Passages parigini, una passeggiata alla scoperta della “vera” Paris

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Cosa fare a Parigi quando piove? Una passeggiata a piedi sulle tracce del percorso più parisien che si possa immaginare, alla scoperta di una città nascosta, protetta da volute di vetro, ferro e piombo. Una dimensione più intima e raccolta, non meno romantica dei grandi boulevard e del lungo Senna, ma sicuramente più misteriosa e caratteristica. Una Parigi dentro Parigi che offre nuove prospettive e un riparo asciutto ad un piovoso fine settimana autunnale

Sono stata a Parigi così tante volte che nemmeno riesco a ricordarmele tutte. Complice il fatto che due delle mie più care amiche vi abitano ormai da anni, o che con un volo di meno di due ore da Pisa posso catapultarmi nella folie della Ville Lumière, ma appena ne ho l’occasione, ci vado, anche solo per pochissimi giorni, anche solo per un fine settimana.
Ed è stato proprio grazie ad uno di questi viaggi last minute di soli tre giorni, che qualche tempo fa ai primi di novembre ho scoperto l’itinerario più parigino di tutti. Era da tempo che desideravo percorrerlo, ma questa volta la pioggia incessante non mi ha lasciato alternativa. E così eccomi qua, alla scoperta della Parigi dei passages e delle gallerie coperte.

Parigi Passage Jouffroy

Passage Jouffroy – Photo credit: Loryan on Visual hunt / CC BY-NC-SA

Una Paris fatta di atmosfere private e note suggestive e sospese. Nessuna città al mondo ne possiede tanti e molti parigini neppure conoscono queste gallerie coperte che in passato giocarono un ruolo centrale nella vita sociale cittadina.
Ce ne sono di elegantissime e di molto popolari ed ognuna è caratterizzata da un suo particolare modo di essere. Lungo queste gallerie si affacciano caratteristici e esclusivi esercizi commerciali, café, ristoranti e terrazze.
Al di sopra delle insegne dei negozi spesso si intravedono balconi fioriti e finestre con le tende aperte che regalano uno squarcio rubato su istantanee di vita di gente comune, perché ancora oggi molti di questi passaggi sono abitati.

 

Passages parigini, qualche cenno di storia

parigi - passaggi coperti

Verso la fine del XVIII secolo, nei giardini di Palays Royal, vennero costruite le celeberrime Galeries de Bois, che ebbero subito un grande successo e nel giro di poco tempo più di cinquanta passaggi coperti furono realizzati a loro imitazione in tutta Parigi.

Inizialmente i passages parigini sorsero per motivi commerciali e per garantire ai passanti un luogo sicuro dove fare compere, lontano dal fango e dalle carrozze, oggi ne sono rimaste una quindicina e ciascuna rappresenta un mondo a sé.

Passages parigini, itinerari(o) di scoperta

Passages parigini

Passage Verdeau

Ho provato a tracciare – un po’ mentalmente, un po’ su un foglio – un unico itinerario di vista che, seguendo le classiche indicazioni “svolta a destra” “poi svolta a sinistra”, “ora attraversa la piazza”, potesse includere tutti i passages parigini, ma non mi è stato praticamente possibile. O per lo meno… io di itinerari ne ho individuati almeno tre. Quindi ho abbandonato l’idea di un tragitto univoco per tappe organizzate e ho sfoderato il mio spirito da flâneur metropolitano.

Come somma indicazione, posso solo dire che passaggi e gallerie coperte si trovano sulla Rive Droite, nella zona del Grands Boulevards, tra il I e il IX arrondissement.
Come per qualsiasi “cosa importante” a Paris nessuno di loro è troppo distante da un’uscita della metropolitana, ma in questo caso sconsiglio vivamente di usare questo mezzo. Il modo migliore per scoprirli è andare a piedi. Io ho fatto così.
All’inizio mi sono armata della classica cartina ripiegata – che poi non si riesce mai a ripiegarla correttamente – ma la pioggia incessante l’ha subito lacerata. Così ho osservato i locali ed ho acquistato un indice delle strade: “Paris classique par arrondissement: 29 plans de la proche banlieue” un piccolo libretto tascabile che racchiude in una serie di tavole l’Atlas routiers della città. Da allora, ogni volta che vado a Parigi è la prima cosa che metto nel mio bagaglio a mano.

I più famosi tra i passages parigini, tra aneddoti e storia

Passages parigini

Passages des Panoramas – Photo credit: jmdigne on Visual hunt / CC BY-SA

Una delle gallerie più famose – e la prima che ho visitato – è situata vicino al Museo del Louvre, in Rue Jean-Jaques Rousseau: la Galerie Vero-Dodat. La storia di questo passaggio è ricca di aneddoti. Fu voluto da due salumieri, Vero e Dodat, per abbreviare la strada tra i quartieri di Les Halles e del Palays Royal. Al suo interno lo sguardo viene rapito dai tanti vetri, dalle decorazioni di rame e dai globi di cristallo, un tempo necessari per l’illuminazione a gas, oggi rimasti, insieme alle sontuose volute in ghisa, quali splendidi arredi urbani.
Era da qui che partivano le carrozze e le diligenze dirette in tutta la Francia; ed è qui che ancora oggi, i turisti e la gente di Parigi siedono ai bistrot del delizioso Cafè de l’Epoque e acquistano libri pregiati da quello che forse è il successore del libraio Aubert che stampava e distribuiva caricature satirico-politiche. Vi si trovano eleganti profumerie e negozi di valigie, ma soprattutto l’erede del negozio di Monsieur Bontoux che dispensava i migliori timbales della città.
Decoratori, liutai, specialisti in bambole antiche. Attraversandola sembra di passeggiare nella Parigi di Balzac e della Passages pariginiRestaurazione.

Poco distante il piccolo ma incantevole Passage du Perron che ospita, incastonati nella pietra, un delizioso negozio di carillon e una sorprendente boutique di giocattoli di legno.

Basta arrivare dall’altra parte della strada e lo sfacciato rosso del Passage des Deux-Pavillons conquista lo sguardo ed è impossibile ignorare le belle vetrine dei suoi unici due negozi.

Attraversato il breve passaggio rosso, vicino all’Hotel Colbert, si apre la Galerie Colbert che si unisce fondendosi con la Galerie Vivienne.
È il salotto buono di Parigi, in assoluto uno dei luoghi più eleganti della città. E uno dei miei preferiti, insieme a Place des Vosges.
Se mai dovessi vincere alla lotteria, mi comprerei un appartamento qui, ma dall’altra parte della piazza rispetto a dove si trova la casa-museo di Victor Hugo, perché quel lato è quasi sempre in ombra.
Tornando invece alla Galerie Colbert e alla Galerie Vivienne, sembra che le due abbiano da sempre rivaleggiato tra loro e che questa competizione abbia portato gli esercenti ad abbellire all’estremo i due passaggi, per stupire i passanti con proposte sempre più esclusive.
La Galerie Colbert, creata ne 1826, è sovrastata da un’immensa cupola-vetrata sotto la quale una volta trionfava un enorme candelabro, oggi sostituito da una statua che raffigura una giovane donna in omaggio alle signore che da sempre frequentano la galleria.
Hanno qui la loro sede negozi e uffici della Biblioteca Nazionale, la celebre Libreria Colbert, nonché l’omonimo e lussuoso ristorante dove, a leggere le recensioni sulle guide più patinate si può gustare la migliore torta di mele di tutta la città. Non ho avuto modo di provarla. Magari al mio prossimo viaggio.

passages parigini

Galerie Vivienne – Photo credit: Marmontel on Visual hunt / CC BY

La sua gemella, la Galerie Vivienne fu voluta da un celebre notaio che ingaggiò un grande architetto, François-Jaques Delaunoy, il quale adornò la galleria di pilastri, corone d’alloro, frutta, cornucopie e il caduceo di Mercurio, tutti simboli legati al successo e al commercio.
Lungo i suoi lati sfilano oltre sessanta negozi unici nel loro genere, tra cui spiccano piccole case di moda, di tessuti e di abbigliamento e un incredibile negozio di fiori finti. Completano la rassegna, una suggestiva sala da tè, e per i bibliofili di tutto il mondo, un luogo irrinunciabile: la Librairie Siroux.

Poco lontano da qui, il Passage Choiseul, meno elegante forse ma di indiscutibile fascino perché legato alla storia di Céline che vi trascorse la sua infanzia. È un luogo pieno di vita vissuta con la sua loggetta interna sormontata da un orologio. Tra gli esercizi commerciali più caratteristici, un negozio di giocattoli specializzato in riproduzioni giganti dei gargouilles di Notre Dame e Lavrut, un immenso negozio di tempere e colori ad olio frequentato assiduamente dai pittori parigini.

passges parigini

Passage Jouffroy – Photo credit: Phil Beard on Visual Hunt / CC BY-NC-ND

E ancora il Passage des Princes, con i suoi moderni negozi di elettronica, di profumi e odori, di spezie vino e cioccolate, o il Passage des Panoramas (lo adoro) intricato e suggestivo, costellato di eccentrici ristoranti quali il Victoria Station, allestito come un vagone ristorante del 1900, o il Panoramas e il Nation frequentatissimi da attori e registi, oppure Le Croquenote dove ogni sera si può assistere a spettacoli musicali.

E ancora il Passage Juffroy, sicuramente uno dei miei preferiti con il suo bellissimo negozio di giocattoli antichi e quello che vende stampe e riviste cinematografiche d’epoca, passaggio che poi confluisce nel Passage Verdeau in direzione della rue du Faubourg Montmartre con i suoi negozi di antiquariato, modernariato, o brocantes, come vengono chiamati in Francia.
Infine il Passage Reilhac che si trova nel decimo arrondissement e congiunge la rue du Faubourg-Saint-Denis al Boulevard de Strasbourg.


La Mappa dei Passages parigini

 

 

 

 

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By | 2018-09-04T08:13:01+00:00 settembre 3rd, 2018|Parigi|1 Comment

About the Author:

Multitasking per vocazione, appassionata non pentita di progetti di comunicazione, raccontatrice di storie urbane e instancabile camminatrice museale. La mia voglia di partire nasce sempre da una suggestione che mi colpisce improvvisa mentre ascolto una canzone, guardo un film, leggo un libro: da sola, in coppia o con le amiche, l’importante per me è partire sempre per un nuovo viaggio!

One Comment

  1. Roberto settembre 7, 2018 at 12:30 pm - Reply

    Ci devo assolutamente andare, appena ritorno a Parigi!

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