomini?
Sì. Accanto all’eremo c’è l’agriturismo Antica Trattoria dell’Eremita, con ristorante di cucina garfagnina, trote di allevamento proprio, camere e appartamenti e una piscina panoramica. Si prenota direttamente allo 0583 767041 o al 347 0674710: non compare sui portali di prenotazione.
Dove si trova esattamente l’Eremo di Calomini?
In Via Eremo 5, nel comune di Fabbriche di Vergemoli, in provincia di Lucca, sopra il paese di Gallicano e sul versante apuano della Garfagnana. Molti indirizzi riportano ancora Vergemoli, la denominazione precedente alla fusione comunale del 2014.
Quanto tempo serve per visitare l’Eremo di Calomini?
Un’ora abbondante è sufficiente per la chiesa, il porticato e il piazzale panoramico, più il tempo della salita. Diventa mezza giornata se si sale a piedi dal parcheggio in basso e ci si ferma a pranzo all’agriturismo, e una giornata intera abbinandolo alla vicina Grotta del Vento.
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