Moneta in Inghilterra: come si paga e cosa sapere prima di partire

Aggiornato il 22 Ottobre 2026

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moneta inghilterra

Nel 1992 a Londra ero poco più di un ragazzino, e a causa della svalutazione della lira i soldi che mi ero portato finirono prima del previsto: per tre giorni ho mangiato patate fritte. Da allora, ogni volta che torno in Inghilterra, la prima cosa a cui penso è come pagherò. Ad agosto 2026, tornando in Inghilterra con Ornella, Piera e John per il nostro giro nelle Cotswolds, la domanda però era diventata un’altra: in un paese dove la carta passa quasi ovunque, quando servono ancora i contanti, quanto costa usare una carta italiana e cosa rispondere al terminale che vi chiede se volete pagare in euro o in sterline.

In questa guida trovate che moneta si usa in Inghilterra, quali banconote e monete sono in corso oggi, come si paga davvero fra carta, telefono e contanti, le mance, il rimborso dell’IVA che non c’è più e le prese elettriche. In fondo, in una tabella, metto in fila le altre cose da sistemare prima di partire, ognuna con il pezzo in cui l’abbiamo spiegata per esteso, dall’ETA per il Regno Unito alla guida a sinistra.

In breve

In Inghilterra, come in tutto il Regno Unito, si usa la sterlina (GBP), divisa in 100 pence: l’euro non si usa. Le banconote sono da 5, 10, 20 e 50 £, tutte in polimero; quelle con Carlo III e quelle con Elisabetta II valgono entrambe, quelle di carta sono fuori corso dal 2022 ma la Bank of England le cambia ancora. Si paga quasi ovunque con carta contactless o con il telefono, e il contante serve per poco: parcheggi, offerte libere, qualche mercato. Quando il POS o il bancomat vi propongono l’euro, scegliete le sterline. Il rimborso dell’IVA per i turisti è abolito dal 2021. Le prese hanno tre poli rettangolari a 230 volt: serve un adattatore.

Che moneta si usa in Inghilterra: la sterlina, e l’euro no

In Inghilterra si paga in sterline, la moneta di tutto il Regno Unito: il codice è GBP, il simbolo è £, e una sterlina vale 100 pence (al singolare penny). In inglese si chiama pound, e nel parlato di tutti i giorni diventa quid, che al plurale resta uguale: «ten quid» sono dieci sterline. Per farvi un’idea dell’ordine di grandezza, quest’estate un pranzo in quattro alle Slaughters ci è costato circa 110 sterline, che fanno più o meno 126 euro.

L’euro non è la moneta del paese, e non contate di poterlo spendere. C’è poi una regola che vale per qualsiasi pagamento e che pochi conoscono: nessun negoziante è obbligato ad accettare una forma di pagamento piuttosto che un’altra, nemmeno le sterline in contanti. La Bank of England lo dice in una riga, «a shop owner can choose what to accept», ed è il motivo per cui trovate locali che non prendono contanti e altri che non prendono certe carte.

Banconote e monete in corso oggi

Le banconote della Bank of England sono quattro, tutte stampate in polimero, una plastica sottile che ha preso il posto della carta. Le monete sono otto, dal penny alle due sterline.

TagliDa sapere
Banconote5 £, 10 £, 20 £, 50 £Tutte in polimero; valgono sia quelle con Elisabetta II sia quelle con Carlo III
Monete1p, 2p, 5p, 10p, 20p, 50p, 1 £, 2 £La moneta da 1 £ in corso è quella a dodici lati; la vecchia rotonda è fuori corso dal 15 ottobre 2017
Fuori corsobanconote di carta da 5, 10, 20 e 50 £Ritirate fra il 2017 e il 30 settembre 2022; si cambiano solo tramite la Bank of England
Dati verificati sui siti della Bank of England e della Royal Mint a ottobre 2026.

Le banconote con il ritratto di Carlo III circolano dal 5 giugno 2024, con lo stesso disegno di prima e il re al posto della regina, e la Bank of England precisa che quelle con Elisabetta II restano valide e girano insieme alle nuove. Con le monete il cambio è ancora più lento: la prima con l’effigie del re, un 50 pence, è entrata in circolazione a dicembre 2022, e ad agosto 2026 la Royal Mint ha messo in giro il primo 10 pence di Carlo III, quarto taglio dopo 5p, 50p e una sterlina. Le monete del nuovo re sono circa l’uno per cento di quelle in circolazione, quindi nel resto che vi danno al bancone troverete quasi solo la regina.

Se in un cassetto avete qualche banconota di carta avanzata da un viaggio di qualche anno fa, in negozio non ve la prende nessuno, però la Bank of England la cambia senza scadenza. Le strade sono tre. Per posta, al Dept NEX della banca a Loughton, nell’Essex, sapendo che la banca stessa avvisa di ritardi fino a 90 giorni lavorativi e che le banconote viaggiano a vostro rischio; sopra le 700 sterline servono un documento con foto e una prova dell’indirizzo. Allo sportello di Threadneedle Street, nella City, dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 15. Oppure in uno dei 51 uffici postali del Regno Unito che fanno il cambio, fino a 300 sterline.

Attenzione: la vecchia moneta rotonda da una sterlina non vale più dal 15 ottobre 2017. La Royal Mint scrive che si può ancora versare su un conto nella maggior parte delle banche britanniche, cosa che a chi non ha un conto inglese non serve: se ne avete una in un barattolo, tenetela come ricordo.

Le sterline scozzesi e nordirlandesi

Se il viaggio passa anche dalla Scozia o dall’Irlanda del Nord, al bancomat vi possono uscire banconote diverse da quelle inglesi: in quelle due nazioni sei banche hanno il diritto di stampare sterline proprie, e per legge devono tenere da parte beni che ne coprano tutto il valore. Sono sterline a tutti gli effetti, ma in Inghilterra non hanno corso legale, e la Bank of England lo scrive senza giri di parole: le banconote scozzesi non hanno corso legale né in Inghilterra né in Scozia. Siccome, come abbiamo visto, il negoziante sceglie cosa accettare, a Londra o nelle Cotswolds qualcuno potrebbe rifiutarle.

Sulle banconote nordirlandesi le fonti ufficiali non dicono la stessa cosa: VisitBritain, l’ente del turismo britannico, scrive che il denaro dell’Irlanda del Nord si può usare solo in Irlanda del Nord, mentre per la Bank of England sono banconote emesse legalmente come le scozzesi, che il negozio è libero di accettare o no. Il consiglio pratico è lo stesso nei due casi: spendetele prima di riattraversare il confine.

Carta, contactless o contanti: come si paga davvero

In Inghilterra la carta passa quasi ovunque, anche per un caffè o un parcheggio da poche sterline, e la maggior parte dei pagamenti si fa appoggiandola al terminale o avvicinando il telefono. Il limite del contactless è cambiato da poco, e quasi nessuno lo scrive. Fino a marzo 2026 la legge fissava un tetto di 100 sterline a transazione; dal 19 marzo 2026 la FCA, l’autorità britannica dei servizi finanziari, ha tolto il limite di legge e lascia a ogni banca la libertà di fissare il proprio. UK Finance, l’associazione delle banche, scrive che per ora la maggior parte resta sulle 100 sterline, mentre con Apple Pay e Google Pay un tetto fisso non c’è.

moneta inghilterra no cash
moneta inghilterra no cash

Per chi arriva con una carta italiana, il limite che conta è quello deciso dalla propria banca: oltre quella cifra il terminale chiede il PIN, quindi ricordatevelo prima di partire. American Express e Diners, scrive VisitBritain, vengono accettate solo occasionalmente: se avete una di queste, portatevi anche una Visa o una Mastercard. E chiedete alla vostra banca quanto costa pagare in una valuta diversa dall’euro: la Banca d’Italia ricorda che fra le spese di una carta ci sono anche i costi di conversione, e ogni contratto ha i suoi.

Attenzione: vi può capitare un piccolo sovrapprezzo per il pagamento con carta, ed è legale. Dal 2018 il Regno Unito vieta i supplementi sulle carte dei consumatori, e la notizia del governo di allora diceva che il divieto valeva quando le due banche, quella del cliente e quella del negozio, stavano nello Spazio economico europeo. Il testo in vigore dopo la Brexit dice un’altra cosa: il divieto pieno si applica solo quando sono britanniche tutte e due. Con una carta italiana resta solo il limite del costo, cioè il negozio può chiedervi un supplemento a patto che non superi quanto il pagamento costa a lui.

Sterline o euro? La domanda del POS e del bancomat

Prima o poi un terminale vi mostrerà due cifre, una in sterline e una in euro, e vi chiederà di scegliere. È la conversione dinamica della valuta: se scegliete l’euro, il cambio lo fa lì per lì il gestore del terminale, con un tasso che vedete scritto sullo schermo ma che in quel momento non potete confrontare con niente; se scegliete la sterlina, la conversione la fa la vostra banca, alle condizioni del vostro contratto. La norma britannica, rimasta in vigore dopo la Brexit, obbliga chi propone la conversione a dirvi che potete pagare nella valuta del negozio e lasciare il cambio alla vostra banca.

moneta inghilterra POS
moneta inghilterra POS

Consiglio: scegliete sempre le sterline, al POS come al bancomat. Le condizioni della vostra banca le potete leggere con calma prima di partire, mentre il cambio proposto dal terminale lo scoprite solo davanti alla cassa, con la fila dietro. Se volete togliervi il dubbio, la prima volta fate una prova: guardate il tasso che vi mostra lo schermo e confrontatelo con quello del giorno sul telefono.

Bancomat: il costo lo dice lo schermo, prima di prelevare

La rete che collega i bancomat britannici si chiama LINK, e per chi ha la carta di una banca del circuito il prelievo è quasi sempre gratuito. Con una carta italiana le cose cambiano: LINK scrive chiaramente che a chi ha una carta emessa fuori dalla rete il terminale può far pagare il prelievo. La regola, però, vi protegge: lo sportello deve dirvi sullo schermo che applicherà un costo, chiedervi di accettarlo e darvi la possibilità di annullare senza pagare niente, e gli sportelli a pagamento devono dichiararlo anche con un cartello all’esterno. A quel costo si aggiunge quello della vostra banca per il prelievo all’estero, che sta nel contratto.

Quanti contanti portare

Pochi. Nel nostro giro la spesa che si ripeteva ogni giorno era il parcheggio, e queste sono le cifre che abbiamo segnato ad agosto 2026: 6 sterline per due ore su strada a Gloucester, 6 ad Avebury, 6 per mezza giornata vicino alla stazione di Bath, 10 per tutto il giorno nel parcheggio della cattedrale di Salisbury. A Bourton i parcheggi a pagamento chiedevano 10 sterline per la giornata, e noi abbiamo trovato posto sulla strada principale. Ma anche lì il contante non è più la regola: a Lacock si paga con l’app JustPark o alle macchinette, e al castello di Warwick il parcheggio di Stratford Road accetta solo carte contactless, all’uscita.

Nel mio ultimo viaggio nel Regno Unito non avevamo praticamente stermine con noi. io avevo nel portafogli 13 sterline avanzate dai nostri precedenti viaggi. il contante ha lasciato il posto alla più comoda carta di credito e in molti posti non viene proprio accettato, nemmeno per pagare un caffè.

Le monete tornano utili per le offerte libere, che in Inghilterra sono frequenti: alla cattedrale di Gloucester non c’è un biglietto a prezzo fisso, e noi abbiamo lasciato 5 sterline a testa. Servono anche per un mercato all’aperto, per una mancia o per il negozietto di paese che non ha il terminale. Non serve partire con un pacco di banconote: qualche banconota da 10 e 20 sterline basta, e se finiscono c’è il bancomat. Nei nostri viaggi di solito teniamo una cassa comune, e una cosa che amo di questo sistema è che non sono io a tenerla.

A Londra i mezzi si pagano con la carta

Se il viaggio comincia o finisce a Londra, metro, bus e treni urbani si pagano appoggiando la carta contactless o il telefono ai tornelli, e TfL, l’azienda dei trasporti, scrive che molte carte emesse fuori dal Regno Unito funzionano, con l’avvertenza che la vostra banca può applicare le sue commissioni sui pagamenti esteri. La regola da ricordare è una sola: in entrata e in uscita va usata sempre la stessa carta o lo stesso telefono, perché è così che il sistema calcola la tariffa.

moneta inghilterra Bus
moneta inghilterra Bus

Il vantaggio è il tetto giornaliero, che TfL calcola da sola dalle 4.30 alle 4.29 del giorno dopo: con le tariffe in vigore, nelle zone 1 e 2 un adulto non spende più di 8,90 sterline al giorno, e chi usa solo il bus, a 1,75 sterline a corsa, si ferma a 5,25.

Mance e service charge

Nei ristoranti inglesi la prima cosa da guardare è il conto, perché spesso la mancia c’è già: si chiama service charge ed è una voce in fondo, aggiunta al totale. Dal 1° ottobre 2024 una legge sulle mance obbliga i locali a girare per intero al personale le mance e i service charge, senza trattenute. Il codice che la accompagna precisa quando il service charge è facoltativo: quando al cliente viene detto chiaramente che non c’è obbligo di pagarlo. Se invece è obbligatorio, l’autorità britannica per la concorrenza vuole che sia già compreso nel prezzo.

Il governo non indica una percentuale. La dà VisitBritain: al ristorante il 10-15 per cento quando il servizio non è già sul conto, e lo stesso per il taxi, dove molti si limitano ad arrotondare. Nei pub, dove si ordina e si paga al bancone, Visit London scrive che la mancia non si lascia.

Consiglio: leggete sempre la riga del servizio prima di aggiungere qualcosa. Se c’è, non lasciate un’altra mancia sopra, perché pagherete il servizio due volte; se è indicata come facoltativa e il servizio non vi è piaciuto, potete chiedere di toglierla.

Niente tax free: il rimborso dell’IVA non c’è più

Chi è stato in Inghilterra prima della Brexit si ricorda i moduli per farsi rimborsare l’IVA in aeroporto. Non esistono più: dal 1° gennaio 2021 il governo britannico ha abolito il rimborso dell’IVA per i turisti in Inghilterra, Scozia e Galles, e oggi un acquisto è esentasse solo se il negozio lo spedisce direttamente a un indirizzo fuori dal Regno Unito. Quello che comprate e vi portate in valigia lo pagate al prezzo pieno, IVA compresa.

Al ritorno in Italia contano le franchigie della dogana, perché il Regno Unito per l’Unione europea è un paese terzo. La Carta doganale per chi viaggia dell’Agenzia delle Dogane, aggiornata ad agosto 2026, le fissa così: merci per un valore di 430 euro a persona se si arriva in aereo o in nave, 300 euro via terra, 150 euro per i minori di 15 anni, e se si supera la soglia i dazi si pagano sull’intero valore dell’oggetto, non sulla parte in più. Per l’alcol, un litro di superalcolici sopra i 22 gradi oppure due litri fino a 22, più quattro litri di vino e sedici di birra; per il tabacco, 200 sigarette oppure 50 sigari. Alcol e tabacco non sono esenti per chi ha meno di 17 anni.

Info pratica: nei viaggi più lunghi metto sempre in fondo alla valigia una sacca morbida, che al ritorno diventa una valigia in più. Nel nostro ultimo viaggio in Scozia abbiamo comprato alcune bottiglie di whisky e una giacca di tweed, e lo spazio non bastava. Se tornate con il whisky, ricordate che la franchigia è di un litro di superalcolici a persona, e le bottiglie si contano tutte, anche quelle per gli amici.

Due regole valgono invece all’andata. Dal 12 aprile 2025 il Regno Unito vieta di portare dall’Unione europea carne e latticini per uso personale, e lo ricorda anche la scheda di Viaggiare Sicuri della Farnesina: il salame e il formaggio di casa restano in Italia. E chi entra con 10.000 sterline o più in contanti deve dichiararle alla dogana britannica, come deve dichiarare 10.000 euro o più chi esce dall’Italia verso un paese extracomunitario.

Prese elettriche: tre poli rettangolari a 230 volt

Le prese inglesi hanno tre poli rettangolari, e nei negozi l’adattatore lo trovate indicato come tipo G. La spina standard è fissata da una norma britannica del 1994, la BS 1363, e la rete è a 230 volt e 50 hertz, come da noi: i caricatori del telefono, del portatile e della macchina fotografica funzionano senza problemi, serve solo l’adattatore. Nella lista delle cose che porto in ogni viaggio, accanto alle cavetterie e alle pile, ci sono sempre gli adattatori per le prese dove non sono uguali alle nostre, e l’Inghilterra è il primo caso.

moneta inghilterra prese inglesi
moneta inghilterra prese inglesi

Consiglio: se in camera siete in quattro con telefoni, orologi e batterie da ricaricare, portate un solo adattatore e una ciabatta italiana, oppure un adattatore con le porte USB. Negli alberghi, scrive VisitBritain, le prese per le spine europee, quando ci sono, servono per il rasoio.

Prima di partire: il resto in due righe, e dove lo spieghiamo

Il denaro è la domanda che arriva per prima, ma prima di partire per l’Inghilterra ci sono altre cose da sistemare. Le abbiamo spiegate una per una in pezzi dedicati: qui ve le metto in fila, con la risposta corta e il posto dove trovate quella lunga.

CosaLa risposta cortaDove lo spieghiamo
DocumentiServe il passaporto, la carta d’identità per il turismo non basta più, e prima di partire va chiesta l’ETA, 20 £ a persona.ETA e documenti per il Regno Unito
TelefonoIl Regno Unito è fuori dal roaming europeo: la soluzione più comoda per un viaggio breve è una eSIM, e noi ci troviamo bene con Saily.ETA e documenti per il Regno Unito
SanitàLa tessera sanitaria europea nel Regno Unito non funziona più come prima.Assicurazione sanitaria per il Regno Unito
AutoSi guida a sinistra, la patente italiana basta e per il noleggio serve una carta di credito.Guidare a sinistra in Inghilterra
Tempo e valigiaGiacca antipioggia con cappuccio, vestiti a strati, scarpe impermeabili, e l’ombrello lasciatelo a casa.Il clima in Inghilterra e come fare la valigia
Musei e castelliLe tessere del National Trust e di English Heritage convengono solo se il giro tocca abbastanza posti a pagamento.National Trust ed English Heritage
Fuso orarioIn Inghilterra è un’ora indietro rispetto all’Italia, tutto l’anno.

L’ultima riga la metto qui sotto, perché riguarda la cosa che si spera di non usare mai. Con la tessera sanitaria che nel Regno Unito non copre più come una volta, un’assicurazione di viaggio per il singolo viaggio si fa online in pochi minuti e si porta sul telefono. È il tipo di spesa che si rimpiange solo quando non la si è fatta: l’esperienza di qualcuno salva sempre qualcun altro.

Moneta in Inghilterra in breve

  • Moneta: sterlina (GBP, £), divisa in 100 pence. L’euro non si usa.
  • Banconote: 5, 10, 20 e 50 £, tutte in polimero; valgono quelle con Elisabetta II e quelle con Carlo III. Le banconote di carta sono fuori corso e si cambiano solo tramite la Bank of England.
  • Monete: 1p, 2p, 5p, 10p, 20p, 50p, 1 £ e 2 £. La vecchia moneta rotonda da 1 £ è fuori corso dal 2017.
  • Carte: contactless quasi ovunque; il limite lo decide la banca che ha emesso la carta, e quasi tutte le banche britanniche restano a 100 £. American Express e Diners sono accettate poco.
  • Al POS e al bancomat: se vi propongono l’euro, scegliete le sterline. Il costo del prelievo, se c’è, lo dice lo schermo prima.
  • Mance: guardate se il service charge è già sul conto; altrimenti VisitBritain indica il 10-15 per cento. Nei pub niente mancia.
  • Tax free: abolito dal 1° gennaio 2021. Al rientro in Italia la franchigia è di 430 euro a persona in aereo.
  • Prese: tre poli rettangolari, 230 V e 50 Hz; serve un adattatore.

Domande frequenti sulla moneta in Inghilterra

Che moneta si usa in Inghilterra?

La sterlina britannica, codice GBP e simbolo £, divisa in 100 pence. È la moneta di tutto il Regno Unito, quindi anche di Scozia, Galles e Irlanda del Nord. Le banconote sono da 5, 10, 20 e 50 £, le monete da 1, 2, 5, 10, 20 e 50 pence, da 1 e da 2 £.

In Inghilterra si può pagare in euro?

No, la moneta del paese è la sterlina e non conviene contare sull’euro. Per la Bank of England ogni negoziante è libero di scegliere quali pagamenti accettare, e in Inghilterra quasi tutti accettano le carte. Se un terminale vi propone di pagare in euro, scegliete comunque le sterline.

Quanti contanti portare in Inghilterra?

Pochi. Si paga quasi tutto con la carta o con il telefono, anche i parcheggi e i mezzi di Londra. Il contante serve per le offerte libere nelle chiese, per qualche mercato, per le mance e per il negozio che non ha il terminale: qualche banconota da 10 e 20 £ basta, e se finiscono si preleva al bancomat.

Le banconote inglesi di carta valgono ancora?

No. Le banconote di carta da 5, 10, 20 e 50 £ sono state ritirate fra il 2017 e il 30 settembre 2022 e i negozi non le accettano. La Bank of England però le cambia senza scadenza: per posta, allo sportello di Threadneedle Street a Londra o, fino a 300 £, in uno dei 51 uffici postali che fanno il servizio.

Le sterline scozzesi si possono usare in Inghilterra?

Sono sterline vere, emesse legalmente da banche scozzesi, ma in Inghilterra non hanno corso legale e un negozio può rifiutarle. Lo stesso vale per quelle nordirlandesi, che secondo VisitBritain si usano solo in Irlanda del Nord. Conviene spenderle prima di riattraversare il confine.

Con la carta conviene pagare in euro o in sterline?

In sterline. Se scegliete l’euro, il cambio lo fa sul momento il gestore del terminale, con un tasso che non potete confrontare; se scegliete la sterlina, la conversione la fa la vostra banca alle condizioni del vostro contratto, che potete leggere prima di partire. Vale anche al bancomat.

In Inghilterra si lascia la mancia?

Al ristorante spesso è già sul conto come service charge, e in quel caso non si aggiunge altro. Quando non c’è, VisitBritain indica il 10-15 per cento, e lo stesso per il taxi, dove molti arrotondano. Nei pub, dove si ordina al bancone, secondo Visit London la mancia non si lascia. Dal 1° ottobre 2024 la legge obbliga i locali a girare tutte le mance al personale.

Che prese ci sono in Inghilterra?

Prese a tre poli rettangolari, quelle che nei negozi trovate come tipo G, con la rete a 230 volt e 50 hertz come in Italia. I caricatori italiani funzionano, ma serve un adattatore per ogni spina, oppure un adattatore solo con una ciabatta o con le porte USB.

In Inghilterra si può avere il rimborso dell’IVA?

No. Dal 1° gennaio 2021 il rimborso dell’IVA per i turisti è stato abolito in Inghilterra, Scozia e Galles: un acquisto è esentasse solo se il negozio lo spedisce direttamente a un indirizzo fuori dal Regno Unito. Al rientro in Italia valgono le franchigie della dogana, 430 euro a persona se si torna in aereo.

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Ti ha accompagnato in questa guida

Paolo Salvetti

Paolo Salvetti, toscano DOC, vivo a Massarosa in provincia di Lucca, classe 1972. Curioso di natura, mi piace sperimentare, scoprire, innovare. In viaggio molto spesso per lavoro, qualche volta per diletto insieme a mia moglie Ornella. Ci piace fare viaggi che ci sorprendano anche in zone vicine a noi. Il nostro modo di condividere l'esperienza è portare a casa le specialità gastronomiche dei luoghi e gustarle insieme agli amici più cari.

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